{"id":49385,"date":"2020-12-01T00:36:23","date_gmt":"2020-12-01T00:36:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=49385"},"modified":"2025-12-11T17:37:17","modified_gmt":"2025-12-11T16:37:17","slug":"i-sistemi-di-punteria-dellartiglieria-navale-tra-la-fine-del-settecento-e-la-prima-meta-dellottocento-parte-ii-di-aldo-antonicelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49385","title":{"rendered":"I sistemi di punteria dell\u2019artiglieria navale tra la fine del Settecento e la prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento \u2013 parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVIII-XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: artiglieria navale, cannoni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ex ufficiale della <strong><span style=\"color: #008000;\">Royal Navy Frank Abney Hastings<\/span><\/strong>, durante la rivoluzione greca, comand\u00f2 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Karteria<\/span><\/strong>, il primo bastimento a vapore ad essere utilizzato in operazioni belliche, che dot\u00f2 di un armamento d\u2019artiglieria molto efficace che gli assicur\u00f2 numerosi successi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/STORIA-MARINA-GRECA-640px-Die_fregatte_Hellas_und_das_dampfschiff_Karteria_PAF8052.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-MARINA-GRECA-640px-Die_fregatte_Hellas_und_das_dampfschiff_Karteria_PAF8052.jpg\" width=\"640\" height=\"568\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in primo piano la nave &#8220;Perseverance&#8221; che, arrivata in Grecia, ricevette il nome greco di &#8220;Karteria&#8221;. Frank Abney Hastings contribu\u00ec alla costruzione della nave, progettando lui stesso l&#8217;equipaggiamento militare, che finanzi\u00f2 interamente pagando 7.000 sterline. Il\u00a0 &#8220;Karteria&#8221; era una goletta a 4 alberi lunga 125 piedi, larga 25, 400 tonnellate, con due motori alimentati a vapore da caldaie a carbone, , ruote motrici a dritta e sinistra che assicuravano una velocit\u00e0 di 6 nodi. In origine doveva avere un cannone da 32 libbre a prua e uno a poppa, e due da 68 libbre nel mezzo. Ndr. &#8211; litografia a colori di <span title=\"German artist (1794-1878)\">Karl Krazeisen (1794\u20131878) <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Die_fregatte_Hellas_und_das_dampfschiff_Karteria_PAF8052.jpg\">Die fregatte Hellas und das dampfschiff Karteria PAF8052.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un suo trattato <strong><span style=\"color: #008000;\">Hastings<\/span><\/strong> sottoline\u00f2 che, durante i suoi sette anni di servizio nella Royal Navy, nonostante avesse partecipato a due battaglie (<strong><span style=\"color: #008000;\">Trafalgar e New Orleans<\/span><\/strong>), non aveva mai realizzato che <strong><span style=\"color: #008000;\">la linea del metallo e l\u2019asse del cannone non erano paralleli<\/span><\/strong>. Hastings aveva invece creduto a quanto affermavano i vecchi marinai ovvero che il proietto, lasciando la bocca del cannone, si sollevava e, per questo motivo, spesso passava al di sopra del punto cui si mirava.\u00a0Ricord\u00f2 inoltre che anche nei casi in cui gli artiglieri, per determinare l\u2019elevazione dei loro pezzi, utilizzavano i quadranti applicati ai cannoni, facevano poi fuoco quando il rollio e il beccheggio della nave avevano modificato l\u2019inclinazione del ponte anche di una dozzina di gradi. Anche tenendo conto del fatto che Hastings entr\u00f2 nella Royal Navy all\u2019et\u00e0 di 9 anni (e ne aveva quindi 13 all\u2019epoca di Trafalgar) all\u2019epoca di New Orleans ne aveva 21 e quindi le sue osservazioni non erano dovute all\u2019inesperienza ma rispecchiavano una situazione reale [vedi nota 1].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Il sistema di puntamento di Congreve<\/span><\/strong><br \/>\nSolo a partire dagli anni \u201920 cominciarono ad essere sperimentati e adottati nuovi dispositivi di puntamento. Uno dei primi a ideare un sistema efficiente fu il prolifico inventore britannico W. Congreve che nel 1818 propose un alzo composto da una lunga barra di ferro o di bronzo solcata longitudinalmente da una scanalatura che costituiva la linea di mira.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/antonicelli-sistemi-punteria-fig4jpg.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-sistemi-punteria-fig4jpg.jpg\" width=\"631\" height=\"867\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019alzo proposto da W. Congreve in tre versioni di differente lunghezza<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019estremit\u00e0 anteriore della barra era incardinata all\u2019altezza della piattabanda del primo o del secondo rinforzo, mentre quella posteriore poteva essere regolata in altezza tramite un regolo graduato fino ad un massimo di 5\u00b0. Anticipando di molto i tempi, l\u2019inventore britannico proponeva, per facilitare il puntamento, la sostituzione della scanalatura longitudinale con un lungo tubo oppure di collocare alle sue estremit\u00e0 due anelli dotati di una semplice croce di mira a incrocio di fili, metodi che saranno poi puntualmente applicati agli alzi a partire dal 1860.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/antonicelli-sistemi-punteria-fig5.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-sistemi-punteria-fig5.jpg\" width=\"907\" height=\"549\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Differenti modelli di sistemi di puntamento utilizzati dalla Marina Britannica negli anni \u201930. La fig. n\u00b0 3 rappresenta l\u2019alzo ideato dall\u2019ispettore dell\u2019artiglieria Millar: b traguardo mobile e cursore graduato &#8211; d massa di mira (dispart). La fig. n\u00b0 5 \u00e8 l\u2019alzo Congreve<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli alzi <span style=\"color: #008000;\"><strong>Congreve<\/strong><\/span> furono approvati nel 1819 ma, nonostante ne fosse stata verificata l\u2019efficacia nel 1827 ne venne messa in discussione l\u2019utilit\u00e0 perch\u00e9 ritenuti troppo costosi e facilmente soggetti ad essere danneggiati in combattimento. Nel 1829 vennero sostituiti da un pi\u00f9 semplice modello ideato dal generale Millar che era composto da una massa di mira e da un cursore verticale graduato in quarti di grado collocato sulla piattabanda di culatta, lungo il quale scorreva un traguardo orizzontale che veniva bloccato all\u2019altezza desiderata tramite una vite di pressione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/antonicelli-sistemi-punteria-fig6-1024x490.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-sistemi-punteria-fig6-1024x490.jpg\" width=\"1024\" height=\"490\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cannone navale francese da 30 libbre mod. 1824 con alzo a cursore e massa di mira modello Jure<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1833 la Marina francese adott\u00f2 l\u2019alzo ideato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente colonnello Jure dell\u2019artiglieria di Marina<\/span><\/strong> costituito da una massa di mira fissata alla parte superiore del secondo rinforzo del cannone, inizialmente tramite una semplice\u00a0 briglia di ferro e successivamente avvitato al cannone, e dall\u2019alzo vero e proprio che era costituito da un castelletto fissato alla culatta, attraverso il quale scorreva il cursore che veniva bloccato da una vite di pressione, alzo che vediamo fissato alla culatta del nuovo modello del cannone da 30 lb rappresentato nella figura 6.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/antonicelli-sistemi-punteria-fig7-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-sistemi-punteria-fig7-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carronata britannica su affusto a slitta dotata di vite di elevazione per la regolazione dell\u2019alzo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La marina statunitense adott\u00f2 gli alzi solamente nel 1849, installandoli sui cannoni della corvetta Falmouth. Gli alzi permisero di ridurre gli errori intrinseci nei vecchi metodi di puntamento e si rivelarono particolarmente utili nei combattimenti a grande distanza nei quali la cadenza di tiro era pi\u00f9 lenta e il fumo prodotto dagli spari aveva il tempo di diradarsi permettendo una buona visibilit\u00e0 del bersaglio; non potevano per\u00f2 certamente compensare l\u2019imprecisione delle bocche da fuoco ad anima liscia con le quali due colpi successivi sparati con la stessa carica di polvere e la stessa elevazione cadevano spesso a grande distanza l\u2019uno dall\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dagli anni \u201930 si diffuse l\u2019uso della <strong><span style=\"color: #008000;\">vite di regolazione dell\u2019elevazione<\/span> <\/strong>[vedi nota 2], in precedenza limitato alle carronate, anche con i cannoni, ma in generale gli artiglieri continuarono a preferire il vecchio cuneo d\u2019elevazione in legno in quanto temevano che la vite potesse essere facilmente danneggiata o spezzata dai proietti avversari oppure dalla concussione provocata dal rinculo, rendendo il pezzo inutilizzabile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/antonicelli-sistemi-punteria-fig8.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-sistemi-punteria-fig8.jpg\" width=\"583\" height=\"226\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cuneo a vite modello Ward della Marina statunitense<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Marina statunitense adott\u00f2 invece un nuovo tipo di cuneo (Fig. 8), proposto dal <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Ward<\/span><\/strong>, che era mosso da una lunga vite orizzontale e che riuniva in s\u00e9 i vantaggi dei due sistemi.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Aldo Antonicelli<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n[1] In realt\u00e0 poteva accadere che i proietti uscendo dalla volata dei cannoni ad anima liscia assumessero una traiettoria inclinata rispetto all\u2019asse del pezzo; ci\u00f2 era dovuto ai rimbalzi che subivano nel percorrere l\u2019anima che erano provocati dal cosiddetto vento, ossia la differenza, pari a diversi millimetri, tra il loro diametro e quello dell\u2019anima e da eventuali leggere eccentricit\u00e0 della palla, due fattori che facevano s\u00ec che il proietto spesso percorresse l\u2019anima con una traiettoria leggermente ondulatoria. La posizione del punto dell\u2019ultimo impatto contro l\u2019anima rispetto alla sua circonferenza determinava la deviazione del proietto che quindi era del tutto casuale e poteva essere sia in senso verticale, verso l\u2019alto o verso il basso, che orizzontale, e che perci\u00f2 non aveva nulla a che fare con le convinzioni dei cannonieri citate da Hastings.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] Il cuneo a vite non era un\u2019idea nuova, essendo gi\u00e0 stato utilizzato con l\u2019artiglieria sistema Gribeauval per essere poi abbandonato perch\u00e9 troppo facilmente danneggiabile dal rinculo dei pezzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>FONTI<\/strong><\/span><br \/>\nPadfield, \u201c<em>Brooke &amp; the Shannon<\/em>\u201d, Hodder &amp; Stoughton, Londra, 1968.<br \/>\nThe United Services Journal, parte I, Londra, 1831<br \/>\nJ. H. Stevens, \u201c<em>Some description of the methods used in pointing guns at sea<\/em> \u00bb, J. Murray, Londra, 1834.<br \/>\nJournal des sciences militaires, tomo XVIII, Correard, Parigi, 1837<br \/>\nW. N. Jeffers, \u201c<em>A concise treatise on the theory and practice of naval gunnery<\/em> \u201c, Appleton, Philadelphia, 1850.<br \/>\nM. V. Dahlgren, \u201c<em>Memoirs of John A. Dahlgren, Rear-Admiral United States Navy<\/em>\u201d.<br \/>\nE. Simpson, \u201c<em>A Treatise on Ordnance and Naval Gunnery&#8221;<\/em>, New York, 1862.<br \/>\nJ. H. Stevens, \u201c<em>Some Description of the Methods Used in Pointing Guns at Sea<\/em>\u201d, Londra, 1834.<br \/>\nW. Congreve, <em>&#8220;A Description of the Sights or Instruments for Pointing Guns&#8221;<\/em>, Londra 1818.<br \/>\nA. Preaux, \u201c<em>Instruction sur le canonnage \u00e0 bord: \u00e0 l&#8217;usage des ma\u00eetres et seconds ma\u00eetres canonniers des \u00e9coles d&#8217;artillerie navale<\/em>\u201d, 1839.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog, se non specificate, potrebbero essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49378\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a>\u00a0 <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49385\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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