{"id":42588,"date":"2020-06-11T00:03:51","date_gmt":"2020-06-10T22:03:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=42588"},"modified":"2026-02-16T20:40:49","modified_gmt":"2026-02-16T19:40:49","slug":"la-battaglia-russo-giapponese-di-tsushima-lultimo-scontro-fra-le-vecchie-corazzate-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/42588","title":{"rendered":"La battaglia russo-giapponese di Tsushima, l&#8217;ultimo scontro fra le vecchie corazzate"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: guerra russo giapponese<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia \u00e8 sempre stata condannata a lunghi periodi di isolamento a causa del suo enorme territorio, confinato geograficamente dalle rigide temperature invernali che ne bloccano i porti limitando i commerci marittimi e condizionandone la politica estera fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24017 size-full alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/russian-map.jpg\" alt=\"\" width=\"2400\" height=\"1185\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/russian-map.jpg 2400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/russian-map-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/russian-map-768x379.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/russian-map-1024x506.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 2400px) 100vw, 2400px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un impero immenso che nel XVIII secolo raggiunse quasi 29 milioni di chilometri quadrati. In epoca zarista la sua economia era pesantemente legata all&#8217;agricoltura, con una bassa produttivit\u00e0 industriale, per lo pi\u00f9 accentrata nei grandi centri, caratterizzata da una significativa servit\u00f9 della gleba che si mantenne fino alla sua abolizione definitiva nel 1861. Sebbene grazie alle visioni illuminate di alcuni zar, si assistette&nbsp; ad una industrializzazione del Paese,&nbsp; gli sbocchi al mare necessari per i commerci marittimi erano il punto debole del sistema economico, restando di fatto aperti tutto l&#8217;anno solo nel mar Nero. Di fatto i porti del Baltico e del Pacifico gelavano d\u2019inverno ed i traffici commerciali erano ostacolati per molti mesi dal generale inverno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Da qui la necessit\u00e0 di affermarsi sul mare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCon lo zar <strong><span style=\"color: #008000;\">Pietro il Grande<\/span><\/strong> la marina imperiale russa si evolse, costruendo unit\u00e0 navali di sempre maggiori dimensioni. Incominci\u00f2 un gioco geopolitico, non sempre pacifico, per cercare di rompere l&#8217;isolamento ed affermare la Russia come potenza europea. Questi gli antefatti che, visti gli ultimi eventi, non sono cambiati nel tempo. Il recente ritrovamento nelle acque del Pacifico del relitto del <strong><span style=\"color: #008000;\">Dmitrii Donskoi<\/span><\/strong> ci da l&#8217;occasione di raccontare una breve guerra tra la Russia imperiale ed il Giappone.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/MARINA-RUSSA-1200px-DmitriyDonskoy1880-1905-1024x686.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-RUSSA-1200px-DmitriyDonskoy1880-1905-1024x686.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dmitrii Donskoi &#8211; Fonte <\/span><span style=\"color: #008000;\">\u0410\u0440\u0445\u0438\u0432 \u0444\u043e\u0442\u043e\u0442\u043e\u0433\u0440\u0430\u0444\u0438\u0439 \u043a\u043e\u0440\u0430\u0431\u043b\u0435\u0439 \u0440\u0443\u0441\u0441\u043a\u043e\u0433\u043e \u0438 \u0441\u043e\u0432\u0435\u0442\u0441\u043a\u043e\u0433\u043e \u0412\u041c\u0424. <\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:DmitriyDonskoy1880-1905.jpg\">DmitriyDonskoy1880-1905.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al fine di ottenere una base navale&nbsp; nell&#8217;oceano Pacifico libero dai ghiacci nei lunghi mesi invernali, la marina zarista individu\u00f2 Port Arthur, un porto nella provincia di Liaotung. Tutto ebbe inizio alla fine della prima guerra cino-giapponese quando le nazioni europee (Russia, Francia, Gran Bretagna e Germania) si spartirono i brandelli dell&#8217;Impero cinese. intimando al Giappone di lasciare libera la penisola di Liaodong in cambio di una compensazione di cinque milioni di sterline. Naturalmente tutti ne ricevettero dei vantaggi e vi crearono basi militari e commerciali per i loro commerci; una fra le tante Hong Kong che la Gran Bretagna mantenne fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">E la Russia?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong> Il grande impero russo si concentr\u00f2 su Port Arthur che, dopo essere stato &#8220;affittato&#8221; per 25 anni, era stato raggiunto dalla ferrovia transiberiana. Sebbene il Giappone si fosse offerto di riconoscere l&#8217;influenza russa sulla Manciuria (in cambio del riconoscimento della Corea nella sfera di influenza giapponese) questo non piacque alla Russia. <span style=\"font-size: inherit;\">Il Giappone, dopo aver esaurito tutte le armi diplomatiche, indispettito dalla strafottenza russa, decise di entrare in guerra. <\/span><span style=\"font-size: inherit;\">Il primo obiettivo fu di mettere fuori combattimento la flotta russa del Pacifico, prendendo Port Arthur e invadendo via terra la Manciuria. Inizi\u00f2 un confronto prudente tra le due potenze: da un lato la flotta nipponica, che si teneva lontana dai territori occupati dai Russi, e dall&#8217;altro i Russi arroccati all&#8217;interno delle loro basi.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/MARINA-GIAPPONESE-Togo_Heihachiro1907.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-GIAPPONESE-Togo_Heihachiro1907.jpg\" width=\"660\" height=\"774\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;ammiraglio nipponico Togo Heihachiro &#8211; Fonte Afbeelding biografie van Togo, C. Henderson, 1951<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Togo_Heihachiro,1907.jpg\"><em>Togo<\/em> <em>Heihachiro,1907.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/em><\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo chiave del momento fu l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Togo Heihachiro<\/span><\/strong> che decise di impiegare le mine navali per bloccare i porti nemici. La tattica ebbe successo e la prima vittima fu la possente <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata Petropavlovsk<\/span><\/strong>, ammiraglia della flotta russa, che affond\u00f2 dopo aver urtato una mina, portando con s\u00e9 il comandante dell\u2019intera flotta <strong><span style=\"color: #008000;\">Stepan Makarov<\/span><\/strong>.&nbsp;Messa alle strette, la marina zarista cerc\u00f2 di raggiungere la pi\u00f9 sicura Vladivostok, ma venne intercettata e sbaragliata nella battaglia del Mar Giallo. Le poche unit\u00e0 superstiti tornarono a Port Arthur sotto il fuoco delle artiglierie di terra nipponiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo <strong><span style=\"color: #008000;\">zar Nikolaj II<\/span><\/strong>, vista la gravit\u00e0 della situazione, fu convinto dai suoi ammiragli ad inviare l\u2019intera Flotta del Baltico, cinquanta navi da guerra di base a Kronstadt, nei pressi di San Pietroburgo, per unirsi al resto della flotta del Pacifico ed ingaggiare in battaglia i Giapponesi. Ancora una volta la limitazione geografica fu un fattore pesante da pagare, in particolare quando le distanze erano tali da costringere gli equipaggi ad un lungo viaggio di mesi. Alle difficolt\u00e0 logistiche si unirono un certo numero di errori: l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Ro\u017eestvenskij<\/span><\/strong>, capo supremo della flotta imperiale russa, inser\u00ec nel contingente delle obsolete corazzate con lo scopo di ingaggiare la flotta giapponese in uno scontro che si sarebbe rivelato d&#8217;altri tempi. La flotta russa part\u00ec dal mar Baltico e dopo aver attraversato la Manica, circumnavigato l&#8217;Africa, attraversato l&#8217;oceano Indiano, pass\u00f2 lo stretto di Malacca e si spinse verso Nord Est per raggiungere il porto marittimo di Vladivostok. Un viaggio estenuante che indebol\u00ec la forza navale zarista gi\u00e0 prima del suo arrivo in zona di operazioni. Questi movimenti non rimasero nascosti all&#8217;ammiraglio Togo che, avvisato dalle sue spie, ordin\u00f2 alle sue forze navali di intercettare la flotta russa prima dell&#8217;arrivo a <strong><span style=\"color: #008000;\">Vladivostok.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Lo scontro delle due flotte nei pressi dell&#8217;isola di Tsushima &nbsp;<\/span><\/span><span style=\"color: #339966;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">La flotta zarista avrebbe potuto dirigersi verso Vladivostok seguendo rotte diverse, passanti attraverso gli stretti di La Perouse, Tsugaru o Tsushima, quest&#8217;ultimo posto sulla rotta tra l&#8217;isola giapponese di Ky\u016bsh\u016b e la penisola Coreana. L&#8217;ammiraglio&nbsp; Ro\u017eestvenskij scelse Tsushima, sia&nbsp;per accorciare i tempi sia per poter sfruttare le fitte nebbie che in quella stagione coprivano quella zona di mare.<\/span><strong><span style=\"color: #339966;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Screenshot-2023-09-24-135348-1024x700.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-09-24-135348-1024x700.png\" width=\"1024\" height=\"700\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la rotta delle flotte russe &#8211; autore Karel Furlan <\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Russian_2nd_and_3rd_Pacific_Fleet_voyage_in_1905.svg\">Russian 2nd and 3rd Pacific Fleet voyage in 1905.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Togo<\/span><\/strong>, che si trovava nella base di Pusan (Corea), comprese che i Russi sarebbero transitati attraverso quell\u2019arcipelago e predispose il suo piano di attacco. La flotta russa, dopo aver navigato in oscuramento (con i fanali di via spenti) per l&#8217;intera notte era quasi riuscita a superare il blocco dei pattugliatori nipponici ma, al levarsi della nebbia mattutina, due navi ospedale russe furono scoperte dalla squadra di incrociatori giapponesi.&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/MARINA-GIAPPONESE-Mikasa-Bridge-Painting-by-Tojo-Shotaro-1024x779.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-GIAPPONESE-Mikasa-Bridge-Painting-by-Tojo-Shotaro-1024x779.png\" width=\"1024\" height=\"779\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Admiral T\u014dg\u014d Heihachir\u014d sul ponte della nave da battaglia Mikasa con il suo staff &#8211; autore quadro di <span id=\"creator\" class=\"fn\"><bdi><span title=\"Japanese painter (1865-1929)\">T\u014dj\u014d Sh\u014dtar\u014d<\/span>&nbsp;<\/bdi><\/span> (1865\u20131929)<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Mikasa-Bridge-Painting-by-Tojo-Shotaro.png\">File:Mikasa-Bridge-Painting-by-Tojo-Shotaro.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il segnale della loro scoperta fu trasmesso all&#8217;ammiraglio Togo col telegrafo senza fili, una recente invenzione in dotazione sia alle unit\u00e0 russe che a quelle nipponiche.&nbsp;Sebbene alcuni ufficiali russi consigliarono di disturbare le comunicazioni, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Ro\u017eestvenskij<\/span><\/strong> non ritenne necessaria tale azione. In realt\u00e0 sembrerebbe che l\u2019impianto radiotelegrafico installato sull&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ural<\/span><\/strong>, definito &#8220;ultrapotente&#8221;, costruito da una ditta fornitrice tedesca, fosse in grado di captare solo trasmissioni distanti pochissime miglia, mentre le comunicazioni radiotelegrafiche della flotta russa erano eseguite con i ricetrasmettitori &#8220;Marconi&#8221; in grado di funzionare fino a 90 miglia. Questo primo fattore tecnico influenz\u00f2 non poco l\u2019esito della battaglia che stava per scatenarsi, creando ritardi inaccettabili nelle comunicazioni di coordinamento. La rotta delle navi russe era verso N-NE e Togo ordin\u00f2 alla sua squadra navale di accostare sulla stessa rotta dei russi.&nbsp;Le due linee di corazzate si portarono a circa 6.000 metri e cominciarono a sparare con i potenti cannoni. La flotta giapponese era pi\u00f9 addestrata al combattimento e fu in grado di colpire le unit\u00e0 navali russe con grande precisione e maggiore frequenza. La superiorit\u00e0 nipponica era anche legata al tipo di munizionamento progettato per esplodere a contatto contro le infrastrutture delle navi mentre i Russi usavano degli obsoleti proiettili perforanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una curiosit\u00e0:<\/span> <\/strong>tra le navi giapponesi in azione a Tsushima ve ne erano alcune di matrice italiana, la <strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Kasuga<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Nisshin<\/i><\/span><\/strong>, due incrociatori corazzati classe &#8220;Garibaldi&#8221;, progettati e costruiti in Italia dalla Ansaldo di Genova-Sestri a partire dal 1898.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/MARINA-RUSSA-Aurora_Battle_Damage_Manila_1905_-_A-1024x776.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-RUSSA-Aurora_Battle_Damage_Manila_1905_-_A-1024x776.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto della nave Aurora nel porto di Manila che mostra ancora i danni subiti dopo la battaglia, 1905 &#8211; autore sconosciuto &#8211;<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Aurora_Battle_Damage_Manila_1905_-_A.jpg\">Aurora Battle Damage Manila 1905 &#8211; A.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inutile dire che la superiorit\u00e0 nipponica fu preponderante, soprattutto nel confronto della velocit\u00e0 di trasferimento. I Russi procedevano ad una velocit\u00e0 massima di otto nodi (a causa delle carene che erano state pesantemente colonizzate dalle incrostazioni marine formatesi durante il loro lungo viaggi) mentre la flotta giapponese poteva raggiungere i sedici nodi. Questo comport\u00f2 che in&nbsp; poco tempo la linea di battaglia russa, meno veloce e meno manovriera, si spezz\u00f2. Fino alla sera del 28 maggio le navi russe furono avversate dai giapponesi; tra di esse anche un vecchio incrociatore, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Dimitri Donskoy<\/span><\/strong>, comandato dal capitano <strong><span style=\"color: #008000;\">Ivan Lebedev<\/span><\/strong>, che combatt\u00e9 con strenuit\u00e0 contro sei incrociatori nipponici. Sopravvisse al fuoco nemico fino al giorno successivo quando, a causa degli ingenti danni, decise di autoaffondarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #339966;\">Durante la battaglia di Tsushima, l&#8217;intera Flotta Russa del Baltico fu persa, mentre i giapponesi persero solo tre torpediniere<\/span><\/strong>. La battaglia segn\u00f2 la definitiva sconfitta delle aspirazioni russe nel Pacifico e la Russia, grazie alla mediazione del<strong><span style=\"color: #008000;\"> Presidente USA Theodore Roosevelt<\/span><\/strong>, sottoscrisse la pace di Portsmouth, abbandonando la Corea alla sfera d&#8217;influenza giapponese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Storicamente la battaglia di Tsushima fu l&#8217;ultimo scontro fra le vecchie e lente corazzate non monocalibro e dimostr\u00f2 la fattibilit\u00e0 di un combattimento con grossi calibri ingaggiato a grande distanza.<\/span><\/strong> Le vecchie corazzate stavano per essere sostituite da un nuovo tipo di navi, pi\u00f9 veloci e monocalibro, tra l\u2019altro ideate da un progettista italiano <strong><span style=\"color: #008000;\">Vittorio Cuniberti<\/span><\/strong>. Queste unit\u00e0 navali, messe in linea per prime dalla UK Royal Navy, vennero in seguito denominate <strong><span style=\"color: #008000;\">Dreadnought<\/span><\/strong>, dal nome della prima unit\u00e0 della serie. La guerra in mare stava nuovamente cambiando.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima la nave da battaglia imperiale russa&nbsp;<i>Imperator Nikolai I<\/i> dopo la battaglia di Tsushima, 1905 &#8211; Fonte \u0410\u0440\u0445\u0438\u0432 \u0444\u043e\u0442\u043e\u0433\u0440\u0430\u0444\u0438\u0439 \u043a\u043e\u0440\u0430\u0431\u043b\u0435\u0439 \u0440\u0443\u0441\u0441\u043a\u043e\u0433\u043e \u0438 \u0441\u043e\u0432\u0435\u0442\u0441\u043a\u043e\u0433\u043e \u0412\u041c\u0424 <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:ImperatorNikolaiI1905.jpg\">ImperatorNikolaiI1905.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: guerra russo giapponese . 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