{"id":46950,"date":"2019-06-24T00:05:37","date_gmt":"2019-06-23T22:05:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=46950"},"modified":"2026-06-29T18:56:35","modified_gmt":"2026-06-29T16:56:35","slug":"laviazione-imbarcata-italiana-1940-1943-parte-iv-di-gianluca-bertozzi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/46950","title":{"rendered":"L&#8217;aviazione imbarcata italiana 1940-1943  &#8211; parte IV di Gianluca Bertozzi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: aviazione di marina<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La trasformazione del ROMA e dell&#8217;AUGUSTUS<\/span><\/strong><br \/>\nNel settembre del 1942 nei Cantieri Ansaldo di Genova ebbero inizio i lavori trasformazione in portaerei dei due transatlantici <strong><span style=\"color: #008000;\">ROMA <\/span><\/strong>e<strong><span style=\"color: #008000;\"> AUGUSTUS<\/span><\/strong>. Inizialmente si prevedeva di trasformarle entrambe in portaerei di squadra da chiamarsi <strong><span style=\"color: #008000;\">AQUILA<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">FALCO<\/span><\/strong>, la seconda con una linea di volo di 98 caccia ad ali ripiegabili. Di fatto l\u2019impossibilit\u00e0 per la Germania di fornire catapulte e cavi d\u2019arresto, obblig\u00f2 ad intraprendere la conversione del <strong><span style=\"color: #008000;\">FALCO<\/span><\/strong> in una portaerei di scorta che assunse poi il nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">SPARVIERO<\/span><\/strong>. Nella sua versione finale la portaerei <strong><span style=\"color: #008000;\">AQUILA<\/span><\/strong> avrebbe dovuto dislocare 27.800 tonnellate (a pieno carico), con 232 metri di lunghezza, trenta di larghezza e 7,3 di altezza. La nave sarebbe stata dotata di 4 turboriduttori Belluzzo con 8 caldaie \u00abRm\u00bb capaci di sviluppare una potenza totale di 151.000 cavalli e di imprimere allo scafo la ragguardevole velocit\u00e0 massima di 30 nodi con un&#8217;autonomia di 5.500 miglia a 18 nodi e di 1.580 a 29 nodi. L&#8217;armamento difensivo sarebbe stato decisamente adeguato e composto da 8 pezzi da 135\/45 (non \u00e8 chiaro se a doppio scopo), dodici nuovissimi pezzi antiaerei a tiro rapido da 65\/54 e ben 132 mitragliere pesanti, anch&#8217;esse antiaeree, da 20\/65. La nave avrebbe avuto in dotazione due elevatori e due catapulte e sarebbe stata equipaggiata con 51 caccia bombardieri monomotori <strong><span style=\"color: #008000;\">Reggiane Re 2001<\/span><\/strong> (elevabile a 66 se dotati di ali ripiegabili).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32458 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Re2001_86f.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Re2001_86f.jpg 806w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Re2001_86f-300x176.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Re2001_86f-768x450.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Reggiane Re 2001<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;equipaggio sarebbe stato composto da 1.420 tra ufficiali, marinai, avieri e piloti che di <strong><span style=\"color: #008000;\">fatto non divennero mai disponibili. <\/span><\/strong><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f0ed69;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"text-align: justify; text-transform: none; line-height: 1.5; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; display: inline !important;\">L\u2019espediente di trasformare navi passeggeri \u00e8 pi\u00f9 che comprensibile, tecnicamente parlando: la velocit\u00e0 e la capacit\u00e0 di carico erano sufficienti, e la nave presentava un abbondante bordo libero (l&#8217;altezza sopra la linea di galleggiamento). Di contro era sempre una nave passeggeri di costruzione leggera, con standard mercantili e non nata per resistere a danni in combattimento. <\/span><\/span><\/strong><\/span><b><\/b><i><\/i><u><\/u><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente anche la protezione era tutta da costruire: vennero installate controcarene e posizionate protezioni leggere e piastre di cemento armato per risparmiare l&#8217;acciaio della cintura. La nave che ne venne fuori era simile esteticamente alla <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Ark Royal<\/span><\/strong>, ma non aveva sufficienti protezioni per i depositi ed\u00a0 i motori. Con l&#8217;armistizio dell\u20198 settembre 1943 l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">AQUILA<\/span><\/strong> era pronta al 90% per lo scafo ed il\u00a0 motore ed al 70% per l\u2019allestimento. Tutto avvenne almeno 6, forse 12 mesi prima che potesse entrare in servizio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32488\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Pianta_e_profilo_sparviero.jpg\" alt=\"\" width=\"1115\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Pianta_e_profilo_sparviero.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Pianta_e_profilo_sparviero-300x112.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1115px) 100vw, 1115px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">disegno costruttivo dello Sparviero<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">SPARVIERO<\/span> <\/strong>era una nave molto pi\u00f9 modesta e a pi\u00f9 bassa priorit\u00e0, e nonostante si trattasse di un progetto meno impegnativo, era in maggior ritardo.\u00a0 La trasformazione del transatlantico &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">AUGUSTUS<\/span><\/strong>&#8221; riprendeva il progetto semplificato del 1935, prima &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">FALCO<\/span><\/strong>&#8221; e poi &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">SPARVIERO<\/span><\/strong>&#8220;. Alla fin fine si sarebbe dovuto ricavare una portaerei di scorta, dotata di un solo hangar con due ascensori e chiuso al di sopra con un ponte di volo Per il lancio degli aerei erano previste almeno due catapulte. La dotazione aerea prevista era di 34 caccia oppure 16 caccia e 9 bombardieri\/siluranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32459 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sparviero.jpg\" alt=\"\" width=\"599\" height=\"291\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sparviero.jpg 745w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sparviero-300x146.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sparviero-680x330.jpg 680w\" sizes=\"auto, (max-width: 599px) 100vw, 599px\" \/>Non si conoscono nel dettaglio le modifiche al progetto originale del 1936 ma si ha ragione di ritenere che il ponte di volo avrebbe raggiunto l\u2019estrema prua; sarebbe stata creata una piccola struttura ad isola sulla dritta nella zona centro-prodiera e modificata non solo la disposizione ma anche il numero e il calibro delle armi anti nave ed antiaeree imbarcate. Da alcuni documenti del gennaio 1943 risulta, infatti, che l&#8217;armamento avrebbe dovuto articolarsi su otto impianti singoli da 135\/45 mm, dodici da 65\/64 mm a.a. e ventidue mitragliere da 20 mm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-32489\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/390px-RN_Sparviero.jpg\" alt=\"\" width=\"777\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/390px-RN_Sparviero.jpg 389w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/390px-RN_Sparviero-300x151.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 777px) 100vw, 777px\" \/>I lavori di conversione iniziarono a Genova nei <strong><span style=\"color: #008000;\">cantieri Ansaldo<\/span><\/strong> nel settembre 1942, ma poich\u00e9 erano stati portati avanti molto a rilento, al momento dell&#8217;armistizio gli unici segni visibili erano la rimozione delle vecchie sovrastrutture e l\u2019istallazione dell\u2019isola. L&#8217;apparato motore sarebbe rimasto quello originale, in grado di spingere l&#8217;unit\u00e0 ad una velocit\u00e0 di circa 18\/20 nodi. Nel corso dei lavori di trasformazione vennero asportate le sovrastrutture, il cassero, i ponti e le cabine superiori. Le fiancate vennero dotate di corazza in lamiera d&#8217;acciaio e venne realizzato un ponte di volo in acciaio ad alto spessore per il decollo e l&#8217;atterraggio degli aerei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Progetto RN BOLZANO<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel dicembre 1942, si pens\u00f2 di ricostruire radicalmente il Bolzano, che era stato pesantemente danneggiato durante la battaglia di mezz\u2019agosto, demolendo e sostituendo le sovrastrutture, eliminando i cannoni del calibro principale e trasformando l\u2019incrociatore in \u201cnave lancia-aerei\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-32491\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bolzano-.png\" alt=\"\" width=\"1370\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bolzano-.png 1370w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bolzano--300x84.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bolzano--768x216.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bolzano--1024x288.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bolzano--1200x337.png 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1370px) 100vw, 1370px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cnuovo\u201d Bolzano avrebbe avuto un ponte di volo che si estendeva da prora estrema fino al fumaiolo poppiero, con due catapulte Heinkel ai lati della sua estremit\u00e0 prodiera; la sovrastruttura prodiera con la plancia sarebbe stata rimossa, cos\u00ec come il fumaiolo prodiero, che sarebbe stato sostituito da due fumaioli gemelli, posti a lati del ponte di volo. Due caldaie sarebbero state eliminate, e la disposizione delle altre otto modificata in modo tale da ricavare spazio per quattro stive di carico. L\u2019armamento, interamente sistemato a poppa, sarebbe consistito in dieci cannoni contraerei da 90\/50 mm e venti mitragliere binate da 37 mm (o 20\/65 mm). Il dislocamento sarebbe divenuto di 9000 tonnellate standard e 11.000 a pieno carico. Essendo una <strong><span style=\"color: #008000;\">nave \u201clancia-aerei\u201d<\/span><\/strong> (non si sarebbe trattato di una portaerei propriamente detta) gli aerei non avrebbero potuto atterrare a bordo. Il ponte di volo sarebbe stato utilizzato solamente per far decollare gli aerei (di qui il termine \u201clancia-aerei\u201d), che, dopo aver portato a termine la loro missione, sarebbero dovuti atterrare in una base aerea a terra. Non era previsto un hangar; gli aerei sarebbero stati sistemati sul ponte di volo, pronti al lancio. Per quanto sopra, il Bolzano sarebbe stato impiegato per fornire un minimo di copertura aerea alla squadra da battaglia ed ai convogli, nonch\u00e9 in missioni veloci di trasporto verso il Nord Africa, per trasportare e lanciare aerei da trasferire in Africa Settentrionale. La dotazione di aerei sarebbe consistita in dodici caccia <strong><span style=\"color: #008000;\">Reggiane Re 2001<\/span><\/strong> di tipo \u201cultra alleggerito\u201d OR (ma si pens\u00f2 anche ai Fiat G50 Bis OR ed ai Fiat G50B). Ma non se ne fece nulla: il progetto di trasformazione venne scartato nel febbraio 1943.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32504\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/390px-Foch-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1105\" height=\"606\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/390px-Foch-1.jpg 390w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/390px-Foch-1-300x165.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1105px) 100vw, 1105px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;incrociatore francese Foch si autoaffond\u00f2 per non finire in mano ai Tedeschi. Lo scafo fu in seguito riportato a galla dalle truppe italiane il 16 aprile 1943, ma le pessime condizioni ne sconsigliarono un ripristino come unit\u00e0 combattente e il relitto fu immediatamente inviato alla demolizione<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Progetto FOCH<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel gennaio 1943 era stato messo allo studio anche un progetto per la trasformazione in portaerei, probabilmente sulle linee della <strong><span style=\"color: #008000;\">RN Bolzano<\/span><\/strong> in versione lancia aerei, dell&#8217;incrociatore pesante francese <strong><span style=\"color: #008000;\">Foch<\/span><\/strong>, catturato a Tolone nel novembre 1942, ma non ebbe seguito per la cattive condizioni dell&#8217;unit\u00e0, che fu inviata alla demolizione non ritenendo utile la riparazione nemmeno per un impiego come incrociatore.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte IV\u00a0 &#8211; continua<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>si ringrazia l&#8217;ufficio storico della Marina Militare e gli autori delle collezioni per il materiale fotografico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32302\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32303\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32307\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/46950\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32309\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe portaerei italiane di Michele Cosentino<br \/>\nLa portaerei italiana di Achille Rastelli<br \/>\nTempesta sul Ponte di volo di Carlo de Risio<br \/>\nLe navi di linea italiane &#8211; Ufficio storico della Marina Militare<br \/>\nMussolini e i suoi generali di John Gooch<br \/>\nLa guerra italiana sul mare. La Marina tra vittoria e sconfitta, 1940-1943 Giorgio Giorgerini<br \/>\nStoria dell&#8217;aviazione navale in Italia Ufficio storico della Marina Militare<br \/>\nIl generale del Genio Navale Filippo Bonfiglietti di Michele Cosentino<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: aviazione di marina &nbsp; La trasformazione del ROMA e dell&#8217;AUGUSTUS Nel settembre del 1942 nei Cantieri Ansaldo di Genova ebbero inizio i lavori trasformazione in portaerei dei due transatlantici ROMA e AUGUSTUS. 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