{"id":45732,"date":"2019-07-25T00:10:58","date_gmt":"2019-07-25T00:10:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=45732"},"modified":"2025-09-22T20:13:19","modified_gmt":"2025-09-22T18:13:19","slug":"il-tiro-navale-nella-regia-marina-parte-ii-di-gianluca-bertozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45732","title":{"rendered":"Il tiro navale nella Regia Marina &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO&nbsp;<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: artiglieria navale, tiro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come spiegare allora il numero ridotto di colpi a segno?&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;elemento fondamentale per una corretta conduzione del tiro era che il personale avesse una profonda dimestichezza col materiale, che doveva essere affinata con quotidiane esercitazioni in bianco e frequenti a fuoco. Questo era necessario perch\u00e9 il personale arrivasse a una piena conoscenza delle caratteristiche del materiale e delle sue prestazioni, per garantire che fosse sempre completamente messo a punto. Tuttavia i tagli al bilancio dopo la guerra etiopica ed il fatto che le risorse fossero state concentrate nelle costruzioni navali aveva costretto a una riduzione delle esercitazioni in mare; cosa che comport\u00f2 una riduzione del livello addestrativo. Fu detto che &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Mussolini ci da i fondi per costruire le navi ma non per la vernice<\/span><\/strong>&#8221; per stigmatizzare che se c\u2019erano fondi per costruire navi mancavano le risorse per renderle operative.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33258\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Alberto_Da_Zara.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"701\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Alberto_Da_Zara.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Alberto_Da_Zara-300x248.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Alberto_Da_Zara-768x634.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Alberto_Da_Zara-1024x845.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Alberto Da Zara<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sull&#8217;addestramento si trova un riferimento nell\u2019autobiografia dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Alberto<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Da Zara<\/span><\/strong> che sostiene di aver sempre contrastato le prove di tiro fatte con navi ferme e con risparmio di proiettili, per di pi\u00f9 da esercitazione, anzich\u00e9 in movimento ed in condizioni realistiche con l\u2019uso di munizionamento da guerra. Nell&#8217;imminenza della guerra le esercitazioni ripresero e il livello addestrativo torn\u00f2 a salire. Ci vollero anni per risolvere le lacune che si erano create anche in altri settori lacunosi, come il controllo danni e la gestione delle emergenze. <strong><span style=\"color: #008000;\">Nei primi anni di guerra molte navi furono perse o danneggiate gravemente perch\u00e9 ci furono difficolt\u00e0 nelle operazioni di contenimento dei danni<\/span><\/strong>. Le esperienze acquisite portarono, a guerra avanzata, a salvare navi in condizioni disperate grazie all&#8217;affinamento delle procedure di emergenza ed alle accresciute capacit\u00e0 delle squadre di emergenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un altro punto interessante \u00e8 la modalit\u00e0 di combattimento. Le unit\u00e0 navali combatterono in maniera difforme da quanto era previsto.<\/span><\/strong><br \/>\nSecondo studi tedeschi e inglesi, condotti fra le due guerre, un ipotetico scontro nel mare del Nord tra unit\u00e0 maggiori sarebbe avvenuto con queste modalit\u00e0:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; avvistamento reciproco sui 25000 metri;<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; apertura del fuoco, per tarare cannoni e telemetri, a 23000 metri con la consapevolezza che sarebbe stato quasi impossibile colpire alcunch\u00e9 fino ai 20000 metri;<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; azione principale tra i 15000\/20000 metri (la battaglia dello stretto di Danimarca infatti avvenne tra i 20000 e i 14000 metri).<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">dottrina della Regia Marina<\/span><\/strong> invece prevedeva, date le migliori condizioni meteo del Mediterraneo, che le Littorio aprissero il fuoco a 24000 metri e le Cavour a 23000, con una distanza ottimale di tiro per entrambe tra i 19 e i 21000 metri (per gli incrociatori le distanze ottimali erano tra i 15000 ed i 17000 metri e per i caccia torpedinieri fra gli 11000 e i 13000 metri).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33254\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Incrociatore_Zara_-_Punta_Stilo.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"565\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Incrociatore_Zara_-_Punta_Stilo.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Incrociatore_Zara_-_Punta_Stilo-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">RN incrociatore Zara<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella pratica questo non successe quasi mai; a Punta Stilo si spar\u00f2 tra i 26.000 e i 24.000 metri,&nbsp; a Capo Teulada tra i 29.500 e i 33.500 metri e a Gaudo, l&#8217;ammiraglio Iachino, scrisse che l&#8217;azione di fuoco avvenne a 23.000 metri (anche se gli inglesi scrivono 29.000 metri). Da questo appare che le azioni di fuoco avvennero a distanze al di fuori da quelle per cui le armi erano state progettate, secondo previsioni razionali condivise in tutto il mondo, e che poi si volle addossare ai materiali la mancanza di risultati che era invece dovuta a un uso errato. Tale variazione aveva un razionale: ad esempio, a Punta Stilo, le distanze furono ridotte a distanze ragionevoli. I colpi a segno non mancarono durante la seconda Sirte (tra i 21.700 metri e i 9000) e la battaglia di Pantelleria (tra i 20.000 e i 4500 metri).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ultima notazione: affondare a cannonate una nave da guerra, anche non protetta, non era cos\u00ec facile. I danni all&#8217;opera morta potevano impedire a una nave di combattere piuttosto ma difficilmente erano tali da affondarla; ad esempio il cacciatorpediniere <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Aaron Ward<\/span><\/strong> il 3 maggio del 1945 fu colpito da sei Kamikaze e tre bombe da 250 kg subendo gravi danni ma &#8230; non affond\u00f2.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33243\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a>&nbsp; <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45732\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n&#8211;&nbsp; Il tiro navale italiano di Giuliano Colliva, Storia militare n. 199<\/p>\n<p>&#8211;&nbsp; Questioni di tiro &#8230; e altre. Le esercitazioni di tiro della Marina italiana e le artiglierie degli altri paesi&#8221;, Bollettino d&#8217;Archivio dell&#8217;Ufficio Storico della Marina Militare &#8211;&nbsp; Settembre e Dicembre 2003, marzo 2004<\/p>\n<p>&#8211;&nbsp; The Pacific War Online Encyclopedia voce Night Combat<\/p>\n<p>&#8211;&nbsp; L\u2019Operazione Gaudo e lo Scontro Notturno di Matapan di Francesco Mattesini<\/p>\n<p>&#8211;&nbsp; Tramonto di una grande Marina di Angelo Iachino<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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