{"id":45404,"date":"2020-10-17T00:04:45","date_gmt":"2020-10-16T22:04:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=45404"},"modified":"2023-07-21T12:39:45","modified_gmt":"2023-07-21T10:39:45","slug":"le-barchette-di-san-pietro-velella-velella-di-angelo-vazzana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45404","title":{"rendered":"Il fenomeno dello spiaggiamento delle Barchette di San Pietro, Velella velella"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<br \/>\n<\/span><\/strong>parole chiave: Area dello Stretto, Calabria, <em>Velella velella (<\/em>Barchetta di San Pietro), <em>Janthina pallida<\/em>, pomice delle isole Eolie, Odissea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;area dello Stretto esiste un fenomeno biologico marino singolare: <strong><span style=\"color: #008000;\">lo spiaggiamento delle Barchette di San Pietro<\/span><\/strong>. Un esempio di selezione naturale, di strategia evolutiva, gi\u00e0 citato in tempi storici, in cui avviene un incontro singolare tra due organismi marini che vivono sulla superficie marina e si accompagnano con piccoli ciottoli vulcanici galleggianti di pietra pomice porosa proveniente dalle cave delle non lontane isole Eolie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo incontro avviene sulla distesa marina nel Tirreno Meridionale e si manifesta con il loro spiaggiamento sulle spiagge dell\u2019Area dello Stretto di Messina. Prima di terminare questo percorso si verifica infatti un&#8217;unione tra due organismi marini che condividono il tempo del proprio ciclo vitale e lo concludono insieme sulle spiagge.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto \u00e8 opportuno presentare gli attori di questo unico fenomeno naturale che si osserva periodicamente al centro del Mediterraneo. Iniziamo con <strong><span style=\"color: #008000;\">la barchetta di San Pietro,<\/span><\/strong> nome comune che si d\u00e0 ad un organismo marino, un sinoforo, vicino alle meduse il cui nome scientifico \u00e8 <em><strong><span style=\"color: #008000;\">Velella velella<\/span><\/strong><\/em>. La <em>V. velella <\/em>vive sulla superficie marina in una colonia di individui differenziati che si comportano come fosse un singolo individuo. La <em>Velella <\/em>ha la forma di una piccola barchetta ovale che misura in fase adulta 5-7 cm ed \u00e8 di colore blu intenso.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Velelle.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Velelle.png\" width=\"644\" height=\"368\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Velella velella &#8211; autore yakafaucon<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Velelle.png\">Velelle.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa \u00e8 sostenuta da una struttura laminare trasparente formata da una parte di forma ovale, piana, denominata \u201czattera\u201d, collegata a una lamina verticale a forma di vela triangolare isoscele, simmetrica dal baricentro della zattera. La vela si distende in direzione angolata rispetto all\u2019asse lungo dell\u2019ovale stesso e termina al bordo della zattera distante dalle estremit\u00e0 di tale asse. Il profilo verticale della vela si sviluppa a forma di \u201cS\u201d stretta o allungata. Questo carattere evolutivo risponde all\u2019esigenza della colonia\/barchetta di tenere l\u2019andatura contro vento e mantenersi sempre al largo. Si hanno cos\u00ec due forme di <em>Velella<\/em>: con vela destrorsa e vela sinistrorsa a seconda se la vela vista in lunghezza abbia una distensione da sn-centro-dx (sinistrorsa) oppure dal lato dx-centro-sn (destrorsa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una curiosit\u00e0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Nel Mar Mediterraneo, la <em>V. velella <\/em>ha la vela sinistrorsa mentre negli altri mari e negli oceani pu\u00f2 avere anche vela destrorsa qualora la costa del continente bagnato da quei mari sia dalla parte occidentale o viceversa.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-45412\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/velella-7.png\" alt=\"\" width=\"828\" height=\"1084\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/velella-7.png 648w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/velella-7-229x300.png 229w\" sizes=\"(max-width: 828px) 100vw, 828px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Grafico dei polipi di Velella: A colonia idroide-zattera e vela dx, B dattilozoide,&nbsp; C gonozoide, D gastrozoide, E stadio medusoide, F morfotipo sinistrorso mediterraneo,&nbsp; G morfotipo destrorso (da Schuchert, 1966 mod.)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per viaggiare in galleggiamento questi <strong><span style=\"color: #008000;\">sifonofori<\/span><\/strong> hanno, tra le due lamine, delle cellette di aria e gli organi interni. Al di sotto della vela verticale, sono presenti vari <strong><span style=\"color: #008000;\">zoidi<\/span><\/strong> che svolgono diverse funzioni: gastrozoidi con funzioni nutritizie, dattilozoidi con funzioni difensive e gonozoidi con funzioni riproduttive. Tutti questi piccoli organismi differenziati pendono dalla lamina orizzontale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i polipi e la cresta della vela contengono quel particolare pigmento blu intenso denominato <strong><span style=\"color: #008000;\">astaxantina<\/span><\/strong> che ha una funzione antiossidante quando la <em>Velella <\/em>subisce situazioni critiche di sopravvivenza (massima insolazione, vento intenso o elevata concentrazione salina) che tendono ad asciugare la parte emergente e superficiale della colonia. Il ciclo riproduttivo si sviluppa nella colonna d\u2019acqua da due individui di forma medusoide con sessi separati. Essi danno vita ad una forma larvale detta <strong><em><span style=\"color: #008000;\">conaria<\/span><\/em><\/strong> che, sviluppandosi, matura nelle forme giovanili della colonia in galleggiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>Velella, <\/em>per la sua alimentazione, intercetta piccoli organismi animali nel plancton pi\u00f9 vicino alla superficie che i dattilozoidi, periferici sotto la zattera, convogliano all\u2019apertura del gastrozoo centrale. A loro volta, le <em>Velella <\/em>sono preda delle <em><strong><span style=\"color: #008000;\">Janthina pallida<\/span><\/strong><\/em> e sono gradite anche da pesci come boghe (<em>Boops boops), <\/em>occhiate<em> (Oblada melanura) <\/em>e altri sparidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Janthina pallida W<\/span><span style=\"color: #008000;\">. Thompson, 1840 <\/span><\/strong>\u00e8 un particolare mollusco gasteropode pelagico che vive in mare aperto associato solitamente a banchi di <em>Velella <\/em>delle quali si nutre o a cui sottrae parte dell\u2019alimentazione. La <em>Janthina<\/em> <em>pallida <\/em>ha una conchiglia fragile e relativamente piccola, lunga tra il 1 e 1,5 centimetri, con 4\/5 spire. Ha una forma globosa e relativamente allungata rispetto a quella di altre specie simili dalla conchiglia pi\u00f9 compressa. La stessa conchiglia non mostra particolari sculture, ma numerose strie sottili di accrescimento, ben visibili e in leggero rilievo. La conchiglia appare biancastra o con sfumature azzurre. Il piede di questo mollusco mostra un colore azzurro chiaro o biancastro e un aspetto lattescente; appare sempre ben sviluppato e con evidenti pliche. In esso sono presenti ghiandole che riescono a produrre una sostanza che racchiude bolle d\u2019aria che si amalgamano e si fondono tra loro formando una sorta di zattera galleggiante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa specie, e in quelle simili, la zattera di bolle d\u2019aria \u00e8 fondamentale perch\u00e9 impediscono all\u2019animale di affondare. Durante la navigazione in mare aperto, <em>J. pallida <\/em>mantiene il guscio capovolto con lo stoma rivolto verso l\u2019alto. La conchiglia appare biancastra o con sfumature azzurre mostrando un certo mimetismo: colore molto chiaro come il cielo vista dal basso, blu come il mare se vista dall\u2019alto. <em>J. pallida <\/em>non fa parte del necton e la sua riproduzione si compie esclusivamente sulla superfice marina insieme alla colonia della <em>V. velella<\/em>. Per mantenere questa unione in superficie la <em>Janthina <\/em>produce a sua volta una zattera di bolle d\u2019aria che aumenta la galleggiabilit\u00e0 del sistema \u201cbarchetta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel periodo della maturit\u00e0 sessuale, <em><strong><span style=\"color: #008000;\">J. pallida <\/span><\/strong><\/em>emette delle capsule ovigere rosee che aggancia alla zattera di bolle. Solo in questo momento il mollusco e la sua zattera si possono dividere dalle <em>Velella <\/em>ma non si allontano di molto perch\u00e9 le larve, allo stadio di veliger, troveranno sotto le <em>Velella <\/em>numerosi altri stadi giovanili di <em>J. pallida <\/em>di sesso maschile. Infatti, contrariamente a molte altre specie simili, in <em>J. pallida <\/em>i nuovi nati sono tutti di sesso maschile e solo ad un certo punto della loro vita possono diventare femmine che, di solito, mostrano maggiori dimensioni. Si tratta quindi di organismi ermafroditi proterandrici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come le Velella, le <em>Janthina p. <\/em>hanno un movimento molto lento, non si possono opporre alle correnti marine. \u00c8 pertanto possibile che siano le correnti stesse ad unire questi due organismi; e la Janthina produce e pu\u00f2 liberare in acqua libera un liquido violetto (<strong><span style=\"color: #008000;\">astaxanthina<\/span><\/strong>) o rossastro simile alla porpora, un antico colorante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La barchetta di San Pietro veleggia molto meglio di un\u2019imbarcazione a vela, considerando che trasporta organismi che effettuano l\u2019intero ciclo vitale sulla superfice del mare aperto, muovendosi in spirali concentriche lontano dalle coste. Solo il vento e le maree possono fare spiaggiare questi organismi marini sulle coste. Nelle <em>Velella<\/em>, oltre alla forma della vela, sinistrorsa o destrorsa, possiamo anche osservare una simmetria bilaterale o radiale delle due met\u00e0 di queste vele che hanno un \u201calbero\u201d in comune verticale al baricentro della zattera ellissoidale. Ci\u00f2 permette alla barchetta, se venisse temporaneamente spostata o girata dalla sua rotta, per un colpo d\u2019onda o di vento, di rimettersi in rotta controvento ruotata di 180\u00b0.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In presenza di brezze giornaliere vicino alla costa, la barchetta non deve girarsi ma solamente alternare l\u2019andatura largo-costa e viceversa. Se si considerassero le andature adottate dalle imbarcazioni a vela, si noterebbe come ci sia una sola modalit\u00e0 di rotta contro vento che \u00e8 quella denominata di \u201c<em>bolina<\/em>\u201d con due variabili: <em>bolina stretta <\/em>e <em>bolina larga. <\/em>Queste dipendono dall\u2019angolazione della vela rispetto alla prua o da dove arriva il vento da rimontare. Questa angolazione varia nelle <em>Velella <\/em>dai 55\u00b0 ai 15\u00b0 circa. Le sue \u201cvele\u201d sono pi\u00f9 ampiamente angolate vicino al baricentro per assumere una concavit\u00e0 centrale e marginalmente rastremarsi al bordo della zattera distante dalla prua della <em>Velella <\/em>tale da mantenervi la minima angolazione. Si suppone, inoltre, che la vela biologica sia suscettibile di \u201csentire\u201d la forza del vento che fa irrigidire a \u201cS\u201d pi\u00f9 o meno stretta la vela adattandola alle necessit\u00e0 di andare contro vento e quindi lontano dalle coste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Lo spiaggiamento<\/span><\/strong><br \/>\nTra i fenomeni di biologia marina che si manifestano nell\u2019Area dello Stretto tra la Sicilia e la Calabria vi \u00e8 anche il regolare e annuale spiaggiamento o \u201cbloom\u201d di <em>Velella <\/em>in associazione a <em>Janthina p.<\/em> Le continue ricerche effettuate dal 2014 ai nostri giorni ha permesso di osservare meglio la biologia e l\u2019interazione tra le <em>Velella <\/em>e <em>Janthina p<\/em>. Questi spiaggiamenti avvengono puntualmente in un ben preciso periodo dell\u2019anno e con una quantit\u00e0 enorme di individui lungo la fascia costiera che va da nord dell\u2019Area, dalla Spiaggia degli Abissi di Cannitello-Pezzo verso sud da Reggio Calabria a Punta Pellaro.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo periodo corrisponde alla settimana intorno al Plenilunio della prima met\u00e0 di aprile di ogni anno e in questo giorno si verifica la maggiore quantit\u00e0 delle specie in arrivo sulle spiagge dell\u2019Area dello Stretto. Nel periodo della seconda met\u00e0 dal mese di marzo arrivano ripetutamente nel Mar Tirreno Meridionale i rinforzi dei venti che spirano dal IV quadrante, Ponente e Maestrale, che per il moto ondoso prodotto, tendono a concentrare tutto ci\u00f2 che \u00e8 in galleggiamento nel Mar Tirreno verso l\u2019area pi\u00f9 meridionale, comprese le Velella-Janthina che solitamente rimangono al largo, nella area tirrenica centrale.&nbsp;Nei giorni di Novilunio (senza luna) e Plenilunio (luna piena), tra il mese di marzo e quello di aprile, si sviluppano anche le pi\u00f9 alte differenze di maree tra il Mar Tirreno e il Mar Jonio e, di conseguenza, le massime velocit\u00e0 di scorrimento delle correnti marine nello Stretto. Nella fase di massima corrente verso sud, di riflusso o Scendente, la moltitudine di Velella-Janthina viene trascinata dall\u2019area marina intorno alle isole Eolie e al Mar Tirreno Meridionale verso l\u2019ingresso nord dello Stretto. Lo scorrimento delle acque lungo la fascia costiera, favorito dal senso della corrente, dai venti e dal moto ondoso, porta sulla Spiaggia degli Abissi di Pezzo-Cannitello (Calabria) una moltitudine di questi organismi marini coprendo questa stretta spiaggia che, per il colore blu intenso di questi organismi, \u00e8 stata denominata \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Spiaggia Blu<\/span><\/strong>\u201d. Lo spiaggiamento va oltre verso sud della costa calabra dell\u2019Area dello Stretto, sempre favorito dalle correnti di Scendente e dal Vento di Canale-Boria che ha la direzione da NNO verso SSE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo avviene almeno sino alla spiaggia della localit\u00e0 di Pellaro a sud di Reggio Calabria dove, essendo la costa di fronte alla direzione del vento, si ha un&#8217;ulteriore massiva presenza di Velella-Janthina. Inoltre, dai fenomeni vulcanici che si verificano nelle Isole Eolie si versa in mare la pietra pomice che viene trasportata dai venti come il Maestrale verso lo Stretto. Questi ciottoli di pomice galleggiante si uniscono con le barchette Velella-<em>Janthina p. <\/em>che le forti correnti di Scendente finiscono per fare spiaggiare nell\u2019Area dello Stretto determinando un triplice fenomeno unico nel suo genere. Riferimenti su questo fenomeno sono indicati intorno al 527 a. C. nell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Odissea<\/span><\/strong>.&nbsp;Infatti, nel XII libro viene descritto l\u2019attraversamento da parte di Odisseo dell\u2019Area dello Stretto, tra la mostruosit\u00e0 di <em>Skylla,<\/em> le vorticosit\u00e0 delle correnti della <em>Cariddi<\/em> e delle <em>Sirene alate <\/em>(oggi tra Scilla e Punta Pezzo-Cannitello in Calabria).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-17132\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/ulisse-e-le-sirene.jpg\" alt=\"\" width=\"674\" height=\"862\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/ulisse-e-le-sirene.jpg 444w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/ulisse-e-le-sirene-235x300.jpg 235w\" sizes=\"(max-width: 674px) 100vw, 674px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ulisse\/Odisseo e le sirene &#8211; Fonte Antikensammlung Berlin &#8211; Catalogue No.Berlin V.I. 4532 &#8211;&nbsp; dettaglio di cratere attribuito a Python &#8211; ca. 340 B.C.<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/erickmorales-erick.blogspot.com\/\">\u00bfComo es la tierra? (erickmorales-erick.blogspot.com)<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel verso 45 del XII libro, si nota: \u201c\u2026 <strong><em><span style=\"color: #008000;\">le Sirene adagiate sul prato: intorno \u00e8 un gran mucchio di ossa di uomini putridi, con la pelle che si raggrinza<\/span><\/em><\/strong>.\u201d. Interpretando l\u2019allegoria di questo quadro si identifica che vicino al sito dove si vedono\/sentono le Sirene alate vicino alla Cariddi (la Spiaggia di Cannitello, il suono delle forti correnti e dei vortici di Punta Pezzo); <strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u00e8 un gran mucchio di ossa di uomini putridi<\/span> <\/em><\/strong>= il mucchio spiaggiato dei ciottoli porosi di pietra pomice simile alle ossa umane nella parte trabecolare o midollare interna; \u2026 <strong><em><span style=\"color: #008000;\">putridi<\/span><\/em><\/strong>\u2026 = l\u2019odore putrescente delle Velella e Janthina spiaggiate; \u2026 <strong><em><span style=\"color: #008000;\">con la pelle che si raggrinza<\/span><\/em><\/strong>&nbsp;= riferite alle sole lamine rimaste (sostegno alla zattera e vela delle <em>Velella <\/em>secche, trasparenti e contorte).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questo collettivo e particolare spiaggiamento \u00e8 stato documentato durante i \u201cVelella Day\u201d nei mesi di Aprile in particolare quello massivo del 2017.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-45414\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/velella-9.png\" alt=\"\" width=\"676\" height=\"472\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/velella-9.png 680w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/velella-9-300x210.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/velella-9-400x280.png 400w\" sizes=\"(max-width: 676px) 100vw, 676px\" \/>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Angelo Vazzana<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Bibliografia<br \/>\n<\/span><\/strong>&#8211; Vazzana A., 2011. <em>Biodiversit\u00e0 marina lungo le coste della provincia di Reggio Calabria<\/em>. Laruffa Ed. RC, p 72, fig 120, ISBN 9788872215432.<br \/>\n&#8211; Vazzana A., 2016. <em>Fenomeni Naturali e Miti nell\u2019Area dello Stretto<\/em>&#8211;<em>Skylla e Cariddi negli Autori reggini dell\u2019Odissea<\/em>. Gangemi Ed. Roma, p 1-96, fig 220, ISBN 9788849232769<br \/>\n&#8211; Vazzana A., 2018. <em>odissea dell\u2019ODISSEA<\/em>&#8211;<em>ODYSSEY\u2019s odyssey<\/em>. Gangemi Ed. Roma, p 112, fig 52, ISBN 9788849235845.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp; &nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Area dello Stretto, Calabria, Velella velella (Barchetta di San Pietro), Janthina pallida, pomice delle isole Eolie, Odissea. &nbsp; Nell&#8217;area dello Stretto esiste un fenomeno biologico marino singolare: lo spiaggiamento delle Barchette di San Pietro. 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