{"id":43727,"date":"2020-08-11T00:10:26","date_gmt":"2020-08-10T22:10:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=43727"},"modified":"2025-11-13T21:05:37","modified_gmt":"2025-11-13T20:05:37","slug":"43727","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43727","title":{"rendered":"Ritrovata l&#8217;impronta della corazzata Leonardo da Vinci nei fondali del Mar Piccolo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<br \/>\n<\/span><\/strong>Parole chiave: geofisica marina, relitto, morfo-batimetria, risorgiva carsica, caratteristiche del fondo marino<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricorderete<a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3476\"> gli articoli sul recupero straordinario della corazzata della Regia Marina Leonardo da Vinci nelle acque del Mar Piccolo<\/a> (Taranto, Italia meridionale). Un recente <strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2673-1924\/1\/2\/7\/htm\">studio dell&#8217;Universit\u00e0 di Bari<\/a><\/span><\/strong> ha dimostrato come indagini geofisiche marine possano fornire un importante contributo anche alla ricerca storica ed archeologica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43749 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/LEONARDO-DA-VINCI-RADDRIZZ.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"652\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/LEONARDO-DA-VINCI-RADDRIZZ.jpg 1000w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/LEONARDO-DA-VINCI-RADDRIZZ-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/LEONARDO-DA-VINCI-RADDRIZZ-768x501.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il raddrizzamento del Leonardo da Vinci &#8211; collezione privata Giuseppe Mastronuzzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2018, fu avviato un progetto strategico pianificato dal Commissario del Governo\u00a0 per la bonifica nell&#8217;area di Taranto al fine di rilevare l&#8217;impatto antropogenico nei fondali marini altamente inquinati del Mar Piccolo e del Mar Grande. Il progetto, attraverso un approccio multidisciplinare che ha coinvolto studi geologici, biologici, chimici, ingegneristici ed ecologici, aveva come scopo principale di identificare qualsiasi potenziale fonte di inquinamento concentrandosi su caratteristiche antropogeniche del fondo marino come scarichi incontrollati, relitti o altri oggetti di origine peculiare, al fine di pianificare future strategie di intervento per bonifiche ambientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2673-1924\/1\/2\/7\/htm\">studio<\/a>, che riassumo brevemente corredandolo da alcune delle foto di corredo, ha evidenziato la completa applicabilit\u00e0 delle metodologie di rilevamento ad alta risoluzione in mare per la valutazione di problemi ambientali, storici e scientifici. Inoltre ha permesso di chiarire l&#8217;origine di alcune depressioni profonde sul fondo del Mar Piccolo, in prima istanza associate a un&#8217;origine naturale, in seguito risultate le &#8220;impronte&#8221; del relitto di una possente corazzata, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Leonardo Da Vinci<\/span><\/strong>, e dei lavori effettuati oltre cento anni fa per il suo\u00a0 recupero.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43750\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/bottom-profiler-lost-citro.png\" alt=\"\" width=\"647\" height=\"487\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/bottom-profiler-lost-citro.png 555w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/bottom-profiler-lost-citro-300x226.png 300w\" sizes=\"(max-width: 647px) 100vw, 647px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">profili &#8211; da <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2673-1924\/1\/2\/7\/htm\">studio citato<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Premessa<\/span><\/strong><br \/>\nLe ormai diffuse tecniche geofisiche marine consentono oggigiorno di ottenere set accurati di dati per determinare le caratteristiche del fondo marino. Molte di queste sono state utilizzate per eseguire un&#8217;indagine richiesta dal Commissario governativo per la bonifica dell&#8217;area di Taranto ed eseguita dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Universit\u00e0 degli Studi di Bari Aldo Moro, dal Politecnico di Bari, dal Centro Nazionale delle Ricerche, dal Consorzio Nazionale Interuniversitario delle Scienze del Mare<\/span><\/strong>, sui bacini del Mar Piccolo e del Mar Grande, in una zona considerata <strong><span style=\"color: #008000;\">Sito di Interesse Nazionale<\/span><\/strong> a causa del suo noto grado di inquinamento. Queste ricerche sono fondamentali per la pianificazione di nuove strategie di risanamento ambientale in acque poco profonde e in aree con alto impatto umano dove non \u00e8 sempre facile distinguere elementi naturali da quelli antropogenici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Impatto dei relitti per l&#8217;integrit\u00e0 del fondo marino<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;impatto dei relitti sul fondo del mare pu\u00f2 determinare una perturbazione dell&#8217;integrit\u00e0 del fondo marino, causando cambiamenti significativi ai sistemi ecologici ed alle condizioni morfologiche. Ancor di pi\u00f9, le operazioni di recupero possono determinare un impatto diretto modificando la morfologia stessa dei fondali marini. Un esempio di &#8220;impronte&#8221; legate ad impatti umani diretti \u00e8 presente nella Laguna di Venezia, dove uno studio effettuato con sistemi multibeam ha rilevato aree dragate e caratteristiche erosive del fondo marino dovute alle chiglie delle navi. Pi\u00f9 recentemente va menzionato l\u2019impatto indiretto sul fondo del mare a seguito dell&#8217;incidente della nave da crociera <strong><span style=\"color: #008000;\">Costa Concordia<\/span><\/strong><strong>, <\/strong>il 13 gennaio 2012, nei pressi della costa orientale dell&#8217;isola del Giglio nel Mar Tirreno (Toscana, Italia). Il recupero della Costa Concordia, nel luglio 2014, determin\u00f2 la dispersione di sedimenti fini e la diffusione dei detriti che causarono un impatto sugli habitat coralligeni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un ambiente geologico particolare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa citt\u00e0 di Taranto si trova sulla costa ionica settentrionale ed \u00e8 caratterizzata da una sequenza di superfici &#8220;quasi piane&#8221; costituite da terrazze marine attraversate da una rete fluviale e da bacini geologici sub circolari che sono chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">Mar Grande<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Mar Piccolo<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43746 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/studio-mar-piccolo-leonardo-da-vnci.png\" alt=\"\" width=\"673\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/studio-mar-piccolo-leonardo-da-vnci.png 673w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/studio-mar-piccolo-leonardo-da-vnci-280x300.png 280w\" sizes=\"(max-width: 673px) 100vw, 673px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ubicazione dell&#8217;area di studio (A, B), Taranto, Italia meridionale. (C) Mappa geologica, modificata dopo [2], con il permesso di Taylor e Francis Inc .; 1 \u2014 Calcare di Altamura Fm (ALT, Cretaceo); 2 \u2014 Calcarenite di Gravina Fm (GRA, Pliocene superiore \u2013 Pleistocene inferiore); 3 \u2014 unit\u00e0 informale subappennina argille (ASP, Pleistocene); 4 \u2014 depositi di terrazzi marini (MTD, MIS 5); 5 \u2014 depositi alluvionali; 6 \u2014 Sedimenti marini olocenici; 7 \u2014 molle sottomarine; 8: reti di drenaggio effimere; 9: guasti sepolti; 10 \u2014 contorno batimetrico, ogni 5 m; 11 \u2014 contorno topografico, ogni 10 m. (D) Schizzo delle relazioni geometriche tra le unit\u00e0 sedimentarie [3], con il permesso del Comitato Glaciologico Italiano.\u00a0 da <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2673-1924\/1\/2\/7\/htm\">studio citato<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Mar Piccolo<\/span><\/strong>, oggetto dello studio citato, \u00e8 un piccolo bacino marino protetto che ha avuto origine da una valle fluviale che fu inondata nell&#8217;Olocene e allargata dagli effetti delle onde del mare. Si estende per circa 20 chilometri quadrati, a nord della citt\u00e0 di Taranto, ed \u00e8 collegato al Mar Grande da due canali; quello nord-occidentale \u00e8 naturale (Canale di Porta Napoli), mentre quello orientale (Canale Navigabile) fu scavato artificialmente attraverso la calcarenite pleistocenica alla fine del XIX secolo, quando il Governo italiano decise di realizzare nel Mar Piccolo il pi\u00f9 grande arsenale navale della Regia Marina italiana. All\u2019interno del bacino del Mar Piccolo si trova il promontorio di Punta Penna che lo suddivide in due agglomerati chiamati Primo Seno e Secondo Seno.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-37870 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/taranto-airview.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"705\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/taranto-airview.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/taranto-airview-300x176.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/taranto-airview-768x451.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/taranto-airview-1024x602.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">visione satellitare di Taranto, a sinistra il mar grande ed a destra il mar piccolo suddiviso nei due seni<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La profondit\u00e0 massima dell&#8217;acqua al suo interno \u00e8 di circa 15 metri, con alcune depressioni pi\u00f9 profonde (fino a 33 metri) in corrispondenza di sorgenti sottomarine sub-circolari, note localmente con il nome di &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">c<\/span><span style=\"color: #008000;\">itri<\/span><\/strong>&#8220;. Queste sorgenti di acqua dolce sono caratterizzate da una forma a cono rovesciato, profonda e ripida, nonch\u00e9 da un flusso delle acque sotterranee visibile anche sulla superficie dell&#8217;acqua di mare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-43751\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/citro-taranto.png\" alt=\"\" width=\"914\" height=\"565\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/citro-taranto.png 914w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/citro-taranto-300x185.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/citro-taranto-768x475.png 768w\" sizes=\"(max-width: 914px) 100vw, 914px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">La ricerca<\/span><\/strong><br \/>\nPer identificare le caratteristiche del fondale marino del Mar Piccolo sono stati effettuati una serie di rilievi geofisici sia con un ecoscandaglio Multibeam (MBES) R2Sonic 2022 sia con un sonar a scansione laterale (SSS) Klein 3000 da bordo del nave &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Issel<\/span><\/strong>&#8221; del <strong><span style=\"color: #008000;\">Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43744 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/scan-side-footprint-mar-piccolo-leonardo.png\" alt=\"\" width=\"677\" height=\"603\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">mosaico di immagini ottenute con il side scan sonar (SSS) Klein 3000 &#8211; da <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2673-1924\/1\/2\/7\/htm\">studio citato<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali metodologie hanno permesso di produrre una mappatura morfologica batimetrica ad alta risoluzione con una risoluzione centimetrica del Mar Piccolo, determinando la presenza di prove antropogeniche connesse a piccoli relitti, barili, e solchi di ancoraggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dettagliata mappatura ha incluso le sorgenti carsiche sottomarine e le caratteristiche biologiche del fondale. I dati stratigrafici (ad alta risoluzione) sono stati raccolti mediante un <strong><span style=\"color: #008000;\">profiler parametrico sub-bottom INNOMAR SES-2000<\/span><\/strong>, con una frequenza primaria di 85-115 kHz che ha consentito l&#8217;acquisizione di dati sismici in acque molto basse e tra gli impianti di allevamento dei mitili del Mar Piccolo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43738 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Leonardo-da-vinci-Elzevier-mar-piccol-taranto.png\" alt=\"\" width=\"1090\" height=\"624\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Leonardo-da-vinci-Elzevier-mar-piccol-taranto.png 1090w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Leonardo-da-vinci-Elzevier-mar-piccol-taranto-300x172.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Leonardo-da-vinci-Elzevier-mar-piccol-taranto-1024x586.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Leonardo-da-vinci-Elzevier-mar-piccol-taranto-768x440.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1090px) 100vw, 1090px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">posizione della corazzata sul fondo come descritta dal Col. Giannelli, da <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2673-1924\/1\/2\/7\/htm\">studio citato <\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt;\"><span style=\"color: #008000;\">L\u2019affondamento del Leonardo da Vinci<\/span><\/span><\/strong><br \/>\nPrima di tutto un cenno alla storia del Leonardo Da Vinci, gioiello della Regia Marina italiana che affond\u00f2 in circostanze misteriose in Mar Piccolo la notte del 2 agosto 1916. Sebbene potrete leggere la storia seguendo questi due indirizzi, <strong><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3476\">link 1<\/a><\/strong> e <strong><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3490\">link 2<\/a><\/strong>, in breve si tratt\u00f2 probabilmente di un sabotaggio compiuto dagli agenti dei servizi segreti austriaci nella zona poppiera, vicino alla Santa Barbara della torre n. 5. Nell&#8217;esplosione e nel tentativo di salvare la nave dall&#8217;affondamento, morirono 21 ufficiali e 228 uomini del suo equipaggio e tra questi il comandante dell&#8217;unit\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano di vascello\u00a0Galeazzo Sommi Picenardi. <\/span><\/strong>La tremenda esplosione gener\u00f2 una grande onda sismica che fu registrata dal sismografo Vicentini nell&#8217;Istituto geofisico di osservatorio meteorologico e geofisico &#8220;L. Ferrajolo&#8221; di Taranto. Come conseguenza delle esplosioni e del naufragio, si gener\u00f2 un\u2019onda marina che si abbatt\u00e9 sulle coste basse di Primo Seno e le strade costiere della Citt\u00e0 Vecchia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43739\" style=\"font-size: 12px;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/leonardo-da-vinci-recupero-taranto.png\" alt=\"\" width=\"874\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/leonardo-da-vinci-recupero-taranto.png 1753w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/leonardo-da-vinci-recupero-taranto-300x96.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/leonardo-da-vinci-recupero-taranto-1024x328.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/leonardo-da-vinci-recupero-taranto-768x246.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/leonardo-da-vinci-recupero-taranto-1536x492.png 1536w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/leonardo-da-vinci-recupero-taranto-1200x385.png 1200w\" sizes=\"(max-width: 874px) 100vw, 874px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il recupero e il bacino &#8211; collezione privata prof. Giuseppe Mastronuzzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Risultati<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe indagini geofisiche marine hanno messo in evidenza le caratteristiche del fondo marino nel Primo Seno del bacino del Mar Piccolo, mostrando un fondale piatto caratterizzato dalla presenza di sorgenti ed altre depressioni sul fondo del mare. Di particolare interesse la scoperta di un campo composto da diversi <strong><span style=\"color: #008000;\">citri<\/span><\/strong>, localizzato nella zona settentrionale del Primo Seno, che hanno mostrato un deflusso di acqua dolce visibile anche sulla superficie del mare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43742 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/lost-citro-taranto.png\" alt=\"\" width=\"862\" height=\"669\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/lost-citro-taranto.png 862w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/lost-citro-taranto-300x233.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/lost-citro-taranto-768x596.png 768w\" sizes=\"(max-width: 862px) 100vw, 862px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine della depressione sub circolare ottenuta con il MBES &#8211; da <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2673-1924\/1\/2\/7\/htm\">studio citato<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">All&#8217;interno del campo sono state evidenziate:<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; una depressione subcircolare dovuta all&#8217;affondamento del Leonardo Da Vinci nella notte del 2 agosto 1916 e ai lavori di scavo per le successive operazioni di recupero;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; un canale dragato per le operazioni di rimorchio della corazzata ai bacini del cantiere navale, conclusosi il 18 settembre 1919;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; una sezione del fondale rettangolare costituita da un&#8217;area dragata per le operazioni di raddrizzamento del relitto scavata il 22-24 gennaio 1921.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43737 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/depressione-lda-lost-citro.png\" alt=\"\" width=\"681\" height=\"697\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/depressione-lda-lost-citro.png 681w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/depressione-lda-lost-citro-293x300.png 293w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/depressione-lda-lost-citro-50x50.png 50w\" sizes=\"(max-width: 681px) 100vw, 681px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine della depressione rettangolare ottenuta con il MBES &#8211; da <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2673-1924\/1\/2\/7\/htm\">studio citato<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste aree si sono rivelate un impronta storica di quel drammatico intervento. In primis si \u00e8 provveduto a correlare i dati di posizione della flotta della Regia Marina Militare nel Mar Piccolo in quel 2 agosto del 1916 con <strong><span style=\"color: #008000;\">Lost Citro<\/span><\/strong> ottenendone una sovrapposizione. Quindi, attraverso le misurazioni effettuate con il magnetometro, \u00e8 stata rilevata una forte anomalia magnetica su una posizione, risultata essere corrispondente a quella della torretta che esplose il 2 agosto 1916.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43736 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/cannone-torre-5-lost-citro.png\" alt=\"\" width=\"964\" height=\"685\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/cannone-torre-5-lost-citro.png 964w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/cannone-torre-5-lost-citro-300x214.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/cannone-torre-5-lost-citro-768x546.png 768w\" sizes=\"(max-width: 964px) 100vw, 964px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I dati batimetrici e magnetometrici hanno rivelato la corrispondenza della torretta rimossa con la posizione di &#8220;Lost Citro&#8221; sul fondo del mare &#8211; da <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2673-1924\/1\/2\/7\/htm\">studio citato<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tramite i dati SSS e MBES \u00e8 stato identificato il canale dragato (lungo 2500 metri e largo 45) che fu usato per il rimorchio della nave dal luogo dell\u2019affondamento alla banchina dell\u2019Arsenale. Anche questo fatto ha avuto poi conferma nei rapporti ufficiali che riferirono che il Leonardo Da Vinci fu raddrizzato nel mezzo del Primo Seno, a circa 1300 metri di distanza dell\u2019Arsenale. Si ha ora una conferma che il drammatico evento e le azioni successive generarono una forte perturbazione sul fondo del mar Piccolo, influenzando lo spessore del sedimento fino allo strato inferiore costituito da argille molto rigide che, di fatto ne imped\u00ec l&#8217;infangamento totale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Grazie allo <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2673-1924\/1\/2\/7\/htm\">studio citato<\/a> si \u00e8 quindi potuto constatare che i sondaggi geofisici marini possono produrre dati ad alta risoluzione dei fondali marini, fornendo un valido aiuto per identificare tracce di relitti di grande interesse storico.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ulteriori informazioni sul progetto e le metodologie pi\u00f9 compiutamente descritte riportate nello <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2673-1924\/1\/2\/7\/htm\">studio<\/a> potete rivolgervi al professor <strong><span style=\"color: #008000;\">Giuseppe Mastronuzzi<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Titolo originale:<\/span> <\/span><em><span style=\"color: #008000; font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">The Footprints of the Wreckage of the Italian Royal Navy Battleship Leonardo Da Vinci on the Mar Piccolo Sea-Bottom (Taranto, Southern Italy)<\/span><br \/>\n<\/span><\/em><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Autori:<\/span><\/strong> Giovanni Scardino 1, Francesco De Giosa 2, Marco D\u2019Onghia 3 , Pietro Demonte 3, Paola Fago 1, Gianluca Saccotelli 3, Eliana Valenzano 1, Massimo Moretti 1, Raffaele Velardo 4, Gennaro Capasso 4, Vera Corbelli 4, <strong><span style=\"color: #008000;\">Giuseppe Mastronuzzi<\/span><\/strong> 1<\/p>\n<div class=\"affiliation\">\n<div class=\"affiliation-name \"><span style=\"font-size: 12pt;\">1\u00a0 Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, Universit\u00e0 degli Studi di Bari Aldo Moro, 70121 Bari, Italy<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"affiliation\">\n<div class=\"affiliation-name \"><span style=\"font-size: 12pt;\">2\u00a0 Environmental Surveys Srl, Spin off Universit\u00e0 degli Studi di Bari Aldo Moro, 74123 Taranto, Italy<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"affiliation\">\n<div class=\"affiliation-item\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><sup><span style=\"font-size: 12pt;\">3<\/span> \u00a0<\/sup>Consorzio Inter-Universitario delle Scienze del Mare, CoNISMa, 00196 Roma, Italy<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"affiliation\">\n<div class=\"affiliation-item\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><sup><span style=\"font-size: 12pt;\">4<\/span> \u00a0<\/sup>Autorit\u00e0 di Bacino Distrettuale dell\u2019Appennino Meridionale, 81100 Caserta, Italy<\/span><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO Parole chiave: geofisica marina, relitto, morfo-batimetria, risorgiva carsica, caratteristiche del fondo marino . Ricorderete gli articoli sul recupero straordinario della corazzata della Regia Marina Leonardo da Vinci nelle acque del Mar Piccolo (Taranto, Italia meridionale). 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