{"id":48845,"date":"2019-08-28T00:16:56","date_gmt":"2019-08-27T22:16:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=48845"},"modified":"2026-07-01T12:28:31","modified_gmt":"2026-07-01T10:28:31","slug":"la-flotta-e-gli-arsenali-della-marina-veneziana-parte-ii-di-gianluca-bertozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/48845","title":{"rendered":"La flotta della Marina veneziana dal XV al XVIII secolo &#8211; parte II di Gianluca Bertozzi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: V &#8211; XVIII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Marina veneta<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le navi<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa composizione delle componenti navali variava a seconda dei periodi e dell&#8217;evoluzione della dottrina tattica. Le navi militari si differenziavano da quelle da carico principalmente per l&#8217;armamento imbarcato e per le forme di carena pi\u00f9 slanciate. Nel periodo considerato le unit\u00e0 da guerra della <strong><span style=\"color: #008000;\">Serenissima <\/span><\/strong>appartenevano a due tipologie principali: quelle <strong><span style=\"color: #008000;\">propulse a remi<\/span><\/strong> (dotate di velatura triangolare ausiliaria) e <strong><span style=\"color: #008000;\">quelle a vela<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34012 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/vascello-veneziano.gif\" alt=\"\" width=\"506\" height=\"681\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il vascello veneziano in una riproduzione d&#8217;epoca <a href=\"https:\/\/www.gondolavenezia.it\/home.asp\">Sito Ufficiale della Gondola Veneziana<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla prima categoria apparteneva la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Galera<\/span><\/strong>\u201d (o \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Galea<\/span><\/strong>\u201d), discendente dal \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Dromone<\/span><\/strong>\u201d bizantino e quindi dalle assai pi\u00f9 antiche poliremi romane e greche. Tale tipo di unit\u00e0 comprendeva poi sottotipi diversi, a seconda della funzione e delle dimensioni: la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Galera bastarda<\/span><\/strong>\u201d o Generalizia era la pi\u00f9 grande ed era destinata a fungere quale unit\u00e0 di bandiera del <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano Generale da mar<\/span><\/strong>, ovvero del comandante in capo della flotta. Le \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Galere capitane<\/span><\/strong>\u201d erano invece le navi dei comandanti in subordine (<strong><span style=\"color: #008000;\">Capi da mar<\/span><\/strong>) La <strong><span style=\"color: #008000;\">galea sottile<\/span><\/strong> o da <strong><span style=\"color: #008000;\">sopracomito<\/span><\/strong> era la tipica galea da guerra. A partire poi dalla prima met\u00e0 del XVI secolo comparve la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Galeazza<\/span><\/strong>\u201d, pi\u00f9 grande e dotata di un maggior numero di armi da fuoco. Del secondo tipo era invece la nave a vele quadre: sostanzialmente la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Cocca<\/span><\/strong>\u201d e la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Nave<\/span><\/strong>\u201d (dal XV secolo) e pi\u00f9 tardi il \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Vascello<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong><span style=\"color: #008000;\">navi a vela quadra<\/span><\/strong> veneziane (incluse quelle di maggiori dimensioni) furono sempre caratterizzate da un pescaggio molto limitato in modo da renderle compatibili con i bassi fondali della laguna. Inizialmente le unit\u00e0 a vele quadre erano mercantili noleggiati o acquistati in citt\u00e0 o addirittura in Olanda e in Gran Bretagna, che venivano eventualmente armati a seconda dell\u2019esigenza. In epoca successiva tali navi iniziarono ad essere costruite a Venezia. Sempre maggiore fu infatti importanza nell\u2019ambito della flotta di queste unit\u00e0, sin dagli inizi del XVII secolo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34011 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Stefano20de20Zuane20Galiota20di20banchi20quindeci.jpg\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"122\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Stefano20de20Zuane20Galiota20di20banchi20quindeci.jpg 1000w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Stefano20de20Zuane20Galiota20di20banchi20quindeci-300x64.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Stefano20de20Zuane20Galiota20di20banchi20quindeci-768x164.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">disegno di galeotta, una barca fra i venti e i trenta metri di lunghezza navigante a remi e vela con equipaggio ridotto fra i 16 e i 40 vogatori pi\u00f9 i marinai &#8211; da <em>L\u2019architettura navale<\/em>, Venezia 1686, autore Steffano de Zuanne de Michiel<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1660 il Senato della citt\u00e0 autorizz\u00f2 la trasformazione in vascelli di alcuni scali per la costruzione di galee, e nel 1667 entr\u00f2 in servizio il primo Vascello impostato in Arsenale come tale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34008\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/barca-venetea.gif\" alt=\"\" width=\"1106\" height=\"397\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">disegno di una Fusta (galera minore) a 28 remi e vela da modellino del Museo Storico Navale di Venezia <\/span><\/strong><a style=\"font-size: revert;\" href=\"https:\/\/www.cherini.eu\/cherini\/galere.htm\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">da<\/span><\/strong> <strong>Le galere &#8211; a forza di remi e di staffile (cherini.eu)<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le galere e unit\u00e0 similari costituivano l'&#8221;<strong><span style=\"color: #008000;\">Armata a remi<\/span><\/strong>\u201d, altrimenti detta \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Armata sottile<\/span><\/strong>\u201d a causa dell\u2019elevato rapporto di finezza di quegli scafi (in genere da 1 a 8). Tale forza navale \u00e8 la pi\u00f9 antica costituita e fu la prima a far parte della Marina Veneta. Viceversa i reparti delle navi a vele quadre cominciarono ad essere organizzati come unit\u00e0 tattiche a partire dalla seconda met\u00e0 del XV secolo, andando a costituire la cosiddetta \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Armata Grossa<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/VENEZIA-Arsenale_di_Venezia_-_Gianmaria_Maffioletti_-_dettaglio.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 VENEZIA-Arsenale_di_Venezia_-_Gianmaria_Maffioletti_-_dettaglio.png\" width=\"1108\" height=\"471\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Arsenale di Venezia, XVIII secolo, 1797 &#8211; Autore Gianmaria Maffioletti <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Arsenale_di_Venezia_-_Gianmaria_Maffioletti_-_dettaglio.png\">arsenale di Venezia &#8211; Gianmaria Maffioletti &#8211; dettaglio.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se le navi a propulsione remica e quelle a vela fino al rango di fregata leggera furono sempre adeguate tecnologicamente la situazione era diversa per le unit\u00e0 di primo e secondo rango. Il fatto che l\u2019arsenale di Venezia si trovasse in una laguna caratterizzata da bassi fondali impose una lunga procedura a tappe per l\u2019armamento delle unit\u00e0 maggiori. Queste venivano varate e parzialmente allestite in arsenale poi rimorchiate in un ancoraggio fuori dalla laguna dove venivano completate. Una procedura che rallentava i tempi di allestimento e che risult\u00f2 molto pericolosa senza un controllo assicurato dell\u2019alto adriatico (come scoprirono a loro spese i Francesi durante le guerre napoleoniche). Inoltre imponeva di poter costruire solo vascelli a due ponti non particolarmente grandi, scartando i vascelli a tre ponti e i due ponti pi\u00f9 grandi riducendo la loro potenza offensiva e la loro autonomia. Erano inoltre obbligatorie forme di scafo che se limitavano il pescaggio limitavano pure la velocit\u00e0 esprimibile dalle unit\u00e0. Tuttavia l&#8217;assenza di unit\u00e0 a tre ponti non era un handicap gravissimo (anche se la marina turca ne armava) perch\u00e9 tali costruzioni erano ben poco diffuse e la maggior parte dei vascelli stranieri appartenevano al cosiddetto terzo rango da 74 cannoni di cui i vascelli di primo rango veneziani erano una versione ridotta. L&#8217;autonomia, per una marina mediterranea come quella veneziana, era comunque calcolabile in mesi, ed era un fattore meno rilevante che per le marine oceaniche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34010 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/View_of_the_entrance_to_the_Arsenal_by_Canaletto_1732.jpg\" alt=\"\" width=\"1292\" height=\"770\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/View_of_the_entrance_to_the_Arsenal_by_Canaletto_1732.jpg 1292w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/View_of_the_entrance_to_the_Arsenal_by_Canaletto_1732-300x179.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/View_of_the_entrance_to_the_Arsenal_by_Canaletto_1732-768x458.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/View_of_the_entrance_to_the_Arsenal_by_Canaletto_1732-1024x610.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/View_of_the_entrance_to_the_Arsenal_by_Canaletto_1732-1200x715.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1292px) 100vw, 1292px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Canaletto, ingresso dell&#8217;arsenale di Venezia, 1732 <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:View_of_the_entrance_to_the_Arsenal_by_Canaletto,_1732.jpg\">View of the entrance to the Arsenal by Canaletto, 1732.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cantieristica militare veneziana ebbe un punto di debolezza notevole nel voler continuare a costruire navi ad ordinata singola, o unica, fin verso il 1775, quando Olanda, Francia e Gran Bretagna adottarono (a fine &#8216;600) l&#8217;ordinata doppia, seguite nel primissimo &#8216;700 da Spagna (che gi\u00e0 le impiegava occasionalmente anche nel &#8216;600), Portogallo e potenze baltiche (Russia, Danimarca-Norvegia e Svezia). L&#8217;ordinata singola rimase normale, per\u00f2, in Italia, a Malta e nell&#8217;impero Ottomano fino circa alla met\u00e0 del &#8216;700; quindi Venezia fu in ritardo notevole verso le grandi potenze nord-europee, ma un ritardo che fu relativo con i suoi vicini pi\u00f9 prossimi. Certamente le unit\u00e0 veneziana ad ordinata singola del &#8216;700 erano costruite in maniera differente da quelle di met\u00e0 &#8216;600. Per esempio le ordinate del vascello <strong><span style=\"color: #008000;\">Giove fulminante<\/span><\/strong> del 1667 erano spesse 8 dita veneziane (circa 17 cm), mentre quelle del <strong><span style=\"color: #008000;\">Leon trionfante (varato nel 1718)<\/span><\/strong> erano spesse 12 dita veneziane (circa 26 cm, contro i 34 cm minimi per un vascello di met\u00e0 &#8216;700 con ordinate doppie, per\u00f2 le unit\u00e0 maggiori con ordinate doppie maggiori arrivarono ad 80 cm di larghezza o poco pi\u00f9) e dotato di abbondanti costolature di rinforzo fino alla linea di galleggiamento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/VENEZIA-Leon-Trionfante-Venetian-ship-building-plan.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 VENEZIA-Leon-Trionfante-Venetian-ship-building-plan.jpg\" width=\"1112\" height=\"728\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ricostruzione della pianta della nave veneziana Leon Trionfante da 74 cannoni, immagine moderna tratta da dipinti e disegni del XVIII secolo <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Leon-Trionfante-Venetian-ship-building-plan.jpg\">Leon-Trionfante-Venetian-ship-building-plan.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ordinate doppie, oltre a rendere pi\u00f9 resistente e rigido lo scafo, permettendogli di resistere meglio alle intemperie, fungevano da &#8220;corazza&#8221; contro i proiettili d&#8217;artiglieria e permettevano di resistere meglio alla concussione delle artiglierie permettendo l\u2019imbarco di armi di calibro maggiore. In compenso lo scafo delle unit\u00e0 varate dall&#8217;arsenale era piuttosto moderno, o quantomeno molto idrodinamico malgrado il basso pescaggio; con forme a goccia dopo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Leon trionfante<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il 1736 il costruttore <strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Nobili<\/span><\/strong> introdusse metodi &#8220;geometrici&#8221; e &#8220;scientifici&#8221; nella progettazione degli scafi, anche se ancora decisamente imperfetti, tanto che la classe <strong><span style=\"color: #008000;\">San Carlo Borromeo<\/span><\/strong> risult\u00f2 insicura, con frequenti perdite del timone con mare mosso. La capoclasse scomparve in mare in un fortunale con tutto l&#8217;equipaggio e si dovette riprogettarla per estremizzare meno le forme dello scafo. Inoltre i vascelli, costruiti con esasperante lentezza, per poterne disporre sempre diversi quasi ultimati, venivano ad essere varati con chiglie vecchie di 10, 20 o anche 30 anni, su disegni costruttivi e progetti che erano spesso una rielaborazione di quanto fatto a inizio &#8216;700, impedendo un ricambio tipologico e tecnologico che, verso la fine del secolo, si era fatto decisamente necessario.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34438 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/XV-secolo-caracca-Mary-Rose-.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/XV-secolo-caracca-Mary-Rose-.jpg 403w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/XV-secolo-caracca-Mary-Rose--300x175.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I cannoni del XVI secolo possedevano canne molto lunghe e diametri proporzionalmente inferiori, come si pu\u00f2 vedere nella fotografia di uno dei cannoni recuperati nel relitto della Caracca da battaglia inglese d&#8217;epoca Tudor, la Mary Rose <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Mary_Rose_Guns_ForeBronzeCulverin_RearWroughtIronCannon.png\">Mary Rose Guns Fore Bronze Culverin Rear Wrought Iron Cannon.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;armamento rimase un problema e un limite grave per la flotta veneziana, appena avvertibile nel primo &#8216;700, alla fine della repubblica. Dalla fine del XVII secolo non furono pi\u00f9 varati vascelli di 1\u00b0 e 2\u00b0 rango (intesi alla veneta) con armamento del ponte di batteria di venti libbre veneziane (paragonabili a tredici libbre britanniche, essendo la libbra veneziana 301 grammi mentre quella britannica circa 453 grammi) mentre nel corso del XVIII secolo anche quelli da trenta libbre veneziane (paragonabili alle diciannove libbre britanniche) caddero in disuso nel I\u00b0 ponte di batteria (detto &#8220;corridoio&#8221; nella marineria veneta) dei principali vascelli di linea, ma rimasero di uso comune sui vascelli di 3\u00b0 rango e sulle fregate grosse. Diventarono standard invece, i cannoni lunghi da quaranta libbre (circa ventisei libbre britanniche, paragonabili grosso modo ai cannoni da ventiquattro libbre francesi). Non furono per\u00f2 adottati (eccetto che a livello teorico per i <span style=\"text-decoration: underline;\">mai varati<\/span> vascelli &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">classe 1780<\/span><\/strong>&#8220;), con una solo eccezione, i cannoni da cinquanta libbre veneziane (inferiori ai cannoni da trentasei libbre francesi, erano per\u00f2 di poco superiori ai trentadue libbre britannici).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I vascelli da 70-74 cannoni della fine del XVIII possedevano pezzi da 32-36 libbre sul primo ponte di batteria, mentre i vascelli da 80 cannoni oltre ai 36 libbre francesi di 489,5 grammi sul primo ponte, portavano i ventiquattro libbre sul secondo. Si trattava cio\u00e8 di pezzi d&#8217;artiglieria molto potenti e incomparabili con i quaranta libbre veneziani, oltretutto i vascelli veneziani portavano pezzi da venti libbre veneziane (grossomodo tredici libbre britanniche) sul secondo ponte, quando andava generalizzandosi l&#8217;uso di pezzi da diciotto libbre anche sui secondi ponti dei vascelli pi\u00f9 leggeri. I vascelli veneziani di I Rango <strong><span style=\"color: #008000;\">classi Leon Trionfante<\/span> <\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\">San Carlo<\/span> <\/strong>e le <strong><span style=\"color: #008000;\">Fregate grosse classe Fama<\/span> <\/strong>erano gi\u00e0 pi\u00f9 piccoli di quelli di questi rivali ed armati con cannoni paragonabili a quelli che venivano montati sulla tipologia dei vascelli francesi di IV rango i &#8220;64 cannoni&#8221; armati con pezzi da 24 libbre grosse sul primo ponte di batteria. I Francesi vararono 61 esemplari di questo genere di navi tra il 1735 e il 1779, giudicandoli per\u00f2 sempre meno adatti al combattimento di linea, e considerandoli obsoleti dagli anni &#8217;70.\u00a0Viceversa i migliori vascelli veneziani del tardo &#8216;700 erano proprio i &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">classe Fama&#8221;<\/span> <\/strong>da 66 cannoni ad essi sovrapponibili, mentre i &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">classe 1780<\/span><\/strong>&#8220;, erano paragonabili ai <strong><span style=\"color: #008000;\">Princessa<\/span> <\/strong>spagnoli del 1730, pi\u00f9 che ai 74 cannoni pi\u00f9 moderni (come i <strong><span style=\"color: #008000;\">classe<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Sannita<\/span><\/strong> della marina napoletana); anzi i Francesi giudicarono queste unit\u00e0 inadatte ai loro pezzi da trentasei libbre, riducendosi ad armare con i pi\u00f9 leggeri cannoni da ventiquattro libbre l\u2019unica unit\u00e0 da essi completata.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33766\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/48845\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n&#8211; Le artiglierie della Marina veneta nel XVI secolo dell&#8217;ammiraglio Marco Santarini<br \/>\n&#8211; Storia della Marina veneziana. Da Lepanto alla caduta della Repubblica 1571-1797 di Mario Nani Mocenigo<br \/>\n&#8211; La progettazione navale a Venezia tra tradizione e rinnovamento intorno alla met\u00e0 del Settecento di Alberto Secco<br \/>\n&#8211; L\u2019organizzazione economica dell\u2019Arsenale di Venezia nella prima met\u00e0 del Seicento\u00bb di Marcello Forsellini<br \/>\n&#8211; Vascelli e fregate della Serenissima &#8211; Navi di linea della marina veneziana 1652 \u2013 1797 di Guido Ercole<br \/>\n&#8211; Lo sviluppo dell&#8217;Armata grossa nell&#8217;emergenza della guerra marittima. di Guido Candiani<br \/>\n&#8211; L&#8217;evoluzione della flotta veneziana durante la prima guerra di Morea di Guido Candiani<br \/>\n&#8211; I vascelli della Serenissima. Guerra, politica e costruzioni navali a Venezia in et\u00e0 moderna, 1650-1720 di Guido Candiani<br \/>\n&#8211; Stato, guerra e finanza nella Repubblica di Venezia fra medioevo e prima et\u00e0 moderna di Luciano Pezzolo<br \/>\n&#8211; L\u2019Arsenale di Venezia Dall\u2019Officina delle Meraviglie all\u2019industria navale in ferro di Federica Colussi<br \/>\n&#8211; Wikipedia voce armata grossa<br \/>\n&#8211; Bella Italia, Militari, Eserciti e Marine nell&#8217;Italia pre-napoleonica (1748-1792) di Ilari V. &#8211; Paoletti C. Crociani P.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: V &#8211; XVIII SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Marina veneta . Le navi La composizione delle componenti navali variava a seconda dei periodi e dell&#8217;evoluzione della dottrina tattica. 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