{"id":43157,"date":"2020-06-20T00:10:45","date_gmt":"2020-06-19T22:10:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=43157"},"modified":"2025-05-06T13:57:49","modified_gmt":"2025-05-06T11:57:49","slug":"la-fine-delle-corazzate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43157","title":{"rendered":"La fine delle corazzate pluri-calibro e la nascita delle Dreadnought"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<\/strong><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX-XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: UNITA&#8217; NAVALI\u00a0<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: corazzate pluri-calibro, monocalibro, dreadnought<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dalle corazzate pluricalibro alle monocalibro<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNon \u00e8 possibile stabilire con precisione quando fin\u00ec l&#8217;epoca della <strong><span style=\"color: #008000;\">navi corazzate <\/span><\/strong>in quanto\u00a0 navi provviste di corazza continuarono ad essere utilizzate anche durante la prima guerra mondiale. Alla fine del XIX secolo le navi corazzate iniziarono ad essere soppiantate da un nuovo tipo di navi da battaglia, le <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzate pluricalibro,<\/span><\/strong> a volte identificate <span style=\"color: #008000;\">n<\/span>ei testi di storia navale come <strong><span style=\"color: #008000;\">pre-dreadnought<\/span><\/strong>. Esse erano caratterizzate principalmente dall&#8217;armamento dell&#8217;artiglieria principale, posto in postazioni rotanti lungo l&#8217;asse centrale della nave, con una batteria principale di pezzi di grosso calibro (generalmente quattro cannoni divisi in due torrette binate, una prodiera e l&#8217;altra poppiera) ed una o due batterie di pezzi di calibro medio e leggero sistemate lungo il bordo dello scafo in torrette corazzate; questa compresenza di calibri diversi diede l&#8217;origine al termine &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata pluricalibro<\/span><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43163 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/HMS_Hood_1891.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"731\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/HMS_Hood_1891.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/HMS_Hood_1891-300x183.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/HMS_Hood_1891-1024x624.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/HMS_Hood_1891-768x468.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Hood, unit\u00e0 corazzata pluricalibro &#8211; Fonte United States Library of Congress&#8217;s Prints and Photographs division under the digital ID ggbain.16922 &#8211; autore George Grantham Bain Collection<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Hood_(1891)_LOC_16922u.jpg\">HMS Hood (1891) LOC 16922u.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste corazzate furono le prime unit\u00e0 realizzate prevalentemente, se non interamente, in acciaio, con l&#8217;abbandono della propulsione velica a favore di motori a vapore a tripla espansione. Il successo delle corazzate pluricalibro port\u00f2 ad una generale standardizzazione nel campo bellico navale che venne adottata da tutte le principali marine militari mondiali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43170\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/motori-a-Triple_expansione.gif\" alt=\"\" width=\"865\" height=\"632\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">principio di funzionamento dei motori a triplice espansione da Wikipedia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo <strong><span style=\"color: #008000;\">scontro di Tsushima<\/span><\/strong> (1905) fu la battaglia navale maggiore in cui queste unit\u00e0 furono protagoniste. In seguito, in molti testi di storia navale il termine &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">nave corazzata<\/span><\/strong>&#8221; fu progressivamente sostituito da &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">nave da battaglia<\/span><\/strong>&#8221; e &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore corazzato<\/span><\/strong>&#8220;. La sempre maggiore dinamicit\u00e0 negli scontri in mare fece intuire agli Stato Maggiore delle Marine la necessit\u00e0 di realizzare unit\u00e0 navali pi\u00f9 veloci, con adeguata corazzatura e utilizzanti un unico calibro. Vedremo oggi che la capostipite di queste nuove unit\u00e0 fu l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Dreadnought<\/span><\/strong>, una classe di successo che divent\u00f2 sinonimo della nuova tipologia navale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Le ricadute del Trattato di Washington<\/span><\/strong><br \/>\nLa maggior parte delle corazzate furono smantellate a partire dagli anni 1920 per effetto delle disposizioni del <strong><span style=\"color: #008000;\">Trattato Navale di Washington del 1922<\/span><\/strong>. Il Trattato limitava la costruzione di navi da battaglia per cui le Marine si concentrarono sulla realizzazione di cacciatorpediniere e incrociatori. Di fatto il termine corazzata cadde in disuso, nonostante le navi costruite fino alla fine della seconda guerra mondiale (come caccia e incrociatori), continuarono a ricalcarne le caratteristiche di base.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/NH-61006-1024x973.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NH-61006-1024x973.jpeg\" width=\"1024\" height=\"973\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Dreadnought visto di prora &#8211; Fonte Naval History and Heritage Command Photo Archives NH 61006 <a href=\"https:\/\/www.history.navy.mil\/our-collections\/photography\/numerical-list-of-images\/nhhc-series\/nh-series\/NH-61000\/NH-61006.html\">NH 61006 HMS Dreadnought For a MEDIUM RESOLUTION IMAGE, click the thumbnail. (navy.mil)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo premesso, la prima unit\u00e0 della serie fu la <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Dreadnought<\/span><\/strong>. Questa nave impiegava un motore a turbina Parsons, capace di portare le sue 22.000 tonnellate di stazza alla velocit\u00e0 di 21 nodi ovvero superiore a tre nodi delle pi\u00f9 veloci unit\u00e0 delle altre Marine. Scontri in mare come la battaglia dello <strong><span style=\"color: #008000;\">Jutland<\/span><\/strong> (1916) dimostrarono in termini di flessibilit\u00e0 di impiego la validit\u00e0 di queste nuove unit\u00e0 monocalibro rispetto alle vecchie signore del mare. Ma facciamo un passo indietro &#8230; come nacque il concetto delle unit\u00e0 tipo <strong><span style=\"color: #008000;\">Dreadnought<\/span><\/strong>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vittorio Cuniberti, un visionario<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa visione di un&#8217;unit\u00e0 tipo <strong><span style=\"color: #008000;\">Dreadnought<\/span><\/strong> fu dovuta al genio di un ingegnere navale italiano, <strong><span style=\"color: #008000;\">Vittorio Cuniberti, <\/span><\/strong>di fatto tra i migliori ingegneri progettisti navali del suo tempo. Fu sua l\u2019idea di costruire navi corazzate in grado di operare pi\u00f9 velocemente, utilizzando artiglierie monocalibro in sostituzione delle lente corazzate precedenti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_43158\" aria-describedby=\"caption-attachment-43158\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43158 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Vittorio-Cuniberti.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"373\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Vittorio-Cuniberti.jpg 220w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Vittorio-Cuniberti-177x300.jpg 177w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-43158\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vittorio Cuniberti &#8211; USMM<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vittorio Cuniberti<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">ufficiale della Regia Marina del Corpo del Genio Navale<\/span><\/strong>, fu un ingegnere decisamente eclettico che si interess\u00f2 di progettazione navale a tutto tondo: dal design architetturale degli scafi all&#8217;impiego della combustione a nafta nelle caldaie a vapore, dal perfezionamento del siluro, alla difesa passiva subacquea. Non ultimo concep\u00ec l&#8217;idea di unificare il calibro dell&#8217;armamento principale delle navi da battaglia. Sollecitato dal Ministro della Marina, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Giovanni Bett\u00f2lo di Camogli, <\/span><\/strong>nel 1893 <strong><span style=\"color: #008000;\">Cuniberti<\/span><\/strong> inizi\u00f2 a lavorare su un progetto rivoluzionario: un\u2019unit\u00e0 dotata di una corazzatura principale da 305 mm, pezzi da 203 mm e macchine a turbina che l&#8217;avrebbero resa in grado di raggiungere la velocit\u00e0 di 23 nodi con un&#8217;autonomia di 15.000 miglia a velocit\u00e0 di crociera. Purtroppo questo progetto, per quanto intrigante, non si pot\u00e9 realizzare ma alcuni dei concetti vennero comunque considerati nella realizzazione di quattro corazzate veloci della <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Regina Elena <\/span><span style=\"color: #008000;\">(Regina Elena, Vittorio Emanuele, Roma e Napoli)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa classe, in servizio tra il 1907 ed il 1926, trov\u00f2 impiego durante la guerra di Libia e la prima guerra mondiale. La prima due unit\u00e0 della <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Regina Elena<\/span><\/strong> vennero impostate nel 1901 e varate nel 1904. Avevano un caratteristico castello di prua, prolungato alla mezzeria della nave sino a congiungersi con la sovrastruttura centrale. In origine erano dotate di due alberi ma, a seguito di un ammodernamento avvenuto intorno al 1912, fu deciso di eliminarne uno. Le navi di questa classe erano considerate eccellenti unit\u00e0 dalle caratteristiche ben equilibrate, tra le necessit\u00e0 di avere navi di tonnellaggio limitato ma provviste della massima protezione e di un armamento di adeguata potenza. Forse il loro punto di forza maggiore era la velocit\u00e0 &#8230; risultarono comunque navi da 12.700 tonnellate, ben protette. Se vogliamo, una pecca era la limitatezza dell&#8217;armamento principale, ritenuto insufficiente per sostenere scontri prolungati a causa della presenza di due soli cannoni da 305 mm.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43159 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Regina_Elena_class_diagrams_Brasseys_1912.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"713\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Regina_Elena_class_diagrams_Brasseys_1912.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Regina_Elena_class_diagrams_Brasseys_1912-300x178.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Regina_Elena_class_diagrams_Brasseys_1912-1024x608.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Regina_Elena_class_diagrams_Brasseys_1912-768x456.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">RN Regina Elena &#8211; Public domain<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/free-images.com\/display\/regina_elena_class_diagrams.html\">https:\/\/free-images.com\/display\/regina_elena_class_diagrams.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sindrome di competizione franco-piemontese, esse erano in realt\u00e0 state realizzate come risposta ai nuovi incrociatori corazzati francesi e, di fatto, risultavano pi\u00f9 veloci delle equivalenti inglesi e francesi dell&#8217;epoca, e nel contempo pi\u00f9 armate degli incrociatori. Queste unit\u00e0 possono essere considerate le antesignane delle nuove corazzate monocalibro che furono poi adottate da tutte le marine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il genio di <strong><span style=\"color: #008000;\">Cuniberti<\/span><\/strong> non fu apprezzato solo in Italia. Oltre alla <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Dreadnought<\/span><\/strong>, progett\u00f2 corazzate anche per la <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina Imperiale Russa<\/span><\/strong> realizzando la corazzata <strong><span style=\"color: #008000;\">Gangut<\/span> <\/strong>da 23.000 tonnellate, prima di quattro navi da battaglia,\u00a0 che poteva raggiungere una velocit\u00e0 di ben 23 nodi. In realt\u00e0, a causa dell&#8217;allungarsi dei tempi di costruzione, al momento dell&#8217;entrata in servizio nel novembre 1914 dell&#8217;unit\u00e0 capoclasse, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gangut,<\/span><\/strong>\u00a0queste navi risultavano gi\u00e0 tecnicamente superate rispetto ad altre sue coeve, come la\u00a0britannica <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Queen Elisabeth<\/span><\/strong> che era stata varata nel 1913.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43160 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1200px-Gangut_battleship.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"629\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1200px-Gangut_battleship.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1200px-Gangut_battleship-300x157.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1200px-Gangut_battleship-1024x537.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1200px-Gangut_battleship-768x403.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La nave da battaglia Gangut. Sebbene dotata di un armamento tra i migliori, la sua protezione era piuttosto leggera se confrontato con le navi del suo tempo. Notare la forma della prua adattata alle condizioni del Mar Baltico, ghiacciato per buona parte dell&#8217;anno<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Gangut_battleship.jpg\">Gangut battleship.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo sviluppo delle corazzate monocalibro<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe navi da battaglia costruite tra l&#8217;Ottocento ed il Novecento erano dotate di cannoni principali di grosso calibro (di solito da 305 mm) e cannoni secondari (di solito da 233 mm) pi\u00f9 maneggevoli che andavano utilizzati per inquadrare il bersaglio e trovare cos\u00ec la giusta mira per poter facilitare i grossi calibri. I pezzi secondari erano in realt\u00e0 poco efficaci contro le unit\u00e0 da battaglia maggiori in quanto incapaci di perforare le corazze avversarie. Le idee di una nuova classe di unit\u00e0, pi\u00f9 veloce grazie all&#8217;impiego di turbine a nafta, corazzate ed armate con un monocalibro adeguato, fu l\u2019uovo di Colombo. La storia gli avrebbe dato ragione con la <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Tsushima<\/span><\/strong> ( 27 &#8211; 28 maggio 1905 ). Nel 1903 Cuniberti pubblic\u00f2 sulla famosa rivista <strong><span style=\"color: #008000;\">Jane&#8217;s Fighting Ships<\/span><\/strong>, un articolo dal titolo<strong><span style=\"color: #008000;\"> An ideal Battleship for The British Navy<\/span><\/strong>, ottenendo un enorme interesse in Gran Bretagna per lo sviluppo delle future corazzate della Royal Navy.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43161 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/HMS_Dreadnought_1911_profile_drawing.png\" alt=\"\" width=\"1385\" height=\"879\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">disegno del HMS Dreadnought <a href=\"http:\/\/www.sragg.de\/geschichte\/Websites\/Web%20Erster%20Weltkrieg\/Waffen3.htm\">Waffen &amp; Technik (sragg.de)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante gli infuocati dibattiti tra conservatori e progressisti, con il varo, avvenuto nel 1905, della corazzata britannica <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Dreadnought<\/span><\/strong> tutte le navi da battaglia del mondo divennero di fatto dei ferri vecchi, che il <strong><span style=\"color: #008000;\">Primo Lord dell&#8217;Ammiragliato, Sir Winston Churchill<\/span><\/strong>, defin\u00ec &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">five minute ships<\/span><\/strong>&#8220;, cio\u00e8 navi che in caso di contrasto balistico sarebbero durate al massimo cinque minuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Dreadnought<\/span><\/strong>, armata con dieci cannoni brandeggiabili da 305 mm, apr\u00ec una nuova stagione, quella delle corazzate monocalibro che avrebbero accompagnato, con i successivi miglioramenti tecnici, le pesanti navi da battaglia fino ai loro ultimi giorni, il 30 maggio 1916, con la battaglia dello Jutland.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43162 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/HMS_Dreadnought.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"891\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Dreadnought &#8211; Collezione Symonds e Co. &#8211; Fonte \u00a0<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:British_Battleships_of_the_First_World_War;_HMS_Dreadnought_Q38705.jpg\">British Battleships of the First World War;<\/a><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:British_Battleships_of_the_First_World_War;_HMS_Dreadnought_Q38705.jpg\">HMS Dreadnought Q38705.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi incrociatori da battaglia spinsero la Germania a costruire quattro corazzate ispirate al modello &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Dreadnought<\/span><\/strong>&#8221; che entrarono in servizio nel 1910 armati con dodici cannoni da 280 mm. Punto di forza della marina tedesca fu l&#8217;efficienza del munizionamento. Nonostante una portata minore di quella degli incrociatori britannici, quelli tedeschi potevano contare su un munizionamento molto pi\u00f9 efficiente, cosa che fu comprovata nella <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia navale dello Jutland<\/span><\/strong> dove le perdite britanniche furono di gran lunga superiori a quelle sofferte dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Hochseeflotte<\/span><\/strong>. La guerra in mare stava cambiando.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">batteria binata da 12 pollici del HMS Dreadnought.<\/span><\/span> Notare due<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> cannoni anti-siluro QF 12 pounder 18 cwt montati sul tetto della torretta &#8211; foto scattata tra il <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">1907 ed il 1922<\/span><\/span> &#8211; <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Fonte<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Collezione Bain della Biblioteca del Congresso<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMSDreadnought_gunsLOCBain17494.jpg\">HMS Dreadnought gunsLOCBain17494.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . 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