{"id":49741,"date":"2021-01-05T00:27:27","date_gmt":"2021-01-04T23:27:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=49741"},"modified":"2023-05-24T22:15:48","modified_gmt":"2023-05-24T20:15:48","slug":"da-un-relitto-olandese-le-prove-del-contrabbando-di-argento-verso-le-indie-orientali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49741","title":{"rendered":"Da un relitto olandese le prove del contrabbando di argento verso le Indie orientali nel XVIII secolo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<br \/>\nPERIODO: XVIII SECOLO<br \/>\nAREA: MARE DEL NORD &#8211; OCEANO ATLANTICO<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: relitto, Rooswijk, Compagnia delle Indie Orientali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2016, archeologi marittimi olandesi e britannici effettuarono una spedizione subacquea congiunta sul sito del relitto della <strong><span style=\"color: #008000;\">Rooswijk<\/span><\/strong>, al largo della costa britannica. La nave apparteneva alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Compagnia olandese delle Indie orientali<\/span> <\/strong>(<strong><span style=\"color: #008000;\">Vereenigde Oost-Indische Compagnie o VOC<\/span><\/strong>) ed affond\u00f2 sulle Goodwin Sands nel Kent, nel gennaio 1740, con un carico di lingotti d&#8217;argento e monete a bordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Ma cosa avvenne in quel tragico giorno?<\/strong><\/span><br \/>\nIn una fredda giornata di gennaio, la nave, colta da una terribile tempesta, fini su quei banchi famosi per aver mietuto centinaia di vite umane. Le cronache del tempo parlarono di fogli di lettere ritrovate sulla spiaggia, unica testimonianza del naufragio. La nave affond\u00f2 senza restituire nessun sopravvissuto e non fu possibile effettuare soccorsi fino alla successiva primavera, quando per\u00f2 tutte le tracce visibili della nave erano ormai state cancellate dal mare. Tutto cadde nel dimenticatoio fino a quando, nel 2004, un subacqueo ricreativo scopr\u00ec all&#8217;estremit\u00e0 nord-est di <strong><span style=\"color: #008000;\">Kellett Gut<\/span> <\/strong>delle casse sul fondo, a circa 24 metri di profondit\u00e0. Le prime immersioni rivelarono che, dopo il naufragio, le travi dello scafo si erano spezzate, facendo cadere i ponti della nave l&#8217;uno sull&#8217;altro, offrendo ai sommozzatori un&#8217;istantanea della vita a bordo di quella nave. &nbsp;Di fatto dopo l\u2019incaglio il collasso delle strutture cre\u00f2 tre separazioni fisiche: uno strato superiore, costituito dalla sala da pranzo degli ufficiali, quello intermedio dove risiedeva la cabina del conestabile, contenente ancora 50 moschetti, e lo strato inferiore con il deposito munizioni ed il ponte cannoni. Tutti ben visibili.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MARINA-OLANDESE-COMPAGNIA-DELLE-INDIE-VCO-640px-Ship_of_the_Dutch_East_India_Company_39520926212.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-OLANDESE-COMPAGNIA-DELLE-INDIE-VCO-640px-Ship_of_the_Dutch_East_India_Company_39520926212.jpg\" width=\"640\" height=\"960\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ship of the Dutch East India Company &#8211; autore Thomas Quine<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ship_of_the_Dutch_East_India_Company_(39520926212).jpg\">File:Ship of the Dutch East India Company (39520926212).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una scoperta eccezionale che attir\u00f2 subito molti curiosi, ma non solo. Nel dicembre 2005, fu reso pubblico che tra maggio e settembre di quell&#8217;anno una squadra guidata da <strong><span style=\"color: #008000;\">Rex Cowan<\/span><\/strong> aveva recuperato in segreto, per evitare di attirare saccheggiatori, parte della nave e del suo contenuto. I manufatti recuperati includevano circa <strong><span style=\"color: #008000;\">mille lingotti d&#8217;argento, monete d&#8217;oro e \u2026 un barattolo di senape<\/span><\/strong>. Questa operazione di salvataggio suscit\u00f2 da subito aspre critiche da parte delle organizzazioni per la Tutela del Patrimonio di tutto il mondo, poich\u00e9 violava alcuni dei principi internazionali relativi alla protezione del patrimonio archeologico ovvero il <strong><span style=\"color: #008000;\">Trattato di La Valletta del 1992<\/span><\/strong> e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Convenzione UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale sottomarino<\/span> <span style=\"color: #008000;\">del 2001<\/span><\/strong>. Nel 2007, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Rooswijk<\/span><\/strong> fu quindi designato sito protetto ai sensi della legislazione britannica che ne imped\u00ec ulteriori lavori di \u201csalvataggio\u201d. Nello stesso anno l\u2019Olanda cambi\u00f2 le sue regole, rendendo impossibile il rilascio di ulteriori diritti di salvataggio per relitti storici. Secondo la legge, i resti della nave, che si trovano sul territorio del Regno Unito, rimangono di propriet\u00e0 del governo olandese. Questo perch\u00e9, quando nel 1798 la Compagnia olandese fu sciolta, i suoi possedimenti furono ereditati dalla Repubblica Batava, il cui successore legale \u00e8 ora l\u2019Olanda, che pu\u00f2 quindi rivendicare il possesso degli oggetti del Rooswijk.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2016 il relitto fu inserito nell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Historic England&#8217;s Heritage at Risk Register<\/span><\/strong> a causa dell&#8217;erosione persistente, delle teredini che ne attaccavano il legno e &#8230; dell&#8217;elevato numero di immersioni non autorizzate sul relitto da parte di cacciatori occasionali di tesori. Nacque cos\u00ec il <strong><span style=\"color: #008000;\">progetto Rooswijk 1740<\/span> <\/strong>che ebbe inizio nel 2017 guidato da <strong><span style=\"color: #008000;\">MSDS Marine<\/span><\/strong>. Durante gli scavi, furono effettuate nuove scoperte di reperti, poi conservati in un magazzino a Ramsgate, una citt\u00e0 costiera nel Kent orientale, Inghilterra, per la loro registrazione prima di essere&nbsp; restituiti all\u2019Olanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il progetto Rooswijk 1740<\/span> <\/strong><\/span><br \/>\nIl progetto non si&nbsp; concentr\u00f2 solo sul lavoro archeologico subacqueo, ma anche sulla ricerca storica, collaborando con <strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;Istituto Internazionale di Storia Sociale (IISG) <\/span><\/strong>di Amsterdam. In realt\u00e0 questa inizi\u00f2 prima della parte subacquea, concentrandosi su diversi temi, come il contrabbando di argento verso le Indie orientali, il carico della nave durante il suo ultimo viaggio e sul suo equipaggio. Queste ricerche di archivio hanno permesso di inquadrare il contesto storico, raccontando storie degli sfortunati membri dell&#8217;equipaggio che non potrebbero semplicemente emergere dalla ricerca archeologica sul sito.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MARINA-OLANDESE-ROOSWIJK-medal-with-attachment.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-OLANDESE-ROOSWIJK-medal-with-attachment.jpg\" width=\"830\" height=\"417\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Image: #Rooswijk1740 project &#8211; Medaglia commemorativa con attacco&nbsp;<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/english.cultureelerfgoed.nl\/latest\/weblog\/2020\/rooswijk-shipwreck-excavation-update-2020\">Rooswijk Shipwreck Excavation Update 2020 | Weblog | Cultural Heritage Agency (cultureelerfgoed.nl)<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, parliamo oggi di un aspetto poco conosciuto, il <strong><span style=\"color: #008000;\">contrabbando dell\u2019argento sulle navi della Compagnia delle Indie Orientali<\/span><\/strong>.&nbsp;Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Rooswijk<\/span><\/strong> part\u00ec per il suo ultimo viaggio dai Paesi Bassi con destinazione Batavia (l&#8217;odierna Giacarta) con molto argento a bordo, destinato per l\u2019acquisto delle preziose merci asiatiche. L&#8217;argento era molto richiesto e veniva scambiato con spezie e porcellane che potevano essere rivendute in Europa ad un prezzo decisamente maggiore. Si pensa che il valore del carico della Rooswijk fosse di oltre 300.000 fiorini che comprendeva lingotti d&#8217;argento e &#8220;pezzi da otto&#8221; messicani. Monete coniate secondo un peso standard riconosciuto, che le rendeva perfette per il commercio internazionale. La quantit\u00e0 delle monete recuperate nel relitto del <strong><span style=\"color: #008000;\">Rooswijk <\/span><\/strong>include diverse centinaia di pezzi d&#8217;argento messicani del XVIII secolo cos\u00ec come &#8220;dollari&#8221; e monete di altre zecche. Una quantit\u00e0 superiore a quanto ci si aspettava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli archeologi hanno quindi presunto che circa la met\u00e0 del denaro a bordo era destinato al commercio illegale, in quanto non facevano parte del carico. Molte delle monete scoperte presentavano dei piccoli fori deliberati, il che fa pensare che i membri dell&#8217;equipaggio le cucivano nei loro vestiti per rivenderle nelle Indie orientali olandesi, dove non c&#8217;erano miniere d&#8217;argento. Gli archeologi hanno scoperto anche molte altre monete pi\u00f9 antiche nel sito del relitto, inclusi i ducati della Repubblica e dei Paesi Bassi meridionali (ora Belgio) che non facevano parte del carico. Ci\u00f2 ha di fatto confermato il sospetto che i passeggeri e l&#8217;equipaggio della Rooswijk trasportavano dell\u2019argento personale per contrabbandarlo illegalmente nelle Indie.&nbsp;Sebbene il contrabbando di argento fosse ufficialmente proibito dalla Compagnia olandese delle Indie orientali, era una pratica diffusa tra i membri degli equipaggi che cercavano un guadagno aggiuntivo al termine dei loro pericolosi viaggi. Gli archeologi ritengono che met\u00e0 dell\u2019argento trasportato dal Rooswijk fosse illegale. Una prassi tollerata dalla Compagnia, tanto che fu stimato che, solo nel XVII e XVIII secolo, furono contrabbandati illegalmente in Asia dai 20 ai 40 milioni di ducati d\u2019argento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una straordinaria scoperta<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli archeologi continuano ad indagare sul relitto che ha restituito numerosi oggetti personali. Il team ha lavorato sul punto in cui dovrebbe essere la poppa della nave, ritrovando un pettine, un contenitore di piombo per il formaggio, vasi di peltro ed una scatola piena di ditali, oggetti personali di cui ora si \u00e8 riusciti, attraverso ricerche incrociate, a scoprire le identit\u00e0.&nbsp;Si tratta di 19 dei 237 membri dell&#8217;equipaggio di Rooswijk che, grazie a documenti conservati negli archivi di Amsterdam, hanno finalmente un nome. Inizialmente l\u2019unica informazione nota era che la nave era comandata dal capitano Dani\u00ebl Ronzieres, ma nulla si conosceva sul resto dell\u2019equipaggio in quanto tutti i registri erano andati persi nel naufragio.&nbsp;I genealogisti olandesi hanno condotto una ricerca negli archivi storici e sono stati in grado di identificare altri membri dell&#8217;equipaggio ritrovando le loro<strong><span style=\"color: #008000;\"> <em>lettere di trasporto<\/em><\/span><\/strong>&nbsp;negli archivi della citt\u00e0 di Amsterdam. Le <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>lettere di trasporto<\/em> <\/span><\/strong>erano delle deleghe che autorizzavano terze persone a riscuotere parte dello stipendio di un membro dell&#8217;equipaggio dalla Compagnia delle Indie Orientali. Queste deleghe, in mancanza di denaro o di credito, venivano utilizzate per pagare l&#8217;alloggio, acquistare provviste o scambiarle con denaro contante. Altri nominativi sono stati scoperti perch\u00e9 gli sfortunati avevano redatto un testamento prima della partenza presso un notaio, nei cui archivi erano stati conservati gli atti che contenevano il nome della nave di appartenenza.&nbsp;Tra quelli identificati, un chirurgo di nome <strong><span style=\"color: #008000;\">Gerrit Hendrik Huffelman<\/span><\/strong>, che aveva all\u2019attivo molti viaggi in Oriente, <strong><span style=\"color: #008000;\">Thomas Huijdekoper<\/span><\/strong>, un 19enne al suo primo viaggio e <strong><span style=\"color: #008000;\">Pieter Calmer<\/span><\/strong>, un marinaio che era sopravvissuto in precedenza a un naufragio al Capo di Buona Speranza. Inoltre si \u00e8 scoperto che gli uomini a bordo della Rooswijk erano per lo pi\u00f9 nati nei Paesi Bassi ma vi erano alcuni di origini tedesche, svedesi e norvegesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Rooswijk nasconde ancora tanti segreti e tante storie che furono spezzate in quel freddo gennaio del 1740 da una terribile e spietata tempesta. Anche questa \u00e8 una storia del mare, che da millenni racchiude nel suo scrigno<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\"> vite e sogni degli uomini e delle donne che lo solcarono.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima Silver coin from the&nbsp;<a class=\"extiw\" title=\"en:East Indiaman\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/East_Indiaman\">East Indiaman<\/a>&nbsp;(VOC)&nbsp;<a class=\"extiw\" title=\"en:Rooswijk\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Rooswijk\">Rooswijk<\/a> (sank 1739 offshore England) &#8211; &nbsp;autore Ra&#8217;iKe<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Silver_coin_from_East_Indiaman_(VOC)_Rooswijk.jpg\">File:Silver coin from East Indiaman (VOC) Rooswijk.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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