{"id":44367,"date":"2020-08-16T00:05:32","date_gmt":"2020-08-15T22:05:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=44367"},"modified":"2026-03-30T18:11:08","modified_gmt":"2026-03-30T16:11:08","slug":"la-storia-dellumbria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/44367","title":{"rendered":"Il relitto dell&#8217;Umbria, un frammento della storia italiana sotto la superficie del mare"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: RELITTI<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR ROSSO<\/span><\/strong><br>parole chiave: Umbria<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella seconda guerra mondiale il Mar Rosso era gi\u00e0 un&#8217;importante via d&#8217;acqua che collegava l&#8217;Europa alle colonie britanniche del sud est asiatico. come l&#8217;India. Il giorno in cui l&#8217;Italia dichiar\u00f2 guerra alla Gran Bretagna, una nave da carico italiana, l&#8217;Umbria, per non cadere in mano al nemico, si affond\u00f2 a poco pi\u00f9 di 20 miglia da Port Sudan. Raccontiamo la sua storia e del suo relitto.&nbsp;<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/umbria-relitto-1024x678.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 umbria-relitto-1024x678.jpg\" width=\"1057\" height=\"700\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quello che resta dell&#8217;Umbria, uno dei pi\u00f9 belli relitti del mondo &#8211; photo credit \u00a9laleena<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Umbria<\/span><\/strong> era diretta verso una colonia italiana, l&#8217;Eritrea. Era un cargo con un carico strategico e si trov\u00f2 improvvisamente in una situazione delicata e senza alternative.<\/p>\r\n<table>\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Non fu l\u2019unica nave a terminare la sua vita in quelle calde acque. Nel 1997, durante una sosta a Massaua, ebbi la possibilit\u00e0 di fare un\u2019immersione sull\u2019Urania, una delle tante altre navi italiane autoaffondatesi per non cadere in mano agli Inglesi. La nave, allo scoppio delle ostilit\u00e0, quando l\u2019Eritrea stava per cadere in mano inglesi, si rifugi\u00f2 nel golfo interno della Grande Dahlak, dove si autoaffond\u00f2 il 3 aprile 1941. Il relitto \u00e8 ancora visibile e giace semisommerso sulla fiancata sinistra su un fondale di 20-25 metri. L\u2019immersione \u00e8 molto bella e si possono osservare i larghi squarci delle cariche esplose per l\u2019autoaffondamento \u2026 tutto intorno si ritrovano vetri multicolori delle porte, contorti dall&#8217;esplosione, che riflettono le luci dall\u2019alto.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma torniamo all\u2019Umbria, un relitto che non ho mai visitato, e fa parte di quella lunga lista che ho in programma da anni. Ne parlai anche con <strong><span style=\"color: #008000;\">Aurora Branciamore<\/span><\/strong> ad Ustica, nel 2019, grande conoscitrice delle acque del Sudan. Per raccontare la storia di questa nave ho fatto delle ricerche su internet, che sicuramente non sono esaustive di quell\u2019evento, ma si basano sulle testimonianze del primo ufficiale dell\u2019Umbria, Zarli.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-44378 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/vecchia-automobile-dentro-ii-il-relitto-della-nave-di-guerra-mondiale-mar-rosso-52726924-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1056\" height=\"704\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le Fiat Balilla L nel relitto dell&#8217;Umbria &#8211; da www.fondali.it<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La storia<\/span><\/strong><\/span><br>L&#8217; <strong><span style=\"color: #008000;\">Umbria <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">era<\/span> un mercantile di oltre 10.000 tonnellate, con un cassero centrale e due ponti e 60 cabine, ed era stata costruita nel 1911 ad Amburgo, Germania. Battezzata originariamente con il nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">Bahia Blanca<\/span><\/strong> fu destinata ad operare in Argentina come nave da carico e passeggeri. Lunga 155 metri, larga 18, venne poi acquistata dal Lloyd Triestino, e quindi requisita nel 1935 dal governo italiano e trasformata in nave da carico e trasporto di truppe. La nave venne allora ribattezzata <strong><span style=\"color: #008000;\">Umbria<\/span><\/strong>. &nbsp;<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-44374\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/umbria4.jpg\" alt=\"\" width=\"1053\" height=\"1013\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/umbria4.jpg 480w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/umbria4-300x289.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1053px) 100vw, 1053px\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;Umbria<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1940 l\u2019Umbria era diretta a Massaua con un equipaggio composto da 77 persone ed un carico importante di esplosivi ma anche di cemento e merci varie. In stiva trasportava anche delle automobili, delle bottiglie di vino, e teodoliti per le attivit\u00e0 geografiche. Il carico, imbarcato a Genova e Napoli, era diretto ai porti di Massaua e Assab, per l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Africa orientale italiana<\/span><\/strong>, e avrebbe dovuto proseguire poi verso Calcutta. Partita il 28 maggio 1940, attravers\u00f2 il canale di Suez il 4 giugno, dopo essersi rifornita a Porto Said con 1000 tonnellate di carbone e 130 di acqua. Nell\u2019occasione, salirono a bordo i due piloti (obbligatori per transitare nel canale) e alcuni marinai britannici. Stranamente il transito dur\u00f2 ben pi\u00f9 del previsto.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-44379 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/hms-Grimsby.jpg\" alt=\"\" width=\"1049\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/hms-Grimsby.jpg 900w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/hms-Grimsby-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/hms-Grimsby-768x543.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1049px) 100vw, 1049px\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">lo sloop HMS Grimsby<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 6 giugno a Suez, gli Inglesi fecero scortare l\u2019Umbria dallo sloop <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Grimsby<\/span><\/strong>, mentre dirigeva per Massaua. Il giorno 9 giugno, a largo di Port Sudan sul <strong><span style=\"color: #008000;\">Wingate Reef<\/span><\/strong>, l\u2019Umbria venne nuovamente fermata per un controllo ispettivo. I Britannici, nonostante la guerra non fosse ancora stata dichiarata, dopo una viva discussione, occuparono militarmente la nave con una squadra comandata da due ufficiali, il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di corvetta Steven<\/span><span style=\"color: #008000;\">s<\/span><\/strong>, un capitano di macchina, 10 sottufficiali (in grado di prendere possesso dei servizi della nave) e 20 marines. Sotto la minaccia delle armi, l\u2019Umbria venne quindi dirottata verso la rada di Porto Sudan, al Wingate Anchorage. La situazione divenne critica e la presenza britannica a bordo fece comprendere al comandante dell\u2019Umbria le vere intenzioni degli Inglesi: non un controllo ispettivo ma il sequestro dell&#8217;ingente carico bellico.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle ore 18,15 del 9 giugno, il <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante Muiesan<\/span><\/strong> entr\u00f2 nella sua cabina ed accese la sua piccola radio privata; da una stazione capt\u00f2 il seguente messaggio: \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Attenzione, attenzione, trasmissione straordinaria per le FF.AA. italiane ed operai dell\u2019A.O.I., la guerra sar\u00e0 dichiarata e le ostilit\u00e0 inizieranno alle ore 24.00.<\/span><\/strong><\/em>\u201c<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto Muiesan non ebbe esitazioni e decise di procedere per l\u2019autoaffondamento per non lasciare la nave in mano \u201cnemica\u201d con tutto il suo prezioso carico. Il suo <strong><span style=\"color: #008000;\">primo ufficiale Zarli<\/span><\/strong>, che ebbe un ruolo di primo piano nell\u2019azione, racconta che, Muiesan fece distruggere tutta la documentazione compromettente ed i codici segreti, quindi in accordo con il suo staff, simul\u00f2 una manovra di esercitazione per procedere all\u2019affondamento. Forse qualche bottiglia di troppo aperta dai Britannici, che sembra avessero saccheggiato la cantina di bordo, diede tempo al <strong><span style=\"color: #008000;\">Direttore di macchina Costa<\/span><\/strong> di aprire indisturbati le prese a mare per imbarcare acqua e far affondare il mercantile. Una scelta difficile e coraggiosa che nessun comandante \u00e8 felice di prendere.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il personale scese in sala macchine e danneggi\u00f2 con delle mazze le prese a mare principali, l\u2019ausiliaria e la porta stagna della galleria porta-assi, e lo stesso <strong><span style=\"color: #008000;\">Zarli<\/span> <\/strong>con il <strong><span style=\"color: #008000;\">nostromo Bonacorso<\/span><\/strong> ed il caporale di macchina corsero a poppa ad aprire i portelloni di tutte due le parti, per far si che l\u2019acqua entrasse con pi\u00f9 vigore.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-44371\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/poppa-umbria-da-bluemarea.jpg\" alt=\"\" width=\"1010\" height=\"686\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/poppa-umbria-da-bluemarea.jpg 480w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/poppa-umbria-da-bluemarea-300x204.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1010px) 100vw, 1010px\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/La poppa sommersa dell'Umbria - da sito www.blumarea.com\">La poppa sommersa dell&#8217;Umbria &#8211; da sito www.blumarea.com<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Due dei marinai inglesi di guardia, accorgendosi della grossa falla, avvisarono il ponte della grave avaria. Il capitano Muiesan, fingendo di non conoscerne la causa, recit\u00f2 la sua parte e diede l&#8217;ordine di abbandonare la nave. Il comandante Stevens corse in cabina dal capitano e gli chiese concitatamente che cosa stava succedendo. Muiesan gli rispose che era scoppiata la guerra, la nave sta affondando e l&#8217;unica cosa da fare era di raccogliere la sua gente ed abbandonare la nave.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu cos\u00ec che le lance furono messe a mare e l\u2019equipaggio italiano e i marinai britannici abbandonarono la nave. Gli ultimi furono Stevens e Muiesan. Come tradizione marinaresca il comandante italiano invit\u00f2 a scendere Stevens dicendo che sarebbe sbarcato per ultimo. &nbsp;Rapidamente l\u2019Umbria si appoggi\u00f2 su un fianco, reclinandosi sulla murata di sinistra ed affond\u00f2 con il suo prezioso carico dopo un\u2019agonia di due ore. L\u2019equipaggio italiano fu quindi internato per cinque anni di prigionia, trasferito e rinchiuso in condizioni disumane nei campi dei prigionieri di guerra in India fino al 26 aprile 1946.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-44373\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/umbria-relitto.jpg\" alt=\"\" width=\"1054\" height=\"751\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/umbria-relitto.jpg 480w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/umbria-relitto-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1054px) 100vw, 1054px\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la prua del relitto dell&#8217;Umbria da <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.nauticareport.it\/dettnews.php?idx=6&amp;pg=3722\">sito<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Perch\u00e9 ho voluto raccontare questa storia?<br><\/span><\/strong>Perch\u00e9 l\u2019autoaffondamento dell\u2019Umbria fu il primo atto eroico italiano della seconda guerra mondiale. Quelle munizioni sarebbero state di grande utilit\u00e0 per i Britannici e gli furono negate. Per ironia della sorte a quegli uomini non fu data nessuna qualifica di combattente e nessun risarcimento, malgrado gli esposti inviati a Presidenti della Repubblica, Ministri della Difesa, etc \u2026 ricevendo un trattamento pensionistico basato su dati anagrafici e non sui contributi assicurativi versati alla previdenza marinara durante tutto il periodo del lavoro svolto sul mare.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La prima scoperta<\/span><\/strong><br>Il relitto dell\u2019Umbria giace ora sul fondo del mare, inclinato con un angolo di 60 gradi, con gran parte del suo prezioso carico ancora a bordo. Fu scoperta dopo la guerra, il conflitto era terminato da pochi anni e un austriaco, <strong><span style=\"color: #008000;\">Hans Hass<\/span><\/strong>, noto per la sua audacia e curiosit\u00e0, si immerse su quel relitto conosciuto dai pescatori. Era il 1949 e &nbsp;Hass raggiunse con una feluca e due pescatori il punto dell\u2019affondamento. Si dice che lo fece di nascosto, prima ancora di ricevere dalle autorit\u00e0 i permessi necessari.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo libro \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Manta<\/span><\/strong>\u201d Hans Hass racconta: \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Mi sembrava d\u2019essere un cavaliere del buon tempo antico che, giunto alla soglia di un castello incantato, si dispone, insieme affascinato e titubante, a forzarne l\u2019entrata \u2026 era la prima immersione con autorespiratore che compissi da sette anni e, a Vienna, non avevo certo sognato che potesse svolgersi a picco su una nave sommersa.<\/span><\/strong><\/em>\u201d Hans perlustr\u00f2 la lunga coperta, le fiancate e si addentr\u00f2 nell\u2019interno di quella grande nave che riposava \u201cin grembo al mare\u201d.<\/p>\r\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_n-vYv6pldtA\"><div id=\"lyte_n-vYv6pldtA\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/n-vYv6pldtA\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/n-vYv6pldtA\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/n-vYv6pldtA\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt;\"><span style=\"color: #008000;\">Un viaggio da sogno ma con molti rischi<\/span><\/span><\/strong><br>Immergersi su questo relitto \u00e8 un sogno per molti subacquei che, con la sua lunghezza di 153 metri, giace a ridosso di una bella barriera corallina, ed \u00e8 ancora oggi uno dei pi\u00f9 bei punti di immersione del Sudan, fruibile senza difficolt\u00e0 con una guida esperta anche nei suoi interni. E\u2019 ancora possibile vedere parte del carico, le bombe, le cucine e le famose <strong><span style=\"color: #008000;\">Fiat Balilla<\/span><\/strong>. Per gli appassionati di fotografia \u00e8 fonte di innumerevoli scorci che raccontano la storia di quella grande nave e della natura che lentamente se ne \u00e8 appropriata. L\u2019Umbria non \u00e8 solo un relitto ma un frammento della storia italiana sotto la superficie del mare.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<table>\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #eaf272;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt; color: #008000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Per realizzare questo viaggio sconsiglio i viaggi fai da te<\/span><br>In certe regioni del Sudan il rischio di sequestro \u00e8 considerato elevatissimo ma anche nel resto del Paese questo rischio non pu\u00f2 essere escluso. In settembre e novembre 2019, dei conflitti tribali a Port Sudan hanno causato parecchi morti e feriti. Si raccomanda di informarsi sul sito del ministero degli Esteri sulla situazione attuale prima di un eventuale soggiorno. Sul posto, attenersi sempre alle istruzioni delle autorit\u00e0 locali in merito ai coprifuoco, evitando di spostarsi la notte. Rivolgersi sempre a operatori turistici professionali. Un\u2019ottima soluzione \u00e8 usufruire, qualora disponibili, delle crociere organizzate a bordo della Felicidad,&nbsp; una barca a gestione italiana, contattando Aurora Branciamore&nbsp;Tel 06\/5090585, Cell. 336\/868882 che da anni organizza crociere in mar Rosso.<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Fonti<\/span><\/strong><br>Nave Umbria Wikipedia<\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.nautica.it\/relitti-famosi\/verita-nave-umbria\/\">https:\/\/www.nautica.it\/relitti-famosi\/verita-nave-umbria\/<\/a><\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.nauticareport.it\/dettnews\/report\/lultimo_segreto_nel_relitto_dellumbria-6-3722\/\">https:\/\/www.nauticareport.it\/dettnews\/report\/lultimo_segreto_nel_relitto_dellumbria-6-3722\/<\/a><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; .ARGOMENTO: RELITTIPERIODO: XX SECOLOAREA: MAR ROSSOparole chiave: Umbria &nbsp; Nella seconda guerra mondiale il Mar Rosso era gi\u00e0 un&#8217;importante via d&#8217;acqua che collegava l&#8217;Europa alle colonie britanniche del sud est asiatico. come l&#8217;India. 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