{"id":49227,"date":"2020-11-27T00:35:16","date_gmt":"2020-11-27T00:35:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=49227"},"modified":"2026-05-19T07:23:36","modified_gmt":"2026-05-19T05:23:36","slug":"la-minaccia-delle-mine-navali-nel-iii-millennio-i-programmi-della-marina-militare-italiana-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49227","title":{"rendered":"La minaccia delle mine navali nel III millennio: i programmi della Marina Militare italiana"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: white;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"font-family: 'Georgia',serif; color: green;\">ARGOMENTO: MARINE MILITARI<br \/>\nPERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><span style=\"font-family: 'Georgia',serif;\"><br \/>\n<strong><span style=\"font-family: 'Georgia',serif; color: green;\">AREA: STRATEGIA NAVALE<br \/>\n<\/span><\/strong>parole chiave: CMM, minaccia mine navali, dual use, Marina Militare Italiana<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019alba del III millennio lo scenario geopolitico regionale e mondiale \u00e8 caratterizzato da sempre maggiori tensioni che potrebbero determinare situazioni di instabilit\u00e0 e pericolo per le vie di comunicazione marittime e grandi impatti sugli interessi strategici nazionali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Alkonis-PRO-10-20-1-1024x586.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Alkonis-PRO-10-20-1-1024x586.jpg\" width=\"1024\" height=\"586\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine pittorica di un campo minato &#8230; purtroppo non \u00e8 sempre cos\u00ec semplice &#8230; anzi mai &#8211; da US Naval Institute &#8211; autore LT USN Ridge H. Alkonis da <em><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.usni.org\/magazines\/proceedings\/2020\/october\/mine-warfare-needs-new-concept-operations?fbclid=IwAR0qx8GatAugIYvOsARNzUDciAfL5kilCVozJ9GSnD-8VVpH_YprS8GNMgk\">articolo<\/a><\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La mina navale, una minaccia antica<\/span><\/strong><br \/>\nTra le minacce al libero transito marittimo quella posta dalle mine navali trova radici lontane nel tempo e si \u00e8 sempre differenziata dalle altre per la sua forte componente asimmetrica.\u00a0Oltre al danno fisico provocato dall&#8217;arma, anche la sola notizia della presenza di mine navali in una certa zona genera un&#8217;immediata reazione mediatica il cui forte impatto psicologico causa il blocco del traffico mercantile, di fatto provocando un danno economico superiore a quello fisico di un&#8217;eventuale esplosione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/STORIA-NAVALE-MINE.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-MINE.jpg\" width=\"901\" height=\"901\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">mina tedesca dragata in acque australiane (Australian War Museum, AWR) &#8211; Fonte: http:\/\/www.awm.gov.au\/database\/collection.asp &#8211; &#8216;Copyright: The AWM record for this photo states that the copyright status is &#8216;clear&#8217;. The photo was taken in 1940 or 1941.<br \/>\n<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-admin\/_wp_link_placeholder\">Mine (AWM 304925).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019immaginario collettivo, le<strong><span style=\"color: #008000;\"> mine navali<\/span><\/strong> vengono rappresentate da sfere con delle protuberanze che, urtando la nave, innescano la detonazione della carica della mina. In realt\u00e0 questo tipo di mine navali, chiamate tecnicamente <strong><em><span style=\"color: #008000;\">ormeggiate<\/span><\/em><\/strong> (in quanto ancorate sul fondo) sono solo una parte dell\u2019inventario esistente. Pur essendo sistemi antiquati in tempi recenti hanno dimostrato di avere ancora una loro validit\u00e0, specialmente quando usate da fazioni terroristiche o di stati falliti. La ragione del loro \u201csuccesso\u201d consiste nel bassissimo costo e nella semplicit\u00e0 di costruzione che ne consente una facile realizzazione. Il loro ultimo impiego noto \u00e8 nelle acque yemenite dove gli Houthi le hanno usate contro unit\u00e0 navali saudite, minacciando anche di bloccare il traffico mercantile nel mar Rosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro tipo di mine navali, altamente insidiose, sono quelle dette da fondo; ordigni di forme diverse che sono essere posate da unit\u00e0 navali, aerei o sommergibili sul fondo del mare dove attendono silenziose il passaggio dei loro bersagli. Anche questo tipo di mine risalgono concettualmente al XX secolo ma nelle mine moderne la loro letalit\u00e0 \u00e8 stata aumentata grazie all&#8217;impiego di sistemi di attivazione molto sofisticati che le rendono altamente selettive al punto di poter prescegliere il bersaglio desiderato. Il fatto di essere posate sul fondo del mare, con la possibilit\u00e0 di essere nascoste sotto uno strato di sedimento (fango o sabbia), comporta un ulteriore complessit\u00e0 in quanto divengono pi\u00f9 difficilmente scopribili da parte dei sonar delle unit\u00e0 destinate alla loro bonifica. Inoltre, la loro pericolosit\u00e0 non diminuisce in quanto i loro sensori di scoperta e attivazione non sono influenzati dalla copertura del sedimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ultimi strumenti assimilabili a mine sono i <strong><span style=\"color: #008000;\">Water-Borne Improvised Explosive Ordinance (WB-IED)<\/span><\/strong>, ordigni rudimentali di basso costo e tecnologia che possono essere facilmente realizzati anche da gruppi terroristici. Sebbene la loro carica sia limitata, la loro presenza provoca un effetto psicologico notevole nelle compagnie marittime che sono portate ad interrompere il transito nelle rotte in cui si presume possano essere state posate delle mine. In estrema sintesi, per quanto questi strumenti siano in linea generale molto semplici e poco costosi quello che fa la differenza sono le logiche di attivazione delle mine ovvero quei congegni che danno il consenso ai loro circuiti di fuoco. L\u2019evoluzione digitale ha messo a disposizione dei costruttori sistemi di relativo basso costo che possono consentire una pi\u00f9 estesa vita operativa e capacit\u00e0 selettive dei bersagli altamente sofisticate. Inoltre, l\u2019impiego di materiali stealth (ovvero invisibili ai sonar di ricerca e scoperta) e, la capacit\u00e0 delle mine moderne di contrastare anche le unit\u00e0 di CMM (notoriamente invisibili ai sensori delle mine) sono fattori di sicura preoccupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una componente specialistica di eccellenza della Squadra Navale italiana<\/span><\/strong><\/span><br data-rich-text-line-break=\"true\" \/>La Marina Militare italiana, nell\u2019ambito della Squadra Navale, ha un Comando specialistico complesso (<strong><span style=\"color: #008000;\">MARICODRAG<\/span><\/strong>) responsabile della gestione delle <strong><span style=\"color: #008000;\">forze di contromisure mine (CMM)<\/span><\/strong> che comprende una forza navale, composta attualmente da <strong><span style=\"color: #008000;\">cacciamine classe Lerici I e II serie<\/span><\/strong>, ed un Comando a terra responsabile dell\u2019addestramento e dello sviluppo tecnico della componente. Di fatto, al fine di rispondere alle sfide del III millennio, la Marina Militare italiana ha fatto tesoro delle esperienze maturate nei vari teatri del mondo dal dopoguerra ad oggi, sviluppando una componente moderna altamente specialistica.<br \/>\nLa <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina Militare italiana<\/span><\/strong> ha nel tempo continuato ad <strong><span style=\"color: #008000;\">investire<\/span><\/strong> in studi di ottimizzazione delle tattiche e dei sistemi d\u2019arma, guadagnandosi un livello di eccellenza in campo NATO. Le esperienze acquisite hanno portato all&#8217;acquisizione di mezzi di CMM di grande successo, poi acquistati anche da diverse Marine estere, e all&#8217;avvio di programmi di sviluppo per mantenere questa particolare componente allo stato dell&#8217;arte.<br \/>\nLa Marina Militare italiana, in una visione condivisa con le altre marine europee, prevede di utilizzare nel campo delle operazioni di guerra di mine future due tipologie di piattaforme:<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">unit\u00e0 navali (Cacciamine e Dragamine) in grado di poter operare in sicurezza in un campo minato e in aree dove si sospetta la presenza di ordigni pericolosi per la navigazione; <\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sistemi autonomi di superficie e subacquei per la scoperta e distruzione di ordigni;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><strong><span style=\"color: #008000;\">unit\u00e0 navali non specialistiche che, pur non essendo in possesso di capacit\u00e0 autonome di CMM, sono in grado di trasportare mezzi autonomi in grado di operare a distanza (concetto stand off) al fine di mitigare il rischio per il transito.<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Un cammino lento e costante<\/span><\/strong><br data-rich-text-line-break=\"true\" \/>Questa visione ebbe origine negli anni \u201980 quando la Marina Militare italiana, sulla base delle operazioni effettuate nel Mar Rosso, commission\u00f2 all<a href=\"https:\/\/www.intermarine.it\/it\/products-and-services\/military-ships\"><strong><span style=\"color: #008000;\">\u2019Intermarine<\/span><\/strong><\/a>, una ditta italiana leader mondiale nella tecnologia della vetroresina, le prime quattro unit\u00e0 cacciamine classe Lerici. Questi cacciamine furono realizzati impiegando una nuova tecnologia costruttiva denominata <strong><span style=\"color: #008000;\">F.R.P. (Fibre Reinforced Plastics)<\/span><\/strong> che, per le sue peculiari caratteristiche tecniche, venne utilizzata da molte marine occidentali. Ad esempio i <strong><span style=\"color: #008000;\">cacciamine statunitensi classe Osprey<\/span> <\/strong>e quelli di altre classi straniere, sia africane che asiatiche, furono costruiti da Intermarine o su sua licenza. Questa tecnologia consent\u00ec di soddisfare in pieno due esigenze prioritarie per un cacciamine: l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">assoluta amagneticit\u00e0<\/span><\/strong> (al fine di non attivare le mine con sensori di attivazione magnetica) ed una <strong><span style=\"color: #008000;\">elevata resistenza antishock<\/span><\/strong> in caso di esplosione ravvicinata di un ordigno. La <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Lerici<\/span><\/strong> sostituiva di fatto la <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Legni<\/span><\/strong>, ormai arrivata alla fine della sua lunga vita operativa, e comprendeva due mezzi filoguidati (<strong><span style=\"color: #008000;\">ROV<\/span><\/strong>) per le ispezioni subacquee, un team di <strong><span style=\"color: #008000;\">sommozzatori disattivatori mine (SDM)<\/span> <\/strong>e personale specialista in CMM.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Cacciamine-operazioni-1024x650.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Cacciamine-operazioni-1024x650.jpg\" width=\"1024\" height=\"650\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">una tipica operazione di cacciamine che prevede quattro fasi: ricerca, classifica (per assegnare un grado di confidenza all&#8217;eco scoperto durante la ricerca), identificazione (tramite sommozzatori o ROV) e eventuale neutralizzazione dell&#8217;ordigno. Come vedremo, i nuovi mezzi autonomi potrebbero cambiare presto il concetto operativo di impiego delle forze di Contro Misure Mine &#8211; da schema contenuto in <a href=\"https:\/\/digilander.libero.it\/F564\/MISSIONE%20MAR%20ROSSO.htm\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Le operazioni del 14\u00b0 Gruppo Navale: missione Mar Rosso<\/span><\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il successo della prima serie, confermato dalle operazioni in Golfo Persico, port\u00f2 alla costruzione di una seconda serie, la classe Gaeta, che si differenziava sostanzialmente in un incremento generale delle dimensioni dello scafo, il potenziamento dell\u2019apparato motore, l\u2019installazione di un autopilota per il mantenimento automatico della posizione durante le operazioni di ricerca e scoperta delle mine (inizialmente era cura dell\u2019ufficiale di guardia mantenere la posizione agendo sui comandi dei tre propulsori)\u00a0 e l\u2019adeguamento di tutte le componenti hardware e software del sistema di combattimento.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/classe-lerici-1024x476.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 classe-lerici-1024x476.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 30 aprile 1988 vennero quindi ordinati altri 6 cacciamine, con una seconda commessa nel 1991, portando il numero finale ad otto. Una scelta vincente in quanto, in oltre tre decenni, le unit\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Lerici I e II serie<\/span><\/strong> si sono distinte in numerose operazioni nazionali e internazionali, conducendo operazioni di bonifica in aree con presenza di ordigni pericolosi per la navigazione militare ma soprattutto per quella del traffico mercantile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/cacciamine-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cacciamine-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">messa a mare di un moderno ROV Pluto in dotazione alla classe Gaeta -photo credit Italian Navy<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo brevemente le operazioni in Golfo Persico e, non ultima, la bonifica delle bombe in Adriatico, dove i cacciamine portarono a termine, in solo due mesi, una campagna di ricerca ordigni su una superficie marina equivalente a 20000 campi di calcio, effettuata con una precisione di navigazione inferiore ai 5 metri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/lerici.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 lerici.jpg\" width=\"948\" height=\"494\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, le unit\u00e0 di CMM hanno operato e operano tuttora in numerosi <strong><span style=\"color: #008000;\">compiti di carattere duale<\/span> <\/strong>in supporto ad altri Enti dello Stato e alla comunit\u00e0 civile come la recente <strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione Cerboli Pulita\u00a0<\/span><\/strong>a favore del Dipartimento della Protezione Civile, apportando un grande contributo alla collettivit\u00e0 teso a ripristinare gli equilibri ambientali dei fondali del golfo di Follonica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il futuro \u00e8 dietro l\u2019angolo e non pu\u00f2 aspettare<\/span><\/strong><\/span><br data-rich-text-line-break=\"true\" \/>La fisiologica obsolescenza dei mezzi in servizio ha necessitato interventi di ammodernamento urgenti e non pi\u00f9 demandabili. Mentre le prime due unit\u00e0 della I serie sono state messe in disarmo, \u00e8 attualmente in corso il programma di <strong><span style=\"color: #008000;\">Ammodernamento di Mezza Vita (AMV)<\/span><\/strong> della <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Gaeta<\/span><\/strong>, un palliativo in attesa dell\u2019entrata in servizio dei cosiddetti <strong><span style=\"color: #008000;\">Cacciamine di Nuova Generazione (CNG)<\/span>.<\/strong> Il programma di AMV, ancora in corso, riguarda tra l\u2019altro l\u2019ammodernamento delle dotazioni delle unit\u00e0 con i seguenti sistemi:<\/p>\n<ul id=\"block-c02d2845-4e51-4757-819c-59b2fc0114e2\" class=\"block-editor-block-list__block wp-block is-selected rich-text block-editor-rich-text__editable is-hovered wp-block\" tabindex=\"0\" role=\"textbox\" contenteditable=\"true\" aria-label=\"Scrivi elenco\u2026\" aria-multiline=\"true\" data-block=\"c02d2845-4e51-4757-819c-59b2fc0114e2\" data-type=\"core\/list\" data-title=\"Elenco\">\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">un VDS (sonar a profondit\u00e0 variabile) forse il THALES 2093, in sostituzione dell\u2019ormai vecchio AN\/SQQ 14 IT, capace di operare fino a fondali di 300 metri, gi\u00e0 in uso sulla classe Hunt della UK RN<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sistema integrato di comunicazioni, con residenti capacit\u00e0 SATCOM<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">nuova versione del sistema di C2 come ulteriore evoluzione del sistema ERICA<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">nuova camera iperbarica containerizzata<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">modifiche strutturali nella zona poppiera con creazione di una zona coperta per la manutenzione dei veicoli<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">migliorie tecniche e rinnovamento dei sistemi dell\u2019apparato di piattaforma. <\/span><\/strong>\n<p><figure style=\"width: 1002px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/STORIA-NAVALE-MINE-CONCETTO-DI-SORVEGLIANZA.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-MINE-CONCETTO-DI-SORVEGLIANZA.jpg\" width=\"1002\" height=\"751\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>concetto di sorveglianza subacquea marittima dallo studio Scalable Adaptive Multi-target Tracking Using Multiple Sensors autore Paolo Braca da studio (PDF) Scalable Adaptive Multi target Tracking Using Multiple Sensors (researchgate.net)<\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Guardiamo ora al futuro<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI futuri <strong><span style=\"color: #008000;\">cacciamine di Nuova Generazione (CNG)<\/span><\/strong>, di cui si auspica l\u2019entrata in servizio nei prossimi dieci anni, dovranno avere elevate capacit\u00e0 di condotta delle operazioni di CMM per poter operare in aree con presenza di ordigni anche non convenzionali. La multidimensionalit\u00e0 della minaccia richieder\u00e0 mezzi con spiccate capacit\u00e0 modulari e differenti sistemi autonomi subacquei al fine di operare in contemporanea con la nave madre.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/CGN-3.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 CGN-3.png\" width=\"927\" height=\"639\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Progetto futuri cacciamine di nuova generazione &#8211; da Intermarine project\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va compreso che l\u2019utilizzo di diversi mezzi autonomi non \u00e8 legato ad un semplice <strong><span style=\"color: #008000;\">fattore di ridondanza<\/span><\/strong> ma rappresenta un importante <strong><span style=\"color: #008000;\">moltiplicatore di efficacia<\/span><\/strong>, permettendo l\u2019utilizzo di tecniche complementari nella stessa area per massimizzare le capacit\u00e0 di bonifica e ridurre i tempi di operazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In linea con analoghi progetti futuri di altre Marine occidentali, i <strong><span style=\"color: #008000;\">CNG<\/span><\/strong> potrebbero quindi rispondere alle seguenti caratteristiche:<\/p>\n<ul id=\"block-9a2e8a33-6a02-4e52-8c3c-7fd86a4787d9\" class=\"block-editor-block-list__block wp-block is-selected rich-text block-editor-rich-text__editable is-hovered wp-block\" tabindex=\"0\" role=\"textbox\" contenteditable=\"true\" aria-label=\"Scrivi elenco\u2026\" aria-multiline=\"true\" data-block=\"9a2e8a33-6a02-4e52-8c3c-7fd86a4787d9\" data-type=\"core\/list\" data-title=\"Elenco\">\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dimensioni maggiori: \u00a0&gt; 60 metri lunghezza- &gt; 13 metri larghezza<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dislocamento intorno ai 1000-1100 tonnellate<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">due linee d\u2019assi per la navigazione di trasferimento e due sistemi azimutali per la cacciamine<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">unit\u00e0 pienamente integrate nelle Componenti d\u2019altura in scenari complessi;<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">sistema di difesa di punta anti aereo\/navale<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">maggiore autonomia e velocit\u00e0 di trasferimento (18 nodi);<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">potenzialit\u00e0 Expeditionary (logistiche e operative) per poter operare per prolungati periodi in operazioni fuori area;<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">supporto ad operazioni anfibie anche fuori area;<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">disponibilit\u00e0 di imbarcare mezzi autonomi con diverse configurazioni operative (ricerca o neutralizzazione) in grado di operare in swarm contemporaneamente;<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #008000;\">messa a mare dei mezzi poppiera;<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">veicoli a controllo remoto filoguidato (ROV) per la localizzazione, identificazione, neutralizzazione, con capacit\u00e0 intelligenti di manipolazione subacquea, impiegabili sia dall\u2019Unit\u00e0 CNG che da mezzi autonomi di superficie.<\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/cng-schema-sistema-di-combattoemnto.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cng-schema-sistema-di-combattoemnto.jpg\" width=\"906\" height=\"714\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sistema di combattimento &#8211; da Intermarine project <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto concerne i sistemi autonomi, la possibilit\u00e0 di impiegarli in maniera modulare, consentirebbe una capacit\u00e0 3D alle operazioni di CMM con sistemi differenziati nelle tre dimensioni:<\/p>\n<ul id=\"block-23859b54-0b68-474f-a4f4-029768fc370b\" class=\"block-editor-block-list__block wp-block is-selected rich-text block-editor-rich-text__editable is-hovered wp-block\" tabindex=\"0\" role=\"textbox\" contenteditable=\"true\" aria-label=\"Scrivi elenco\u2026\" aria-multiline=\"true\" data-block=\"23859b54-0b68-474f-a4f4-029768fc370b\" data-type=\"core\/list\" data-title=\"Elenco\">\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">AUV (Autonomous Underwater Vehicle) di diverse tipologie, capaci di operare in configurazione CMM fino a quote di 3000 mt. Dotati di diverse tipologie di sensori sonar, tra cui SSS e SAS, per la scoperta di ordigni, in futuro potrebbero essere affiancati in swarm con piccoli AUV in configurazione one shot killer (OSK). <\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USV (Unmanned Surface Vehicle): mezzi autonomi di superficie, che in configurazione CMM potrebbero condurre sia operazioni di cacciamine o di dragaggio ad influenza (anche in modalit\u00e0 Jamming) o meccanico, sia trasportare altri mezzi (AUV o ROV) di fatto diventando un \u201csistema di sistemi\u201d. <\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">UAV (Unmanned Aerial Vehicle): mezzi autonomi aerei che, in configurazione CMM, potrebbero contribuire per la scoperta di mine alla deriva, affioranti o in prossimit\u00e0 della superficie, o operare come radio relay per comunicare con altri mezzi autonomi (AUV e USV) in modalit\u00e0 stand off.<\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">A quando la realizzazione di una nave dedicata per il supporto complesso di operazioni di CMM?<\/span><br \/>\n<\/strong>La mancanza di un\u2019unit\u00e0 di supporto dedicata per le OPS di CMM ha da sempre rappresentato un importante gap capacitivo per la MM italiana, parzialmente coperto nel tempo con differenti tipi di unit\u00e0. E\u2019 auspicabile che la Marina Militare confermi la realizzazione di un\u2019unit\u00e0 di supporto complesso che dovr\u00e0 assumere in futuro un ruolo ancora maggiore di quello precedentemente attuato, divenendo un <strong><span style=\"color: #008000;\">fondamentale hub operativo C4I<\/span> <\/strong>per operare in maniera completamente integrata in real time con le unit\u00e0 delle forze di altura.\u00a0In futuro, con l\u2019ingresso in linea dei primi CNG, sar\u00e0 quindi necessario disporre di questo tipo di unit\u00e0 al fine di poter operare per prolungati periodi di tempo in completa integrazione con un task group di CMM anche in aree operative lontane come i choke point strategici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/CONCETTO-OPERATIVO-FUTURO.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 CONCETTO-OPERATIVO-FUTURO.png\" width=\"792\" height=\"556\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Concetto operativo basato sull&#8217;integrazione di tre componenti: in alto a sinistra l&#8217;unit\u00e0 specialistica (MCMV), a destra l&#8217;unit\u00e0 di altura (OPV) e in basso la nave comando e supporto (MHMP) &#8211; da Intermarine project<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale capacit\u00e0 permetter\u00e0 la completa integrazione della capacit\u00e0 di CMM nazionale nelle Componenti d\u2019altura, accentuando le potenzialit\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\">expeditionary<\/span> <\/strong>e garantendo un adeguato supporto alle capacit\u00e0 di Strike Group e anfibie fuori area. Non ultimo la sua maggior velocit\u00e0 di trasferimento consentirebbe di arrivare nell\u2019area prima dei mezzi specialistici e iniziare ad operare con sistemi autonomi in stand off. Ma i compiti futuri potrebbero non essere limitati alle attivit\u00e0, per cos\u00ec dire, tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Conclusioni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe sfide del terzo millennio richiederanno l\u2019assolvimento di compiti sempre pi\u00f9 impegnativi con un forte impatto per la protezione delle infrastrutture civili marittime. Ad esempio il monitoraggio e protezione delle reti di comunicazioni subacquee (dove viaggiano tra l\u2019altro i flussi dati internet) e gli oleodotti e gasdotti necessari per il sostentamento delle economie occidentali. Non ultimo, la protezione delle future attivit\u00e0 per lo sfruttamento dei minerali sui fondi oceanici che rappresenta una nuova sfida in un mondo in continuo sviluppo industriale in cui l\u2019oggi \u00e8 gi\u00e0 ieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Si auspica che questi programmi di sviluppo della componente di guerra di mine siano perseguiti nei tempi previsti, ricordandoci che chi non ha memoria della storia, \u00e8 ahim\u00e8 spesso destinato a riviverla.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima\u00a0 mina da fondo tipo Manta Mk 44 da esercitazione usata durante l&#8217;International Mine Countermeasures Exercise (IMCMEX) 2014 nell&#8217;area di responsabilit\u00e0 della V Flotta USN &#8211; U.S. Navy Photo\u00a0 Mass Communication Specialist 3rd Class Daniel Rolston\/ Released <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:IMCMEX_141024-N-CN059-193_(15522512849).jpg\">IMCMEX 141024-N-CN059-193 (15522512849).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: MARINE MILITARI PERIODO: XXI SECOLO AREA: STRATEGIA NAVALE parole chiave: CMM, minaccia mine navali, dual use, Marina Militare Italiana .\u00a0 Nell\u2019alba del III millennio lo scenario geopolitico regionale e mondiale \u00e8 caratterizzato da sempre maggiori tensioni che potrebbero determinare situazioni di instabilit\u00e0 e pericolo per le vie di comunicazione marittime e grandi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2380,"featured_media":94143,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1413,1360],"tags":[],"class_list":["post-49227","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica","category-marine-militari"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La minaccia delle mine navali nel III millennio: i programmi della Marina Militare italiana &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49227\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La minaccia delle mine navali nel III millennio: i programmi della Marina Militare italiana &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  10 minuti. . 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