{"id":43350,"date":"2018-08-16T00:10:32","date_gmt":"2018-08-15T22:10:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=43350"},"modified":"2026-07-26T19:54:13","modified_gmt":"2026-07-26T17:54:13","slug":"la-storia-delle-mine-navali-dalle-origini-ai-giorni-nostri-parte-iii-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43350","title":{"rendered":"La storia delle mine navali, dalle origini ai giorni nostri \u2013 parte IV di Andrea Mucedola"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVIII &#8211; XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GUERRA DI MINE<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: mezzi insidiosi, mine navali, minewarfare, Porter, privateers, Stanhope, Turrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><span style=\"font-size: 20px;\">David, tra ordigni e mezzo insidiosi<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Facciamo un doveroso passo indietro. Nel periodo della guerra civile americana apparvero delle singolari unit\u00e0 navali di attacco, con gran parte dell\u2019opera morta sommersa, che furono chiamate \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">David<\/span><\/strong>\u201d<a href=\"#_ftn37\" name=\"_ftnref37\">[37]<\/a>; esse erano dotate di cariche esplosive da 134 libbre posizionate alle estremit\u00e0 di lunghi pali prodieri, esse impiegavano lunghi pali prodieri per speronare le navi nemiche e portare le cariche a contatto con lo scafo avversario. Le cariche avrebbero dovuto esplodere al momento dell\u2019urto.\u00a0L\u2019arma fu denominata <strong><span style=\"color: #008000;\">spar-torpedo <\/span><\/strong>e rappresenta il primo tentativo di utilizzare dinamicamente una carica. Non a caso, in seguito, nella Prima Guerra Mondiale, con il termine <strong><span style=\"color: #008000;\">torpedine<\/span><\/strong> (in inglese torpedo) vennero chiamati i <strong><span style=\"color: #008000;\">siluri<\/span><\/strong> in seguito definiti \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">torpedini auto propulse<\/span><\/strong>\u201d per differenziarli dalle cariche statiche che assunsero il nome attuale di <strong><span style=\"color: #008000;\">mine navali<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-NAVALE-USA-TORPEDO-MINE-CSS_David_drawing.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-USA-TORPEDO-MINE-CSS_David_drawing.jpg\" width=\"1225\" height=\"636\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">disegno a penna e inchiostro di una barca confederata di tipo &#8220;David&#8221; &#8211; anni &#8217;60. Parte superiore: il profilo fuoribordo della barca con il siluro a proravia, da fotografia del centro storico navale americano #: NH 95242. Parte inferiore: disposizione interna della barca; per gentile concessione del Dr. William J. Morgan &#8211; U.S. Naval Historical Center Fotografia #: NH 59420 http:\/\/www.history.navy.mil\/photos\/sh-us-cs\/csa-sh\/csash-ag\/david.htm <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:CSS_David_drawing.jpg\">CSS David drawing.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;ammiraglio Porter e le cow catcher<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUn personaggio chiave del periodo fu l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio David Porter<\/span><\/strong>, Comandante delle U.S. Naval Forces del Mississippi, che fece equipaggiare tutte le sue navi di sistemi per catturare ed evitare le mine. Si trattava di un insieme di tronchi trainati a poppavia, dotati di rampini per cercare di recuperare le mine in galleggiamento; per allontanare le mine durante il passaggio furono approntate lunghe aste laterali e prodiere, dette \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">cow catcher<\/span><\/strong>\u201d, con le quali squadre di marinai si alternavano nel delicato compito di far scapolare gli ordigni verso poppa.<\/p>\n<figure style=\"width: 1233px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-NAVALE-MINE-PARAMINE-Paravane_mine-sweeping_Seamans_Pocket-Book_1943.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-MINE-PARAMINE-Paravane_mine-sweeping_Seamans_Pocket-Book_1943.jpg\" width=\"1233\" height=\"1340\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Paramine &#8211; Fonte Authority of the Lords Commissioners of the Admiralty (June 1943) A Seaman&#8217;s Pocket-Book, London: HMSO &#8211; Autore foto scan di Andy Dingley<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Paravane_mine-sweeping_(Seaman%27s_Pocket-Book,_1943).jpg\">Paravane mine-sweeping (Seaman&#8217;s Pocket-Book, 1943).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">cow catche<\/span><\/strong>r\u201d vennero poi sviluppate in modo da sostenere delle reti paramine a circa dieci metri dallo scafo verso prora e lateralmente. Nel periodo furono sperimentati anche i primi <strong><span style=\"color: #008000;\">dragamine<\/span><\/strong>, con l\u2019incarico di precedere le navi maggiori con lo scopo di agganciare le catenarie di ormeggio o le ancore delle mine stesse; essi erano costituiti da piccole barche trainanti lunghi cavi, appesantiti all&#8217;estremit\u00e0 da pesi e trainanti sul fondo tronchi di legno dotati di rampini ed appendici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Porter<\/span><\/strong> adott\u00f2 le prime tecniche di formazione per queste unit\u00e0, facendole procedere in maniera inclinata rispetto alla direzione del moto, in modo che le apparecchiature striscianti sul fondo coprissero meglio il percorso sovrapponendo le fasce coperte <a href=\"#_ftn39\" name=\"_ftnref39\">[39]<\/a>. In pratica era il sistema della pesca a strascico impiegato dai pescatori di gamberi del Mississippi, ed ancor oggi effettuato dai marinai di tutto il mondo.\u00a0Un sistema simile fu utilizzato quasi due secoli dopo per ripulire il mar Adriatico dalle cluster bomb su idea di un valente ufficiale italiano, il comandante <strong><span style=\"color: #008000;\">Valter Maggiani<\/span><\/strong>, ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16479\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/DSC_0025-e1506601541884.jpg\" alt=\"\" width=\"1218\" height=\"809\" \/><\/p>\n<p align=\"Justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ramponi usati dai pescatori di frodo adattati per la raccolta delle cluster bomb &#8211; museo storico del dragaggio &#8211; La Spezia &#8211; photo credit @andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le mine urtate da queste primitive apparecchiature esplodevano ad una distanza di relativa sicurezza per gli equipaggi, consentendo quindi alle navi maggiori di poter precedere con relativa tranquillit\u00e0. Dopo la Guerra Civile il Governo degli Stati Uniti cerc\u00f2 di concentrare le poche risorse nella ricostruzione della flotta; l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Porter<\/span><\/strong>, nel 1869, apr\u00ec un centro di studi sulle torpedini e sul modo di contrastarle. Ironicamente al <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante Thomas Selfridge<\/span><\/strong>, ex <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano della USS Cairo<\/span><\/strong>, fu assegnato il <strong><span style=\"color: #008000;\">US Navy Torpedo Corps<\/span><\/strong>, il primo reparto organico di contromisure mine della storia. Tale iniziativa ebbe termine nel 1885, quando i fondi governativi vennero inspiegabilmente tagliati, e nulla valse l\u2019udienza al Congresso di Porter, nel 1886, in cui denunci\u00f2 i rischi conseguenti all&#8217;abbandono di suddetti studi <a href=\"#_ftn40\" name=\"_ftnref40\">[40]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ufficio per la protezione costiera<\/span><\/strong>, gestito dall\u2019US Army, var\u00f2 un piano di difesa che comprendeva campi minati in ausilio alle artiglierie costiere.\u00a0Nel 1890 fu approvata la posa di mine per la difesa del fiume Potomac\u00a0<a href=\"#_ftn41\" name=\"_ftnref41\">[41]<\/a>\u00a0. Il loro scopo non era quello di distruggere eventuali navi nemiche ma di ritardarne il movimento e renderle facile bersaglio delle batterie costiere.\u00a0Un uso limitato, se vogliamo,\u00a0 a fronte delle potenzialit\u00e0 dell\u2019arma subacquea ma che fa comprendere quanto poco le mine fossero considerate dallo Stato Maggiore della Marina Statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, al termine della guerra civile, furono delineati per le torpedini cinque possibile tipi di impiego:<\/span><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>ordigni lasciati alla deriva in superficie o agganciati al di sotto di un galleggiante ad una certa profondit\u00e0;<\/li>\n<li>ordigni ancorati o posti sul fondo, nel mezzo di aree di sicuro transito di navi, ed attivati remotamente tramite cavi elettrici;<\/li>\n<li>ordigni posti a contatto di uno scafo da operatori subacquei e fatti saltare tramite un sistema a tempo;<\/li>\n<li>ordigni trainati e diretti contro altre navi;<\/li>\n<li>ordigni posti alla fine di lunghi pali (spar torpedo) per esplodere a contatto.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questi il primo ed il secondo fanno ancora parte in qualche modo della guerra di mine in quanto nel primo caso, anche se vietate dalla Convenzione dell\u2019Aia, l\u2019uso delle mine alla deriva \u00a0\u00e8 stato causa di danni anche nella storia recenti e, nel secondo caso, l\u2019impiego di mine ormeggiate, <strong><span style=\"color: #008000;\">da quote profonde fino alle<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">very shallow water<\/span><\/strong>, \u00e8 ancor oggi possibile e rappresenta un\u2019alternativa costo efficace. Nel terzo caso, l\u2019impiego di armi a contatto \u00e8 divenuto patrimonio dei reparti navali speciali che ne custodiscono gelosamente gli sviluppi; il quarto impiego si estinse nell&#8217;ultimo conflitto mondiale in quanto poco praticabile ed efficace. Infine, l\u2019ultimo, derivato dai David, si \u00e8 evoluto con il siluro moderno ed alcuni mezzi di attacco dei reparti speciali della seconda guerra mondiale, i famosi barchini esplosivi. ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte IV &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">immagine in anteprima: <span style=\"color: #000000;\">Confederate Submarine H.L. Hunley. Cutaway drawings published in France, based on sketches by William A. Alexander, who directed her construction &#8211; U.S. Naval Historical Center Photograph #: NH 58769 &#8211; autore sconosciuto &#8211; user Rainer Zenz &#8211;\u00a0<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Hunley-1.jpg\">Hunley-1.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3723\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3728\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3742\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43350\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43884\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3745\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43878\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-20 maxbutton maxbutton-parte-viii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3747\"><span class='mb-text'>PARTE VIII<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><a href=\"#_ftnref37\" name=\"_ftn37\">[37]<\/a> Il nome David fu dato dal suo inventore, il capitano Francis D. Lee, riferendosi al Davide biblico che con una fionda uccise il gigante Golia. Nonostante l\u2019idea fosse originale, i David non collezionarono successi fino al 1863 quando furono ulteriormente sviluppati dal consorzio di Horace Hunley con la costruzione del semi sommergibile Hunley.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref38\" name=\"_ftn38\">[38]<\/a> Il CSS Hunley dopo tre tentative falliti, durante i quali per\u00ec anche il suo inventore con sette uomini di equipaggio, riusc\u00ec ad affondare l\u2019USS Housatonic, una nave ad un ponte, armata con una decina di cannoni. L\u2019Hunley penetr\u00f2 la nave con la lunga asta alla quale era collegata la torpedine, che esplose all\u2019urto affondando entrambe le unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref39\" name=\"_ftn39\">[39]<\/a> Con il termine fascia coperta si intende l\u2019area di influenza di una certa apparecchiatura rispetto al moto. Nel caso specifico, due apparecchiature con fasce sovrapposte, avevano maggiori possibilit\u00e0 di intercettare le mine.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref40\" name=\"_ftn40\">[40]<\/a> Morris David, The Mine Warfare Cycle: History, Indications, and future, CSC 1997<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref41\" name=\"_ftn41\">[41]<\/a> Ne furono posate cento quarantasette mine, comandate da stazioni fisse collocate a Fort Washington ed a Fort Hunted ed assegnate, significativamente, alla responsabilit\u00e0 dell\u2019Esercito \u2013 Fonti Archivi US. NAVY \u2013 US Post Graduate School, Monterey CA.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref42\" name=\"_ftn42\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVIII &#8211; XX SECOLO AREA: GUERRA DI MINE parole chiave: mezzi insidiosi, mine navali, minewarfare, Porter, privateers, Stanhope, Turrini David, tra ordigni e mezzo insidiosi Facciamo un doveroso passo indietro. 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