{"id":3961,"date":"2018-09-02T02:00:43","date_gmt":"2018-09-02T02:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=3961"},"modified":"2023-05-18T21:36:23","modified_gmt":"2023-05-18T19:36:23","slug":"quello-che-tutti-gli-utenti-di-rebreather-dovrebbero-sapere-per-non-morire-di-luca-dr-deep-lucarini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3961","title":{"rendered":"Quello che tutti gli utenti di rebreather dovrebbero sapere per non morire di Luca &#8220;dr Deep&#8221; Lucarini"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 16<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/strong><a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><strong><br \/>\n<\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: ODIERNO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MEDICINA IPERBARICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: tecnica, rebreather, didattica, subacquea, miscele<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Ripubblico con piacere un interessante articolo apparso nel 2011 sulla <strong><span style=\"color: #008000;\">Rivista MARE<\/span><\/strong> nr. 22 di <strong><span style=\"color: #008000;\">Luca Lucarini<\/span><\/strong>, meglio conosciuto come Dr. Deep. L&#8217;articolo volle segnalare alcuni aspetti della sicurezza nell&#8217;uso dei <strong><span style=\"color: #008000;\">rebreather<\/span><\/strong> che, per cause diverse, avevano causato incidenti fatali ai neo utilizzatori.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L&#8217;articolo, scritto in maniera diretta, \u00e8 tecnicamente molto interessante e sicuramente offre spunti per una discussione sull&#8217;argomento.&nbsp;Il set point di 1,3 della ppO2, spesso usato dai subacquei sportivi per abbreviare la decompressione \u00e8, come suggeriva il direttore Toja della rivista MARE, &#8221; <strong><span style=\"color: #008000;\">un&#8217;abitudine insana<\/span><\/strong>&#8221; che pu\u00f2 comportare rischi inutili. In campo militare viene utilizzata una ppO2 di 0,7 &#8211; 0,9 che certamente comporta un&#8217;allungamento della decompressione ma sembra offrire maggiori vantaggi in termini di sicurezza.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DSC_8174-1-1024x681.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 DSC_8174-1-1024x681.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 18pt;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>Quello che tutti gli utenti di rebreather dovrebbero sapere per non morire<br \/>\n<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Morire qui non \u00e8 da me, morire va bene ma non per te! (Renato Zero). \u00c8 la canzone che preferisco cantare nei corrugati quando mi immergo con quell&#8217;essere immondo del mio rebreather. Le mie immersioni si svolgono prevalentemente in solitario e quindi anche se la mia voce poco intonata viene ancor pi\u00f9 deformata dall&#8217;elio nessuno tra gli abitanti dei fondali marini sembra aversene a male. <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La percezione del rischio viene vissuta dai meno esperti con l&#8217;equazione probabilit\u00e0 per esito per fattore di indignazione. I <strong><span style=\"color: #008000;\">rebreather<\/span><\/strong> non fanno eccezione e di conseguenza vengono considerati alla stessa stregua dello squalo bianco che notoriamente fa meno vittime delle api. <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Ci\u00f2 non toglie che specie negli ultimi periodi c&#8217;\u00e8 stato un netto aumento delle morti da parte di coloro che utilizzavano i rebreather e, secondo talune statistiche direi un po&#8217; manipolate, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">eCCR<\/span><\/strong> (rebreather a circuito chiuso elettronico) sarebbe 900 volte pi\u00f9 pericoloso del circuito aperto (<strong><span style=\"color: #008000;\">ARA<\/span><\/strong>).&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Inoltre, bisogna sottolineare che ci troviamo di fronte ad un periodo critico (n.d.r. l&#8217;articolo fu scritto nel 2011) dove si sta cercando di aprire le porte per un utilizzo del rebreather a livello di subacquea ricreativa. Insomma, siamo forse in procinto di vedere innescata una miscela esplosiva. Il rebreather \u00e8 un LSS ovvero un Life Support System. Un rebreather ben concepito e ben realizzato fornisce all&#8217;utilizzatore tutte le risorse necessarie a sopravvivere.&nbsp;La preparazione tecnica permette di riconoscere, intercettare e risolvere i problemi che possono insorgere in un rebreather. Il bail-out costituisce un&#8217;ulteriore sicurezza.&nbsp;In teoria siamo di fronte ad un sistema blindato a prova di errore. A questo punto \u00e8 necessario analizzare i punti chiave che secondo il mio parere risultano essere le criticit\u00e0 del sistema Uomo\/Rebreather.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Tralasciando il discorso attitudine, ovvero le reali capacit\u00e0 psico-motorie dell&#8217;individuo che dovrebbe utilizzare il rebreather, vorrei sottolineare le scarse conoscenze che molti rebreatheristi (tra cui diversi istruttori) hanno sul funzionamento dei rebreather e sui fenomeni fisiologici che sono coinvolti nel loro utilizzo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Richard Pyle<\/span><\/strong> sostiene che nel percorso formativo di un subacqueo che utilizza il rebreather esiste un periodo che egli definisce &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Window of Death<\/span><\/strong>&#8220;, che si pu\u00f2 inquadrare intorno alle 40 ore di utilizzo di tali apparecchiature, dove il rischio d&#8217;incorrere in problemi con esito fatale risulta essere statisticamente pi\u00f9 elevato.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">In tale lasso temporale si verifica quella che in gergo viene definita <strong><span style=\"color: #008000;\">over confidence<\/span><\/strong> ovvero la presunzione che ormai si abbiano le conoscenze sufficienti per gestire al meglio l&#8217;utilizzo del rebreather. Evidentemente non \u00e8 cos\u00ec. In relazione a questo si dovrebbe pretendere che le agenzie didattiche in accordo con le aziende costruttrici prolunghino la durata dei corsi formativi fino ad un numero di ore spese in acqua che si avvicini al periodo della &#8220;Window of Death&#8221;. Commercialmente ci\u00f2 sarebbe ovviamente disastroso!<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/facebook-DSC_8237-.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 facebook-DSC_8237-.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un altro aspetto interessante, anche da un punto di vista sociologico, \u00e8 costituito dalle motivazioni per cui un sub ha la necessita di dover ricorrere all&#8217;uso del rebreather.<\/span>&nbsp;<\/strong> Escludendo una ristretta cerchia di speleosub, profondisti ed esploratori, la maggior parte di coloro che usano il rebreather in realt\u00e0 non ne avrebbe assolutamente bisogno.&nbsp; <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Vedere durante i week end dei sub che si immergono con dei reb a 40 &#8211; 60 m con profili ridicoli dove un bibomobola da 10 + 10 sarebbe quasi sprecato, \u00e8 gi\u00e0 di per se fonte di perplessit\u00e0, che diventa ilarit\u00e0 quando tali subacquei si giustificano sostenendo che con il reb in quel tipo di immersioni si accorcia la deco anche di 30 minuti. Al contempo c&#8217;\u00e8 per\u00f2 da rilevare che molte di queste stesse persone durante la settimana sono recluse in uffici o fabbriche del cavolo per intere giornate e quando escono vengono catapultate dentro le loro lattine con le ruote in un traffico alienante sopportando il tutto senza fiatare ma, nel momento in cui dovrebbero divertirsi di pi\u00f9, ovvero sott&#8217;acqua, vogliono fare di tutto per uscirne prima.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L&#8217;altra cosa che non riesco a concepire \u00e8 il fatto che questa tipologia di persone ha la tendenza ad avvicinarsi e a comprare tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere assimilato ad attrezzature in stile militare nel tentativo di assomigliare quanto pi\u00f9 possibile ad un incursore della Marina Militare. Quanto pi\u00f9 \u00e8 nero e pericoloso tanto pi\u00f9 attira questi sub.<br \/>\n<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> Inoltre, i rebreatheristi hanno la tendenza a riunirsi, a disdegnare chi non la pensa allo stesso modo, a formare forum su internet, insomma a fare &#8220;setta&#8221;.<\/span> <\/strong>L&#8217;obnubilamento della capacit\u00e0 di giudizio \u00e8 tipico di colui che entra a far parte di queste sette e comincia a sentenziare su internet e a farsi sostenitore dei prodotti che utilizza la sua setta con l&#8217;intima convinzione della giustezza delle sue asserzioni. Basti pensare al successo commerciale dei braccialetti che dovrebbero servire a migliorare l&#8217;equilibrio. Molti dei test effettuati con questi braccialetti ottengono dei risultati (falsi) positivi, grazie ad un meccanismo psicologico che coinvolge tramite suggestione pi\u00f9 l&#8217;inconsapevole tester di quanto non influenzi il soggetto testato. Alcuni modelli di reb, gav, pinne, mute ed erogatori hanno lo stesso effetto sulle labili menti di alcuni adepti delle sette.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; color: #008000;\">Spesso la differenza tra la vita e la morte non dipende dalla concezione del rebreather ma dall&#8217;attitudine del subacqueo. Come per il circuito aperto, la maggior parte delle morti risultano essere secondarie a palesi errori dell&#8217;utilizzatore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; color: #008000;\">\u00c8 altrettanto vero che un LSS ideale dovrebbe \u2026.. essere &#8220;stupid proof&#8221;!<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"> A chi non \u00e8 mai capitato di scendere in acqua dimenticandosi della zavorra o del computer? La domanda che ogni rebreatherista dovrebbe farsi prima di ogni immersione \u00e8 la seguente: in tutta onest\u00e0 sono oggi preparato a porre in gioco la mia vita puntando sulle mie conoscenze e abilit\u00e0? La cosa sconvolgente \u00e8 che talvolta a morire sono quelli che vengono considerati i pi\u00f9 bravi, quelli che erano di esempio agli altri, quelli da cui si poteva solo imparare; allora c&#8217;\u00e8 qualcosa che non quadra, che non ci dicono o semplicemente lo stato dell&#8217;arte rebreather (reb) non \u00e8 maturato a sufficienza.&nbsp; In questa sede il mio obiettivo non \u00e8 certamente quello di criticare le filosofie dei loop dei diversi reb in commercio, oppure analizzare come ovviare ad eventuali problemi che il reb pu\u00f2 presentare sott&#8217;acqua: ci sono bravi istruttori (molto pochi!) e buoni manuali per consigliare come e quale rebreather \u00e8 meglio utilizzare.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Vorrei invece tentare di evidenziare quei lati oscuri che lasciano senza parole i medici legali e i periti che devono dare risposta alle famiglie in attesa di capire&nbsp;perch\u00e9&nbsp;i loro cari sono deceduti anche se il rebreather&nbsp;non ha dato segni di malfunzionamento. Personalmente ritengo che ci siano gi\u00e0 i presupposti e le conoscenze sufficienti per capire il perch\u00e9 di molte morti &#8220;immeritate&#8221; da o con il rebreather.&nbsp;Purtroppo queste conoscenze sono per lo pi\u00f9 nascoste nei meandri di PubMed ovvero tra una moltitudine di pubblicazioni mediche mondiali e che solo sporadicamente trattano di medicina iperbarica ma pi\u00f9<\/span> <span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">frequentemente di altre branche della medicina da dove per\u00f2 si possono estrapolare delle conoscenze fisiologiche adattabili all&#8217;uso del rebreather.&nbsp;Partendo da un&#8217;attenta analisi di pubblicazioni<\/span> <span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">che magari trattavano di bronco-pneumopatie ostruttive oppure dove i soggetti studiati erano semplicemente topi o capre e, con l&#8217;aiuto non trascurabile della mia ormai lunga esperienza subacquea, ho formulato delle ipotesi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La CO<sub>2<\/sub>: qual \u00e8 il suo ruolo?<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span>Non l&#8217;avevo considerato! \u00c8 assolutamente sbagliato assimilare la <sub>CO2<\/sub> come una sostanza venefica al pari dell&#8217;arsenico nell&#8217;acqua per cui sarebbe opportuno che non ve ne fosse traccia nel nostro organismo; in pratica non \u00e8 vero che pi\u00f9 ne riusciamo ad eliminare e pi\u00f9 ci sentiamo in salute. Ci sono tutta una serie di teorie dove si sostiene che una giusta quantit\u00e0 di anidride carbonica svolga un ruolo chiave per il corretto metabolismo cellulare. Basti pensare a tutti i concetti del metodo<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Buteyko_method\"> Buteyko<\/a> che sta facendo dei proseliti in tutto il mondo anche in chiave sportiva oltre che di wellness.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Ci sono ricerche scientifiche che dimostrano che l&#8217;ossigenoterapia normobarica per alcune patologie polmonari risulta pi\u00f9 efficace se nella miscela respiratoria insieme all&#8217;ossigeno si aggiunge una piccola quantit\u00e0 di CO<sub>2<\/sub>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Tornando a cose subacquee \u00e8 interessante ricordare che il sesso della <em><span style=\"color: #008000;\"><strong>Bonellia viridis<\/strong> <\/span><\/em>(quello strano animale marino di color verde che possiamo vedere a volte nascosto fra i sassi del fondo) \u00e8 determinato dalla maggiore o minore presenza di CO2. Chi s&#8217;interessa di <strong><span style=\"color: #008000;\">rebreather<\/span><\/strong> e di <strong><span style=\"color: #008000;\">full face mask<\/span> <\/strong>si sar\u00e0 di sicuro imbattuto per errore in siti dove compaiono procaci ragazze che indossano mute in <strong><span style=\"color: #008000;\">LaTex<\/span><\/strong> e appunto maschere gran facciali.&nbsp; Per i meno pervertiti \u00e8 quindi necessario spiegare che tra i disturbi psicosessuali esiste l&#8217;asfissia autoerotica!&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Spesso, dopo immersioni in condizioni non ottimali e dopo aver trasportato pesi allucinanti su mezzi ondeggianti, si ha comunque l&#8217;impressione di aver fatto una bella esperienza. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vi siete mai chiesti il perch\u00e9?&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDurante l&#8217;attivit\u00e0 sportiva intensa, il sangue, anche dopo aver effettuato un passaggio attraverso i polmoni, resta ancora in parte carico di CO2 e relativamente povero di O2. Tale aumento ematico di anidride carbonica viene captato dai chemiorecettori a livello ipotalamico-ipofisario e induce nell&#8217;ipofisi un aumento della sintesi di beta-endorfine e di ACTH.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Sarebbe bello capire dove finisce l&#8217;intossicazione da CO2 e inizia la narcosi da azoto: personalmente ho potuto constatare che i sintomi sono spesso sovrapponibili. Come sostiene Tom Mount sarebbe opportuno avvicinarsi alla conoscenza degli 8 metodi di respirazione Tai-Chi-Chuan ed in particolare della &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">respirazione purificante<\/span><\/strong>&#8220;, dove l&#8217;espirazione dura molto pi\u00f9 dell&#8217;inspirazione! Nel 1878 P. Bert dimostr\u00f2 l&#8217;autointossicazione di animali da parte della loro CO2 in ambienti <span style=\"color: #000000;\">iperossigenati.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c8 importante ricordare l&#8217;effetto Haldane<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n(Ndr: L&#8217;effetto Haldane prevede che il legame dell&#8217;O2&nbsp;all&#8217;emoglobina renda il sangue pi\u00f9 acido, e quindi faciliti lo spostamento dell&#8217;anidride carbonica dal sangue agli&nbsp;alveoli. L&#8217;emoglobina resa pi\u00f9 acida rende pi\u00f9 difficile il legame con l&#8217;anidride carbonica (carbamminoemoglobina), liberando maggiormente CO<sub>2<\/sub>). A livello dei tessuti produciamo normalmente 40 ml\/l di CO2 che \u00e8 circa 1\/10 della CO2 presente nel sangue (in massima parte come HCO3-) &#8211; L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">emoglobina deossigenata<\/span><\/strong> (Hb) lega meglio la <strong><span style=\"color: #008000;\">CO2<\/span><\/strong> formando composti carboammino-emoglobinici (effetto Haldane).&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">effetto Haldane<\/span><\/strong> \u00e8 responsabile di circa la met\u00e0 dell&#8217;anidride carbonica che viene scambiata a livello dei tessuti e trasportata nel sangue. &nbsp;In pratica, l&#8217;affinit\u00e0 dell&#8217;anidride carbonica (CO2) per l&#8217;emoglobina dipende dallo stato di ossigenazione della stessa. <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">A livello tissutale: <strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;Hb deossigenata<\/span><\/strong> lega meglio la <strong><span style=\"color: #008000;\">CO2<\/span><\/strong> (alta affinit\u00e0) formando composti carboammino-emoglobinici (<strong><span style=\"color: #008000;\">HbCO2<\/span><\/strong>), a livello alveolare la formazione di HbO2 riduce l&#8217;affinit\u00e0 della CO2 e H+ per l&#8217;Hb (bassa affinit\u00e0) cos\u00ec la CO2 che si libera viene scambiata con l&#8217;alveolo ed espulsa. <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Ora deve risultare chiaro che, quando siamo in superficie, la presenza della giusta piccola quantit\u00e0 di CO2 nei vari distretti del nostro organismo, \u00e8 perfettamente fisiologica, ma durante l&#8217;immersione la possibilit\u00e0 che questa piccola percentuale vari e diventi mortale \u00e8 palese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ipotesi di CO2 hit da rebreather<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nImmaginiamo ora il classico subacqueo che si mette sulle spalle il rebreather e si accinge a fare un&#8217;immersione che pu\u00f2 discostarsi per certi versi da quella in circuito aperto (CA) dove al variare della profondit\u00e0 inevitabilmente corrisponder\u00e0 un aumento o una diminuzione della pPO2. Con il CCR ci\u00f2 non accade e la pPO2 rimane stabile e quanto pi\u00f9 alta si riesce a mantenere tanto meno decompressione ci indicheranno i software decompressivi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bubble check <\/span><\/strong>effettuato il nostro sub scende con&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">discesa con set point (S.P.) 0.7; talvolta i sub hanno difficolt\u00e0 a mantenere il S.P. in relazione alla percentuale di ossigeno del diluente.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Il ritmo respiratorio scende in relazione all&#8217;iperossia (Lambertsen) ed all&#8217;insensato background del circuito aperto. Ancora nei diving ci si vanta di uscire dall&#8217;acqua con pi\u00f9 aria degli altri!&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L&#8217;ossigeno determina un decremento della frequenza e della gittata cardiaca.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Durante la discesa lo scrubber viene raffreddato dall&#8217;immissione di elio (poco rilevante).&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L&#8217;iperossia comporta una vasocostrizione periferica specie al livello del SNC.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Aumentando il S.P. ci avviciniamo a quella condizione dove l&#8217;ossigeno fisicamente disciolto diventa sufficiente a mantenere le funzioni vitali.<\/span><\/strong><br \/>\nIn questa condizione non c&#8217;\u00e8 deossigenazione dell&#8217;emoglobina e quindi nei tessuti c&#8217;\u00e8 minor rimozione di CO2 da parte dell&#8217;emoglobina proprio quando sul fondo il sub diventa operativo e il suo metabolismo si impenna! <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Il sub arrivato sul fondo imposta il S.P. a 1.3. Recenti studi (Leite MS 2010) hanno evidenziato che gi\u00e0 a 1.4 si possono avere alterazioni strutturali del glomo carotideo (edema intracellulare e perossidazione dei lipidi) con conseguente deviazione del flusso ematico intraglomico. Risultato, minor ventilazione e CO2 che non viene rimossa!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;ipoventilazione<\/span> <\/span><\/strong>(culturale ed indotta) crea una CO2 retention (non certo ipossia con PO2 di 1.3) che va a colmare il buffer del sistema tampone dell&#8217;anidrasi carbonica creando acidosi. Il subacqueo ancora non si accorge di nulla in quanto \u00e8 stato dimostrato che un sub pu\u00f2 tollerare percentuali di CO2 del 2% per 15 minuti senza avvedersene; ma la coperta \u00e8 ormai diventata irrimediabilmente corta!&nbsp; A questo punto il nostro sub sta faticando sul fondo e &#8220;lavorando duro&#8221; ci sar\u00e0 contemporaneamente anche un aumento del lavoro respiratorio (WOB).&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Ci\u00f2 che risulta paradossale, \u00e8 che si \u00e8 visto che se il WOB (Work Of Breathing &#8211; lavoro respiratorio)&nbsp;si mantiene basso anche un contenuto di CO2 del 4% del gas ventilato non affligge di molto le performance individuali. Per contro anche con percentuali di CO2 inferiori c&#8217;\u00e8 un forte impatto negativo in caso di incremento delle resistenze respiratorie.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Le performance cognitive del subacqueo sono il punto critico. La catastrofe \u00e8 direttamente dipendente dalla CO2. Ci sono esperimenti che sono stati effettuati con (<a title=\"Rebreather\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rebreather\">rebreather<\/a> a circuito chiuso) , dove si evince il ruolo chiave della CO2 nel potenziamento logaritmico della narcosi da profondit\u00e0.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Normalmente, ad aumentati livelli di CO2 c&#8217;\u00e8 una risposta con l&#8217;aumento del ritmo respiratorio. Alcuni individui non rispondono adeguatamente e vengono definiti &#8220;CO2 retainers&#8221;. Esposizioni croniche alla CO2 rendono alcune persone tolleranti alla CO2 e si verifica una sorta di acclimatazione. I centri respiratori una volta diventati progressivamente tolleranti agli alti livelli di CO2 saranno stimolati dalla sola ipossiemia che non si avr\u00e0 mai in considerazione del set point a 1.3 o pi\u00f9.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><br \/>\nNei casi di pazienti con <strong><span style=\"color: #008000;\">COPD<\/span><\/strong> (chronic obstructive pulmonary disease) si rileva una sindrome da narcosi di CO2!&nbsp;Questa Sindrome viene considerata potenzialmente letale anche per queste persone che trascorrono gran parte della loro giornata a letto attaccate al tubo dell&#8217;ossigeno! La fisiologia umana si trova spiazzata da un evento che filogeneticamente ed ontogeneticamente risulta ossimorico. Infatti l&#8217;organismo \u00e8 in grado di sopportare bassi livelli di ossigeno se c&#8217;\u00e8 contemporaneamente un elevato livello di CO2: senza elevata CO2 (0.07) sul Monte Everest una persona va in black out in 10-50 secondi.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Un black out ipossico in apnea si verifica solamente a 0.03 \/0.05 bar di ppO grazie all&#8217;elevata CO2! Chi sono questi subacquei retainers? In modo ovvio si va ad individuarli negli Hard Hat (Navy Experimental Diving Unit), negli apneisti, nei sommergibilisti che fanno esercitazioni per il submarine escape e nei subacquei esperti (pausa respiratoria). Tutti i sopra citati hanno la tendenza a ritenere CO2 rispetto alla media, anche se non esiste una linea di demarcazione ben precisa.&nbsp;Comunque la &#8220;sleep apnea&#8221; risulta di gran lunga la causa pi\u00f9 comune di acclimatazione alla CO2! Ricercatori della Israel Naval Medical Institute hanno dimostrato che attraverso un adeguato allenamento si riesce a migliorare la capacit\u00e0 dei subacquei e a riconoscere situazioni di ipercapnia e concludono cos\u00ec:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; color: #008000;\">\u201cWe conclude that CO2 recognition training improves the diver&#8217;s capability to detect CO2. We suggest that a diver who is both a poor CO2 detector and a CO2 retainer will be prone to CNS-oxygen toxicity\u201c.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Thalmann (USN) sostiene che le sensazioni di &#8220;fame d&#8217;aria&#8221;, pur se allenate, in realt\u00e0 sono inaffidabili, ed il primo segno di ipercapnia potrebbe essere la perdita di coscienza.&nbsp; Conferma inoltre che la fame d&#8217;aria pu\u00f2 essere dovuta sia a livelli di ossigeno bassi che ad alti livelli di CO2. In immersione ed in particolare con il rebreather, il livello di ossigeno \u00e8 sempre alto, eliminando la pi\u00f9 potente causa ipossica, lasciando solo la CO2 come possibile stimolo.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La CO2 ha effetti narcotici e deprime la capacit\u00e0 di giudizio, al punto che diminuisce anche la sensazione di difficolt\u00e0 respiratoria provocata dalla dispnea. In queste condizioni il subacqueo potrebbe continuare ad operare fintanto che la perdita di coscienza \u00e8 il primo sintomo a comparire.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Eravamo rimasti al momento in cui il subacqueo con rebreather aveva iniziato a lavorare duro sul fondo<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Se il sub non \u00e8 un CO2 retainer inizier\u00e0 a adattare il suo ritmo respiratorio all&#8217;ipercapnia seppur con ritardo e in modo mitigato dai fenomeni prima descritti. Ora per\u00f2 il lavoro si fa ancora pi\u00f9 duro e si supera la soglia aerobica iniziando cos\u00ec a produrre acido lattico (acidosi metabolica), ma gli alti livelli di O2 inficiano una corretta risposta dei chemiorecettori.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">A questo punto all&#8217;iniziale vasocostrizione ci sar\u00e0 un effetto rimbalzo provocato dall&#8217;enorme quantit\u00e0 di CO2 che si \u00e8 accumulata a livello tissutale e che d&#8217;improvviso viene &#8220;vomitata&#8221; nel torrente circolatorio. Si aggiunga che sul fondo avremo anche la massima densit\u00e0 della nostra miscela respiratoria con innalzamento del lavoro respiratorio (WOB) (Bookspan).&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">In passato in neuropsichiatria, in alternativa all&#8217;elettroshock, si utilizzava l&#8217;esposizione ad elevate concentrazioni di CO2 che portavano il paziente a convulsivare in tempi che andavano da 1 a 3 minuti. Con percentuali di CO2 del 20% pu\u00f2 essere sufficiente un solo atto respiratorio per rendere un individuo mentalmente incapace. Sperimentalmente si \u00e8 visto che dopo prolungate esposizioni ad elevatissime concentrazioni di CO2 il passaggio repentino (bailout) alla respirazione di miscele non pi\u00f9 ipercapniche porta alla fibrillazione ventricolare e alla morte.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Presumibilmente tali aritmie sono conseguenza dell&#8217;impossibilit\u00e0 di tornare alla normale eccitabilit\u00e0 cardiaca a causa della incapacit\u00e0 di ripristino dello scambio ionico indotta dalla prolungata ipercapnia (aumento nel sangue&nbsp;della concentrazione di CO2)&nbsp;(Lambertsen).&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Abbiamo visto quindi, che in condizioni iperbariche, l&#8217;Hb ritorna al sistema venoso ancora satura di O2. Ci\u00f2 porta ad una riduzione di drenaggio della CO2 da parte dell&#8217;Hb (emoglobina). Nel cervello, quando l&#8217;Hb del sangue venoso di ritorno \u00e8 satura con l&#8217;O2, la pp della CO2 nello stesso sangue venoso \u00e8 aumentata di circa 7.5 mBars (Oriani).&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Naturalmente questa CO2 che si accumula nel SNC (sistema nervoso centrale) produce un abbassamento del pH intra ed extracellulare. Da recenti ricerche (Takmakov &#8211; Alexandrov &#8211; Palazzo) sembra che un ruolo rilevante sia dovuto all&#8217;aumento di H+ (Hydrogenioni: ione idrogeno) nel contesto del SNC.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Infatti gli H+, non passando attraverso la barriera ematoencefalica in associazione alle potenziali implicazioni vasomotorie indotte dalla CO2, possono trovare giustificazione nella <span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/medical-dictionary.thefreedictionary.com\/Reversed+Robin+Hood+Syndrome\">RRHS (Reversed Robin Hood Syndrome)<\/a>.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Tornando al sub che \u00e8 ormai sopravvissuto alla CO2 HIT, dobbiamo rilevare che nel suo organismo ormai abbiamo una situazione dove, oltre ad un livello alto di O2, si \u00e8 raggiunto anche un alto livello di CO2.&nbsp;La vasodilatazione periferica specie a livello del SNC apre le porte all&#8217;iperossia e quindi, come ormai professano da anni i ricercatori israeliani, la tossicit\u00e0 al SNC \u00e8 funzione della CO2.&nbsp;Durante la seconda guerra mondiale molti subacquei che utilizzavano l&#8217;ARO hanno sperimentato sulla propria pelle le conseguenze dell&#8217;iperossia tanto da idealizzare un ipotetico mostro mitologico.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Precedentemente ho ricordato l&#8217;effetto Haldane , quindi ora non posso esimermi di fare altrettanto con l&#8217;effetto Bohr (n.d.r.&nbsp;rilascio di molecole di O2&nbsp;da parte dell&#8217;emoglobina&nbsp;quando questa \u00e8 influenzata dalla concentrazione di H<sup>+<\/sup> e CO<sub>2).&nbsp;<\/sub>Le variazioni di affinit\u00e0 dell&#8217;Hb per l&#8217;O2 sono determinate da variazioni di pCO2 e di pH e sono alla base dell&#8217;effetto Bohr che ha conseguenze sia sull&#8217;assunzione di O2 a livello polmonare, che sulla sua cessione a livello tissutale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">&#8211; a <strong><span style=\"color: #008000;\">livello polmonare<\/span><\/strong>, l&#8217;assunzione di O2 \u00e8 favorita dalla contemporanea eliminazione di CO2<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">&#8211; a <strong><span style=\"color: #008000;\">livello tissutale<\/span><\/strong>, la cessione di O2 \u00e8 favorita dalla contemporanea assunzione di CO2.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">tossicit\u00e0 dell&#8217;ossigeno<\/span> <span style=\"color: #008000;\">si estrinseca attraverso la produzione di radicali liberi<\/span><\/strong>, sebbene l&#8217;esatto meccanismo non sia stato ancora ben capito. Studi effettuati su centinaia di subacquei dimostrano che \u00e8 spesso impossibile identificare i segni dell&#8217;instaurarsi dell&#8217;avvelenamento da O2 del SNC. &nbsp;E anche quando le convulsioni sono precedute da un&#8217;aura, di solito l&#8217;attacco convulsivo avviene in tempi immediatamente successivi, tali da non permettere al sub di prendere provvedimenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L&#8217;input visivo \u00e8 estremamente importante. Al buio i tempi di convulsione sono pi\u00f9 corti nei topi (Bittermann). Input sonori aumentano la latenza del FED (First Electrical Discharge). Utilizzando miscele respiratorie gli attacchi convulsivi avvengono a PPO2 minori rispetto alla respirazione di solo O2.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Lamphier sostiene che dipenda da un aumentato WOB che fa aumentare la CO2 che potenzia la tossicit\u00e0 grazie ad un maggior flusso ematico cerebrale. La Swedish Defence Research Agency (2007) durante esperimenti condotti su gruppi di capre per sperimentare submarine escape da 240 mt. ha evidenziato il ruolo determinante della CO2 nello scatenare attacchi convulsivi.&nbsp;Le ricerche di Natoli e Vann testimoniano che gli individui pi\u00f9 proni alla tossicit\u00e0 al SNC sono coloro che hanno una minore risposta ventilatoria allo stimolo della CO2 confermando i precedenti studi di Lamphier. Hanno inoltre evidenziato che l&#8217;immersione della faccia provoca un aumento del volume sanguigno cerebrovascolare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">In pratica, va evitato come la peste ci\u00f2 che consigliava Bret Gilliam in base alle osservazioni di Hickey sul &#8220;riflesso mammale&#8221;. Va sicuramente bene per i mammiferi marini e per gli apneisti ma di certo non per i rebreatheristi!&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Gilliam,Watson e Exley immergevano la loro testa senza maschera e senza cappuccio per 5 minuti al fine di stimolare il diving reflex: <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">pulsazioni ridotte (12-15\/min), ritmo respiratorio rallentato (2 atti\/min.), minori consumi di gas e migliore coordinazione in profondit\u00e0.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">In <strong><span style=\"color: #008000;\">Deep Diving<\/span><\/strong>, Gilliam, entusiasta di quanto sopra scritto, conclude per\u00f2 che il fenomeno andrebbe meglio analizzato dalle autorit\u00e0 scientifiche! Se questo auspicio si fosse realizzato forse oggi conteremo qualche vittima in meno! Non va dimenticato il ruolo delle &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">heat shock proteins&#8221; (HSP)<\/span><\/strong> che sembra svolgano un ruolo importante in quello che appare essere una sorta di mitridatismo all&#8217;iperossia un tempo inopinato. (Arieli)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; color: #008000;\">Le attuali ricerche confermano che esiste una heat acclimatation memory, ovvero un individuo gi\u00e0 precedentemente esposto necessita solamente di 2 gg. per &#8220;riattivare&#8221; le HSP contro 30 gg. di un novizio (Tetievsy) &#8211; Royal Navy (K. Donaldson)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Vi \u00e8 una grande variazione individuale nella sensibilit\u00e0 e nel tempo di insorgenza di sintomi. Questa \u00e8 quella che viene definita come &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">tolleranza all&#8217;ossigeno<\/span><\/strong>&#8220;. Rispetto alle esposizioni a secco, durante l&#8217;immersione diminuisce molto la tolleranza all&#8217;ossigeno, diminuendo i tempi di esposizione fino a un fattore di quattro o cinque. <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">I medici iperbarici sostengono che in decenni di professione hanno visto pochi soggetti andare in convulsione all&#8217;interno delle loro camere alimentando cos\u00ec la convinzione che 1.6 sia un limite estremamente conservativo!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L&#8217;esercizio riduce molto la tolleranza all&#8217;ossigeno. Immersioni in acque molto fredde (&lt;49 \u00b0 F \/ 9 \u00b0 C) o molto calde (&gt; 88 \u00b0 F \/ 31 \u00b0 C) sembrano diminuire la tolleranza all&#8217;ossigeno. Una ricerca condotta presso la <strong><span style=\"color: #008000;\">Navy Experimental Diving Unit (NEDU)<\/span><\/strong> nel 1986 ha specificamente esaminato come esposizioni di breve durata a pressioni parziali di ossigeno di 2.0 ATA o maggiori avrebbero un impatto sul tempo complessivo di tolleranza all&#8217;esposizione a 6 metri riducendolo in modo sostanziale.&nbsp;Questo giustifica casi come quello accaduto ad un tekky sul Lusitania che ha avuto convulsioni a sei metri a fine immersione (Thalmann). Da anni una serie di ricercatori si sono avvicendati a testimoniare l&#8217;importanza degli air breaks durante la somministrazione di ossigeno iperbarico. ( <strong><span style=\"color: #008000;\">Clark &#8211; Lambertsen- Hampson &#8211; Atik -Davis &#8211; Zwart-Harabin<\/span> <\/strong>).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Di recente (Clark) ha evidenziato l&#8217;importanza di estendere i 5 min di hypoxy breaks a 10 min. In ultima analisi ci\u00f2 che distingue il CA dal rebreather (eCCR) \u00e8 appunto la dinamicit\u00e0 di quest&#8217;ultimo di mantenere una costante (spesso troppo alta) ppO2.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"> Tralasciando tutta una lunga serie di considerazioni elettriche ed elettroniche riguardo i sensori di ossigeno, oggetti da 2 lire nati per altre applicazioni e che sono in definitiva la vera anima di macchine che costano diverse migliaia di euro, si pu\u00f2 facilmente intuire che ci possono essere diverse fasi dove si va oltre il SP.&nbsp;Al contrario del CA, dove nei vari cambi gas, ci sono enormi fluttuazioni della&nbsp;ppO2 verso il basso, in un buon eCCR non si verificano se non verso l&#8217;alto.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">In caso di momentanei superamenti dei limiti fisiologici della tossicit\u00e0, il CA permette ai sistemi biochimici del nostro organismo di tamponare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">eCCR<\/span><\/strong> non ci regala nessuna opportunit\u00e0 se non adeguatamente istruito (ingannato!). \u00c8 interessante ricordare che esistono una lunga serie di fenomeni ancora controversi e scarsamente studiati come l&#8217;Off Oxygen Effect (OOE).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Questo \u00e8 quanto si pu\u00f2 leggere anche semplicemente gironzolando su internet:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em><span style=\"color: #008000;\"> The &#8220;off oxygen effect&#8221; is a hazard encountered by technical divers performing deep dives and travel gases. The off oxygen effect happens when a diver breathing a high oxygen mix (usually travel gas) reaches the MOD for that mix, switches to bottom mix and keeps descending at a fast rate. This means that the high oxygen mix did not have enough time to be flushed away by the bottom mix and thus the body is still exposed to it. In turn, partial pressures of oxygen are elevated beyond maximum limits and a CNS hit may occur<\/span><\/em><\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Secondo altri si verifica anche dopo cessazione improvvisa della respirazione di miscele con alte ppO2 a miscele con ppO2 molto pi\u00f9 basse come ad esempio un bailout o semplicemente il raggiungimento della superficie dai 6mt. (punto 2 del &#8220;Quadruple Whammy&#8221; di R. Pyle).<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/karwela-DSC_8745-1-1024x682.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 karwela-DSC_8745-1-1024x682.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Per quale motivo spingo sul SP dell&#8217;ossigeno?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Per accelerare la DECO e uscire prima dall&#8217;acqua! Se proprio voglio accelerare \u00e8 preferibile una pre-ossigenazione a 6 mt mentre faccio il bubble check e mi controllo scetticamente la linearit\u00e0 di risposta delle sonde. 10 minuti prima in talune circostanze mi valgono 30 dopo.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Quanto sopra a dimostrazione di innumerevoli e ancora poco studiati meccanismi fisiologici e biochimici con cui l&#8217;organismo umano non ha potuto confrontarsi e subire un&#8217;adeguata selezione evolutiva in quanto solo da pochissimo si \u00e8 dovuto relazionare con ambienti iperbarici: l&#8217;Homo aquaticus \u00e8 ancora lontano e il sub attuale non si illuda nell&#8217;idealizzare il rebreather che ha sulle spalle al pari del tappeto volante di Aladino!&nbsp;<\/span><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; color: #008000;\">La conclusione \u00e8 che il modello di rebreather \u00e8 importante come lo sono i sistemi di bailout, tutti i what-if e le attitudini del subacqueo; ma, sfortunatamente, non contano nulla una volta che lo stesso perde coscienza l\u00e0 sotto!<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; color: #008000;\">P.S. Ci\u00f2 che ho scritto ha la pretesa di essere motivo di stimolo per le autorit\u00e0 scientifiche che dovrebbero comunicare ai subacqueo le loro conoscenze affinch\u00e9 si riesca a stilare anche per i rebreather un Blueprint for Survival di Exleyana memoria.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Luca Lucarini<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>photo credit andrea mucedola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo&nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 16<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: SUBACQUEA PERIODO: ODIERNO AREA: MEDICINA IPERBARICA parole chiave: tecnica, rebreather, didattica, subacquea, miscele . 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