{"id":43577,"date":"2020-07-21T00:06:30","date_gmt":"2020-07-20T22:06:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=43577"},"modified":"2023-07-26T08:48:28","modified_gmt":"2023-07-26T06:48:28","slug":"bacoli-la-nave-oneraria-romana-di-marina-grande-una-storia-cominciata-quasi-duemila-anni-fa-parte-i-di-ciro-amoroso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43577","title":{"rendered":"Bacoli: La nave oneraria romana di Marina Grande, una storia cominciata quasi duemila anni fa &#8211; parte I  &#8211; di Ciro Amoroso"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: I SECOLO D.C.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: relitto, Bacoli, Baia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nFarsi raccontare la storia di una nave da quel che resta del legno marcito, a 37 metri di profondit\u00e0, non \u00e8 impresa da poco. Farsi descrivere nei particolari la sua costruzione, la sua rotta, il suo carico di anfore. Far rivivere il suo equipaggio. Ricordare le circostanze sfortunate che la mandarono a picco, non un anno, non un secolo fa, ma quasi due millenni or sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un relitto \u00e8 come le \u201cpietre vecchie\u201d<\/span><\/strong>: <strong><span style=\"color: #008000;\">parla<\/span><\/strong>. <strong><span style=\"color: #008000;\">Parla di s\u00e9 e della civilt\u00e0 che gli diede vita, anche se il tempo trascorso \u00e8 tanto da dare la vertigine. E allora un antico relitto da esplorare, da studiare, diventa un tesoro. Un tesoro di inestimabile valore per la storia della civilt\u00e0, per la Storia di Bacoli e della Terra Ardente.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se trovare un coccio, un frustulo d&#8217;intonaco o oggetto antico \u00e8 un&#8217;emozione, lo \u00e8 molto di pi\u00f9 conoscere quando e dove \u00e8 stato fatto, chi l&#8217;ha usato e come, e quali conoscenze del nostro passato contiene. Ora, sul fondale, sono sparsi qua e l\u00e0 i resti di questo antico naufragio, metallo corroso, frammenti di vasellame e di legno da cui apprendere la storia di una nave: Come fu costruita? Quando affond\u00f2? Qual era il suo carico, il suo obiettivo e la sua ultima rotta?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Mediterraneo Occidentale<\/span><\/strong> \u00e8 solcato da navi da almeno 3600 anni, fin dalla tarda et\u00e0 del Bronzo. L&#8217;esistenza di un centro dell&#8217;et\u00e0 del bronzo sull\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">isolotto di Vivara<\/span><\/strong>, con frammenti di ceramiche importate dall&#8217;Egeo, fu accertata negli anni trenta del &#8216;900dall&#8217;archeologo di origine tedesca <strong><span style=\"color: #008000;\">Giorgio Buchner<\/span><\/strong>. Dal 1975 gli scavi hanno documentato numerosi aspetti dell&#8217;antico insediamento databile tra il XVII e il XIV secolo a.C.<\/p>\n<figure id=\"attachment_43627\" aria-describedby=\"caption-attachment-43627\" style=\"width: 2048px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-43627 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/curo-amoroso-1.jpg\" alt=\"\" width=\"2048\" height=\"1536\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/curo-amoroso-1.jpg 2048w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/curo-amoroso-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/curo-amoroso-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/curo-amoroso-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/curo-amoroso-1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/curo-amoroso-1-1200x900.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-43627\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fig. 1 \u2013 Colli di anfore visibili sul fondale melmoso, a -37 m<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Immaginiamo che &#8230;&nbsp;<\/span><\/strong><br \/>\nProbabilmente, la \u201cnostra\u201d oneraria era partita da Pompei al crepuscolo che precede l&#8217;alba di un giorno d&#8217;estate. Stranamente, quel giorno, la luce del sole era bassa sulle isole flegree ad occidente, che si coloravano di grigio scuro. Nel momento in cui [i marinai] levarono l&#8217;\u00e0ncora e alzarono la [vela \u201cquadra\u201d], il mare era nero e appena appena increspato. Appariva come un&#8217;enorme pentolone di piombo fuso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poche miglia e la nave aveva superato a babordo l&#8217;isola di <strong><span style=\"color: #008000;\">Caprae<\/span><\/strong>, quando il vento di Favonio (Ponente) inizi\u00f2 a rinforzarsi. Anche quando precipitavano gi\u00f9 nel ventre delle onde, che sembravano alzarsi da ogni parte sulle loro teste, quando l&#8217;albero dell&#8217;oneraria s&#8217;inclinava tanto che pareva impossibile potesse alzarsi di nuovo, anche in quei frangenti il vecchio <strong><span style=\"color: #008000;\">Lucio Crispino<\/span><\/strong>, con i suoi denti corrosi dalla salsedine su un volto raggrinzito e segnato dal tempo, non smetteva di snocciolare le sue preghiere a<strong><span style=\"color: #008000;\"> Iside Pelagia<\/span><\/strong>, la signora del mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La tempesta<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nEra la prima burrasca dell&#8217;anno, tremenda quanto inaspettata, che si abbatteva sulla nave. Le tavole scricchiolavano sotto la furia delle onde, come una vecchia sedia indebolita dal morso delle tarme. Virare di prua era praticamente impossibile, bisognava accostare lentamente a dritta e mantenere la rotta; d&#8217;altronde <strong><span style=\"color: #008000;\">Puteoli<\/span> <\/strong>non era che a un tiro di sputo e costituiva un facile riparo. Un&#8217;atmosfera sinistra e oscura avviluppava il sole mattutino e gli toglieva il calore. Le onde si rivoltavano, si susseguivano, e si frangevano una dopo l\u2019altra sulla prua, alte e maligne, come fossero demoni che attaccavano e tormentavano fino a possedere gli uomini &#8230; le loro anime. Gli scoli non riuscivano a smaltire la gran quantit\u00e0 d&#8217;acqua che, a gran velocit\u00e0, scavalcando le murate, si riversavano di continuo sul ponte di coperta. La prua affondava nei cavalloni blu tendenti allo smeraldo, la nave beccheggiava nella tempesta, per poi riemergere accompagnata da terrificanti sibili stridenti di tavole e assi. Da circa tre quarti d&#8217;ora il forte vento e le onde alte flagellavano la piccola imbarcazione, facendola sembrare un fuscello alla deriva.<\/p>\n<figure id=\"attachment_43628\" aria-describedby=\"caption-attachment-43628\" style=\"width: 692px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-43628 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/porto-di-Puteoli.png\" alt=\"\" width=\"692\" height=\"669\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/porto-di-Puteoli.png 692w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/porto-di-Puteoli-300x290.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 692px) 100vw, 692px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-43628\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fresco del porto di Puteoli<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel momento, proprio mentre il capitano virava di bordo in prora e si apprestava ad entrare nel <strong><span style=\"color: #008000;\">Porto di Puteoli<\/span><\/strong>, l&#8217;oneraria venne presa in pieno dalle onde e inizi\u00f2 ad abboccare. La nave era ferma in balia del mare, sballottata dai capricciosi figli di Poseidone. Crispino, per evitare quella pericolosa impasse, fece dispiegare le vele in modo da ricevere la spinta del vento e imprimere all&#8217;imbarcazione la velocit\u00e0 necessaria, ruotando e impennando allo stesso tempo la nave, per superare il muro d&#8217;acqua. Come uno spaurito fante sull&#8217;impervia salita della fortezza di Masada, la prua si inerpicava a fatica sulla schiumante cresta dell&#8217;onda, poi si inclinava in avanti e iniziava la discesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave cadde in uno stretto corso d&#8217;acqua, ebbe un sussulto. Le tavole stridevano e lamentavano il loro dolore, mentre il ponte veniva spazzato dall&#8217;acqua che schizzava in ogni direzione. Crispino era una maschera di cera, nel silenzio inquietante che avvolgeva le anime dei suoi marinai.&nbsp;Un senso d&#8217;impotenza, di paura iniziava a serpeggiare tra l&#8217;equipaggio, e il timore di colare a picco iniziava a farsi largo nelle loro menti, inchiodandoli in una situazione di terrore. La pioggia, il vento e il mare grosso si intensificarono. L&#8217;aria era diventata foriera di tempesta. Il movimento di rollio e di beccheggio della nave si faceva pi\u00f9 violento. Intanto, il porto di Puteoli era sparito. La ripa con la villa che fu di <strong><span style=\"color: #008000;\">Cicerone<\/span><\/strong>, le terme e il quartiere marittimo, che fino a poco prima punteggiavano il litorale e nitide si stagliavano davanti ai loro occhi, ora erano avvolte in una nebbiosa coltre densa e scura &#8230; come in un drappo funebre. Onde lunghe, corte, alte e basse erano diventate un tutt&#8217;uno in quel tratto di mare, originate dal vento impetuoso e dalle correnti furiose che lo attraversavano. La nave ballonzolava paurosamente tra vuoti d\u2019acqua, creste spumose e orribili gorghi, generando il caos fra i marinai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quanto successe di l\u00ec a poco, raggel\u00f2 il sangue nelle vecchie vene del povero Crispino: un\u2019onda infida, pi\u00f9 alta delle altre, si abbatt\u00e9 sulla fiancata di babordo. La nave si era pericolosamente inclinata, ma sembrava solida, ancora in grado di reggere il mare. La maestria di Crispino l&#8217;aveva condotta a meno di un quarto di miglio dal riparo marino della <strong><span style=\"color: #008000;\">villa di Ortensio<\/span><\/strong>, quando accadde l&#8217;irreparabile: un&#8217;onda, ancora una e un&#8217;altra ancora. Il carico di anfore si spost\u00f2 e la nave naufrag\u00f2, trascinando con s\u00e9 Crispino e l&#8217;intero equipaggio. <strong><span style=\"color: #008000;\">Come per uno strano scherzo del destino, poi vento cal\u00f2 e il mare plac\u00f2 la sua rabbia: Poseidone aveva ricevuto il suo tributo di anime.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sull&#8217;acqua appena appena increspata galleggiavano le tracce di quel orrendo naufragio: resti di vela, alcuni remi, secchie e&#8230; le loro anime.<\/p>\n<figure id=\"attachment_43626\" aria-describedby=\"caption-attachment-43626\" style=\"width: 764px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-43626 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/ciro-amoroso-2a.jpg\" alt=\"\" width=\"764\" height=\"653\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/ciro-amoroso-2a.jpg 764w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/ciro-amoroso-2a-300x256.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 764px) 100vw, 764px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-43626\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fig. 2: La foto aerea indica il luogo del naufragio, posto a circa 300 m. dalla scogliera di Marina Grande<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il relitto<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDa quel tragico naufragio sono passati quasi duemila anni. L&#8217;oneraria giace poco fuori la testata del molo della villa marittima di <strong><span style=\"color: #008000;\">Quinto Ortensio Ortalo<\/span><\/strong>, su un pendio fangoso tra i 30 e i 37 metri. Quante ne andarono a fondo da quando il primo marinaio prese il largo? Basterebbero dieci naufragi l&#8217;anno per fare 36000 relitti nel solo Mediterraneo occidentale, ma ce ne furono ben di pi\u00f9. In un solo anno, nel 480 a.C., due tempeste mandarono a picco pi\u00f9 di seicento navi persiane. Quante altre barche da pesca, navi da carico, navi da guerra, affondarono quell&#8217;anno nel Mediterraneo? Alcune si schiantarono contro scogli semi-affioranti e andarono a pezzi, ma altre divennero scrigni marini della nostra storia. Praticamente, ogni cosa prodotta dall&#8217;uomo, da lavori certosini d&#8217;oreficeria ai magnifici bronzi di Riace, da statue a enormi blocchi di marmo per templi o chiese, ha viaggiato per le vie del mare. Sul fondo questi carichi, e le stesse navi, se protette in tempo contro le teredini, saranno al sicuro dal loro peggior nemico: l&#8217;uomo. Sulla terra l&#8217;Uomo ha ridotto in minutaglia statue di marmo e colonne di templi per farne calce ed ha fuso il bronzo e l&#8217;oro per riusarlo&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Ciro Amoroso<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>testo e immagini dall&#8217;articolo originale. Le foto relative al relitto romano di Marina Grande, sono state gentilmente concesse da <strong><span style=\"color: #008000;\">Gianni Longo<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA SUBACQUEA PERIODO: I SECOLO D.C. AREA: DIDATTICA parole chiave: relitto, Bacoli, Baia . Farsi raccontare la storia di una nave da quel che resta del legno marcito, a 37 metri di profondit\u00e0, non \u00e8 impresa da poco. 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