{"id":43439,"date":"2020-07-26T00:10:39","date_gmt":"2020-07-25T22:10:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=43439"},"modified":"2023-07-26T14:26:35","modified_gmt":"2023-07-26T12:26:35","slug":"u-boote-uc-1-un-arma-di-successo-dimenticata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43439","title":{"rendered":"U-boote UC 1, un arma di successo dimenticata"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MARINA TEDESCA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: sommergibili, posamine, mine navali&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono alcuni sistemi d\u2019arma impiegati durante la Prima Guerra Mondiale che sono poco conosciuti pur essendo stati tra quelli di maggior successo. Oggi parliamo degli U-boot <strong><span style=\"color: #008000;\">Tipo<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">UC I<\/span><\/strong>, sommergibili costieri della <strong><span style=\"color: #008000;\">Kaiserliche Marine<\/span><\/strong> che furono ideati e progettati per un compito particolare: la posa delle mine.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43445 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-photo1.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1171\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-photo1.jpg 1920w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-photo1-300x183.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-photo1-1024x625.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-photo1-768x468.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-photo1-1536x937.jpg 1536w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-photo1-1200x732.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;equipaggio di un tedesco UC-1 classe di sottomarini sul ponte. Introdotti nel 1915, i sottomarini di questa classe furono impiegati principalmente come posamine. I Sommergibili tedeschi affondarono 1.845.000 tonnellate di naviglio alleato e neutrale nelle loro spedizioni tra febbraio e aprile 1917 &#8211; data e autore sconosciuto<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.shotinthedark.info\/wp\/?p=61577\">Sunk | Shot in the Dark<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Probabilmente il loro impiego li rese poco popolari, per assurdo non per la loro efficienza, che fu notevole, ma perch\u00e9 l&#8217;uso delle mine navali era considerato inviso e poco onorevole nei corridoi dello Stato Maggiore. Un errore che si perpetu\u00f2 nei conflitti successivi quando il loro uso fu accettato a denti stretti e poi rapidamente abbandonato al cessare della necessit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_43444\" aria-describedby=\"caption-attachment-43444\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43444 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Newspaper.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1483\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Newspaper.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Newspaper-207x300.jpg 207w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Newspaper-707x1024.jpg 707w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Newspaper-768x1112.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-43444\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">da<\/span><\/strong><a href=\"http:\/\/www.hisutton.com\/German-WW1-Type-UC-1-U-Boat.html\">H I Sutton &#8211; Covert Shores<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1915, la Marina tedesca costru\u00ec tre classi di battelli UC caratterizzati dalla presenza di pozzetti verticali per l&#8217;alloggiamento di una dozzina di mine. Racconter\u00f2 oggi la storia di questa prima serie. Sebbene il <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile russo Krab<\/span><\/strong> fu varato in precedenza (1912), i battelli costieri tipo UC I furono i primi posamine subacquei veramente operativi al mondo. Ne furono costruiti quindici con un design che potremmo definire per l\u2019epoca innovativo ma anche semplice ed estremamente efficace. Il metodo di posa era elementare. Giunti sulla posizione, il sommergibile apriva i contenitori e le mine scivolavano, posate come uova, verso il basso. Arrivate sul fondo, l&#8217;ancora rilasciava il cavo di ormeggio e la mina si posizionava alla giusta quota.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43443\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Mine-gearsofhistory.jpg\" alt=\"\" width=\"642\" height=\"827\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Mine-gearsofhistory.jpg 468w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Mine-gearsofhistory-233x300.jpg 233w\" sizes=\"(max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">metodo di funzionamento: la mina, dopo essere arrivata sul fondo, per un gioco meccanico legato al rilascio dei bracci laterali, veniva liberata dalla cassa e portata alla quota predisposta del cavo di ormeggio<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\"><a href=\"http:\/\/www.hisutton.com\/German-WW1-Type-UC-1-U-Boat.html\">H I Sutton &#8211; Covert Shores<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi sommergibili posamine furono progettati dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Dr. Werner<\/span><\/strong> dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ispettorato Torpedini della marina tedesca, <\/span><\/strong>basandosi sul modello dei piccoli sommergibili costieri tipo UB I.&nbsp;<span style=\"color: #000000;\">In pratica, <\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">Werner <\/span><\/strong>rimodell\u00f2 la sezione di prua in modo da poter ospitare i tubi inclinati che avrebbero contenuto le mine navali. In pratica, l&#8217;unico armamento del sommergibile era costituito da quei sei tubi interni che potevano ospitare dodici mine. Solo negli ultimi modelli (dal 1916 in poi) venne effettuata una modifica introducendo un tubo lanciasiluri poppiero. Per compensare l&#8217;aumento del dislocamento e la forma pi\u00f9 tozza del battello fu necessario per\u00f2 potenziare i motori. La necessit\u00e0 di introdurli rapidamente in attivit\u00e0 belliche comport\u00f2 inizialmente un certo numero di problemi nel sistema di posa delle mine in quanto, in alcuni casi, le mine si armavano prima di uscire dai loro tubi e potevano esplodere prematuramente.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: inherit;\">I sommergibili, costruiti dai cantieri <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">AG Vulcan Stettin<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\"> e dal <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">AG Weser Brema<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">, avevano un dislocamento di 168 tonnellate in superficie e 183 tonnellate in immersione con un complemento di quattordici uomini. L\u2019armamento di superficie era assicurato da una mitragliatrice MG-08 da 8 millimetri. Avevano una lunghezza complessiva di 33,99 m con una larghezza di 3,15 metri. I sommergibili erano alimentati da un motore diesel a sei cilindri, quattro tempi, da 105 cv, con una potenza di 50-90 cv, ed un motore elettrico che produceva 175 hp trasmessi all&#8217;unica elica. Erano in grado di operare fino ad una profondit\u00e0 di 50 metri, pi\u00f9 che sufficiente per posare gli ordigni in sicurezza.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43446\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/SM_UC_5_afloat.jpg\" alt=\"\" width=\"784\" height=\"1066\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/SM_UC_5_afloat.jpg 687w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/SM_UC_5_afloat-221x300.jpg 221w\" sizes=\"(max-width: 784px) 100vw, 784px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una foto curiosa che ritrae il sommergibile UC 5 dopo la sua cattura nel 1916. UC 5 era un U-boat tedesco di tipo UC I, commissionato il 19 giugno 1915 ad Amburgo. Il battello prest\u00f2 servizio nella prima guerra mondiale sotto il comando di Herbert Pustkuchen (giugno 1915 &#8211; dicembre 1915) e Ulrich Mohrbutter (dicembre 1915 &#8211; aprile 1916) ottenendo 29 navi affondate per un totale di 36.288 tonnellate su 29 missioni. La sua fine fu dovuta ad un errore di navigazione quando si incagli\u00f2 sul Shipwash Shoal mentre era in pattugliamento il 27 aprile 1916. Il suo equipaggio fu catturato dal cacciatorpediniere HMS Firedrake e il sommergibile fu esposto al Temple Pier sul fiume Tamigi, e successivamente a New York per scopi di propaganda &#8211; autore Bain News Service<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SM_UC_5_afloat.jpg\">SM UC 5 afloat.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La loro velocit\u00e0 massima di superficie era di circa 6,5 nodi con una velocit\u00e0 massima in immersione di circa 5,5 nodi. Una volta immersi potevano operare per 50 miglia nautiche a quattro nodi mentre in superficie avevano un\u2019autonomia di circa 850 miglia nautiche a cinque nodi. Per la sua funzione di posamine, Werner progett\u00f2 sei tubi posamine inclinati da 100 centimetri che portavano dodici mine UC 120 (due per ogni tubo).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43442 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Mine.jpg\" alt=\"\" width=\"940\" height=\"1523\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Mine.jpg 940w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Mine-185x300.jpg 185w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Mine-632x1024.jpg 632w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Mine-768x1244.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 940px) 100vw, 940px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Imbarco di una mina su un posamine tedesco classe UC II IWM photograph Q 20345.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;alloggio dell\u2019equipaggio era molto spartano, legato alla natura delle missioni, tutte di breve durata (pochi giorni). La missione tipica consisteva nell&#8217;attraversare il Mare del Nord fino alle trafficate rotte marittime, al largo della costa orientale inglese, dove deporre uno sbarramento di mine in maniera occulta, spesso proprio al di fuori dei porti britannici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Una classe di successo<br \/>\n<\/span><\/strong>Nonostante la rapidit\u00e0 dello sviluppo ingegneristico, il design si dimostr\u00f2 particolarmente efficace per gli scopi prefissati. Il primo battello, <strong><span style=\"color: #008000;\">UC-1<\/span><\/strong>, fu ordinato nel novembre 1914, varato solo sei mesi dopo, nell&#8217;aprile 1915, e messo in servizio nel luglio 1915. Meno di un mese dopo rivendic\u00f2 la sua prima vittima, la <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Lightning<\/span><\/strong>, un cacciatorpediniere della classe<strong><span style=\"color: #008000;\"> Janu<\/span><span style=\"color: #008000;\">s<\/span><\/strong>. Solo l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">UC 1<\/span><\/strong>, il primo modello, collezion\u00f2 36 navi affondate per un totale di 55869 tonnellate di cui cinque da guerra per un totale di 3067 tonnellate e nove danneggiate (52899 tons). Le ultime unit\u00e0 furono dotate anche di un tubo lanciasiluri poppiero che poteva lanciare un siluro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/uci.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 uci.gif\" width=\"660\" height=\"214\"><\/p>\n<p align=\"justify&quot;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>U-Boot-Typ: UC I &#8211; Minenboot &#8211; estratto da<\/strong><\/span><a href=\"http:\/\/deutscher-historischer-jahrweiser.de\/marine\/u-boot-typen%201906-1919%20-%20uc-uf.htm\">Die U-Boot-Typen des Deutschen Reiches 1906-1919 &#8211; UC I-III, UD und UF (deutscher-historischer-jahrweiser.de)<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">UC 12 <\/span><\/strong><br \/>\nTra i 15 battelli costruiti, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">UC-12<\/span> <\/strong>prest\u00f2 servizio presso la <strong><span style=\"color: #008000;\">Pola Flotilla<\/span><\/strong> di Cattaro, nell&#8217;Adriatico, operando come posamine con sette missioni in questo ruolo. Le mine posate dall&#8217;UC-12 affondarono sei navi tra cui il <strong><span style=\"color: #008000;\">Marechiaro<\/span><\/strong>, una nave a vapore italiana requisita come nave ospedale durante la prima guerra mondiale. L&#8217;evento avvenne il 21 febbraio 1916 nei pressi di Capo Laghi, vicino al porto albanese di Durro. Due pescherecci armati britannici, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Hasting Castle<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Selina<\/span><\/strong>, utilizzati per la posa e la vigilanza delle reti antisommergibili dello sbarramento del canale d\u2019Otranto, accorsero sul luogo dell&#8217;evento e salvarono 104 uomini, mentre 33 rimasero uccisi. Altre fonti citano che le vittime furono pi\u00f9 di 200 vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 16 marzo l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">UC 12<\/span><\/strong> venne affondato dalla detonazione di una delle sue mine, mentre posava un campo di sbarramento di mine al largo del porto di Taranto. Subito dopo l&#8217;affondamento, il relitto venne individuato da palombari della Regia Marina a 1.700 metri dalla riva e si decise di tentarne il recupero, visto che giaceva in acque basse (31 metri di profondit\u00e0). L&#8217;operazione risult\u00f2 facilitata dal fatto che lo scafo appariva diviso in due parti, a causa dell&#8217;esplosione, cosa che facilitava l&#8217;opera di sollevamento del relitto. I resti del battello furono recuperati con l&#8217;impiego di un pontone a gru semovente in circa due settimane e, il 4 aprile, entrambi i tronconi del relitto furono trasportati in bacino di carenaggio nell&#8217;Arsenale di Taranto, dove ne fu decisa la ricostruzione.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-43450\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/varo-sommergibile-X1.jpg\" alt=\"\" width=\"799\" height=\"539\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/varo-sommergibile-X1.jpg 650w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/varo-sommergibile-X1-300x203.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 799px) 100vw, 799px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un anno dopo il recupero il sommergibile, ribattezzato <strong><span style=\"color: #008000;\">X 1<\/span><\/strong>, entr\u00f2 in servizio come <strong><span style=\"color: #008000;\">primo sommergibile posamine della Regia Marina Italiana<\/span><\/strong>. Destinato a Venezia, fu inquadrato nella I Squadriglia Sommergibili, con temporanee dislocazioni a Porto Corsini, e svolse il 25 ottobre 1917 la sua prima missione, posando un campo minato nei pressi dell&#8217;isola di Unie.&nbsp;Il 20 maggio 1918 (al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Aldo Castellani<\/span><\/strong>) fu inviato al largo di <strong><span style=\"color: #008000;\">Porto Cigale<\/span><\/strong> per effettuare la posa di un altro campo di dodici mine. Una missione ripetuta con successo anche nel novembre quando penetr\u00f2 anche nel Golfo del Carnaro, attraversando i campi minati austroungarici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi mesi dopo il termine della guerra il sommergibile <strong><span style=\"color: #008000;\">X 1<\/span><\/strong> fu radiato ma le esperienze maturate non furono perdute.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima l&#8217;UC 65 &#8211; Fonte&nbsp; <a href=\"http:\/\/www.histomar.net\/Manche\/Ephemeride\/DEC\/1206.htm\">6 D\u00e9cembre (histomar.net)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . . 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