{"id":4902,"date":"2015-08-25T00:10:30","date_gmt":"2015-08-25T00:10:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=4902"},"modified":"2026-05-18T14:51:01","modified_gmt":"2026-05-18T12:51:01","slug":"i-conflitti-in-libia-e-syria-ed-il-potenziale-di-destabilizzazione-regionale-report-isag","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/4902","title":{"rendered":"I conflitti in Libia e Siria ed il potenziale di destabilizzazione regionale &#8211; report IsAG"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO:\u00a0 GEOPOLITICA<br \/>\nPERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Siria, Libia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella splendida cornice della Sala della Regina, a Montecitorio, il 19 novembre 2015 si \u00a0\u00e8 tenuto un importante convegno inerente la grave situazione internazionale. I numerosi conferenzieri hanno affrontato la situazione mediorientale facendo un punto sulla minaccia del sedicente ISIS alla luce dei fatti di Parigi e presentando un rapporto sulla situazione libica e siriana come fattori destabilizzanti della regione mediterranea \u00a0se non europea.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p><figure id=\"attachment_4915\" aria-describedby=\"caption-attachment-4915\" style=\"width: 183px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/ruggiu.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4915\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/ruggiu.jpg\" alt=\"ruggiu\" width=\"183\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/ruggiu.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/ruggiu-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 183px) 100vw, 183px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4915\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Valeria Ruggiu<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/td>\n<td>\n<p><figure style=\"width: 297px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/tiberio-graziani.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 tiberio-graziani.jpg\" width=\"297\" height=\"181\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tiberio Graziani<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un breve saluto del dottor <strong><span style=\"color: #008000;\">Tiberio Graziani<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Presidente\u00a0dell&#8217;IsAG<\/span><\/strong>, la\u00a0dottoressa <strong><span style=\"color: #008000;\">Valeria Ruggiu<\/span><\/strong> ha presentato il rapporto &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">I conflitti in Libia e Siria ed il potenziale di destabilizzazione regionale<\/span><\/strong>&#8220;, prodotto dall&#8217;IsAG che contiene un&#8217;analisi dettagliata ed esaustiva della attuale situazione internazionale, offrendo numerosi spunti di interesse. Dall&#8217;analisi emerge che nei due Paesi arabi esista una conclamata guerra civile in cui l&#8217;effettiva presenza statale \u00e8 fortemente ridotta se non pi\u00f9 esistente come nel caso della Libia dove il regime di Muammar al-Qaddafi fu drammaticamente rovesciato con la sua uccisione facendo scivolare il Paese nel caos. In Siria <strong><span style=\"color: #008000;\">Bashar al-Assad<\/span><\/strong> mantiene ancora il potere seppur con una presa ridotta sul territorio nazionale. Entrambe le situazioni presentano chiare similitudini che ne permettono una lettura unitaria. Esse scaturiscono dalle rivolte arabe del 2011 (la cosiddetta \u201cPrimavera araba\u201d) ma le trascendono temporalmente poich\u00e9 mancano di un rapido esito verso un cambio di regime, come forse in Tunisia o, anche se effimero, in Egitto. In questi Paesi, le rivolte sono sfociate in un crollo quasi totale dell\u2019apparato dello Stato, senza che nessuna della miriade di fazioni in lotta possa rivendicarne l\u2019eredit\u00e0 in maniera territorialmente estesa e politicamente credibile. I due paesi sono divenuti cos\u00ec dei \u201cbuchi neri\u201d regionali, che espellono verso l\u2019esterno fattori destabilizzanti. Libia e Siria, tramite confini ormai porosi e solo sulla carta, attirano le ingerenze di altri Stati, di formazioni paramilitari e terroriste, di organizzazioni criminali, emettendo tensioni internazionali con ondate di profughi e creando santuari per il crimine organizzato e il terrorismo tramite combattenti stranieri di ritorno col loro bagaglio di radicalismo e tecniche militari. L\u2019Iraq \u00e8 ormai gi\u00e0 precipitato nel buco nero siriano.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4906\" aria-describedby=\"caption-attachment-4906\" style=\"width: 519px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/11231149_642641352505413_1427366887936920923_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4906\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/11231149_642641352505413_1427366887936920923_n-300x169.jpg\" alt=\"11231149_642641352505413_1427366887936920923_n\" width=\"519\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/11231149_642641352505413_1427366887936920923_n-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/11231149_642641352505413_1427366887936920923_n.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 519px) 100vw, 519px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4906\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la presentazione del rapporto da parte della dottoressa Valeria Ruggiu<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, il Report si prefigge di valutare come questi due \u201cbuchi neri\u201d stiano attirando verso il medesimo caos paesi pi\u00f9 o meno vicini e quali contromisure si possano assumere per evitare una destabilizzazione regionale che potrebbe comportare conseguenze globali. La discussione, a seguito degli interventi dei numerosi conferenzieri, ha evidenziato molti aspetti interessanti. In merito alla presunta debolezza dell&#8217;intelligence, che sembra non essere stata sempre sufficiente a contrastare il rischio del terrorismo, \u00e8 emerso che esistono in Europa limiti giuridici importanti, dovuti alla legislazione che limita l&#8217;azione delle forze di polizia per contrastare la crescente minaccia terroristica. E&#8217; una situazione che appare kafkiana in quanto, per proteggere i diritti alla privacy di tutti, la legislazione non consente alle forze di sicurezza di poter raccogliere agevolmente informazioni sul transito di individui nel territorio ( \u00e8 stato fatto l&#8217;esempio di compagnie aeree che non forniscono gli elenchi dei passeggeri per motivi di privacy). Questi vincoli ci sono stati imposti da sentenze delle corti europee e ci sarebbe bisogno, come suggerisce il prof. Paolo Bargiacchi, di un loro superamento tramite intese con gli Stati extra europei per facilitare tale empasse. Interessanti sono i vincoli per l&#8217;espulsione di immigrati sospettati di terrorismo; esistono limiti giuridici che impediscono ai paesi europei di estradare sospetti terroristi nei loro paesi dove sussiste la pena di more ed il rischio di tortura.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4914\" aria-describedby=\"caption-attachment-4914\" style=\"width: 182px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/bargiacchi-paolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4914 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/bargiacchi-paolo.jpg\" alt=\"bargiacchi paolo\" width=\"182\" height=\"238\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4914\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Paolo Bargiacchi, ordinario di Diritto internazionale \u00a0della Libera Universit\u00e0 degli Studi di Enna \u201cKore\u201d<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 comporta che nel nostro paese, eventuali sospetti, non avendo fatto reati sul territorio nazionale, vengono rilasciati. \u00a0In merito alla privacy, le forze di polizia hanno le mani legate non potendo reperire informazioni liberamente a causa di leggi di protezione della riservatezza. \u00a0Umberto Eco afferm\u00f2 che la &#8220;privatezza fosse un bene che ciascuno vuole difendere a ogni costo, per non vivere in un universo da Grande Fratello (riferendosi a quello di Orwell) dove un occhio universale pu\u00f2 monitorare tutto quello che facciamo, o addirittura pensiamo&#8221;. Ci sarebbe da domandarsi se questa difesa estrema della privatezza sia un reale vantaggio per tutti quando utilizzata in maniera cosi&#8217; restrittiva. Sebbene il controllo della privacy protegga la riservatezza dei dati personali, esso rischia, involontariamente, di fornire una copertura ad attivit\u00e0 illegali.\u00a0Si dovrebbe quindi fare un distinguo e permettere che le forze dell&#8217;ordine possano facilmente accedere ad informazioni vitali per il lavoro dell&#8217;intelligence. Altro fattore evidenziato nel rapporto \u00a0\u00e8 la necessit\u00e0 di prevenire il reclutamento degli aspiranti terroristi contrastando la radicalizzazione e la militanza in gruppi fondamentalisti.<\/p>\n<figure style=\"width: 927px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/migranti-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 migranti-1024x683.jpg\" width=\"927\" height=\"618\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la sicurezza marittima richiede il controllo dei flussi migratori. Il problema \u00e8 complesso in quanto coesistono emergenze umanitarie, economiche e di sicurezza. Ancora una volta il futuro dell&#8217;Umanit\u00e0 si gioca sul mare (Massimo Sestini\/per Guardia Costiera italiana)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rischio che tra i migranti provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente esistano individui facilmente manipolabili e quindi potenziali terroristi esiste anche se nel medio-lungo termine. Oltre alla possibile presenza fra di essi di foreigner fighter, di ritorno dal Medio Oriente, il pericolo potrebbe svilupparsi a causa di persone deboli e manipolabili. \u00a0La fase seguente alla fase umanitaria di soccorso in mare, quando i migranti dovrebbero essere avviati verso l&#8217;integrazione in adeguate strutture sociali, \u00e8 la pi\u00f9 delicata e gli Stati dovrebbero evitare di abbandonare allo sbando questi disperati per non favorire il loro avvicinamento a frange estremiste. La minaccia del terrorismo \u00e8 globale e gli attentati dell&#8217;ultima ora (incluso l&#8217;attacco al Radisson in Mali) ne sono la prova. Una insufficiente integrazione dei migranti, esacerbata da reazioni\u00a0xenofobe, potrebbe voler dire consegnarli nelle mani di fazioni terroriste con conseguenze estreme come quelle che abbiamo visto ultimamente. In sintesi, Bargiacchi ha sottolineato come nell&#8217;Unione Europea non esista un bilanciamento tra privacy e sicurezza dello Stato. Per cui si auspica una rimodulazione pi\u00f9 pragmatica di tale diritto per contrastare il terrorismo. Meno privacy e pi\u00f9 sicurezza, \u00e8 un prezzo che possiamo pagare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4913\" aria-describedby=\"caption-attachment-4913\" style=\"width: 205px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Pisano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4913\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Pisano-295x300.jpg\" alt=\"Pisano\" width=\"205\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Pisano-295x300.jpg 295w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Pisano-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Pisano.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 205px) 100vw, 205px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4913\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">professor Vittorfranco Pisano<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto il terrorismo, come sottolineato dal professor Vittorfranco Pisano, \u00e8 solo riducibile ma non eliminabile e la\u00a0Sicurezza nasce solo dalla consapevolezza della minaccia.\u00a0I problemi non sono nuovi ma derivano dagli errori in politica estera del passato. Pisano ha espresso diversi punti di riflessione.\u00a0L&#8217;ISIS fa parte di un processo pi\u00f9 ampio del cosiddetto Jihadismo e non esiste un parallelismo diretto tra l&#8217;attacco dell&#8217;11 settembre, alle torri gemelle di New York e quello del 13 novembre a Parigi. Parlare &#8220;di guerra&#8221; (termine usato da Hollande) \u00e8 improprio in quanto l&#8217;ISIS non \u00e8 uno stato riconosciuto. In questo, \u00a0il termine, usato \u00a0in medio oriente, Da&#8217;ish \u00e8 pi\u00f9 corretto. La prima linea di difesa deve essere nazionale tutelando i cittadini, le risorse e le frontiere.<\/p>\n<figure style=\"width: 489px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/12274722_642647922504756_7776523126865431506_n-300x169.jpg\" alt=\"12274722_642647922504756_7776523126865431506_n\" width=\"489\" height=\"276\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>l&#8217;intervento dell&#8217;ammiraglio Rino Me<\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Ammiraglio Ris. <strong><span style=\"color: #008000;\">Mario Rino Me<\/span><\/strong> ha affermato che un analisi corretta dei problemi del medio oriente dovrebbe iniziare da lontano, ovvero dalla caduta dell&#8217;impero ottomano ed il conseguente spezzettamento degli Stati.\u00a0Il terrorismo deve essere quindi combattuto sistematicamente, contrastando l&#8217;ideologia che definisce il suo fine politico.\u00a0E&#8217; quindi fondamentale agire sull&#8217;integrazione dei migranti per evitare che siano manipolati da frange estreme che poco hanno a che fare con l&#8217;Islam ed entrino in mano ad organizzazioni criminali ormai transnazionali.\u00a0Il discorso \u00e8 ampio e si pu\u00f2 correre il rischio di accomunare frange malate, manipolate per secondi fini, con la stragrande maggioranza dei musulmani che non si riconoscono in questi \u00a0gruppi e condividono gli stessi interessi di stabilita&#8217; e pace.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4910\" aria-describedby=\"caption-attachment-4910\" style=\"width: 216px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4910\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/cinzia-bianco-300x300.jpeg\" alt=\"cinzia bianco\" width=\"216\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/cinzia-bianco-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/cinzia-bianco-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/cinzia-bianco-50x50.jpeg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/cinzia-bianco.jpeg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4910\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dott. Cinzia Bianco London king&#8217;s college<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dottoressa <strong><span style=\"color: #008000;\">Cinzia Bianco<\/span><\/strong>, del London King&#8217;s College di Londra, ha fornito un quadro approfondito dei rapporti nel mondo arabo con un particolare riguardo ai paesi del\u00a0Golfo che stanno diventando partner importanti anche nel Mediterraneo.\u00a0Le relazioni tra l&#8217;Unione europea (UE) e il Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) sono arrivate ad un bivio.\u00a0Dopo il fallimento dei negoziati per l&#8217;accordo di libero scambio nel 2008, la collaborazione tra i due blocchi regionali \u00e8 rimasta di basso profilo in numerosi settori, mentre i cambiamenti senza precedenti in Nord Africa e Medio Oriente, nonostante il vicinato comune a UE e GCC, non hanno portato ad una rinnovata e strutturata cooperazione nelle questioni di politica estera e di sicurezza.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4909\" aria-describedby=\"caption-attachment-4909\" style=\"width: 248px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4909 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Ranieri-Razzante-Imc-300x226.jpg\" alt=\"Ranieri-Razzante-Imc\" width=\"248\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Ranieri-Razzante-Imc-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Ranieri-Razzante-Imc.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4909\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">professor Ranieri Razzante (presidente dell\u2019Aira, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio) ha descritto le vie di finanziamento dell&#8217;ISIS<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u00a0professor <strong><span style=\"color: #008000;\">Ranieri Razzante<\/span><\/strong>, dopo aver illustrato le vie di finanziamento occulto dell&#8217;ISIS, ha dichiarato che il terrorista e chi lo fiancheggia non ha diritti. Non si pu\u00f2 dialogare con fazioni dell&#8217;Islam non moderate e fondamentaliste. Da varie fonti \u00e8 emerso che il <strong><span style=\"color: #008000;\">Da&#8217;ish<\/span><\/strong> si finanzia con un meccanismo mafioso attraverso banche compiacenti. La vendita al mercato nero \u00a0di petrolio, di beni archeologici, i guadagni derivanti dal human trafficking, da estorsioni ed imposizioni fiscali a ONLUS sono solo alcune delle fonti della sua alimentazione. Razzante ha inoltre aggiunto che riciclaggio e finanziamento del terrorismo sono due facce della stessa medaglia. Il Da&#8217;ish garantisce ai combattenti un benessere sociale per i suoi adepti, offrendo assistenza alle famiglie e pensioni. Un comportamento quindi molto simile a quello usato dalle mafie. Questa similitudine farebbe pensare che l&#8217;uso del carcere duro, giusta articolo 41bis, potrebbe essere esteso anche ai terroristi. Recentemente il <a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/news\/wonk\/wp\/2015\/11\/18\/how-isis-makes-its-money\/\">Washington Post<\/a> ha pubblicato un articolo sulle fonti di \u00a0finanziamento del terrorismo del Da&#8217;ish.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4911\" aria-describedby=\"caption-attachment-4911\" style=\"width: 194px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/morabito.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4911 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/morabito.jpg\" alt=\"morabito\" width=\"194\" height=\"241\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4911\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Col. EI Giuseppe dott. Morabito<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Q&amp;A \u00e8 stata importante la presenza del Corso per la cooperazione regionale, organizzato dal NATO Defence College, e diretto dal\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">colonnello Giuseppe Morabito<\/span><\/strong>, direttore del\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">NATO Middle East Faculty<\/span><\/strong>. Il corso vede la \u00a0partecipazione di quaranta corsisti provenienti da sedici paesi, di cui dodici di area Medio Oriente e Nord Africa. I frequentatori, tramite il loro portavoce, hanno unanimemente condannato il tragico evento di Parigi e dichiarato che i paesi arabi sono le prime vittime del terrorismo e che i terroristi non hanno niente a che fare con i principi dell&#8217;Islam che\u00a0condannano l&#8217;uccisione di qualsiasi Uomo. I terroristi \u00a0del Da&#8217;ish sono quindi solo criminali che utilizzano la religione per giustificare i loro scopi criminali.\u00a0<span style=\"color: #008000;\"><strong>Il rapporto pu\u00f2 essere scaricato seguendo questo <a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.istituto-geopolitica.eu\/4573\/i-conflitti-in-libia-e-siria-e-il-potenziale-di-destabilizzazione-regionale\">\u00a0link<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_4907\" aria-describedby=\"caption-attachment-4907\" style=\"width: 557px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4907\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/12243561_642706915832190_3407965158516775850_n-300x169.jpg\" alt=\"12243561_642706915832190_3407965158516775850_n\" width=\"557\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/12243561_642706915832190_3407965158516775850_n-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/12243561_642706915832190_3407965158516775850_n.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 557px) 100vw, 557px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4907\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>intervento conclusivo del dottor Scalea, direttore del IsAG<\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12pt; color: #008000;\"><strong>English \u00a0abstract<\/strong><\/span><br \/>\nSince 2011 Syria and Libya are the subjects of extreme violent infightings which, far from bringing democracy as many in the West initially hoped, are threatening the very existance of State and society. In addition to the human tragedy in the two countries, destabilization is seemingly spreading to their neighbourhood, as shown by terrorist attacks in Tunisia, armed struggle of Turkish Kurds, Lebanon, Turkey, Tunisia and other countries flooded with refugees, ISIS spreading to Iraq and establishment of a trans-national terrorist network. The very real risk is that the two national hotbeds of tension could destabilize the whole South-Eastern Mediterranean arch, bringing war and terrorism at the gates of Italy and Europe. This Report aims to analyze how the Libyan and Syrian destabilization is affecting the whole region.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">The\u00a0report can be downloaded \u00a0at this <a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.istituto-geopolitica.eu\/4573\/i-conflitti-in-libia-e-siria-e-il-potenziale-di-destabilizzazione-regionale\">link<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO:\u00a0 GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Siria, Libia Nella splendida cornice della Sala della Regina, a Montecitorio, il 19 novembre 2015 si \u00a0\u00e8 tenuto un importante convegno inerente la grave situazione internazionale. 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