{"id":41888,"date":"2020-05-02T00:07:36","date_gmt":"2020-05-02T00:07:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=41888"},"modified":"2026-08-23T12:02:03","modified_gmt":"2026-08-23T10:02:03","slug":"i-fdsv-del-dopo-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/41888","title":{"rendered":"Lo sviluppo dei Swimmer Delivery Vehicle (SDV) nel dopo guerra (UK-FR) &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: MARINE MILITARI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX-XXI SECOLO\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: mezzi trasportatori<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trattare in maniera esaustiva lo sviluppo dei <strong><span style=\"color: #008000;\">mezzi trasportatori SDV (Swimmer Delivery Vehicle)<\/span><\/strong> nel dopo guerra richiederebbe pagine e pagine di trattazione. Ho pensato di suddividere la trattazione raggruppando ogni volta diverse marine militari. Scopriremo che molti di questi mezzi derivarono da quelli della Marina Militare Italiana, che fu precorritrice non solo degli strumenti ma anche delle tattiche di una guerra che oggi chiameremo asimmetrica. Ancora una volta ci aiuteranno le immagini da <a href=\"http:\/\/www.hisutton.com\/\">HI HUTTON&#8217;s Covert shores<\/a>, forse l&#8217;opera pi\u00f9 completa sull&#8217;argomento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-42096 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/sdv-001.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/sdv-001.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/sdv-001-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/sdv-001-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/sdv-001-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mark VIII SEAL Delivery Vehicle photo credit USN<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">UK<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDurante l\u2019ultima guerra i Britannici cercarono di realizzare mezzi subacquei simili ai SLC italiani, che vennero denominati <strong><span style=\"color: #008000;\">Chariot<\/span><\/strong> (Mk. I e Mk. II).\u00a0 Ricorderete che ne avevamo parlato in un precedente <a href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\/archives\/19454\">articolo<\/a>, a cui si rimanda per i dettagli operativi. In breve, il chariot era condotto da due operatori subacquei che indossavano una muta stagna del tipo <strong><span style=\"color: #008000;\">Sladen Suit<\/span><\/strong>, realizzata con un leggero laminato gommato. Gli operatori impiegavano degli autorespiratori adattati dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Davis Submerged Escape Apparatus,<\/span><\/strong> che erano in dotazione di emergenza agli equipaggi dei sommergibili. Al Chariot Mk I successe, nel 1944, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Mk II<\/span><\/strong> caratterizzato da un design completamente nuovo, che presentava una configurazione simile al SSB italiano (Siluro San Bartolomeo). Il <strong><span style=\"color: #008000;\">MK II<\/span><\/strong> aveva un diametro maggiore ed era pi\u00f9 robusto del suo predecessore. Poteva quindi essere trasportato esternamente da un sommergibile invece di richiedere contenitori sigillati da avvitare all&#8217;esterno del battello.\u00a0 Il mezzo poteva raggiungere una velocit\u00e0 massima di 4,5 nodi con un autonomia di 5-6 ore. Alla fine della guerra erano rimasti solo sei Chariot Mk II. Con i tagli alla difesa del dopoguerra non sembra ci fu alcuna seria considerazione di approvvigionarne dei nuovi ma furono tenuti in servizio dai <strong><span style=\"color: #008000;\">Royal Navy Clearance Divers<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-19457\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Chariot_Mk2_940a.jpg\" alt=\"\" width=\"1103\" height=\"474\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Chariot_Mk2_940a.jpg 940w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Chariot_Mk2_940a-300x129.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Chariot_Mk2_940a-768x330.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1103px) 100vw, 1103px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la guerra fredda si studiarono nuove tattiche per impiegare i Chariot contro i porti sovietici rilasciandoli da sottomarini midget X-Craft. I test furono eseguiti con il XE-7 nell&#8217;ottobre del 1950, attaccando i due chariot all&#8217;esterno al posto delle &#8220;cariche laterali&#8221;. Sebbene i test ebbero esito positivo, la configurazione non fu mai completamente operativa. In tempo di guerra, nel 1942, i Britannici svilupparono lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Sleeping Beauty<\/span><\/strong>. Si trattava di una canoa in grado di immergersi e dotata di motore. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Sleeping Beauty<\/span><\/strong> fu un mezzo sotto un certo aspetto innovativo, anche se non ebbe poi un impiego effettivo. In origine si trattava di un\u2019imbarcazione per un solo uomo con il pilota seduto in una cabina di pilotaggio aperta. In immersione la respirazione era fornita tramite l&#8217;autorespiratore personale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-41875 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sleeping-beauty.jpg\" alt=\"\" width=\"1104\" height=\"806\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sleeping-beauty.jpg 940w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sleeping-beauty-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sleeping-beauty-768x560.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sleeping-beauty-220x161.jpg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 1104px) 100vw, 1104px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una curiosit\u00e0. Lo Sleeping beauty fu inventato dal maggiore H. Quentin Reeves, o Q, un nome che fu mutuato nelle storie di James Bond. Un pomeriggio del 1943 il maggiore Reeves si addorment\u00f2 nella canoa e un ufficiale di passaggio esclam\u00f2 \u201cAh, la bella addormentata!\u201d \u2026 da cui venne il nome Sleeping beauty da <a href=\"http:\/\/www.hisutton.com\/The%20World%20War%20Two%20SDV%20called%20Sleeping%20Beauty.html\">H I Sutton &#8211; Covert Shores<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mezzo, che sembra non sia mai stato impiegato in operazioni reali, fu progettato per funzionare su distanze relativamente lunghe, usando un motore elettrico sia in superficie che in immersione. In superficie l&#8217;operatore poteva usare le pagaie e\/o una piccola vela, nel caso di esaurimento delle batterie.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-41877 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/UWHT_SB3.jpg\" alt=\"\" width=\"1105\" height=\"705\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/UWHT_SB3.jpg 940w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/UWHT_SB3-300x191.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/UWHT_SB3-768x490.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1105px) 100vw, 1105px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">schema dello sleeping beauty \u2013 da Underwater Heritage Trust<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La soluzione &#8220;a canoa&#8221; fu accantonata dalla Royal Navy in quanto non considerata all&#8217;epoca sufficientemente affidabile. Curioso che recentemente l&#8217;idea \u00e8 stata rivisitata da una ditta olandese, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ortega Submersibles<\/span><\/strong>, che ha realizzato una serie di mezzi in grado di trasportare fino a tre o quattro operatori.\u00a0 Il trasportatore, denominato <strong><span style=\"color: #008000;\">Ortega Mk. 1 D<\/span><\/strong>, richiama sotto un certo aspetto l\u2019idea del <strong><span style=\"color: #008000;\">TEC<\/span><\/strong> italiano e pu\u00f2 raggiungere una velocit\u00e0 massima di nove nodi in superficie e undici sott\u2019acqua, con un range dichiarato di 80 miglia nautiche. Nel 2018, al <strong><span style=\"color: #008000;\">UDT 2018<\/span><\/strong>, la ditta britannica <strong><span style=\"color: #008000;\">Defence Submersibles International (DSI)<\/span><\/strong> ha presentato un mezzo similare, <strong><span style=\"color: #008000;\">DSI Diver Delivery Craft<\/span><\/strong>, concettualmente molto simile a quello olandese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-41878 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/UK_DSI-DDV.jpg\" alt=\"\" width=\"1107\" height=\"485\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/UK_DSI-DDV.jpg 940w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/UK_DSI-DDV-300x131.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/UK_DSI-DDV-768x337.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1107px) 100vw, 1107px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">DSI Diver Delivery Craft <a href=\"http:\/\/www.hisutton.com\/DSI_SDV.html\">H I Sutton &#8211; Covert Shores<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mock up del trasportatore sembra essere in grado di alloggiare tre incursori, seduti in linea. Possiede propulsori montati sia nella carenatura anteriore sia sotto il gruppo di poppa. Il mezzo \u00e8 azionato in superficie da un unico getto d\u2019acqua con inversore di spinta. Questa disposizione suggerisce la presenza di un motore diesel per la modalit\u00e0 di superficie. La modalit\u00e0 sommersa \u00e8 invece assicurata da due propulsori elettrici pi\u00f9 quattro propulsori verticali per profondit\u00e0 e assetto. Interessanti i dati di targa: velocit\u00e0 massima in superficie dichiarata di 35 nodi, 3.5 nodi in immersione, con un range di 100 nm in superficie e 10 nm in immersione. Questo nuovo mezzo, se acquisito dalla Royal Navy, si unir\u00e0 ai tre <strong><span style=\"color: #008000;\">SDV Mk VIII Mod 1<\/span> <\/strong>di costruzione statunitense.\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.savetheroyalnavy.org\/in-focus-royal-navy-submarine-special-forces-delivery-systems\/\">La Royal Navy<\/a> ha in programma l&#8217;acquisto del futuro <strong><span style=\"color: #008000;\">SDV Mk 11<\/span><\/strong> (sviluppato negli Stati Uniti nel programma <strong><span style=\"color: #008000;\">Shallow Water Combat Submersible SWCS<\/span><\/strong>), un mezzo di dimensioni maggiori del Mk VIII, un mezzo interessante di cui parleremo in seguito,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Francia<\/span><\/strong><br \/>\nDopo la seconda guerra mondiale la Francia invest\u00ec nelle forze speciali subacquee, sia dal punto di vista della ricerca tecnologica neli vari domini della subacquea (apparati e miscele) sia sviluppando una sua capacit\u00e0 di <strong><span style=\"color: #008000;\">Swimmer Delivery Vehicle (SDV)<\/span><\/strong> con alloggiamenti asciutti. Inizialmente, avendo compreso i limiti di impiego di mezzi singoli, fu realizzato il <strong><span style=\"color: #008000;\">PSM (Propulsor-Sous-marin) Vostock<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\">, un trasportatore <\/span><\/span>con un design innovativo anche se con caratteristiche equivalenti al trasportatore<strong><span style=\"color: #008000;\"> CE2F <\/span><\/strong>commercializzato dalla ditta italiana Cos.MO.S.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-41892\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SWUV_Votock_side-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1088\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SWUV_Votock_side-1.jpg 940w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SWUV_Votock_side-1-300x89.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SWUV_Votock_side-1-768x228.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1088px) 100vw, 1088px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scafo del <strong><span style=\"color: #008000;\">Vostock<\/span><\/strong> era in vetroresina, caratterizzato da una forma aerodinamica, con una cabina di pilotaggio per due incursori posta nella parte anteriore. Una grossa limitazione iniziale fu il suo impiego da sommergibili in quanto i battelli francesi non erano in grado di trasportarli. A tal riguardo realizzarono un hangar staccabile che poteva essere allagato in immersione, permettendogli quindi di operare senza emergere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al <strong><span style=\"color: #008000;\">Vostock<\/span> <\/strong>seguirono:<br \/>\n\u2013 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Coryphene<\/span><\/strong> un mezzo concettualmente nuovo, corredato di sensori sonar e optronici, e di navigazione. Ne furono costruite due versioni per 2 o 3 operatori. Garantiva una velocit\u00e0 massima di 8 nodi, con un autonomia di 80 miglia a 5 nodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-41884\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Coryphene_dash.jpg\" alt=\"\" width=\"1106\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Coryphene_dash.jpg 931w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Coryphene_dash-300x108.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Coryphene_dash-768x276.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1106px) 100vw, 1106px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Sphyrene<\/span><\/strong> presentava un abitacolo \u201cbagnato\u201d per alloggiare sei uomini nella parte anteriore. Aveva una velocit\u00e0 massima di 9 nodi con un\u2019autonomia di 120 miglia nautiche.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-41894\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/fr_Sphyrene_cutaway.jpg\" alt=\"\" width=\"1096\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/fr_Sphyrene_cutaway.jpg 940w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/fr_Sphyrene_cutaway-300x94.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/fr_Sphyrene_cutaway-768x242.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1096px) 100vw, 1096px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi <strong><span style=\"color: #008000;\">SDV<\/span><\/strong> (definiti <strong><span style=\"color: #008000;\">PSM, <\/span><\/strong>acronimo francese per <strong><span style=\"color: #008000;\">Propulsori Sotto Marini<\/span><\/strong>) furono impiegati per operazioni dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Commando Hubert<\/span><\/strong>, uno dei sette gruppi commandos navali della Marina nazionale francese, erede diretto del 1\u00b0 battaglione di commandos di fucilieri che era stato formato durante la seconda guerra mondiale in Gran Bretagna. Questo commando, equivalente dal punto di vista operativo ai team del COM.SUB.IN. e del SEAL team 6 della USN, \u00e8 specializzato in operazioni subacquee e di antiterrorismo marittimo con l&#8217;impiego di nuotatori di combattimento. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Marine Nationale,<\/span><\/strong> con l&#8217;introduzione dei nuovi sottomarini nucleari <strong><span style=\"color: #008000;\">Barracuda<\/span><\/strong>, sembra voglia sviluppare le sue capacit\u00e0 SDV imbarcando un <strong><span style=\"color: #008000;\">Dry-Deck-Shelter (DDS)<\/span><\/strong> alloggiato dietro la vela. Secondo Covert shores il prossimo SDV francese sar\u00e0 l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ECA SWUV (Special Warfare Underwater Vehicle)<\/span><\/strong> o <strong><span style=\"color: #008000;\">PSM3G (Propulsor Sous-Marins 3rd Generation)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-41882\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SWUV.jpg\" alt=\"\" width=\"1103\" height=\"324\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SWUV.jpg 940w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SWUV-300x88.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SWUV-768x225.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1103px) 100vw, 1103px\" \/>Le informazioni sono limitate ma si ritiene che il <strong><span style=\"color: #008000;\">SWUV<\/span> <\/strong>sar\u00e0 un mezzo di circa 8,5 metri di lunghezza in grado di trasportare un team di sei sommozzatori.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\"><\/div>\n<div class=\"mceTemp\"><\/div>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine parte I &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p>le immagini e le informazioni sono state estratte da <strong><span style=\"color: #008000;\"> H.I. Sutton<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\"> Covert shores <\/span><\/strong>e da siti commerciali su internet<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/41888\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/51621\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/41905\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/51632\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/42200\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: MARINE MILITARI PERIODO: XX-XXI SECOLO\u00a0 AREA: SUBACQUEA parole chiave: mezzi trasportatori Trattare in maniera esaustiva lo sviluppo dei mezzi trasportatori SDV (Swimmer Delivery Vehicle) nel dopo guerra richiederebbe pagine e pagine di trattazione. Ho pensato di suddividere la trattazione raggruppando ogni volta diverse marine militari. 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