{"id":49378,"date":"2020-11-26T00:49:05","date_gmt":"2020-11-26T00:49:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=49378"},"modified":"2025-12-11T17:34:50","modified_gmt":"2025-12-11T16:34:50","slug":"i-sistemi-di-punteria-dellartiglieria-navale-tra-la-fine-del-settecento-e-la-prima-meta-dellottocento-di-aldo-antonicelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49378","title":{"rendered":"I sistemi di punteria dell\u2019artiglieria navale tra la fine del Settecento e la prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVIII-XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: artiglieria navale, cannoni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora alla fine del Settecento e l\u2019inizio dell\u2019Ottocento, in ambito navale la punteria dei cannoni, particolarmente quella in elevazione, era pregiudicata dai rudimentali sistemi di mira o, per meglio dire, della totale mancanza di essi. Nel corso del settecento lo studio della balistica interna ed esterna aveva fatto notevoli progressi, grazie al lavoro di numerosi scienziati, ma queste conoscenze erano rimaste generalmente limitate a poche persone e praticamente erano rimaste sconosciute, oppure erano state trattate con diffidenza dagli ufficiali delle varie marine, che spesso in materia di artiglieria erano tenacemente attaccati alle tradizioni e alle usanze. La mancanza di sistemi di mira portava gli artiglieri navali ad adottare la pratica di puntare il pezzo seguendo la cosiddetta linea del metallo, ossia quella linea immaginaria ed istintiva che congiungeva il punto pi\u00f9 alto della circonferenza del plinto di culatta con il corrispondente punto della gioia; poich\u00e9 la bocca da fuoco era conica, la linea di mira e l\u2019asse dell\u2019anima risultavano convergenti e ci\u00f2 significava che l\u2019elevazione reale dell\u2019asse del cannone era maggiore di quella della linea del metallo; in altre parole, se la linea del metallo era orizzontale, la traiettoria del proietto era elevata di un angolo uguale all\u2019inclinazione del tronco di cono disegnato dal profilo del pezzo, angolo che era definito angolo di mira naturale del cannone (\u201cdispart\u201d nel lessico tecnico britannico dell\u2019epoca). [fig. 1].<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/antonicelli-sistemi-punteria-fig-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-sistemi-punteria-fig-1.jpg\" width=\"973\" height=\"800\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nomenclatura basica del cannone<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019utilizzo dell\u2019angolo di mira naturale aveva portato gli artiglieri francesi a dare molta importanza alla portata dei loro cannoni a <strong><span style=\"color: #008000;\">but-en-blanc<\/span><\/strong> (in italiano punto in bianco); con questo termine era definito il punto in cui la traiettoria del proietto sparato da una bocca da fuoco con la linea di mira naturale posta orizzontalmente attraversava il prolungamento immaginario di quest\u2019ultima. Data la traiettoria parabolica del proietto, esistevano due <strong><span style=\"color: #008000;\">but-en-blanc<\/span><\/strong>: uno, denominato <strong><span style=\"color: #008000;\">primitivo<\/span><\/strong>, che si trovava a pochissima distanza dalla bocca del cannone nella fase ascendente della traiettoria e uno denominato <span style=\"color: #008000;\">naturale<\/span> a distanza maggiore in quella discendente; la distanza di quest\u2019ultimo dalla bocca del cannone era la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">portata a but-en-blanc<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In linea molto generale, a seconda del calibro e della forma del cannone e della potenza della carica di lancio, la portata a but-en-blanc dei cannoni era compresa tra 450 e 600 metri.\u00a0Per gli artiglieri britannici la <strong><span style=\"color: #008000;\">portata a point blank<\/span><\/strong> era invece la distanza alla quale un proietto sparato da un cannone posto con l\u2019asse orizzontale toccava il suolo o, nel caso di artiglieria navale, la superficie dell\u2019acqua.\u00a0Ovviamente, questa distanza dipendeva dall\u2019altezza cui si trovava il cannone rispetto alla superficie. Nel periodo che stiamo considerando nessun sforzo veniva fatto per determinare la gittata a point blank di un cannone posto ad una altezza predefinita ed uniforme, quindi la portata a point blank accertata nelle esperienze di tiro dipendeva dall\u2019altezza dell\u2019affusto e, se le prove erano effettuate a bordo di una nave, dall\u2019altezza del ponte sul quale era posto il cannone.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/antonicelli-sistemi-punteria-fig2-1024x141.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-sistemi-punteria-fig2-1024x141.jpg\" width=\"1024\" height=\"141\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&gt;Il but-en-blanc\u00a0 \u00a0a &#8211; b angolo di mira naturale del cannone (linea del metallo)\u00a0 c \u2013 o asse del cannone\u00a0 I punto in bianco primitivo\u00a0 B punto in bianco naturale<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019utilizzo della linea del metallo come linea di mira induceva molti artiglieri a preferire a parit\u00e0 di calibro i cannoni pi\u00f9 corti in quanto questi avevano generalmente una forma conica pi\u00f9 accentuata di quelli lunghi e quindi avevano un angolo di mira della linea di mira naturale maggiore e ottenevano una gittata maggiore. Ovviamente questa opinione trascurava il fatto che tale portata era ottenuta al prezzo di un\u2019elevazione reale maggiore e quindi con una traiettoria del proietto pi\u00f9 arcuata e una conseguentemente pi\u00f9 accentuata imprecisione del tiro. L\u2019impiego della linea di mira naturale compensava ovviamente il fatto che il proietto uscendo dalla bocca del cannone assumeva una traiettoria discendente che si accentuava con l\u2019aumentare della distanza percorsa, ma non teneva conto del fatto che il proietto avrebbe colpito il punto al quale si mirava solamente se questo si fosse trovato esattamente alla distanza corrispondente al secondo but-en-blanc.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/antonicelli-sistemi-punteria-fig3.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-sistemi-punteria-fig3.jpg\" width=\"629\" height=\"861\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Culatta di un cannone britannico navale da 24 libbre modello Blomefield con incise le tacche della scala di mira sulla piattabanda<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente alcuni metodi per migliorare i metodi di puntamento erano gi\u00e0 stati suggeriti e, almeno in parte, adottati. Nella marina britannica delle guerre napoleoniche si usava incidere sulla sezione laterale del plinto di culatta una scala (quarter-sights) compresa tra 0 e 2 o 3 gradi (<strong><span style=\"color: #008000;\">vedi fig. n\u00b03<\/span><\/strong>) le cui tacche corrispondevano a un quarto di grado. Le tacche dovevano essere allineate ad occhio con una tacca analoga incisa sul fianco della gioia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un metodo analogo fu proposto nel 1801 dal <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di artiglieria di marina Francois Cornibert<\/span><\/strong>, ma non \u00e8 noto se la Marina francese l\u2019abbia adottato. Alcuni comandanti britannici installarono di propria iniziativa blocchetti di legno fissati sulla parte superiore sulla piattabanda del secondo rinforzo la cui altezza era tale da annullare la differenza di diametro tra quest\u2019ultima e la piattabanda di culatta. All\u2019epoca delle guerre napoleoniche uno dei maggiori innovatori nel campo del puntamento dell\u2019artiglieria navale fu il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano Philip Brooke<\/span><\/strong> che comand\u00f2 la <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata HMS Shannon<\/span><\/strong> nel suo famoso e vittorioso duello contro la statunitense <strong><span style=\"color: #008000;\">Chesapeake<\/span><\/strong>, che interruppe la serie di umilianti sconfitte subite dalle fregate della Royal Navy per opera delle pi\u00f9 potenti fregate statunitensi della classe <strong><span style=\"color: #008000;\">Constitution<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/STORIA-NAVALE-US-Shannon_Chesapeake.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-US-Shannon_Chesapeake.jpg\" width=\"740\" height=\"517\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo scontro navale tra la HMS Shannon comandata dal Captain Philip Broke e la USS Chesapeake dal Captain James Lawrence. Lo scontro dimostr\u00f2 la superiorit\u00e0 dei cannoni inglesi. Nello scambio di fuoco, Broke fu ferito gravemente e Lawrence fu ucciso &#8211; litografia a colori di L. Haghe, da un dipinto di J.C. Schetky basato su un disegno di\u00a0 Captain R.H. King, RN. Published by Smith, Elder &amp; Company, London, in 1830.<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Shannon_Chesapeake.jpg\">File:Shannon Chesapeake.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei fattori che influenzavano negativamente il puntamento dell\u2019artiglieria era il fumo prodotto dalla polvere da sparo che spesso nascondeva l\u2019obiettivo e l\u2019orizzonte e impediva ai puntatori di stimare il grado di sbandamento dello scafo. Per ovviare a questo inconveniente <strong><span style=\"color: #008000;\">Brooke<\/span> <\/strong>fece rilevare, per mezzo di un semplice strumento a filo a piombo, l\u2019esatto orientamento orizzontale dell\u2019asse di ciascun cannone.\u00a0Ad ogni affusto furono fissati dei quadranti costituiti da quarti di cerchio graduati che quando la nave era sbandata permettevano di riportare in orizzontale i cannoni semplicemente seguendo le indicazioni dell\u2019ufficiale al comando di ciascuna batteria che leggeva l\u2019inclinazione per mezzo di un pendolo fissato ad un baglio a centro nave. Per la punteria in direzione. a partire da un punto allineato al centro di ciascun portello. Brooke fece incidere sul tavolato dei ponti una serie di lunghi solchi divergenti dipinti di bianco e numerati in gradi. A parit\u00e0 di angolo, l\u2019inclinazione dei solchi era leggermente diversa per ciascun pezzo della batteria, in modo che, allineando gli affusti con la tacca il cui numero era indicato dall\u2019ufficiale che controllava la batteria, il fuoco di tutti i pezzi risultava esattamente concentrato sullo stesso punto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nonostante l\u2019opera di Brooke e di altri innovatori, la gran parte degli ufficiali e degli artiglieri britannici continu\u00f2 a prediligere il sistema di mira lungo la linea del metallo, spesso per pura ignoranza dei principi elementari della balistica esterna.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte I\u00a0 &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Aldo Antonicelli<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Padfield, \u201cBrooke &amp; the Shannon\u201d, Hodder &amp; Stoughton, Londra, 1968.<br \/>\nThe United Services Journal, parte I, Londra, 1831<br \/>\nJ. H. Stevens, \u201cSome description of the methods used in pointing guns at sea \u00bb, J. Murray, Londra, 1834.<br \/>\nJournal des sciences militaires, tomo XVIII, Correard, Parigi, 1837<br \/>\nW. N. Jeffers, \u201cA concise treatise on the theory and practice of naval gunnery \u201c, Appleton, Philadelphia, 1850.<br \/>\nM. V. Dahlgren, \u201cMemoirs of John A. Dahlgren, Rear-Admiral United States Navy\u201d.<br \/>\nE. Simpson, \u201cA Treatise on Ordnance and Naval Gunnery, New York, 1862.<br \/>\nJ. H. Stevens, \u201cSome Description of the Methods Used in Pointing Guns at Sea\u201d, Londra, 1834.<br \/>\nW. Congreve, A Description of the Sights or Instruments for Pointing Guns, Londra 1818.<br \/>\nA. Preaux, \u201cInstruction sur le canonnage \u00e0 bord: \u00e0 l&#8217;usage des ma\u00eetres et seconds ma\u00eetres canonniers des \u00e9coles d&#8217;artillerie navale\u201d, 1839.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49378\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a>\u00a0 <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49385\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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