{"id":44501,"date":"2020-08-17T00:22:32","date_gmt":"2020-08-17T00:22:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=44501"},"modified":"2024-04-23T16:02:00","modified_gmt":"2024-04-23T14:02:00","slug":"44501","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/44501","title":{"rendered":"Un pasticciaccio medio orientale tra Turchia, Grecia e &#8230; tanti altri"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO ORIENTALE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Grecia, Turchia, ZEE, NATO, EU&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi giorni sono state spesso citate dai media le posizioni greche e turche in merito allo sfruttamento esclusivo delle risorse petrolifere intorno nell\u2019Egeo. Il motivo \u00e8 legato alla definizione dei limiti delle rispettive ZEE in un\u2019area vastissima che si \u00e8 scoperta ricchissima di gas. Prima di entrare nello specifico, credo sia opportuno riassumere quanto sta succedendo e dare qualche elemento giuridico, se non altro per capire di cosa stiamo parlando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quelle calde acque mediorientali<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPartiamo dalla crisi attuale nel Mediterraneo orientale tra Grecia e Turchia. Secondo Atene lo status legale dell\u2019Egeo \u00e8 stato chiaramente regolato dai Trattati di Losanna e di Parigi del 1923 e del 1947. Il Trattato di Losanna del \u201923 dispose la smilitarizzazione delle isole greche di Lemno e Samotracia, quest\u2019ultima vicina allo Stretto dei Dardanelli, che fu anch\u2019esso pienamente smilitarizzato insieme a due isole turche. Per\u00f2, con il Trattato di Montreux, firmato nel 1936, si restitu\u00ec di fatto alla Turchia il diritto di rimilitarizzare la zona. Sebbene alla Grecia non fu riconosciuto un analogo diritto, la Turchia riconobbe che la stessa norma andava estesa anche alle isole greche dell\u2019Egeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Trattato di Parigi del 1947, concluso tra le potenze alleate della Seconda guerra mondiale e l\u2019Italia aveva assegnato alla Grecia le isole italiane del Dodecaneso (tra cui Rodi e Patmos) nell\u2019Egeo orientale (un tempo con sovranit\u00e0 turca, poi occupate dall\u2019Italia nella guerra di Libia del 1911, e rimaste sotto sovranit\u00e0 italiana sino al 1943). A tal riguardo l\u2019interpretazione greca del Trattato di Parigi \u00e8 che la Turchia, non avendo firmato l\u2019accordo (essendo durante la Guerra un Paese neutrale) non pu\u00f2 avanzare alcuna pretesa su questo arcipelago.<\/p>\n<figure id=\"attachment_44506\" aria-describedby=\"caption-attachment-44506\" style=\"width: 1383px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-44506 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/acque-eez-zeee-med-orientale.jpg\" alt=\"\" width=\"1383\" height=\"922\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/acque-eez-zeee-med-orientale.jpg 1383w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/acque-eez-zeee-med-orientale-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/acque-eez-zeee-med-orientale-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/acque-eez-zeee-med-orientale-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/acque-eez-zeee-med-orientale-1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1383px) 100vw, 1383px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-44506\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La zona economica esclusiva (ZEE) secondo Atene e Nicosia<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019innalzamento della tensione nel Mediterraneo orientale, ha come oggetto le trivellazioni di gas naturale nei pressi dell&#8217;isola greca di Kastellorizo, situata a pochi chilometri dalla costa turca, ma a circa 600 chilometri dalla terraferma greca a cui per\u00f2 appartiene legalmente. Come ricorderete, lo scorso 30 maggio, Erdogan ha firmato un Memorandum con la Libia secondo il quale la compagnia petrolifera di Stato turca, la <strong><span style=\"color: #008000;\">TPAO<\/span><\/strong>, poteva aveva avviare esplorazioni energetiche anche nei pressi delle isole della Grecia. Di fatto la pubblicazione confermava le intenzioni della Turchia di mettere in atto l\u2019accordo siglato lo scorso 27 novembre 2019 dal premier al-Sarraj e il presidente Erdogan che concordarono la delimitazione delle rispettive <strong><span style=\"color: #008000;\">Zone economiche esclusive (ZEE)<\/span><\/strong>, nonostante non fossero stati approvati i confini marittimi decisi dai due Paesi dall\u2019ONU.&nbsp; Non ultimo, la firma da parte di Atene, il 6 agosto 2020, di un accordo con l\u2019Egitto per la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive, un versamento di benzina sul fuoco considerando i rapporti non certo idilliaci tra Ankara e il Cairo. In estrema sintesi, il contenzioso politico ed economico \u00e8 passato da dichiarazioni a diverse temperature ad una collisione, forse non intenzionale, tra due unit\u00e0 militari. &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costa turca nel Mediterraneo orientale \u00e8 di fatto limitata in una stretta striscia di acque a causa dell\u2019estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. Secondo Erdogan \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">La richiesta della Grecia di una zona di giurisdizione marittima di 40.000 chilometri quadrati a causa dei 10 chilometri quadrati di terra occupati dall\u2019isola di Kastellorizo \u00e8 assolutamente illogica<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Se questo pu\u00f2 sembrare logico da una parte, dall\u2019altro le rivendicazioni elleniche sono basate sulla Convenzione di Montego Bay, che ovviamente non \u00e8 riconosciuta dalla Turchia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-44507\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/sirte.png\" alt=\"\" width=\"837\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/sirte.png 766w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/sirte-300x135.png 300w\" sizes=\"(max-width: 837px) 100vw, 837px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La pretesa baia storica della Sirte non fu accettata in quanto non conforme ai seguenti requisiti previsti da UNCLOS ovvero che fosse un golfo aperto, notorio con un effettivo esercizio di autorit\u00e0 da parte dello Stato che proclama il diritto ed un&#8217;acquiescenza degli Stati terzi nei confronti dell&#8217;esercizio di autorit\u00e0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 l\u2019unico caso nel Mediterraneo. Ricorderete la disputa sul Golfo della Sirte, propugnata negli anni &#8217;70 dalla Libia di Gheddafi, che si basava su un principio, tra l&#8217;altro previsto da UNCLOS delle baie storiche, e del diritto nel caso di poter tracciare linee di base diritte. All\u2019epoca, la maggior parte delle nazioni non riconobbe la richiesta di una nuova linea di base perch\u00e9, in accordo con UNCLOS, essa non era conforme alla forma della costa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Come si evolver\u00e0?<\/span><\/strong><br \/>\nSebbene la situazione sia complessa, costretta tra la volont\u00e0 di Erdogan di imporre la sua immagine ed i limiti politici dati dall&#8217;appartenenza ad un&#8217;Alleanza politico-militare alla quale la Turchia appartiene. In altre parole la Turchia sa che non pu\u00f2 forzare troppo la mano e che dovr\u00e0 trovare una soluzione politica, forse attraverso la mediazione di un terzo Paese, la Francia, che si \u00e8 affacciato prepotentemente nell&#8217;area. Interessante la dichiarazione di <strong><span style=\"color: #008000;\">Charles Kupchan<\/span><\/strong>, senior fellow del Council on Foreign Relations, che, sebbene preoccupato dalla situazione, ha dichiarato al quotidiano Al Jazeera che \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">In un certo senso, stiamo assistendo ad una risposta diplomatica diretta e penso che i francesi stiano cercando di dire aspettate, proveremo a raffreddare la temperatura prima che le cose sfuggano di mano<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Un impegno che Parigi non elargir\u00e0 senza pretendere un suo vantaggio personale, conscio dell\u2019ignavia dell\u2019Unione Europea e dei suoi Stati Membri, compresa l\u2019Italia. Non dimentichiamo che i greco-ciprioti, dopo la scoperta dei giacimenti di gas, stipularono accordi con l&#8217;Egitto ed Israele per definire i limiti delle rispettive ZEE con concessioni alla francese Total (ops), alla coreana KOGAS ed anche alla compagnia italiana ENI, una cui nave, la Saipem 12000, dopo cinque giorni di blocco da parte di una nave militare turca fu costretta a lasciare l&#8217;area.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-44509 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/saipem-12000.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"400\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un&#8217;immagine della nave da ricerca italiana Saipem 12000 ANSA\/www.saipem.com&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora i Francesi hanno inviato un gruppo navale nell&#8217;area, con la scusa di un&#8217;esercitazione bilaterale con i Greci, e firmato un accordo di utilizzo di una base navale a Cipro. Una presenza importante che non pu\u00f2 essere trascurata. E&nbsp; il Governo italiano che vuole fare?&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Da che parte sta la ragione secondo il Diritto internazionale?<\/span><\/strong><br \/>\nInnanzitutto quando si parla di diritto internazionale, per sommi capi, si intende l\u2019insieme dei trattati e delle norme di diritto consuetudinario che viene stabilito attraverso le azioni che gli Stati intraprendono accettando un comune obbligo legale. Ovviamente il diritto internazionale cambia sia attraverso il cambiamento dei regimi dei trattati, sia quando vengono accettate nuove e diverse norme legali dagli Stati. Per le controversie marittime il diritto internazionale consuetudinario ed il diritto dei trattati svolgono un ruolo centrale e costante nell&#8217;evoluzione del diritto del mare. Di contro, il diritto internazionale consuetudinario non sempre \u00e8 di immediata comprensione e accettazione ma le cosiddette usanze internazionali sono ancora considerate vincolanti come legge in tutto il mondo non perch\u00e9 sono consentite dalla giurisprudenza ma perch\u00e9 ritenute vincolanti sulla base della pratica statale e della opinio iuris. La Corte internazionale di giustizia ha affermato che &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">non solo gli atti in questione devono costituire una pratica consolidata, ma devono anche essere tali, o essere eseguiti in modo tale, da provare la convinzione che tale pratica sia resa obbligatoria dall&#8217;esistenza di una norma di legge che lo richiede.<\/span><\/em><\/strong>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-8829 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Congress_deciding_over_passing_UNCLOS.png\" alt=\"\" width=\"663\" height=\"442\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Congress_deciding_over_passing_UNCLOS.png 560w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Congress_deciding_over_passing_UNCLOS-300x200.png 300w\" sizes=\"(max-width: 663px) 100vw, 663px\" \/>Premesso quanto sopra, il documento di riferimento pi\u00f9 importante \u00e8 la <a href=\"https:\/\/www.un.org\/Depts\/los\/convention_agreements\/texts\/unclos\/unclos_e.pdf\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS)<\/span><\/strong><\/a>, chiamata anche Convenzione sul diritto del mare o trattato sul diritto del mare. Ne abbiamo parlato in altri articoli, ma come si dice repetita iuvant, \u201cripetere le cose giova alla loro comprensione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">UNCLOS<\/span><\/strong> \u00e8 un accordo internazionale risultato della terza Conferenza delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS III), avvenuta tra il 1973 e il 1982. Questa convenzione definisce i diritti e le responsabilit\u00e0 delle nazioni rispetto al loro utilizzo degli oceani del mondo, stabilendo linee guida per le imprese, l&#8217;ambiente e la gestione delle risorse naturali marine. Il significato politico ed economico di questo Trattato \u00e8 quindi importantissimo. La Convenzione, conclusa nel 1982, \u00e8 entrata in vigore nel 1994. A giugno 2016, 167 paesi e l&#8217;Unione Europea hanno aderito alla Convenzione, nonostante non sia ancora chiaro in che misura essa codifichi il diritto internazionale consuetudinario. L\u2019ONU fornisce sostegno alle riunioni degli Stati parti della Convenzione ma <strong><span style=\"color: #008000;\">non<\/span><\/strong> ha un ruolo operativo diretto nell&#8217;attuazione della Convenzione. Questo spiega come alcune questioni in aree spinose del mondo siano ancora aperte. Importante \u00e8 comunque il ruolo svolto dall&#8217;Organizzazione marittima internazionale (IMO), la Commissione internazionale per la caccia alle balene e l&#8217;Autorit\u00e0 internazionale dei fondali marini (ISA).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-44511 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/da-site-tufts.edu_.png\" alt=\"\" width=\"1044\" height=\"584\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/da-site-tufts.edu_.png 1044w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/da-site-tufts.edu_-300x168.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/da-site-tufts.edu_-1024x573.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/da-site-tufts.edu_-768x430.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1044px) 100vw, 1044px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">schema didattico delle zone marittime&nbsp; da tufts.edu<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica, UNCLOS definisce in modo specifico le varie zone e caratteristiche marittime. Tuttavia, vi sono controversie in corso in tutto il mondo sulla definizione di tali zone che generano contenziosi con aspetti anche militari. Essendo un trattato multilaterale, accettato dalla maggior parte delle nazioni, ha una connotazione consuetudinaria, sostenuta dalla opinio juris ed ha validit\u00e0 solo per i firmatari che lo hanno ratificato. E qui nascono i problemi.&nbsp; Vedremo presto che succeder\u00e0 in questo pasticciaccio mediorientale.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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