{"id":45196,"date":"2020-09-19T00:30:08","date_gmt":"2020-09-19T00:30:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=45196"},"modified":"2023-09-26T19:08:44","modified_gmt":"2023-09-26T17:08:44","slug":"una-strana-nuvola-radioattiva-e-stata-misurata-attraverso-la-scandinavia-un-punto-di-situazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45196","title":{"rendered":"Aumento dei livelli di radiazioni nei cieli della Scandinavia: un nuovo incidente nucleare?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: NORD EUROPA &#8211; SCANDINAVIA &#8211; RUSSIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: radioisotopi, radiazioni, fughe radioattive, centrali nucleari<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo un\u2019agenzia olandese, che ha analizzato i dati provenienti dai centri di monitoraggio della radioattivit\u00e0 ambientale e atmosferica del Nord Europa, nel giugno 2020, i livelli di radionuclidi nei cieli della Scandinavia sono aumentati sensibilmente. Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Associated Pres<\/span><span style=\"color: #008000;\">s (AP),<\/span><\/strong> il picco radioattivo potrebbe essere stato dovuto ad un danno ad un elemento di combustibile nucleare di una <strong><span style=\"color: #008000;\">non ben identificata<\/span><\/strong> centrale nucleare nel territorio della Federazione russa. La notizia \u00e8 stata negata da parte russa e l&#8217;agenzia russa <strong><span style=\"color: #008000;\">Rosenergoato<\/span><span style=\"color: #008000;\">m<\/span><\/strong> ha smentito la possibilit\u00e0 che ci siano stati problemi negli impianti di Kola e Leningrado, le due centrali nucleari russe operanti nella regione. Nonostante questo diniego, diverse agenzie di sorveglianza scandinava hanno misurato un aumento sensibile dei livelli di isotopi radioattivi nell\u2019aria. Si sapr\u00e0 mai la verit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Da cosa potrebbe dipendere?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nInnazitutto vediamo di cosa stiamo parlando. I radionuclidi misurati in atmosfera possono essere generati dalla radiazione naturale presente in natura che pu\u00f2 essere causata sia da sorgenti terrestri che extraterrestri. Ad esempio i raggi cosmici che, interagendo con le rocce e l&#8217;acqua del mare, danno origine a radionuclidi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-45201 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/emivita-radionuclidi.jpg\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/emivita-radionuclidi.jpg 251w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/emivita-radionuclidi-167x300.jpg 167w\" sizes=\"(max-width: 251px) 100vw, 251px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In parole semplici, i <strong><span style=\"color: #008000;\">radionuclidi<\/span><\/strong> sono atomi i cui nuclei sono instabili; l&#8217;energia in eccesso all&#8217;interno del loro nucleo viene rilasciata attraverso un processo chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">decadimento radioattivo<\/span><\/strong>. Oltre ai fattori naturali, questo fenomeno pu\u00f2 avvenire in maniera artificiale, ad esempio quando vengono prodotti nelle esplosioni nucleari, nelle collisioni generate tra particelle negli acceleratori e nei processi di fissione all&#8217;interno di reattori nucleari. Storicamente si sono diffusi nell&#8217;ambiente anche a seguito di esplosioni nucleari quali le bombe di Hiroshima e Nagasaki, ma anche in esperimenti come quelli nel deserto del Nevada e nell&#8217;atollo di Bikini. Non vanno dimenticati poi i tristemente famosi incidenti ai reattori nucleari di \u010cernobyl&#8217; e Fukushima. La loro <strong><span style=\"color: #008000;\">emivita<\/span><\/strong>, ovvero il periodo in cui la loro carica radioattiva si dimezza (tempo di decadimento), va da pochi giorni a migliaia di anni (come nel caso del carbonio 14 usato per la datazione dei reperti). L&#8217;emivita dei radioisotopi \u00e8 un&#8217;unit\u00e0 di misura diffusa nella pratica sperimentale in quanto \u00e8 molto semplice misurare un dimezzamento dell&#8217;attivit\u00e0 radiativa e confrontarla col tempo ipotizzato.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_v_guvz0Y4dw\"><div id=\"lyte_v_guvz0Y4dw\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/v_guvz0Y4dw\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/v_guvz0Y4dw\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/v_guvz0Y4dw\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">modelizzazione della nube di Chernobyl<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Una serie di misurazioni anomale<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Lassina Zerbo<\/span><\/strong>, segretario esecutivo dell&#8217;Organizzazione del trattato per la messa al bando dei test nucleari, ha rivelato che le concentrazioni dei radionuclidi cesio-134, cesio-137 e rutenio-103 sono aumentate in alcune parti della Finlandia, della Scandinavia meridionale e dell&#8217;Artico. Zerbo ha delineato un&#8217;area russa, contrassegnata in arancione su una mappa, da cui potrebbe aver avuto origine la radiazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il portavoce del Cremlino <strong><span style=\"color: #008000;\">Dmitry Peskov<\/span><\/strong>, in risposta alla notizia diffusa dai media, ha affermato che non esiste nessun allarme in merito alle particelle nucleari rilevate sul Mar Baltico.&#8221; <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Abbiamo un sistema di monitoraggio della sicurezza dei livelli di radiazioni assolutamente avanzato e non ci sono allarmi di emergenza&#8221;, <\/span><\/em><\/strong>ha ribadito Peskov ai giornalisti. Secondo fonti ufficiali russe, le due centrali elettriche nord-occidentali del paese &#8211; una vicino alla citt\u00e0 di San Pietroburgo e l&#8217;altra vicino a Murmansk, nel nord &#8211; funzionano normalmente e non sono stati segnalati incidenti relativi al rilascio di radionuclidi al di fuori delle strutture di contenimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto i sensori svedesi hanno rilevato livelli di isotopi pi\u00f9 alti del solito, sebbene comunque con livelli innocui per la salute, che potrebbero essere stati prodotti da una fissione nucleare, probabilmente da qualche parte &#8220;sul o vicino al Mar Baltico&#8221;. I funzionari dei paesi nordici della rete di controllo, riferisce sempre Associated Press, ritengono che l&#8217;aumento della radioattivit\u00e0 nel Nord Europa possa indicare un &#8220;elemento combustibile&#8221; che si sia danneggiato in una centrale nucleare russa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_45199\" aria-describedby=\"caption-attachment-45199\" style=\"width: 944px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-45199 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/nube-radiattiva-russa.jpg\" alt=\"\" width=\"944\" height=\"651\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/nube-radiattiva-russa.jpg 944w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/nube-radiattiva-russa-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/nube-radiattiva-russa-768x530.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 944px) 100vw, 944px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-45199\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">22\/23 giugno 2020, stazione SEP63 RN #IMS Svezia ha rilevato 3 isotopi Cs-134, Cs-137 e Ru-103 associati con fissione nucleare con livelli pi\u00f9 alti del normale (anche se non dannosi per la salute umana). La possibile regione di origine nelle 72 ore precedenti il \u200b\u200brilevamento \u00e8 mostrata in arancione sulla mappa &#8211; allegata a Twitt di Lassina Zerbo del 26 giugno 2020<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Istituto nazionale per la salute pubblica e l&#8217;ambiente<\/span><\/strong> dei Paesi Bassi ha affermato di aver esaminato gli ultimi dati dei paesi nordici e ha riferito che &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">questi calcoli mostrano che i radionuclidi (isotopi radioattivi) provengono dalla direzione occidentale Russia &#8230;<\/span><\/strong>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quale \u00e8 il loro impatto sulla salute? E&#8217; necessario mantenere in funzione reti di monitoraggio ambientale sui livelli di radioattivit\u00e0?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSebbene il loro livello sia considerato in genere non pericoloso per gli esseri umani, sono sempre dei sottoprodotti di una fissione nucleare. La presenza incontrollata nell&#8217;ambiente di questi isotopi radioattivi pu\u00f2 essere assorbita dagli organismi viventi, rappresentando un rischio pi\u00f9 o meno grave dipendentemente dal tipo di radiazioni e dalla dose attribuita ai vari tessuti, in quanto le radiazioni possono alterare o danneggiare la struttura delle molecole biologiche pi\u00f9 importanti. A seguito dell&#8217;incidente nucleare di Chernobyl, furono istituite reti globali di stazioni di monitoraggio per la sorveglianza della radioattivit\u00e0 atmosferica che consentono oggi di monitorare la presenza di livelli anomali di questi isotopi radioattivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allarmi di fughe radioattive dalla Russia non sono rari. Negli ultimi anni, un&#8217;altra nube misteriosa radioattiva proveniente dal territorio russo si diffuse sull&#8217;Europa e, pi\u00f9 recentemente, nel <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17378\">2017<\/a>, un pennacchio contenente 1.000 volte i livelli normali di <strong><span style=\"color: #008000;\">rutenio 106<\/span> <\/strong>fu rilevato in Europa. Valori anomali di radioattivit\u00e0 furono riscontrati in alcune specie di funghi commestibili anche sulle Alpi italiane dove ne fu vietata la raccolta e vendita per un certo periodo.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia ha negato qualsiasi coinvolgimento, sebbene uno dei pi\u00f9 grandi impianti nucleari del mondo, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Associazione di produzione Mayak della Federal State Unitary Enterprise (FSUE)<\/span><\/strong> a Ozersk, in Russia. fosse indiziato di aver rilasciato accidentalmente in atmosfera i radionuclidi. Uno <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-020-16316-3\">studio<\/a> del 2019, pubblicato da Nature communications, &nbsp;stim\u00f2 un rilascio di <strong><span style=\"color: #008000;\">250 TBq<\/span><\/strong> dell\u2019isotopo 106Ru e afferm\u00f2 che la modellazione atmosferica indic\u00f2 che la nuvola aveva avuto origine negli Urali meridionali della Federazione Russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, sebbene questo rilascio sia minimale, \u00e8 importante mantenere in vita questi centri di monitoraggio in quanto un incidente nucleare pu\u00f2 diventare un serio pericolo per l&#8217;umanit\u00e0 ed avere conseguenze a lungo termine per l&#8217;ambiente.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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