{"id":40356,"date":"2020-04-04T00:17:35","date_gmt":"2020-04-03T22:17:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=40356"},"modified":"2025-11-27T12:33:19","modified_gmt":"2025-11-27T11:33:19","slug":"la-tossicita-dellossigeno-un-interessante-studio-della-marina-olandese-presenta-interessi-spunti-di-riflessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/40356","title":{"rendered":"La tossicit\u00e0 dell&#8217;ossigeno: uno studio della Marina olandese presenta interessanti spunti di riflessione"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-11 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello difficile<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: FISIOPATOLOGIA SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: tossicit\u00e0 da ossigeno, tossicit\u00e0 CNS, tossicit\u00e0 polmonare, immersioni, rebreather a circuito chiuso<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivit\u00e0 subacquee militari, in particolare nell&#8217;ambito delle <strong><span style=\"color: #008000;\">forze operative speciali (SOF)<\/span><\/strong>, sono una delle forme pi\u00f9 estreme di immersione. Esse richiedono attrezzature e prestazioni fisiche ovviamente particolari, che differiscono da quelle commerciali o civili.<\/p>\n<figure id=\"attachment_40360\" aria-describedby=\"caption-attachment-40360\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-40360 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Special-Forces-Marines-of-the-Dutch-Navy-trained-with-the-submarine-HNLMS-Dolphin.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"558\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Special-Forces-Marines-of-the-Dutch-Navy-trained-with-the-submarine-HNLMS-Dolphin.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Special-Forces-Marines-of-the-Dutch-Navy-trained-with-the-submarine-HNLMS-Dolphin-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Special-Forces-Marines-of-the-Dutch-Navy-trained-with-the-submarine-HNLMS-Dolphin-768x536.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Special-Forces-Marines-of-the-Dutch-Navy-trained-with-the-submarine-HNLMS-Dolphin-400x280.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-40360\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">SOF olandesi in addestramento di uscita dal sommergibile HNLMS Dolphin<\/span>\u00a0<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong><span style=\"color: #008000;\">Special Operations Forces (SOF)<\/span><\/strong> utilizzano principalmente sistemi <span style=\"color: #008000;\"><strong>rebreather a circuito chiuso (CCR)<\/strong><\/span> impieganti ossigeno puro. Il funzionamento di un CCR \u00e8 fondamentalmente diverso da quello dei sistemi di immersione a circuito aperto o semi-chiuso in quanto, invece di rilasciare l&#8217;aria espirata nell&#8217;ambiente circostante, essa viene fatta ricircolare all&#8217;interno dell&#8217;apparato. Questo consente di recuperare l&#8217;ossigeno e allungare il tempo di immersione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-34884\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/rebreather-gif-.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/rebreather-gif-.jpg 375w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/rebreather-gif--300x181.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">anidride carbonica espirata (CO2)<\/span> <\/strong>viene \u201clavata\u201d tramite uno <strong><span style=\"color: #008000;\">scrubber<\/span><\/strong>, un sistema filtrante, che contiene un composto chimico chiamato &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">calce sodata<\/span><\/strong>&#8221; (composto da idrossido di calcio e idrossido di sodio) o nei modelli pi\u00f9 evoluti da molecole di sintesi, che ha la propriet\u00e0 di fissare l&#8217;anidride carbonica che lo attraversa. Per tale motivo in ogni rebreather vi \u00e8 un filtro (chiamato anche <strong><span style=\"color: #008000;\">canister<\/span><\/strong> o capsula) la cui efficacia \u00e8 legata a diversi fattori come la dimensione dei granuli, temperatura ambiente e umidit\u00e0. I moderni CCR possono essere utilizzati con aria, miscele binarie\/ternarie e ossigeno puro. Essendo un circuito chiuso, il consumo del gas \u00e8 molto limitato, aumentando notevolmente il tempo di immersione. Nel caso il gas respiratorio sia composto da ossigeno puro, il subacqueo ovviamente non accumuler\u00e0 azoto o altri gas respiratori inerti e, pertanto, non avr\u00e0 necessit\u00e0 di decompressione. Ma c\u2019\u00e8 un problema: <strong><span style=\"color: #008000;\">la tossicit\u00e0 dell\u2019ossigeno<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oxigen toxicity<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCome \u00e8 noto, l&#8217;esposizione a <strong><span style=\"color: #008000;\">pressioni parziali elevate di ossigeno (PO2)<\/span><\/strong> causa principalmente danni al sistema nervoso centrale ed al sistema polmonare. Ad esempio, l&#8217;esposizione a un PO2 maggiore di 1,4 ATA pu\u00f2 causare tossicit\u00e0 del <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema nervoso centrale (CNS)<\/span><\/strong>, portando a una vasta gamma di disturbi neurologici tra cui le convulsioni. Invece la tossicit\u00e0 dell&#8217;ossigeno polmonare (POT) si sviluppa nel tempo con un\u2019esposizione ad una PO2 maggiore di 0,5 ATA; essa pu\u00f2 portare ad infiammazioni e fibrosi del tessuto polmonare anche gravi. Inoltre, l\u2019ossigeno pu\u00f2 essere anche tossico per il sistema oculare e avere effetti sistemici sul sistema infiammatorio, in alcuni casi irreversibili. Un <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/318573071_Oxygen_Toxicity_and_Special_Operations_Forces_Diving_Hidden_and_Dangerous\">recente studio<\/a> della marina olandese ha cercato di valutare quanto gli studi sugli effetti tossici dell\u2019ossigeno sul sistema nervoso centrale (CNS) e sul sistema polmonare possano essere applicati al personale delle SOF. Questo interessantissimo studio ci d\u00e0 spunto per poter parlare della tossicit\u00e0 dell\u2019ossigeno. <strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Partiamo dalla tossicit\u00e0 sul CNS<\/span><\/strong><br \/>\nLa letteratura scientifica fornisce un&#8217;idea dei pericoli (potenzialmente letali) che l&#8217;ossigeno rappresenta ma non possono essere utilizzati per determinare i limiti di sicurezza o di esposizione all&#8217;ossigeno. Nello studio, vengono quindi riassunti gli effetti patologici sull\u2019organismo dell&#8217;ossigeno (principalmente sul sistema nervoso centrale e sul sistema polmonare. Il fenomeno della tossicit\u00e0 del sistema nervoso centrale \u00e8 comunemente definito come l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">effetto Bert<\/span><\/strong> (dal nome del fisiologo francese Paul Bert che lo descrisse per primo nel 1878). In molti esperimenti di immersione a secco, Bert dimostr\u00f2 che l&#8217;ossigeno era tossico e potenzialmente letale per molte specie organiche tra cui semi, funghi, insetti e diversi piccoli mammiferi. In seguito fu dimostrato che la tossicit\u00e0 del CNS dipendeva dalla PO2 e dal tempo esposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1910 <strong><span style=\"color: #008000;\">Bornstein<\/span><\/strong> fu probabilmente il primo a sperimentare in camera la respirazione di ossigeno iperbarico con un PO2 di 2,8 ATA per 30 minuti; esperimento che non comport\u00f2 danni apparenti ai due volontari. C\u2019\u00e8 da dire che la tolleranza in camera iperbarica \u00e8 molto pi\u00f9 elevata rispetto alle immersioni in acqua. In un ambiente immerso, un PO2 maggiore di 1.4 ATA pu\u00f2 infatti portare a nausea, intorpidimento, vertigini, contrazioni, disturbi dell&#8217;udito e della vista, incoscienza e convulsioni. Sebbene la suscettibilit\u00e0 alla tossicit\u00e0 dell&#8217;ossigeno abbia un&#8217;alta variabilit\u00e0 tra individuo e individuo, le fonti riportano che generalmente l&#8217;Uomo non presenta convulsioni indotte dall&#8217;O2 ad una PO2 inferiore a 1,3 ATA. Mentre le convulsioni possono verificarsi senza alcun sintomo precedente, i disturbi visivi generalmente le precedono. Secondo lo studio esistono diversi fattori da valutare sull\u2019incidenza della tossicit\u00e0 in quanto essa \u00e8 legata a diverse esposizioni nel tempo e in profondit\u00e0, oppure a diverse definizioni dei sintomi. Esiste anche il dubbio che la mancanza di elementi correlabili possa essere in qualche modo legata alla natura riservata delle immersioni dei SOF per cui la significativit\u00e0 dei dati potrebbe essere falsata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Patogenesi e fattori di rischio<\/span><\/strong><br \/>\nSebbene l&#8217;esatto meccanismo non sia stato completamente compreso, al momento, la spiegazione pi\u00f9 plausibile \u00e8 legata a un flusso eccessivo di ossigeno nel cervello dopo un aumento del flusso sanguigno cerebrale (CBF). A causa dell&#8217;aumento del PO2 nel plasma si verifica un&#8217;auto ossidazione dell&#8217;ossido nitrico (\u00b7 NO) di cui il perossinitrito (ONOO-) \u00e8 il pi\u00f9 importante. L&#8217;esatto meccanismo attraverso il quale questi <strong><span style=\"color: #008000;\">ROS (reactive oxigen species)<\/span><\/strong>, prodotti intermedi dei processi cellulari di riduzione dell\u2019ossigeno (come superossidi, perossidi d\u2019idrogeno, etc.) non \u00e8 per\u00f2 del tutto chiaro. Si ritiene che i ROS influenzino direttamente varie conduttanze ioniche che regolano l&#8217;eccitabilit\u00e0 cellulare, oltre ad interrompere la trasmissione chimica sinaptica. Sempre secondo lo <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/318573071_Oxygen_Toxicity_and_Special_Operations_Forces_Diving_Hidden_and_Dangerous\">studio<\/a>, alcuni agenti farmacologici, come la scopolamina (frequentemente usata per prevenire e curare il mal di mare), non sembrano attenuare o sensibilizzare la tossicit\u00e0 dell&#8217;ossigeno. La Caffeina sembra essere efficace nel ritardare le convulsioni nei ratti, ma la sua efficacia negli esseri umani deve ancora essere confermata.<br \/>\nLo studio cita che, dopo un primo modello di predizione (Harabin et al.), ne venne sviluppato un ulteriore da Arieli et al. basato su 2.039 immersioni con CCR. Questo modello risulta ancora oggi il pi\u00f9 accurato. Nel tentativo di identificare i subacquei militari a rischio, \u00e8 stato a lungo sostenuto il &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">test di tolleranza all&#8217;ossigeno<\/span><\/strong>&#8220;, in cui i soggetti sono stati esposti a respirare ossigeno al 100% a 2,8 ATA per 30 minuti. Tuttavia, questo test sembra essersi rivelato obsoleto perch\u00e9 mancante di un valore predittivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Conseguenze operative<\/span><\/strong><br \/>\nAnche se i meccanismi fisiopatologici e i fattori di rischio non sono ancora stati chiariti, esiste una chiara relazione tra PO2 e tempo di respirazione. La tossicit\u00e0 da ossigeno sul CNS \u00e8 una complicazione rara ma potenzialmente pericolosa in caso di esposizione a PO2 elevato. Se si verificano sintomi lievi che possono essere riconosciuti tempestivamente, \u00e8 possibile evitare le convulsioni riducendo subito la profondit\u00e0. Purtroppo gli esiti di questo accorgimento sembra non essere immediato e le convulsioni qualche volta permangono per un certo tempo. Nelle immersioni sportive, i limiti di PO2 raccomandati vanno da 1,4 a 1,6 ATA (Lang, 2001). Ovviamente i limiti per i militari delle SOF sono diversi, a causa delle differenze nelle attrezzature e della quantit\u00e0 di &#8220;rischio accettabile&#8221;. Le differenze possono essere significative: ad esempio il modello di Arieli et al. consente 24 minuti a un PO2 di 2,5 ATA accettando un rischio di tossicit\u00e0 CNS massima del 5% (Arieli et al., 2002) mentre il ben noto manuale di immersioni della US Navy consente un PO2 di 2,5 ATA per soli 10 minuti (NSSC, 2008). Tuttavia, questi rischi elevati dovrebbero essere sono presi solo dopo una adeguata formazione e solo quando le esigenze operative non lasciano alternative.<\/p>\n<figure id=\"attachment_40366\" aria-describedby=\"caption-attachment-40366\" style=\"width: 851px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-40366 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Pulmonary_toxicity_tolerance_curves.svg.png\" alt=\"\" width=\"851\" height=\"635\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Pulmonary_toxicity_tolerance_curves.svg.png 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Pulmonary_toxicity_tolerance_curves.svg-300x224.png 300w\" sizes=\"(max-width: 851px) 100vw, 851px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-40366\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Le curve mostrano un tipico decremento della capacit\u00e0 vitale polmonare durante la respirazione di ossigeno.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Lambertsen concluse nel 1987 che 0,5 bar potevano essere tollerati indefinitamente <\/span><\/span>&#8211; da wikipedia\u00a0<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tossicit\u00e0 polmonare dell\u2019ossigeno (POT)<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel 1899, il patologo scozzese <strong><span style=\"color: #008000;\">James Lorrain Smith<\/span><\/strong> pubblic\u00f2 gli effetti patologici dell&#8217;aumento della tensione inspiratoria dell&#8217;ossigeno su numerosi piccoli animali. In questi esperimenti, essi furono esposti a pressioni crescenti di ossigeno per lunghi periodi di tempo. Oltre a numerosi episodi di tossicit\u00e0 del sistema nervoso centrale, la maggior parte degli animali mor\u00ec a causa dell&#8217;ipossia dovuta ad una ventilazione insufficiente che provoc\u00f2 un&#8217;infiammazione polmonare acuta o cronica. <strong><span style=\"color: #008000;\">Nel 1987, Lambertsen concluse che 0.5 ATA era il limite di tollerabilit\u00e0 massimo<\/span><\/strong>. Sebbene, rispetto alla tossicit\u00e0 del sistema nervoso centrale, la tossicit\u00e0 polmonare possa avvenire ad una pressione parziale di ossigeno (0,5 ATA), il tempo di esposizione deve essere molto pi\u00f9 lungo (da ore a giorni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nell&#8217;Uomo, i primi sintomi includono irritazione tracheobronchiale con dolore retrosternale e tosse, fino al danneggiamento della mucosa tracheale con ridotta clearance del muco. L&#8217;incidenza nei subacquei non \u00e8 per\u00f2 ancora nota.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-40357\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/tabella-1-studio-do2-sof.jpg\" alt=\"\" width=\"839\" height=\"599\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/tabella-1-studio-do2-sof.jpg 529w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/tabella-1-studio-do2-sof-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 839px) 100vw, 839px\" \/><br \/>\nNotate nella tabella dello studio, la differenza tra i limiti del US Navy Diving Manual (seconda colonna) con il rischio associato per la tossicit\u00e0 del sistema nervoso centrale basato sul modello di Arieli (terza colonna). L&#8217;ultima colonna mostra il tempo di fondo quando si accetta un rischio massimo di tossicit\u00e0 CNS del 5%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La tossicit\u00e0 dell&#8217;ossigeno polmonare (POT) pu\u00f2 essere suddivisa in due fasi:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-40359\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig-3-studio-toss-ox.jpg\" alt=\"\" width=\"834\" height=\"974\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig-3-studio-toss-ox.jpg 527w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig-3-studio-toss-ox-257x300.jpg 257w\" sizes=\"(max-width: 834px) 100vw, 834px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una prima fase essudativa (Figura 2, lato sinistro), caratterizzata da un&#8217;infiammazione locale con edema capillare ed endoteliale, una diminuzione delle cellule alveolari di tipo I e un flusso di cellule infiammatorie. Questi cambiamenti sono reversibili e il polmone ritorna al suo stato normale (Figura 1) se la pressione di ossigeno inspirata viene ridotta al di sotto di 0,5 ATA.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-40358\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/studio-olandese-fig2.jpg\" alt=\"\" width=\"840\" height=\"954\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/studio-olandese-fig2.jpg 499w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/studio-olandese-fig2-264x300.jpg 264w\" sizes=\"(max-width: 840px) 100vw, 840px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella seguente fase proliferativa (Figura 2, lato destro) le fratture e le cellule alveolari di tipo II infiltrano l&#8217;endotelio infiammato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In definitiva, una continua infiammazione porta in definitiva ad una fibrosi alveolare e ad un aumento da quattro a cinque dello spessore della membrana aria-sangue e, di conseguenza, alla perdita della capacit\u00e0 di diffusione. Questi cambiamenti sono irreversibili.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La velocit\u00e0 con cui si verificano questi cambiamenti \u00e8 direttamente correlata al PO2 ispirato e pu\u00f2 verificarsi gi\u00e0 dopo 3 ore ad un PO2 di 3 ATA in camera. Quando i subacquei sono immersi, molti processi fisiologici sono alterati. Il volume circolante viene ridistribuito a causa della pressione idrostatica sul corpo e della vasocostrizione periferica in acqua fredda, con conseguente spostamento del volume e raggruppamento intratoracico. Anche se l&#8217;immersione nei mammiferi riduce la frequenza cardiaca, il risultato netto di entrambi i processi \u00e8 un\u2019ipertensione polmonare, a causa dell\u2019aumento della gittata cardiaca, per cui lo scambio di gas nel polmone durante l&#8217;immersione \u00e8 sostanzialmente diverso da quello delle immersioni in camera. Purtroppo pochissimi studi hanno riportato i fattori di rischio per lo sviluppo di POT nei subacquei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Conseguenze operative<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSotto un certo aspetto il POT \u00e8 pi\u00f9 insidioso della tossicit\u00e0 del CNS. Il modello UPTD rimane lo standard di riferimento, nonostante i suoi limiti. Nello studio si riporta che la Royal Netherlands Navy attualmente utilizza un LAR 5010 della Dr\u00e4ger con limiti molto simili a quelli riportati dal <strong><span style=\"color: #008000;\">US Navy Diving Manual (Dipartimento della Marina degli Stati Uniti NSSC, 2008)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esposizione all&#8217;ossigeno \u00e8 limitata a <strong><span style=\"color: #008000;\">450<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">unit\u00e0 di dose di tossicit\u00e0 polmonare (UPTD)<\/span><\/strong> al giorno e 2250 UPTD alla settimana. Una singola esposizione fino a 1425 UPTD \u00e8 considerata il valore massimo assoluto e dovrebbe essere considerato solo in circostanze eccezionali (con sufficiente supporto medico disponibile). Applicando i limiti suddetti, sembrerebbe che il <strong><span style=\"color: #008000;\">Royal Netherlands Navy Diving Medical Center<\/span><\/strong>, autore dello <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/318573071_Oxygen_Toxicity_and_Special_Operations_Forces_Diving_Hidden_and_Dangerous\">studio<\/a>, non abbia mai riscontrato (in questi ultimi 20 anni) cambiamenti significativi nella funzione polmonare e nella capacit\u00e0 di diffusione dei subacquei SOF rispetto agli altri subacquei della Marina. Interessante vedere che il test annuale fisico mostra che i valori massimi di VO2 superano regolarmente 50 ml\/kg \/min e tutti i subacquei rimangono idonei alle attivit\u00e0 subacquee durante la loro carriera. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere dovuto al tempo di &#8220;recupero&#8221; tra immersioni estreme o perch\u00e9 le esposizioni non sono state abbastanza gravi da causare danni irreversibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10734\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/sub-militare.jpg\" alt=\"\" width=\"902\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/sub-militare.jpg 902w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/sub-militare-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 902px) 100vw, 902px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, lo studio sottolinea che l&#8217;immersione con elevate pressioni parziali dell&#8217;ossigeno pu\u00f2 causare complicazioni neurologiche acute potenzialmente letali o cambiamenti strutturali polmonari irreversibili. Tuttavia, la misura in cui si verificano questi problemi nell&#8217;immersione con ossigeno rimane sconosciuta, a causa della mancanza di studi sull&#8217;Uomo durante l&#8217;immersione e\/o di studi epidemiologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riassumendo, gli attuali limiti per l&#8217;esposizione a ossigeno 100% nella Royal Netherlands Navy prevedono che valori superiori a 1.3 ATA siano da considerarsi rischiosi per lo sviluppo di tossicit\u00e0 sul CNS. <\/span><\/strong>Per quanto concerne la <strong><span style=\"color: #008000;\">tossicit\u00e0 dell&#8217;ossigeno polmonare\u00a0<span style=\"font-size: 12pt;\">(<\/span>POT)<\/span><\/strong> sono considerati tossici per il sistema polmonare valori al di sopra di 0,5 ATA e la massima quantit\u00e0 di &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">unit\u00e0 di dose di tossicit\u00e0 polmonare<\/span><\/strong>&#8221; <strong><span style=\"color: #008000;\">(UPTD)<\/span><\/strong> \u00e8 stata posta a 615 UPTD. Limiti che, secondo lo studio citato, i subacquei civili o commerciali potrebbero utilizzare nelle loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Uno studio interessante ricco di informazioni che si suggerisce di leggere integralmente nella sua integrit\u00e0.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: FISIOPATOLOGIA SUBACQUEA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: tossicit\u00e0 da ossigeno, tossicit\u00e0 CNS, tossicit\u00e0 polmonare, immersioni, rebreather a circuito chiuso . Le attivit\u00e0 subacquee militari, in particolare nell&#8217;ambito delle forze operative speciali (SOF), sono una delle forme pi\u00f9 estreme di immersione. 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