{"id":47302,"date":"2020-11-14T00:21:16","date_gmt":"2020-11-13T23:21:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=47302"},"modified":"2026-08-10T00:00:51","modified_gmt":"2026-08-09T22:00:51","slug":"colmare-il-divario-e-migliorare-la-conservazione-come-le-liste-rosse-delliucn-e-i-dati-scientifici-storici-possono-fare-piu-luce-sugli-squali-minacciati-nei-mari-italian","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/47302","title":{"rendered":"Quale \u00e8 la situazione delle  specie di squali nei mari italiani?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX-XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>Parole chiave: biodiversit\u00e0, condritti, conservazione, pesca, ecologia storica, Mar Mediterraneo<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Un interessante studio sugli squali mediterranei ha evidenziato come le conoscenze di dati storici possono fornire informazioni importanti per comprendere come le loro popolazioni sono cambiate nel tempo. Lo <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/1424-2818\/12\/10\/389\/notes\">studio<\/a> fornisce una chiara comprensione dei cambiamenti nella distribuzione e nell&#8217;abbondanza di otto specie di squali nei mari italiani, attualmente classificate a rischio di estinzione dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN)<\/span><\/strong>. La comparazione \u00e8 stata effettuata attraverso un\u2019analisi storica dei dati storici dal XIX secolo alla prima met\u00e0 del XX secolo delle delle specie selezionate. Come vedremo, i risultati mostrano che <strong><span style=\"color: #008000;\">tutti gli squali<\/span> <\/strong>erano considerati comuni fino all&#8217;inizio del XX secolo, ma da allora sono diminuiti, con una chiara tendenza negativa, principalmente negli ultimi 70 anni.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il forte declino locale \u00e8 stato attribuito a molteplici cause: dallo sfruttamento eccessivo, alle catture accidentali, alla distruzione o alienazione degli habitat, fino all&#8217;esaurimento delle prede ed all&#8217;inquinamento ambientale. <\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I Condritti<\/span><\/strong><\/span><br \/>I <strong><span style=\"color: #008000;\">Condritti o pesci cartilaginei<\/span><\/strong> fanno parte di uno dei taxa marini pi\u00f9 minacciati al mondo e le sue specie sono altamente suscettibili alla pressione antropica, sia in ambienti costieri che in alto mare. In particolare, il principale fattore che colpisce questi organismi \u00e8 la cattura accidentale. Il problema, secondo gli autori, \u00e8 che la valutazione e gestione delle loro popolazioni \u00e8 complessa a causa della natura limitata delle informazioni sulla loro biologia e pesca. L&#8217;assenza di informazioni storiche sulla popolazione di pesci cartilaginei rende anche facile cadere abbastanza nella &#8220;sindrome da spostamento della linea di base&#8221;, in cui si presume che le condizioni attuali delle risorse siano lo standard, senza tenere conto della loro storia di sfruttamento. Questa carenza di dati \u00e8 evidenziata anche nella Lista delle specie minacciate (<strong><span style=\"color: #008000;\">Lista Rossa<\/span><\/strong>) dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN)<\/span><\/strong> che rappresenta una risorsa completa sullo stato globale della biodiversit\u00e0 e, negli ultimi decenni, \u00e8 diventata uno strumento importante per la conservazione, elaborazione delle politiche e la gestione delle biodiversit\u00e0.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Secondo la IUCN, il Mar Mediterraneo \u00e8 una delle tre aree al mondo in cui la biodiversit\u00e0 degli squali e delle razze \u00e8 pi\u00f9 seriamente minacciata, con oltre il 40% delle specie condritiche valutate &#8220;in pericolo&#8221; (EN) o &#8221; in pericolo di estinzione \u201d (CR).<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene il Mar Mediterraneo rappresenti un punto caldo della biodiversit\u00e0, presenta anche limiti geopolitici rilevanti per lo sviluppo di strategie comuni ed efficaci di gestione e conservazione delle risorse della pesca e del patrimonio naturale. In questo senso, la penisola italiana \u00e8 il cuore del bacino essenso posta sul confine naturale tra il settore occidentale e quello orientale e comprendente sia il settore settentrionale che quello meridionale, fungendo da &#8220;riferimento naturale&#8221; dello stato generale.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ecologia storica<\/span><\/strong><\/span><br \/>L&#8217;ecologia storica si \u00e8 sviluppata come approccio di ricerca organizzato nella met\u00e0 del ventesimo secolo ed \u00e8 fortemente collegata con la storia ambientale, l&#8217;antropologia ecologica, la geografia storica e la paleoecologia, con ricercatori di tutte le discipline che contribuiscono alla comprensione dei cambiamenti legati alle attivit\u00e0 dell\u2019Uomo.\u00a0<\/p>\r\n<figure id=\"attachment_47309\" aria-describedby=\"caption-attachment-47309\" style=\"width: 557px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-47309 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/diversity-12-00389-g001.png\" alt=\"\" width=\"557\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/diversity-12-00389-g001.png 3446w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/diversity-12-00389-g001-300x193.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/diversity-12-00389-g001-1024x658.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/diversity-12-00389-g001-768x493.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/diversity-12-00389-g001-1536x986.png 1536w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/diversity-12-00389-g001-2048x1315.png 2048w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/diversity-12-00389-g001-460x295.png 460w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/diversity-12-00389-g001-1200x771.png 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 557px) 100vw, 557px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-47309\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Figura 1 &#8211; da studio citato<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo <strong><span style=\"color: #008000;\">approccio scientifico interdisciplinare<\/span><\/strong> \u00e8 stato recentemente applicato anche all&#8217;ambiente marino, concentrandosi in particolare sulle risorse ittiche. Da questo punto di vista i cambiamenti storici nel suo regno marino sono meno ben compresi e, in particolare, la ricerca storica sui pesci cartilaginei rimane molto limitata e frammentata. Lo studio citato fornisce nuove informazioni storiche scientifiche degli ultimi 250 anni riguardanti le specie di squali pi\u00f9 minacciate, al fine di contribuire a una pi\u00f9 chiara comprensione della loro distribuzione prima della moderna et\u00e0 della pesca, e dello \u00a0status di questi squali lungo la penisola italiana, un&#8217;area chiave per comprendere la biodiversit\u00e0 marina del Mediterraneo.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Riassumiamo in breve lo <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/1424-2818\/12\/10\/389\/html\">studio<\/a>, che merita comunque un\u2019attenta lettura. Gli autori (Angelo Mojetta et alii) hanno selezionato dieci specie di squali in base al loro rischio di estinzione dai mari italiani secondo la Lista Rossa IUCN dei pesci cartilaginei nelle acque italiane, sulla base del loro pericolo critico (CR), in pericolo \u00a0di estinzione (EN) e vulnerabilit\u00e0 (VU).\u00a0<\/p>\r\n<figure id=\"attachment_47307\" aria-describedby=\"caption-attachment-47307\" style=\"width: 1075px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-47307 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/tabella-1-mjetta-squali.jpg\" alt=\"\" width=\"1075\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/tabella-1-mjetta-squali.jpg 1075w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/tabella-1-mjetta-squali-300x114.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/tabella-1-mjetta-squali-1024x391.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/tabella-1-mjetta-squali-768x293.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1075px) 100vw, 1075px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-47307\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tabella 1 dallo studio citato<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019analisi dei documenti storici sono stati ritrovati riferimenti bibliografici scientifici su otto delle dieci specie di squali selezionate, con un intervallo temporale dal 1832 al 1962.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Risultati<\/span><\/strong><\/span><\/p>\r\n<figure id=\"attachment_47311\" aria-describedby=\"caption-attachment-47311\" style=\"width: 1200px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-47311 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/sqaulo-spinarolo.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"798\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/sqaulo-spinarolo.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/sqaulo-spinarolo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/sqaulo-spinarolo-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/sqaulo-spinarolo-768x511.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-47311\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Squalo Spinarolo, Squalus acanthias <a href=\"https:\/\/tintorero-wwwartesdepesca.blogspot.com\/2011\/03\/vamos-pescar-bocanegra.html\">Artes de Pesca: VAMOS A PESCAR BOCANEGRA (tintorero-wwwartesdepesca.blogspot.com)<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo le fonti storiche\u00a0lo <strong><span style=\"color: #008000;\">spinarolo, Squalus acanthias<\/span><\/strong>, era considerato molto comune nelle acque italiane fino all&#8217;inizio del XX secolo, dopodich\u00e9 questa specie ha iniziato a diminuire rapidamente e, negli ultimi 60 anni, \u00e8 divenuto estremamente raro lungo la penisola italiana, analogamente ad altri settori marittimi come il Pacifico nord-orientale e nell&#8217;Oceano Atlantico. Questa riduzione a livello mondiale \u00e8 stata causata dallo sfruttamento eccessivo, nonch\u00e9 dal degrado e dalla perdita degli habitat dovuti allo sviluppo costiero e all&#8217;inquinamento. In alcuni paesi, la pesca dello spinarolo\u00a0\u00e8 stata gestita con successo, come nelle acque statunitensi dove nel 2010 si riteneva che gli stock locali fossero stati ricostruiti. Iniziative simili possono essere sviluppate anche a livello italiano.\u00a0<\/p>\r\n<figure id=\"attachment_47312\" aria-describedby=\"caption-attachment-47312\" style=\"width: 1067px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-47312\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/squatina-oculata.jpg\" alt=\"\" width=\"1067\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/squatina-oculata.jpg 630w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/squatina-oculata-300x180.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1067px) 100vw, 1067px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-47312\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo squalo angelo, Squatina oculata <a href=\"https:\/\/azeem-photos.blogspot.com\/2010\/06\/angel-shark-is-rubbing-at-sand-in-ocean.html\">world best collections of photos and wallpapers: Angel Shark is rubbing at sand in ocean (azeem-photos.blogspot.com)<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda gli squali angelo del genere <strong><span style=\"color: #008000;\">Squatina<\/span><\/strong>, le ricerche storiche hanno confermato che, nonostante la loro presenza regolare fino ai primi del &#8216;900, si osserva una quasi totale scomparsa nelle acque italiane ma che vengono ancora rilevati lungo le coste africane e del Medio Oriente, nel Mar Egeo e nelle acque turche. Dalla studio emerge che le rarissime registrazioni moderne di squali angelo sono state segnalate solo nelle regioni meridionali, mentre nelle regioni settentrionali questi elasmobranchi sono ormai scomparsi. Gli squali angelo del Mediterraneo abitano comunemente i fondali molli delle zone costiere molto basse, dove sono altamente suscettibili alle reti da traino e alle reti da imbrocco, nonch\u00e9 al degrado dell&#8217;habitat dovuto alla intensa attivit\u00e0 umana nelle zone costiere. <strong><span style=\"color: #008000;\">Oggi sono valutate molto rare nei mari italiani e sono classificate in pericolo di estinzione (CR).<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/BIOLOGIA-MARINA-SQUALI-640px-Thresher_Shark_at_Monad_Shoal.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BIOLOGIA-MARINA-SQUALI-640px-Thresher_Shark_at_Monad_Shoal.png\" width=\"640\" height=\"408\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>squalo volpe, Alopias vulpinus, o Tresher shark\u00a0 &#8211; autore<\/strong> <strong>Jun V Lao<\/strong> &#8211;<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Thresher_Shark_at_Monad_Shoal.png\">Thresher Shark at Monad Shoal.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo <strong><span style=\"color: #008000;\">squalo volpe<\/span><\/strong>, \u00e8 un tipico squalo pelagico, che vive in un ambiente marino al largo, ed \u00e8 raramente osservato vicino alla costa. Nel Mediterraneo, questa specie pu\u00f2 essere catturata come cattura accessoria nella pesca pelagica, principalmente da pescherecci con palangari, ma anche durante le operazioni di pesca a strascico in coppia, nonch\u00e9 nella pesca ricreativa in mare aperto. Nelle acque italiane, il raro rilevamento di squali volpe dal XIX secolo alla fine della seconda guerra mondiale pu\u00f2 essere correlato alla scarsa possibilit\u00e0 di osservare questa specie di alto mare nelle tipiche operazioni di pesca costiera. In Italia, in particolare, fino all&#8217;inizio del XX secolo, la pesca era praticata principalmente a ridosso della costa da imbarcazioni a vela o a remi, mentre i pescherecci a motore erano estremamente rari. Dopo la seconda guerra mondiale, la flotta peschereccia italiana ha subito un cambiamento tecnologico che ha causato un rapido aumento ed espansione delle aree di pesca anche all&#8217;altura. Lo sfruttamento degli ambienti pelagici gi\u00e0 dagli anni &#8217;50 potrebbe essere collegato alla maggiore frequenza di cattura dello squalo volpe riportata nella letteratura scientifica. Inoltre, lo sovrasfruttamento delle risorse marine pelagiche, inclusi i pesci medi e piccoli, come sgombri, acciughe e sardine, ha ridotto la disponibilit\u00e0 di cibo per questo splendido squalo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Negli ultimi anni lo squalo volpe \u00e8 stato registrato raramente ed \u00e8 ora elencato in pericolo di estinzione (CR)<\/span><\/strong><\/p>\r\n<figure id=\"attachment_47315\" aria-describedby=\"caption-attachment-47315\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-47315 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/palombo-stellato.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/palombo-stellato.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/palombo-stellato-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/palombo-stellato-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-47315\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> Il Palombo stellato, Mustelus asterias<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Una analoga valutazione pu\u00f2 essere fatta per il <strong><span style=\"color: #008000;\">palombo<\/span><\/strong>, altra specie molto sensibile alla pressione di pesca nelle acque italiane che dimostra il collasso di questi squali principalmente negli ultimi decenni attribuito principalmente all&#8217;impatto della pressione di pesca diretta, sebbene sia anche possibile correlarlo al sovrasfruttamento delle sue prede pi\u00f9 comuni. <strong><span style=\"color: #008000;\">Negli ultimi 70 anni, ambedue le specie sono diventate rare e elencate come in pericolo (EN)<\/span><\/strong><\/p>\r\n<figure id=\"attachment_47316\" aria-describedby=\"caption-attachment-47316\" style=\"width: 1600px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-47316 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/palombo-comune.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1200\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/palombo-comune.jpg 1600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/palombo-comune-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/palombo-comune-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/palombo-comune-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/palombo-comune-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/palombo-comune-1200x900.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-47316\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il palombo comune, Mustelus mustelus<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<figure id=\"attachment_47317\" aria-describedby=\"caption-attachment-47317\" style=\"width: 1296px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-47317 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/verdesca-Prionace_glauca_by_mark_conlin.jpg\" alt=\"\" width=\"1296\" height=\"864\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/verdesca-Prionace_glauca_by_mark_conlin.jpg 1296w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/verdesca-Prionace_glauca_by_mark_conlin-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/verdesca-Prionace_glauca_by_mark_conlin-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/verdesca-Prionace_glauca_by_mark_conlin-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/verdesca-Prionace_glauca_by_mark_conlin-1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1296px) 100vw, 1296px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-47317\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La verdesca, Prionace glauca &#8211;\u00a0 photo credit Mark Conlin<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando alla <strong><span style=\"color: #008000;\">verdesca<\/span><\/strong> questa \u00e8 una delle specie di squali pi\u00f9 diffuse, presente in tutti gli oceani. Nonostante trascorra la maggior parte della sua vita in ambienti pelagici, questa specie si pu\u00f2 trovare anche nelle acque costiere. Lo studio evidenzia che l&#8217;andamento storico sulla presenza di squalo azzurro nelle acque italiane \u00e8 molto simile a quello dello squalo volpe. Entrambe le specie offrono infatti una moderata resilienza alla pressione di pesca. Tuttavia, pu\u00f2 anche essere correlato al degrado degli ambienti marini, poich\u00e9 studi recenti hanno dimostrato che questi squali sono fortemente minacciati dalla presenza di inquinamento chimico e di detriti di plastica. <strong><span style=\"color: #008000;\">Negli ultimi 70 anni questa specie \u00e8 stata considerata rara ed \u00e8 stata classificata come vulnerabile (VU)<\/span><\/strong><\/p>\r\n<figure id=\"attachment_47318\" aria-describedby=\"caption-attachment-47318\" style=\"width: 1355px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-47318 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Canesca-Galeorhinus-galeus.jpg\" alt=\"\" width=\"1355\" height=\"599\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Canesca-Galeorhinus-galeus.jpg 1355w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Canesca-Galeorhinus-galeus-300x133.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Canesca-Galeorhinus-galeus-1024x453.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Canesca-Galeorhinus-galeus-768x340.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Canesca-Galeorhinus-galeus-1200x530.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1355px) 100vw, 1355px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-47318\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo squalo Canesca, Galeorhinus galeus<\/span><\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo <strong><span style=\"color: #008000;\">squalo galeo,<\/span><\/strong> noto anche come <strong><span style=\"color: #008000;\">cagnesca<\/span><\/strong>, \u00e8 una specie bento-pelagica che mostra una distribuzione prevalentemente costiera, essendo presente sulla piattaforma continentale e sui versanti superiori, mentre si trova anche al largo per le sue estese migrazioni. Dall&#8217;inizio del XIX secolo fino ai primi decenni del XX secolo, quando lo sforzo di pesca italiano si concentr\u00f2 sulla costa, questa specie era considerata piuttosto comune. Il suo netto declino inizi\u00f2 alla fine della seconda guerra mondiale, probabilmente indotto dall&#8217;espansione della pesca commerciale e dal progresso delle tecnologie di pesca nelle acque italiane, con conseguente maggiore pressione di pesca su questa specie. Le fonti sono concordi che il suo declino negli ultimi 70 anni lo abbia localmente estinto nel Mar Tirreno ed \u00e8 raramente catturato nello Stretto di Sicilia. <strong><span style=\"color: #008000;\">E&#8217; attualmente classificato come in pericolo critico (CR) nelle acque italiane<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, lo studio afferma che la conoscenza storica pu\u00f2 migliorare la conservazione attuale su queste specie di squali in quanto i dati storici forniscono informazioni essenziali per comprendere meglio gli effetti antropici sugli ecosistemi marini e sviluppare piani di gestione e conservazione per ridurre l&#8217;attuale impatto sui condritti. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere ottenuto mediante una pesca pi\u00f9 consapevole, attuata tramite buone pratiche di pesca, il rilascio di esemplari ancora vivi catturati accidentalmente e riducendo l\u2019inquinamento.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno studio interessante non solo per i biologi marini che, per la sua completezza, invito a leggere in originale.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINAPERIODO: XX-XXI SECOLOAREA: MAR MEDITERRANEOParole chiave: biodiversit\u00e0, condritti, conservazione, pesca, ecologia storica, Mar Mediterraneo. 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