{"id":43948,"date":"2019-07-09T00:20:43","date_gmt":"2019-07-08T22:20:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=43948"},"modified":"2026-07-08T17:37:01","modified_gmt":"2026-07-08T15:37:01","slug":"43948","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43948","title":{"rendered":"Nei mari della Polinesia: il mistero della mappa di Tupaia &#8211; II parte"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Cook, Tupaia, Polinesia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u00a0<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una visione diversa<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNella concezione occidentale la &#8220;modellazione geografica&#8221; \u00e8 basata su rappresentazioni cartografiche bidimensionali. Per poter rappresentare delle superfici geografiche \u00e8 necessario trasferire la forma \u201csferica\u201d della Terra su un piano, adottando una serie di &#8220;proiezioni&#8221; ovvero delle diverse rappresentazioni legate alla geometria adottata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ricorderete da altri articoli, ogni rappresentazione ha vantaggi differenti a seconda dell&#8217;uso che la carta dovr\u00e0 avere; ad esempio, la <strong><span style=\"color: #008000;\">rappresentazione di Mercatore<\/span><\/strong> ha il vantaggio di mantenere inalterati gli angoli disegnati su una griglia di disegno, un fattore non da poco per tutti coloro che devono seguire una rotta. Sulla griglia disegnata si possono disegnare delle posizioni identificate da valori angolari. Mi riferisco in particolare alla <strong><span style=\"color: #008000;\">latitudine<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">longitudine<\/span><\/strong>, misurate rispettivamente lungo i meridiani (per convenzione da quello di Greenwich verso Est o verso Ovest) ed i paralleli, misurati dall\u2019Equatore verso i Poli geografici (verso Nord o verso Sud).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32441 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/1280px-Ortelius_-_Maris_Pacifici_1589.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"886\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/1280px-Ortelius_-_Maris_Pacifici_1589.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/1280px-Ortelius_-_Maris_Pacifici_1589-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/1280px-Ortelius_-_Maris_Pacifici_1589-768x532.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/1280px-Ortelius_-_Maris_Pacifici_1589-1024x709.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/1280px-Ortelius_-_Maris_Pacifici_1589-1200x831.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">mappa del Pacifico di Ortelio, XVI secolo, dove compare la griglia di meridiani e paralleli<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nOvviamente questo modo di rappresentare il mondo, utilizzando dei riferimenti scelti politicamente (Greenwich non fu scelto a caso) fu funzionale alle esigenze dell&#8217;epoca, diventando poi un riferimento universale per tutti.<\/span><\/strong> La rotta di una nave poteva essere cos\u00ec seguita mediante diversi sistemi e tracciandola su carte orientate geograficamente in cui tutte le posizioni erano riferite ad un valore di latitudine o di longitudine. La determinazione della latitudine e della longitudine erano\u00a0 e sono quindi sempre riferite ad una griglia di disegno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16689 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/mappa-polinesiana-e1507322067657.jpg\" alt=\"\" width=\"557\" height=\"418\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come navigavano i Polinesiani?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPer noi Occidentali il sistema principe di navigazione si basa quindi sul concetto di latitudine e di longitudine applicato su carte geografiche orientate N-S e W-E. Nel caso dei navigatori Polinesiani, che non conoscevano la bussola, tale principio non esisteva, basandosi su riferimenti concettualmente differenti che consideravano parametri anche non correlati fra di loro per perseguire gli orientamenti per mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di dare una spiegazione, vale la pena leggere la testimonianza di John Marra sulle metodologie di navigazione dei Polinesiani:<br \/>\n\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">As their whole art of navigation depends upon their minutely observing the motions of the heavenly bodies, it is astonishing with what exactness their navigators can describe the motions and changes of those luminaries. There was not a star in their hemisphere fixt or erratic but Tupaia could give a name to, tell when and where it would appear and disappear; and what was still more wonderful, could foretell from the aspect of the heavens the changes of the wind, and the alterations of the weather, several days before they happened. By this intelligence he had been enabled to visit most of the islands for many degrees round that of which he was a native. By the sun they steer in the day, and by the stars they steer in the night; and by their skill in presaging the weather, they can without danger lengthen or shorten their voyage as appearances are for or against them<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un metodo quindi decisamente diverso per cui il <strong><span style=\"color: #008000;\">centro geografico dell&#8217;orientamento alla navigazione non era dato da uno schema geografico ma dal marinaio stesso che navigava riferendosi alla vita marina locale, al vento e alla corrente, al sole, al sorgere delle stelle e dei pianeti e infine alle isole che incontrava.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica, per poter navigare, il marinaio si orientava affinando la sua posizione continuamente, osservando i movimenti delle stelle (di notte), del sole (di giorno) e le direzioni del vento e dei treni d\u2019onda. Le nozioni astronomiche si basavano sul calendario lunare tahitiano che forniva le posizioni azimutali di tutti gli astri e della luna, con il sorgere ed il tramonto delle stesse ad una data latitudine. In parole semplici, quei straordinari marinai\u00a0 memorizzavano un almanacco stellare che diventava strumento continuo per affinare i loro cambiamenti di rotta. In pratica i navigatori polinesiani avevano compreso che le stelle fisse non cambiavano la loro posizione l&#8217;una rispetto all&#8217;altra e conoscevano quali stelle e pianeti erano visibili in certe stagioni dell&#8217;anno, essendo quindi in grado di identificare le stelle quando si innalzavano dall\u2019orizzonte e dedurre la loro posizione per trovare una direzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riferimento pi\u00f9 importante era la costellazione della <strong><span style=\"color: #008000;\">Croce del Sud<\/span><\/strong> che, come la <strong><span style=\"color: #008000;\">stella polare,<\/span><\/strong> ha una direzione fissa indicando per\u00f2 il Sud. La sua forma richiama un aquilone dove l\u2019allineamento della stella superiore Kaulia\/Gacrux e di quella inferiore, Ka Mole Honua\/Acrux, mostra la direzione meridionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come per la stella polare nell\u2019emisfero nord, anche la Croce del Sud si alza man mano che ci si avvicina al polo sud. Ad esempio, avevano notato che, alla latitudine delle Hawaii, la distanza dalla stella superiore alla stella inferiore era uguale a quella dalla stella inferiore all\u2019orizzonte, circa 6 gradi. Questa configurazione si verifica solo alla latitudine delle Hawaii.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tupaia usava quindi una <strong><span style=\"color: #008000;\">bussola stellare<\/span><\/strong> (star compass), <strong><span style=\"color: #008000;\">un costrutto mentale e non tecnologico come la bussola<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">in cui l\u2019orizzonte visivo viene suddiviso in 32 \u201ccase\u201d dove una casa \u00e8 una parte dell\u2019orizzonte dove risiede un corpo celeste. Ciascuna delle 32 case \u00e8 separata da 11,25\u00b0 di arco per un cerchio completo di 360\u02da.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16688 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/star-compass-e1507321898304.jpg\" alt=\"\" width=\"692\" height=\"381\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Praticamente i maestri navigatori polinesiani riuscivano ad orientarsi correlando i movimenti delle costellazioni durante l\u2019arco notturno, deducendo cos\u00ec le direzioni per raggiungere le isole di destinazione. Nozioni astronomiche antiche la cui origine \u00e8 ancora da scoprire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma non solo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI Polinesiani erano in grado di integrare la loro posizione attraverso l&#8217;osservazione del volo degli uccelli marini, della direzione delle onde, dei riflessi sulla parte inferiore delle nuvole, della fosforescenza dei mari (bioluminescenza). Un portolano mentale che completava il quadro di conoscenze dei maestri navigatori come Tupaia e che non poteva essere compreso da Cook.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32432 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/A_Maori_man_and_Joseph_Banks_exchanging_a_crayfish_for_a_piece_of_cloth_c._1769.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1075\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/A_Maori_man_and_Joseph_Banks_exchanging_a_crayfish_for_a_piece_of_cloth_c._1769.jpg 1600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/A_Maori_man_and_Joseph_Banks_exchanging_a_crayfish_for_a_piece_of_cloth_c._1769-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/A_Maori_man_and_Joseph_Banks_exchanging_a_crayfish_for_a_piece_of_cloth_c._1769-768x516.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/A_Maori_man_and_Joseph_Banks_exchanging_a_crayfish_for_a_piece_of_cloth_c._1769-1024x688.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/A_Maori_man_and_Joseph_Banks_exchanging_a_crayfish_for_a_piece_of_cloth_c._1769-1200x806.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">disegno attribuito a Tupaia sullo scambio di un&#8217;aragosta tra un maori con un membro dell&#8217;equipaggio dell&#8217;HMS Endeavour<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Molto di pi\u00f9 di un disegno approssimativo<\/span> <\/span><\/strong><br \/>\nBasandosi su principi cartografici decisamente diversi, gli oggetti disegnati sulla mappa non potevano essere geograficamente correlabili fra loro. Questo fatto fu compreso da Tupaia che nella sua mappa and\u00f2 oltre il concetto di direzione cardinale assoluta, posizionandosi in un punto, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Avatea<\/span><\/strong>, che di fatto non si basava sul metodo utilizzato dai cartografi europei. Interessante il fatto che Avatea, tradotto dagli Europei &#8220;mezzogiorno&#8221;, veniva determinato dalla massima elevazione del sole ovvero quando il sole si trovava allo zenith.\u00a0Per comprendere meglio, in quella mappa una rotta poteva iniziare ovunque ma ci\u00f2 che contava era la posizione relazionale delle isole all&#8217;interno dei percorsi di viaggio ed il loro orientamento da <strong><span style=\"color: #008000;\">Avatea<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le rotte erano chiaramente orientate rispetto Avatea. Per poter navigare, gli utilizzatori dovevano quindi porsi su una delle isole sulla carta e tracciare due linee immaginarie dalla loro posizione: una verso <strong><span style=\"color: #008000;\">Avatea<\/span><\/strong>, il loro nord posizionale, e l&#8217;altra verso l\u2019isola di destinazione. L&#8217;angolo misurato in senso orario dalla prima alla seconda linea era il rilevamento usato da Tupaia per indicare le isole. In una visione occidentale, il rilevamento pu\u00f2 essere espresso in gradi e quindi usato da una bussola. La cosa straordinaria \u00e8 che la differenza tra i rilevamenti tra isole conosciute presi sulla Mappa di Tupaia e quelli su una mappa di Mercatore era ben al di sotto di 5\u00b0 (quindi minimale). Le differenze erano invece maggiori quando le conoscenze personali sulle posizioni delle stesse diventavano pi\u00f9 vaghe.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/tupaia-map-1024x649.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 tupaia-map-1024x649.jpg\" width=\"1100\" height=\"697\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un altro problema erano le distanze<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>La distanza tra le isole disegnate sulla mappa di Tupaia non era un indicatore di distanza reale: non si misuravano in miglia ma solo in funzione del tempo necessario per il viaggio (notti di viaggio) e in qualche modo dipendeva dall&#8217;esperienza del viaggiatore. Inoltre, la forma delle isole non aveva nessuna somiglianza con quella disegnata sulle mappe realizzate dagli Occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Conclusioni<\/span><\/strong><br \/>\nLa mappa di Tupaia, al di l\u00e0 degli aspetti cartografici, \u00e8 una straordinaria testimonianza della capacit\u00e0 di navigazione dei marinai polinesiani; una visione olistica in cui tutte le scienze contribuivano per fornire ai navigatori le rotte necessarie per raggiungere isole lontane di quell\u2019oceano senza riferimenti strumentali. Questo tipo di mappe non potevano quindi essere direttamente comparabili con mappe basate su un sistema cartografico occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/00223344.2018.1512369\">studio<\/a> emerge la figura di Tupaia, maestro navigatore polinesiano e\u00a0 straordinario intermediario culturale del XVIII secolo, in grado di tradurre ed integrare un sistema indigeno di orientamento estremamente complesso in un metodo concettualmente diverso ma in qualche maniera comprensibile ai suoi interlocutori europei. Una conoscenza antica che Tupaia condivise con lo staff di Cook, consentendogli di proseguire in sicurezza il suo viaggio alla scoperta dell\u2019oceano Pacifico attraverso quei mari sconosciuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Perch\u00e9 Tupaia decise di condividere le sue conoscenze con quegli strani marinai arrivati da lontano?<\/span> <\/strong>Forse riconosceva la fine del suo mondo o forse Tupaia era affascinato dalle conoscenze scientifiche europee? Costruire una nuova mappa dovette essere un&#8217;impresa intellettuale stimolante ed affascinante che costru\u00ec un ponte fra due mondi lontani, travasando conoscenze che in Occidente, forse, si erano perdute nei millenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una bella storia, poco conosciuta, che fa sognare e che nasconde ancora molti misteri.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riferimenti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nJournal of Pacific History: <strong><a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/00223344.2018.1512369\">The Making of Tupaia\u2019s Map: A Story of the Extent and Mastery of Polynesian Navigation, Competing Systems of Wayfinding on James Cook\u2019s Endeavour, and the Invention of an Ingenious Cartographic System<\/a> <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/00223344.2018.1512369\">https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/00223344.2018.1512369<\/a><\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\/archives\/16678\">Nei mari della Polinesia, dal Kon Tiki al H\u014dk\u016ble\u2019a<\/a>,<\/strong> Andrea Mucedola, su Ocean4future<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32428\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43948\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVII SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: Cook, Tupaia, Polinesia \u00a0 Una visione diversa Nella concezione occidentale la &#8220;modellazione geografica&#8221; \u00e8 basata su rappresentazioni cartografiche bidimensionali. 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