{"id":49410,"date":"2020-12-05T00:37:23","date_gmt":"2020-12-04T23:37:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=49410"},"modified":"2024-06-01T09:20:19","modified_gmt":"2024-06-01T07:20:19","slug":"la-mompracem-del-mediterraneo-gramvousa-lisola-dei-pirati-parte-i-di-aldo-antonicelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410","title":{"rendered":"La Mompracem del Mediterraneo: Gramvo\u0169sa, l&#8217;isola dei pirati &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: pirati mediterranei<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il 1825 e il 1828 nel Mediterraneo orientale nell\u2019isola di <strong><span style=\"color: #008000;\">Gramvo\u0169sa<\/span><\/strong>, o <strong><span style=\"color: #008000;\">Grabusa<\/span><\/strong> come \u00e8 nota in italiano, si insedi\u00f2 e fior\u00ec una comunit\u00e0 di pirati greci che in breve fece acquisire all\u2019isola la poco invidiabile nomea di \u201cisola dei pirati\u201d. Nel corso della <strong><span style=\"color: #008000;\">guerra d\u2019indipendenza (1821-1829)<\/span><\/strong> la Grecia cadde in uno stato di totale anarchia: il governo provvisorio rivoluzionario era privo di un reale potere e sempre sull\u2019orlo della bancarotta, ed il territorio divenne preda dei vari capi e dirigenti locali, spesso in guerra tra loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso accadde sul mare: la crisi economica e la scomparsa di ogni controllo da parte di un\u2019autorit\u00e0 centrale, fece s\u00ec che non solo dai principali centri marittimi dell\u2019arcipelago, le isole di Spetses e Idra che si erano rese quasi indipendenti, ma anche dagli isolotti e dai piccoli porticcioli che costellavano l\u2019Arcipelago egeo, sciami di bastimenti di piccole o medie dimensioni uscissero in mare per depredare i mercantili che commerciavano tra il Mediterraneo occidentale e il Levante e Mar Nero. <span style=\"font-size: inherit;\">Inizialmente ad essere attaccati furono solo i bastimenti ottomani, ma ben presto i Greci, che facilmente dimenticavano la differenza tra guerra di corsa e pirateria, cominciarono ad assalire i mercantili di qualsiasi nazione, tra cui Austria, Spagna, Francia, Gran Bretagna, regni di Sardegna e delle Due Sicilie, Russia ed anche degli Stati Uniti. Quando non trovavano un carico, i pirati si impossessavano delle attrezzature veliche, delle bussole, delle ancore e dei viveri e di qualsiasi oggetto che avesse un pur minimo valore, lasciando spesso gli equipaggi senza provviste.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La reazione delle varie nazioni fu scoordinata e spesso poco efficace, anche per la difficolt\u00e0 di intercettare la miriade di piccole imbarcazioni che riuscivano rapidamente a rifugiarsi negli anfratti delle coste. Francia, Austria e in minor misura Gran Bretagna istituirono nell\u2019Egeo delle \u201cstazioni navali\u201d e delle crociere delle rispettive marine da guerra per convogliare i mercantili in transito, che furono poi imitate negli ultimi anni della guerra anche dal Regno di Sardegna, seppure con mezzi limitati.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/antonicelli-grabusa-0-1024x441.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-grabusa-0-1024x441.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa fase di anarchia e di pirateria generalizzata si pone la \u201csaga\u201d dell\u2019isola di Grabusa all\u2019epoca denominata anche Carabusa. Grabusa o pi\u00f9 precisamente <strong><span style=\"color: #008000;\">Imeri Grabusa<\/span><\/strong> \u00e8 un isolotto che con il pi\u00f9 piccolo <strong><span style=\"color: #008000;\">Agria Grabusa<\/span> <\/strong>si trova a circa 1,5 chilometri al largo della punta della penisola di Corico, sull\u2019estremit\u00e0 nord-occidentale dell\u2019isola di Creta (fig. 1). Nell\u2019isolotto i veneziani tra il 1579 e il 1584 eressero una fortezza, ancora oggi esistente, che si trova a 137 metri di altezza a picco sul mare (fig. 2 e 3). Dopo la fallita rivolta del 1822-24 contro gli Ottomani, Creta era sotto il controllo del vicereame d\u2019Egitto, ma, grazie ad uno stratagemma, nel 1825 Grabusa era stata occupata da insorti cretesi guidati da <strong><span style=\"color: #008000;\">Kalerrji, Antoniades e \u0152conomos<\/span><\/strong>, e vi si erano insediati 6.000-7.000 cristiani fuggiti da Creta. Gli Egiziani si limitarono a stabilire un forte presidio militare sulla costa cretese di fronte all\u2019isola. La mancanza di risorse naturali provoc\u00f2 la morte per fame di met\u00e0 della popolazione e la maggior parte dei sopravvissuti la abbandon\u00f2. Antoniades e \u0152conomos avevano per\u00f2 valutato correttamente la forza dell\u2019isola: la presenza della fortezza praticamente inespugnabile, le forti correnti e la violenza dei venti e il fondale roccioso che impediva l\u2019ancoraggio di bastimenti di medie dimensioni e avrebbe reso difficile ad una squadra navale bloccare l\u2019isola li convinsero che era adatta ad essere utilizzata come base per l\u2019attivit\u00e0 piratesca. Acquistarono perci\u00f2 una goletta con la quale assalirono un bastimento francese al quale sottrassero un\u2019ingente somma di denaro, che fu impiegata per l\u2019acquisto di altri bastimenti. Ai due si aggiunsero rapidamente altri intraprendenti \u201cimprenditori\u201d privati che armarono piccoli mistici e golette con i quali cominciarono ad assalire i bastimenti appartenenti, oltre che all\u2019impero Ottomano, alle potenze minori quali lo Stato Pontificio, la Svezia, la Spagna e il Regno delle due Sicilie; i bastimenti erano depredati o in mare aperto oppure dopo essere stati condotti a Grabusa; gli sfortunati equipaggi erano spogliati di ogni avere e poi rilasciati, se erano fortunati, con i loro bastimenti e un minimo di provvista di acqua oppure se il bastimento veniva sequestrato in mare aperto abbandonati su una scialuppa.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/h5>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0, troverai numerosi articoli di storia navale e marittima per conoscere eventi del passato che difficilmente potrai trovare sui libri di scuola. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fu eletto un consiglio, ma il vero potere rimase nelle mani di Antoniades e \u0152conomos che per\u00f2 si tennero nell\u2019ombra.<\/span><br \/>\n<\/strong>I successi dei Grabusini attirarono avventurieri da Creta e dalle altre isole dell\u2019arcipelago; col tempo ben 500 bastimenti mercantili, dei quali una novantina britannici, vennero portati all\u2019isola e depredati dei \u201cliberi mercanti\u201d, come si autodefinivano; innumerevoli altri furono assaliti e depredati in mare. Le merci predate erano vendute agli agenti dei mercanti delle isole di Smirne e a Syra che si recavano a Grabusa.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/antonicelli-grabusa-2-2-1024x778.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-grabusa-2-2-1024x778.jpg\" width=\"1024\" height=\"778\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fortezza di Grabusa (Carabusa)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pirati camuffarono le loro attivit\u00e0 piratesche con la pretesa di essere intenti a liberare Creta, per giustificare la quale di quando in quando effettuavano piccoli ed insignificanti attacchi contro i turchi che vigilavano la costa cretese. <strong><span style=\"color: #008000;\">Le loro imprese \u201cpatriottiche\u201d furono abilmente pubblicizzate e la comunit\u00e0 grabusina, sotto la falsa denominazione di \u201cguarnigione di Carabusa\u201d ricevette spesso denaro e provviste dai vari comitati di simpatizzanti filoellenici europei, in particolare quello di Parigi, cosa che suscit\u00f2 la riprovazione degli stati le cui marinerie mercantili venivano attaccate [nota 1]<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presto la comunit\u00e0 si organizz\u00f2: ogni abitante dell\u2019isola fu obbligato a contribuire ad un fondo comune, divenendo in pratica un \u201cazionista\u201d e acquistando il diritto a condividere i profitti ma divenendo anche un complice. Dal fondo comune venivano tratte delle piccole somme da elargire ai pi\u00f9 poveri, e il consiglio provvedeva a dividere il bottino, versando un quinto al fondo comune e dividendo il rimanente tra i diversi \u201cazionisti\u201d in base al numero di quote possedute.<\/p>\n<figure style=\"width: 921px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/antonicelli-grabusa-3.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-grabusa-3.jpg\" width=\"921\" height=\"614\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;isola di Grabusa<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019apogeo della sua potenza, l\u2019isola poteva contare su una flotta di 20 tra brigantini e golette e 50 o 60 battelli minori, che si spingevano fino alle coste della Sicilia e della Siria; una cittadina di 200 casette nacque intorno al porticciolo, all\u2019interno della fortezza furono costruite 250 case disposte ad anfiteatro e vennero eretti numerosi depositi per le merci predate e furono aperti caff\u00e8 e taverne, La comunit\u00e0 svilupp\u00f2 una devozione per la Vergine Maria che veniva venerata con il nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">Panaghia i Kleftrina<\/span><\/strong>, dedicata alle mogli dei pirati Clefti. Generalmente i pirati di Grabusa, come quelli greci in generale, pur ricorrendo spesso alla violenza e anche alle torture per costringere i capitani dei bastimenti catturati a rivelare dove avevano eventualmente nascosto denaro o beni preziosi rifuggivano dall\u2019omicidio, ma si registrarono due casi nei quali gli equipaggi di un bastimento francese e uno del Regno di Sardegna furono massacrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso dell\u2019esistenza della comunit\u00e0 pirata dell\u2019isola, raramente i pirati furono catturati: la <strong><span style=\"color: #008000;\">corvetta statunitense USS Warren<\/span><\/strong> affond\u00f2 una goletta e, nel marzo del 1827, la <strong><span style=\"color: #008000;\">corvetta francese Lamproye<\/span><\/strong> distrusse un mistico e la <strong><span style=\"color: #008000;\">corvetta Grabusa<\/span><\/strong>. Le perdite erano comunque facilmente rimpiazzate dai pirati, in alcuni casi addirittura acquistando alcuni bastimenti dalla embrionale marina da guerra del governo provvisorio greco, composta da bastimenti privati appartenenti ad armatori delle principali isole dell\u2019Arcipelago, che furono venduti tramite contratti fittizi.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte I &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Aldo Antonicelli<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima l&#8217;isola di Gravusa<bdi>, Creta (Grecia) &#8211; autore <\/bdi><bdi>Olaf Tausch<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Gramvousa-Balos.jpg\">Gramvousa-Balos.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/bdi><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? Se s\u00ec, puoi fare una piccola donazione (anche un euro) per sostenere il nostro portale. Basta poco, per aiutarci a sostenere le spese di OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0. La donazione pu\u00f2 essere singola o puoi decidere di renderla automatica ogni mese. Per donare in sicurezza, Clicca sul link DONAZIONE oppure Scrivici per aiuto alla mail: <\/span><\/strong><a href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Nota <\/span><\/strong><br \/>\n[1] come ammise Thomas Gordon, un ufficiale britannico che per molto tempo comand\u00f2 truppe greche durante la guerra e che poi ne scrisse una storia, egli stesso ne fu ingannato e per due volte invi\u00f2 rifornimenti all&#8217;isola.<br \/>\n<span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nThomas Gordon, \u201cHistory of the Greek Revolution\u201d, 2 vol, Edimburgo e Londra, 1844.<br \/>\nMahmouz Effendi, \u201cThe Candiote\u201d, in The New Monthly Magazine, 1846.<br \/>\nGazzetta di Firenze, marted\u00ec 18 luglio 1826.<br \/>\nGiornale del Regno delle Due Sicilie, venerd\u00ec 18 maggio 1827.<br \/>\nGazzetta Piemontese, mercoled\u00ec 2 gennaio 1828.<br \/>\nFoglio di Verona,17 marzo 1828.<br \/>\nGazzetta di Milano, sabato 29 marzo 1828 e domenica 6-7 aprile 1828.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49411\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XIX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: pirati mediterranei . Tra il 1825 e il 1828 nel Mediterraneo orientale nell\u2019isola di Gramvo\u0169sa, o Grabusa come \u00e8 nota in italiano, si insedi\u00f2 e fior\u00ec una comunit\u00e0 di pirati greci che in breve fece acquisire all\u2019isola la poco invidiabile nomea di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2379,"featured_media":52332,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[2318],"tags":[],"class_list":["post-49410","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eta-moderna"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La Mompracem del Mediterraneo: Gramvo\u0169sa, l&#039;isola dei pirati - parte I &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La Mompracem del Mediterraneo: Gramvo\u0169sa, l&#039;isola dei pirati - parte I &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  6 minuti. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XIX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: pirati mediterranei . Tra il 1825 e il 1828 nel Mediterraneo orientale nell\u2019isola di Gramvo\u0169sa, o Grabusa come \u00e8 nota in italiano, si insedi\u00f2 e fior\u00ec una comunit\u00e0 di pirati greci che in breve fece acquisire all\u2019isola la poco invidiabile nomea di [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-12-04T23:37:23+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2024-06-01T07:20:19+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Gramvousa-Balos.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2515\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1883\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Aldo Antonicelli\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Aldo Antonicelli\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"9 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410\"},\"author\":{\"name\":\"Aldo Antonicelli\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/7627082224504d6049a5eb5b17428596\"},\"headline\":\"La Mompracem del Mediterraneo: Gramvo\u0169sa, l&#8217;isola dei pirati &#8211; parte I\",\"datePublished\":\"2020-12-04T23:37:23+00:00\",\"dateModified\":\"2024-06-01T07:20:19+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410\"},\"wordCount\":1520,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Gramvousa-Balos.jpg\",\"articleSection\":[\"Storia navale dell'et\u00e0 moderna (post 1492 - oggi)\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410\",\"name\":\"La Mompracem del Mediterraneo: Gramvo\u0169sa, l'isola dei pirati - parte I &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Gramvousa-Balos.jpg\",\"datePublished\":\"2020-12-04T23:37:23+00:00\",\"dateModified\":\"2024-06-01T07:20:19+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Gramvousa-Balos.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Gramvousa-Balos.jpg\",\"width\":2515,\"height\":1883},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"La Mompracem del Mediterraneo: Gramvo\u0169sa, l&#8217;isola dei pirati &#8211; parte I\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/7627082224504d6049a5eb5b17428596\",\"name\":\"Aldo Antonicelli\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b33079b2308c33225f6882638ea91ee3fbf85377b16585d34013f3b04c709f18?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b33079b2308c33225f6882638ea91ee3fbf85377b16585d34013f3b04c709f18?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b33079b2308c33225f6882638ea91ee3fbf85377b16585d34013f3b04c709f18?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Aldo Antonicelli\"},\"description\":\"appassionato e studioso di storia navale del Laboratorio di Storia marittima e navale \u2013 Universit\u00e0 di Genova\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/aldo-antonicelli\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La Mompracem del Mediterraneo: Gramvo\u0169sa, l'isola dei pirati - parte I &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"La Mompracem del Mediterraneo: Gramvo\u0169sa, l'isola dei pirati - parte I &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  6 minuti. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XIX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: pirati mediterranei . Tra il 1825 e il 1828 nel Mediterraneo orientale nell\u2019isola di Gramvo\u0169sa, o Grabusa come \u00e8 nota in italiano, si insedi\u00f2 e fior\u00ec una comunit\u00e0 di pirati greci che in breve fece acquisire all\u2019isola la poco invidiabile nomea di [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2020-12-04T23:37:23+00:00","article_modified_time":"2024-06-01T07:20:19+00:00","og_image":[{"width":2515,"height":1883,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Gramvousa-Balos.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Aldo Antonicelli","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Aldo Antonicelli","Tempo di lettura stimato":"9 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410"},"author":{"name":"Aldo Antonicelli","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/7627082224504d6049a5eb5b17428596"},"headline":"La Mompracem del Mediterraneo: Gramvo\u0169sa, l&#8217;isola dei pirati &#8211; parte I","datePublished":"2020-12-04T23:37:23+00:00","dateModified":"2024-06-01T07:20:19+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410"},"wordCount":1520,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Gramvousa-Balos.jpg","articleSection":["Storia navale dell'et\u00e0 moderna (post 1492 - oggi)"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410","name":"La Mompracem del Mediterraneo: Gramvo\u0169sa, l'isola dei pirati - parte I &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Gramvousa-Balos.jpg","datePublished":"2020-12-04T23:37:23+00:00","dateModified":"2024-06-01T07:20:19+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Gramvousa-Balos.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Gramvousa-Balos.jpg","width":2515,"height":1883},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49410#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La Mompracem del Mediterraneo: Gramvo\u0169sa, l&#8217;isola dei pirati &#8211; parte I"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/7627082224504d6049a5eb5b17428596","name":"Aldo Antonicelli","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b33079b2308c33225f6882638ea91ee3fbf85377b16585d34013f3b04c709f18?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b33079b2308c33225f6882638ea91ee3fbf85377b16585d34013f3b04c709f18?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b33079b2308c33225f6882638ea91ee3fbf85377b16585d34013f3b04c709f18?s=96&d=mm&r=g","caption":"Aldo Antonicelli"},"description":"appassionato e studioso di storia navale del Laboratorio di Storia marittima e navale \u2013 Universit\u00e0 di Genova","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/aldo-antonicelli"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49410","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2379"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=49410"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49410\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/52332"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=49410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=49410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=49410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}