{"id":43532,"date":"2020-06-18T00:15:39","date_gmt":"2020-06-18T00:15:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=43532"},"modified":"2023-07-23T19:09:09","modified_gmt":"2023-07-23T17:09:09","slug":"43532","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43532","title":{"rendered":"L&#8217;evolversi della situazione in Libia potrebbe innescare nuove instabilit\u00e0 nel Mediterraneo: un punto di situazione"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO&nbsp;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Libia, controllo del Mediterraneo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In <strong><span style=\"color: #008000;\">Libia<\/span><\/strong> le potenze occidentali, che avevano rivestito un ruolo fondamentale nel determinare la caduta del regime (Francia in primis), nel post Gheddafi si rivelarono di fatto incapaci di gestire le conseguenze disastrose del loro intervento armato, e di mettere fine alla guerra civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La caduta di un regime dittatoriale, che si reggeva con l&#8217;utilizzo bruto della forza, non port\u00f2 democrazia ma port\u00f2 alla luce quanto fragili erano gli equilibri del Paese, tra trib\u00f9 da sempre in contrasto le une con le altre ed il propagarsi di gruppi di militanti dell\u2019ISIS. Inoltre sono ancora presenti membri del Gruppo dei combattenti islamici libici, <strong><span style=\"color: #008000;\">Al-Jama&#8217;a al-Islamiyyah al-Muqatilah bi-Libya<\/span><\/strong>, un&#8217;organizzazione terroristica nata negli anni ottanta dai mujaheddin libici che avevano combattuto la guerra in Afghanistan contro i Russi legata ad al-Qaeda.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/LIBIA-I-GUERRA-CIVILE-2011-First_Libyan_Civil_War_2011.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 LIBIA-I-GUERRA-CIVILE-2011-First_Libyan_Civil_War_2011.png\" width=\"640\" height=\"426\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>immagini della First Libyan Civil War &#8211; Fonte e autore LLs<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:First_Libyan_Civil_War_(2011).png\">First Libyan Civil War (2011).png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 dimostrato dalla situazione attuale che vede la presenza di due governi, Il primo, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Governo di accordo nazionale (GNA)<\/span><\/strong> di <strong><span style=\"color: #008000;\">Fayez al-Sarraj<\/span><\/strong> con sede a Tripoli, riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale e sostenuto da parte dell&#8217;esercito regolare e da varie milizie prevalentemente di origine Tripolitana e Misuratina. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">GNA<\/span><\/strong> gode dell&#8217;appoggio economico e militare di Turchia e Qatar e viene avversato dall&#8217;altro, che ha sede a Bengasi ed \u00e8 capitanato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Generale Khalifa Haftar<\/span><\/strong>. Questi \u00e8 supportato apertamente da Egitto, UAE e Arabia Saudita, oltre che da un appoggio da parte della Russia,&nbsp; ambiguo della Francia e, ancora meno chiaro dagli Stati Uniti.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Quali sono gli interessi?<\/span><\/strong><br \/>\nLa Libia \u00e8 un paese estremamente ricco di riserve petrolifere e di gas ed \u00e8 crocevia di importanti rotte marittime del Mediterraneo e di vie interne con il centro dell&#8217;Africa. Non a caso la sua destabilizzazione ha suscitato l&#8217;interesse di vari attori internazionali interessati ad ottenerne dei vantaggi personali. Tra di essi forse il pi\u00f9 interessante da analizzare \u00e8 la Turchia, appartenente allo schieramento atlantico ma la cui matrice laica sta lentamente perdendo la sua connotazione, procedendo ad un&#8217;islamizzazione sempre pi\u00f9 spinta sotto la guida di Erdogan.&nbsp;Di fatto in questi ultimi decenni la Turchia ha avuto una crescita economica importante che ha accompagnato una mutazione politico sociale in controtendenza con il progetto di occidentalizzazione e di secolarizzazione promosso da <strong><span style=\"color: #008000;\">Kemal Atat\u00fcrk<\/span><\/strong>. Dopo anni di Governi forti, dove i militari avevano avuto sempre un peso notevole, nell&#8217;ultimo periodo le tendenze islamizzanti, soprattutto sul piano sociale e culturale, hanno portato significativi effetti a livello politico che mettono in imbarazzo gli Alleati della NATO. Gli interessi turchi, sin dai tempi di Gheddafi, in Libia sono sempre stati notevoli, con numerosi progetti di costruzioni con un volume degli investimenti stimato di diversi miliardi di dollari. L\u2019accordo turco-libico (con il GNA) sui confini marittimi potrebbero influire sull&#8217;esplorazione di petrolio e gas degli altri Paesi, aumentando le tensioni geopolitiche in tutta la regione mediterranea. Un esempio eclatante \u00e8 l\u2019impatto che ne deriva sulle <strong><span style=\"color: #008000;\">Zone economiche esclusive (ZEE)<\/span><\/strong> di Grecia ed Egitto. Le reazioni non si sono fatte attendere. L\u2019Egitto ha respinto l&#8217;accordo economico tra Ankara e Tripoli ritenuto &#8220;illegale&#8221; e Atene ha dichiarato che l&#8217;accordo \u00e8 &#8220;completamente inaccettabile&#8221; perch\u00e9 ha ignorato la presenza dell&#8217;isola greca di Creta tra le coste della Turchia e della Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre esiste una ragione politica: il conflitto in Libia rappresenta una nuova linea di faglia in Medio Oriente con Turchia e Qatar da una parte ed Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita ed Egitto, uniti nell&#8217;opposizione ai Fratelli musulmani sostenuti dalla Turchia. Non ultimo il divario di visioni politiche con la Russia, che appoggia Haftar, sembra incolmabile. <strong><span style=\"color: #008000;\">Recep Tayyip Erdogan<\/span><\/strong> intende far proseguire l&#8217;offensiva militare verso Sirte e la Cirenaica per mettere in ginocchio Haftar che gode del supporto di milizie non regolari russe, il Gruppo Wagner, che si era gi\u00e0 distinto in Siria. Un incontro ad Istanbul fra Turchia e Russia che doveva svolgersi questa settimana \u00e8 saltato all&#8217;ultimo momento. Un gioco astuto o avventato da parte di Erdogan? Anche questo lo vedremo presto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/RUSSIA-WAGNER-Russian_mercenaries_in_CAR.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 RUSSIA-WAGNER-Russian_mercenaries_in_CAR.jpg\" width=\"640\" height=\"480\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>mercenari del Wagner Group nella Central African Republic. La loro presenza in Libia \u00e8 stata confermata &#8211; Fonte https:\/\/corbeaunews-centrafrique.org\/centrafrique-incursion-dun-mercenaire-de-wagner-sur-le-territoire-camerounais-la-gendarmerie-locale-alertee-le-bataillon-dintervention-rapide-sous-tension\/ Author CorbeauNews <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Russian_mercenaries_in_CAR.jpg\">File:Russian mercenaries in CAR.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo gioco truppe turche e mercenari russi potrebbero essersi gi\u00e0 scontrati. Intanto il Cremlino ha negato qualunque collegamento tra il <span style=\"color: #008000;\"><strong>Gruppo Wagner<\/strong> <\/span>affermando che la Russia non pu\u00f2 evitare che <em>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">privati cittadini operino come guardie del corpo all\u2019estero.<\/span><\/strong>\u201d&nbsp;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma quale \u00e8 il ruolo dell\u2019Europa in questi giri di valzer che stanno producendo aree di sempre maggiore instabilit\u00e0?<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>E&#8217; un dato di fatto che l&#8217;Europa non sia stata in grado di assumere una posizione ferma ed unitaria. La Francia, da sempre interessata ad un futuro sfruttamento dei pozzi libici, per Total (togliendoli all\u2019ENI) sostiene in maniera ambigua il governo di Haftar. Nonostante Parigi neghi, sono stati scoperti quattro missili anti carro Javelin in uso all&#8217;esercito francese in dotazione alle forze del generale Haftar, nella zona di Gharian. Naturalmente Parigi nega. I tentativi di cessazione del fuoco tra le due parti non hanno avuto grandi risultati. Anche la Conferenza di Berlino non ha prodotto risultati tali da far credere che una soluzione militare sia effettivamente esclusa dallo scenario libico. La tregua che ne \u00e8 derivata, che sembrava approvata dai principali protagonisti internazionali della crisi, non \u00e8 stata congiuntamente ratificata da Al-Serraj e dal generale Haftar, anche se riunioni successive stanno fornendo una possibile soluzione. Cruciale per la risoluzione della crisi sar\u00e0 la gestione dell\u2019embargo di armamenti. Facile a dirsi ma complesso da ottenersi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43566 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Nave_Bergamini-905x613-1.jpg\" alt=\"\" width=\"905\" height=\"613\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>ITN Bergamini in pattugliamento &#8230; La nuova operazione EUNAVFOR MED IRINI ha come compito principale di contrastare il traffico illecito delle armi, rispettando cos\u00ec l\u2019embargo precedentemente imposto dalle Nazioni Unite. La missione utilizzer\u00e0 navi, aerei e mezzi satellitari per raggiungere il suo obiettivo ma non si presenta facile &#8211; Fonte marina militare italiana&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che manca \u00e8 una visione europea condivisa, almeno fino a quando la Francia non abbandoner\u00e0 i suoi interessi personali, ad esempio in zone come il Fezzan, nel Sud del Paese, dove sono situati giacimenti di gas e petrolio molto importanti anche per l\u2019ENI (in particolare quello di El Feel che produce 75 mila barili al giorno). Questo atteggiamento quanto meno ambiguo d&#8217;oltralpe ha portato Serraj a dichiarare la sua intenzione di interrompere i rapporti bilaterali con la Francia di Macron che di fatto, con il suo comportamento, ha dato legittimit\u00e0 politica ad Haftar, trasformandolo da capo militare ad interlocutore politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel panorama internazionale, vi \u00e8 poi un altro aspetto. Il regime di Gheddafi fu abbattuto con l\u2019aiuto di Obama. Trump non pare essere interessato pi\u00f9 di tanto, lanciando messaggi contraddittori, che non solo hanno disorientato i due attori libici ma anche quelli internazionali. Sebbene gli Stati Uniti, dopo la caduta di Gheddafi, si siano ufficialmente disimpegnati in Libia, nonostante le iniziali dichiarazioni di appoggio a Serraj, rilasciate dal Dipartimento di Stato, nel mese di aprile il presidente <strong><span style=\"color: #008000;\">Donald Trump<\/span> <\/strong>ha espresso il proprio supporto all&#8217;azione militare di Haftar contro Tripoli. Un comportamento ambiguo che non facilita la risoluzione del conflitto, soprattutto con un&#8217;Europa debole e divisa. L&#8217;unico modo di costringere gli Stati Uniti a schierarsi in maniera definitiva sarebbe riuscire ad ottenere una visione unitaria europea. Solo cos\u00ec si potrebbe ottenere un fronte politico comune ed esercitare pressioni sulle parti in modo credibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I combattimenti continuano in uno scenario di guerra che rassomiglia sempre di pi\u00f9 alla Siria, e dove diverse potenze hanno giocato le loro carte. Recentemente una dichiarazione congiunta tra i Ministri degli Esteri di Francia, Germania, Italia ha nuovamente esortato tutte le parti libiche e gli attori internazionali a cessare le operazioni militari, impegnandosi nel progetto di accordo del 23 febbraio presentato dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Missione di Sostegno della Nazioni Unite in Libia (UNSMIL)<\/span><\/strong> al fine di \u201d &#8230; <strong><span style=\"color: #008000;\">fermare i combattimenti, riprendere il dialogo e raggiungere un cessate il fuoco &#8230; <\/span><\/strong>&#8220;. Questo \u00e8 avvenuto al Cairo il 6 giugno nel quadro del <strong><span style=\"color: #008000;\">Comitato Militare Congiunto 5 + 5<\/span><\/strong>, con la richiesta di un immediato cessate il fuoco, comprendente il ritiro da tutte le regioni della Libia di tutte le forze regolari e non (<strong><span style=\"color: #008000;\">contractor come il gruppo Wagner russo<\/span><\/strong>) straniere e di attrezzature militari fornite in violazione dell&#8217;embargo sulle armi delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualora ci\u00f2 non si riuscisse ad ottenere, la prospettiva geopolitica del Mediterraneo sarebbe disastrosa, con Russia, Turchia e una frantumata Europa a cercare di mitigare una diga piena di falle. Non ultimo tra i tanti litiganti, potrebbe affacciarsi sornionamente la <strong><span style=\"color: #008000;\">Cina<\/span><\/strong> che ha gi\u00e0 un footprint in Africa di tutto rispetto. Pechino ufficialmente appoggia il governo di Fayez al-Sarraj e suoi diplomatici hanno incontrato esponenti dell&#8217;esecutivo di Tripoli nove volte tra il 2016 ed il 2020. Inoltre Cina e Libia hanno avuto un bilaterale a margine del <strong><span style=\"color: #008000;\">Forum di cooperazione Cina-Africa (Foocac)<\/span><\/strong> nel 2018 con firma di un memorandum d&#8217;intesa per inserire la Libia nella Silk road. L&#8217;anno scorso il commercio bilaterale ha raggiunto 6,21 miliardi di dollari con un aumento annuo del 160% con l&#8217;export petrolifero libico.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quali sono le ricadute per l&#8217;Italia?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAl di l\u00e0 delle belle parole, l\u2019Italia di fatto non ha un ruolo di prima fila nonostante gli&nbsp; importanti interessi economici (ad esempio i contratti dell\u2019ENI che fanno gola i Francesi) e politici come l\u2019intensificarsi dei flussi migratori per lo pi\u00f9 economici provenienti di Paesi del Sahel (ma non solo). Quello che no dicono \u00e8 che questi migranti , secondo fonti <strong><span style=\"color: #008000;\">UNCHR<\/span><\/strong>, provengono in minima parte dalla Libia ma, nel 2019, soprattutto da Tunisia&nbsp;(2,6 mila persone, 23% del totale) seguite da&nbsp;Pakistan (1,2 mila persone, 10%), Costa d\u2019Avorio, Algeria e Iraq. Le ragioni sono principalmente economiche anche se spesso mascherate per motivi politici. Interessante notare che i flussi da alcuni Paesi africani, a seguito della guerra abbiano scelto come via di accesso la Turchia, prima dell&#8217;ingresso in Europa, facendo comprendere la complessit\u00e0&nbsp; delle organizzazioni criminali che di fatto hanno creato delle vie privilegiate per le diverse etnie.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-25126 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/immigrati-costi-860x450_c.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"450\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gruppi di immigrati riuniti per l&#8217;identificazione dalle forze dell&#8217;ordine a Lampedusa Filippo Venezia da <a href=\"https:\/\/informationnationaliste.fr\/2018\/11\/04\/litalie-expulse-2700-migrants-clandestins\/\">L\u2019Italie expulse 2700 migrants clandestins \u2013 information nationaliste<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019immigrazione clandestina \u00e8 un fenomeno complesso che dovrebbe essere gestita con politiche unitarie a livello europeo ma che di fatto dimostrano da un lato la fragilit\u00e0 decisionale europea e dall&#8217;altro la difficolt\u00e0 a contenere e regolarizzare i flussi dovuta ad interessi nazionali. Facendo perno sugli aspetti umanitari, si nascondono ben altri obiettivi. L\u2019Italia \u00e8 un Paese economicamente forte. Ricordiamoci che secondo le stime dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Office for National Statistics<\/span><\/strong> e del <strong><span style=\"color: #008000;\">Citigroup<\/span><\/strong>, nel terzo trimestre 2009 l&#8217;Italia era la sesta nazione pi\u00f9 ricca del mondo e la terza in Europa, avendo il suo PIL ormai superato quello del Regno Unito. Il peso di sostenere da soli una migrazione massiccia, senza possibilit\u00e0 di distribuirne gli effetti in Europa, costituisce un\u2019aggravante economica non trascurabile per il nostro Paese che, di fatto, \u00e8 stato lasciato solo dall&#8217;Europa. La crisi libica ha di fatto indebolito i controlli e gli sbarchi sono nuovamente aumentati. Questi traffici sono gestiti da organizzazioni criminali a volte legate allo Stato Islamico o ad altri gruppi islamisti, che considerano il traffico di esseri umani un business remunerativo per finanziare le loro attivit\u00e0 di propaganda, terroristiche e militari. Questa situazione indebolisce i Paesi rivieraschi europei e, in particolare, l\u2019Italia provata da anni di politiche poco concrete per l\u2019immigrazione, divisa tra visioni umanitarie talvolta utopistiche e difesa della propria sovranit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/LIBIA-640px-Brega_checkpoint_-_Flickr_-_Al_Jazeera_English_13.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 LIBIA-640px-Brega_checkpoint_-_Flickr_-_Al_Jazeera_English_13.jpg\" width=\"640\" height=\"426\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">posto di blocco principale vicino alla strategica citt\u00e0 petrolifera di Brega &#8211; Fonte Al Jazeera&nbsp;<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Brega_checkpoint_-_Flickr_-_Al_Jazeera_English_(13).jpg\">Brega checkpoint &#8211; Flickr &#8211; Al Jazeera English (13).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Cosa succeder\u00e0 a breve nelle acque <\/span><span style=\"font-size: 24px;\">antistanti<\/span><span style=\"font-size: 18pt;\">&nbsp;la Libia?<\/span><\/span><\/strong><br \/>\nSupposto che il cessate il fuoco del 3 giugno resista e che l\u2019azione diplomatica proceda, sar\u00e0 necessario unire agli sforzi politici un\u2019azione di controllo e monitoraggio del traffico mercantile per garantire l\u2019embargo. Per tale scopo \u00e8 stato rinnovato l\u2019impegno europeo con una nuova missione. La missione <strong><span style=\"color: #008000;\">EUNAVFOR IRINI<\/span><\/strong> \u00e8 di fatto operativa da diverse settimane, sostituendo la precedente missione <strong><span style=\"color: #008000;\">SOPHIA<\/span><\/strong> con un mandato iniziale di un anno. Questa missione, a guida italiana, rappresenta la volont\u00e0 di intensificare gli sforzi per far rispettare l&#8217;embargo delle armi delle Nazioni Unite sulla Libia, contribuendo in tal modo al processo di pace nel paese, attraverso l&#8217;avvio di una nuova operazione militare <strong><span style=\"color: #008000;\">PSDC (politica di sicurezza e di difesa comune)<\/span> <\/strong>nel Mediterraneo. Il suo compito principale \u00e8 l&#8217;embargo sulle armi emesso dalle Nazioni Unite con l\u2019impiego di aerei, satelliti e unit\u00e0 navali. In particolare, la missione potr\u00e0 effettuare in \u200b\u200balto mare al largo delle coste libiche ispezioni delle navi sospettate di trasportare armi da e verso la Libia conformemente alla risoluzione 2292 (2016) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Inoltre come compiti secondari, <strong><span style=\"color: #008000;\">EUNAVFOR MED IRINI<\/span><\/strong> dovr\u00e0:<\/p>\n<ul style=\"list-style-type: circle;\">\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><strong><span style=\"color: #008000;\">monitorare e raccogliere informazioni sulle esportazioni illecite di petrolio, petrolio greggio e prodotti petroliferi raffinati dalla Libia;<\/span><\/strong><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><strong><span style=\"color: #008000;\">contribuire al rafforzamento delle capacit\u00e0 e alla formazione della Guardia costiera e della marina militare libica nelle attivit\u00e0 di contrasto in mare;<\/span><\/strong><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">contribuire al contrasto delle reti di trafficanti di esseri umani attraverso il pattugliamento aereo per la raccolta di informazioni.<\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43570 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/MIASIT-LIBIA.jpg\" alt=\"\" width=\"647\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/MIASIT-LIBIA.jpg 647w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/MIASIT-LIBIA-300x143.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 647px) 100vw, 647px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;Ospedale italiano a Misurata nell&#8217;ambito del MIASIT <a href=\"https:\/\/www.congedatifolgore.com\/it\/le-forze-armate-italiane-in-libia\/\">LE FORZE ARMATE ITALIANE IN LIBIA | Congedati Folgore<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La missione ha avuto inizio il 4 maggio con la fregata francese <strong><span style=\"color: #008000;\">Jean Bart<\/span><\/strong> e un aereo da pattugliamento marittimo del Lussemburgo, a cui poi si sono aggiunti un ricognitore polacco, uno greco e la fregata ellenica <strong><span style=\"color: #008000;\">Spetsai<\/span><\/strong>. Per l\u2019Italia, lo sforzo nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione <strong><span style=\"color: #008000;\">IRINI<\/span><\/strong>, si aggiunge alla <strong><span style=\"color: #008000;\">missione bilaterale di supporto ed assistenza (MIASIT)<\/span><\/strong> in cui rientra l\u2019ospedale da campo a Misurata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Siamo ad una svolta o si tratterr\u00e0 dell\u2019ennesimo tentativo di stabilizzare un\u2019area cos\u00ec importante per la sicurezza internazionale da parte di attori con diverse partiture? I prossimi mesi ce lo diranno e la partita si giocher\u00e0 ancora nel Mediterraneo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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