{"id":49688,"date":"2017-01-25T00:05:36","date_gmt":"2017-01-24T23:05:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=49688"},"modified":"2023-05-08T16:47:32","modified_gmt":"2023-05-08T14:47:32","slug":"49688","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49688","title":{"rendered":"Impatto naturale e antropico sulle barriere coralline"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: BARRIERE CORALLINE<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Coralli, impatto naturale, impatto antropico<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli articoli precedenti, abbiamo parlato dei coralli, della loro biologia, del loro modo di riprodursi e della loro capacit\u00e0 di aggregarsi in strutture biologiche complesse ed importanti in grado di costruire scogliere, barriere e atolli. Abbiamo visto quanto essi siano importanti nell\u2019equilibrio degli oceani, sottolineandone la necessit\u00e0 di protezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oggi entreremo nei particolari, per comprendere meglio quali siano gli impatti naturali (dove spesso c&#8217;\u00e8 poco da fare) e quelli antropici per comprendere come mitigarne gli effetti.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">La vita dei coralli non \u00e8 facile e sono sottoposti a numerose minacce, naturali e non, per la loro sopravvivenza.<\/span><br \/>\n<\/span> <\/strong>Le forze della natura sottopongono le barriere a stress continui che possono essere aumentati dagli effetti disastrosi del moto ondoso a seguito di uragani e cicloni. Le energie in gioco possono letteralmente spezzare o appiattire le strutture verticali di corallo, disperdendole in frammenti. Sebbene la durata degli effetti di un uragano non sia in grado di uccidere un&#8217;intera colonia, i coralli a crescita lenta possono essere ricoperti di alghe e di sedimenti prima che possano riprendersi e quindi soffocare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro fattore di stress sono le <strong><span style=\"color: #008000;\">escursioni di marea<\/span><\/strong> che in alcune zone del mondo possono essere importanti sia verticalmente che orizzontalmente. Periodi di marea eccezionalmente bassa lasciano scoperte le teste di corallo in acque poco profonde, danneggiando le barriere. Ovviamente l&#8217;entit\u00e0 del danno dipende dall&#8217;ora del giorno e dalle condizioni meteorologiche concorrenti; i coralli che restano esposti durante le ore diurne sono soggetti alle radiazioni ultraviolette che possono seccare i loro delicati tessuti. Questo comporta che i coralli potrebbero iniziare a espellere le alghe zooxantelle con cui vivono in simbiosi, fattore che li porta allo sbiancamento e, in molti casi, alla loro morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Altri fattori che possono avere effetti devastanti sui coralli sono:<\/span> <span style=\"color: #008000;\">l&#8217;<\/span><span style=\"color: #008000;\">aumento delle temperature superficiali del mare, la diminuzione del livello del mare per evaporazione con conseguente &nbsp;aumento della salinit\u00e0, o diminuzioni della stessa a seguito di precipitazioni violente causate da fenomeni atmosferici meteorologici periodici come El Ni\u00f1o.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alle variazioni chimico-fisiche, come tutti gli animali, i coralli sono vulnerabili alla predazione da parte di altri animali. Pesci, vermi marini, cirripedi, granchi, lumache e stelle marine predano i morbidi tessuti interni dei polipi dei coralli. In casi estremi, intere barriere coralline possono essere devastate se le popolazioni di predatori diventano troppo alte. Gli scienziati hanno osservato che la <strong><span style=\"color: #008000;\">Grande barriera corallina<\/span><\/strong>&nbsp;australiana si \u00e8 quasi dimezzata dal 1985 per gran parte a causa della presenza di una specie di stella marina, la <strong><span style=\"color: #008000;\">stella marina corona di spine (Acanthaster planci)<\/span><\/strong>, appartenente alla famiglia delle Acanthasteridae.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono stelle marine di grandi dimensioni che possono raggiungere il mezzo metro di diametro, provviste dalle 13 alle 21 braccia che si estendono a raggiera dal corpo centrale. Tra l\u2019altro le braccia ed il corpo intero di questa stella marina sono ricoperti da spine velenose ed appuntite lunghe circa 5 centimetri che vengono usate come difesa contro le minacce. Il suo veleno non \u00e8 mortale per l\u2019Uomo ma la puntura pu\u00f2 provocare un dolore intenso che pu\u00f2 durare alcune ore con sanguinamento della parte colpita. La stella si nutre dei coralli estroflettendo il suo stomaco sulla preda e rilasciando enzimi che la digeriscono. Questa tecnica d\u00e0 modo poi alla Acanthaster planci di assorbire i tessuti liquefatti della sua vittima. La stella ha per\u00f2 un suo vorace predatore, una grossa lumaca marina del genere<strong><span style=\"color: #008000;\"> Cheronia<\/span><\/strong> che, in certe zone, limita anche se parzialmente la diffusione di queste stelle assassine.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una curiosit\u00e0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nE\u2019 stato valutato che ogni aumento della temperatura del mare di due gradi migliorerebbe di oltre il 240% il tasso di sopravvivenza della stella, mentre il tempo di sviluppo delle larve fino al loro insediamento sul sedimento si ridurrebbe del 30%. Anche questo \u00e8 un fattore da valutare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019Uomo non \u00e8 da meno<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNon ultime le attivit\u00e0 causate dall&#8217;uomo o antropogeniche legate all\u2019inquinamento, alla pesca eccessiva e\/o &nbsp;distruttiva, alla raccolta di coralli vivi per il mercato dell&#8217;acquario, alla loro distruzione per ricavarne materiali da costruzione e, naturalmente all\u2019aumento globale delle temperature.&nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMIANCAMNETOCORALLI-AUSTRALIA-FREE-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 IMIANCAMNETOCORALLI-AUSTRALIA-FREE-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">public domain &#8211; wikipedia<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra di esse, una delle minacce pi\u00f9 significative per le barriere coralline \u00e8 l&#8217;inquinamento. Il deflusso terrestre e gli scarichi inquinanti arrivano sulle barriere a seguito di operazioni di dragaggio dei porti, di attivit\u00e0 di sviluppo costiero, di attivit\u00e0 agricole e di deforestazione, e dagli impianti di trattamento delle acque reflue. Il deflusso pu\u00f2 contenere <strong><span style=\"color: #008000;\">sedimenti sciolti, sostanze nutritive, pesticidi ed insetticidi, oli, micro e nanoplastiche e detriti<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/eutrofizzazione-su-eunicella-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 eutrofizzazione-su-eunicella-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">eutrofizzazione di Eunicella &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando questi inquinanti entrano nell&#8217;acqua, i livelli di nutrienti possono aumentare, favorendo la rapida crescita di alghe e altri organismi (eutrofizzazione) che possono soffocare i coralli, specialmente se favoriti da alte temperature superficiali delle acque. Un altro impatto chimico preoccupante \u00e8 causato dalle perdite di carburante, al rilascio involontario di vernici e rivestimenti antivegetativi ed altre sostanze chimiche che entrano nel mare attraverso i fiumi ed i canali. Non bisogna dimenticare lo spilling di petrolio che nella parte pi\u00f9 pesante si deposita sul fondo. Se la fuoriuscita di petroli avviene durante la riproduzione dei coralli, uova e sperma possono essere danneggiati mentre galleggiano vicino alla superficie prima di depositarsi. Ci\u00f2 comporta che il loro processo riproduttivo viene influenzato, rendendoli maggiormente vulnerabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ultimo \u00e8 l\u2019impatto antropico causato dai subacquei che, incuranti degli avvisi, si recano sulle barriere dandovi fondo con le ancore e, una volta immersi, calpestando malamente i coralli. Sebbene tutte le didattiche insegnino comportamenti virtuosi da adottare per evitare interazioni dannose sull\u2019ambiente marino, spesso le societ\u00e0 non effettuano alcun controllo e i subacquei calpestano le barriere, colpendole con le pinne o addirittura sedendovisi sopra, facendo danni non riparabili in breve tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora peggiore \u00e8 l\u2019impatto causato dalle operazioni di pesca che non si limitano ai mezzi tradizionali ma vedono anche l\u2019impiego illegale di esplosivi. Questo tipo, sottolineo, illegale di pesca uccide indiscriminatamente altre specie e pu\u00f2 rompere e stressare i coralli cos\u00ec tanto da espellere le loro <strong><span style=\"color: #008000;\">zooxantelle<\/span><\/strong>. Di conseguenza, ampie sezioni di barriere coralline vengono distrutte per un pugno di pesce. Altra pesca illegale \u00e8 la pesca con il cianuro, che comporta lo scarico di cianuro sulle barriere coralline per stordire e catturare i pesci vivi, uccide anche i polipi dei coralli e degrada l&#8217;habitat della barriera corallina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Qualche numero?<\/span> <\/strong>Pi\u00f9 di 40 Paesi denunciano attivit\u00e0 di pesca con esplosivi e pi\u00f9 di 15 Paesi di pesca effettuata con cianuro o altri veleni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le tecniche di pesca dannose per l\u2019ambiente corallino vanno incluse la pesca a strascico in acque profonde, che comporta il trascinamento di una rete da pesca lungo il fondo del mare, e quella detta <strong><span style=\"color: #008000;\">Muro-ami<\/span><\/strong>, una tecnica di pesca del sud-est asiatico che utilizza una rete da circuizione insieme a dispositivi di martellamento. Questi dispositivi sono costituiti da grosse pietre o da grandi blocchi di cemento che sono sospesi a picco sul mare da una gru montata sul peschereccio. Questi vengono ripetutamente e violentemente calati nell&#8217;area circondata dalla rete, frantumando letteralmente le barriere in piccoli frammenti per far uscire i pesci dalle loro tane. L&#8217;effetto ha effetti di lunga durata e praticamente totalmente distruttivi sulle barriere coralline.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un effetto simile \u00e8 causato dai pescatori di datteri mediterranei che con grossi martelli pneumatici frantumano la roccia in cui vivono i litodomi distruggendo tutto il coralligeno che vi cresce. Naturalmente \u00e8 una pesca illegale che viene punita severamente sia nella pesca che nella commercializzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ultimo, in molte aree tropicali sono nate delle societ\u00e0 per la raccolta di coralli e dei pesci di barriera per rifornire gli acquari. Questo tipo di attivit\u00e0, sebbene possa sembrare minimale, \u00e8 tuttora estremamente impattante sulle scogliere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come vedete l\u2019impatto naturale e antropico sulle barriere non \u00e8 trascurabile e sarebbe necessario, almeno per quello che ci riguarda, attuare delle moratorie internazionali per regolamentare quelle attivit\u00e0 umane che impattano sulle barriere di tutti gli oceani.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>se non diversamente attribuito &#8211; immagini da wikipedia &#8211; public domain&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . . ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI PERIODO: XXI SECOLO AREA: BARRIERE CORALLINE parole chiave: Coralli, impatto naturale, impatto antropico . 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