{"id":47823,"date":"2020-11-01T00:22:54","date_gmt":"2020-10-31T23:22:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=47823"},"modified":"2023-07-18T13:51:55","modified_gmt":"2023-07-18T11:51:55","slug":"nuovo-sisma-sulla-costa-occidentale-turca-cosa-sta-succedendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/47823","title":{"rendered":"Nuovo sisma sulla costa occidentale turca. Cosa sta succedendo?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br>ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR EGEO<\/span><\/strong><br>parole chiave: Izmir, sisma, tsunami<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un nuovo terrificante terremoto ha colpito la costa nord occidentale della Turchia. Almeno 36 persone sono morte e pi\u00f9 di 1.607 sono state ricoverate in ospedale. I rapporti preliminari dicono che il terremoto \u00e8 durato 40 secondi ma, in seguito, sono state avvertite altre quindici scosse di assestamento.&nbsp;Secondo l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)<\/span> <\/strong>l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">epicentro<\/span><\/strong>&nbsp;del sisma \u00e8 stato registato tra le&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">isole del Dodecaneso<\/span><\/strong>, ad una profondit\u00e0 di circa 10 chilometri, fattore che ha aumentato gli effetti avvertiti in superficie. Al terremoto \u00e8 seguito uno tsunami, per fortuna non importante, che ha riversato l\u2019acqua di mare attraverso le strade e i porti della regione. L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">allarme tsunami<\/span><\/strong> ha comunque interessato l\u2019Egeo in particolar modo per le isole di Ikaria, Kos, Chios e Samos. Il distretto di Seferihisar \u00e8 tra i luoghi colpiti dallo tsunami.<\/p>\n\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">faglia dell&#8217;Anatolia settentrionale<\/span><\/strong> ha prodotto sette grandi terremoti (MS) 7.0 nel periodo dal 1939 al 1999. Questi terremoti hanno di fatto interrotto la faglia progressivamente da Est verso Ovest. Questa faglia, lunga 900 km, ha caratteristiche molto simili alla faglia di San Andreas in California.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I terremoti anatolici sono causati dal movimento verso nord della placca araba contro la placca eurasiatica, schiacciando la microplacca turca verso ovest. Inoltre, la compressione in questa regione \u00e8 dovuta al movimento verso nord della placca africana, che produce fenomeni di subduzione negli archi ciprioti ed ellenici. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Geologicamente parlando la Turchia \u00e8 delimitata ad Est dalla zona di faglia dell&#8217;Anatolia orientale (<strong><span style=\"color: #008000;\">Eastern Anatolian Fault Zone<\/span><\/strong>), a nord dalla zona di faglia dell&#8217;Anatolia settentrionale (<strong><span style=\"color: #008000;\">North Anatolian Fault Zone<\/span><\/strong>), a Ovest da una zona di deformazione diffusa che circonda la regione dell&#8217;Egeo maggiore, e a Sud dagli archi ellenico e cipriota, dove si possono generare altri sismi indipendenti dalle faglie citate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Il terremoto del 30 ottobre<\/span><br><\/span><\/strong>Il sisma pu\u00f2 essere considerato un evento interplacca a seguito di un processo di rottura delle rocce della crosta terrestre lungo determinati piani di frattura chiamati faglie. \u00c8 proprio durante questo processo che si originano e si sviluppano le faglie stesse e con esse i terremoti e gli tsunami. L&#8217;energia, rilasciata sotto forma di onde elastiche, \u00e8 proporzionale alla superficie di rottura e all&#8217;entit\u00e0 dello scorrimento (rigetto), determinando la grandezza o (magnitudo) del terremoto. Quando la rottura giunge sino alla superficie terrestre si parla di fagliazione superficiale (surface faulting). <strong><span style=\"color: #008000;\">Il dottor Piccin ci ha specificato che i<\/span><span style=\"color: #008000;\">l mar Egeo, dove si \u00e8 avuto l&#8217;epicentro, \u00e8 ubicato in corrispondenza di una microplacca separata dall&#8217;Eurasia e caratterizzata da una geodinamica molto complessa. L&#8217;area dove \u00e8 avvenuto il sisma \u00e8 una zona in distensione, dove la microplacca si sta assottigliando e sono presenti faglie normali (o dirette). Un tipo di attivit\u00e0 analogo alle faglie appenniniche che hanno dato i terremoti recenti in italia.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;energia, rilasciata sotto forma di onde elastiche, \u00e8 proporzionale alla superficie di rottura e all&#8217;entit\u00e0 dello scorrimento (rigetto), determinando la <strong><span style=\"color: #008000;\">grandezza o (magnitudo)<\/span><\/strong> del terremoto. Quando la rottura giunge sino alla superficie terrestre si parla di <strong><span style=\"color: #008000;\">fagliazione superficiale<\/span> <\/strong>(surface faulting). Il recente terremoto di Izmir \u00e8 quindi legato ad una normale rottura generatasi ad una profondit\u00e0 relativamente superficiale all&#8217;interno di una micro placca separata dalla placca tettonica dell&#8217;Eurasia nel Mar Egeo orientale, a circa 250 km a nord del confine della placca principale pi\u00f9 vicina, dove la placca africana si sposta a nord ad una velocit\u00e0 di circa 10 mm \/ anno rispetto all&#8217;Eurasia.&nbsp;<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-style-default\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"634\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1280px-Anatolian_Plate-1024x634.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47826\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1280px-Anatolian_Plate-1024x634.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1280px-Anatolian_Plate-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1280px-Anatolian_Plate-768x475.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1280px-Anatolian_Plate-1200x743.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1280px-Anatolian_Plate.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><strong>la complessa geologia delle faglie anatoliche &#8211; \u00a9\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/deed.en\" target=\"_blank\">Mike Norton \/ CC-by-sa 3.0<\/a><\/strong> <br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Anatolian_Plate.png\">Anatolian Plate.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Terremoti recenti in Turchia<\/span><\/strong><br>Nel 1999 la Turchia fu colpita da due violenti terremoti in meno di tre mesi. Il primo, il 17 agosto 1999, con una magnitudine di 7,4 gradi della scala Richter e dur\u00f2 45 secondi con epicentro ad Izmit una citt\u00e0 industriale di oltre 1,2 milioni di abitanti nella Turchia occidentale. Il bilancio ufficiale delle vittime fu di 17.480, con circa 44.000 feriti, quasi 300.000 case danneggiate o crollate e pi\u00f9 di 40.000 locali commerciali colpiti in modo simile. Il disastro fu poi seguito, dopo oltre 1.300 scosse di assestamento, il 12 novembre 1999 in una seconda scossa a circa 100 chilometri a est di Izmit. Nuovamente una scossa sismica di 7,2 scala Richter sconvolse per 30 secondi la regione e fu avvertita ad oltre 300 chilometri di distanza dall\u2019epicentro.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-style-default\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"517\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1920px-Map_of_earthquakes_in_Turkey_1900-2017.svg-1024x517.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-47824\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1920px-Map_of_earthquakes_in_Turkey_1900-2017.svg-1024x517.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1920px-Map_of_earthquakes_in_Turkey_1900-2017.svg-300x151.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1920px-Map_of_earthquakes_in_Turkey_1900-2017.svg-768x388.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1920px-Map_of_earthquakes_in_Turkey_1900-2017.svg-1536x775.png 1536w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1920px-Map_of_earthquakes_in_Turkey_1900-2017.svg-540x272.png 540w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1920px-Map_of_earthquakes_in_Turkey_1900-2017.svg-1200x606.png 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1920px-Map_of_earthquakes_in_Turkey_1900-2017.svg.png 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><strong>siti di terremoti, suddivisi per intensit\u00e0, avvenuti dal 1900 al 2017 nella regione anatolica. Notare la densit\u00e0 di eventi sismici nel mar Egeo. Quelli indicati con palline rosse ebbero un&#8217;intensit\u00e0 della Forza (magnitudine) Richter superiore a 7<\/strong><br> <a href=\"https:\/\/www.marefa.org\/%D9%85%D9%84%D9%81:Map_of_earthquakes_in_Turkey_1900-2017.svg\">\u0645\u0644\u0641:Map of earthquakes in Turkey 1900-2017.svg &#8211; \u0627\u0644\u0645\u0639\u0631\u0641\u0629 (marefa.org)<\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri terremoti si susseguirono negli anni a seguire come quella del 2003 che colp\u00ec la citt\u00e0 di Bing\u00f6l, ancora nella parte orientale della Turchia, uccidendo 176 persone (per lo pi\u00f9 bambini delle scuole elementari che stavano dormendo nel loro dormitorio). La scossa dur\u00f2 circa 17 secondi con una scala Richter di 6.4. Altri sismi importanti si ebbero nell\u2019ottobre del 2011, con magnitudo 7,2, nell&#8217;Anatolia orientale, e nel gennaio del 2020 di magnitudo 6.8 nelle province di Elazig e Malatya, uccidendo 38 persone e ferendone oltre 1600.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una terra tormentata da sempre, al limite orientale del Mediterraneo, che ci richiama quanto instabile sia il nostro pianeta e tutta la nostra solidariet\u00e0 al popolo turco cos\u00ec duramente provato dal sisma.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima insieme di immagini del terremoto in Turchia e Siria del 2023 &#8211; autore Adem &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Collage_of_2023_Turkey%E2%80%93Syria_earthquake.jpg\">Collage of 2023 Turkey\u2013Syria earthquake.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: GEOLOGIAPERIODO: XXI SECOLOAREA: MAR EGEOparole chiave: Izmir, sisma, tsunami. Un nuovo terrificante terremoto ha colpito la costa nord occidentale della Turchia. 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