{"id":43884,"date":"2018-08-21T00:15:12","date_gmt":"2018-08-20T22:15:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=43884"},"modified":"2026-04-15T17:55:20","modified_gmt":"2026-04-15T15:55:20","slug":"43884","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43884","title":{"rendered":"La storia delle mine navali, dalle origini ai giorni nostri \u2013 parte V"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GUERRA DI MINE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: mine ormeggiate, mine ad influenza, I guerra mondiale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La Prima Guerra Mondiale<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span>Nell\u2019agosto del 1914, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Germania<\/span><\/strong> effettu\u00f2 il primo minamento offensivo della Grande Guerra al largo di Lowestoft. Il minamento in acque internazionali inaspr\u00ec la posizione inglese nei confronti delle policy di impiego di tali armi e furono avanzate proposte politiche al Comando in Capo della flotta inglese di minare lo stretto di Dover a scopo difensivo. Dal 1914 al 1918, gli Alleati <a href=\"#_ftn48\" name=\"_ftnref48\">[48]<\/a> posarono vasti campi minati difensivi tra Scapaflow fino alla Norvegia, il North Sea Barrage.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38502 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/WW1Book-Adm_Sims-Victory_at_Sea-244.jpg\" alt=\"\" width=\"1222\" height=\"719\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/WW1Book-Adm_Sims-Victory_at_Sea-244.jpg 950w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/WW1Book-Adm_Sims-Victory_at_Sea-244-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/WW1Book-Adm_Sims-Victory_at_Sea-244-768x452.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1222px) 100vw, 1222px\" \/><\/p>\n<p align=\"Justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Northern Sea barrage da<a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.naval-history.net\/WW1Book-Adm_Sims-Victory_at_Sea.htm\"> link<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sbarramento di mine, che si estendeva per circa duecento quaranta miglia allo scopo di impedire agli U-boot tedeschi di penetrare nelle acque territoriali alleate. I campi minati anti sommergibili erano su linee parallele di mine ormeggiate, poste ad una profondit\u00e0 da permettere al traffico mercantile di superficie di passare indisturbato. Anche la Marina tedesca, pose campi difensivi lungo le sue coste e nel German Bight ma utilizz\u00f2 le proprie mine maggiormente in campo offensivo <a href=\"#_ftn49\" name=\"_ftnref49\">[49]<\/a> sviluppando nuove tecniche di posa non lineari, per rendere pi\u00f9 difficoltoso lo sminamento. Dal giugno 1917, un nuovo sistema di attivazione, chiamato ad antenna, fu sperimentato dagli americani in collaborazione con l\u2019Ammiragliato inglese. Il sistema era basato su un\u2019antenna di rame, tesa sopra la cassa della mina tramite un gavitello. Essa era collegata ad una piastra di rame che sporgeva dalla cassa e faceva capo ad un rel\u00e8 che consentiva la chiusura del circuito di fuoco quando l\u2019antenna veniva a contatto con lo scafo di ferro di una nave.\u00a0In pratica il circuito era simile a quello di una batteria dove gli elettrodi erano lo scafo in ferro e la piastra di rame mentre l\u2019elettrolita era fornito dall&#8217;acqua di mare.\u00a0La mina ad antenna, fu in seguito dotata di due antenne, una superiore contro le navi ed una inferiore contro i sommergibili. La mina entr\u00f2 in servizio nel gennaio del 1918 e fu impiegata nel <strong><span style=\"color: #008000;\">Northern Sea Barrage<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/mk-VI-mine-prma-guerra-mondiale-554x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 mk-VI-mine-prma-guerra-mondiale-554x1024.jpg\" width=\"1231\" height=\"2275\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mina Mark VI dotata di galleggiante D-4 per la posa a basse profondit\u00e0, Inverness, Scozia &#8211; autore foto non noto &#8211; da <a href=\"https:\/\/www.history.navy.mil\/content\/history\/nhhc\/browse-by-topic\/wars-conflicts-and-operations\/world-war-i\/tech\/north-sea-barrage.html\">https:\/\/www.history.navy.mil\/content\/history\/nhhc\/browse-by-topic\/wars-conflicts-and-operations\/world-war-i\/tech\/north-sea-barrage.html\u00a0<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella drammatica storia della guerra di mine va ricordata la <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Gallipoli<\/span><\/strong> che fu il primo esempio di tentativo di invasione dal mare dei tempi moderni. La Turchia si schier\u00f2 dalla parte della Germania e, nell&#8217;ottobre del 1914, oper\u00f2 un bombardamento delle postazioni militari russe sul Mar Nero. Gran Bretagna, Francia e Russia le dichiararono quindi guerra. In quegli anni la Turchia si avviava ad una trasformazione profonda, passando da una struttura amministrativa di tipo ottomano ad una pi\u00f9 moderna ed orientata verso l\u2019Europa. La Russia, a seguito delle ingenti perdite ottenute sui Laghi Masuri, chiese l\u2019aiuto degli Alleati per sollevare la situazione del fronte orientale.\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Winston Churchill<\/span><\/strong>, all&#8217;epoca Primo Lord dell\u2019Ammiragliato, decise di forzare lo Stretto dei Dardanelli che divide il Mar Mediterraneo dal Mar Nero. La sua importanza strategica era ben nota in quanto circa nove decimi dell\u2019intera produzione russa di grano era costretta a passarvi attraverso, per cui il controllo del canale era fondamentale per la sopravvivenza della Russia. L\u2019Admiralty riteneva che forzando i Dardanelli con la flotta alleata avrebbe potuto distruggere le uniche due fabbriche di munizioni poste lungo la costa impedendo gli approvvigionamenti all&#8217;esercito turco.\u00a0Nell&#8217;agosto del 1915, i campi minati turchi vennero potenziati in attesa dell\u2019attacco <a href=\"#_ftn50\" name=\"_ftnref50\">[50]<\/a>.\u00a0La struttura difensiva era supportata da una batteria di cannoni tedeschi Krupp <a href=\"#_ftn51\" name=\"_ftnref51\">[51]<\/a> che battevano interamente lo Stretto. Il cocktail mine-cannoni si rivel\u00f2 letale, e le navi alleate costrette dai campi minati da una parte e dal tiro delle artiglierie dall&#8217;altra furono costrette a ritirarsi lasciando ingenti perdite. Nonostante gli inglesi avessero inviato inizialmente dei dragamine <a href=\"#_ftn52\" name=\"_ftnref52\">[52]<\/a>, nell&#8217;illusione di bonificare un passaggio per le navi da battaglia, queste vennero pesantemente colpite dalle artiglierie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Churchill, nel suo rapporto, The World Crisis, 1915, riport\u00f2 che \u201c<strong> .<em><span style=\"color: #008000;\">.. the operation of sweeping the area from which the ships were to bombard .. was the indispensable preliminary to any naval attack upon the forts&#8230;This was not achieved because the sweepers were inadequate &#8230;<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-89920\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hms-irresistible-affondamento-nei-dardanelli-wikipedia.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"837\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hms-irresistible-affondamento-nei-dardanelli-wikipedia.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hms-irresistible-affondamento-nei-dardanelli-wikipedia-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hms-irresistible-affondamento-nei-dardanelli-wikipedia-1024x714.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hms-irresistible-affondamento-nei-dardanelli-wikipedia-768x536.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hms-irresistible-affondamento-nei-dardanelli-wikipedia-400x280.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p align=\"Justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">affondamento della HMS Irresistible nei Dardanelli dopo l&#8217;urto con un a mina, 18 marzo 1915 &#8211; foto pubblicata sul <i>The War Illustrated<\/i>, 1 May 1915 &#8211; Biblioteca del Congresso &#8211; autore non noto ma scattata<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00a0dalla nave da battaglia HMS Lord Nelson <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Irresistible_abandoned_18_March_1915.jpg\">HMS Irresistible abandoned 18 March 1915.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista tecnico, l\u2019azione non avrebbe potuto avere un esito diverso, a causa delle forti correnti di marea, che ostacolavano il procedere dei dragamine, e della minaccia bi-dimensionale [<a href=\"#_ftn53\" name=\"_ftnref53\">53]<\/a> causata dalla presenza contemporanea e coordinata delle mine e dei cannoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la prima guerra mondiale l\u2019uso delle mine dimostr\u00f2 quanto queste armi avessero ormai raggiunto una certa maturit\u00e0 di impiego: solo nel canale della Manica e nel mare del Nord vennero posate oltre 172000 mine. Una novit\u00e0 fu lo sviluppo del minamento occulto con sommergibili che si dimostr\u00f2 particolarmente insidioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La nascita delle contro misure mine moderne<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSin dall&#8217;inizio della guerra si present\u00f2 il problema delle CMM. In Inghilterra la flottiglia di dragamine fu integrata da pescherecci costieri <a href=\"#_ftn54\" name=\"_ftnref54\">[54]<\/a>. Tale simbiosi si rivel\u00f2 vincente in quanto i metodi di dragaggio dell\u2019epoca non differivano in sostanza da quelli normalmente impiegati per la pesca a strascico. Per proteggere le unit\u00e0 maggiori era stato inventato il \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">paravane<\/span><\/strong>\u201d, una protezione a baffi di gatto che precedeva la nave nel suo tragitto intercettando eventuali mine. Tale sistema fu adottato dalle navi militari maggiori e dai mercantili anche durante la Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la <strong><span style=\"color: #008000;\">Grande Guerra<\/span><\/strong>, l\u2019uso delle mine navali fu estensivo da parte di tutte le nazioni<a href=\"#_ftn55\" name=\"_ftnref55\">[55]<\/a>: Si tratt\u00f2 in maggior parte di mine ormeggiate ed, in alcuni casi, di mine alla deriva o striscianti sul fondo tramite lunghe catenarie, teoricamente limitate, secondo la Convenzione dell\u2019Aia, ad una vita di un\u2019ora dopo l\u2019attivazione.\u00a0Nelle contro misure mine, la Gran Bretagna svilupp\u00f2 una flotta imponente composta da 762 dragamine dislocati in 26 porti inglesi e 35 basi all&#8217;estero. Gli equipaggi furono intensamente addestrati al fine di renderli padroni delle tecniche di messa a mare delle apparecchiature di dragaggio. Questa strategia risult\u00f2 vincente e caratterizz\u00f2, negli anni successivi, la politica navale britannica nelle Contro Misure Mine. Per dare un idea della pericolosit\u00e0 del loro lavoro, nei 4 anni e 3 mesi di guerra, 214 dragamine furono affondati durante le operazioni di bonifica dei campi minati con un elevato costo in termini di vite umane.\u00a0Analoghi sviluppi si ebbero nelle altre nazioni che parteciparono, alla fine della guerra al Comitato Internazionale per la bonifica delle 40000 miglia quadre di mare ancora infestate dalle mine. Sfortunatamente non tutte le nazioni compresero la specificit\u00e0 di tale forma di lotta e la necessit\u00e0 di mantenere vivo l\u2019addestramento degli equipaggi chiamati ad operare in condizioni estreme in presenza di un pericolo spesso subdolo ed imprevedibile.\u00a0Al di l\u00e0 degli affondamenti ottenuti, l\u2019impatto sulle operazioni navali e sul morale degli equipaggi fu elevato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista operativo, la minaccia di mine durante la Prima Guerra Mondiale comport\u00f2 il dirottamento del traffico mercantile e militare, la necessit\u00e0 di dedicare risorse alle CMM e la creazione di corridoi di instradamento dalle acque basse fino in alto mare. Psicologicamente la minaccia di mine influ\u00ec sugli equipaggi, in special modo quelli dei sommergibili, che talvolta arrivarono ad ammutinarsi piuttosto che transitare in acque minate <a href=\"#_ftn56\" name=\"_ftnref56\">[56]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>fine parte V &#8211; continua<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima:\u00a0membri della squadra di recupero e smaltimento delle mine rimuovono una mina navale dalla spiaggia di Tayport, in Scozia &#8211; 25 novembre 1941 &#8211; Autore Pelman, L (Lt), fotografo ufficiale della Royal Navy , Smith, J H (LT) &#8211;\u00a0creato e rilasciato dall&#8217;Imperial War Museum sulla licenza non commerciale IWM &#8211; Parte della collezione ufficiale dell&#8217;Ammiragliato <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Naval_Mine_Recovery_and_Disposal_Squad_at_Work,_Tayport_A6425.jpg\">File:Naval Mine Recovery and Disposal Squad at Work, Tayport A6425.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3723\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3728\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3742\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43350\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43884\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3745\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43878\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-20 maxbutton maxbutton-parte-viii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3747\"><span class='mb-text'>PARTE VIII<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Note<br \/>\n<\/span><\/strong><a href=\"#_ftnref48\" name=\"_ftn48\">[48]<\/a> Sabrina R. Edlow \u201cU.S. Employment of Naval Mines: a Chronology\u201d Center of Naval Analyses, aprile 1997. Gli Stati Uniti posarono solo nel North Sea Barrage circa 71000 mine. Durante la Guerra circa 600 mercantili alleati furono affondati da mine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref46\" name=\"_ftn46\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref49\" name=\"_ftn49\">[49]<\/a> In uno di questi campi minati, posato dal mercantile armato tedesco Berlin, l\u2019HMS Audacious, una nave da battaglia da 23000 tonnellate, affond\u00f2 in solo 4 ore ed l\u2019HMS Hampshire, nel giugno del 1916, ne segu\u00ec la stessa sorte in soli 20 minuti. Solo 14 dei 600 uomini dell\u2019equipaggio si salvarono e nel disastro per\u00ec anche il Segretario della Guerra Lord Kitchener.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref50\" name=\"_ftn50\">[50]<\/a> Il Vice Ammiraglio Guido von Usedom, della marina tedesca, fu inviato come \u201cIspettore delle fortificazioni e dei campi minati\u201d, e fece rinfrescare i campi minati posati dai Turchi con altre 300 mine ormeggiate a contatto <em>Carbonit <\/em>allineate su undici linee. I campi erano composti sia da mine a contatto, poste a differenti quote, in funzione delle forti correnti di marea nello stretto, sia da mine controllate da stazioni a terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref51\" name=\"_ftn51\">[51]<\/a> Nel museo navale di \u00c7annakale, sullo stretto dei Dardanelli, sono ancora conservate le armi impiegate nella terribile battaglia ed \u00e9 possibile osservare alcuni diorami ricostruenti le varie fasi della battaglia. L\u2019azione navale fu una vera e propria carneficina e fu deciso l\u2019invio di un Corpo di spedizione terrestre al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">Generale Hamilton<\/span><\/strong>. L\u2019operazione mostr\u00f2 immediatamente i\u00a0 suoi punti deboli: logistica inefficiente, scarsa capacit\u00e1 decisionale poca conoscenza del terreno. Dall\u2019altra parte un giovane Ufficiale, <strong><span style=\"color: #008000;\">Mustaf\u00e1 Kemal (il futuro Ataturk)<\/span><\/strong>, comprese i punti deboli degli avversari e si attest\u00f2 sui crinali bloccandoli in una sanguinosa guerra di frontiera. Il 18 settembre il <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Hamilton<\/span><\/strong> fu sollevato dal Comando ed il <span style=\"color: #008000;\"><strong>generale Monro<\/strong><\/span> saggiamente comand\u00f2 la ritirata che avvenne, senza alcuna vittima, in una sola notte. Al termine dei combattimenti, il bilancio delle vittime fu di oltre 250.000 morti e 150.000 feriti, circa la met\u00e0 dell\u2019intero Corpo di spedizione Alleato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref52\" name=\"_ftn52\">[52]<\/a> L\u2019operazione nei Dardanelli fu decisa nel dicembre del 1914, con l\u2019illusione di bonificare i campi minati utilizzando una flottiglia di 21 pescherecci modificati. I dragamine cercarono inutilmente di dragare le mine per otto notti consecutive, precedenti all\u2019ingresso delle navi maggiori, operando in coppia (team sweep) con apparecchiature a sciabica. L\u2019imperviet\u00e0 dei campi data dalle differenti quote delle casse, complicata dalle condizioni ambientali proibitive (nello stretto le correnti possono arrivare fino a 6 nodi di velocit\u00e0) nonch\u00e9 il tiro delle artiglierie costiere resero inutile l\u2019operazione. Gli inglesi cercarono di giustificare l\u2019insuccesso dichiarando che i turchi avevano impiegato mine alla deriva. In realt\u00e0, la disposizione delle mine a quote diverse fu vincente; causa della marea, le mine venivano celate alla vista dei dragatori rendendo impossibile la valutazione del livello di bonifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref53\" name=\"_ftn53\">[53]<\/a> Con il termine \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">minaccia bi-dimensionale<\/span><\/strong>\u201d si intende una minaccia che proviene da due ambienti diversi, nel caso specifico, dalla superficie (batterie costiere e navi nemiche) e sotto la superficie (mine e sommergibili). Viene impiegato il termine di minaccia tri-dimensionale quando si considera anche la minaccia aerea (data da aereoplani e missili).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref54\" name=\"_ftn54\">[54]<\/a> L\u2019idea di impiegare pescherecci a strascico per dragare meccanicamente le mine ormeggiate risale al 1907 quando l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Charles Beresford<\/span><\/strong>, Comandante in Capo della Flotta ne raccomand\u00f2 l\u2019impiego: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Our fishing fleet, in war, will be rendered inactive and will, in consequence be available for war service\u2026.. Small naval vessels, if used in minesweeping, will be used at the expense of other urgent war requirements.<\/span><\/em><\/strong>\u201d dal \u201cRN Minewarfare Branch\u201d di Rob Hoole da <a href=\"http:\/\/www.mcdoa.org.ok\/\">www.mcdoa.org.ok<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref55\" name=\"_ftn55\">[55]<\/a> La Germania ne pos\u00f2 43636, gli Stati Uniti 56.000 solo nel Nord Sea Barrage e la Gran Bretagna 128650 di cui circa 40.000 lungo le coste tedesche \u2013 dati estratti dal U.S. MINEWARFARE MANUAL \u2013 Cenni storici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref56\" name=\"_ftn56\">[56]<\/a> Tamara Moser Melia \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Damn the Torpedoes: a short history of US Naval mine Countermeasures 1777-1991<\/span><\/em><\/strong>\u201d, Naval Historical Center, Washington DC, 1991.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref82\" name=\"_ftn82\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . 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