{"id":46890,"date":"2019-01-07T00:10:40","date_gmt":"2019-01-06T23:10:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=46890"},"modified":"2026-04-26T10:36:48","modified_gmt":"2026-04-26T08:36:48","slug":"parte-ii-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/46890","title":{"rendered":"Il mistero dell&#8217;affondamento della corazzata Giulio Cesare &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff; font-size: 8pt;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MEDITERRANEO, MAR NERO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Giulio Cesare, corazzata<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La resa<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nA seguito delle clausole armistiziali, il 9 settembre 1943, il Comandante Carminati, comandante del Cesare, ricevette l&#8217;ordine del Re di consegnarsi alle forze britanniche a Malta insieme al resto della flotta. La nave venne riarmata in fretta e, dopo avere reimbarcato le munizioni, usc\u00ec con un equipaggio ridotto insieme alla torpediniera Sagittario ed alla corvetta Urania.<\/p>\n<figure id=\"attachment_27017\" aria-describedby=\"caption-attachment-27017\" style=\"width: 1068px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-27017\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/cesare-lascia-pola.png\" alt=\"\" width=\"1068\" height=\"475\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/cesare-lascia-pola.png 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/cesare-lascia-pola-300x134.png 300w\" sizes=\"(max-width: 1068px) 100vw, 1068px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-27017\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il Cesare lascia Pola &#8211; ufficio storico della marina militare<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">A<\/span><br \/>\nAll&#8217;uscita dal porto di Pola un sommergibile tedesco cerc\u00f2 di silurarla, ma l&#8217;immediato intervento della Regia torpediniera Sagittario lo costrinse ad accostare durante il lancio, facendogli mancare il bersaglio. Il Cesare, che aveva poco carburante,\u00a0 ricevette\u00a0 l&#8217;ordine di dirigere verso Cattaro per rifornirsi di nafta per raggiungere Malta. L&#8217;equipaggio, che era all&#8217;oscuro degli ordini ricevuti, incominci\u00f2 a sospettare qualcosa e, alle 22:30 del 9 settembre, all&#8217;altezza di Ancona, chiese al <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante Carminati<\/span><\/strong> di chiarire le sue intenzioni. Il Comandante fu evasivo e l\u2019equipaggio, ancora memore dei colleghi morti a Punta Stilo, decise di ammutinarsi. Gruppi di uomini armati si impossessarono della nave, il comandante venne rinchiuso nella sua cabina, mentre gli ufficiali rimasti con lui vennero rinchiusi nel locale timoneria di poppa. Il Direttore di Macchina, il <strong><span style=\"color: #008000;\">maggiore del Genio Navale Fornasari<\/span><\/strong>, dispose di aumentare la velocit\u00e0 facendo rotta verso Ortona e cominciarono i preparativi per l&#8217;autoaffondamento con la sistemazione di cariche esplosive intorno alle \u201cprese a mare\u201d e nel locale caldaia.<br \/>\nIl comandante Carminati, dopo una notte di trattative con gli ammutinati, assicur\u00f2 che la sosta a Cattaro sarebbe stata solo tecnica, dando la sua parola d&#8217;onore che, in caso di consegna ad una potenza straniera, avrebbe dato lui stesso\u00a0 l&#8217;ordine di affondare la nave. La nave prosegu\u00ec la sua rotta verso Cattaro e nel pomeriggio respinse un attacco aereo tedesco condotto da una formazione di Junkers Ju 87, i famosi Stuka. Subito dopo fu ricevuto l&#8217;ordine di dirigersi su Taranto. Una destinazione troppo lontana da raggiungere senza rifornirsi, e nel canale di Otranto il\u00a0 Cesare rest\u00f2 senza nafta. Alla deriva, in balia delle onde,\u00a0 la corazzata fu raggiunta e rimorchiata da una nave inglese fino a\u00a0 Taranto dove arriv\u00f2 l\u201911 settembre. La nave raggiunse la base navale quando gli Alleati avevano gi\u00e0 preso possesso della citt\u00e0 ed il Comandante Carminati ordin\u00f2 lo sbarco dei componenti dell&#8217;equipaggio pi\u00f9 compromessi con l&#8217;ammutinamento (che per\u00f2 non ebbero gravi conseguenze penali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019ammutinamento del Giulio Cesare non fu l\u2019unico.<\/span> <\/strong>La sera dell&#8217;8 settembre, quando il ministro della Marina de Courten annunci\u00f2 alle basi di La Spezia e di Taranto l&#8217;armistizio e diede l&#8217;ordine del Re di far dirigere la <strong><span style=\"color: #008000;\">Flotta per Malta<\/span><\/strong> per consegnarsi ai Britannici,\u00a0 gli equipaggi della regia flotta si rivoltarono; in quelle concitate ore c&#8217;era chi proponeva di lanciarsi in un ultimo disperato combattimento, chi di autoaffondarsi. Una situazione frutto della gran confusione causata da un armistizio che non era stato preceduto da chiari ordini.<\/p>\n<figure id=\"attachment_27019\" aria-describedby=\"caption-attachment-27019\" style=\"width: 1579px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-27019 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Malta1.jpg\" alt=\"\" width=\"1579\" height=\"1391\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Malta1.jpg 1579w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Malta1-300x264.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Malta1-768x677.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Malta1-1024x902.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Malta1-1200x1057.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1579px) 100vw, 1579px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-27019\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la flotta italiana internata a Malta dopo l&#8217;armistizio &#8211;\u00a0ufficio storico della marina militare<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver fatto rifornimento di nafta, il 12 settembre il Giulio Cesare ripart\u00ec per Malta, insieme alla nave appoggio idrovolanti Miraglia, per riunirsi al resto della flotta.\u00a0In ottemperanza alle clausole armistiziali la bandiera italiana non venne ammainata e l&#8217;equipaggio italiano rimase a bordo delle navi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un destino inglorioso<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAl termine della guerra, in ottemperanza alle clausole del trattato di pace, la corazzata venne ceduta all&#8217;Unione Sovietica, come risarcimento dei danni di guerra. La Commissione tripartita alleata raggiunse nel 1948 un accordo per la distribuzione delle navi da guerra italiane: l&#8217;URSS ottenne la corazzata Giulio Cesare, l&#8217;incrociatore leggero Emmanuele Filiberto Duca D&#8217;Aosta, i cacciatorpediniere Artigliere e Fuciliere, le torpediniere Animoso, l&#8217;Ardimentoso e il Fortunale, i sommergibili Marea e Nichelio e il Cristoforo Colombo (nave a vela gemella dell\u2019Amerigo Vespucci).<\/p>\n<figure id=\"attachment_27004\" aria-describedby=\"caption-attachment-27004\" style=\"width: 1071px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-27004\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1329478486_novorossiysk_14.jpg\" alt=\"\" width=\"1071\" height=\"775\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1329478486_novorossiysk_14.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1329478486_novorossiysk_14-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1329478486_novorossiysk_14-768x556.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1071px) 100vw, 1071px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-27004\" class=\"wp-caption-text\">Giulio Cesare, ora <strong><span style=\"color: #008000;\">Novorossiysk, <\/span><\/strong>nel 1950 &#8211; <strong><a href=\"https:\/\/www.lasegundaguerra.com\/viewtopic.php?t=9310\">RMI Giulio Cesare [Acorazado] &#8211; La Segunda Guerra Mundial<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 9 dicembre 1948, il Giulio Cesare lasci\u00f2 il porto di Taranto, dove era rientrato dopo Malta, e il 15 dicembre arriv\u00f2 nel porto albanese di Vlera.\u00a0 Il 3 febbraio 1949 la gloriosa nave fu consegnata al <strong><span style=\"color: #008000;\">contrammiraglio Levchenko<\/span><\/strong> ed il 6 febbraio la bandiera della Marina sovietica fu issata a riva. Il 26 febbraio la vecchia corazzata raggiunse <strong><span style=\"color: #008000;\">Sebastopoli,<\/span><\/strong> nel Mar Nero e, per ordine del Comandante della flotta del Mar Nero, il 5 marzo 1949 la nave fu rinominata Novorossiysk.\u00a0L&#8217;equipaggio russo fu addestrato alla conduzione della nuova, si fa per dire, unit\u00e0 e, nell&#8217;agosto del 1949, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Novorossiysk<\/span><\/strong> prese parte alle prime manovre come nave ammiraglia. In seguito, dal 1949 al 1955, la corazzata fu modificata imbarcando nuovi armamenti, munizionamento e sistemi di comunicazione sovietici. Le vecchie turbine italiane furono sostituite con delle nuove prodotte nella fabbrica di Kharkov. Nel maggio del 1955, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Novorossiysk<\/span><\/strong> si un\u00ec alla flotta del Mar Nero ed alla fine di ottobre prese parte a delle esercitazioni navali complesse. La nave, che mostrava i suoi anni, rientr\u00f2 a Sebastopoli il 28 ottobre 1955 e si ormeggi\u00f2 alla boa su un fondale fangoso di 17 metri. Ho specificato questi due fattori perch\u00e9 torneranno utili nella seconda parte dell&#8217;articolo nella quale cercheremo di ricostruire ci\u00f2 che successe quella terribile notte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;esplosione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDalle fonti aperte, al momento dell&#8217;esplosione, il comandante della corazzata, <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano di 1\u00b0 grado Kukhta<\/span><\/strong>, era assente da bordo e il comando era stato assunto dal comandante in seconda, <strong><span style=\"color: #008000;\">il comandante di 2\u00b0 grado Khurshudov<\/span><\/strong>. Secondo i registri di bordo una parte dell&#8217;equipaggio era in licenza ed erano imbarcati nuovi rimpiazzi, giovani cadetti e soldati dell&#8217;Accademia Navale sovietica.<\/p>\n<figure id=\"attachment_27005\" aria-describedby=\"caption-attachment-27005\" style=\"width: 1071px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-27005\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1329478527_novorossiysk_24.jpg\" alt=\"\" width=\"1071\" height=\"785\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1329478527_novorossiysk_24.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1329478527_novorossiysk_24-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1329478527_novorossiysk_24-768x563.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1329478527_novorossiysk_24-220x161.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 1071px) 100vw, 1071px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-27005\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dopo l&#8217;esplosione<\/span> <a href=\"https:\/\/topwar.ru\/11428-linkor-novorossiysk-tayna-gibeli.html\">\u041b\u0438\u043d\u043a\u043e\u0440 \u00ab\u041d\u043e\u0432\u043e\u0440\u043e\u0441\u0441\u0438\u0439\u0441\u043a\u00bb &#8211; \u0442\u0430\u0439\u043d\u0430 \u0433\u0438\u0431\u0435\u043b\u0438 (topwar.ru)<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 29 ottobre, alle 01:31 avvenne una potente esplosione a dritta sotto la prua della nave. L&#8217;esplosione provoc\u00f2 una falla nello scafo e danni su una superficie stimata intorno a 340 metri quadrati su una sezione di 22 metri di lunghezza. La nave fu rimorchiata in una zona poco profonda con i rimorchiatori.<\/p>\n<figure id=\"attachment_27003\" aria-describedby=\"caption-attachment-27003\" style=\"width: 1083px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-27003\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1299590275_novor3.jpg\" alt=\"\" width=\"1083\" height=\"891\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1299590275_novor3.jpg 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1299590275_novor3-300x247.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1083px) 100vw, 1083px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-27003\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dopo l&#8217;esplosione<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/topwar.ru\/11428-linkor-novorossiysk-tayna-gibeli.html\">\u041b\u0438\u043d\u043a\u043e\u0440 \u00ab\u041d\u043e\u0432\u043e\u0440\u043e\u0441\u0441\u0438\u0439\u0441\u043a\u00bb &#8211; \u0442\u0430\u0439\u043d\u0430 \u0433\u0438\u0431\u0435\u043b\u0438 (topwar.ru)<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comandante in capo della Flotta del Mar Nero, <strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Pakhomenko<\/span><\/strong> ed il capo di Stato Maggiore della flotta, <strong><span style=\"color: #008000;\">Vice Ammiraglio Chursin <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">ed<\/span>\u00a0il <strong><span style=\"color: #008000;\">vice-ammiraglio membro del Consiglio militare Kulakov<\/span><\/strong> raggiunsero la corazzata. La situazione apparve subito critica e la nave in breve incominci\u00f2 ad inclinarsi raggiungendo i 17 gradi. Un valore molto alto in quanto il suo valore di inclinazione critico era di 20 gradi. Sia Parkhomenko che Kulakov negarono il permesso di evacuare i marinai non impiegati nel controllo dei danni. In pochi minuti avvenne il dramma. La nave incominci\u00f2 a ruotare velocemente fino a capovolgersi. Alcune decine di persone riuscirono a spostarsi verso le barche e le navi vicine, ma centinaia di altri marinai saltarono dal ponte direttamente in acqua. Molti rimasero all&#8217;interno della corazzata che affondava e centinaia di persone cadute in acqua furono risucchiate perdendo la vita. Alle 4:14 del mattino, il Novorossiysk, raggiunse i 20 gradi, oscill\u00f2 a dritta e si appoggi\u00f2 sul lato sinistro. In questa posizione rimase per diverse ore prima di scomparire completamente sott&#8217;acqua. Le vittime dichiarate furono 609 persone di cui circa 100 persone perirono direttamente a causa dell&#8217;esplosione e dell&#8217;allagamento dei compartimenti interni. Il resto perse la vita durante il capovolgimento della corazzata e nei momenti successivi. Alcuni di loro sopravvissero per circa due ore chiedendo disperatamente aiuto, battendo sulle lamiere interne. Poi, secondo le dichiarazioni dei sommozzatori di soccorso, non si sentirono pi\u00f9 colpi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La Commissione di inchiesta<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNell&#8217;estate del 1956, iniziarono i lavoro di sollevamento della corazzata che furono completati alla fine di aprile del 1957. La nave emerse di chiglia, il 4 maggio 1957, e il 14 maggio fu rimorchiata nella Baia dei Cosacchi, dove fu raddrizzata. Per accertare la causa della violenta esplosione fu formato un comitato governativo, guidato dal vice presidente del Consiglio dei ministri dell&#8217;URSS, ministro dell&#8217;industria navale, colonnello generale del corpo ingegneristico <strong><span style=\"color: #008000;\">Vyacheslav Malyshev<\/span><\/strong>, un ingegnere di grande esperienza che, gi\u00e0 nel 1946, dopo aver esaminato i disegni del Giulio Cesare, aveva raccomandato agli alti ranghi di rifiutarne l&#8217;acquisizione a causa della sua vetust\u00e0. Il 17 novembre, il rapporto finale fu presentato al Comitato Centrale del Partito Comunista dell&#8217;Unione Sovietica.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/MARINA-RUSSA-640px-Nikolai_Kuznetsov_3.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-RUSSA-640px-Nikolai_Kuznetsov_3.jpg\" width=\"1070\" height=\"1352\" \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Nikolai Gerasimovich Kuznetsov (1904-1974) &#8211; ammiraglio della flotta dell&#8217;Unione Sovietica<\/span><\/span> &#8211; Fonte <\/span><\/strong><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ministero della Difesa della Federazione Russa <\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Nikolai_Kuznetsov_3.jpg\">Nikolai Kuznetsov 3.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento parlava di un\u2019esplosione subacquea esterna causata da una carica esplosiva equivalente a 1.000-1.200 kg di tritolo, probabilmente dovuta ad una mina tedesca della seconda guerra mondiale che era rimasta sul fondo fangoso della baia. Gli Ufficiali in Comando furono inizialmente degradati ed allontanati. La vittima maggiore fu il <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante in Capo della Marina sovietica<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio N. G. Kuznetsov<\/span><\/strong>, che fu sospeso dal suo incarico. Alcuni videro nella destituzione un modo &#8220;elegante&#8221; per allontanarlo dall&#8217;incarico. Una cosa interessante fu che, sebbene il rapporto dell\u2019inchiesta del Comitato identificasse nel dettaglio i responsabili delle poco efficaci azioni di contenimento dell&#8217;affondamento, non diede alcuna certezza su quale fosse stata la causa del disastro.\u00a0 Nella III ed ultima parte proveremo ad analizzare le possibili teorie sull&#8217;affondamento.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine della II parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt;\"><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia<\/span><\/span><\/strong><br \/>\n&#8211; Wikipedia, articoli vari<br \/>\n&#8211; <em>Warship<\/em>, ed. 2007 Conway (da pag. 139 a 152) di Stephen McLaughlin.<br \/>\n&#8211; <em>The Demise of the Battleship Novorossiysk: Five Theories di Sergei Karamaev<\/em> (trad. inglese)<br \/>\n&#8211; <em>Chi affond\u00f2 la corazzata? <\/em>Corriere della Sera, 8 aprile 1992, p. 28. di Santevecchi Guido,<br \/>\n&#8211; <em>Italian battleship Giulio Cesare<\/em> <a href=\"http:\/\/military.wikia.com\/wiki\/Italian_battleship_Giulio_Cesare\">LINK<\/a><br \/>\n&#8211; <em>Il mistero della corazzata russa: fuoco, fango e sangue<\/em> di Luca Ribustini<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff; font-size: 8pt;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/26442\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/46890\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/26450\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: MEDITERRANEO, MAR NERO parole chiave: Giulio Cesare, corazzata . La resa A seguito delle clausole armistiziali, il 9 settembre 1943, il Comandante Carminati, comandante del Cesare, ricevette l&#8217;ordine del Re di consegnarsi alle forze britanniche a Malta insieme al resto della flotta. 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