{"id":45723,"date":"2019-06-10T00:02:24","date_gmt":"2019-06-09T22:02:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=45723"},"modified":"2025-11-06T21:05:45","modified_gmt":"2025-11-06T20:05:45","slug":"le-costruzioni-navali-italiane-1936-1945-parte-ii-di-gianluca-bertozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45723","title":{"rendered":"Le costruzioni navali italiane nel periodo dal 1936 al 1945 &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ARCHITETTURA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: costruzioni, armamenti, regia marina italiana<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le costruzioni navali<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI limiti economici e produttivi della guerra non furono pochi, ma l&#8217;industria cantieristica italiana espresse il massimo della sua capacit\u00e0 produttiva: un grande merito, da non dimenticare, va attribuito alle maestranze, ai tecnici e ai dirigenti dell&#8217;epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall&#8217;inizio della guerra sino alla data dell&#8217;8 settembre 1943, la cantieristica italiana lavor\u00f2 su 358.000 tonnellate di naviglio da guerra e la marina ricevette 81 nuove unit\u00e0 di prima linea, vale a dire una nave da battaglia, tre incrociatori, cinque caccia, 16 torpediniere, 29 corvette, 29 sommergibili per 156.307 tds complessive, elenco completato da 14 sommergibili tascabili, 27 Mas, 36 motosiluranti, 52 Vas e 95 MZ e 100 ML.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30871\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/cantiere-Monfalcone.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"542\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/cantiere-Monfalcone.jpg 480w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/cantiere-Monfalcone-300x181.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cantiere di Monfalcone<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non va sottovalutato l&#8217;apporto di lavoro di arsenali e cantieri nell&#8217;attrezzare numerose piccole unit\u00e0 da pesca e da diporto per compiti di dragaggio, di vigilanza e di scorta costiera da sbarco, nonch\u00e9 la trasformazione di un certo numero di navi mercantili in incrociatori ausiliari e navi ospedale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda la marina mercantile furono impostate 416.000 tsl di naviglio col completamento di 60 unit\u00e0 per 305.733 tsl (di cui 47 per 265.000 tsl impiegate durante la battaglia dei convogli) cui si aggiunsero alcune costruzioni per conto della Marina germanica e riparazioni per circa 400.000 tsl. Ovviamente questa produzione fu ridottissima rispetto a quella degli Stati Uniti e decisamente inferiore anche a quella dell\u2019impero Britannico e delle nazione dell&#8217;Asse alleate, Giappone e Germania. Tuttavia, considerato che la previsione prebellica pi\u00f9 ottimistica rappresentava le 55.000-60.000 tds come il massimo possibile, si pu\u00f2 dire che,\u00a0 anche se effettivamente prese il mare il 67% di quanto impostato, lo sforzo non fu trascurabile e fu per l&#8217;Italia un buon risultato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il residuo prebellico del carico di lavoro dei cantieri fu rappresentato dalla nave di battaglia <strong><span style=\"color: #008000;\">Roma<\/span> <\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\">Impero<\/span><\/strong> (poi bloccata), dagli otto incrociatori veloci della classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Capitani Romani<\/span><\/strong>&#8220;, dai 2 ex incrociatori siamesi ribattezzati <strong><span style=\"color: #008000;\">Etna<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Vesuvio<\/span><\/strong>, dall&#8217;avviso <strong><span style=\"color: #008000;\">Diana<\/span><\/strong> e dai quattro sommergibili da grande crociera della classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Cagni<\/span><\/strong>&#8220;. Un totale di 16 unit\u00e0 per 93.000 t, di cui furono completate nove unit\u00e0 per 63.000 tonnellate.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30870\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/RN_Diana.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"582\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/RN_Diana.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/RN_Diana-300x194.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regia nave Diana. Impostato nei cantieri di Fiume come panfilo di Benito Mussolini, allo scoppio della seconda guerra mondiale era ancora in costruzione e fu completato come avviso veloce ed adibito a vari usi, principalmente missioni di trasporto veloce di truppe e materiali sulle rotte della Libia e dell&#8217;Egeo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni della guerra molti lavori e risorse furono assorbiti dal riattamento della <strong><span style=\"color: #008000;\">nave da battaglia Cavour<\/span><\/strong> e per la <strong><span style=\"color: #008000;\">nave portaerei Aquila<\/span><\/strong>, e in minor misura per la seconda portaerei, lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Sparviero<\/span><\/strong> e la<strong><span style=\"color: #008000;\"> nave da battaglia Impero<\/span><\/strong>. Quattro unit\u00e0 navali, per circa 116.000 tds, che richiesero molti materiali e lavoro, non sempre sottratti ai lavori pi\u00f9 urgenti e necessari. Chi ne pag\u00f2 lo scotto maggiore fu il <strong><span style=\"color: #008000;\">Cavour<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30861\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/RN_Cavour-Napoli.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/RN_Cavour-Napoli.jpg 598w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/RN_Cavour-Napoli-300x138.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Nave Cavour alla parata di Napoli del 1938<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">costruzione della portaerei Aquila<\/span><\/strong>, ottenuta dalla trasformazione del transatlantico Roma, inizi\u00f2 lentamente nel 1941 ed i lavori furono accelerati dopo la battaglia di Capo Matapan. Due anni pi\u00f9 tardi, ormai a conflitto compromesso, venne impostata la <strong><span style=\"color: #008000;\">portaerei di scorta Sparviero<\/span><\/strong> per conversione della <strong><span style=\"color: #008000;\">motonave Augustus<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30680\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Portaerei_Aquila.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Portaerei_Aquila.jpg 750w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Portaerei_Aquila-300x141.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La portaerei Aquila, l&#8217;incompiuta<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla data dell\u2019armistizio l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Aquila<\/span><\/strong> era quasi pronta per le prove in mare ma fu abbandonata come i lavori dello Sparviero, la cui ricostruzione era appena abbozzata. In ogni caso anche se l&#8217;Aquila fosse stata completata, la sua operativit\u00e0 sarebbe stata molto lontana in quanto il reparto volo avrebbe richiesto anni per divenire operativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto probabilmente sarebbe stato meglio concentrare l\u2019impegno costruttivo sul naviglio leggero o accelerare il completamento della Roma e dell\u2019Impero, dato che cos\u00ec si sarebbero ottenute due moderne grandi unit\u00e0 impiegabili al posto di una vecchia unit\u00e0 con molte limitazioni operative e due portaerei inutilizzabili per anni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30869 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/regia-nave-Roma.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"714\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/regia-nave-Roma.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/regia-nave-Roma-300x179.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/regia-nave-Roma-768x457.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/regia-nave-Roma-1024x609.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Nave Roma<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;8 settembre 1943 undici cacciatorpediniere, diciassette torpediniere, trentadue corvette e ventinove sommergibili, senza contare il <strong><span style=\"color: #008000;\">Cavour<\/span><\/strong>, sette incrociatori leggeri e le due navi portaerei erano ancora in costruzione. Uno sforzo per l&#8217;Italia cantieristica e industriale davvero importante con una produzione nazionale mai raggiunta prima. Furono introdotte su ampia scala nuove tecniche costruttive quale l&#8217;impiego estensivo della saldatura degli scafi e delle sovrastrutture e quella dell&#8217;impiego di materiali leggeri compositi o meno. Nelle costruzioni militari furono privilegiati\u00a0 il naviglio di scorta e sottile, i sommergibili e il naviglio veloce da combattimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina italiana<\/span><\/strong>\u00a0torn\u00f2 al concetto dei cacciatorpediniere di elevato dislocamento, con le unit\u00e0 della classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Comandanti Medaglia d&#8217;Oro<\/span><\/strong>&#8221; da 2950 t e artiglierie da 135 mm. Ne furono previsti ben 20, ma si fece a tempo ad impostarne solo 9 e nessuno entro in servizio. Lo stesso fu per una parte dei caccia della seconda serie della classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Soldati<\/span><\/strong>&#8221; (impostati in sette ne entrarono in servizio solo cinque).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-30862\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ct-comandanti-medaglie-doro-prima-serie-1.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"899\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ct-comandanti-medaglie-doro-prima-serie-1.jpg 821w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ct-comandanti-medaglie-doro-prima-serie-1-284x300.jpg 284w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ct-comandanti-medaglie-doro-prima-serie-1-768x812.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dato che c&#8217;era necessit\u00e0 di cacciatorpediniere e la loro costruzione richiedeva tempi abbastanza lunghi, la Regia Marina torn\u00f2 ad una vecchia soluzione risalente alla prima met\u00e0 degli anni Trenta: affidare a numerose unit\u00e0 sottili veloci siluranti alcuni compiti dei caccia. Fu varato cos\u00ec il programma delle <strong><span style=\"color: #008000;\">torpediniere d&#8217;attacco della classe<\/span><\/strong> &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ariete<\/span><\/strong>&#8220;, di cui ne furono previste ben 42 (ne furono impostate 16 e completata solo una).Un impegno di grande rilevanza fu la costruzione di naviglio antisommergibile, una mancanza operativa tenendo conto che la Regia Marina possedeva solo quattro avvisi scorta. In tempo di guerra furono realizzati gli eccellenti avvisi scorta della classe &#8220;Ciclone&#8221; (sedici e completati quindici).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda le corvette va menzionata la classe &#8220;Gabbiano&#8221;. Ne furono programmate sessanta ma solo ventinove riuscirono a prendere il mare. Costruite per avere un&#8217;esistenza &#8220;spendibile&#8221; di sei mesi rimasero in servizio sino al 1981 con il loro ultimo esemplare, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ape<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, che venne impiegato anche nel dopoguerra dal COM.SUB.IN.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-30863 alignnone\" style=\"color: #444444;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/corvetta-ape.jpg\" alt=\"\" width=\"637\" height=\"501\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/corvetta-ape.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/corvetta-ape-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/corvetta-ape-768x605.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 637px) 100vw, 637px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le corvette classe Gabbiano, iniziarono ad entrare in servizio solo dall&#8217;ottobre 1942, e resero eccellenti servizi, essendo equipaggiate con efficienti armi &#8220;antisom&#8221;, apparati motori elettrici per la navigazione silenziosa, ecogoniometri ed un buon armamento antiaereo. Anche il naviglio minore veloce, come le vedette antisommergibili e,\u00a0 soprattutto le motosiluranti, ottennero buoni risultati, \u00a0superando i ridotti limiti d&#8217;impiego dei MAS. Le motosiluranti derivavano dai progetti e dalle esperienze delle Schnellboote tedesche, ma risultarono unit\u00e0 di cos\u00ec buone caratteristiche che alcune di esse, rimodernate, rimasero pienamente operative sino al 1978.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-30864\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Motozattera-MZ-Marinefahrprahm-RM044-tekening-1942.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Motozattera-MZ-Marinefahrprahm-RM044-tekening-1942.jpg 1600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Motozattera-MZ-Marinefahrprahm-RM044-tekening-1942-300x90.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Motozattera-MZ-Marinefahrprahm-RM044-tekening-1942-768x231.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Motozattera-MZ-Marinefahrprahm-RM044-tekening-1942-1024x308.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Motozattera-MZ-Marinefahrprahm-RM044-tekening-1942-1200x361.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Importante fu la costruzione, di progetto tedesco, delle numerose <strong><span style=\"color: #008000;\">motozattere &#8220;MZ&#8221;<\/span><\/strong> che, destinate all\u2019operazione di sbarco a Malta, svolsero un importante lavoro di traffico costiero lungo le coste dell&#8217;Africa settentrionale sino a ridosso delle prime linee, e poi nelle acque nazionali, rimanendo ancora in servizio per moltissimi anni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-30865\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/sommergibile-Platino.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/sommergibile-Platino.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/sommergibile-Platino-300x149.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/sommergibile-Platino-768x380.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settore del naviglio subacqueo, le costruzioni di guerra riguardarono l&#8217;impostazione o la raccolta di materiali per cinquantadue sommergibili: furono completati tredici battelli della classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Platino<\/span><\/strong>&#8220;, otto dei dodici impostati della classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Tritone<\/span><\/strong>&#8220;, ma nessuno dei quindici battelli impostati della classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Bario<\/span><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-30866 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/classe-tritone.jpg\" alt=\"\" width=\"689\" height=\"931\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/classe-tritone.jpg 444w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/classe-tritone-222x300.jpg 222w\" sizes=\"(max-width: 689px) 100vw, 689px\" \/>Tutti sommergibili da media crociera su cui era stato fatto tesoro delle esperienze di guerra dei battelli italiani e tedeschi. Per i tipi da grande crociera ci si rivolse a quelli destinati al trasporto di materiali tra le coste atlantiche della Francia e l&#8217;Estremo Oriente. Dei dodici battelli classe \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Romolo<\/span><\/strong>\u201d, avviati alla costruzione, solo due poterono essere completati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le realizzazioni costruttive furono dunque apprezzabili sia in numero sia in qualit\u00e0. L&#8217;industria cantieristica italiana continu\u00f2 a lavorare anche dopo l&#8217;8 settembre 1943 per conto della Marina germanica, e riusc\u00ec a completare un numero importante di unit\u00e0, tra cui 13 torpediniere d&#8217;attacco della classe &#8221;Ariete&#8221;, un avviso scorta classe \u201cCiclone\u201d, 19 corvette, 9 motosiluranti, 12 VAS, 8 DV, un sommergibile costiero classe CM e dieci sommergibili tascabili CB assieme a 20 motozattere e 29.000 tsl di mercantili anche di stazza rilevante.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30867\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Bundesarchiv_Bild_146-2008-0212_Uboot_Hecht_S_171_ex_U_2367.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"552\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Bundesarchiv_Bild_146-2008-0212_Uboot_Hecht_S_171_ex_U_2367.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Bundesarchiv_Bild_146-2008-0212_Uboot_Hecht_S_171_ex_U_2367-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Bundesarchiv_Bild_146-2008-0212_Uboot_Hecht_S_171_ex_U_2367-768x499.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibili costieri veloci tipo XXIII costruiti per la Marina tedesca<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cantieri navali italiani in questo periodo iniziarono la costruzione di mezzi subacquei tedeschi impostando 25 sommergibili costieri veloci tipo XXIII (18 battelli a Genova, 7 a Monfalcone anche se inizialmente ne erano previsti 30 e 15) e 30 sommergibili tascabili Tipo XXVIIB Seehund in parte consegnati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 da osservare che ci fu un aumento di produttivit\u00e0 dei cantieri, da considerarsi straordinario in considerazione delle condizioni in cui si trovavano l&#8217;Italia e la sua economia; i tempi medi di costruzione di un cacciatorpediniere della classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Soldati<\/span><\/strong>&#8221; furono di sedici mesi e dieci giorni, contro i diciannove mesi e venticinque giorni di un caccia della prima serie della stessa classe costruito prima della guerra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30874\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Airone.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Airone.jpg 3500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Airone-300x156.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Airone-768x398.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Airone-1024x531.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Airone-1200x622.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Nave Airone classe Spica<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le torpediniere prebelliche della classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Spica<\/span><\/strong>&#8221; avevano avuto un tempo di costruzione unitario medio di sedici mesi e ventisette giorni; l&#8217;Ariete, fu costruita in 13 mesi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30875\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/regia-nave-ariete-.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"363\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/regia-nave-ariete-.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/regia-nave-ariete--300x121.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Nave Ariete<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per costruire un avviso scorta della classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ciclone<\/span><\/strong>&#8221; ci volevano mediamente diciassette mesi e tredici giorni, un periodo inferiore dei loro predecessori classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Orsa<\/span><\/strong>&#8221; che ne abbisognavano ventiquattro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30868\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/CICLONE_1942_m.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"566\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/CICLONE_1942_m.jpg 611w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/CICLONE_1942_m-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">avviso scorta Ciclone<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per i sommergibili e gli incrociatori leggeri, i tempi furono pressoch\u00e9 eguagliati tra costruzioni prebelliche e belliche.<br \/>\n<\/span><\/strong>I sommergibili prebellici dell&#8217;ultima serie della classe &#8220;600&#8221;, i cosiddetti &#8220;africani&#8221;, avevano richiesto un tempo medio di costruzione di dodici mesi e venti giorni, i loro immediati successori del tempo di guerra, i battelli della classe &#8220;Tritone&#8221; e quelli della classe &#8220;Acciaio&#8221;, richiesero diciassette mesi e quindici giorni i primi, e tredici mesi e tredici giorni i secondi.\u00a0Vi influirono difficolt\u00e0 di reperimento di materiali particolari e di apparati, propri dei sommergibili. Tuttavia il risultato fu di rilievo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tre piccoli incrociatori della classe &#8220;Capitani Romani&#8221;, i soli completati durante i tre anni di guerra considerati, furono completati in media nel giro di trentanove mesi, tanti quanti se ne impiegarono per costruire a suo tempo i primi incrociatori della classe &#8220;Condottieri&#8221; serie &#8220;Da Barbiano&#8221;. Per le unit\u00e0 di nuovo tipo, si arriv\u00f2 a costruire le motozattere &#8220;MZ&#8221; in meno di\u00a0 sessanta giorni, mentre le corvette ebbero un tempo medio di costruzione di dieci mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Conclusioni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe costruzioni navali del tempo di guerra non furono tali e tante da poter influire sull&#8217;andamento delle operazioni navali, ma consentirono alla Regia Marina di riempire alcuni dei molti vuoti provocati dalle vicende belliche e di riparare, se pur tardivamente, ad alcuni errori e manchevolezze di cui soffriva la composizione delle forze navali sin dal primo giorno di guerra. I risultati furono comunque ben al di sopra di qualsiasi rosea previsione dei piani e dei programmi predisposti prima della guerra. I materiali, per quanto necessario e pur con traversie di vario genere, furono messi a disposizione e l&#8217;industria cantieristica fece pi\u00f9 del suo meglio per dare alla Regia Marina tutto ci\u00f2 che fu possibile dare: se gli equipaggi fecero valorosamente la loro parte sul mare, altrettanto la fecero gli operai e i tecnici nei cantieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una considerazione \u00e8 che se la Marina dispone oggi di una buona componente tecnologica e produttiva, le basi di essa furono proprio gettate negli anni della guerra. La realt\u00e0 bellica di tutti i giorni, le esigenze difensive e offensive davanti ad un avversario sempre pi\u00f9 dotato di mezzi e accanto ad un alleato altrettanto tecnicamente evoluto, fecero aprire gli occhi alla Regia Marina su esperienze ed esigenze che essa non aveva mai vissuto, valutato e guadagnato nel corso della sua esistenza. Questa lacuna fu certo dovuta al fatto di aver preparato in venti anni una Marina che guardava pi\u00f9 al presente che al futuro. Se la guerra fu una scuola rapida, severa e dolorosa, nonostante un&#8217;industria nazionale sofferente di mancanza di materie prime e povera di tecnologia, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina<\/span><\/strong> riusc\u00ec a guadagnare terreno, almeno nelle fasi progettuali e di pre-produzione, anche in quei settori che erano stati trascurati o ignorati in venti anni di preparazione. Purtroppo a tanto impegno non pot\u00e9 seguire una produzione di serie che, nell&#8217;ipotesi migliore, avrebbe potuto prendere il via solo dal 1944-1945 in poi.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">FONTI<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe costruzioni navali italiane di guerra di Giorgio Giorgerini<br \/>\nLe navi da guerra italiane 1940-1945, di Erminio Bagnasco et alii<br \/>\nFascisti sul mare: La Marina e gli ammiragli di Mussolini di Fabio De Ninno<br \/>\nI sommergibili del fascismo di Fabio De Ninno<br \/>\nNavi mercantili perdute aa.vv.<br \/>\nCome perdere la guerra e vincere la pace cura di V. Zamagni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/30852\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45723\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: ARCHITETTURA NAVALE parole chiave: costruzioni, armamenti, regia marina italiana Le costruzioni navali I limiti economici e produttivi della guerra non furono pochi, ma l&#8217;industria cantieristica italiana espresse il massimo della sua capacit\u00e0 produttiva: un grande merito, da non dimenticare, va attribuito alle maestranze, ai tecnici e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2363,"featured_media":30870,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[2313],"tags":[],"class_list":["post-45723","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-della-seconda-guerra-mondiale"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Le costruzioni navali italiane nel periodo dal 1936 al 1945 - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45723\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Le costruzioni navali italiane nel periodo dal 1936 al 1945 - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  9 minuti. . 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