{"id":48427,"date":"2016-08-20T00:03:44","date_gmt":"2016-08-19T22:03:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=48427"},"modified":"2026-01-02T13:07:18","modified_gmt":"2026-01-02T12:07:18","slug":"roma-sul-mare-la-flotta-militare-romana-strumento-di-potenza-e-deterrenza-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/48427","title":{"rendered":"Roma sul mare: la flotta militare romana, strumento di potenza e deterrenza"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: VIII SECOLO a.C. \u2013 V SECOLO d.C.&nbsp;&nbsp;<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MARE MEDITERRANEO&nbsp;<\/span><\/strong><br>parole chiave: Roma, potere marittimo romano<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Le operazioni militari<\/span><\/strong><br data-rich-text-line-break=\"true\">Sebbene le fonti storiche citino l\u2019utilizzo di navi armate per contrastare i pirati, Roma si trov\u00f2, nella sua fase di espansione nella penisola, impreparata per combattere la potenza marittima pi\u00f9 importante, se non l\u2019unica, del Mar Mediterraneo, <strong><span style=\"color: #008000;\">Cartagine<\/span><\/strong>.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/640px-Pompey_the_Great_Augustean_copy_of_a_70-60_BC_original_Venice_Museo_Archeologico_Nazionale_22205132751.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 640px-Pompey_the_Great_Augustean_copy_of_a_70-60_BC_original_Venice_Museo_Archeologico_Nazionale_22205132751.jpg\" width=\"839\" height=\"1295\"><\/p>\r\n<p align=\"&quot;justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Busto di Gneo Pompeo Magno. Marmo bianco a grana grossa. Et\u00e0 augustea da un prototipo del 70-60 a.C. conservato al Museo archeologico nazionale di Venezia, inv. 62 &#8211; Autore della foto Carole Raddato<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Pompey_the_Great,_Augustean_copy_of_a_70-60_BC_original,_Venice_Museo_Archeologico_Nazionale_(22205132751).jpg\">Pompey the Great, Augustean copy of a 70-60 BC original, Venice Museo Archeologico Nazionale (22205132751).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito, come spesso avviene nella storia, passato il pericolo, l\u2019interesse politico scem\u00f2 per poi riavviarsi quando, nel I secolo a. C., i Pirati misero in pericolo le rotte commerciali fondamentali per la sopravvivenza di Roma. Quindi per necessit\u00e0 pi\u00f9 che per convinzione il Senato ordin\u00f2 ad un suo grande generale, <strong><span style=\"color: #008000;\">Gneo Pompeo<\/span><\/strong> di eradicare la minaccia dei pirati nel Mediterraneo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Gneo Pompeo<\/span><\/strong> organizz\u00f2 la flotta creando divisioni navali e suddividendo il Mediterraneo in regioni da controllare. La sua azione fu tanto efficace che i pirati non solo furono battuti in mare ma anche inseguiti nelle loro basi e distrutti.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Un impegno importante della flotta romana avvenne durante la <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Azio<\/span><\/strong>, 31 a.C., tra <strong><span style=\"color: #008000;\">Ottaviano<\/span><\/strong>&nbsp;e <strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Antonio <\/span><\/strong>e<strong><span style=\"color: #008000;\"> Cleopatra<\/span><\/strong>, che port\u00f2 alla fine della Repubblica, aprendo la strada al Principato. Di questa battaglia che cambi\u00f2 la connotazione politica di Roma, passando da una Repubblica ormai stanca e decadente all&#8217;Impero, potrete leggere un <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/48495\">articolo dedicato<\/a>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019istituzione dell\u2019Impero, Ottaviano ora Augusto, divenne imperatore e garante della pace. <strong><span style=\"color: #008000;\">Roma<\/span><\/strong> non aveva pi\u00f9 nemici sul mare e, negli anni seguenti, le attivit\u00e0 marittime militari divennero per lo pi\u00f9 di pattugliamento navale nei mari e nei fiumi dell\u2019Impero anche se, nel III e IV secolo non mancarono situazioni di crisi specialmente nei mari del Nord.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Come erano fatte le navi militari?<\/span><\/strong><br>Abbiamo visto nella prima parte che le navi militari avevano strutture diverse legate al loro impiego. Nonostante fossero dotate di vela, le navi della flotta da guerra in battaglia erano solitamente azionate da remi, riservando l\u2019uso della vela solo durante i trasferimenti. La necessit\u00e0 di impiegare i remi comportava ovviamente equipaggi pi\u00f9 numerosi.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-nave-romana1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 rostro-nave-romana1.jpg\" width=\"834\" height=\"470\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">rostro della battaglia delle Egadi scoperto da Sebastiano Tusa &#8211; credito <span class=\"fig-media__credits\">RPM Nautical Foundation \/ Soprintendenza del Mare Sicilia &#8211; cortesia dottoressa Alessandra De Caro<a href=\"https:\/\/www2.regione.sicilia.it\/beniculturali\/archeologiasottomarina\/\">Soprintendenza del Mare (regione.sicilia.it)<\/a><\/span><br><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Una caratteristica delle navi militari era la presenza del <strong><span style=\"color: #008000;\">rostro (<em>rostrum<\/em>)<\/span><\/strong>, uno sperone in bronzo inserito tra la parte finale prodiera della chiglia e la parte pi\u00f9 bassa del dritto di prua usato per sfondare lo scafo delle navi avversarie o rompere i remi. Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Plinio il Vecchio,<\/span><\/strong> il rostro sarebbe stato inventato dall&#8217;etrusco <strong><span style=\"color: #008000;\">Piseo,<\/span><\/strong> figlio di Tirreno. Non a caso con il nome di Tirreni erano chiamati i pirati etruschi che imperversavano tra la Toscana e la Sardegna. Numerosi esemplari di rostri romani e punici sono stati scoperti e recuperati sul luogo della battaglia alle isole Egadi dalla Sovrintendenza archeologica subacquea guidata da Sebastiano Tusa.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sotto un certo aspetto, i primi marines li inventarono i Romani<\/span><\/strong><br>Oltre ai marinai imbarcavano anche <strong><span style=\"color: #008000;\">fanti di marina (<em>miles classiari<\/em>)<\/span><\/strong> per il combattimento corpo a corpo durante gli abbordaggi. Essi erano dotati di un armamento pi\u00f9 leggero per facilitare i movimenti. La presenza di equipaggi pi\u00f9 numerosi comportava esigenze logistiche maggiori non solo per l&#8217;alloggio ma anche per le necessit\u00e0 in termini di cibo e acqua. Dopo la conquista della Grecia e degli altri territori orientali i Romani acquisirono i cantieri navali e navi delle flotte straniere. I costruttori romani seppero apprendere da quei popoli le conoscenze tecniche e professionali necessarie per sviluppare in proprio le loro navi.&nbsp;<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/porti-e-distretti-marittimi-romani-1024x706.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 porti-e-distretti-marittimi-romani-1024x706.png\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una costola dell&#8217;esercito ma con una sua autonomia<\/span><\/strong><\/span><br>La <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina militare romana (<em>classis<\/em>)<\/span><\/strong> era posta sotto la supervisione dell\u2019esercito ma utilizzava ufficiali e equipaggi propri. Su ogni nave imbarcava un <em><strong><span style=\"color: #008000;\">trierarchu<\/span>s<\/strong><\/em> come comandante che si avvaleva di un <strong><em><span style=\"color: #008000;\">beneficiarus<\/span><\/em><\/strong>, il comandante in seconda, ed un centurione. L&#8217;equipaggio era costituito principalmente da cittadini o da liberti arruolati come soldati in diverse e specifiche&nbsp;mansioni. La <strong><span style=\"color: #008000;\">fanteria di marina (<em>Classiarii<\/em>)<\/span><\/strong> erano parte integrante della componente navale ed operavano sia negli scontri navali sia nelle operazioni anfibie.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una curiosit\u00e0: la maggior parte dei fanti di marina provenivano da Province non italiche e potevano acquisire (come anche per i marinai) la cittadinanza dopo 26 anni di servizio. Il loro armamento prevedeva lance falcate, particolarmente idonee per tagliare le cime nemiche, asce e spade di abbordaggio.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ultimo, a&nbsp;bordo esistevano anche medici, detti <strong><span style=\"color: #008000;\">medici dupliciarii<\/span> <\/strong>perch\u00e9 percepivano una retribuzione doppia, forse per invogliarli ad imbarcare. Peccato che questa norma non sia pi\u00f9 stata applicata nelle marine moderne, sicuramente avrebbe risolto il problema cronico della mancanza di personale sanitario. Secondo <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-admin\/_wp_link_placeholder\">Gabriele Campagnano<\/a> forse c\u2019era un medico per ciascuna <strong><span style=\"color: #008000;\">trireme<\/span><\/strong>, mentre i vascelli di maggiori dimensioni potevano imbarcarne anche di pi\u00f9.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/organizzazione-di-unaTrireme-remi-1024x680.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 organizzazione-di-unaTrireme-remi-1024x680.png\" width=\"1024\" height=\"680\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">un argomento molto dibattuto: come erano disposti i rematori su una trireme &#8211; ipotesi da <a href=\"https:\/\/kosmossociety.chs.harvard.edu\/the-classic-ship-part-2-the-battle-of-artemision\/\">The Classic Ship | Part 2: The Battle of Artemision &#8211; The Kosmos Society (harvard.edu)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Una vasta tipologia di unit\u00e0 combattenti<\/span><br data-rich-text-line-break=\"true\"><\/strong>La tipologia della navi della marina da guerra era molto vasta. In generale si passava da unit\u00e0 navali con una fila di remi fino ai giganti dell\u2019epoca, le <strong><span style=\"color: #008000;\">esareme<\/span><\/strong> <span style=\"font-size: inherit;\">che, in epoca imperiale, raggiungevano i 70 metri di lunghezza e 8 di larghezza. Queste ultime erano usate come navi comando anche se, a volte, potevano partecipare alla battaglia. In generale, le navi militari erano pi\u00f9 lunghe e affusolate rispetto a quelle onerarie per essere pi\u00f9 maneggevoli in combattimento. I rematori erano disposti in genere su due file appaiate o tre sovrapposte su piani sfalsati al di sotto del ponte.<\/span><\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle navi con maggiori ordini di remi, come le <strong><span style=\"color: #008000;\">quadriremi<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">quinqueremi<\/span><\/strong>, la disposizione dei rematori cambiava.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/quinquireme.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 quinquireme.png\" width=\"839\" height=\"721\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ipotesi di schema della disposizione dei rematori in una quinquereme <span class=\"style125\">Disegno del XIX sec. con rappresentazione di fantasia di una Quinquereme Romana, 1888 Denkmaler des Klassischen Altertums. 2009, Cplakidas <a href=\"http:\/\/www.luckyjor.org\/sitorom\/impero\/pagnavi.html\">le navi romane (luckyjor.org)<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Un cenno particolare alle <strong><span style=\"color: #008000;\">liburne<\/span><\/strong> che influenzarono l\u2019architettura navale nei secoli a seguire.&nbsp;La <strong><span style=\"color: #008000;\">liburna<\/span><\/strong> prese il nome dai pirati dalmati Liburni che operavano principalmente in Adriatico, attaccando e derubando le navi commerciali in transito. La struttura leggera di queste navi gli permetteva di avvicinarsi molto alla costa sia per attaccare che per ridossarsi. In alcuni casi, grazie al basso pescaggio potevano risalire anche i fiumi per potersi meglio nascondere.&nbsp;<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/liburna.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 liburna.jpg\" width=\"852\" height=\"451\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">disegno ipotetico di una Liburna da <a href=\"https:\/\/assonauticalaziotevere.it\/?page_id=1675\">Liburna romana Assonautica acque interne Lazio e Tevere assonauticalaziotevere.it)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Vennero impiegate nella <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Azio<\/span><\/strong>, ma fu Ottaviano che, consigliato da Agrippa, decise di impiegarle stabilmente nella flotta, facendone un modello che dur\u00f2 per 4 secoli. Queste <strong><em><span style=\"color: #008000;\">naves longae<\/span><\/em><\/strong> avevano una carenatura stretta, che comportava una grande manovrabilit\u00e0 e velocit\u00e0. Nel tempo ne vennero costruiti diversi modelli a pi\u00f9 ordini di remi.&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ultimo cenno sulle <strong><span style=\"color: #008000;\">navi imperiali<\/span><\/strong>, usate dagli imperatori per i loro viaggi di piacere. Erano unit\u00e0 di grandi dimensioni, poco marinaresche e maneggevoli ma molto confortevoli, delle vere navi da crociera del mondo romano.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/navi-di-caligula.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 navi-di-caligula.jpg\" width=\"980\" height=\"557\"><\/p>\r\n<p align=\"lustify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">disegno pittorico, anche se poco probabile, di una nave imperiale di Caligola &#8211; disegno del XVIII secolo <span class=\"a_m_m\">CORBIS \/ HULTON ARCHIVE da <a href=\"https:\/\/tumundowikipedia.blogspot.com\/2018\/04\/barcos-de-nemi.html\">BARCOS DE NEMI &#8211; MundoWikipedia (tumundowikipedia.blogspot.com)<\/a><br><\/span><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p>Torneremo a conoscere meglio le navi militari romane con altri articoli dedicati.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine in anteprima rostro della battaglia delle Egadi scoperto da Sebastiano Tusa &#8211; credito <span class=\"fig-media__credits\">RPM Nautical Foundation\/Soprintendenza del Mare &#8211; Sicilia &#8211; cortesia dottoressa Alessandra De Caro <a href=\"https:\/\/www2.regione.sicilia.it\/beniculturali\/archeologiasottomarina\/\">Soprintendenza del Mare (regione.sicilia.it)<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><span class=\"has-inline-color has-white-color\" style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/48308\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/48352\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/48427\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; , ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: VIII SECOLO a.C. \u2013 V SECOLO d.C.&nbsp;&nbsp;AREA: MARE MEDITERRANEO&nbsp;parole chiave: Roma, potere marittimo romano. 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