{"id":42820,"date":"2020-06-16T00:10:00","date_gmt":"2020-06-16T00:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=42820"},"modified":"2023-07-23T18:33:09","modified_gmt":"2023-07-23T16:33:09","slug":"la-grotta-dellalabastro-parte-ii-di-paolo-mario-gay","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/42820","title":{"rendered":"La grotta dell&#8217;alabastro: aspetti geologici"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<br \/>\n<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: APPENNINI PENISOLA ITALICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Grotta dell\u2019Alabastro, Orogenesi, grotte, Appennini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><br \/>\nLa Grotta dell\u2019Alabastro<\/span><\/strong><br \/>\nIncominceremo oggi a parlare della grotta dell&#8217;alabastro, considerata una delle pi\u00f9 belle e suggestive cavit\u00e0 dell\u2019intera costa attorno a Marina di Camerota. La relativa facilit\u00e0 di accesso, le dimensioni e le morfologie presenti la rendono una meta di grande interesse. Essa si sviluppa addirittura in tre diversi ambienti: quello sub aereo, quello dell\u2019acqua dolce e quello dell\u2019acqua salata. Infatti, pur essendo l\u2019ingresso posto al di sotto della superficie marina, gran parte del volume della grotta \u00e8 sub aereo, fattore che permette di unire le bellezze di un antro ipogeo al fascino di una cavit\u00e0 sommersa. L\u2019origine della grotta \u00e8 recente e il suo sviluppo maggiore avvenne sicuramente durante i massimi periodi glaciali, specialmente in quello finale del Quaternario, noto col nome di W\u00f9rm (70.000-20.000 anni B.P.). Il suo processo di evoluzione fu indirizzato anche dai fenomeni geo-tettonici che fino a un milione di anni fa interessarono l\u2019area del Monte Bulgheria e dei suoi dintorni. La maggior parte delle forme presenti possono a ragione essere considerate fossili o, quanto meno, non pi\u00f9 attive, anche se qualche processo di deposizione \u00e8 ancora in atto nella parte emersa della cavit\u00e0. Moltissime concrezioni sono formate principalmente di alabastro, da cui il nome stesso della grotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;alabastro<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCon questo termine si definiscono in maniera generica due diverse variet\u00e0 mineralogiche, rispettivamente calcite e gesso. La calcite \u00e8 un carbonato di calcio (CaCO<sub>3<\/sub>), il gesso \u00e8 invece un solfato di calcio (CaSO<sub>4<\/sub>). Il minerale che costituisce le concrezioni delle grotte \u00e8 l\u2019Alabastro calcareo. Il processo di deposizione \u00e8 sostanzialmente di tipo chimico, anche se altri fattori fisici, come la gravit\u00e0, intervengono nella formazione dei pi\u00f9 spettacolari depositi del minerale. Le concrezioni pi\u00f9 note e comuni che si rintracciano nella grotta sono essenzialmente quattro: stalattiti, stalagmiti, colonne e le croste o colate.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43049\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/grotta-di-Nettuno-20190924_121158-rid.jpg\" alt=\"\" width=\"636\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/grotta-di-Nettuno-20190924_121158-rid.jpg 900w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/grotta-di-Nettuno-20190924_121158-rid-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/grotta-di-Nettuno-20190924_121158-rid-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 636px) 100vw, 636px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">esempio delle varie morfologie carsiche nella grotta di Nettuno (Sardegna) &#8211; foto credito andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una stalattite comincia a formarsi da un sottile tubicino di calcite generato dalle prime gocce d\u2019acqua, quando fuoriescono da una piccola fessura posta generalmente sul tetto della grotta, il processo prosegue poi con l\u2019allargamento concentrico di questo embrione di stalattite che, contemporaneamente, si allunga anche verso il basso. Lo sviluppo della stalattite dipende dalla quantit\u00e0 d\u2019acqua che arriva e dal suo contenuto in bicarbonato di calcio. Anche le variazioni di temperatura e di acidit\u00e0 che possono verificarsi col tempo all&#8217;interno della grotta possono modificare il ritmo di accrescimento della concrezione. Non esiste quindi una regola per determinare l\u2019et\u00e0 di una stalattite, tuttavia la costruzione di una piccola colonna pu\u00f2 richiedere anche centinaia o migliaia di anni. Questo \u00e8 opportuno che sia a conoscenza&nbsp;soprattutto degli amanti dei souvenir; staccando anche una piccola stalattite si distrugge un lavoro portato avanti per secoli dalla natura. La sezione di una stalattite appare concentrica e questa struttura \u00e8 dovuta ai meccanismi di accrescimento del minerale, al contrario delle stalagmiti che presentano una struttura paragonabile a quella di un insieme di cupole sovrapposte, generate dalle gocce che cadono dopo essersi staccate dal soffitto o, pi\u00f9 spesso, da una stalattite, le colonne derivano dalla fusione delle stalattiti con le sottostanti stalagmiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungo le pareti si possono costituire delle forme laminari, piuttosto sottili e dall&#8217;aspetto fragile, che disegnano veri e propri ornamenti. Sono trasparenti alla luce naturalmente artificiale, (vedi figura) fatto che contribuisce ad aumentare la loro bellezza, accentuando dunque il&nbsp;loro ruolo fondamentale di ornamenti ipogei, queste strutture, conosciute col nome di vele si formano quando una goccia scorre in modo obliquo, deponendo la calcite in forma di nervature. Altre forme simili derivano da specie di colamenti lamellari di acqua che cristallizzano il minerale calcareo in forme assolutamente fantasiose, ricordando a volte mensole o altari, sculture di dimensioni anche limitate ma assolutamente affascinanti per quanto sono in grado di evocare. Un\u2019altra forma ancora \u00e8 data dalle vaschette di grotta, piccole pozze riempite di acqua limpida e delimitate da piccole dighe di sbarramento disposte a festoni, le quali possono formare le perle di grotta piccole formazioni a birilla di dimensioni diverse. Nella Grotta dell\u2019Alabastro tutte queste forme vi sono rappresentate.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43024 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/il-mantello-grotta-alabastro-FILEminimizer.jpg\" alt=\"\" width=\"1059\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/il-mantello-grotta-alabastro-FILEminimizer.jpg 1059w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/il-mantello-grotta-alabastro-FILEminimizer-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/il-mantello-grotta-alabastro-FILEminimizer-1024x743.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/il-mantello-grotta-alabastro-FILEminimizer-768x557.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/il-mantello-grotta-alabastro-FILEminimizer-220x161.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 1059px) 100vw, 1059px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Grotta dell&#8217;alabastro &#8211; foto credito Paolo Mario Gay <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Grotta dell\u2019Alabastro<\/span> <\/strong>\u00e8 senza dubbio una tra le pi\u00f9 interessanti mete dell\u2019esplorazione speleologica e subacquea, anche per la grande variet\u00e0 di forme in essa presenti che contribuiscono a rendere tale ambiente davvero entusiasmante. La visita ha una valenza culturale notevole in quanto attraverso la conoscenza delle cause che hanno portato alla formazione della grotta e delle sue strutture si possono conoscere tutte le dinamiche geologiche e climatiche che si sono susseguite nel tempo: insomma un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta delle sue origini. Di primo acchito potr\u00e0 sembrare strano il richiamo all&#8217;evoluzione del clima, specialmente considerando la posizione geografica di queste grotte, poste sulle sponde di un mare che sembrerebbe aver risentito molto poco degli sconvolgimenti ambientali succedutisi durante la storia pi\u00f9 recente del pianeta. Tuttavia \u00e8 ben nota l\u2019esistenza di una relazione tra le grotte che si aprono al di sotto della superficie del mare ed i grandi avvenimenti climatici che portarono alla formazione delle grandi calotte ghiacciate sopra i continenti, riempiendo di neve e ghiacci le valli alpine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cosa avvenne nel Quaternario?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa conoscenza della pi\u00f9 recente storia del nostro pianeta consente di ricostruire la dimensione dei grandi cambiamenti del clima che hanno caratterizzato l\u2019ultima e pi\u00f9 breve delle Ere geologiche: Il Quaternario. Durante questo periodo, che ebbe una durata complessiva di 1.800.000 anni (che si considera concluso solo 10.000 anni or sono), per almeno cinque volte si verificarono diminuzioni di temperatura di cos\u00ec grandi dimensioni che sulla parte settentrionale dei continenti e sulle catene montuose anche a latitudini minori si formarono estese glaciazioni. Enormi masse d\u2019acqua, frutto dell&#8217;evaporazione degli oceani, furono immobilizzate al di sopra delle terre emerse sotto forma di neve e ghiaccio determinando, di conseguenza, un abbassamento della superficie dei mari fino a valori prossimi ai 120 metri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43050\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Mare-messiniano.png\" alt=\"\" width=\"667\" height=\"461\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Mare-messiniano.png 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Mare-messiniano-300x208.png 300w\" sizes=\"(max-width: 667px) 100vw, 667px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il piano Messiniano rappresenta un periodo di tempo molto breve nella scala geologica (meno di due milioni di anni) nella parte terminale del Miocene, durante il quale la regione Mediterranea fu soggetta a cambiamenti paleogeografici drastici, ma effimeri. Rimasto isolato dall&#8217;Atlantico, il Mediterraneo si dissecc\u00f2 quasi completamente. da <a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.langolodellageologia.com\/2014\/04\/il-disseccamento-del-mar-mediterraneo.html?spref=pi\">L&#8217;angolo della geologia <\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo inusitato ritiro delle acque fu tale da provocare l\u2019emersione di estesi fondali, fenomeno questo particolarmente evidente in tutti i mari di piattaforma quali, ad esempio, il mar Adriatico si ritir\u00f2 completamente, lasciando in secca tutto il settore centro-settentrionale. Ancora pi\u00f9 vistoso fu il fenomeno in altre parti del mondo, come nell&#8217;Europa del Nord che vide prosciugato il Mare del Nord e lo stesso Canale della Manica. Meno evidenti furono le conseguenze per le coste alte e rocciose, come quelle attorno a Marina di Camerota dove, comunque, si ebbe un incremento del fenomeno carsico per l\u2019intera fascia emersa. L\u2019ultimo dei periodi glaciali che caratterizzarono il Quaternario (o Pleistocene) ebbe la sua massima intensit\u00e0 all&#8217;incirca 20.000 anni or sono, quando si diffusero in questa regione alcuni insediamenti umani dei quali rimangono importanti testimonianze in diversi siti archeologici, principalmente nelle grotte del comune di Camerota.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43051 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Cala-di-Luna-5-Camerota.jpg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"528\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Cala-di-Luna-5-Camerota.jpg 750w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Cala-di-Luna-5-Camerota-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">i punti di immersione lungo la costa di Camerota <a href=\"http:\/\/web.tiscali.it\/continenteblu\/immersioni.htm\">immersioni (tiscali.it)<\/a><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra di esse le grotte del Poggio, della Serratura e delle Noglie. Gli abitanti di quell&#8217;epoca furono perci\u00f2 testimoni diretti di tali eventi e non si pu\u00f2 escludere che alcune delle grotte, ora sommerse fossero adibite a loro dimora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Le grotte subacquee<\/span><\/strong><br \/>\nEsse si formarono in un ambiente esclusivamente sub aereo in quanto il processo di dissoluzione della roccia pu\u00f2 avvenire esclusivamente in presenza di aria, cosi come la stessa deposizione di stalattiti e stalagmiti e di tutte le concrezioni calcaree che abbelliscono le grotte. L\u2019esistenza di grandi colonne di alabastro al di sotto della superficie del mare, fatto di per se apparentemente anomalo, \u00e8 spiegabile solamente conoscendo la storia geologica di queste grotte, e vedremo come nella grotta dell\u2019Alabastro si pu\u00f2 trovare un vero e proprio campionario di forme e strutture diverse, ognuna in grado di raccontare una propria storia. Un insieme di morfologie ormai fossili che finiscono per richiamare alla mente un grande relitto che riposa nelle profondit\u00e0 del mare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-43011\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"1002\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1.jpg 1002w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1-300x127.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1-768x326.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1-940x400.jpg 940w\" sizes=\"(max-width: 1002px) 100vw, 1002px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 soltanto all&#8217;interno delle grotte, ma anche sui bassi fondali tutto intorno che si possono osservare forme tipiche imputabili ai processi di erosione carsica, verificatesi allorquando quelle rocce erano esposte agli agenti atmosferici e al ruscellamento. Con l\u2019ausilio di una semplice maschera subacquea, nuotando in superficie, si possono riconoscere a qualche metro di profondit\u00e0 solchi, fori, crepacci: tutti reperti di un paesaggio totalmente diverso. Naturalmente non fu solo la variazione del livello del mare determinata dalle glaciazioni a rendere possibile la formazione delle grotte, dato che contemporaneamente si verificarono movimenti di innalzamento dovuti a processi orogenetici. Alzando lo sguardo sul lungo ed impervio versante tra Porto Infreschi e Scario si pu\u00f2 osservare un antico livello di base (linea di costa) ad una quota attorno ai 400 metri, sotto al quale si rinvengono terrazzi formatisi a causa dell\u2019abrasione marina, appartenenti probabilmente gi\u00e0 al Pleistocene Inferiore, e che testimoniano dunque un sollevamento recente che ha interessato l\u2019intera zona.&nbsp;L\u2019area del Cilento pu\u00f2 essere considerata molto giovane dal punto di vista geologico, non tanto per l\u2019et\u00e0 delle sue rocce, quanto perch\u00e9 i movimenti crostali si sono verificati anche in tempi recenti. I geologi sono concordi nell&#8217;affermare che l\u2019ultimo e pi\u00f9 recente sollevamento, dell\u2019ordine di alcune decine di metri, si ebbe nel <strong><span style=\"color: #008000;\">Pleistocene Medio<\/span><\/strong>, cio\u00e8 nemmeno un milione di anni or sono, una frazione di tempo quasi insignificante se misurato secondo la scala geologica dei tempi.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Restate con noi&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Paolo Mario Gay&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Notizie utili per visitare la grotta dell&#8217;alabastro:<\/span><\/strong><br \/>\nE&#8217; possibile visitare la grotta tutto l\u2019anno. Unico problema \u00e8 la temperatura dell\u2019acqua, che all&#8217;interno raggiunge i 10 gradi. Questo comporta un lasso di tempo superiore ad un immersione e la necessit\u00e0 di affrontarla con un&#8217;adeguata copertura. E\u2019 possibile essere accompagnati nella visita dal Diving Center Marina di Camerota 84059, Marina di Camerota, telefonando al numero cell. 3331521015 per prenotare la visita, oppure essere inseriti nelle visite guidate settimanali.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOLOGIA PERIODO: XX SECOLO AREA: APPENNINI PENISOLA ITALICA parole chiave: Grotta dell\u2019Alabastro, Orogenesi, grotte, Appennini La Grotta dell\u2019Alabastro Incominceremo oggi a parlare della grotta dell&#8217;alabastro, considerata una delle pi\u00f9 belle e suggestive cavit\u00e0 dell\u2019intera costa attorno a Marina di Camerota. 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