{"id":49443,"date":"2018-05-29T00:10:32","date_gmt":"2018-05-28T22:10:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=49443"},"modified":"2025-11-24T21:21:46","modified_gmt":"2025-11-24T20:21:46","slug":"finanza-commercio-e-guerra-gli-affari-dei-genovesi-dal-quattrocento-alla-rivoluzione-francese-parte-ii-di-emiliano-beri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49443","title":{"rendered":"Finanza, commercio e guerra: gli affari dei Genovesi dal Quattrocento alla Rivoluzione Francese &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XV\u00a0 &#8211; XVIII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Repubblica di Genova<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nPerch\u00e9 i Genovesi ci tengono tanto ad avere uno stato indipendente? La spiegazione va cercata sempre negli affari, negli interessi economici. L\u2019indipendenza, infatti, garantisce la libert\u00e0 di movimento negli affari.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-20830 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/27021609_927687180729302_7105913667100343355_o-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1278\" height=\"718\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/27021609_927687180729302_7105913667100343355_o-1.jpg 1278w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/27021609_927687180729302_7105913667100343355_o-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/27021609_927687180729302_7105913667100343355_o-1-768x431.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/27021609_927687180729302_7105913667100343355_o-1-1024x575.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1278px) 100vw, 1278px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 10pt; color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nGli affari dei Genovesi tra il Cinquecento ed il\u00a0 Seicento: alcuni esempi<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nEssere legati alla Spagna \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 la maggiore potenza del momento e sta costruendo un impero mondiale. Ma se Genova venisse annessa e la Spagna andasse in crisi? Genova, da annessa, la seguirebbe. Non solo. Se Genova venisse annessa i Genovesi potrebbero fare affari con i nemici della Spagna? Certamente no. La strategia dei Genovesi \u00e8 quindi chiara: leghiamoci alla Spagna, ma teniamoci uno stato tutto nostro, che ci garantisca la possibilit\u00e0 di sganciarci dalla Spagna se sar\u00e0 necessario e ci dia la possibilit\u00e0 di fare affari anche con i soggetti che alla Spagna non vanno molto a genio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-20824\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/19577506_927687174062636_5894168802317805990_o-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1279\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/19577506_927687174062636_5894168802317805990_o-1.jpg 1279w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/19577506_927687174062636_5894168802317805990_o-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/19577506_927687174062636_5894168802317805990_o-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/19577506_927687174062636_5894168802317805990_o-1-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1279px) 100vw, 1279px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un esempio? L\u2019affare del corallo<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Il corallo \u00e8 un ottimo esempio sia della portata globale che hanno gli interessi genovesi, anche grazie alle opportunit\u00e0 offerte dal legame con la Spagna, sia dei vantaggi dell\u2019indipendenza di Genova e della libert\u00e0 di movimento che ne deriva. Il corallo rosso mediterraneo \u00e8 prezioso, perch\u00e9 ha una valenza speciale in et\u00e0 moderna: \u00e8 l\u2019unica merce europea, insieme all\u2019argento, che ha mercato in Cina. Per accedere al mercato delle spezie e dei manufatti cinesi non c\u2019\u00e8 alternativa: servono argento o corallo. I genovesi controllano il mercato del corallo: sia perch\u00e9 la sua pesca \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 specializzata che fanno solo i liguri (prima del Ponente, poi, nel XVIII secolo, del Levante) e i napoletani; sia perch\u00e9 hanno il controllo delle aree dove viene pescato; Corsica (genovese), Sardegna (spagnola) e Tabarca (isola tunisina, concessa dal sovrano di Tunisi alla famiglia genovese dei Lomellini).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corallo, una volta pescato, come arriva in Cina? Le vie sono due, ed entrambe portano a Goa, una colonia portoghese in India. La prima, attiva tra il Cinquecento ed il Seicento, parte da Alessandria d\u2019Egitto e raggiunge Goa attraverso il Mar Rosso e Aden. La seconda, attiva tra il tardo Seicento ed il primo Settecento, parte da Lisbona; \u00e8 la rotta marittima portoghese Lisbona-Goa, che circumnaviga l\u2019Africa. Ora, il Portogallo \u00e8 spagnolo dal 1580 al 1640, dopo il 1640 il Portogallo e la Spagna sono concorrenti e nemici. Ma questo non impedisce ai Genovesi, indipendenti, di fare affari coi Portoghesi. I rapporti con i Portoghesi precedono il 1640 e lo seguono, lo stato di guerra con la Spagna non influisce minimamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella seconda met\u00e0 del Seicento troviamo, ad esempio, i Genovesi a Lisbona impegnati nel commercio con il Brasile e con l\u2019Angola portoghese (lo vedremo meglio a breve). Goa \u00e8 quindi, tra tardo Seicento e inizio Settecento, il terminale del traffico del corallo genovese gestito da due fratelli Fieschi. Ed \u00e8 anche la base di partenza del traffico di ritorno: perch\u00e9 questi due Fieschi fanno muovere il corallo tra il Mediterraneo e Goa e i diamanti di Golconda (India) e le spezie di Ceylon, insieme a prodotti cinesi, da Goa al Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso di <strong><span style=\"color: #008000;\">Alessandria d\u2019Egitto<\/span><\/strong> il valore dell\u2019indipendenza genovese e della libert\u00e0 di movimento che ne deriva \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente. Alessandria \u00e8 un porto dell\u2019Impero ottomano, nemico giurato della Spagna. Come fanno i Genovesi ad accedere la porto di Alessandria? Semplice, si mettono in societ\u00e0 con dei Francesi (di Marsiglia), altri nemici della Spagna, ma amici degli Ottomani. Essere in societ\u00e0 coi Francesi permette quindi l\u2019accesso ad Alessandria, ma non solo, ha anche un secondo vantaggio: garantisce l\u2019immunit\u00e0 delle imbarcazioni utilizzate dai Genovesi di fronte ai corsari ottomani e barbareschi. Gestiscono l\u2019affare la famiglia <strong><span style=\"color: #008000;\">Di Negro<\/span><\/strong>: sono loro ad entrare in societ\u00e0 coi Marsigliesi, ad usufruire dei salvacondotti francesi da mostrare ai corsari: tutto fatto in barba alla Spagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo genovese favorisce in ogni modo la loro attivit\u00e0, concedendo degli sgravi fiscali, il diritto di armare navi da guerra, di utilizzare i cavalleggeri e le torri della Corsica e di costruire, se necessario, anche nuovi torri (lo faranno, finanziandole di tasca propria). I Di Negro chiedono anche di poter tenere un giannizzero sull&#8217;ammiraglia della flotta di coralline (che conta, a seconda dell\u2019anno, tra le 150 e le 200 unit\u00e0), cio\u00e8 un soldato scelto ottomano che possa mostrare i salvacondotti francesi ai corsari barbareschi. \u00c8 l\u2019unica concessione che il governo genovese rifiuta: avere un giannizzero a bordo di una nave genovese \u00e8 troppo, anche per la flessibilit\u00e0 pragmatica dei Genovesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Il corallo \u00e8 solo un esempio<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Nel Seicento, i Genovesi fanno altri ottimi affari sfruttando la loro posizione autonoma rispetto la Spagna, e sfruttando al contempo il legame con la Spagna. Commerciano, come ho gi\u00e0 accennato, col Brasile, colonia portoghese, e nello stesso momento commerciano anche con le colonie spagnole in America. E anche in questo caso, ve l\u2019ho gi\u00e0 detto, il 1640 non \u00e8 un problema. Quando i Portoghesi si ribellano alla Spagna gli affari coi Genovesi continuano: Genovesi e Portoghesi si accordano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Genovesi stanno tranquillamente a Lisbona come a Madrid, la rivalit\u00e0 tra Spagna e Portogallo non li riguarda. Nella seconda met\u00e0 del Seicento troviamo i Genovesi anche nell&#8217;Africa equatoriale portoghese (a Luanda, in Angola), per la gestione, ottenuta in monopolio, della tratta schiavile verso le colonie americane della Spagna. In questo momento i Genovesi (<strong><span style=\"color: #008000;\">compagnia Lomellini-Grillo<\/span><\/strong>) controllano il commercio triangolare Europa-Africa-America e usano navi liguri per muoversi nell&#8217;Atlantico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre in questo momento anche la Flotta spagnola della Indie, quella che porta l\u2019argento americano in Spagna, \u00e8 fatta soprattutto di navi genovesi, sia nella componente mercantile che in quella militare (la componente militare \u00e8 formata da una squadra di vascelli genovesi, con bandiera spagnola naturalmente, comandata da <strong><span style=\"color: #008000;\">Ippolito Centurione<\/span><\/strong>). Ma per vendere schiavi nelle colonie spagnole i Genovesi si accordano anche con i nemici degli Spagnoli: non solo con i Portoghesi (per acquistare schiavi a Luanda) ma anche con Inglesi e Olandesi (la WIC, Compagnia olandese delle Indie Occidentali) \u2013 storici nemici degli Spagnoli \u2013 per usufruire di altre fonti di approvvigionamento di schiavi, per avere accesso ai porti inglesi e olandesi nelle Antille e per non avere rogne con i corsari\/pirati Inglesi e Olandesi, che non disdegnano mai di predare qualche nave spagnola, anche in tempi di tregua o di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019argento americano<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI soggetti che fanno soldi con tutti questi e con altri affari (abbiamo anche mercanti di cannoni, di pelli, sete e molto altro) sono gli stessi che prestano capitali alla Spagna, sono i classici banchieri genovesi. Soggetti che, quindi, non sono solo banchieri, diversificano gli affari e gli investimenti, guadagnando su pi\u00f9 fronti. Prima vi ho citato l\u2019argento, come unica merce spendibile in Cina insieme al corallo. L\u2019argento \u00e8 un altro dei grandi affari genovesi. \u00c8 argento spagnolo, viene estratto in Messico e in Per\u00f9, ma una gran parte resta spagnolo per poco, perch\u00e9 la Spagna \u00e8 perennemente indebitata coi genovesi e i genovesi ricevono in pagamento di interessi e crediti tonnellate di argento. Stiamo parlando di quantit\u00e0 immense di denaro: nelle fiere di cambio (appuntamento trimestrali in cui vengono trattati debiti e crediti, come nella attuali camere di compensazione bancarie) i banchieri genovesi nel primo Seicento muovono capitali per 100 milioni di scudi d\u2019oro annui. Si tratta di una cifra pari alla somma dei bilanci di stato di Spagna, Francia, Inghilterra e stati italiani messi assieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Forse avrete sentito qualche volta quella frase che identifica Genova come tomba dell\u2019oro americano<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nC\u2019\u00e8 un doppio errore in questa frase. Il primo \u00e8 di traduzione: la frase, di Francisco de Quevedo, \u00e8 sul \u201cdinero\u201d, e va tradotto come argento. Il secondo \u00e8 dell\u2019autore. Quevedo quando scrive questa frase non sa probabilmente che l\u2019argento, una volta arrivato a Genova, viene investito in una pluralit\u00e0 di affari. L\u2019argento viaggia, lungo tanti percorsi diversi. I genovesi lo usano per finanziare tutti gli affari di cui abbiamo parlato finora, e altri ancora, ad esempio l\u2019acquisto di seta siciliana, a Messina e Palermo, o l\u2019acquisto di feudi e titoli nobiliari nel Regno di Napoli. Uno dei percorsi pi\u00f9 interessanti dell\u2019argento genovese \u00e8 quello che raggiunge Londra. <strong><span style=\"color: #008000;\">Nell&#8217;anno 1600 gli inglesi fondano la Compagnia della Indie Orientali per commerciare con India e Cina<\/span><\/strong>; hanno quindi bisogno di argento, perch\u00e9 abbiamo detto che per commerciare con l\u2019Oriente serve l\u2019argento. Si rivolgono quindi a chi ha argento, e nessuno in Europa in quel momento ha cos\u00ec tanto argento come i Genovesi. I Genovesi glielo vendono, facendolo transitare attraverso la Spagna fino ai porti delle Asturie e della Galizia; in barba agli spagnoli, perch\u00e9 gli inglesi sono nemici degli spagnoli. Ma come fanno i Genovesi a farlo arrivare nei porti asturiani e galiziani, visto che gli Spagnoli, naturalmente, non vogliono? Usano le casse dell\u2019Inquisizione che godono dell\u2019immunit\u00e0, ossia non possono essere controllate dalle autorit\u00e0 statali spagnole. I genovesi sono ben introdotti nell&#8217;Inquisizione spagnola: in quegli anni Agostino Spinola, figlio di Ambrogio, \u00e8 arcivescovo di Siviglia, membro del Consiglio di Stato della Corona ed \u00e8 legato all&#8217;Inquisitore generale Pacheco. Cos\u00ec le casse dell\u2019Inquisizione diventano il vettore per fare affari con gli, eretici, Inglesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La grande truffa del Seicento<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Un altro percorso interessante compiuto dall&#8217;argento \u00e8 quello che lo porta, per pochi anni, nella seconda met\u00e0 del Seicento, nell&#8217;Impero ottomano, tramite Smirne. I Genovesi hanno tanto argento e gli Ottomani apprezzano molto l\u2019argento e hanno molto da vendere (merci orientali, pelli soprattutto). D&#8217;altro lato gli Ottomani apprezzano l\u2019argento soprattutto in una forma, una moneta francese, il luigino; e hanno una debolezza, non se ne capiscono molto di monete, non sanno riconoscere quelle false. I Francesi sfruttano questa debolezza e cominciano a usare come mezzo di pagamento luigini adulterati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-20832\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/27173152_927687227395964_7689533537490243843_o-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"721\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/27173152_927687227395964_7689533537490243843_o-1.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/27173152_927687227395964_7689533537490243843_o-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/27173152_927687227395964_7689533537490243843_o-1-768x433.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/27173152_927687227395964_7689533537490243843_o-1-1024x577.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Genovesi fiutano l\u2019affare, intavolano trattative con gli Ottomani (perch\u00e9 fino a quel momento erano in guerra), stipulano un accordo e cominciano a mandare navi a Smirne, cariche di luigini adulterati. I patrizi genovesi coniano luigini nelle zecche dei loro feudi nell\u2019Appennino e nel Basso Piemonte, cos\u00ec non devono rendere conto alla Repubblica di quello che fanno. Il luigino originale ha 8\/12 di argento. I Genovesi iniziano a coniarli con 7\/12, poi con 6, poi con 5, 4 e 3\/12\u2026 arrivano fino a 2\/12. A 2\/12 ecco che qualcuno se ne accorge: sono gli inglesi, che commerciano con gli Ottomani e ricevono in pagamento delle loro merci tonnellate di questi luigini falsi. Quando gli Inglesi si scaldano, perch\u00e9 questa speculazione danneggia i loro affari, il Sultano interviene e il traffico cessa. Ma \u00e8 durato abbastanza per far guadagnare ai Durazzo e ai loro soci cifre enormi.\u00a0L\u2019altra faccia della medaglia \u00e8 quella dei danni provocati all&#8217;economia ottomana: la<strong><span style=\"color: #008000;\"> Grande Truffa<\/span><\/strong> la devasta, provocando un\u2019inflazione di dimensioni tali da essere considerata oggi come fattore centrale nella crisi dell\u2019Impero, crisi che si concretizza, non a caso, proprio alla fine del Seicento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Il Settecento<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Nel Seicento, quindi, i Genovesi sono pi\u00f9 attivi e pi\u00f9 ricchi che mai. E nel Settecento? \u00c8 questo il secolo della crisi dei Genovesi? La Spagna nel Settecento cessa di essere una grande potenza; e Genova, la segue nel declino? La risposta \u00e8 no. Il declino spagnolo inizia dopo il 1659. I banchieri genovesi se ne rendono conto e cominciano a sganciarsi dalla barca che affonda. Iniziano a prestare sempre meno soldi alla Spagna e cercano altri investimenti, pi\u00f9 sicuri, sempre nel debito pubblico. Nella seconda met\u00e0 del Seicento ecco capitali investiti nel debito pubblico dello Stato della Chiesa e alla Repubblica di Venezia. Poi nel Settecento i Genovesi diversificano ancora di pi\u00f9, e investono nel debito pubblico sostanzialmente di ogni stato europeo: Francia, Austria, principati tedeschi, Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Regni di Napoli e Sicilia, Granducato di Toscana, Regno di Sardegna, Russia e ancora la Spagna (contribuendo anche, dopo la guerra di Successione spagnola e l\u2019ascesa dei Borbone, a ricostruirne la flotta, sotto direzione di Stefano De Mari e con navi anche genovesi). Si tratta di investimenti per milioni e milioni di lire genovesi, ancora cifre enormi quindi, garantite dal gettito delle tasse dei debitori. In Russia, ad esempio, i prestiti alla zarina Caterina la Grande sono garantiti dal gettito della tassa sul consumo di vodka. Un investimento sicuro in Russia non poteva che incardinarsi sul consumo della bevanda tradizionale. Nel Settecento i Genovesi continuano anche a commerciare, soprattutto nel Mediterraneo, che nel Settecento \u00e8 un teatro molto pi\u00f9 vitale di quanto si pensi. Normalmente si pensa che il Mediterraneo decada dopo il Cinquecento. Di sicuro non \u00e8 pi\u00f9 il centro nel mondo, ma continua ad essere vitale, e nel Settecento l\u2019intensit\u00e0 dei traffici al suo interno sembra crescere (ma questo \u00e8 un tema ancora da studiare). Fuori dal Mediterraneo troviamo ancora genovesi nell&#8217;America Latina. Se nell&#8217;Ottocento l\u2019emigrazione ligure prender\u00e0 la via del Sud America un motivo c\u2019\u00e8. I Genovesi qui sono presenti da secoli, forse fin dal Cinquecento, poi sicuramente nel Seicento, e ancora nel Settecento e nell&#8217;Ottocento: \u00e8 una presenza persistente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-20828\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/26951989_927687234062630_6740735799144632607_o-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"722\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/26951989_927687234062630_6740735799144632607_o-1.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/26951989_927687234062630_6740735799144632607_o-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/26951989_927687234062630_6740735799144632607_o-1-768x433.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/26951989_927687234062630_6740735799144632607_o-1-1024x578.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Settecento, quindi, i Genovesi sono ancora attivi negli affari, e sono ancora ricchissimi. Nel 1787 un Durazzo lascia, alla morte, un patrimonio di 17 milioni di lire. \u00c8 pi\u00f9 del triplo del bilancio dello stato genovese (5 milioni); \u00e8 una cifra quasi pari allo stanziamento straordinario stabilito dalla Francia rivoluzionaria per salvare la patria in pericolo nel 1793 (20 milioni di franchi). Si tratta di una cifra enorme; ed \u00e8 solo un esempio di quale fosse ancora la ricchezza dei Genovesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Conclusioni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUn brutto colpo i Genovesi lo ricevono proprio dalla Rivoluzione francese, che azzera i crediti vantati verso il regno di Francia. Ma ancora alla fine del Settecento e nei primi decenni dell\u2019Ottocento i Genovesi sembrano avere cifre enormi da investire. Nel 1797 gli Stati Uniti si rivolgono ad un Durazzo per avere un prestito, ma l\u2019affare sfuma perch\u00e9 gli gli Stati Uniti non sono considerati del tutto &#8220;affidabili&#8221;. Le informazioni raccolte dal console genovese negli States fanno optare il Durazzo per condizioni che gli americani non accettano.\u00a0Quindi, tirando le somme, quando si concretizza la decadenza dei Genovesi? Nell&#8217;Ottocento? Pu\u00f2 darsi, ma \u00e8 un secolo ancora da studiare in gran parte. \u00c8 vero che nel Settecento i Genovesi non hanno pi\u00f9 una posizione predominante nella finanza mondiale. Ora non sono i pi\u00f9 ricchi del mondo come nel Secolo d\u2019oro (1528-1684), non perch\u00e9 siano decaduti, ma perch\u00e9 altri li hanno affiancati e superati: i Britannici e soprattutto gli Olandesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quindi se vogliamo usare il termine decadenza lo dobbiamo fare al massimo in senso relativo, non assoluto, come perdita di predominio, non come reale impoverimento.<\/span> <span style=\"color: #008000;\">\u00c8 lo stato genovese, la Repubblica, a vivere una fase di crisi nel Settecento, ma non i Genovesi, il discorso per i Genovesi appare del tutto differente<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Prof. Emiliano Beri<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 12pt;\">Testo della conferenza tenuta da Emiliano Beri il 23 gennaio 2018 nell&#8217;ambito del ciclo di incontri \u201cGenova nel secolo d\u2019oro (1528-1684)\u201d (curato dall\u2019Associazione Genovapiedi e da Giacomo Montanari)<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/20822\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49443\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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