{"id":49467,"date":"2018-08-18T00:41:45","date_gmt":"2018-08-17T22:41:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=49467"},"modified":"2025-06-12T16:31:43","modified_gmt":"2025-06-12T14:31:43","slug":"la-battaglia-navale-di-avola-e-capo-passero-di-gabriella-monteleone-parte-ii-sovrintendenza-del-mare-siciliana-unita-operativa-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49467","title":{"rendered":"La battaglia navale di Avola e Capo Passero di Gabriella Monteleone &#8211; Parte II Sovrintendenza del mare siciliana Unit\u00e0 Operativa III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVIII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO &#8211; SICILIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: flotta inglese, flotta spagnola, George Byng, Avola, Capo Passero<\/p>\n<figure id=\"attachment_22639\" aria-describedby=\"caption-attachment-22639\" style=\"width: 798px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22639 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/gm-10.jpg\" alt=\"\" width=\"798\" height=\"598\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/gm-10.jpg 798w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/gm-10-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/gm-10-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 798px) 100vw, 798px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22639\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">incisione da P. Filocamo, Vera e distinta relazione de\u2019 progressi dell\u2019armi spagnuole in Messina, Messina, 1718<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La seconda fase della battaglia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">La documentazione spagnola continua illustrando con ampi dettagli la seconda fase della battaglia<\/span> <\/strong>avvenuta qualche ora dopo, allorquando l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Byng<\/span><\/strong> al largo di Capo Passero affront\u00f2 il grosso della flotta nemica condotta dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Antonio Gazta\u00f1eda<\/span><\/strong>. Quest\u2019ultimo aveva dato ai suoi ufficiali delle precise istruzioni circa lo schieramento offensivo in cui disporsi riportate qui di seguito in lingua originale: <strong>\u2026 <span style=\"color: #008000;\">Cuando el General ponga una bandera roja en el penol de la mesana, la Armada se pondr\u00e0 sobre un frente, el General en el centro, en medio de su division; los otros dos cabos de division se pondran en medio de sus divisiones. Los navios de fuego y de transporte formaran tambien otro frente, a medio tiro de canon detras de la Armada, quedando todos como se figura. Si de este orden de marcha sobre un frente el General quiere que la Armada se ponga en orden de batalla de bolina, el General arriar\u00e0 la bandera roja y pondr\u00e0 en el mismo sitio una bandera espanola; entonces el navio La Hermiona vendr\u00e0 detras a estribor y tomar\u00e0 la vanguardia; todos los demas navios har\u00e0n lo mismo y seguiran La Hermiona por sus aguas. Si el general quiere que el navio que est\u00e0 a la izquierda tome la vanguardia, ademas de la bandera espanola anadir\u00e0 un gallardate blanco en el asta de la bandera de popa; entonces el navio El Volante vendr\u00e0 [sic] a babor y tomar\u00e0 la vanguardia; todos los navios le seguir\u00e0n por sus aguas, y de esta manera la Armada estar\u00e0 siempre en orden de batalla \u2026 &#8220;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prosegue ancora la descrizione: <span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026 Le rimanenti diciassette navi di Linea della Flotta inglese si diressero ad attaccare le altre della Flotta spagnola che erano San Phelipe El Real, Comandante, il Principe de Asturias, San Fernando, San Carlos, Santa Isabel, San Pedro e le fregate Santa Rosa, la Perla, il Juno, e il Volante che tutte insieme facevano rotta verso Capo Passero, e siccome questi navigavano in linea, ritirandosi per il fatto che fosse tanto impari la forza, gli inglesi poterono attaccare quattro o cinque navi che componevano la retroguardia, e senza esporsi molto costringerle alla resa e successivamente fare lo stesso con le altre che non vollero o non poterono allontanarsi a forza di vele n\u00e8 impedire di essere attaccate, di modo che avendole attaccate ad uno ad uno con cinque o sei o sette Vascelli alla fine si arresero dopo un\u2019ostinata e sanguinosa resistenza. Erano queste le seguenti navi, cio\u00e8 San Phelipe el Real, Comandante, Principe de Asturias, El Real San Carlos e Santa Isabel, e altre fregate cio\u00e8 Santa Rosa, il Volante e la Juno. Nel momento in cui San Phelipe El Real stava combattendo contro gli inglesi giunse vicino al luogo della battaglia il Comandante Don Baltasar de Guevara, proveniente da Malta con due navi di Linea, e dirigendo la prua verso il San Phelipe, pot\u00e9 mettersi di traverso rispetto alle due navi che le si erano affiancate e far fuoco all\u2019una e all\u2019altra fino a quando, vedendo che\u00a0 la bandiera del San Phelipe era stata ammainata, fece rotta verso la nave dell\u2019ammiraglio Byng che seguiva di poppa la San Phelipe e affiancandola fece fuoco verso essa, facendo lo stesso il San Juan che lo aveva seguito nelle stesse acque e si ritirarono entrambe verso ponente con il beneficio della notte senza che il detto Ammiraglio n\u00e8 altri decidessero di seguirli. Senza dubbio perch\u00e9 nel succitato combattimento restarono cos\u00ec malmesse che a conclusione dovettero ritirarsi tre o quattro giorni negli stessi paraggi, cinquanta leghe in mare, non solo per ricomporre i succitati vascelli spagnoli arresi e interamente fracassati, ma anche per riposarsi del considerevole rovescio subito dai suoi, in modo che potessero navigare anche se con fatica verso Siracusa<\/strong> <strong>dove entrarono i giorni 16 e 17 agosto \u2026&#8221;<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\">Le cronache militari fin qui riportate, dunque, lascerebbero intendere che questo combattimento, malgrado le istruzioni tattico-strategiche ricevute, non avvenne in base ad una precisa linea di battaglia quanto piuttosto secondo un ordine sparso facendo andare un vascello appresso all&#8217;altro, e per tale disposizione fu facile ai Britannici attaccare separatamente ciascuna delle navi nemiche con quattro o cinque delle loro, cosicch\u00e9 non appena ne prendevano una si gettavano immediatamente\u00a0 all&#8217;inseguimento delle altre.<\/span> <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La battaglia ostinata e sanguinosa dur\u00f2 senza tregua dalla mattina di quel fatidico 11 agosto fino alla notte, a vista di terra. Uno degli scontri pi\u00f9 drammatici riguard\u00f2 la nave San\u00a0Phelipe el Real, al comando di don Antonio Gazta\u0148eda attaccata da tutta la divisione dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Byng<\/span><\/strong> che consisteva in sette vascelli, tra cui la Comandante Barfleur e un brulotto. La nave Ammiraglia spagnola fu duramente impegnata per diverse ore. Cannoneggiata da tutti i lati, si ritrov\u00f2 alla fine disalberata e con tutte le vele squarciate. Lo stesso Gazta\u0148eda fu gravemente ferito ad ambedue le gambe, il suo Capitano in seconda ucciso da una scheggia e quando finalmente si arresero, la nave era quasi del tutto distrutta.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22643\" aria-describedby=\"caption-attachment-22643\" style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22643\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/220px-Cape_Passaro_1718.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"638\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22643\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\">The Battle of Cape Passaro, 11 August 1718 by Richard Paton (oil on canvas, 1767)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non meno violento fu l\u2019attacco subito dal vascello Principe de Asturias (un tempo appartenente alla Marina inglese, col nome di Cumberland, e successivamente preso dagli spagnoli), al comando di Don Ferdinando Chacon che con coraggio e bravura affront\u00f2 dapprima il Grafton, capitanato da Nicolas Hadock, riuscendo a disalberarlo e a metterlo in fuga, e poi il fuoco incrociato di altri due vascelli inglesi, il Bredah e il Capitan ai quali, per\u00f2, soccombette. Lo stesso Chacon fu colpito in viso da una scheggia e la sua nave perforata, con i banchi, le vele e i cordami distrutti. Analoga sorte ebbe la nave spagnola San Carlo, comandata dal Principe di Chalais che fu gravemente danneggiata dai cannoni del vascello inglese Kent, a cui dovette arrendersi. Sempre la medesima fonte archivistica spagnola d\u00e0 notizia anche dello stato di tutte le altre imbarcazioni: <span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026 La Fregata Santa Rosa, comandata dal capitano Don Antonio Gon\u00e7ales, combatt\u00e9 con cinque navi per oltre tre ore, arrecando loro molto danno, fino a che, rotte le vele e alcuni alberi, si arrese<\/strong> \u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo tempo tre navi inglesi attaccarono la <strong><span style=\"color: #008000;\">Volante<\/span><\/strong> comandata dal <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano don Antonio Escudero,<\/span><\/strong> cavaliere dell\u2019Ordine di San Giovanni, che si batt\u00e9 con esse per oltre tre ore e mezzo, nel quale tempo, rotte tutte le vele e parte del cordame, continu\u00f2 a combattere valorosamente al punto di cercare di abbordare una delle navi che l\u2019attaccavano\u2026 ma avendo gi\u00e0 subito sei colpi di cannone e poich\u00e9 dalle falle l\u2019acqua cominciava a penetrare nello scafo a tal punto che cominciava ad affondare, gli ufficiali e i marinai ammainarono la bandiera e si arresero, perch\u00e9 mai il capitano lo avrebbe consentito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave <strong><span style=\"color: #008000;\">Juno<\/span><\/strong> fu attaccata da tre navi inglesi e sebbene nel suo lungo combattimento cerc\u00f2 di abbordare quelle navi che le erano pi\u00f9 vicine, queste le sfuggirono sempre fino a che, dopo circa tre ore, la costrinsero alla resa dopo averla completamente distrutta ed ucciso la maggior parte dell\u2019equipaggio. Allo stesso modo tre navi inglesi attaccarono la Fregata La Perla, comandata dal capitano Don Gabriel de Alderete, in un combattimento durato circa tre ore. Alcuni colpi di cannoni partiti da La Perla riuscirono a disalberare una delle navi inglesi che la circondavano e fu grazie all\u2019 arrivo del convoglio di Don Baltazar de Guevara, giunto da Malta in soccorso della flotta dell\u2019Ammiraglio Gazta\u00f1eta, che la fregata spagnola riusc\u00ec a scappare. La <strong><span style=\"color: #008000;\">nave Santa Isabel<\/span><\/strong>, comandata dal <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano Don Andres Riggio<\/span><\/strong>, cavaliere dell\u2019Ordine di San Giovanni, che si trovava in posizione pi\u00f9 avanzata, fu inseguita la stessa notte da alcune navi inglesi e attaccata. Dopo quattro ore di combattimento si arrese la mattina seguente. La <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata<\/span> <span style=\"color: #008000;\">La Sorpresa<\/span><\/strong> che navigava nella Divisione del Marchese De Mari, pi\u00f9 avanzata delle altre che si erano incagliate, essendo stata seguita da tre vascelli inglesi a distanza di una lega, combatt\u00e9 contro di esse per pi\u00f9 di tre ore fino a che, morto il maggior numero dell\u2019equipaggio, ferito il suo capitano, <strong><span style=\"color: #008000;\">Don Miguel de Sada<\/span><\/strong>, disalberata e distrutta in molte sue parti, si arrese.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-22645\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/battle-capo-passero.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"629\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/battle-capo-passero.jpg 566w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/battle-capo-passero-300x222.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le altre navi e fregate libere dell\u2019armata spagnola che non si menzionano, si trovarono, detto giorno 11, pi\u00f9 al largo e poterono ritirarsi a Malta e in Sardegna, facendo lo stesso, dalla parte di Ponente, <strong><span style=\"color: #008000;\">don Baltazar De Guevara<\/span><\/strong> con le due navi <strong><span style=\"color: #008000;\">San Luis<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">San Juan<\/span> <\/strong>dopo aver combattuto con l\u2019Ammiraglia inglese e aver liberato la<strong><span style=\"color: #008000;\"> fregata la Perla<\/span><\/strong>. Le sette galere comandate dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante di Squadra Don Francisco de Grimau<\/span><\/strong>, dopo aver fatto quanto poterono la notte del giorno 10 per unirsi alle navi spagnole, rimorchiandole, vedendo che le sorti del combattimento erano contrarie all&#8217;armata spagnola, fecero rotta verso terra e seguendo la costa si ritirarono a Palermo. Oltre ai succitati vascelli facenti parte del corpo principale dell\u2019Armata spagnola, gli inglesi catturarono anche quelli che componevano la divisione del De Mari, arenatisi sulla costa di Avola: la <strong><span style=\"color: #008000;\">nave El Real<\/span><\/strong> e le <strong><span style=\"color: #008000;\">fregate San Isidro<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">El Aguila de Nantes<\/span><\/strong>. Quelle che furono incendiate dagli stessi spagnoli furono la fregata La Esperan\u00e7a, un Brulotto e due Galeotte cannoniere, cos\u00ec che le navi che si salvarono ritirandosi dal combattimento furono <strong><span style=\"color: #008000;\">San Luis, San Juan, San Fernandon<\/span> <\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\">San Pedro<\/span><\/strong>, e le <strong><span style=\"color: #008000;\">fregate la Hermiona<\/span><\/strong>, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Perla<\/span><\/strong>, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Galera<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Puerco Espin<\/span><\/strong>, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Tolosa<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">El Leon<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">San Juan El Chico<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">San Fernando El Chico<\/span><\/strong>, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Flecha<\/span><\/strong>, una Galeotta cannoniera e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Pingue Pintado<\/span><\/strong>. (traduzione dallo spagnolo di Gabriella Monteleone).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La relazione si chiude con una sconfortata considerazione secondo la quale gli Spagnoli, malgrado avessero dimostrato di avere grande coraggio e valore militare, non riuscirono a mantenere unita la flotta, condizione che gli pregiudic\u00f2 decisamente la sperata vittoria.\u00a0<\/span><br \/>\n<\/strong>Da parte inglese, il materiale d\u2019archivio analizzato comprende alcuni documenti interessanti come un carteggio epistolare all&#8217;indirizzo dell\u2019Ammiraglio Byng. Fra questi, una lettera inviata dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Canterbury<\/span><\/strong> il 16 agosto del 1718, scritta dal capitano Walton che con tono stringato riferisce sul risultato del combattimento avvenuto al largo di Avola: <strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 Sir, we taken and destroyed all the spanish ships and vessells that were upon the coast\u2026four Spanish men of war; one of sixty guns, commanded by Rear-Admiral Mari; one of fifty four, one of forty, and one of twenty-four guns, with a bomb-vessel, and a ship laden with arms: and burnt four men of war, one of fifty-four, two of forty, and one of thirty guns, with a fire-ship and a bomb-vessel\u2026<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ancora le lettere di ringraziamento e felicitazioni da parte di <strong><span style=\"color: #008000;\">Re Giorgio I<\/span> <\/strong>e dell\u2019Imperatore <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo VI<\/span> <\/strong>per il successo conseguito, che gli valse al suo ritorno in patria, la nomina e il titolo di <strong><span style=\"color: #008000;\">Primo Visconte di Torrington<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La settimana successiva alla battaglia, George Byng fu ricevuto a Siracusa dal <strong><span style=\"color: #008000;\">conte Annibale Maffei<\/span><\/strong>. Quest\u2019ultimo, proprio quel drammatico 11 agosto, aveva scritto al suo Re per annunciargli la disfatta della flotta spagnola ad opera di quella inglese:<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026 Sagra Real Maest\u00e0\u2026 la flotta spagnola \u00e8 passata tutta avanti questa Piazza (la citt\u00e0 di Siracusa) in distanza competente la notte ora scorsa, e seguiva ancora la retroguardia questa mattina dopo lo spontare del sole, quando un\u2019ora dopo si \u00e8 cominciato a sentire continui e replicati spari di cannone all\u2019altura di Avola, 12 miglia distante da questa citt\u00e0, il che non ha lasciato dubitare che non fosse stata attaccata dalla Flotta Inglese, come infatti verso il mezzod\u00ec si \u00e8 saputo accertatamente la disfatta di quella parte di quella Flotta Spagnuola, stata ivi attaccata dal Vice-Ammiraglio con alcuni vascelli inglesi, avendo l\u2019ammiraglio Binghs inseguito l\u2019altra parte che era pi\u00f9 avanzata, ed al di l\u00e0 di Capo Passero con un vento prospero e sopra il nemico, dal che non deve dubitarsi che anche quella non sia stata, o non sia per essere, disfatta. Sin\u2019ora gli avvisi che mi vengono sono che da 7 in 8 vascelli siano saltati in aria, altri presi, altri colati a fondo e ci\u00f2 che resta del tutto disperso. In questo punto lo stesso Ammiraglio Binghs mi manda a dire che aveva ristretti dodici vascelli nemici in modo che non gli potessero pi\u00f9 sfuggire e che era un affare di poche ore per intieramente ruinarli. Io intanto vedo dalle mie finestre il fuoco di alcuni vascelli che ardono, con la speranza di sentire dimani il compimento d\u2019una perfettissima vittoria per cui,il giorno dell\u2019Assunta, far\u00f2 cantare un solenne Te Deum in ringraziamento a Dio del castigo dato ai procedimenti proditorii degli Spagnuoli e con uguale fiducia di farne poi cantare un altro non meno solenne dopo la disfatta dell\u2019Armata di terra e riduzione dei<\/strong> <strong>ribelli al loro dovere; ed alla M. V. profundamente m\u2019inchino. Humilissimo e Fedelissimo Servitore, il Conte Maffei \u2026<\/strong><\/span> (Fonte Archivio di Stato di Torino, Fondo Paesi, Serie Sicilia Inventario I).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Conclusioni<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Dopo lo sventurato epilogo l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Antonio Gazta\u0148eda<\/span><\/strong> fu condotto prigioniero ad Augusta col resto dei soldati spagnoli; da l\u00ec il 25 agosto, in seguito al pagamento di un riscatto di guerra, pot\u00e8 far ritorno in patria dove continu\u00f2 a prestare servizio nella Real Marina Spagnola. La Flotta Inglese invece sost\u00f2 alcuni giorni nel porto di Siracusa e alla fine di agosto si rec\u00f2 a Reggio Calabria. Da quella citt\u00e0, l\u2019Ammiraglio Byng scrisse al Marchese di Lede per affermare come la conclusione del Trattato della Quadruplice Alleanza non avesse altro obiettivo che quello di mantenere la pace in Europa. Byng aggiunse che per conseguirla sarebbe stato opportuno che gli Spagnoli rinunciassero alla Sicilia e chiese con fermezza di rimettere in libert\u00e0 il Console britannico e tutta la sua famiglia fatti arrestare inopinatamente a Messina. In cambio avrebbe acconsentito al libero movimento delle navi spagnole sul Mediterraneo eccezion fatta per quelle che trasportavano viveri e munizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La replica del Marchese non si fece attendere e fu durissima. Egli accus\u00f2 Byng di ingerenza in affari che non lo riguardavano e che dopo un\u2019ostilit\u00e0 cos\u00ec palese non poteva di certo impedire agli Spagnoli di considerare gli Inglesi come propri nemici. Inoltre che, senza un ordine espresso del Re <strong><span style=\"color: #008000;\">Filippo V<\/span><\/strong>, non avrebbe potuto mettere in libert\u00e0 il Console di sua Maest\u00e0 Giorgio I. E ancora, contest\u00f2 la ricostruzione britannica sulla responsabilit\u00e0 dell\u2019inizio delle ostilit\u00e0 rinfacciando le segrete promesse fatte dal Byng al vicer\u00e9 di Napoli e al Comandante della Cittadella di Messina di inseguire la flotta spagnola per combatterla. Infine, rifiut\u00f2 il mantenimento di qualsiasi rapporto commerciale con la Gran Bretagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">F<\/span><span style=\"color: #008000;\">urono queste le ultime relazioni diplomatiche fra le due Nazioni, poich\u00e9 la Spagna, assai contrariata da quella che defin\u00ec la rottura della pubblica fede dei trattati, da quel momento consider\u00f2 gli Inglesi avversari militari e la guerra tra le due monarchie riprese con la stessa animosit\u00e0 di un tempo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nGabriella Monteleone\u00a0\u00a0Sovrintendenza del mare siciliana &#8211; Unit\u00e0 Operativa III<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">estratto dal saggio pubblicato su <strong><span style=\"color: #008000;\">Ricerche per mare<\/span><\/strong>\u00a0 &#8211; edito dalla Sovrintendenza del mare Siciiana. 2018 a cura di Alessandra de Caro e Sebastiano Tusa.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-22622\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Ricerche-per-mare-547x480.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Ricerche-per-mare-547x480.jpg 547w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Ricerche-per-mare-547x480-300x154.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22625\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49467\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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