{"id":48237,"date":"2016-08-18T00:30:15","date_gmt":"2016-08-17T22:30:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=48237"},"modified":"2025-10-30T13:59:53","modified_gmt":"2025-10-30T12:59:53","slug":"il-dromone-signore-dei-mari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/48237","title":{"rendered":"Il dromone, signore dei mari"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: V &#8211; XIII SECOLO<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>parole chiave: Dromone, Bisanzio, fuoco greco, galea<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;aspetto e l&#8217;evoluzione delle navi da guerra medievali \u00e8 sempre stato oggetto di dibattiti e ipotesi, solo parzialmente chiariti dalle recenti scoperte di resti di navi da guerra di epoca antica o altomedievale. Fino ad allora le informazioni erano dedotte analizzando le fonti letterarie, rappresentazioni artistiche ed i resti di alcune navi mercantili, come il <strong><span style=\"color: #008000;\">relitto Pantano Longarini<\/span><\/strong> del VII secolo dalla Sicilia, la <strong><span style=\"color: #008000;\">nave Yassi Ada<\/span><\/strong> del VII secolo,\u00a0 il <strong><span style=\"color: #008000;\">relitto Ser\u00e7e Liman\u0131<\/span><\/strong> dell&#8217;XI secolo e non ultime le navi ritrovate nelle profondit\u00e0 del mar Nero a grande profondit\u00e0.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/nave-bizantina-mar-nero.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nave-bizantina-mar-nero.jpg\" width=\"768\" height=\"446\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dalle profondit\u00e0 del Mar Nero sono apparse navi bizantine ed ottomane in perfette condizioni &#8230; il loro studio fornir\u00e0 nuove informazioni su quelle navi che per oltre sette secoli dominarono il Mar Mediterraneo <a href=\"https:\/\/www.iefimerida.gr\/news\/453268\/karavi-toy-odyssea-vrethike-palaiotero-athikto-nayagio-ston-kosmo-arhaioelliniko-ploio\">\u03a4\u03bf \u00ab\u03ba\u03b1\u03c1\u03ac\u03b2\u03b9 \u03c4\u03bf\u03c5 \u039f\u03b4\u03c5\u03c3\u03c3\u03ad\u03b1\u00bb: \u0392\u03c1\u03ad\u03b8\u03b7\u03ba\u03b5 \u03c4\u03bf \u03c0\u03b1\u03bb\u03b1\u03b9\u03cc\u03c4\u03b5\u03c1\u03bf \u03ac\u03b8\u03b9\u03ba\u03c4\u03bf \u03bd\u03b1\u03c5\u03ac\u03b3\u03b9\u03bf \u03c3\u03c4\u03bf\u03bd \u03ba\u03cc\u03c3\u03bc\u03bf -\u0391\u03c1\u03c7\u03b1\u03b9\u03bf\u03b5\u03bb\u03bb\u03b7\u03bd\u03b9\u03ba\u03cc \u03c0\u03bb\u03bf\u03af\u03bf 2.400 \u03b5\u03c4\u03ce\u03bd [\u03b5\u03b9\u03ba\u03cc\u03bd\u03b5\u03c2] &#8211; iefimerida.gr<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fra le navi pi\u00f9 significative che solcarono i mari dal V al XII secolo d.C. parliamo oggi del dromone (dal greco \u03b4\u03c1\u03cc\u03bc\u03c9\u03bd, drom\u014dn, &#8220;corridore&#8221; per sottolinearne la sua velocit\u00e0 in mare).<\/span> <\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">dromone<\/span><\/strong> fu la pi\u00f9 importante nave da guerra della marina bizantina fino al XII secolo d.C., quando fu sostituito da nuovi tipi di galee. Il dromone fu un\u2019evoluzione dall&#8217;antica<strong><span style=\"color: #008000;\"> liburna<\/span><\/strong>, che fu la tipologia di nave pi\u00f9 importante della flotta romana durante l&#8217;Impero.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/dromon-malaga.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 dromon-malaga.jpg\" width=\"588\" height=\"410\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il graffito di Malaga, Spagna, raffigurante un dromone bizantino<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle rare e pi\u00f9 chiare testimonianze iconografiche di un dromone \u00e8 offerta da un <strong><span style=\"color: #008000;\">graffito proveniente da M\u00e0laga<\/span><\/strong>, Spagna, che mostra una nave ad un solo ordine di remi, con 17-18 remi per parte con una vela latina. Nel graffito si intravede il castello di poppa dove operavano i timonieri. Curiosa la bandiera a poppa, che richiama lo stendardo, citato nello <strong><span style=\"color: #008000;\">Strategikon<\/span><\/strong> dall\u2019imperatore <strong><span style=\"color: #008000;\">Maurizio<\/span><\/strong>, in modo che fosse \u201d<strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u2026 chiaro chi \u00e8 il comandante di ogni dromone dallo stendardo esposto come contrassegno<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Un passo avanti nello studio di quelle navi antiche potr\u00e0 avvenire a seguito della scoperta da parte del <strong><span style=\"color: #008000;\">Black Sea Maritime Archaeology Project<\/span><\/strong> di un cimitero di navi bizantine e ottomane, miracolosamente e perfettamente conservate nelle acque buie del mar Nero.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/black-sea-wreck-1-1024x574.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 black-sea-wreck-1-1024x574.png\" width=\"1024\" height=\"574\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Modello fotogrammetrico preliminare dell&#8217;ultima scoperta della mappa del Mar Nero per il 2017: una nave romana ad una profondit\u00e0 di oltre 2000 metri. L&#8217;albero maestro della nave \u00e8 ancora in piedi, entrambi il timone con i remi del timone sono ancora bloccati e assi sono sul ponte dove sono cadute. La corda \u00e8 ancora drappeggiata sui telai grazie alle condizioni anossiche del Mar Nero che contribuiscono alla straordinaria conservazione del materiale organico. Il danno leggermente lieve all&#8217;arco della nave e al poppa \u00e8 stato causato dal naufragio della nave da progetto <em>Black Sea MAP<\/em>\u00a0<a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/news.cision.com\/se\/mmt-sweden-ab\/r\/unika-antika-skeppsvrak-upptackta-i-svarta-havet,c2357025\">Unika antika skeppsvrak uppt\u00e4ckta i Svarta havet &#8211; MMT Sweden AB (cision.com)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Come si differenziavano dalle liburne?<\/span><\/strong><br \/>Le caratteristiche maggiori che differenziava i dromoni dalle liburne furono l&#8217;adozione di un ponte completo (<strong><span style=\"color: #008000;\">katastr\u014dma<\/span><\/strong>), l&#8217;introduzione graduale delle vele latine e l&#8217;assenza di rostri prodieri a favore di uno sperone. \u00a0Sebbene non siano chiare le ragioni dell\u2019abbandono del rostro, si pensa che possa essere dovuto al graduale sviluppo delle architetture navali ed all\u2019adattamento delle tattiche di combattimento.<\/p>\r\n<table>\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f2f23a;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Curioso il fatto che, all&#8217;inizio del VII secolo, la funzione originale del rostro fosse stata quasi dimenticata. A tal riguardo l\u2019arcivescovo Isidoro di Siviglia, celebre accademico ed autore dell\u2019<em>Etymologiae<\/em>, un\u2019importante enciclopedia etimologica del tempo, li definiva come strumenti per proteggere gli scafi dalla collisione contro gli scogli.<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda la vela latina, negli ultimi decenni, gli studiosi sono propensi a pensare che incominci\u00f2 ad essere impiegata nel periodo tardo ellenistico o all&#8217;inizio del periodo romano. In seguito, la flotta del generale bizantino <strong><span style=\"color: #008000;\">Belisario<\/span> <\/strong>che serv\u00ec sotto l&#8217;imperatore <strong><span style=\"color: #008000;\">Giustiniano I<\/span><\/strong>, durante la guerra vandalica, era in parte dotata di vele latine, il che rende probabile che a quel tempo questo tipo di vela fosse diventato l&#8217;attrezzatura standard per il dromone, sostituendo gradualmente la tradizionale vela quadrata.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">dromoni<\/span><\/strong> del VI secolo avevano una lunghezza di circa 32 metri. Essendo navi da guerra la propulsione era basata principalmente sui remi, specialmente durante gli scontri navali. Erano navi monoreme con circa 50 remi, disposti ugualmente (25 remi) su ciascun lato, che si estendevano direttamente dallo scafo. In seguito, nel IX e X secolo, apparvero dei dromoni bireme ovvero con due banchi di rematori (<strong><span style=\"color: #008000;\">elasiai<\/span><\/strong>), divisi verticalmente dal ponte. Questo comportava che i rematori dei banchi al di sopra del ponte potevano combattere a fianco dei fanti di marina durante gli abbordaggi. Sebbene la maggior parte delle navi avesse un solo albero (<strong><span style=\"color: #008000;\">histos <\/span><\/strong>o<strong><span style=\"color: #008000;\"> katartion<\/span><\/strong>), si ritiene che i dromoni bireme, considerando le maggiori dimensioni, probabilmente necessitassero di almeno due alberi per poter manovrare pi\u00f9 efficacemente.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave era governata a poppa per mezzo di due <strong><span style=\"color: #008000;\">timoni (prymn\u0113)<\/span><\/strong>, visibili nel modellino del dromone in basso. Il personale trovava riparo lungo la nave ma al capitano era riservata una tenda sul castello di poppa (<strong><span style=\"color: #008000;\">sk\u0113n\u0113<\/span><\/strong>) che copriva la sua branda. Una curiosit\u00e0, anche in tempi recenti l&#8217;alloggio del comandante \u00e8 sempre stato contiguo o in prossimit\u00e0 della timoneria.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/dromone.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 dromone.jpg\" width=\"800\" height=\"558\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">modellino di dromone<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.modelshipmaster.com\/products\/ancient\/Byzantine_dromon.htm\">Byzantine Dromon ship model (modelshipmaster.com)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">A prora era realizzato il <strong><span style=\"color: #008000;\">castello di prua<\/span><\/strong>, rialzato (<strong><span style=\"color: #008000;\">pseudopato<\/span><\/strong>) rispetto al ponte, al di sotto del quale, dal VI secolo, era posizionato un \u201csifone\u201d, un lungo tubo lancia fiamme usato per lanciare sul nemico il <strong><span style=\"color: #008000;\">fuoco greco<\/span><\/strong>, l\u2019arma segreta dell\u2019epoca.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/fuocogreco.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 fuocogreco.jpg\" width=\"900\" height=\"506\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il fuoco greco &#8211; Biblioteca Nazionale di Madrid\u00a0<br \/><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la <strong><span style=\"color: #008000;\">Cronaca di Teofane Confessore<\/span><\/strong>, Annus Mundi 6165, &#8220;I<strong><em><span style=\"color: #008000;\">n quel tempo Callinico, un artificiere da Eliopoli, fugg\u00ec presso i Romani. Aveva inventato un fuoco marino che, dando fuoco alle navi arabe, le incendiava con tutto l&#8217;equipaggio. Fu cos\u00ec che i Romani ritornarono con una vittoria e scoprirono il fuoco marino.<\/span><\/em><\/strong>&#8220;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri piccoli lanciafiamme potevano essere distribuiti anche ai lati del ponte dove i fanti di marina potevano appendere i loro scudi, fornendo una protezione fisica all&#8217;equipaggio del ponte. <span style=\"font-size: inherit;\">Un\u2019arma temibile che aveva una portata limitata ma sicuramente un effetto psicologico notevole sugli avversari, visto che non poteva essere spento con l&#8217;acqua, ma galleggiava e continuava a bruciare sopra la superficie e sulle strutture.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel tempo fu realizzata una variante dagli Arabi che venne chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">naft<\/span><\/strong>, da cui il termine nafta. Le navi pi\u00f9 grandi avevano anche castelli di legno (<strong><span style=\"color: #008000;\">xylokastra<\/span><\/strong>) su entrambi i lati tra gli alberi, simili a quelli presenti sulle liburne romane, che consentivano agli arcieri di poter scagliare le frecce da una postazione sopraelevata sul nemico. Una tattica che era risultata vincente nell\u2019invasione di Cesare della Britannia. Da quelle torri potevano operare anche delle catapulte per scagliare pietre o giare riempite con il fuoco greco.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ultimo, lo <strong><span style=\"color: #008000;\">sperone di prua (peronion)<\/span><\/strong>, che sostitu\u00ec il rostro, aveva lo scopo di spezzare i remi, impedendo la manovra della nave nemica. L\u2019uso di armi da guerra come catapulte precedeva l\u2019abbordaggio effettuato principalmente dai fanti di marina. Questi e diversi rematori erano armati con lance e spade, mentre gli altri marinai indossavano giubbotti imbottiti di feltro (<strong><span style=\"color: #008000;\">neurika<\/span><\/strong>) di protezione e combattevano con archi e balestre.<\/p>\r\n\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Una rivoluzione epocale<\/span><\/strong><br data-rich-text-line-break=\"true\" \/>Consideriamo che la guerra navale mediterranea medievale era essenzialmente costiera e anfibia, pi\u00f9 per impossessarsi del territorio nemico che per esercitare il &#8220;controllo dei mari&#8221;. Ci\u00f2 nonostante i Bizantini diedero importanza all\u2019organizzazione della flotta e alla formazione dei marinai, dai navigatori che dovevano essere esperti conoscitori dell\u2019ambiente e delle manovre in mare, sia delle maestranze che vennero inquadrate nel tempo in componenti dedicate. In questa rivoluzione i dromoni furono tra i grandi protagonisti delle guerre di riconquista dell\u2019Occidente dell\u2019imperatore Giustiniano, sia durante la riconquista dell\u2019Africa vandala, sia contro la flotta degli Ostrogoti presso Sena Gallica nel 551 quando uno schieramento di 50 dromoni li sconfisse pesantemente.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/battaglia-degli-alberi-1024x659.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 battaglia-degli-alberi-1024x659.jpg\" \/><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dalla met\u00e0 del VII secolo, i Bizantini dovettero fronteggiare una nuova minaccia proveniente dall\u2019Oriente, gli Arabi, che in pochissimo tempo conquistarono gran parte del territorio imperiale. Una delle battaglie pi\u00f9 famose di quel periodo fu quella conosciuta come <strong><span style=\"color: #008000;\">Battaglia degli alberi<\/span> <\/strong>(in riferimento agli alberi delle navi), combattuta nel 654-655 d.C.. La flotta bizantina era comandata dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">imperatore Costante II<\/span><\/strong>, ma i vecchi dromoni ebbero la peggio, aprendo le rotte mediterranee agli Arabi. Ma i Bizantini non mollarono e durante l\u2019assedio arabo di Costantinopoli nel 717, le navi bizantine furono sbaragliate dalle navi imperiali proprio grazie a quella nuova e terribile arma, il \u201cfuoco greco\u201d.<\/p>\r\n\r\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/chelandion.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 chelandion.gif\" width=\"703\" height=\"411\" \/>\r\n\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Chelandion<\/span><\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito, nel X secolo, i dromoni vennero lentamente sostituiti dai <strong><span style=\"color: #008000;\">Chelandion<\/span><\/strong>, dromoni pi\u00f9 leggeri riportati anche negli inventari per le spedizioni inviate contro l&#8217;Emirato di Creta nel 911 e 949 dopo Cristo. Se ne ricordano tre tipologie:<br data-rich-text-line-break=\"true\" \/>&#8211;\u00a0 il <strong><span style=\"color: #008000;\">[chelandion] ousiakon<\/span><\/strong>, cos\u00ec chiamato perch\u00e9 era presidiato da un&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ousia<\/span><\/strong> di 108 uomini;<br data-rich-text-line-break=\"true\" \/>&#8211;\u00a0 \u00a0il <strong><span style=\"color: #008000;\">[chelandion] pamphylon<\/span><\/strong>, con equipaggio fino a 120-160 uomini, la ragione del suo nome non \u00e8 chiara. Potrebbe derivare \u00a0da un&#8217;origine nella regione della Panfilia come nave da trasporto o forse dal tipo di equipaggio, da <strong><span style=\"color: #008000;\">\u03c0\u1fb6\u03bd \u03c6\u1fe6\u03bb\u03bf\u03bd<\/span><\/strong> ovvero con &#8220;equipaggi misti&#8221;. Qualcuno ricorder\u00e0 il termine panfilo che deriva proprio da questa dizione;<br data-rich-text-line-break=\"true\" \/>&#8211;\u00a0 \u00a0 il <strong><span style=\"color: #008000;\">drom\u014dn<\/span><\/strong> vero e proprio, di dimensioni maggiori, con equipaggio di due ousiai.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/navi-bizantine-yenikapi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 navi-bizantine-yenikapi.jpg\" width=\"630\" height=\"388\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">navi bizantine ritrovate in Turchia, presso Yenikapi \u00a0Cr\u00e9dit image: Upi.com<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Quattro navi bizantine scoperte negli <strong><span style=\"color: #008000;\">scavi di Yenikap<\/span><\/strong>i, risalenti al X-XI secolo, hanno rivelato una costruzione uniforme, suggerendo che la costruzione delle navi avveniva seguendo un processo standardizzato. Una nave pi\u00f9 piccola, con una sola linea di rematori, la <strong><span style=\"color: #008000;\">mon\u0113r\u0113s<\/span><\/strong> (\u03bc\u03bf\u03bd\u03ae\u03c1\u03b7\u03c2, &#8220;a singolo banco di rematori&#8221;) o <strong><span style=\"color: #008000;\">galea<\/span><\/strong> (da \u03b3\u03b1\u03bb\u03ad\u03b1), con circa 60 uomini di equipaggio veniva utilizzata per missioni di esplorazione ma anche nelle ali della linea di battaglia.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal <strong><span style=\"color: #008000;\">XIII secolo<\/span><\/strong>, il termine &#8220;dromone&#8221; cadde in lento disuso e fu sostituito da <strong><span style=\"color: #008000;\">katergon<\/span><\/strong> (\u03ba\u03ac\u03c4\u03b5\u03c1\u03b3\u03bf\u03bd), un termine che era gi\u00e0 utilizzato alla fine XI secolo sia per navi bizantine che per quelle latine. Le vecchie navi biremi di fatto restarono il fulcro delle flotte del Mediterraneo fino alla fine del XIII secolo quando apparvero sul mare la <strong><span style=\"color: #008000;\">galea sottile<\/span><\/strong>, destinata alla guerra, e la <strong><span style=\"color: #008000;\">galea grossa<\/span><\/strong>, di concezione veneziana, ideata per associare i vantaggi della nave da guerra a quella mercantile. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\r\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: V &#8211; XIII SECOLOAREA: MAR MEDITERRANEOparole chiave: Dromone, Bisanzio, fuoco greco, galea. 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