{"id":40208,"date":"2020-03-18T00:12:21","date_gmt":"2020-03-18T00:12:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=40208"},"modified":"2025-11-27T12:58:59","modified_gmt":"2025-11-27T11:58:59","slug":"detrattori-del-computer-subacqueo-avversione-preconcetta-o-motivata-parte-i-di-luca-cicali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/40208","title":{"rendered":"Detrattori del computer subacqueo: avversione preconcetta o motivata? parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: computer, algoritmi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sono deciso a scrivere questo articolo, piuttosto insolito rispetto al mio stile consueto, dopo aver partecipato ad una animata discussione con alcuni colleghi subacquei. Il tema \u00e8 il solito, l&#8217;<span style=\"color: #008000;\"><strong>impiego dei computer subacquei<\/strong><span style=\"color: #008000;\">, e f<\/span><\/span>orse dovrei specificare la loro presunta inutilit\u00e0\u00a0 o\u00a0 avversione di alcuni verso i computer subacquei.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f3fa78;\"><em><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">\u201cEbbene si, lo confesso sommessamente: faccio uso del computer subacqueo\u201d. <\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">\u201cQuante volte figliolo?\u201d<br \/>\n\u201cAd ogni immersione Padre\u2026.\u201d. <\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">\u201cSei sinceramente pentito?\u201d &#8211; \u201cBeh si, ma \u00e8 pi\u00f9 forte di me, non riesco a dominarmi e ogni volta cedo alla tentazione \u2026 \u201d &#8230; e gi\u00f9 penitenze \u2026<\/span><\/span><\/strong><\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<figure id=\"attachment_25185\" aria-describedby=\"caption-attachment-25185\" style=\"width: 4310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-25185 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/DSC_8208-1.jpg\" alt=\"\" width=\"4310\" height=\"2868\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/DSC_8208-1.jpg 4310w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/DSC_8208-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/DSC_8208-1-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/DSC_8208-1-1024x681.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 4310px) 100vw, 4310px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-25185\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">cerchiamo di essere obiettivi. Computer o tabelle?<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Computer si computer no<\/span><\/strong><br \/>\nQuesta sincera e ingenua confessione mi ha messo all\u2019angolo, e ho dovuto provare a discolparmi. Ero sinceramente incuriosito circa le ragioni, che a me evidentemente sfuggono, delle avversioni pi\u00f9 radicali. Mi aspettavo, vista la veemenza delle convinzioni espresse, che tali certezze fossero supportate da evidenze chiare, documentate e inoppugnabili. Ma da parte di alcuni non ho trovato molta disponibilit\u00e0 al confronto, piuttosto invece un certo dogmatismo e un atteggiamento elusivo, fatto in parte di sufficienza e in parte di insofferenza. Un vero e proprio fastidio nell\u2019essere stimolati a fornire dati, statistiche, ragionare sui numeri, a supporto delle proprie convinzioni. E proprio tra i pi\u00f9 convinti avversari della macchina ho trovato i meno attrezzati a spiegare le proprie ragioni. Tra di loro, in alcuni casi, subacquei espertissimi con migliaia di immersioni al proprio attivo, spesso a profondit\u00e0 da record.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma purtroppo quando si parla di questioni tecnico-scientifiche non ci sono scorciatoie. Occorre dare spazio alla forza dei numeri, e applicare il rigore metodologico che ci ha insegnato un grande scienziato italiano, <strong><span style=\"color: #008000;\">Galileo Galilei<\/span><\/strong>. Come giustamente ha detto qualcuno, la scienza non \u00e8 democratica e applicare il suo metodo, si badi bene, non significa giungere per forza a verit\u00e0 assolute e immodificabili per l\u2019eternit\u00e0 ma obbedire ad un procedimento che ci dia modo di giungere a conclusioni che sono vere \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f2f759;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sembra una frase sibillina ma \u00e8 il fondamento della verit\u00e0 scientifica, che \u00e8 una cosa un p\u00f2 pi\u00f9 complicata della semplice verit\u00e0<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma andiamo con ordine e torniamo al cuore della discussione: l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">avversione per i computer subacquei<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Le prese di posizione sui computer subacquei pi\u00f9 frequenti sono le seguenti:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022<span style=\"color: #008000;\"> sono una presa in giro, costosi giocattoli per neo-brevettati;<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">\u2022 pieni di gadget inutili che servono solo a giustificarne il prezzo elevato;<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">\u2022 sono rigidi, non ragionano, non si adeguano alle situazioni;<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">\u2022 forniscono dati totalmente discordanti tra loro per immersioni identiche;<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">\u2022 come possono fornire dati validi per ciascun subacqueo, pi\u00f9 o meno esperto, pi\u00f9 o meno in forma, pi\u00f9 o meno preparato, etc.?<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">\u2022 sono troppo conservativi, mi fanno sopportare decompressioni assurdamente lunghe senza alcun motivo\u2026<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">\u2022 sono macchine, quindi si rompono, possono guastarsi e fornire dati errati\u2026.<\/span><br \/>\n\u2022 <span style=\"color: #008000;\">non gli ho mai dato retta ed ho sempre utilizzato questa o quella metodologia empirica, o dettata dall\u2019esperienza personale, senza aver mai avuto incidenti, quindi \u2026 sono nel giusto<span style=\"color: #008000;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Proviamo a vederci un p\u00f2 pi\u00f9 chiaro<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPartiamo dal principio che il cuore del computer subacqueo \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000;\">programma decompressivo<\/span><\/strong> utilizzato. <strong><span style=\"color: #008000;\">Il suo compito \u00e8<\/span><\/strong> <span style=\"color: #008000;\">quello di <\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">stimare pi\u00f9 o meno fedelmente la quantit\u00e0 di gas inerte assorbito dal corpo umano in ambiente iperbarico, ovvero in immersione, e raffrontare in tempo reale questo dato con un limite che a sua volta evolve in funzione della pressione ambiente e del tempo trascorso in immersione<\/span>.<\/strong> L\u2019esito di questa verifica determina, istante per istante, il comportamento da seguire per condurre un&#8217;immersione in sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un dato di fondo che non dobbiamo dimenticare: un subacqueo pu\u00f2 subire incidenti embolici anche se obbedisce rigorosamente alle proprie tabelle di immersione o ad un computer subacqueo. Questi incidenti, cosiddetti \u201cimmeritati\u201d, sono statisticamente molto rari ma divengono comunque meno infrequenti all\u2019aumentare della profondit\u00e0 dell\u2019immersione o del tempo totale di decompressione. Questo ci fa intuire che la teoria decompressiva, che sta alla base di computer e tabelle, non sia perfetta, o comunque non al punto di riuscire a governare le moltissime variabili del problema. Ma anche che: &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">ogni organismo \u00e8 un \u201cunicum\u201d, e la modellizzazione approssimata delle teorie decompressive deve obbligatoriamente portare a trascurare le peculiarit\u00e0 legate a ciascun soggetto<\/span><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-15018\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC_1396-1-e1501602763514.jpg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"499\" \/>Per limitare questa variabilit\u00e0 e ridurre comunque la possibilit\u00e0 che accadano incidenti, ogni computer \u00e8 reso piuttosto conservativo, introducendo nell\u2019algoritmo decompressivo scelto, qualunque esso sia, dei criteri di riduzione del massimo gradiente di inerte tollerabile, validi anche quando nessun fattore di conservativismo \u00e8 impostato dal subacqueo che lo sta usando. In questo modo le ditte costruttrici evitano guai e vengono incontro alla forte esigenza di sicurezza da parte della stragrande maggioranza dei subacquei che eseguono immersioni ricreative, ovvero <strong><span style=\"color: #008000;\">entro curva di sicurezza<\/span><\/strong> o poco oltre, e a profondit\u00e0 raramente superiori ai 30-40 metri.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f2f759;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Nei computer subacquei, vista la grande ed eterogenea platea alla quale sono dedicati, prevale largamente l\u2019esigenza di garantire la sicurezza<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premesso tutto questo, proviamo ad analizzare adesso le tesi a discredito elencate in precedenza, nel medesimo ordine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I computer sono una presa in giro, costosi giocattoli per neo-brevettati<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nParliamo certamente di dispositivi costosi, ma modelli molto pi\u00f9 performanti di quelli di qualche anno fa sono ormai piuttosto a buon mercato. Offrono ormai quasi tutti la possibilit\u00e0 di utilizzare miscele nitrox, e calcolano le famose tappe profonde. Buona parte del costo non \u00e8 dovuto all\u2019elettronica, ma all\u2019esigenza di affidabilit\u00e0 e di funzionamento fino a pressioni elevate. Chi non ha pretese di grandi profondit\u00e0, ovvero la stragrande maggioranza degli utenti, apprezzer\u00e0 la sicurezza che i computer riescono a garantire pur avendo un \u201cno-deco limit\u201d alle varie profondit\u00e0 non particolarmente esteso. In ogni caso, se uno strumento \u00e8 considerato essenziale ai fini della sicurezza, non \u00e8 su di esso che bisogna cercare di risparmiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I computer sono pieni di gadget inutili che servono solo a giustificarne il prezzo elevato\u00a0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQuesta critica \u00e8 piuttosto fondata, anche se si tratta di una tendenza che si riscontra in tutti gli strumenti elettronici di largo consumo. Riguarda cellulari, orologi, fotocamere, palmari, tablet, le cui case costruttrici basano il proprio modello di business proprio sulla continua disponibilit\u00e0 di innovazioni che a prima vista (ma anche dopo attenta riflessione) possono rivelarsi non proprio indispensabili o voluttuarie. Ma questi stimoli sono sufficienti a sostenere le vendite. Stessa cosa vale (aggiungo purtroppo) per i computer subacquei. Dico purtroppo perch\u00e9 molti extra-gadget rischiano di rivelarsi distrattivi in uno strumento di immersione, e potrebbero portare confusione in caso di emergenza.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f2f759;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Disporre di troppi dati nel display \u00e8 controindicato come averne troppo pochi, troppe funzioni non essenziali riducono la concentrazione, e obbligano a ricordare modalit\u00e0 operative non essenziali<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune funzioni tipicamente di superficie e di configurazione sono ormai disponibili anche in immersione e, con le dovute eccezioni, non mi pare un passo avanti. Come detto, pi\u00f9 che a giustificarne il prezzo, esse servono a sostenere le vendite. Pur trovando quindi la critica fondata, questa non rende certo il computer uno strumento inutile.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10023\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/DSC_8237-1-e1473845015939.jpg\" alt=\"\" width=\"810\" height=\"539\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I computer sono rigidi, non si adeguano con flessibilit\u00e0 alle situazioni operative<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQuesta \u00e8 una delle tesi maggiormente condivise ma che, a mio avviso, ha meno riscontri oggettivi. In questo caso ha un ruolo la psicologia e l\u2019orgoglio dell\u2019essere umano rispetto alla macchina. C\u2019\u00e8 chi non accetta di buon grado di obbedire ad un computer, specialmente se sente di essere un <strong><span style=\"color: #008000;\">veterano delle grandi profondit\u00e0<\/span><\/strong>, che ha sempre saputo cavarsela anche in situazioni estreme. Riluttante comunque nel bocciare definitivamente il computer, si accontenta di avversarlo facendo leva sulla caratteristica comunemente ritenuta pi\u00f9 tipica di una macchina: la <strong><span style=\"color: #008000;\">rigidit\u00e0<\/span><\/strong>.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f2f759;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">In realt\u00e0 gli attuali computer subacquei hanno una elasticit\u00e0 che non ha precedenti\u00a0<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sanno aggiornare dinamicamente il proprio livello di conservativit\u00e0 in base a molti fattori che aumentano il rischio: il comportamento del subacqueo in immersione, la temperatura, tratti di risalita con eccessiva velocit\u00e0, immersioni multiday, l\u2019intervallo di superficie osservato, la successione delle profondit\u00e0 massime in immersioni ripetitive, l\u2019introduzione di tappe profonde in funzione del profilo eseguito. Proviamo a domandarci se qualcuno ha mai avuto riscontro di un incidente capitato a causa della \u201crigidit\u00e0\u201d del computer. <strong><span style=\"color: #008000;\">Comunque, sul tema sicurezza, un minimo di rigidit\u00e0 \u00e8 una garanzia: saltare una tappa che il computer reputa obbligatoria non \u00e8 un comportamento flessibile, ma <\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong>i<\/strong>rresponsabile<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I computer forniscono dati totalmente discordanti tra loro per immersioni identiche<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nEccoci ad una critica fondata, almeno in apparenza. \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Ho fatto una immersione con il mio compagno, abbiamo raggiunto la stessa profondit\u00e0, siamo stati sempre vicini, perch\u00e9 a lui basta la tappa di sicurezza mentre il computer mi obbliga a 10 minuti di deco?<\/span><\/em><\/strong>\u201d A chi non \u00e8 capitato di dire, o sentir dire, una cosa del genere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parliamo quindi di due computer che \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">divergono<\/span><\/strong>\u201d ovvero sembrano fornire un output molto diverso a fronte di un input simile.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f2f759;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Qui bisogna distinguere i casi con una certa cura<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo fenomeno \u00e8 marginale per immersioni con un tempo di fondo limitato, mentre \u00e8 obbiettivamente pi\u00f9 marcato per immersioni profonde e con tempo di fondo maggiore, che genera una fase decompressiva consistente. Perch\u00e9? La risposta la leggeremo presto nella seconda parte di questo articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A presto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Luca Cicali\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>photo credit @andrea mucedola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/40208\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/40209\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/40212\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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