{"id":46772,"date":"2018-10-28T00:29:24","date_gmt":"2018-10-27T22:29:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=46772"},"modified":"2025-05-29T17:41:06","modified_gmt":"2025-05-29T15:41:06","slug":"riccardo-grazioli-lante-della-rovere-un-eroe-della-guerra-italo-turca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/46772","title":{"rendered":"Riccardo Grazioli Lante della Rovere, un eroe della guerra italo-turca"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: white;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"font-family: 'Georgia',serif; color: green;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><span style=\"font-family: 'Georgia',serif;\"><br \/>\n<strong><span style=\"font-family: 'Georgia',serif; color: green;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"font-family: 'Georgia',serif; color: green;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Riccardo Grazioli Lante della Rovere, guerra italo turca<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanti anni fa, un mio Comandante mi disse che &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">gli eroi servono in tempo di guerra, in tempo di pace servono i professionisti<\/span><\/strong>&#8220;. Sinceramente non ne sono ancora sicuro in quanto gli eroi sono da sempre tutti coloro che si dedicano agli altri, senza chiedere nulla in cambio, anche a rischio della propria vita, mentre la professionalit\u00e0 dovrebbe essere una caratteristica comune di tutti coloro che lavorano. Un esempio \u00e8 il personale sanitario che, con grande professionalit\u00e0, opera con mille difficolt\u00e0 per la nostra salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi parler\u00f2 di un eroe di guerra, forse poco conosciuto, a cui \u00e8 intitolata una caserma della marina militare a Roma, <strong><span style=\"color: #008000;\">Riccardo Grazioli Lante della Rovere<\/span><\/strong>. La sua storia l&#8217;ho ritrovata su un <strong><span style=\"color: #008000;\">Bollettino d&#8217;Archivio dell&#8217;Ufficio Storico della Marina Militare<\/span> <\/strong>che riporta compiutamente la sua breve ma eroica vita di questo ufficiale della Regia Marina Italiana che credo meriti di essere raccontata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-46791 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/riccardo-grazioli-lante-della-rovere-3.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"831\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Chi fu Riccardo Grazioli Lante della Rovere<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl giovane Grazioli, all\u2019et\u00e0 di 17 anni, nonostante da piccolo fosse stato affetto da mal di mare, volle entrare nella <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Accademia Navale<\/span><\/strong> gi\u00e0 sita nella citt\u00e0 di Livorno, per frequentare i corsi normali per ufficiali del corpo di stato maggiore. Era il 1904 e la Regia Marina italiana gi\u00e0 solcava i mari del mondo, dalla Cina al Sud America, fornendo un supporto sostanziale alla politica estera del nuovo Regno d&#8217;Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da subito Grazioli si applic\u00f2 negli studi con grande volont\u00e0. Un suo ufficiale ai corsi ricord\u00f2 che \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">la sua riuscita non poteva essere dubbia \u2026 e \u2026 mai diede luogo alla pi\u00f9 piccola lagnanza, ma solo ad elogi<\/span><\/strong>.\u201d Si racconta che a bordo del regio <strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore Amerigo Vespucci<\/span><\/strong>, durante la prima crociera addestrativa, era tanta la voglia di darsi da fare che un giorno, un ufficiale, accortosi delle mani piagate per l\u2019intenso lavoro con i cavi di manovra, dovette \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">obbligarlo a farsi medicare e a tenersi a riposo<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-46776 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/3538C_RN_Amerigo_Vespucci_1882_incrociatore_foto_Ernesto_Burzagli-1924.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"566\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/3538C_RN_Amerigo_Vespucci_1882_incrociatore_foto_Ernesto_Burzagli-1924.jpg 850w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/3538C_RN_Amerigo_Vespucci_1882_incrociatore_foto_Ernesto_Burzagli-1924-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/3538C_RN_Amerigo_Vespucci_1882_incrociatore_foto_Ernesto_Burzagli-1924-768x511.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">RN incrociatore Amerigo Vespucci 1882, foto Ernesto Burzagli 1924<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Estremo Oriente<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDopo l\u2019uscita dall\u2019Accademia Navale, a novembre del 1907, con il grado di guardiamarina, fu imbarcato sulla <strong><span style=\"color: #008000;\">regia nave da battaglia Regina Margherita<\/span><\/strong> ma la vita a bordo della nave ammiraglia non lo soddisfaceva, o almeno non appagava la sua voglia di apprendere e di viaggiare, e cos\u00ec fece richiesta di destinazione all\u2019estero.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-46779 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/nave-regina-margherita.jpg\" alt=\"\" width=\"942\" height=\"561\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/nave-regina-margherita.jpg 942w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/nave-regina-margherita-300x179.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/nave-regina-margherita-768x457.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 942px) 100vw, 942px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Nave da battaglia Regina Margherita (Fototeca Ufficio Storico della Marina Militare italiana)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda fu accolta, e Grazioli fu destinato sul <strong><span style=\"color: #008000;\">regio ariete torpediniere Vesuvio<\/span><\/strong>, allora di stanza nei mari della Cina. Il giovane ufficiale arriv\u00f2 a destinazione nell\u2019aprile del 1908. A bordo del Vesuvio, e anche nei periodi di licenza per proprio conto, ebbe modo di vedere e conoscere paesi e genti delle isole giapponesi, della penisola indocinese e della Siberia, oltre che della Cina. In quei mari navig\u00f2 fra i monsoni e i tifoni, con il clima tropicale opprimente e con il freddo del Nord, ma era entusiasta dei nuovi orizzonti e pass\u00f2 \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">le ore vuote delle lunghe navigazioni senza approdo, studiando le lingue straniere, Egli che gi\u00e0 conosce perfettamente il francese, l\u2019inglese ed il tedesco<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-46782 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/regio-ariete-torpediniere-Vesuvio.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"602\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/regio-ariete-torpediniere-Vesuvio.jpg 900w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/regio-ariete-torpediniere-Vesuvio-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/regio-ariete-torpediniere-Vesuvio-768x514.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regio ariete torpediniere Vesuvio in una cartolina dell&#8217;epoca<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il <strong><span style=\"color: #008000;\">Vesuvio<\/span><\/strong> fu richiamato in patria, Grazioli chiese di essere trasferito sull\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ariete torpediniere Puglia<\/span><\/strong>, uno dei tanti progetti del <strong><span style=\"color: #008000;\">generale del Genio Navale Edoardo Masdea<\/span><\/strong>. La nave era stata progettata per il servizio stazionario nelle colonie ed oltremare, e di conseguenza era poco adatta ai servizi di squadra, ma ottima per quelli in mari lontani. Lo scafo aveva un rivestimento in legno ricoperto di lastre di zinco per sopportare lunghe campagne coloniali e navigazione nei mari tropicali. La nave, che oggi possiamo vedere al Vittoriale di D&#8217;Annuzio, avrebbe sostituito in Estremo Oriente il Vesuvio. La voglia d\u2019avventura e di conoscenze di Grazioli non sembr\u00f2 appagarsi e, quando anche il Puglia fu richiamato in Italia, cerc\u00f2 in tutti i modi di restare in Cina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-46778 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ariete-torpediniere-puglia.jpg\" alt=\"\" width=\"934\" height=\"528\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ariete-torpediniere-puglia.jpg 934w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ariete-torpediniere-puglia-300x170.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ariete-torpediniere-puglia-768x434.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 934px) 100vw, 934px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regio ariete torpediniere Puglia (Fototeca Ufficio Storico della Marina Militare italiana)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La richiesta ebbe esito positivo, e alla partenza del Puglia, nel 1909, il Grazioli fu destinato alla Guardia della legazione italiana. In questo periodo, fra le altre attivit\u00e0, Grazioli effettu\u00f2 un viaggio in Manciuria e complet\u00f2 gli studi delle lingue russa e cinese. Promosso sottotenente di vascello nel maggio 1911, fu richiamato in patria, dove giunse nell\u2019agosto dello stesso anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;imbarco sul Marco Polo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nA settembre, durante la licenza, fu richiamato per imbarcarsi sul <strong><span style=\"color: #008000;\">regio<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">ariete corazzato Marco Polo<\/span><\/strong>, una delle numerose unit\u00e0 che nel settembre 1911 erano state riarmate nella previsione di un conflitto armato contro l\u2019Impero Ottomano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-46777 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ariete-corazzato-marco-polo.jpg\" alt=\"\" width=\"801\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ariete-corazzato-marco-polo.jpg 801w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ariete-corazzato-marco-polo-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ariete-corazzato-marco-polo-768x552.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 801px) 100vw, 801px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regio ariete corazzato Marco Polo (Fototeca Ufficio Storico della Marina Militare italiana)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo le direttive impartite dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Aubry<\/span> <\/strong>il 27 settembre il Marco Polo fu assegnato all\u2019Ispettorato Siluranti, comandato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">contrammiraglio Luigi di Savoia, duca degli Abruzzi<\/span><\/strong>. Il Ministero della Marina fece uscire da Taranto il Marco Polo affinch\u00e9 si portasse davanti San Giovanni di Medua (sulla costa nord dell\u2019Albania), nel cui porto erano in corso operazioni d\u2019imbarco di contingenti ottomani (uomini, cavalli e armi) sul <strong><span style=\"color: #008000;\">piroscafo turco S\u2019abah<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Guerra italo turca<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa guerra era iniziata ma sul Marco Polo, dotato di apparati radio di non elevata potenza, non se n\u2019era a conoscenza perch\u00e9 era stato perso il contatto radio con la <strong><span style=\"color: #008000;\">stazione RT di Santa Maria di Leuca<\/span><\/strong>. In una lettera di Grazioli, del 16 ottobre 1911, iniziata e mai inviata, si legge che \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">il Marco Polo, giunse in zona &#8230; dando poi fondo davanti San Giovanni di Medua, accanto al Sabah, passando due notti. All\u2019albeggiare del secondo mattino il Lombardia ci avverte della dichiarazione di guerra, ed abbiamo catturato senz\u2019altro il piroscafo<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Dal piroscafo turco di 1380 t e con 33 membri d\u2019equipaggio, nel frattempo, erano stati fatti sbarcare uomini e armamenti, e cos\u00ec gli uomini del Marco Polo trovarono solo pochi militari, la cassa con i fondi destinati alle truppe ottomane e 550 t di carbone. Il Marco Polo scort\u00f2 poi il piroscafo turco fino a Brindisi, dove fu preso in carico dalla Capitaneria di Porto. Dopo gli scontri vittoriosi di Prevesa e Gomenizza e le direttive politiche di non intervento, per \u201cconvenienza politica\u201d, contro sistemazioni a terra nei territori ottomani nei Balcani, la guerra in Adriatico fu limitata alla sorveglianza delle acque a sud di Otranto e alla lotta al contrabbando di guerra, cosicch\u00e9 alcune unit\u00e0, compreso il Marco Polo,\u00a0 dell\u2019Ispettorato Siluranti furono riassegnate ad altri comandi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 12 ottobre 1911, il grosso del convoglio (19 piroscafi) con a bordo il personale, e i mezzi del corpo di spedizione del R. Esercito, al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Carlo Caneva,\u00a0 <\/span><\/strong>giunsero a Tripoli, con altre unit\u00e0 della <strong><span style=\"color: #008000;\">2a Divisione della II Squadra<\/span><\/strong>, cui si erano aggiunti la <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata Ammiraglio di Saint Bon<\/span><\/strong> e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Polo<\/span><\/strong>. Lo stesso giorno, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Aubry<\/span> <\/strong>eman\u00f2 nuove direttive riassegnando le forze navali e il Marco Polo fu assegnato alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Divisione Navi Scuola della II Squadra Navale<\/span><\/strong>, con base a Tripoli. I compiti affidati alla Divisione navale prevedevano le operazioni di sbarco delle truppe, dei servizi e dei materiali, la protezione del corpo di occupazione in Tripolitania, il mantenimento delle comunicazioni con l\u2019Italia, e l\u2019occupazione di altre localit\u00e0 costiere, secondo le disposizioni del generale Caneva, comandante supremo delle forze italiane in Tripolitania.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-46783 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1901-Incrociatore-corazzato-Varese.jpg\" alt=\"\" width=\"997\" height=\"704\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1901-Incrociatore-corazzato-Varese.jpg 997w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1901-Incrociatore-corazzato-Varese-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1901-Incrociatore-corazzato-Varese-768x542.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 997px) 100vw, 997px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regio incrociatore corazzato Varese<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Homs<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl 17 ottobre, il Marco Polo fu inviato a cooperare con l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore corazzato Varese<\/span><\/strong> e la <strong><span style=\"color: #008000;\">torpediniera d\u2019alto mare Arpia<\/span><\/strong> nel bombardamento di Homs, iniziato il giorno prima a seguito della mancata accettazione della resa delle autorit\u00e0 ottomane. All\u2019alba del 18 ottobre il Marco Polo arriv\u00f2 davanti Homs e, secondo le direttive del Varese, inizi\u00f2 il bombardamento delle postazioni nemiche, che continu\u00f2, a intervalli, fino alle 18:00 del pomeriggio, quando inizi\u00f2 a sventolare una bandiera bianca. Cessato il fuoco, alcuni notabili della citt\u00e0 richiesero l\u2019intervento degli italiani per bloccare i saccheggi che erano iniziati dopo la frettolosa partenza dei turchi. Ne segu\u00ec, nei giorni successivi, lo sbarco dei tre battaglioni dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">8\u00b0 Reggimento Bersaglieri<\/span><\/strong>, giunti a bordo dei piroscafi Liguria, Orione, Rio Amazones e Solunto. Una volta attestate a terra le truppe del R. Esercito, le unit\u00e0 italiane rientrarono a Tripoli, a meno del Marco Polo, che rimase in zona pronto a fornire supporto alle forze a terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi giorni dopo, il <strong><span style=\"color: #008000;\">colonnello Giovanni Maggiotto<\/span><\/strong>, comandante dell\u20198\u00b0 Reggimento Bersaglieri, decise di eseguire un\u2019avanzata a ovest di Homs, allo scopo di occupare il Margheb, un\u2019altura a 4 km dalla citt\u00e0, da cui poter controllare l\u2019accesso principale a Homs per chi proveniva dall\u2019interno della regione. Al Marco Polo fu richiesto l\u2019invio della batteria delle forze da sbarco, che sarebbe stata sistemata sull\u2019altura, una volta occupata. L\u2019operazione si svilupp\u00f2 il 23 ottobre, e sull\u2019altura furono posizionati tre cannoni da 76 mm N2 con i rispettivi retrotreni, smontati e portati a spalla da marinai e bersaglieri, poich\u00e9 non vi erano strade di accesso alla sommit\u00e0, e i quattro muli a disposizione trasportavano le cassette di munizioni.\u00a0La postazione della Regia Marina, comandata dal <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Corrado Corradini Bartoli<\/span><\/strong> del Marco Polo, cos\u00ec come le posizioni presidiate dai bersaglieri furono sottoposte a un violento fuoco nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di vascello Maffeo Scarpis<\/span><\/strong>, comandante del Marco Polo, cos\u00ec descrisse gli avvenimenti di quel giorno: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Durante il combattimento del 23 Ottobre, essendosi i bersaglieri spinti molto innanzi, facendo fuoco in varie direzioni, incaricai il sottotenente di Vascello Grazioli, di recarsi a terra per chiedere al Colonnello [Maggiotto] ed al Sotto Tenente di Vascello Corradini\u00a0 informazioni sulla posizione occupata dal nemico &#8230; Giunto a terra, e saputo, che il Colonnello si trovava molto lontano, sulla linea del fuoco, il Signor Grazioli\u00a0 si diede subito alla ricerca di un cavallo, ed appena avutolo, part\u00ec al galoppo direttamente per il Margheb. Appena giunto in detta localit\u00e0, egli osserv\u00f2 personalmente le posizioni nemiche, e poi attraversando sempre al galoppo la linea del fuoco, si port\u00f2 dal Colonnello, per avere informazioni sulle posizioni dei nostri. Ritornato a bordo, quando seppi che egli aveva in cos\u00ec breve tempo, compiuto la missione affidatagli, in modo cos\u00ec completo ed intelligente, gli feci i pi\u00f9 vivi elogi in presenza del Comandante in 2a e lo incaricai di ritornare a terra per attingere nuove informazioni.<\/span><\/em><\/strong>&#8220;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-46785\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Tripoli-Italiana-in-una-cartolina-depoca-www.lavocedelmarinaio.com_.jpg\" alt=\"\" width=\"846\" height=\"528\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Tripoli-Italiana-in-una-cartolina-depoca-www.lavocedelmarinaio.com_.jpg 574w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Tripoli-Italiana-in-una-cartolina-depoca-www.lavocedelmarinaio.com_-300x187.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 846px) 100vw, 846px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Batteria della Regia Marina a Tripoli cartolina d&#8217;epoca da <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.lavocedelmarinaio.com\/2019\/04\/21-4-1887-riccardo-grazioli-lante-della-rovere\/\">www.lavocedelmarinaio.com<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, le notizie sulle posizioni relative delle forze italiane e nemiche permisero al Marco Polo di riprendere il fuoco con efficacia, consentendo alle truppe di poter rientrare nelle proprie linee di difesa attorno a Homs, senza subire ulteriori danni. Il rapporto prosegue:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Nel recarsi per la seconda volta a terra, il Signor Grazioli, venuto a conoscenza che il Comandante della batteria era stato ferito e trasportato all\u2019Ospedale, affid\u00f2 la missione che aveva ricevuta all\u2019aspirante guardiamarina di comandata nella barca a vapore, e fattosi sellare un cavallo da carabiniere, part\u00ec al galoppo, per rimpiazzare il collega ferito. Egli raggiunse la batteria ai piedi del Margheb, quando le truppe si ritiravano e quando gi\u00e0 cominciava ad imbrunire. Alcuni oggetti appartenenti alla batteria non erano stati ancora ritirati dal colle; la gente era esausta dalle fatiche e dal digiuno, ed era anche un po\u2019 disorientata per la mancanza del Comandante e del capopezzo Meloni; il terreno, oltremodo accidentato, rendeva difficilissimo il trasporto di un carico pesante, eppure la nostra batteria rientr\u00f2 quella sera in citt\u00e0 completa, e con tutti gli accessori, e se nulla fu perduto o dimenticato, il merito principale spetta, senza dubbio, all\u2019energia ed alla ferrea volont\u00e0 spiegata in quella circostanza dal Sotto Tenente di Vascello Grazioli.<\/span><\/em><\/strong>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazioli, infatti, incontr\u00f2 gli uomini della batteria che stavano ripiegando su Homs; dopo averli rincuorati, si accorse che non tutti i pezzi erano stati portati via dalla postazione sull\u2019altura. Con alcuni uomini, and\u00f2 sul Mergheb e recuper\u00f2 il materiale, un avantreno di un cannone e altri pezzi, raggiungendo poi gli uomini della batteria, sotto il fuoco nemico. Grazioli rimase e riorganizz\u00f2 la batteria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-46784 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/mario-signanini-284x300.jpg\" alt=\"\" width=\"843\" height=\"890\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/mario-signanini-284x300.jpg 284w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/mario-signanini.jpg 477w\" sizes=\"auto, (max-width: 843px) 100vw, 843px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">2\u00b0 capo cannoniere Emilio Signanini<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di quei pochi giorni, durante i quali svolse le mansioni di comandante di batteria, uno degli addetti, il <strong><span style=\"color: #008000;\">2\u00b0 capo cannoniere Emilio Signanini<\/span><\/strong>, descrisse in una lettera del 10 novembre 1912, indirizzata al padre di Grazioli, l&#8217;instancabile opera del figlio, che non dormiva di notte per vegliare alla loro difesa, condividendo il suo vitto, e sempre interessandosi del loro benessere al punto da essere considerato &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">una persona sacra per cui tutti avremmo dato la vita<\/span><\/strong>&#8220;. Nella stessa trincea dove era sistemata la batteria della Marina, era sistemato anche un plotone di bersaglieri al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente Luigi De Martini<\/span><\/strong>. Il 28 ottobre, le forze turche e indigene attaccarono violentemente le postazioni italiane; durante la sparatoria, De Martini fu colpito mortalmente, e Grazioli assunse il comando del plotone, inviando un biglietto, scritto a matita, al colonnello Maggiotto:\u00a0 &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Colonnello Maggiotto, (il) <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">Tenente De Martini ucciso sulla mia trincea. Ho preso la direzione del suo plotone. La pregherei, se possibile, inviarmi qualche uomo sulle ali e possibilmente un ufficiale. Ho sospeso il fuoco per risparmiare munizioni. <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">Grazioli<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-46780 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/rappresentazione-pittorica-di-grazioli.jpg\" alt=\"\" width=\"932\" height=\"629\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/rappresentazione-pittorica-di-grazioli.jpg 932w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/rappresentazione-pittorica-di-grazioli-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/rappresentazione-pittorica-di-grazioli-768x518.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 932px) 100vw, 932px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la morte del STV Grazioli, Homs, 28 ottobre 1911. rappresentazione pittorica di Grazioli colpito a morte durante l\u2019attacco nemico alle postazioni italiane. (Fototeca U.S.M.M.)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attacco del nemico continu\u00f2. Grazioli, nel cercare d\u2019individuare meglio dove indirizzare i tiri della batteria, si espose alla fucileria nemica, e, mentre stava impartendo ordini, fu colpito mortalmente alla testa da tre pallottole. Nella citata lettera, <strong><span style=\"color: #008000;\">Signanini<\/span><\/strong> scrisse: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Il signor Grazioli era morto. Non abbiamo pianto: gli eroi non si piangono, non si piange chi come il nostro ufficiale muore sul campo dell\u2019onore per la gloria d\u2019Italia \u2026<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul luogo della battaglia, su ordine del comandante Scarpis, i marinai del Marco Polo eressero subito un cippo funerario, con blocchi di granito e una colonna romana presa dalle rovine di Leptis Magna. Il 30 ottobre il feretro del valoroso ufficiale, ricevuti gli onori militari solenni sotto bordo della nave Marco Polo veniva imbarcato sulla nave ospedale Regina Margherita. A Tripoli la salma fu poi trasbordata sul piroscafo Enrichetta ed il 2 novembre sbarcata a Napoli, e quindi trasferita a Roma dove, alla presenza del Ministro della Guerra, del Ministro della Marina, di rappresentanti di Casa Savoia, e delle massime autorit\u00e0 politico-militari si svolse una maestosa cerimonia funebre. Il feretro, avvolto dalla bandiera della regia nave Marco Polo, venne sepolto al cimitero del Verano a Roma, nella cappella di famiglia. La sua morte fu pianta da tutta l\u2019Italia e numerosi poeti scrissero odi in memoria di questo purissimo eroe. Lo stesso Gabriele D\u2019Annunzio, nella sua composizione poetica \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">La canzone dei trofei<\/span><\/strong>\u201d, ne pianse la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riccardo Grazioli Lante della Rovere, un giovane eroe che perse la vita tra le sabbie libiche credendo nel senso del dovere e della Patria.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nFonti<\/span><\/strong><br \/>\n&#8211; Bollettino d&#8217;Archivio dell&#8217;Ufficio Storico della Marina Militare &#8211; Settembre 2012, articolo dell&#8217;amm. St\u00e9phan Jules Buchet<br \/>\n&#8211; AA.VV., In memoria di Riccardo Grazioli Lante della Rovere, Roma, Tipografia del Senato, 1912.<br \/>\n&#8211; articoli ANMI<br \/>\n&#8211; Wikipedia<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Riccardo Grazioli Lante della Rovere, guerra italo turca . 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