{"id":43930,"date":"2020-07-10T00:10:32","date_gmt":"2020-07-10T00:10:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=43930"},"modified":"2025-10-20T17:41:22","modified_gmt":"2025-10-20T15:41:22","slug":"43930","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43930","title":{"rendered":"L&#8217;importanza delle portaerei in una marina moderna"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: MARINA MILITARE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: portaerei<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tra le innovazioni che hanno rivoluzionato la guerra navale nel XX secolo c\u2019\u00e9 sicuramente la portaerei la cui forza \u00e8 l\u2019associazione di due vettori (aereo e navale) che operano simultaneamente e sinergicamente in dimensioni diverse.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43942\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Cavour_5501-1.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"284\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nave Cavour<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da strumento inizialmente impiegato quasi esclusivamente in appoggio alle operazioni \u201cterrestri\u201d, durante la <strong><span style=\"color: #008000;\">Prima Guerra Mondiale<\/span><\/strong> il mezzo aereo si \u00e8 rivelato estremamente utile anche nelle rare occasioni nelle quali \u00e8 stato impiegato sul mare, a sostegno delle manovre navali. Ci\u00f2 ha lasciato intuire le potenzialit\u00e0 del \u201cnuovo\u201d mezzo, imbarcato ai fini della proiezione di potenza, nonostante lo scetticismo derivante principalmente da una sostanziale ignoranza di una forma di lotta (quella aerea) ancora tutta da approfondire. L\u2019idea di effettuare operazioni di volo da una nave in movimento era, infatti, considerata dai pi\u00f9 una insana aberrazione mentale. Ci\u00f2 nonostante, le vicende belliche e la continua ricerca di nuovi mezzi per avere la superiorit\u00e0 in mare spinse gli strateghi e gli ingegneri navali e aeronautici a effettuare studi specifici e approfondimenti teorici, per trovare soluzioni innovative che permettessero di sfruttare tutte le potenzialit\u00e0 operative del mezzo aereo imbarcato. La soluzione ipotizzata, un\u2019unit\u00e0 con un ponte di volo lungo quanto la nave stessa, permetteva di raggiungere gli obiettivi prefissati. Le successive esperienze della <strong><span style=\"color: #008000;\">Seconda Guerra Mondiale<\/span><\/strong> evidenzieranno che tale soluzione andr\u00e0 anche oltre le pi\u00f9 ottimistiche speranze degli ideatori, cambiando la fisionomia stessa degli scontri navali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43935\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/scarfi-portaerei-1.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"504\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/scarfi-portaerei-1.jpg 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/scarfi-portaerei-1-300x236.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Furious<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima unit\u00e0 militare costruita allo scopo di diventare una piattaforma mobile per gli aerei che operavano in supporto della forza navale fu la <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Furious<\/span><\/strong>, che cominci\u00f2 a navigare nel 1917, inquadrata nella squadra navale britannica come incrociatore da battaglia ma impiegata come portaerei sperimentale. Si trattava di un\u2019unit\u00e0 ibrida con un ponte di volo sopraelevato e un hangar, e permetteva l\u2019effettuazione di operazioni di volo da parte di velivoli dotati di ruote gommate. Una rivoluzione epocale se si tiene conto che, prima di quel momento, le (poche) unit\u00e0 che avevano velivoli a bordo (impiegati prevalentemente per ricognizione) venivano letteralmente lanciati in volo con delle catapulte e, una volta terminata l\u2019autonomia, dovevano ammarare (avevano dei pattini che permettevano il galleggiamento) prima di venire recuperati a bordo con una gru. Operazioni lunghe e difficoltose, queste ultime, che costringevano le navi a rimanere immobili sull\u2019acqua fino al termine del recupero, con tutti gli intuibili pericoli in tempo di guerra. La britannica Furious, invece, aveva la capacit\u00e0 di far decollare e appontare i propri velivoli continuando a rimanere in navigazione, con un unico vincolo: mantenere rotta e velocit\u00e0 costanti fino al termine delle operazioni di volo. Sulla scorta delle esperienze di quella guerra, le principali marine approfondirono gli studi per rendere le portaerei pi\u00f9 operativamente efficaci, marcando la sostanziale fine dell\u2019epoca delle corazzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nonostante fossero ancora agli inizi di una nuova era, gi\u00e0 allora gli strateghi avevano chiara la notevole differenza esistente tra il teatro operativo della Marina e quello dell\u2019Aeronautica<\/span><\/strong>, i diversi impieghi e, di conseguenza, il diverso addestramento cui dovevano essere sottoposti i piloti. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ci\u00f2 indusse le principali marine, guidate da personaggi lungimiranti, a costituire forze aeree (mezzi, piloti e personale specialistico) dedicate e dipendenti da una catena di Comando che facesse capo ai vertici della Marina.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervallo tra le due guerre vide un notevole sviluppo tecnico di questa nuova unit\u00e0 navale, con soluzioni tecniche e organizzative che rivoluzionarono anche l\u2019aspetto dei nuovi giganti del mare, quali l\u2019abbandono del ponte di volo sopraelevato rispetto alla struttura a favore di unit\u00e0 completamente dedicate alle operazioni di volo, come la USS Lexington (CV 2 &#8211; foto) e la USS Saratoga (CV 3), che presentavano un aspetto molto simile alle portaerei odierne, dotate di grande ponte di volo e di sottostante hangar con officine. Rapidamente anche Giappone, Regno Unito e Francia si accodarono nella corsa alla portaerei, compatibilmente con le risorse disponibili e i vincoli dettati dagli accordi sottoscritti durante la Conferenza di Washington del 1920-1922.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 31 agosto 1939, ultimo giorno di pace in Europa, vedeva gli Stati Uniti con cinque portaerei operative e due in costruzione, il Regno Unito con sette operative e sei in costruzione, il Giappone con sei e due, la Francia con una operativa e una in costruzione e la Germania con una portaerei in costruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">E l\u2019Italia?<br \/>\n<\/span><\/strong>Nonostante la<strong><span style=\"color: #008000;\"> conferenza di Washington<\/span><\/strong> avesse riconosciuto all\u2019Italia una posizione tra le cinque potenze navali mondiali (a parimerito con la Francia, dopo Stati Uniti, Regno Unito e Giappone) <strong><span style=\"color: #008000;\">i nostri strateghi ritenevano di non avere bisogno di portaerei, in quanto la penisola era considerata una naturale portaerei protesa sul Mediterraneo<\/span><\/strong>. <strong><span style=\"color: #008000;\">Per quale motivo progettare un\u2019unit\u00e0 che non aveva ragione d\u2019essere?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43938\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/scarfi-portaerei-3.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/scarfi-portaerei-3.jpg 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/scarfi-portaerei-3-300x196.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Conte di Cavour dopo l&#8217;attacco a Taranto &#8211; USMM<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019andamento della guerra dimostr\u00f2 quanto quel ragionamento fosse sbagliato e quanto, invece, fosse utile avere una portaerei inserita nei dispositivi navali, essendo anche capace tra l\u2019altro di risolvere gli scontri senza che le forze avversarie potessero \u201cvedersi\u201d e scambiarsi colpi di cannone, come avvenne a Midway. Il fondamentale ruolo assunto da queste importanti unit\u00e0 \u00e8 anche sottolineato dal fatto che le portaerei britanniche, per esempio, ebbero un ruolo decisivo nel bloccare e sconfiggere le forze navali tedesche (ad esempio l\u2019affondamento della Bismarck), nel portare attacchi aerei contro basi navali avversarie (si ricordi la terribile notte di Taranto) e nel rifornire Malta (congiuntamente alla statunitense Wasp \u2013 CV 7) con centinaia di velivoli che resero vani i tentativi (peraltro non troppo convinti) di conquistare l\u2019isola, ipotecando la vittoria finale degli Alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la devastante esperienza della prima parte del secondo conflitto mondiale, finalmente anche l\u2019Italia comprese l\u2019importanza della portaerei quale unit\u00e0 diventata indispensabile per colmare le gravi lacune operative marittime drammaticamente verificate nel corso del conflitto. Lacune che avevano comportato gravissime perdite di uomini e mezzi, nonostante molte unit\u00e0 maggiori italiane (corazzate e incrociatori) fossero pi\u00f9 nuove, pi\u00f9 veloci e meglio armate delle loro paritetiche britanniche. Perdite causate troppo frequentemente dalla mancanza di mezzi aerei immediatamente disponibili sul luogo della battaglia navale. Durante il conflitto, infatti, i mezzi aerei erano sotto il comando e controllo dell\u2019Aeronautica, che doveva valutare le richieste di intervento inoltrate volta per volta dalla Marina.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34698\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/mussolini-e-cavagnari.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"471\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/mussolini-e-cavagnari.jpg 720w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/mussolini-e-cavagnari-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/mussolini-e-cavagnari-220x161.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la necessit\u00e0 di una componente aeronavale della Marina fu sottolineata dal Capo di Stato Maggiore della Regia Marina Cavagnari a Mussolini &#8230; ma non fu ascoltato &#8211; USMM<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iter decisionale imposto dalla presenza di due catene di Comando, quindi, allungava sensibilmente i tempi oltre quelli necessari affinch\u00e9 l\u2019eventuale intervento dei velivoli potesse in qualche modo influire sull\u2019esito dei combattimenti. Il principio che aveva dettato un simile raccapricciante approccio derivava dalla falsa idea che tutto ci\u00f2 che volava doveva essere monopolio della nuova <strong><span style=\"color: #008000;\">Arma Aeronautica (Leggi del 1923 e del 1925)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Decisioni gravi, quindi, ulteriormente esasperate dal fatto che la drammatica realt\u00e0 era stata prevista dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Cavagnari<\/span> <\/strong>che, in qualit\u00e0 di Capo di Stato Maggiore della Marina, prima dell\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia elabor\u00f2 un pro-memoria per Mussolini, con il quale faceva presente proprio quei problemi che si sarebbero successivamente evidenziati nel corso di quella guerra moderna: <strong><span style=\"color: #008000;\">una insufficiente aviazione navale e lo scarso appoggio che le unit\u00e0 navali potevano attendersi da parte dell\u2019arma aerea.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30680\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Portaerei_Aquila.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Portaerei_Aquila.jpg 750w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Portaerei_Aquila-300x141.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">portaerei Aquila &#8211; USMM<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia ci dice che non tener conto di quei consigli caus\u00f2 una permanente situazione di inferiorit\u00e0 tattica nella lotta navale, cui non fu possibile riparare durante il conflitto, visti i tempi necessari per armare unit\u00e0 di quel tipo (la portaerei italiana Aquila non entr\u00f2 mai in servizio). L\u2019assurdit\u00e0 della situazione venutasi a creare per questa totale cecit\u00e0 in materia militare marittima, port\u00f2 l\u2019ammiraglio Cavagnari a riconoscere, a guerra ormai perduta, \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 indispensabile e urgente la creazione di un\u2019aviazione propria della Marina e da questa integralmente impiegata e comandata. E questo perch\u00e9 in mare, sotto il mare e sopra il mare non possono combattere efficacemente che marinai. Ci\u00f2 \u00e9 imposto dal carattere dell\u2019ambiente naturale, dalla necessaria omogeneit\u00e0 della preparazione, della mentalit\u00e0 e dell\u2019addestramento e, infine, dalla ancor pi\u00f9 necessaria unit\u00e0 di comando &#8230;<\/span><\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta l\u2019accorato suggerimento cadeva, per\u00f2, nel vuoto visto che si \u00e8 dovuti arrivare al<strong><span style=\"color: #008000;\"> 1 febbraio 1989 (Legge n. 36)<\/span><\/strong>, affinch\u00e9 si riconoscesse la necessit\u00e0 di <strong><span style=\"color: #008000;\">un\u2019aviazione di Marina operativamente e logisticamente indipendente dall\u2019Aeronautica<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Una aviazione di Marina non per la Marina<\/span><\/strong><br \/>\nCi\u00f2 nonostante, oggi sembra ci sia un ritorno della passata cecit\u00e0 strategica, se si tiene conto della decisione dei vertici della Difesa, favoriti da un assordante silenzio del vertice politico, di dirottare verso l\u2019Aeronautica militare gli <strong><span style=\"color: #008000;\">F-35B (STO\/VL) destinati alla Marina<\/span><\/strong>. Di fatto bloccando l\u2019iter per il raggiungimento della piena capacit\u00e0 operativa della portaerei Cavour e condizionando seriamente le capacit\u00e0 operative della Marina in un\u2019area, come il Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un mare che ha un\u2019assoluta centralit\u00e0 geopolitica<\/span><\/strong>, essendo teatro di una competizione sempre pi\u00f9 aggressiva, e dove le flotte di secondo livello stanno colmando il divario che le separa da quelle pi\u00f9 avanzate, fornendo nuovi ed efficaci strumenti operativi per sostenere l\u2019attivismo politico-marittimo di alcuni attori rivieraschi (primo fra tutti la Turchia) per occupare gli spazi lasciati liberi da una Italia rinunciataria, cieca al punto da non vedere che le acque di primario interesse strategico si stanno tingendo con altre tonalit\u00e0 di colore.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-43934\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/f-35-marina-militare-italiana-prima-trasvolata-atlantica.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/f-35-marina-militare-italiana-prima-trasvolata-atlantica.jpg 580w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/f-35-marina-militare-italiana-prima-trasvolata-atlantica-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/f-35-marina-militare-italiana-prima-trasvolata-atlantica-220x161.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">una foto storica, il primo trasvolo del F 35 della Marina militare italiana da Cameri a Patuxent River, nel Maryland (Usa) &#8211; febbraio 2016\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nLa peculiarit\u00e0 delle marine, infatti, \u00e8 la capacit\u00e0 di allungare il braccio armato dello Stato ovunque sia richiesto, non facendo ricorso alla forza ma essendo pronti a usarla, applicando in sostanza la \u201cnaval suasion\u201d prevalentemente per difendere la libert\u00e0 di navigazione contro i pirati o chiunque agisca per limitare tale libert\u00e0.<\/span> <\/strong>Un contributo indispensabile per assicurare la libera circolazione delle merci e l\u2019approvvigionamento delle materie prime, in particolare in un mondo globalizzato quale l\u2019attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-43936\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/scarfi-portaerei-7.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/scarfi-portaerei-7.jpg 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/scarfi-portaerei-7-300x143.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma la capacit\u00e0 operativa delle Marine pu\u00f2 essere impiegata anche per la lotta al terrorismo internazionale, al traffico di armi, droga o di esseri umani.<\/span> <\/strong>Non per nulla, l\u2019impatto delle questioni navali e marittime sulla politica estera dei principali Paesi del mondo \u00e8 notevolmente aumentata dalla seconda met\u00e0 del XX secolo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-43941\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/scarfiportaerei-8.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/scarfiportaerei-8.jpg 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/scarfiportaerei-8-300x160.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Golfo dell&#8217;Oman (3 gennaio 2014) La portaerei italiana della marina ITS Cavour (CVH 550), in primo piano, la portaerei USS Harry S. Truman (CVN 75) e la portaerei della marina francese Charles de Gaulle (R 91), in operazioni congiunte nel Golfo di Oman &#8211; Foto della Marina USA autore specialista di terza classe Ethan M. Schumacher &#8211; free domain<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La sicurezza marittima costituisce un valore innegabile e irrinunciabile di qualunque Stato indipendente, particolarmente oggi, con la globalizzazione e i progressi tecnologici che hanno moltiplicato gli scambi commerciali internazionali, la maggior parte dei quali avviene per via marittima.<\/span> <\/strong>E le unit\u00e0 portaerei hanno abbondantemente dimostrato di avere sia le capacit\u00e0 di protezione del Gruppo navale sia di proiezione di potenza, garantendo la superiorit\u00e0 aerea laddove necessario in supporto alle operazioni navali condotte a protezione degli interessi nazionali, in particolare in contesti di minaccia elevata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Se questi concetti e insegnamenti, tutto sommato abbastanza semplici, sono stati compresi e vengono seguiti da sostanzialmente tutte le Marine del mondo un motivo ci sar\u00e0.<br \/>\n<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>L\u2019Italia \u00e8 tra i nove Paesi che possono vantare almeno una portaerei nella propria flotta. Gli Stati Uniti contano dieci unit\u00e0, il Regno Unito una e un\u2019altra \u00e8 in allestimento, la Francia ne possiede una, come Spagna, India e Russia, la Cina ne ha due, come l\u2019Italia (Cavour e Garibaldi, che sta tuttavia raggiungendo la fine della sua vita operativa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Risulta, quindi, ancor pi\u00f9 incomprensibile la volont\u00e0 di allontanare dalla Marina i velivoli in versione navale, accorpando la gestione logistica e operativa di due macchine accomunate solo dal nome, ma dalle caratteristiche operative, logistiche e addestrative sensibilmente diverse, bloccando al contempo l\u2019operativit\u00e0 delle nostre portaerei.<\/span> <\/strong>Una decisione non solo anacronistica ma anche antieconomica, operativamente autolesionistica e strategicamente cieca, gi\u00e0 mirabilmente sintetizzata e stigmatizzata nel \u201cTime\u201d del 4 luglio 1983 (ben 37 anni fa) \u201c\u2026 <strong><span style=\"color: #008000;\">Una nave portaerei senza aerei pu\u00f2 paragonarsi a un pescecane senza denti \u2026<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una Marina in grado di proiettarsi efficacemente in acque lontane, senza dipendere da basi o aeroporti terrestri nelle vicinanze, assicurando presenza e sorveglianza in aree di importanza strategica del proprio Paese \u00e8 indispensabile per la tutela degli interessi economici e politici dello Stato, per il suo prestigio internazionale ma anche per poter adeguatamente partecipare sui mari e gli oceani del mondo ai dispositivi navali internazionali operanti sotto egida ONU, NATO, UE o di coalizioni ad-hoc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La portaerei, ha ormai dimostrato di essere diventata indispensabile in un contesto di lotta moderna sul mare, e non solo. Dai primi timidi e pionieristici impieghi sul finire della Prima Guerra Mondiale, la portaerei \u00e8 stata oggetto di un\u2019enorme evoluzione tecnologica e concettuale, e ha contribuito a ridisegnare gli schemi degli scontri navali, arrivando a ritagliarsi un fondamentale ruolo anche nel supporto alle operazioni anfibie e a quelle terrestri entro determinati limiti dalla costa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ignorare ci\u00f2 che la storia e la tragica esperienza italiana del secondo conflitto mondiale hanno raccontato (per chi vuole e ha la capacit\u00e0 di comprendere) pone delle serie ipoteche sul prossimo futuro operativo della Marina e sulla sua capacit\u00e0 di tutelare gli interessi nazionali sul mare.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per poterli assolvere \u00e8 indispensabile essere pronti, avere personale perfettamente addestrato ai compiti specifici ed un sufficiente numero di mezzi idonei a conseguire gli obiettivi della missione assegnata. Una questione che risultava chiara gi\u00e0 nel 1943, quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Cavagnari<\/span> <\/strong>chiosava di aver ormai compreso \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 il progressivo mutamento del carattere della lotta sul mare \u2026 quando la soluzione ottima era vietata (dalle leggi prima ricordate, n.d.A.) e si ricercava l\u2019introvabile compromesso. \u2026 la questione del possesso di un\u2019aviazione integralmente e assolutamente propria \u00e8 fondamentale per la Marina. Non sar\u00e0 mai possibile risolverla con concessioni e compromessi. Possano i miei successori essere pi\u00f9 fortunati di me, realizzando compiutamente quell\u2019aviazione di Marina totalmente fondata e comandata dagli uomini di mare \u2026<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe quindi ora che si smettesse di parlare al presente ma con lo sguardo rivolto a un nostalgico passato, guidati solo da obiettivi di piccolo cabotaggio e dal desiderio di conseguire un <strong><span style=\"color: #008000;\">\u201c\u2026 introvabile compromesso \u2026<\/span><\/strong>\u201d, e cominciare a parlare al futuro avendo ben presenti gli interessi nazionali e, quindi, collettivi. Bloccare inutilmente le capacit\u00e0 operative delle portaerei, unit\u00e0 di punta della Marina, limitandone il ruolo strategico e internazionale, significa ragionare ancora in termini di campanile, arretrando le lancette dell\u2019orologio Italia, che non ne ha alcun bisogno. Anche se ormai non sono pi\u00f9 prevedibili scontri navali simili a quelli del secondo conflitto mondiale, \u00e8 indubbio che le marine giocano e continueranno a giocare un ruolo politico-militare ed economico fondamentale nel garantire la libert\u00e0 di navigazione sui mari del mondo e nel tutelare gli interessi vitali del proprio Paese. <strong><span style=\"color: #008000;\">E una portaerei operativa \u00e8, e continuer\u00e0 a esserlo in futuro, una componente indispensabile per permettere a una Marina moderna di poter assolvere efficacemente la propria missione<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Renato Scarfi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>articolo pubblicato originariamente on line su <strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/limportanza-delle-portaerei-una-marina-moderna?fbclid=IwAR3cfhtnenlax1u-WXOL3ewTMw7b7Z88BQXFSbgnq82MwOS6UkA-qsnlPFc\">Difesa on Line<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p>Foto: U.S. Marine Corps \/ web \/ Marina Militare \/ Royal Navy<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: MARINA MILITARE PERIODO: XXI SECOLO AREA: MEDITERRANEO parole chiave: portaerei &nbsp; Tra le innovazioni che hanno rivoluzionato la guerra navale nel XX secolo c\u2019\u00e9 sicuramente la portaerei la cui forza \u00e8 l\u2019associazione di due vettori (aereo e navale) che operano simultaneamente e sinergicamente in dimensioni diverse. 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