{"id":48308,"date":"2016-08-03T00:10:24","date_gmt":"2016-08-02T22:10:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=48308"},"modified":"2026-01-02T13:04:53","modified_gmt":"2026-01-02T12:04:53","slug":"roma-sul-mare-la-tecnica-costruttiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/48308","title":{"rendered":"Roma sul mare: la tecnica costruttiva delle navi romane e mediterranee"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: VIII SECOLO a.C. &#8211; V SECOLO d.C.&nbsp;&nbsp;<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MARE MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br>parole chiave: Roma, potere marittimo romano, architettura navale<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">L\u2019architettura navale<br><\/span><\/strong>La potenza marittima di Roma si bas\u00f2 sul controllo del Mediterraneo, assicurato da una flotta efficiente ed organizzata. Le navi mercantili potevano cos\u00ec navigare in lungo e in largo, spingendosi dal Baltico all&#8217;oceano Indiano. Per quanto si possa pensare pi\u00f9 di venti secoli fa la tecnologia navale consentiva di affrontare, non senza pericoli, il mare.&nbsp;<br><br data-rich-text-line-break=\"true\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma come venivano costruite le navi nel Mediterraneo?<\/span> <\/strong>Nel mondo classico gli archeologi distinguono due metodi principali di costruzione che in comune prevedevano che il fasciame esterno della nave fosse realizzato semplicemente mettendo insieme ciascuna tavola, unendola a quella soprastante e poi aggiungendola all&#8217;interno dello scafo per fornire ulteriore rinforzo.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/scafi-cuciti.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 scafi-cuciti.jpg\" width=\"593\" height=\"771\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">scafo cucito da <a href=\"http:\/\/www.ssb.vt.it\/\">http:\/\/www.ssb.vt.it\/<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p align=\"justify\">La differenza fondamentale nel metodo costruttivo era il modo in cui venivano attaccate le assi che formavano il guscio esterno della nave. In un caso le assi erano cucite insieme con cime passate attraverso dei fori praticati molto precisamente vicino al bordo delle tavole, nell&#8217;altro le assi erano unite insieme con centinaia di giunzioni a &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">mortasa e tenone<\/span><\/strong>&#8220;, bloccate in posizione con piccoli pioli (cavigliette).<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambe queste tipologie furono usate dai mediterranei durante il primo millennio a.C. ma i relitti del periodo romano mostrano che il metodo mortasa e tenone divenne il pi\u00f9 popolare. Sebbene la costruzione delle imbarcazioni richiedesse molto pi\u00f9 tempo e carpentieri qualificati, si potevano ottenere cos\u00ec scafi molto pi\u00f9 robusti, adatti per lunghe navigazioni ma anche per combattere in caso di guerra.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Rome-Shipwreck-mar-nero.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Rome-Shipwreck-mar-nero.jpg\" width=\"962\" height=\"620\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Modello fotogrammetrico preliminare di una nave romana che giace a oltre 2000 metri d&#8217;acqua. Le sue condizioni sono eccezionali e mostrano come erano le navi romane. Notare l&#8217;albero di maestra (ancora in piedi), entrambi i timoni di quarto ed il pennone caduto sul ponte. Foto: Black Sea Map <a href=\"https:\/\/absolutelyconnected.com\/oldest-shipwreck-world-recently-discovered-chance\/\">The Oldest Shipwreck In The World Has Recently Been Discovered By Chance \u2013 absolutelyconnected<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ossatura interna presentava madieri e costole in alternanza, fissati al fasciame esterno con chiodi metallici o con caviglie in legno annegate. Erano inoltre previste serrette di controllo della sentina, che poteva essere cos\u00ec svuotata da eventuali accumuli di acqua tramite delle pompe a mano, e rinforzi nei punti nevralgici. Inoltre esistevano due elementi longitudinali paralleli (paramezzali), collegati da traverse che assicuravano l\u2019intera struttura sulla chiglia.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Roman-Ports-Boat-Grain.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Roman-Ports-Boat-Grain.jpg\" width=\"710\" height=\"326\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">affresco raffigurante l\u2019operazione di carico di una nave caudicaria, Musei Vaticani<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Le navi mediterranee costruite con la tecnologia del tenone e mortasa raggiunsero nel tempo dimensioni significative come dimostra il grande relitto ritrovato a <strong><span style=\"color: #008000;\">Madrague de Giens<\/span><\/strong> nel sud della Francia. Si trattava di una nave onoraria, lunga oltre 40 metri e avrebbe potuto contenere un carico di circa 400 tonnellate che poteva trasportare migliaia di anfore vinarie, opportunamente stivate per evitare il rovescio del materiale durante la navigazione.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Non a caso quella nave fu catalogata tra le <strong><span style=\"color: #008000;\">muriophoroi<\/span><\/strong>, vale a dire &#8220;portatrici di 10.000 anfore&#8221;. Sebbene il metodo di costruzione fosse simile in tutto il Mediterraneo, le forme degli scafi cambiava in funzione dell\u2019impiego della nave. Ad esempio le imbarcazioni fluviali (come le caudicariae) e lagunari, a causa della necessit\u00e0 di lavorare su bassi fondali, avevano una chiglia piuttosto piatta. Quelle militari avevano invece un profilo pi\u00f9 snello, con prore stellate che permettevano di navigare in modo pi\u00f9 efficace e con una maggiore manovrabilit\u00e0.<\/p>\r\n<figure style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Museo-dellolivo2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Museo-dellolivo2.jpg\" width=\"1000\" height=\"667\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">un\u2019antico mosaico ci propone un\u2019imbarcazione a vela con anfore olearie a testimonianza dei commerci che si svolgevano lungo le coste del Mediterraneo da <a href=\"https:\/\/www.stupiscitiagenova.it\/olivi-di-liguria\/\">Olivi di Liguria \u22c6 Stupisciti a GENOVA<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">La propulsione<\/span><\/strong><br data-rich-text-line-break=\"true\">Le navi dell&#8217;antico mediterraneo erano propulse a remi o a vela. Le immagini iconografiche mostrano che la maggior parte delle imbarcazioni erano attrezzate con un albero ed una vela quadra. In alcuni casi, con navi di maggiore dimensione, erano posizionati due alberi e due vele. Alcune imbarcazioni pi\u00f9 piccole, utilizzate nei porti adoperavano una tipica vela <strong><span style=\"color: #008000;\">al terzo<\/span><\/strong>, una specie di vela aurica che consentiva al vento di lavorare su entrambe le facce.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong><span style=\"color: #008000;\">manovre correnti<\/span><\/strong>, ovvero l\u2019insieme di cime usate durante la navigazione per la regolazione delle vele, erano collegate a tanti piccoli anelli, realizzati in legno, piombo o corno, che erano cuciti sulla faccia della vela. Questi anelli, chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">anelli di imbroglio<\/span><\/strong>, guidavano una serie di cime che potevano essere alate dalla coperta per cambiare la forma della vela, riducendone le dimensioni con vento pi\u00f9 forte e avvolgendola quando necessario. La vela era molto semplice e non era necessario salire a riva per regolare o chiudere le vele. Su alcune navi era presente una piccola vela triangolare, il <strong><span style=\"color: #008000;\">supparum<\/span><\/strong>, attaccata al pennone.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/supparum.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 supparum.jpg\" width=\"624\" height=\"518\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">rappresentazione della vela <em>supparum<\/em> (sottoveste) somigliante alla vela latina, comune nel Mediterraneo, con la forma di un triangolo rovesciato con la base in alto. Questa vela veniva spesso usata quando c&#8217;era poco vento in acque ristrette. da <a href=\"http:\/\/Pixabay\">Pixabay<\/a><\/span><\/strong><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo i resti delle vele sono molto rari e la maggior parte dei reperti conosciuti proviene dai porti romani sulla costa egiziana del Mar Rosso. Uno dei pochi pezzi di vela ritrovati, risalente al I \/ II secolo d.C. del periodo romano, fu trovato nell\u2019importante sito portuale di <strong><span style=\"color: #008000;\">Myos Hormos<\/span><\/strong> sulla costa del Mar Rosso e che mostra la sua serie di anelli di imbroglio in legno.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/anelli-di-imbroglio-southampton-museum.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 anelli-di-imbroglio-southampton-museum.jpg\" width=\"729\" height=\"480\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Schema degli anelli di imbroglio in legno di Julian Whitewright \u00a9 University of Southampton, 2017<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella seconda parte conosceremo meglio le diverse tipologie di navi che, anche dopo la caduta dell\u2019Impero lasciarono la loro eredit\u00e0 nelle marine seguenti, in particolare nella marina bizantina, mentre nell\u2019ultima approfondiremo l&#8217;organizzazione di questi straordinari marinai.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte I&nbsp; &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p>in anteprima un&#8217;incisione di come sarebbe stato un Naumachia, pubblicato da Johann Georg Heck, 1844 di <em>Edward Brooke-Hitching <a href=\"https:\/\/www.reddit.com\/r\/todayilearned\/comments\/6rvz97\/til_ancient_romans_would_flood_the_colosseum_and\/\">TIL Ancient Romans would flood the Colosseum and stage naval battles. : r\/todayilearned (reddit.com)<\/a><\/em><br><br><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/48308\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/48352\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/48427\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: VIII SECOLO a.C. &#8211; V SECOLO d.C.&nbsp;&nbsp;AREA: MARE MEDITERRANEOparole chiave: Roma, potere marittimo romano, architettura navale L\u2019architettura navaleLa potenza marittima di Roma si bas\u00f2 sul controllo del Mediterraneo, assicurato da una flotta efficiente ed organizzata. 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