{"id":4631,"date":"2015-11-09T08:00:37","date_gmt":"2015-11-09T08:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=4631"},"modified":"2023-05-05T21:27:19","modified_gmt":"2023-05-05T19:27:19","slug":"malta-2015-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/4631","title":{"rendered":"Reportage: Spedizione Malta 2015 &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: REPORTAGE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Malta<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Terzo giorno<\/span><\/strong><br \/>\nIl tempo sta cambiando, il vento sta aumentando e minaccia di piovere.&nbsp;Ci dirigiamo nuovamente a Gozo, nella zona delle antiche saline, a nord di Marsalforn, che vennero&nbsp;utilizzate dagli abitanti di Gozo sin dall&#8217;epoca romana.&nbsp;Le saline sono sparse in tutta l&#8217;isola ma quelle di&nbsp;Xwejni, sulla costa settentrionale di Gozo, poco distanti dalla localit\u00e0 di Marsalforn sono ancora oggi utilizzate per la raccolta del sale prodotto dall&#8217;acqua del mare. Scavate nella roccia della costa, le saline rappresentavano un tempo la prima industria dell\u2019isola.&nbsp;In antichit\u00e0, il sale marino era utilizzato come moneta di scambio in tutto il bacino del Mediterraneo, tanto che i soldati romani ricevevano una razione di sale come retribuzione per i loro servizi (da cui il &#8220;salarium&#8221;, l&#8217;odierno salario).&nbsp;Dalla baia di Xwejni continuiamo sulla strada costeggiando la costa arida e rocciosa.&nbsp;Incontriamo un affollato parcheggio vicino alle antiche saline scavate nel calcare fossilifero.&nbsp;I punti di immersione che vogliamo esplorare. Sono ambedue in prossimit\u00e0 del Reqqa point.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/malta-parte-II-IMG_2096-e1446745636182.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4646 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/malta-parte-II-IMG_2096-e1446745636182.jpg\" alt=\"malta parte II IMG_2096\" width=\"600\" height=\"338\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ingresso in acqua tramite una scaletta praticamente verticale<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nL\u2019entrata non \u00e8 facile \u2026 bisogna&nbsp;raggiungere delle scalette verticali, ancorate alla scogliera, dopo aver zigzagato tra le saline. La preoccupazione \u00e8 che un aumento improvviso del vento da NW ci accolga alla nostra uscita rendendo l\u2019uscita decisamente pi\u00f9 impegnativa.<br \/>\nPer precauzione mi porto una cimetta con un moschettone per legare, in caso di emergenza, la macchina fotografica alla scaletta. Scendiamo in un mare di \u2026 meduse (Pelagia noctiluca) e cerchiamo subito il fondo \u2026 la discesa \u00e8 rapida fino ai 30 metri dove osserviamo molti saraghi e qualche cernia, anche di buone dimensioni.&nbsp;Le pareti presentano una biodiversit\u00e0 notevole: <strong><span style=\"color: #008000;\">Parazoanthus axinellae<\/span><\/strong> e spugne di mille colori si offrono a delle belle&nbsp; macro. Scendiamo ancora verso i 40 metri il buio diventa intenso e si avverte il cambio di temperatura dovuto al &nbsp;termoclino. Come sapete&nbsp; il termoclino \u00e8 lo strato di passaggio termico tra lo strato di superficie e lo strato di acqua pi\u00f9 profonda.&nbsp;Lo strato di rimescolamento superficiale (mixed layer) \u00e8 normalmente in prossimit\u00e0 della superficie dove la temperatura \u00e8 costante a causa del rimescolamento dovuto al moto ondoso. Raggiunta la quota di termoclino, la temperatura diminuisce rapidamente alla temperatura dell&#8217;acqua profonda, che si mantiene stabile nel corso dell\u2019anno non essendo influenzata dalla radiazione solare. Il termoclino lo si avverte intorno ai 30 metri con una temperatura di 23 gradi \u2026 ci si pu\u00f2 stare &#8230; In seguito mi diranno che quest\u2019anno le temperature dell\u2019acqua sono state anomale anche per una regione meridionale come&nbsp; Malta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/vermDSC_9020-1-e1446745890996.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4651\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/vermDSC_9020-1-300x200.jpg\" alt=\"vermDSC_9020 -1\" width=\"581\" height=\"388\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Hermodice carunculata photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il primo salto tra i 20 ai 35 metri, &nbsp;il fondale \u00e8 caratterizzato da massi isolati dove si scorge in lontananza una cernia di grandi dimensioni. Si tratta di una <strong><span style=\"color: #008000;\">cernia bruna<\/span><\/strong>&nbsp;(<span style=\"color: #008000;\"><i><b>Epinephelus marginatus<\/b><\/i><\/span>), un <a title=\"Serranidae\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serranidae\">Serranidae<\/a> che vive comunemente nel Mar Mediterraneo&nbsp;ad una profondit\u00e0 variabile tra i 10 e i 50 metri (spingendosi fino ai 200), spesso vicino a fondali rocciosi e ricchi di grotte e fenditure dove si pu\u00f2 nascondere in caso di pericolo. Gli esemplari pi\u00f9 giovani vivono in prossimit\u00e0 della costa ed \u00e8 curioso vederne esemplari cos\u00ec grandi a meno di 50 metri dalla riva.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/malta-parte-2-e1446828827127.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4676 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/malta-parte-2-e1446828827127.jpg\" alt=\"malta parte 2\" width=\"600\" height=\"360\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">si discute su il da farsi .. da sn Paolo Mariottini, Fabio Acquaviva e Giorgio Mariottini &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rientrando verso la parete osserviamo un gruppo di saraghi fasciati che si nutrono voracemente delle meduse attaccandole da pi\u00f9 direzioni. Le pareti della scogliera sono praticamente verticali. La ricchezza di forme algali e di spugne \u00e8 notevole.&nbsp;Si osservano un gran numero di vermocani (<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Hermodice carunculata<\/em><\/span><\/strong> Pallas, 1766) che si attorcigliano su un riccio. Appartenenti alla classe dei policheti, questi animali si nutrono perlopi\u00f9 di animali in decomposizione; non \u00e8 raro trovare gruppi di vari vermocani intenti a cibarsi di carcasse di ricci e di pesci. Le loro setole bianche sono notevolmente urticanti e possono essere liberate per autodifesa e messe in circolazione dalle pompe di movimento.&nbsp;Il vento sta rinforzando ma decidiamo di tentare con la seconda immersione alla ricerca del <strong><span style=\"color: #008000;\">Chromodoris elegantula<\/span><\/strong>, un rarissimo nudibranco mediterraneo che ci \u00e8 stato segnalato in questa zona. La ricerca purtroppo non da risultati e la seconda immersione, al di l\u00e0 della bellezza del fondale, non ci offre incontri particolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La svolgiamo un centinaio di metri pi\u00f9 a sud; la discesa pur essendo effettuata tramite un&#8217;altra scaletta metallica \u00e8 pi\u00f9 agevole. La superficie del mare spumeggia e bisogna fare presto &#8230; ci dividiamo in due gruppi e scendiamo rapidamente \u2026 anche qui la scogliera \u00e8 pressoch\u00e9 verticale&nbsp; ed offre numerosi spunti per la fotografia \u2026 purtroppo &#8230; seguendo la legge di Murphy, il flash mi ha abbandonato per cui devo sfruttare la luce ambiente ed il mio illuminatore per cercare qualche macro.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma le sorprese non mancano: lo scheletro di un bovino giace quasi integro ai piedi della scogliera; probabilmente \u00e8 stato buttato a mare da qualche mercantile, le correnti lo hanno portato in costa e le creature del mare lo hanno ripulito. In prossimit\u00e0 dell&#8217;uscita noto la struttura di un\u2019altra scaletta (la precedente) abbandonata sul fondo casualmente orientata come da indicarci una graziosa grotta passante. La luce filtra dall&#8217;alto, si sta facendo tardi e dobbiamo uscire. La risacca sta aumentando e molti diving stanno rapidamente rassettando per rientrare alla base.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Quarto e quinto giorno<\/span><\/strong><br \/>\nIl quarto giorno il cattivo tempo ci ha fermato e ne abbiamo approfittato per visitare le fortificazioni di Medina e della Valletta. Lungo le strette stradine si incontrano i palazzi dei cavalieri dell\u2019ordine di San Giorgio. Non mancate la visita alla concattedrale di San Giovanni, che era stata adibita per oltre duecento anni a chiesa conventuale dell\u2019ordine dei cavalieri di San Giovanni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/parte-II-concattedrale.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4649\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/parte-II-concattedrale-207x300.jpg\" alt=\"parte II concattedrale\" width=\"575\" height=\"834\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/parte-II-concattedrale-207x300.jpg 207w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/parte-II-concattedrale-706x1024.jpg 706w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/parte-II-concattedrale.jpg 1181w\" sizes=\"(max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Concattedrale di San Giovanni, La Valletta &nbsp;&#8211; particolare del pavimento composto da oltre 400 lapidi di cavalieri &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel tempo i Gran maestri ed i Cavalieri donarono grandi opere d\u2019arte, rendendo questa chiesa un monumento unico e maestoso dell\u2019alto Barocco. Fa una certa impressione camminare sul pavimento, ci dicono costituito da oltre 400 lastre tombali. L&#8217;effetto degli intarsi dei marmi pregiati, indicanti gli stemmi dei cavalieri, \u00e8 straordinariamente pittorico. &nbsp; Ma ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere mancato \u00e8 la visita all&#8217;antico oratorio dove sono custodite due celebri opere di Michelangelo Merisi (1573-1610), l&#8217;artista milanese conosciuto come il Caravaggio. Il turbolento Merisi arrivo&#8217; a Malta &nbsp;nel 1607 per intercessione dei Principi Colonna ed entr\u00f2 in contatto con il gran maestro dell&#8217;ordine dei cavalieri di San Giovanni a cui il pittore fece anche un ritratto. Il suo obiettivo era diventare cavaliere dell&#8217;ordine per poter ottenere l&#8217;immunit\u00e0 necessaria a sfuggire alla condanna di decapitazione ordinata dal tribunale di Roma a seguito del delitto di un suo rivale in amore effettuato a Campo Marzio. Da un lato dell&#8217;oratorio si ammira il quadro della decollazione di San Giovanni Battista che esprime, con nudo realismo, la sua morte, richiesta da Salome ad Erode, \u00e8 resa ancora pi\u00f9 drammatica dall&#8217;uso del chiaroscuro che accentua l&#8217;incredibile realismo. Sulla parte opposta si pu\u00f2 ammirare un San Girolamo scrivente, di cui esiste una copia, sempre del Caravaggio, alla Galleria Borghese a Roma. In realt\u00e0 San Girolamo \u00e8 orientato diversamente: verso sinistra a Roma e verso destra a Malta. &nbsp;Inoltre quello dipinto a &nbsp;Malta appare molto pi\u00f9 &#8220;umano&#8221;, nella sua nudit\u00e0 asciutta e vigorosa. &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 molto da vedere ma &#8230; il tempo sta peggiorando e, sotto una pioggia insistente, ci rifuggiamo da <a href=\"http:\/\/www.nenuthebaker.com\/homedeit\">Nenu the Baker<\/a>, un ristorante tipico&nbsp;maltese costruito su di un vecchio forno in parte ancora visibile. Il locale&nbsp;(143, St Domenic Street, Valletta, Malta Tel: 22581535) offre un menu tradizionale di eccellente qualit\u00e0. Consiglio di prendere il menu turistico che copre molte specialit\u00e0 locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mattina del quinto giorno, un timido sole riappare anche se il vento e\u2019 sempre forte. Decidiamo di tornare a Gozo. La prima immersione \u00e8 sul relitto del MV Karwela, a Xatt l\u2019Ahmar (baia rossa). Si tratta di un traghetto da 500 tonnellate, di circa 48 metri di lunghezza, costruito nella Germania dell\u2019ovest nel 1957 e poi acquisito dai Maltesi per i loro trasferimenti. Arriv\u00f2 a Malta nel 1986 e fu affondato come il suo vicino, la MV Cominoland, per protezione dei fondali e per offrire nuovi punti di immersione ai subacquei, il 12 agosto del 2006. Ci immergiamo dalla costa e dirigiamo con rotta 170 verso il primo relitto che avviciniamo da poppa. La motonave Karwela giace su un fondale di 40 metri, appoggiata dolcemente in posizione verticale. La visibilit\u00e0 \u00e8 eccellente e troviamo una grande quantit\u00e0 di pesce: dentici, pesci pappagallo, saraghi di ogni tipo. Con Fabrizio Capaldo e Fabio Acquaviva scorriamo lungo le fianchi della nave, dal giardinetto al mascone, osservando il ponte di coperta. Per chi ha solcato il mare di mestiere&nbsp; \u00e8 una forte suggestione: chiss\u00e0 quanti marinai hanno lavorato su quel ponte di coperta, mantenendosi in equilibrio tra una rollata e l&#8217;altra. E&#8217; il connubio uomo-nave che solo chi ha navigato per tanti anni pu\u00f2 capire.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/karwela-DSC_8745-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4643 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/karwela-DSC_8745-1.jpg\" alt=\"karwela DSC_8745 -1\" width=\"1181\" height=\"786\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/karwela-DSC_8745-1.jpg 1181w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/karwela-DSC_8745-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/karwela-DSC_8745-1-1024x682.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1181px) 100vw, 1181px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">MV Karwela &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; un immersione molto suggestiva, su un relitto molto ben conservato che offre occasioni di foto ambiente&nbsp; ma anche di macro. Si rientra, anche se a malincuore, dal mascone di prora con rotta NW verso terra.&nbsp;La nostra seconda immersione del giorno prevede una ricerca sistematica su basso fondale; la effettuiamo poco lontano, circa cinquecento metri verso sud lungo la costa.&nbsp;Si entra in acqua da una scaletta posta al livello del mare e ci si immerge subito su un fondale basso caratterizzato da una florida prateria di Posidonia oceanica che appare sana e ben conservata. La posidonia \u00e8 una pianta endemica del Mediterraneo che forma praterie&nbsp;sottomarine di notevole importanza ecologica&nbsp;per la riproduzione delle specie ittiche&nbsp;ed esercita una notevole azione nella protezione della linea costiera dai fenomeni di erosione per idrodinamismo.&nbsp;Inoltre la salute del posidonieto \u00e8 considerata un buon indicatore biologico&nbsp;della qualit\u00e0 delle acque marine costiere. Non scorgo infiorescenze e stimo una densit\u00e0 foliare (circa 800 ciuffi&nbsp;a metro quadro) ad una profondit\u00e0 di circa 10 metri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4641\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSC_8818-1-300x200.jpg\" alt=\"DSC_8818 -1\" width=\"627\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSC_8818-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSC_8818-1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSC_8818-1.jpg 1181w\" sizes=\"(max-width: 627px) 100vw, 627px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">canale intermattes &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"alignnone\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nLa presenza di questo ecosistema \u00e8&nbsp;un occasione ghiotta per i nostri biologi, (ma non solo) di osservare e catalogare molti molluschi e scattare qualche foto. La caccia fotografica da buoni frutti e vengono osservate moltr cipree (Spurca), esemplari di Pinna nobilis, conchiglie di varie specie tra cui la bellissima <strong><span style=\"color: #008000;\">Cymatium parthenopea<\/span><\/strong> in una cavit\u00e0 tra le rocce. Ma del nostro ricercato numero uno, il Chromodoris elegantula nemmeno l&#8217;ombra. Solo qualche piccola flabellina tra le foglie di posidonia e, sotto un sasso, &nbsp;un <em>Dendrodoris&nbsp;grandiflor<\/em>a di discrete dimensioni (8 cm).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4655\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSC_8885-1zoomed-e1446752359905.jpg\" alt=\"DSC_8885 -1zoomed\" width=\"709\" height=\"493\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dendrodoris grandiflora &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"alignnone\" style=\"text-align: justify;\">Il nome nudibranchi&nbsp;sta a significare organismi con le branchie nude. Tutte le specie non possiedono la conchiglia e&nbsp;sono dotati di appendici cefaliche dette rinofori che hanno funzione sensoriale chemiorecettiva e tattile.&nbsp;Il sottordine dei&nbsp;doridini, a cui appartiene il <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Dendrodoris grandiflora&nbsp;<\/span><\/em><\/strong>&nbsp;\u00e8 il gruppo pi\u00f9 numeroso tra tutti i nudibranchi. Hanno una forma allungata, tutti presentano delle branchie a ciuffo&nbsp;e, sul capo, presentano le loro appendici sensoriali. Un bell&#8217;incontro dopo una lunga (90 minuti +) rilassante immersione, fatta al tramonto del sole, con i raggi che corrono paralleli alla superficie.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Sesto giorno<\/span><\/strong><br \/>\nLe condizioni meteorologiche &nbsp;(vento sempre forte) ci suggeriscono di fermarci a Cirkewwa, la localit\u00e0 da dove partono i traghetti per le altre isole dell&#8217;arcipelago. In prossimit\u00e0 di un antico semaforo \u00e8 stata organizzata dal governo maltese una banchina ben attrezzata con bagni, docce, comodi parcheggi e con ben tre ingressi in acqua per raggiungere due relitti affondati nel 2007: il rimorchiatore <em>Rozi<\/em> ed il pattugliatore <em>P29<\/em>. Sono certamente due belle immersioni da non perdere.<br \/>\nDall&#8217;altra parte del molo c\u2019\u00e8 il riempimento della zona commerciale da dove partono i traghetti&nbsp;per Gozo e la piccola Comino; nulla farebbe sospettare che poco lontano esista un reef ricco di fauna che offre sia a principianti sia ai subacquei esperti la possibilit\u00e0 di effettuare da riva delle belle immersioni. &nbsp;Tenetevi sulla sinistra e puntate sul parcheggio, sempre affollatissimo, occupato dai furgoni dei diving locali.<br \/>\nLa prima immersione la effettueremo sul relitto del rimorchiatore&nbsp;<em>Rozi;<\/em> si raggiunge entrando da un punto di ingresso posto proprio sotto l\u2019antico semaforo. Da quell&#8217;ingresso bisogna entrare con il passo da gigante e muoversi subito verso l\u2019esterno per togliersi dall&#8217;effetto della risacca. Ci dirigiamo in immersione per rotta 300 ed incontriamo subito una grossa ancora intorno ai 30 metri di profondit\u00e0. Proseguendo leggermente sulla dritta si raggiunge la prua del <em>Rozi<\/em>. Il relitto, come dicevo, \u00e8 ben conservato e ricchissimo di pesce che sembra essersi troppo abituato ad essere nutrito dai subacquei \u2026 una pessima abitudine che ci consente per\u00f2 di fare qualche buon scatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arrivati sulla poppa dirigiamo per 090 verso l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Adrian reef<\/span><\/strong> (scogliera&nbsp; che costeggia il molo di partenza) che risale fino ai 20 metri. Costeggiandolo si ritorna in prossimit\u00e0 del semaforo e quindi al punto di uscita. Consiglio di proseguire seguendo la costa fino al punto di uscita seguente. Questo consente di divertirsi &nbsp;attraversando piccole grotte passanti, dove si possono osservare aragoste e gamberi, e curiose conformazioni geologiche.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4657\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/mario-checchi-siul-p29.jpg\" alt=\"mario checchi siul p29\" width=\"710\" height=\"472\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/mario-checchi-siul-p29.jpg 526w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/mario-checchi-siul-p29-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 710px) 100vw, 710px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la finta mitragliatrice sulla prora del P29 &#8230; meglio fotografare pensa Mario Checchi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda immersione la facciamo sul relitto del <em>P29<\/em>, un pattugliatore di costruzione tedesca (Kondor class) che serv\u00ec dal 1997 al 2004 nella Marina Maltese e trov\u00f2 degna sepoltura, nell&#8217;agosto del 2007, in quelle acque ad una profondit\u00e0 di circa 38 metri.<br \/>\nUn bel relitto, ben conservato, che giace perfettamente appoggiato in assetto di navigazione sul fondo. Per raggiungerlo bisogna fare rotta 270 dall&#8217;ingresso\/uscita dell\u2019area chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">Suzie\u2019s pool<\/span><\/strong> (la troverete facilmente essendo quella a met\u00e0 del molo).<br \/>\nEntriamo comodamente in acqua dall&#8217;entry point centrale (rispetto al &nbsp;molo) &nbsp;e cerchiamo subito la profondit\u00e0. Passiamo davanti (sulla nostra destra) alla statua di un Madonnina protettrice dei subacquei, collocata in una fessura della scogliera, e dirigiamo con rotta 270 per circa 100 metri. Incontriamo sul fondo un cubo di cemento con una placca che ci conferma la nostra direzione. Dopo circa 5 minuti incontriamo la poppa del pattugliatore posta a circa 28 metri di profondit\u00e0. Nuotando verso prora incontriamo la plancia (ben conservata con il suo albero maestro) e la prora dove un falso cannoncino \u00e8 stato collocato per divertimento dei subacquei. Mario Checchi non resiste per una foto ricordo. Ancora ottime possibilit\u00e0 di foto ambiente e macro.&nbsp; Il rientro lo facciamo con rotta 130 raggiungendo prima il reef (il punto viene chiamato \u201cold man nose\u201d a causa della sporgenza che ricorda una protuberanza generosa) per poter dare un occhiata alle tante cavit\u00e0 che il posto ci offre. Immersione ancora una volta divertente che ci spinge il giorno dopo, ultimo giorno, a tornare&nbsp; lungo lo stesso reef&nbsp; per goderci fino all&#8217;ultimo le bellezze di Cirkewwa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSC_8872-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4642 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSC_8872-1.jpg\" alt=\"DSC_8872 -1\" width=\"1181\" height=\"786\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSC_8872-1.jpg 1181w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSC_8872-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSC_8872-1-1024x682.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1181px) 100vw, 1181px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Malta, photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra settimana \u00e8 trascorsa velocemente. Spero di avervi dato un \u201cappetizer\u201d di ci\u00f2 che questo arcipelago pu\u00f2 offrire.&nbsp;I servizi sono stati sempre ottimi ed i prezzi non molto dissimili di quelli delle strutture italiane; &nbsp;le persone che abbiamo incontrato sono state cordiali, disponibili e ci sono sembrate animate dallo stesso spirito mediterraneo che ci unisce&nbsp;in questo grande lago che chiamiamo Mare Nostrum.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Grazie Malta, torneremo presto.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima le antiche saline &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, . 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