{"id":4128,"date":"2017-01-23T00:10:37","date_gmt":"2017-01-23T00:10:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=4128"},"modified":"2023-05-08T16:41:24","modified_gmt":"2023-05-08T14:41:24","slug":"i-relitti-di-yassi-ada-di-ivan-lucherini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/4128","title":{"rendered":"I relitti di Yassi Ada"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 3<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: VII SECOLO<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: RELITTO<\/span><\/strong><br>parole chiave: Yassi ada<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><a href=\"http:\/\/ivanlucherini.blogspot.it\/2008\/06\/i-relitti-di-yassi-ada.html\"><br><\/a><\/span><strong><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>l&#8217;articolo scritto da Ivan Lucherini \u00e8 stato pubblicato per la prima volta su scubaportal.it e ripubblicato dietro sua autorizzazione<br><\/em><\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br>Yassi Ada<\/span><\/strong>, nelle vicinanze di Bodrum, \u00e8 una piccolissima isola, pressoch\u00e9 uno scoglio, posta fra la costa turca e l\u2019isola greca Pserimos, in quel mare Egeo, testimone di tanta parte della nostra storia antica.&nbsp;Quella zona del&nbsp;Mediterraneo \u00e8 stata nei secoli sempre temuta dai navigatori e dai marinai che vi si trovavano a passare, per le caratteristiche di pericolosit\u00e0, che quei tratti di mare presentano ancora adesso.&nbsp;I numerosi relitti, che giacciono in quei fondali, sono i muti testimoni di quegli antichi naufragi. Si deve a <strong><span style=\"color: #008000;\">Peter Throckmorton<\/span><\/strong> e alle sue prospezioni di oltre cinquanta anni fa, la scoperta di numerosi di essi. La bibliografia \u00e8 particolarmente ricca di notizie sui <strong><span style=\"color: #008000;\">relitti di Yassi Ada<\/span><\/strong> poich\u00e9 per la prima volta, si effettuarono degli interventi archeologici subacquei, sperimentando tecniche innovative, con un rigore scientifico mai adottato fino ad allora, almeno nel lavoro archeologico sottomarino.<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br>Un&#8217;equipe dell&#8217;Universit\u00e0 della Pennsylvania, composta da membri dell\u2019University Museum, guidati dal celebre archeologo <strong><span style=\"color: #008000;\">George Bass<\/span><\/strong>, inizi\u00f2 le indagini sui resti di un primo scafo, giacenti a circa 35 metri di profondit\u00e0. Le indagini si effettuarono in tre successive campagne estive nei primi anni &#8217;60 dello scorso secolo e riportarono, sotto i riflettori della storia, le vicende di una nave bizantina con un carico di circa 900 anfore vinarie. Fra i corredi di bordo, e tutto il materiale appartenente all&#8217;equipaggio, George Bass ritrov\u00f2 alcune monete d\u2019oro e di bronzo che gli consentirono di datare il naufragio al 625 d.C., quando sul trono di Costantinopoli sedeva l\u2019imperatore Eraclio (610-641). Come detto in precedenza, le iniziali prospezioni e il successivo scavo furono scientificamente avanzatissimi e per la prima volta, un indagine archeologica sottomarina, vide l\u2019impiego del rilievo stereo fotogrammetrico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indagine completa, del relitto bizantino, richiese 1244 ore di lavoro, svolto da un team di circa 15&nbsp;subacquei, nel corso di oltre 3500 immersioni individuali, svolte in un periodo di tempo di circa sette mesi fra il 1961 e il 1964.&nbsp;Lo studio successivo dei residui dello scafo naufragato consent\u00ec a <strong><span style=\"color: #008000;\">Frederich H. Van Doorninck<\/span><\/strong> di stabilire le dimensioni dell\u2019imbarcazione corrispondenti ad una lunghezza totale di 18,60 metri per una larghezza di 5,10 metri.<\/p>\n\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/yassi-ada-ricostruzione-nave-bodrum-free-1024x855.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 yassi-ada-ricostruzione-nave-bodrum-free-1024x855.jpg\" width=\"1024\" height=\"855\">\n\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ricostruzione del relitto, museo di Bodrum &#8211; autore Georges Jansoone<a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Turkey.Bodrum056.jpg\">File:Turkey.Bodrum056.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Di forma slanciata, questo mercantile poteva vantare, un carico di circa 40 tonnellate.&nbsp;La sezione poppiera &nbsp;era occupata da una piccola cabina, dotata di una copertura in tegole.&nbsp;All&#8217;interno, si trovava una piccola cucina, strutturata con un piano, rivestito di mattoni refrattari.&nbsp;A solo una decina di metri dal primo relitto, il team di <strong><span style=\"color: #008000;\">George Bass<\/span><\/strong> indag\u00f2 negli anni 1964\/69 lo scafo di un secondo naufragio. Si trattava di una nave di et\u00e0 tardo romana. Anche in questo caso si effettuarono indagini con tecnologie mai provate in precedenza. Inizialmente fu utilizzato un piccolo sottomarino, denominato <strong><span style=\"color: #008000;\">Hasherah<\/span><\/strong>, che alla profondit\u00e0 di circa quaranta metri effettu\u00f2 un rilievo stereo fotogrammetrico dell&#8217;area archeologica.&nbsp;Successivamente durante la campagna di scavo, condotta dal 1967 al 1969, si utilizzarono una camera di decompressione ed una &#8220;cabina telefonica&#8221; subacquea che consentirono di innalzare, decisamente verso l\u2019alto, i margini sulla sicurezza degli operatori subacquei impiegati in quelle operazioni. Occorre sottolineare, che a quel tempo, per uno scavo a quelle profondit\u00e0, si effettuavano anche due immersioni al giorno per ogni operatore, di circa 30 minuti l\u2019una con soste decompressive di oltre un ora per ogni immersione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tempi delle decompressioni accelerate e dei circuiti chiusi con pressione parziale dell\u2019ossigeno prefissata, erano ancora nel limbo delle conoscenze subacquee e i gruppi ARA erano l\u2019unico metodo adottato. Il carico del relitto indagato consisteva in circa millecento anfore di tre tipi diversi. Il corredo di bordo comprendeva lucerne, pignatte, vasi, tazze e vetri che consentirono di datare il relitto alla seconda met\u00e0 del IV secolo d.C.. Quelle prime esperienze di scavo stratigrafico subacqueo, di rilievo stereo fotogrammetrico, l\u2019utilizzo di camere di decompressione e di cabine telefoniche asciutte, posero le basi per dimostrare, che l\u2019applicazione di un rigoroso metodo scientifico. Questo metodo poteva quindi essere applicato anche in condizioni estreme come quelle sottomarine, rendendo possibile agli archeologi subacquei, una pi\u00f9 attenta e precisa analisi a tavolino dei risultati conseguiti sul campo, realizzando l\u2019obiettivo di noi tutti: una corretta interpretazione e ricostruzione storica, attraverso il ritrovamento, il riordino, l\u2019analisi di un singolo frammento, di questa storia del Mediterraneo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ivan Lucherini<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">archeologo subacqueo&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 3<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; .ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUEPERIODO: VII SECOLOAREA: RELITTOparole chiave: Yassi ada l&#8217;articolo scritto da Ivan Lucherini \u00e8 stato pubblicato per la prima volta su scubaportal.it e ripubblicato dietro sua autorizzazione.Yassi Ada, nelle vicinanze di Bodrum, \u00e8 una piccolissima isola, pressoch\u00e9 uno scoglio, posta fra la costa turca e l\u2019isola greca Pserimos, in quel mare Egeo, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":89079,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[30,2092],"tags":[178,241,239,242,240],"class_list":["post-4128","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archeologia-marina","category-relitti-subacquei","tag-archeologia","tag-bass","tag-relitti","tag-throckmorton","tag-yassi-ada"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>I relitti di Yassi Ada &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/4128\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"I relitti di Yassi Ada &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  3 minuti&nbsp; .ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUEPERIODO: VII SECOLOAREA: RELITTOparole chiave: Yassi ada l&#8217;articolo scritto da Ivan Lucherini \u00e8 stato pubblicato per la prima volta su scubaportal.it e ripubblicato dietro sua autorizzazione.Yassi Ada, nelle vicinanze di Bodrum, \u00e8 una piccolissima isola, pressoch\u00e9 uno scoglio, posta fra la costa turca e l\u2019isola greca Pserimos, in quel mare Egeo, [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/4128\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2017-01-23T00:10:37+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-05-08T14:41:24+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/450px-Uluburun_Shipwreck_Location.svg.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"450\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"343\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Ivan Lucherini\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Ivan Lucherini\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"4 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/4128#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/4128\"},\"author\":{\"name\":\"Ivan Lucherini\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/917982c8354b78222c3bb84498a20044\"},\"headline\":\"I relitti di Yassi Ada\",\"datePublished\":\"2017-01-23T00:10:37+00:00\",\"dateModified\":\"2023-05-08T14:41:24+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/4128\"},\"wordCount\":842,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/4128#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/01\\\/450px-Uluburun_Shipwreck_Location.svg.png\",\"keywords\":[\"archeologia\",\"Bass\",\"relitti\",\"Throckmorton\",\"Yassi Ada\"],\"articleSection\":[\"Archeologia\",\"Relitti subacquei\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/4128#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/4128\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/4128\",\"name\":\"I relitti di Yassi Ada &#8226; 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Si occupa di valorizzazione scrivendo progetti che rendano fruibili e contestualizzati gli apporti di ogni conoscenza materiale, e progettando percorsi multimediali provenienti dallo studio di siti di rilevanza storica. La sua attenzione si concentra soprattutto sugli ambienti costieri e marini, con approfondimenti sui temi del commercio e della navigazione antica. Laureato in Archeologia, curriculum tardo antico e medievale, all'Universit\u00e0 di Sassari con una tesi dal titolo: \\\"L\u2019Archeologia subacquea di alto fondale, evoluzione delle metodologie di indagine e nuove prospettive nell'archeologia subacquea oltre i 50 metri di profondit\u00e0\\\" con una votazione di 110\\\/110 e lode. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia alla scuola di dottorato in Storia, Letterature e Culture del Mediterraneo dell'Universit\u00e0 di Sassari con una tesi dal titolo: \\\"Evoluzione del paesaggio costiero nella Sardegna nord occidentale: Bosa e il suo fiume. 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