{"id":45067,"date":"2017-02-28T00:03:51","date_gmt":"2017-02-28T00:03:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=45067"},"modified":"2025-08-27T16:32:18","modified_gmt":"2025-08-27T14:32:18","slug":"il-posizionamento-in-mare-dai-metodi-ottici-alle-bussole-parte-viii-b","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45067","title":{"rendered":"Il posizionamento in mare: il rilevamento magnetico e la riduzione degli errori &#8211; parte IX"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: NAUTICA E CARTOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><br \/><\/strong>parole chiave: cartografia<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il rilevamento magnetico<\/span><\/strong><\/span><br \/>Un sistema di posizionamento che non richiede particolari strumenti \u00e8 quello del rilevamento tramite una bussola magnetica di pi\u00f9 azimuth (ovvero della misura angolare di oggetti osservati rispetto al nord magnetico).<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa semplice misura angolare consente di poter definire sulla superficie terrestre dei luoghi di posizione (rette) di <strong><span style=\"color: #008000;\">ugual angolo rispetto alla direzione del Nord magnetico<\/span><\/strong>. Come \u00e8 noto, le carte geografiche sono riferite al <strong><span style=\"color: #008000;\">Nord geografico<\/span><\/strong> mentre l&#8217;ago della nostra bussola magnetica ci indica la direzione del<strong><span style=\"color: #008000;\"> Nord magnetico (Nm)<\/span><\/strong>. Purtroppo i due poli non coincidono. Il Nord geografico \u00e8 situato al Polo Nord mentre la posizione di quello magnetico varia nel tempo (attualmente si trova sull&#8217;isola di Bathurst, nell&#8217;Arcipelago Artico canadese, ad una distanza di circa 2.200 km dal Polo Nord).<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;angolo formato tra la direzione del Nord magnetico (Nm) e quella del Nord geografico viene chiamata declinazione magnetica.<br \/><\/span> <\/strong>Dato che il <strong><span style=\"color: #008000;\">Nm<\/span><\/strong> cambia di posizione anche il valore della <strong><span style=\"color: #008000;\">declinazione magnetica varia.<\/span><\/strong> Il suo valore e quelli delle sue variazioni annuali sono riportati sulle carte (nel cartiglio per le carte nautiche o sul margine destro delle carte topografiche dell&#8217;I.G.M., insieme alla data in cui \u00e8 stata rilevata).<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/CARTIGLIO-NAUTICO-DECLINAZIONE.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 CARTIGLIO-NAUTICO-DECLINAZIONE.jpg\" width=\"846\" height=\"662\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">valore della declinazione magnetica 2\u00b0 e 45&#8242; Est e della sua variazione (varia di in questo caso di 5&#8242; verso Est all&#8217;anno)<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; quindi necessario calcolare sempre la correzione del valore magnetico misurato con la bussola per poter ottenere il valore di rilevamento da utilizzare sulla carta geografica. Non vi preoccupate &#8230; il calcolo \u00e8 molto semplice; in pratica si tratta di sommare o sottrare le correzioni calcolate. In Italia, la <strong><span style=\"color: #008000;\">declinazione magnetica<\/span><\/strong> pu\u00f2 considerarsi trascurabile per oggetti ravvicinati (1 o 2 km) mentre per distanze maggiori \u00e8 necessario sempre applicare la correzione.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Easy rules o meglio come ridurre i nostri errori\u00a0<\/span><\/strong><\/span><br \/>Riassumendo, prima di\u00a0trasportare sulle carte queste misure (segmenti di retta), gli angoli devono essere corretti con gli opportuni valori numerici relativi alla variazione della <strong><span style=\"color: #008000;\">declinazione magnetica locale<\/span><\/strong>. Ma non \u00e8 finita. Se la misura viene fatta in prossimit\u00e0 di zone magnetiche, come su una nave, va anche corretto il valore di <strong><span style=\"color: #008000;\">deviazione<\/span><\/strong> dovuto\u00a0all&#8217;effetto\u00a0deviante sull&#8217;ago della bussola dei ferri di bordo. Al di fuori di una nave questo non sempre \u00e8 possibile per cui valutate sempre da dove effettuerete le misure. Su una banchina, sotto di una gru meccanica, o in prossimit\u00e0 di materiali ferrosi il valore sar\u00e0 sicuramente deviato.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intersezione su una carta di queste rette di posizione, ottenuta con il tracciamento delle rette tramite l&#8217;ausilio delle squadrette nautiche, consente di poter stabilire una posizione geografica posta all&#8217;interno di una &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">area di incertezza<\/span><\/strong>&#8220;. Questa area pu\u00f2 avere \u00a0ampiezze diverse ed \u00e8 influenzata dagli <u>errori sistematici<\/u> e da quelli\u00a0<u>randomici<\/u> effettuati dal rilevatore al momento della misura. L&#8217;incrocio delle rette disegnate sulla base dei rilevamenti presi crea un area poligonale (un triangolo se sono tre rette o un quadrilatero se le rette sono quattro, etc.) all&#8217;interno del quale noi \u00a0stimiamo di essere. In realt\u00e0, il problema \u00e8 leggermente pi\u00f9 complesso perch\u00e9 dovremmo considerare che uno stesso rilevamento potrebbe\u00a0essere affetto da errori sistematici o randomici di misura per cui l&#8217;area di incertezza si allargher\u00e0.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Si viene a creare un&#8217;area di incertezza delimitata, alla destra ed alla sinistra di ogni rilevamento, dal valore di incertezza della misura (per ipotesi +-2 gradi). Anche utilizzando solo due rilevamenti, le intersezioni delle <strong><span style=\"color: #008000;\">linee di posizione (LOP)<\/span> <\/strong>creeranno un&#8217;area (<strong><span style=\"color: #008000;\">position area<\/span><\/strong>) entro la quale <strong><span style=\"color: #008000;\">stimeremo<\/span> <\/strong>di trovarci. Questa area viene chiamata in italiano <strong><span style=\"color: #008000;\">area di incertezza<\/span><\/strong>. Qualora la posizione sia fondamentale, per motivi di ricerca o di studio, bisogner\u00e0 far si che questa area si riduca al minimo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ci\u00f2 pu\u00f2 esser ottenuto o aumentando il numero dei rilevamenti simultanei o riducendo gli errori.<\/span><\/strong> Vedremo fra poco che questi errori hanno caratteristiche diverse e possono essere gestiti. A questo punto incominciamo a togliere, ove possibile, altri tipi di errori. Va tenuto sempre in conto che le misure prese o riportate su una carta saranno pi\u00f9 precise utilizzando carte nautiche con un rapporto di scala maggiore. per capirci, una misura presa su una carta con scala 1:25000 sar\u00e0 pi\u00f9 precisa della analoga presa su una carta con una scala 1:250000.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra fonte di errore molto comune \u00e8 la misura di una distanza presa fra due punti sulla carta tramite il compasso nautico. Questa misura deve essere <span style=\"color: #008000;\">sempre<\/span> letta sull&#8217;asse delle latitudini della carta in uso, quanto pi\u00f9 all&#8217;altezza del punto di misura. Anche questo valore non \u00e8 scevro di errori per cui dovr\u00e0 sempre essere prestata la massima attenzione nella misura tenendo conto che la scala delle latitudini varia andando verso Nord o verso Sud.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #008000;\">Teoria degli errori<\/span> <\/span><\/strong><\/span><br \/>Approfondiamo un attimo i possibili errori di misura in cui potremmo incorrere. Possiamo suddividerli in due tipi:<span style=\"color: #008000;\"> errori sistematici e randomici<\/span>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <span style=\"color: #008000;\"><strong><u>errori sistematici<\/u><\/strong><\/span> sono principalmente dovuti ad\u00a0errori strumentali (causati da strumenti non perfettamente tarati) oppure da una errata applicazione delle correzioni da apportare ai rilevamenti ottici presi.\u00a0La loro influenza \u00e8 <strong><span style=\"color: #008000;\">costante<\/span><\/strong> su tutte le misure effettuate e crea delle fasce d&#8217;incertezza ampie mediamente due gradi a cavallo dell&#8217;azimuth \u00a0(ovvero del rilevamento) tracciato.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra cosa sono gli <strong><span style=\"color: #008000;\"><u>errori randomici<\/u><\/span> <\/strong>(o accidentali) che invece possono comportare valori di errore variabili da rilevamento a rilevamento, senza una legge ben definita; essi possono dipendere dagli effetti del moto ondoso (rollio e beccheggio della nave), da imprecisioni nella collimazione degli oggetti, da un cattivo addestramento dell&#8217;operatore\/navigante e da un&#8217;inclinazione scorretta dello strumento rispetto all&#8217;orizzonte. Questa variabilit\u00e0 dell&#8217;errore comporter\u00e0 delle fasce di incertezza di ampiezza diversa difficilmente quantificabili.<\/p>\r\n\r\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-45071\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/chart-bearings.jpg\" alt=\"\" width=\"779\" height=\"519\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/chart-bearings.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/chart-bearings-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 779px) 100vw, 779px\" \/>\r\n\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">rilevamento di tre punti cospicui sulla costa &#8230; la differenza angolare ottimale tra i due estremi da ricercare \u00e8 di 90 gradi.<\/span><\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Metodi di riduzione degli errori<\/span><\/strong><\/span><em><strong><br \/><\/strong><\/em><\/span>Riassumendo, al fine di ridurre gli\u00a0errori e poter quindi posizionarsi in maniera pi\u00f9 precisa si suggerisce di applicare queste\u00a0semplici regole:<\/p>\r\n<p>&#8211; utilizzare carte nautiche a grande scala ovvero piani nautici o carte con scala compresa tra 1:10000 a 1:25000;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; riconoscere a priori sulla carta nautica gli oggetti costieri prescelti per il rilevamento utilizzando le carte ed i portolani;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; se si \u00e8 in movimento, cercare di rilevare gli oggetti da traguardare sulla costa tutti nello stesso momento;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; rilevare almeno tre oggetti, aventi fra loro una differenza angolare possibilmente di novanta gradi o comunque compresa tra i trenta ed i centocinquanta gradi (vedi immagine);<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; scegliere oggetti molto alti, ben riconoscibili e vicini sia all&#8217;osservatore sia fra di loro;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; nel caso l&#8217;intercetto dei rilevamenti sia un triangolo, considerare come punto nave il suo baricentro;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; utilizzare matite appuntite per ridurre gli errori di carteggio (considerate che su una carta\u00a0 1:25.000, un tratto di un millimetro equivale a venticinque metri), e morbide (per ridurre l&#8217;usura della carta dovuta alle successive cancellazioni);<\/p>\r\n<p>&#8211; considerare sempre l&#8217;errore intrinseco della carta che e&#8217; \u00a0legato alla scala utilizzata (non pretendete di avere precisioni di cinque metri impiegando una carta con scala 1:25.000).<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/campana-di-gauss-probablita-sigma-1024x934.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 campana-di-gauss-probablita-sigma-1024x934.jpg\" \/><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La certezza della posizione pu\u00f2 avere una sua probabilit\u00e0. Per cui, per definire la sua precisione, si parla di misura riferita ad un sigma (68,2 %) o 2 sigma (95,4 %) \u00a0o 3 sigma (99,6 %).\u00a0<br \/><br \/>fine parte IX &#8211; continua<br \/><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2413\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a>\r\n<a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2471\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a>\r\n<a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2475\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a>\r\n<a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2622\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a>\r\n<a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2563\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a>\r\n<a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2764\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a>\r\n<a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2777\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a>\r\n<a class=\"maxbutton-20 maxbutton maxbutton-parte-viii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3008\"><span class='mb-text'>PARTE VIII<\/span><\/a>\r\n<a class=\"maxbutton-21 maxbutton maxbutton-parte-ix\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45067\"><span class='mb-text'>PARTE IX<\/span><\/a>\r\n<a class=\"maxbutton-22 maxbutton maxbutton-parte-x\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3098\"><span class='mb-text'>PARTE X<\/span><\/a>\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; .ARGOMENTO: NAUTICA E CARTOGRAFIAPERIODO: XXI SECOLOAREA: DIDATTICAparole chiave: cartografia. Il rilevamento magneticoUn sistema di posizionamento che non richiede particolari strumenti \u00e8 quello del rilevamento tramite una bussola magnetica di pi\u00f9 azimuth (ovvero della misura angolare di oggetti osservati rispetto al nord magnetico). 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