{"id":49076,"date":"2018-07-16T00:13:27","date_gmt":"2018-07-15T22:13:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=49076"},"modified":"2025-10-31T19:39:40","modified_gmt":"2025-10-31T18:39:40","slug":"guerra-e-strategia-nel-mediterraneo-del-cinquecento-parte-ii-di-emiliano-beri-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49076","title":{"rendered":"Guerra e strategia nel Mediterraneo del Cinquecento \u2013 parte III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Ottomani, Spagna, Francia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">I Barbarossa<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Chi le contrasta? In alcuni casi alcune citt\u00e0, pi\u00f9 solide di altre, resistono (la prima \u00e8 Algeri, nel 1511). Ma sono soprattutto i corsari ad opporsi, con sempre maggiore efficacia, all&#8217;offensiva spagnola. Dapprima si tratta di gruppi di corsari diversi, che se vedono conquistata dagli spagnoli la citt\u00e0 che usavano come base si spostano in un\u2019altra, offrendo i loro servigi al nuovo signore.\u00a0Ma presto i diversi gruppi di corsari iniziano a coagularsi intorno ad uno, principale, capeggiato da due fratelli, entrambi soprannominati Barbarossa. Questi sono presenti in Nord Africa dal 1504, sono due stranieri, figli di un militare ottomano albanese e di una greca di Mitilene (Anatolia). Sono spinti dall&#8217;interesse ma anche da una non trascurabile enfasi ideologica verso la guerra santa contro l\u2019infedele (e non \u00e8 facile capire quanto ci credano davvero, e la vivano come una missione, e quanto la utilizzino come sostrato ideologico per galvanizzare gli animi e presentarsi come campioni dell\u2019Islam contro i cristiani, in modo da coagulare consensi intorno alla loro azione e ottenere legittimit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1512 i <strong><span style=\"color: #008000;\">Barbarossa<\/span><\/strong> si riconosco vassalli del Sultano di Istanbul, ottenendo giannizzeri, artiglieria e legittimit\u00e0, ma generando nei maghrebini anche forme di resistenza, perch\u00e9 se gi\u00e0 la leadership di corsari stranieri era mal digerito da molti lo \u00e8 anche di pi\u00f9 la prospettiva della sudditanza all\u2019Impero ottomano. Molti appoggiano il progetto dei Barbarossa di creare un proprio dominio personale in qualit\u00e0 di governatori ottomani, togliendo presidi e porti agli spagnoli; molti altri appoggiano il disegno spagnolo preferendolo alla sudditanza ottomana. Lo scontro diventa quindi anche guerra civile tra nordafricani, e si concretizza in una serie di azioni e reazioni che vedono la progressiva affermazione dei Barbarossa quali signori di una ampia porzione del Maghreb, organizzato formalmente in governatorato ottomano. La morte del fratello maggiore in combattimento nel 1518 lascia la scena al minore, <strong><span style=\"color: #008000;\">Khariedyn<\/span><\/strong>, che sar\u00e0 da questo momento in poi uno dei protagonisti della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La costruzione del potere marittimo ottomano e del blocco imperiale asburgico<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Mentre in Maghreb prima i corsari poi il, Barbarossa combattono gli spagnoli in nome dell\u2019Impero ottomano, l\u2019Impero stesso inizia a muoversi nel teatro Mediterraneo. Lo aveva gi\u00e0 fatto, con un accenno, nel 1480 assediando Otranto. Poi si era dedicato a consolidare le sue posizione nell\u2019Egeo e nell\u2019area ellenica togliendo spazi a Venezia. Ora fa passi pi\u00f9 decisi, conquistando la Siria e l\u2019Egitto mamelucco nel 1517 e Rodi nel 1522. Gli anni che vanno dal 1516 al 1530 vedono la configurazione pressoch\u00e9 definitiva dei due blocchi imperiali contrapposti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Nord Africa <strong><span style=\"color: #008000;\">Khariedyn Barbarossa<\/span> <\/strong>consolida il suo dominio territoriale (ossia il suo stato ottomano-barbaresco con capitale Algeri) e intensifica la guerra di corsa. L\u2019Impero ottomano inizia a guardare sempre pi\u00f9 verso il Mediterraneo centrale e occidentale, sia attraverso Barbarossa, la sua flotta corsara e il Nord Africa, sia attraverso l\u2019organizzazione di una potente marina da guerra propria. Ma non solo, dilaga anche nei Balcani, prendendo prima Belgrado (1521), poi Buda e l\u2019Ungheria (1526) e arrivando ad assediare Vienna (1529). Il blocco imperiale ispano-asburgico (che nel Mediterraneo sar\u00e0 anche ispano-italiano e ispano-genovese, dal 1528) prende forma anch&#8217;esso in questi anni. Nel 1516 Carlo d\u2019Asburgo diventa re di Spagna, nel 1519 viene eletto Imperatore del Sacro Romano. Tra 1525 (battaglia di Pavia) e 1530 (incoronazione a Bologna) ottiene successi decisivi nella guerra in Italia contro la Francia di Francesco I. La Francia, in forza dell\u2019estromissione dall&#8217;Italia, perder\u00e0 la sua vocazione crociata anti turca (propagandata in antitesi al ruolo guida assunto dalla Spagna nella lotta contro l\u2019infedele) e, dopo il 1530 si voter\u00e0 alla realpolitik, trattando con l\u2019Impero ottomano e stipulando con esso, nel 1536, un\u2019alleanza anti spagnola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La fase centrale della guerra 1530-1546<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Proprio negli anni Trenta I due grandi blocchi imperiali, l\u2019ispanico e l\u2019ottomano, iniziano ad affrontarsi direttamente e a viso aperto nel Mediterraneo (gli ottomani iniziano quindi ad agire in prima persona, non pi\u00f9 solo attraverso i corsari barbareschi di Barbarossa). Si affrontano sul mare e in operazioni anfibie, ma sempre col mare al centro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22170 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36288547_10216444684011077_5218089663515852800_n.png\" alt=\"\" width=\"878\" height=\"659\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36288547_10216444684011077_5218089663515852800_n.png 878w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36288547_10216444684011077_5218089663515852800_n-300x225.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36288547_10216444684011077_5218089663515852800_n-768x576.png 768w\" sizes=\"(max-width: 878px) 100vw, 878px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">a sinistra il Barbarossa e a destra Andrea Doria, protagonisti del loro tempo (fig. 2)\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul mare due sono i protagonisti (fig. 2): Andrea Doria, ammiraglio genovese al servizio di Carlo V dal 1528, ed il Barbarossa, che dopo i successi del Doria degli anni 1531-33 nel Mar Ionio (Modone, Corone, Patrasso, battaglia navale di Corone) contro la flotta del Sultano viene nominato Gran Ammiraglio dell\u2019Impero. Barbarossa ammoderna la flotta sotto il profilo tecnologico, ne migliora la qualit\u00e0 sotto il profilo degli equipaggi e inizia a dare del filo da torcere al Doria. Con Barbarossa alla guida della flotta ottomana gli equilibri si spostano; prima erano decisamente dalla parte degli ispano-genovesi grazie flotta guidata dal Doria (superiore per qualit\u00e0 anche se inferiore per numero). Ora Barbarossa lavora sulla qualit\u00e0, e la flotta ottomana, gi\u00e0 superiore per numero, riduce il gap qualitativo. Inoltre Barbarossa dal 1536 pu\u00f2 contare sull\u2019alleanza francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il potere marittimo della Francia \u00e8 poca cosa, ma la Francia ha Marsiglia e Tolone, splendidi porti (e quindi base d\u2019operazione per la flotta ottomana e i corsari barbareschi) a ridosso dell\u2019asse di comunicazione marittimo che collega la Spagna con i suoi domini e alleati italiani (la rotta spagnola del Mediterraneo occidentale;\u00a0 e a ridosso di Genova, che \u00e8 la chiave dell\u2019impero spagnolo mediterraneo, sia sotto il profilo finanziario, sia sotto il profilo geostrategico (\u00e8 la chiave e la porta d\u2019Italia, perch\u00e9 baricentro della rotta spagnola del Mediterraneo occidentale). Non \u00e8 un caso che la nuova cinta muraria di Genova venga realizzata proprio a partire dal 1536.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli episodi bellici si susseguono, di anno in anno, durante la stagione estiva, perch\u00e9 si naviga e si combatte principalmente nella buona stagione, e ci si prepara alla campagna dell\u2019anno successivo durante la cattiva. Barbarossa recupera le piazzeforti che il Doria aveva conquistato in Grecia tra il 1531 e il 1533 e nel 1534 conquista Tunisi, che era retta da un sovrano maghrebino filo spagnolo. Ne voleva far base per un attacco alla Sicilia, ma Carlo V e il Doria la riconquistano nel 1535 (grazie anche ad un\u2019abile manovra del Doria che blocca nel porto la flotta di Barbarossa). In diverse occasioni Barbarossa effettua crociere nel mar Tirreno, compiendo incursioni massicce lungo le coste siciliane e italiane. Nel 1537 assedia Corf\u00f9, isola-piazzaforte veneziana, porta dell\u2019Adriatico, ma fallisce anche perch\u00e9 deve impegnare parte della flotta contro quella del Doria che, con una serie di abili azioni diversive, molesta le sue linee di comunicazione. L\u2019anno dopo (1538) la flotta ottomana e quella della Lega tra Spagna, Papa e Venezia si affrontano alla Prevesa. La flotta della Lega, guidata dal Doria, \u00e8 in superiorit\u00e0 numerica, ma non riesce a prevalere, a causa di problemi di ordinazione fra galee e navi. Si tratta dell\u2019unica grande battaglia navale di questa fase, finisce in un pareggio. Ma \u00e8 uno smacco per la Lega perch\u00e9 la superiorit\u00e0 numerica (cosa rara contro la flotta ottomana ed ottenibile solo unendo le forze di Spagna e Venezia) aveva fatto sperare in una vittoria decisiva. Nel 1542-46 l\u2019alleanza con la Francia si concretizza in una serie di operazioni congiunte nel teatro italiano. La flotta ottomana prede base a Tolone e Marsiglia, nel 1543 i franco-ottomani assediano Nizza, le scorrerie corsare nel Tirreno si moltiplicano, in particolare contro la Riviera Ligure di Ponente, la Corsica e la Sardegna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Gli ultimi trent\u2019anni: 1546-1574<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Il conflitto prosegue sul mare anche dopo l\u2019uscita di scena dei due grandi protagonisti. Barbarossa muore nel 1546; Andrea Doria, ormai vecchi, conquista Mahdia nel 1550 (riconquistata dagli ottomani nel 1554) e poi inizia a non navigare pi\u00f9, delegando il comando ed esercitandolo, come i moderni ammiragli di alto rango, da terra (da Genova). Tra 1553 e 1559 i franco-ottomani cercano di conquistare la Corsica, per impossessarsi di Genova, il cui controllo dipende dal possesso dell\u2019isola. Nel 1560 il grosso della flotta spagnola viene annientato a Gerba; nel 1565 gli ottomani falliscono nell&#8217;assedio di Malta, nel 1570 il nuovo uomo di punta della corsa barbaresca, Ulugh Al\u00ec riconquista Tunisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1571 \u00e8 l\u2019anno della <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Lepanto<\/span><\/strong>, che cancella Gerba, perch\u00e9 il disastro della flotta ottomana \u00e8 infinitamente maggiore di quello che aveva subito la flotta spagnola nel 1560; ma \u00e8 una vittoria illusoria, perch\u00e9 gli Ottomani non perdono la supremazia navale nel Mediterraneo, anzi la riacquistano subito, non appena Venezia, alleata della Spagna a Lepanto, firma la pace. Solo l\u2019unione Spagna-Venezia poteva competere, sul piano navale, con l\u2019Impero ottomano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conflitto si conclude di fatto tra 1573 e 1574, nel \u201973 gli Spagnoli riconquistano Tunisi, nel \u201974 <strong><span style=\"color: #008000;\">Ulugh Al\u00ec<\/span><\/strong> se la riprende, con una grande flotta che quella spagnola non pu\u00f2 affrontare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, con l\u2019ultima riconquista di Tunisi il conflitto si chiude. I motivi sono essenzialmente due:<br \/>\n&#8211; <span style=\"color: #008000;\">entrambi i contendenti sono esausti finanziariamente, ed entrambi hanno anche altri nemici da combattere<\/span> (la Spagna \u00e8 impegnata contro i ribelli olandesi dal 1567, l\u2019Impero ottomano \u00e8 in uno stato di guerra latente con la Persia);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <span style=\"color: #008000;\">l\u2019obiettivo principale per cui era scoppiato il conflitto, ossia il controllo del Nord Africa, era stato raggiunto da uno dei due contendenti. Dopo la riconquista di Tunisi del 1574 tutto il Nord Africa dal Marocco (escluso) all\u2019Egitto \u00e8 sotto controllo ottomano. Agli spagnoli restano solo quattro presidi, inutili per esercitare un efficace controllo dell\u2019antemurale. La Spagna ha mancato l\u2019obiettivo di originale di eliminare il problema corsaro. Anzi, ora con il Nord Africa dominato da Pasci\u00e0 che sono anche ammiragli corsari del Sultano Ottomano l\u2019intensit\u00e0 della corsa barbaresca \u00e8, e sar\u00e0, ancora pi\u00f9 intensa di quanto non fosse tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Le caratteristiche del teatro bellico Mediterraneo<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Questo conflitto che ha avuto per baricentro il Mediterraneo, ha avuto tratti caratteristici peculiari che derivano essenzialmente da due ordini di fattori. Il primo ordine di fattori \u00e8 legato al fatto che il teatro operativo principale sia stato il mare, ossia si sia trattato in primo luogo di un conflitto navale. E un conflitto navale ha delle sue caratteristiche particolari. Ha per teatro un spazio decisamente pi\u00f9 aperto di quello terrestre. \u00c8 uno spazio che non \u00e8 completamente aperto, perch\u00e9 le rotte si sviluppano principalmente sotto costa e i passaggi obbligati non mancano, ma \u00e8 molto pi\u00f9 aperto di quello terrestre e quindi, ed \u00e8 questo il secondo punto. \u00c8 caratterizzato da una mobilit\u00e0 su ampi spazi decisamente superiore rispetto alla guerra terrestre, e a tempi di percorrenza decisamente inferiori. Ossia, la capacit\u00e0 di proiezione strategica della forza militare sul mare \u00e8 superiore a quella sulla terraferma; o lo \u00e8, naturalmente, se si hanno gli strumenti necessari, e questi strumenti costano. Da qui il terzo punto. \u00c8 caratterizzato da alti costi di gestione, e dalla necessit\u00e0 d\u2019avere a disposizione un sapere specialistico come quello marittimo. Denaro e sapere marittimo non sono cos\u00ec diffusi nell&#8217;Europa del Cinquecento, tanto che la Spagna coopta il sapere e il denaro dei genovesi perch\u00e9 le sue risorse non bastano. Ma il denaro non serve solo per la componente navale della guerra, ossia per costruire navi e armare flotte, serve anche per un altro elemento centrale nella guerra Mediterraneo: le piazzeforti. Perch\u00e9 i presidi, le basi navali, i punti di appoggio vanno protetti con moderne fortificazioni (siamo nella rivoluzione militare, l\u2019arte fortificatoria cambia, e quella nuova, la <strong><em><span style=\"color: #008000;\">trace italienne<\/span><\/em><\/strong>, costa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui passiamo al secondo ordine di fattori che caratterizzano la guerra nel Mediterraneo: la stretta connessione e commistione tra mare e terra. \u00c8 un mare chiuso tra terre che si insinuano al suo interno, che lo tagliano, delimitandone i settori. Per cui il rapporto mare-terra, flotta-porto \u00e8 centrale. Le flotte si muovo spesso per \u201cun\u2019impresa\u201d, ossia uno sbarco, la conquista di una piazzaforte o di una citt\u00e0, o di un\u2019isola, o per dare l\u2019assalto ad una regione. Oppure si muovono per evitare l\u2019impresa del nemico, per evitare che sbarchi, che conquisti una piazzaforte o un\u2019isola.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte III &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Emiliano Beri<\/strong><\/span><\/p>\n<p>in anteprima Andrea Doria. dettaglio da figura 2.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia essenziale<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Braudel, Civilt\u00e0 e Impero del Mediterraneo nell\u2019et\u00e0 di Filippo II, Einaudi 1986<br \/>\nPellegrini, Guerra santa contro i turchi. La crociata impossibile di Carlo V, Il Mulino 2015<br \/>\nPacini, \u00abDesde Rosas a Gaeta\u00bb. La costruzione della rotta spagnola nel Mediterraneo occidentale nel secolo XVI, F. Angeli 2013<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22161\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22162\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49076\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49064\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>.. . 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