{"id":40601,"date":"2020-04-24T00:20:47","date_gmt":"2020-04-24T00:20:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=40601"},"modified":"2023-07-11T20:29:39","modified_gmt":"2023-07-11T18:29:39","slug":"esplorare-la-twilight-zone-per-comprendere-il-nostro-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/40601","title":{"rendered":"Esplorare la twilight zone per comprendere il nostro futuro"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: cambiamenti climatici, ciclo del carbonio<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli Oceani questi sconosciuti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSebbene tutti parlino della necessit\u00e0 della loro conservazione per il nostro futuro, tutti i Paesi continuano politiche basate sullo sfruttamento inconsiderato delle risorse del Continente blu. Gli oceani ospitano la maggior parte della biomassa degli animali e ci aiutano a rimuovere circa quattro miliardi di tonnellate di anidride carbonica dall&#8217;atmosfera ogni anno. Senza questo contributo non ci sarebbe vita sulla Terra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-40609\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/deep-ocean-1000x563-1.jpg\" alt=\"\" width=\"916\" height=\"515\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/deep-ocean-1000x563-1.jpg 1000w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/deep-ocean-1000x563-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/deep-ocean-1000x563-1-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 916px) 100vw, 916px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Twilight zone: una medusa bioluminescente in acque profonde nella fossa delle Marianas dell&#8217;Oceano Pacifico (NOAA Office of Ocean Exploration and Research via AP)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per millenni l\u2019Umanit\u00e0 ha solcato i mari, creando economie, diffondendo culture, imponendo le proprie leggi per stabilizzare le rotte marine, studiandone le caratteristiche chimico-fisiche e oceanografiche ma le profondit\u00e0 degli Oceani sono ancora largamente sconosciute. In un prossimo futuro gli scienziati investigheranno la &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">zona del crepuscolo&#8221; (twilight zone)<\/span><\/strong>, uno strato oceanico in gran parte inesplorato, compreso tra i 200 a 1000 metri di profondit\u00e0, per valutare l\u2019impatto antropico sul meccanismo di fissazione del carbonio in quella fascia cos\u00ec importante per la nostra sopravvivenza e le relative conseguenze sui cambiamenti climatici.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-40608 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Elongated-bristlemouth-Photo-by-Paul-Caiger-\u00a9Woods-Hole-Oceanographic-Institution.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Elongated-bristlemouth-Photo-by-Paul-Caiger-\u00a9Woods-Hole-Oceanographic-Institution.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Elongated-bristlemouth-Photo-by-Paul-Caiger-\u00a9Woods-Hole-Oceanographic-Institution-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Elongated-bristlemouth-Photo-by-Paul-Caiger-\u00a9Woods-Hole-Oceanographic-Institution-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Elongated-bristlemouth-Photo-by-Paul-Caiger-\u00a9Woods-Hole-Oceanographic-Institution-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Elongated-bristlemouth-Photo-by-Paul-Caiger-\u00a9Woods-Hole-Oceanographic-Institution-1200x675.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Sigmops elongatus<\/em>, Photo by Paul Caiger \u00a9Woods Hole Oceanographic Institution<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">NASA<\/span><\/strong> da aprile 2020 ha iniziato un programma di ricerca da 25 milioni di dollari nel Nord Atlantico per studiare lo scambio del carbonio tra l&#8217;atmosfera e l&#8217;oceano profondo. Il programma sar\u00e0 effettuato in maniera multidisciplinare con altri Centri di ricerca. Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Dave Siegel<\/span><\/strong>, oceanografo dell&#8217;Universit\u00e0 della California di Santa Barbara e a capo del progetto della NASA, si tratta della attivit\u00e0 oceanografica pi\u00f9 impegnativa mai intrapresa. La missione della NASA, soprannominata <strong><span style=\"color: #008000;\">Export Processes<\/span> <span style=\"color: #008000;\">in the Ocean from Remote Sensing<\/span><\/strong> o <strong><span style=\"color: #008000;\">EXPORTS<\/span><\/strong>, si baser\u00e0 sul coordinamento e condivisione dei dati raccolti con altri Centri di ricerca in tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">The twilight zone<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa zona crepuscolare \u00e8 una parte del volume d\u2019acqua che genericamente inizia dove la fotosintesi finisce e termina dove la luce scompare completamente. Uno spazio abitato da moltissime creature, alcune ancora sconosciute, che per poter sopravvivere dipendono dai resti degli organismi morti che cadono dall&#8217;alto vero il fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni notte, alcune creature risalgono dalla zona del tramonto si alzano per cacciare, effettuando quella che poterebbe essere definita la pi\u00f9 grande migrazione di animali del pianeta. I predatori pi\u00f9 grandi, come le balene e gli squali, si nutrono spesso in questa fascia d&#8217;acqua che sta diventando appetibile anche per noi Umani. Ad esempio sono gi\u00e0 effettuate operazioni di pesca commerciale del krill in Norvegia e in altri Paesi a quelle profondit\u00e0. Alcuni scienziati temono per\u00f2 che lo sfruttamento di questa riserva di proteine, aumenter\u00e0 in futuro a causa della crescente domanda di cibo. Ci\u00f2 potrebbe influire sulla rete alimentare marina e, in definitiva, sul clima, afferma <strong><span style=\"color: #008000;\">Philip Boyd<\/span><\/strong>, un ecologo marino dell&#8217;Universit\u00e0 della Tasmania a Hobart, in Australia, che sta conducendo un progetto per studiare la <strong><span style=\"color: #008000;\">quantit\u00e0 di carbonio<\/span><\/strong> che precipita negli abissi dell&#8217;Oceano Antartico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cerchiamo di comprendere meglio questo processo fondamentale per la nostra sopravvivenza<br \/>\n<\/span> <\/strong><\/span>L&#8217;oceano fornisce un servizio cruciale per l&#8217;Umanit\u00e0 estraendo carbonio dall&#8217;atmosfera e restituendo ossigeno attraverso il ciclo del carbonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I<strong><span style=\"color: #008000;\">l ciclo del carbonio oceanico \u00e8 un processo centrale del ciclo globale del carbonio e contiene sia carbonio inorganico (carbonio non associato agli esseri viventi, come l&#8217;anidride carbonica) sia carbonio organico (carbonio che \u00e8 o \u00e8 stato incorporato in un essere vivente)<\/span><\/strong>. In estrema sintesi, il ciclo del carbonio si svolge attraverso tre meccanismi, chiamati pompe, che sequestrano e distribuiscono il biossido di carbonio atmosferico (CO2) attraverso gli oceani: la pompa di solubilit\u00e0, la pompa dei carbonati e la pompa biologica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-40607\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/OceanCarbonCycle.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"848\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/OceanCarbonCycle.jpg 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/OceanCarbonCycle-300x283.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Grazie alla pompa di solubilit\u00e0 gli oceani immagazzinano un&#8217;enorme quantit\u00e0 di carbonio reattivo del pianeta. come carbonio inorganico disciolto (DIC), tramite la dissoluzione del biossido di carbonio atmosferico (CO<sub>2<\/sub>) nell&#8217;acqua di mare &#8211; Fonte UNEP \/ GRID &#8211; Arendal &#8211; autore restituzione Ricardo Pravettoni &#8211; permesso concesso <a href=\"http:\/\/www.grida.no\/resources\/7555\">http:\/\/www.grida.no\/resources\/7555<\/a> <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">da <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:OceanCarbonCycle.jpg\">OceanCarbonCycle.jpg&#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">pompa di solubilit\u00e0<\/span><\/strong>&#8221; oceanica rimuove l&#8217;anidride carbonica atmosferica quando l&#8217;aria si mescola e si dissolve nell&#8217;oceano superiore. Essendo l\u2019anidride carbonica pi\u00f9 solubile in acqua fredda, alle alte latitudini (in cui si verifica il raffreddamento superficiale) l&#8217;acqua carica di anidride carbonica affonda nell&#8217;oceano profondo e diventa parte del &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">nastro trasportatore<\/span><\/strong>&#8221; della circolazione termoalina oceanica profonda, dove rimane per centinaia di anni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/OCEANOGRAFIA-640px-Ocean_circulation_conveyor_belt.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 OCEANOGRAFIA-640px-Ocean_circulation_conveyor_belt.jpg\" width=\"640\" height=\"417\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il nastro trasportatore, la circolazione termoalina profonda degli oceani &#8211; Ocean Circulation Conveyor Belt. <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">L&#8217;oceano svolge un ruolo importante nella distribuzione del calore del pianeta attraverso la circolazione marina profonda.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Questa illustrazione semplificata mostra questa circolazione &#8220;a nastro trasportatore&#8221; che \u00e8 guidata dalla differenza di calore e salinit\u00e0.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Le registrazioni del clima passato suggeriscono che esiste qualche possibilit\u00e0 che questa circolazione possa essere alterata dai cambiamenti previsti in molti modelli climatici<\/span><\/span> &#8211; Autore Thomas Splettstoesser &#8211; Fonte US Global Change Research Program &#8211; public domain (work by the US federal government)<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ocean_circulation_conveyor_belt.jpg\">File:Ocean circulation conveyor belt.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine la miscelazione riporta l&#8217;acqua in superficie in regioni pi\u00f9 calde dove il biossido di carbonio \u00e8 stato assorbito per la prima volta, ad esempio ai tropici. Nelle regioni tropicali, le acque calde non possono trattenere pi\u00f9 anidride carbonica e questa viene ritrasferita nell&#8217;atmosfera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">pompa del carbonio<\/span><\/strong> inizia con gli organismi marini dell&#8217;oceano (conchiglie), producendo<strong><span style=\"color: #008000;\"> particolato di carbonio inorganico (PIC)<\/span> <\/strong>sotto forma di carbonato di calcio (calcite o aragonite, CaCO3) che precipita sui fondali oceanici. <strong><span style=\"color: #008000;\">Quella del carbonio biologico \u00e8 invece responsabile dell\u2019esportazione delle particelle di carbonio organico che si sono create attraverso la produzione biologica<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premesso questi importanti fattori, si comprende la ragione per cui la <strong><span style=\"color: #008000;\">NASA<\/span><\/strong> stia dando un notevole impulso alla ricerca nella zona crepuscolare, iniziata con il progetto <strong><span style=\"color: #008000;\">EXPORTS<\/span> <\/strong>nel 2018 con una spedizione nell&#8217;Oceano Pacifico settentrionale. Le basse concentrazioni di ferro in quella regione dell&#8217;oceano limitano le fioriture di fitoplancton fotosintetico, e i risultati preliminari confermano che vi \u00e8 una riduzione del carbonio in profondit\u00e0 nell&#8217;oceano. La prossima spedizione si svolger\u00e0 vicino alle isole britanniche in una regione ricca di sostanze nutritive in cui sono presenti le principali fioriture di fitoplancton. L&#8217;intenzione dei ricercatori \u00e8 identificare e seguire una fioritura, monitorando il movimento dei nutrienti attraverso la colonna d&#8217;acqua. Parallelamente, gli scienziati scruteranno le superfici oceaniche dallo spazio usando i satelliti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La<strong><span style=\"color: #008000;\"> NASA<\/span> <\/strong>utilizzer\u00e0 due navi da ricerca che saranno affiancate da una terza gestita dal&nbsp; <strong><span style=\"color: #008000;\">Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI)<\/span><\/strong>. Alla ricerca parteciperanno ricercatori di altri Paesi, tra cui Australia e Regno Unito, per facilitare il confronto dei risultati in futuro. Questo coordinamento \u00e8 il primo importante risultato della <strong><span style=\"color: #008000;\">Joint Exploration of the Twilight Zone Ocean Network<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">JETZON<\/span><\/strong>), per elaborare le priorit\u00e0 di ricerca, coordinare i protocolli sperimentali e condividere i dati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, gli ecosistemi marini sono fondamentali per comprendere come gli oceani stanno sequestrando il carbonio, ma non \u00e8 chiaro come questi ecosistemi si modificheranno in futuro.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come vedete comprendere questo meccanismo \u00e8 molto pi\u00f9 importante di tante disquisizioni pseudo accademiche, spesso non finalizzate, sulle variazioni climatiche e ci consentir\u00e0 di capire meglio come mitigarle per assicurarci un futuro sostenibile. Un invito ai giovani a studiare ed applicarsi &#8230; ci sar\u00e0 bisogno sempre di pi\u00f9 di scienziati ed ingegneri in grado di studiare e comprendere ci\u00f2 che ci circonda non di parole urlate al vento che trovano il tempo che trovano.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima gli effetti delle onde sulle superfici sabbiose &#8211; photo credit @andrea mucedola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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