{"id":4006,"date":"2018-07-29T00:01:28","date_gmt":"2018-07-28T22:01:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=4006"},"modified":"2025-12-22T21:13:15","modified_gmt":"2025-12-22T20:13:15","slug":"le-onde-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/4006","title":{"rendered":"Conosciamo le onde del mare"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: onde, oceanografia, didattica<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualsiasi fluido, quando sottoposto ad una pressione (ovvero ad una forza applicata su una superficie), si modifica, si carica di energia e genera delle onde. Essendo l&#8217;acqua di mare un fluido, se sottoposta a fattori perturbanti come ad esempio il vento e le correnti, modifica il suo profilo superficiale (ma vedremo non solo) generando le onde che tanto amiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In fondo si tratta solo di una rotazione delle particelle d&#8217;acqua superficiali<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Sulla superficie dello specchio di mare, a causa dell&#8217;azione del vento o delle correnti, si viene a generare un moto ciclico delle particelle d&#8217;acqua che si muovono provocando la formazione delle onde. Il moto delle particelle d&#8217;onda nell&#8217;alto mare pu\u00f2 essere visto come quello su una circonferenza. Avvicinandosi alla costa, a causa della sommatoria delle forze provenienti dal fondo, diventa sempre pi\u00f9 ellittico man mano che diminuisce la profondit\u00e0 fino alla riva. Questo fattore fisico ci fa comprendere una nozione molto importante. L&#8217;effetto dell&#8217;onda \u00e8 meno percepibile con l&#8217;aumento della profondit\u00e0 sottostante, ovvero il subacqueo immergendosi subir\u00e0 sempre meno le forze di trascinamento delle onde superficiali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-40439 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Wave_motion-i18n.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"967\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Wave_motion-i18n.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Wave_motion-i18n-300x283.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Wave_motion-i18n-768x725.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Legenda: 1= Verso di propagazione dell&#8217;onda 2= Cresta 3= Cavo &#8211; la figura mostra il movimento di una particella in una onda del mare. A=Acqua profonda B=Acqua poco profonde &#8211; credito E. Zimbres &#8211; Modificata da <a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Image:Elliptical_trajectory_on_ripples.png, CC BY-SA 3.0\">Wikipedia<\/a> &nbsp;&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo di capire cosa accade. In condizioni di vento si genera un attrito tra l&#8217;aria e la superficie del mare che causa il moto delle particelle superficiali. Il moto pu\u00f2 essere rappresentato come un moto circolare. Da un punto dii vista matematica, l&#8217;onda prodotta pu\u00f2 essere scomposta in una componente orizzontale ed una verticale trasversale. Venendo a mancare l&#8217;effetto scendendo in profondit\u00e0 il moto diviene ellittico fino a scomparire quando le condizioni di perturbazione divengono insignificanti. L&#8217;azione del vento o delle perturbazioni superficiali non scompare immediatamente al cessare della causa ma pu\u00f2 continuare anche dopo che essa cessi. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto all&#8217;energia accumulata dalla massa d&#8217;acqua (il famoso mare morto) che inizialmente perdura e poi, lentamente, si esaurisce. Essendo un gioco di forze \u00e8 chiaro che se il vento gira in senso contrario lo smorzamento dell&#8217;onda sar\u00e0 pi\u00f9 rapido. Non \u00e8 raro avere situazione miste, ovvero quando alla direzione iniziale dell&#8217;onda si mescola una perturbazione proveniente da un&#8217;altra direzione causando il fastidioso fenomeno del mare incrociato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Non solo vento<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe onde, oltre che a causa del vento, &nbsp;possono formarsi per l&#8217;azione delle:<br \/>\n<strong>&#8211; <span style=\"color: #008000;\">Maree<\/span><\/strong> ovvero degli&nbsp;innalzamenti e abbassamenti (flussi e riflussi) delle acque, dovuti all&#8217;attrazione esercitata dalla Luna e dal Sole sulle masse oceaniche. Agli effetti delle maree l&#8217;attrazione lunare \u00e8 molto superiore (poco pi\u00f9 del doppio) di&nbsp;quella solare. Ci\u00f2 &nbsp;deriva dal fatto che, sebbene la&nbsp;massa del Sole sia maggiore di quella della Luna, la distanza fra la Terra e la Luna \u00e8 minore.&nbsp;Quando la Terra, la Luna e il Sole sono allineati, ovvero durante le fasi di plenilunio e di novilunio, le forze di attrazione si sommano e producono le maree di &nbsp;maggiore intensit\u00e0. Al contrario, durante le fasi di quadratura, quando la Terra, la Luna e il Sole sono disposti perpendicolarmente si verificano le oscillazioni minori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; <span style=\"color: #008000;\">Correnti marine<\/span>. <\/strong>Esse sono &nbsp;generate dalla tendenza delle acque a ristabilire il cosiddetto equilibrio idrostatico a seguito di influssi esterni. L&#8217;equilibrio delle acque viene modificato dai venti e dalla diversit\u00e0 del riscaldamento solare alle varie latitudini che, a sua volta, modifica la temperatura, la salinit\u00e0 e quindi la densit\u00e0 del mare. Un altro fattore da considerare \u00e8 l&#8217;azione di trascinamento delle masse d&#8217;acqua dovuta alla rotazione della Terra. Essa &nbsp;determina i sensi di circolazione delle grandi masse d&#8217;acqua e, di conseguenza le correnti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; <span style=\"color: #008000;\">Eventi sismici<\/span>. <\/strong>E&#8217; noto come eventi sismici come i terremoti, a causa dall&#8217;accumulo di energia, provocano i tristemente famosi tsunami. In questo caso si formano onde di notevoli dimensioni che, avvicinandosi alla costa, grazie al basso fondale, tendono ad alzarsi di parecchi metri per poi abbattersi con potenza sulla costa con effetti catastrofici. Ogni area geografica pu\u00f2 essere soggetta a questi fenomeni e, ovviamente, le aree di crisi sismiche sono le pi\u00f9 rischiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Effetto del fetch<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">La<\/span> <span style=\"color: #008000;\">dimensione delle onde dipende principalmente dal fattore che le genera<\/span><\/strong> (ad esempio dalla forza del vento) e dall&#8217;ampiezza del bacino d&#8217;acqua interessato nel tempo di applicazione dal vento (chiamata tecnicamente <strong><em><span style=\"color: #008000;\">fetch<\/span><\/em><\/strong>). Questo \u00e8 il motivo per cui in determinati bacini, con un grande fetch (come il golfo del Leone e il mar Adriatico) si possono generare onde molto alte.&nbsp;Man mano che l&#8217;onda si avvicina alla costa subisce un rallentamento dovuto all&#8217;attrito con il fondo, dissipando solo parte dell&#8217;energia. L&#8217;energia restante tende a conservarsi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-37371\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/moto-ondoso.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/moto-ondoso.jpg 1365w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/moto-ondoso-300x134.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/moto-ondoso-768x342.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/moto-ondoso-1024x456.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/moto-ondoso-1200x535.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 comporta che, sebbene&nbsp;l&#8217;onda diminuisca la sua velocit\u00e0, tender\u00e0 a crescere in ampiezza (generalmente nelle ultime decine di metri prima della linea costiera) provocando il fenomeno del frangere delle onde sulla costa. La risposta al frangente \u00e8 la risacca. E&#8217; il fenomeno che osserviamo in prossimit\u00e0 delle spiagge e che piace molto ai surfisti ma, molto meno, ai subacquei. Notate nell&#8217;immagine come man mano che si scende in profondit\u00e0 va a diminuire l&#8217;effetto dell&#8217;onda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Possibilit\u00e0&nbsp;di utilizzo delle onde per produrre energia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNon potevano terminare questa introduzione alle onde, senza parlare di un loro possibile utilizzo come generatori di energia. Non si tratta di fantascienza. Installazioni sperimentali per produrre energia dalle onde sono gi\u00e0 esistenti in tutto il mondo. ne esistono di diverse tipologie; alcuni sfruttano i movimenti delle maree altri il moto ondoso costiero, altri gli scambi termici o le correnti. Gli impianti maremotrici (delle maree) sfruttano i dislivelli prodotti dalle maree per produrre energia elettrica attraverso delle grandi turbine idrauliche. Gli impianti del moto ondoso sfruttano invece gli effetti eolici sulla superficie del mare che hanno un\u2019alta densit\u00e0 energetica. Un altro sistema allo studio \u00e8 quello di impiegare impianti a energia termica oceanica che sfruttano la differenza di temperatura dell\u2019acqua nei vari strati. Gli impianti a correnti sottomarine si avvalgono di grosse turbine sommerse che trasformano l\u2019energia cinetica delle correnti in energia elettrica.&nbsp;Questi sistemi non possono essere impiegati ovunque perch\u00e9 hanno necessit\u00e0 di particolari condizioni ambientali. Per quanto sopra \u00e8 necessario effettuare ricerche oceanografiche a priori per valutare le aree di migliori sfruttamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; color: #0000ff;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ed in Italia?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<\/span> Non tutti sanno che nella ricerca di energie rinnovabili il nostro Paese ha spesso giocato un ruolo importante. Il Politecnico di Torino ha creato una piccola societ\u00e0 che ha sviluppato un sistema per produrre energia dalle onde marine: si tratta della<strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;<a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.waveforenergy.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WaveforEnergy<\/a>.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-40436 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/isewc-1-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1707\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/isewc-1-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/isewc-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/isewc-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/isewc-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/isewc-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/isewc-1-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/isewc-1-1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ecco il prototipo, ormeggiato al fondale al largo di Pantelleria, ISWEC (potenza nominale 100 kW) ha la possibilit\u00e0 di adattarsi al moto ondoso variando la velocit\u00e0 di rotazione dei propri volani grazie ad un algoritmo di controllo basato sulle previsioni meteorologiche a lungo termine e ad un modello autoregressivo regolato sulle forme d\u2019onda che istantaneamente lo investono. \u2013 credito immagine WAVEFORENERGY<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.elettronews.com\/energia-dalle-onde-nuovo-prototipo-tutto-italiano\/\">Energia dalle onde, nuovo prototipo \u201ctutto italiano\u201d &#8211; Elettro (elettronews.com)<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il <strong><span style=\"color: #008000;\">CEO<\/span> <\/strong>di <strong><span style=\"color: #008000;\">WaveForEnergy<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Giuliana Mattiazzo,<\/span><\/strong> questa tecnologia prende spunto dall&#8217;idea che <span style=\"color: #008000;\">\u201c<\/span><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la risorsa dell\u2019onda \u00e8 pi\u00f9 densa rispetto alle altre rinnovabili<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\">\u201d<\/span><\/span>, cosa che si traduce in macchinari di minore ingombro se confrontati alle strutture oggi utilizzate per il fotovoltaico e l\u2019eolico. Cos\u00ec <strong><em><span style=\"color: #008000;\">WaveforEnergy<\/span><\/em><\/strong> ha sviluppato una soluzione poco impattante, una sorta di barca (<strong><span style=\"color: #008000;\">ISWEC<\/span><\/strong>) senza parti mobili con un sistema di conversione energetica al suo interno.&nbsp;<strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong>Il sistema, studiato appositamente per sfruttare le maree del Mediterraneo, regola la propria produttivit\u00e0 adattandosi alla lunghezza d\u2019onda del mare. Un insieme di moduli <strong><span style=\"color: #008000;\">ISWEC<\/span><\/strong> produrr\u00e0 l&#8217;energia. Dopo una prima sperimentazione a Pantelleria, iniziata nell&#8217;agosto 2017, il sistema \u00e8 ora operativo producendo 100 Kw. L&#8217;idea futura \u00e8 di collegare i moduli ad un hub centrale per fornire l\u2019energia alla rete a terra. Il sistema <strong><span style=\"color: #008000;\">ISWEC<\/span><\/strong> \u00e8 certificato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">RINA (Registro Italiano Navale)<\/span><\/strong>. Per completezza, esistono in sperimentazione altri progetti&nbsp;di dinamo in grado di produrre energia dal moto ondoso a favore di strutture in prossimit\u00e0 delle coste.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">,.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: onde, oceanografia, didattica . 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