{"id":38939,"date":"2020-03-16T00:10:10","date_gmt":"2020-03-15T23:10:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=38939"},"modified":"2023-09-30T18:44:17","modified_gmt":"2023-09-30T16:44:17","slug":"influenza-delle-tempeste-solari-sulla-atmosfera-terrestre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/38939","title":{"rendered":"Influenza delle tempeste solari sull&#8217;atmosfera terrestre"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: METEOROLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: NA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: EMISFERO BOREALE E AUSTRALE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: macchie solari, dinamo solare, atmosfera, tempeste elettromagnetiche, clima<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-15947 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Aurora_Borealis_Alaska.jpg\" alt=\"\" width=\"3008\" height=\"1960\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Aurora_Borealis_Alaska.jpg 3008w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Aurora_Borealis_Alaska-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Aurora_Borealis_Alaska-1024x667.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 3008px) 100vw, 3008px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Elson Air Force Base, Alaska &#8211; L&#8217;Aurora Boreale brilla sopra il lago Bear. Le luci sono il risultato di particelle solari che si scontrano con i gas nell&#8217;atmosfera terrestre. I primi eschimesi e indiani credevano che fossero le anime degli animali che danzavano nel cielo o le anime dei nemici caduti in battaglia che cercavano di risorgere (U.S. Air Force photo credit Senior Airman Joshua Strang)<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le spettacolari tempeste solari che creano le straordinarie aurore boreali o australi (in funzione dell\u2019emisfero di osservazione) hanno sempre affascinato l\u2019Uomo. Popolazioni nordiche come i <strong><span style=\"color: #008000;\">Lapponi (Saami)<\/span><\/strong>, che vivono a nord del Circolo Artico su territori appartenenti alla Finlandia, alla Svezia ed alla Norvegia settentrionale, credevano che quelle misteriose luci nel cielo fossero le anime dei defunti dirette verso l\u2019aldil\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste trib\u00f9, per lo pi\u00f9 solitarie e composte da cacciatori e pescatori, credevano che quelle luci avessero effetti magici i cui poteri potevano essere chiamati dal battere dei tamburi degli sciamani. Nel folklore norvegese erano gli spiriti delle anime sagge della trib\u00f9, mentre in Scozia, una terra estrema che fu colonizzata dai Norreni, le aurore erano definite &#8220;i ballerini allegri&#8221; del cielo. Niente di pi\u00f9 facile in quanto quelle luci multicolori sembrano davvero danzare.&nbsp; Anche le trib\u00f9 indiane canadesi e dell&#8217;Alaska sud-orientale le identificavano come spiriti umani o di animali. Immaginatevi lo stupore e il timore dei primi navigatori vichinghi che con le loro minuscole navi attraversavano quei mari dell&#8217;estremo nord, assistendo a questi fenomeni sconosciuti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-15946 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/aurora-boreale-dallo-spazio-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/aurora-boreale-dallo-spazio-1.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/aurora-boreale-dallo-spazio-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;aurora vista dallo spazio<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un fenomeno fisico noto<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nOggi sappiamo che l\u2019aurora \u00e8 un fenomeno ottico dell&#8217;atmosfera terrestre, caratterizzato principalmente da bande luminose con un&#8217;ampia gamma di forme e colori che vanno dal rosso al verde fino all\u2019azzurro, simili a pennellate di luce che illuminano i cieli notturni. Esse sono generate dalle tempeste solari a causa dall&#8217;interazione delle particelle del vento solare con la ionosfera terrestre, i cui atomi emettono luci di varie lunghezze d&#8217;onda. &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_1MI3YDGgtN4\"><div id=\"lyte_1MI3YDGgtN4\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/1MI3YDGgtN4\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1MI3YDGgtN4\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/1MI3YDGgtN4\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A causa della geometria del campo magnetico terrestre, le aurore sono visibili in due ristrette fasce attorno ai poli magnetici della Terra, dette <strong><span style=\"color: #008000;\">ovali aurorali<\/span><\/strong>. Ma al di l\u00e0 dell\u2019effetto straordinario, le aurore possono causare problemi sulle reti elettriche, in particolare sui sistemi di comunicazione ed i satelliti. Questo inconveniente le rende soggetti di studio attento da parte degli scienziati. Le fonti storiche parlano di un evento particolarmente invasivo, accaduto nell\u2019agosto 1859 lungo una vasta area del territorio americano.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38951\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Screenshot-2019-04-22-at-09.46.58-2897.png\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"1187\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Screenshot-2019-04-22-at-09.46.58-2897.png 540w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Screenshot-2019-04-22-at-09.46.58-2897-215x300.png 215w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">un incredibile effetto di una aurora boreale &#8211; fonte NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le aurore boreali furono particolarmente intense e le strumentazioni scientifiche subirono forti e, allora, inspiegabili disturbi, dovuti alla generazione di correnti spurie lungo le linee telegrafiche. Il giorno seguente, l&#8217;astronomo inglese <strong><span style=\"color: #008000;\">Richard Christopher Carrington<\/span><\/strong> osserv\u00f2 sul Sole delle macchie solari di dimensioni insolitamente grandi, dalle quali sembravano partire lampi di luce biancastra. A seguito di questo fenomeno ci fu una nuova formazione di aurore di grande intensit\u00e0. Dopo la &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Grande Aurora<\/span><\/strong>&#8221; del 1859, gli scienziati dimostrarono che il fenomeno era legato ad eventi solari e che la perturbazione elettromagnetica subita era commisurata all\u2019intensit\u00e0 delle emissioni solari. Da allora molti studi sono stati effettuati e, un recente studio suggerisce che la fonte di influenza di queste tempeste solari sia molto pi\u00f9 vicina al nostro pianeta di quanto si pensasse in precedenza (circa a quattro diametri terrestri dal limite della nostra atmosfera).<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Che cosa significa e cosa pu\u00f2 comportare? <\/span><\/strong><br \/>\nFacciamo un passo indietro. La Terra e noi su di essa possiamo vivere grazie ad una sfera protettiva, che chiamiamo <strong><span style=\"color: #008000;\">magnetosfera,<\/span><\/strong> che blocca le radiazioni solari dannose. Normalmente non ci sono problemi ma, quando il Sole emette flussi di radiazione ad alta velocit\u00e0 possono interagire fortemente con il campo magnetico del nostro pianeta e sulla nostra vita di ogni giorno. Mentre questo vento solare colpisce la magnetosfera, i due gruppi di linee del campo magnetico si intrecciano. Questa interazione genera calore e accelera le particelle cariche &#8211; ioni ed elettroni &#8211; portate dal vento solare, indebolendo temporaneamente il campo magnetico del pianeta e creando potenti tempeste magnetiche la cui manifestazione visiva sono le aurore.&nbsp;Lo <a href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/1803.08692\">studio<\/a> si \u00e8 basato sulle osservazioni dei satelliti della NASA del progetto <strong><span style=\"color: #008000;\">THEMIS<\/span><\/strong>, acronimo inglese per <strong><span style=\"color: #008000;\">Time History of Events and Macroscale Interactions during Substorms<\/span><\/strong>, ovvero &#8220;Cronistoria degli eventi e interazioni su macroscala durante le sub-tempeste (solari)&#8221;. Questa missione della NASA fa parte del <strong><span style=\"color: #008000;\">Programma Explorer<\/span> <\/strong>ed \u00e8 compiuta contemporaneamente da cinque&nbsp; satelliti in orbita geosincrona intorno alla Terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica, durante le tempeste solari, questi satelliti posti sulla coda della magnetosfera terrestre (la parte della magnetosfera sul lato del pianeta non rivolta verso il sole, allungata nello spazio dal vento solare) hanno effettuato delle misure sulle variazioni del campo magnetico. I ricercatori hanno scoperto che questi eventi fisici, che provocano le tempeste magnetiche sulla Terra, possono verificarsi molto pi\u00f9 vicino al nostro pianeta di quanto si pensasse in precedenza ovvero a circa 3-4 diametri della Terra di distanza.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38940 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tempeste-solari.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tempeste-solari.jpg 650w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tempeste-solari-300x187.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;illustrazione mostra cosa succede nella magnetosfera terrestre durante una tempesta magnetica. I tre satelliti THEMIS hanno osservato la riconnessione delle linee del campo magnetico vicino all&#8217;orbita geosincrona. Il sito di riconnessione (X) ha creato deflussi di particelle energizzate verso e lontano dal pianeta. Le particelle dirette verso il pianeta trasportavano energia lungo le linee del campo magnetico per alimentare le aurore ai poli magnetici terrestri e sono state rilevate dal satellite meteorologico (a sinistra della freccia) (image credit: Emmanuel Masongsong\/UCLA)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un satellite meteorologico ha rilevato elettroni energizzati durante la tempesta solare, fatto che sembra dimostrare che questi eventi, detti di riconnessione magnetica, accelerano ioni ed elettroni ad alta energia. Gli elettroni trasportano questa energia lungo le linee del campo magnetico e creano quindi le aurore alle alte latitudini. Questa accelerazione delle particelle pu\u00f2 danneggiare i satelliti in orbita geosincrona ma, cosa che ci riguarda maggiormente, potrebbero avere un&#8217;influenza pericolosa sugli esseri viventi. Ad esempio possono modificare il DNA umano, aumentando cos\u00ec il rischio sanitario per gli astronauti in orbita. Inoltre, come abbiamo accennato, queste tempeste magnetiche possono creare disservizi anche sensibili alle comunicazioni. Immaginatevi il caos generato dall&#8217;improvvisa perdita dei segnali di navigazione di navi ed aerei. Nel 1921 una tempesta solare caus\u00f2 interruzioni di corrente che portarono all&#8217;incendio di una&nbsp; centralina elettrica nella stazione ferroviaria a New York City.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Perch\u00e9 si formano le tempeste solari?<\/span><\/strong><br \/>\nI fisici solari non sono concordi sulla causa di queste tempeste ma ritengono che nel processo sia coinvolta la <strong><span style=\"color: #008000;\">dinamo solare<\/span><\/strong>, ovvero il processo interno che crea il campo magnetico del Sole. Una teoria afferma che il <strong><span style=\"color: #008000;\">campo magnetico solare interno<\/span><\/strong> subisca delle variazioni mentre il Sole ruota.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38950\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/dinamo.jpg\" alt=\"\" width=\"829\" height=\"507\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/dinamo.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/dinamo-300x184.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 829px) 100vw, 829px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Sole \u00e8 circondato da un campo magnetico dipolare, cos\u00ec come molti altri corpi celesti. Il campo dipolare \u00e8 prodotto da una corrente elettrica circolare che circola seguendo la legge di Amp\u00e8re. Questa corrente \u00e8 prodotta da uno &#8220;stiramento di materia&#8221; fra parti differenti del Sole che ruotano a velocit\u00e0 diverse, facilitati dal fatto che il Sole \u00e8 un ottimo conduttore elettrico.&nbsp; fonte: <a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.konkoly.hu\/solstart\/stellar_activity.html\">http:\/\/www.konkoly.hu\/solstart\/stellar_activity.html<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le linee del campo magnetico permettono al gas caldo di risalire in superficie. In certi casi questo non avviene e si formano sulla superficie dei punti relativamente freddi, comunemente chiamati <span style=\"color: #008000;\"><b>macchie solari,<\/b> <\/span>(circa 4500 Kelvin rispetto alla normale temperatura superficiale del Sole di circa 6000 Kelvin). Il flusso di particelle del gas riscaldato emesso intorno a queste macchie solari crea quei brillanti archi di luce filmati dagli astronomi. Le attivit\u00e0 solari che hanno il maggior potenziale &#8220;distruttivo&#8221; sono i brillamenti solari e l&#8217;espulsione di massa coronale. Questi eventi incredibilmente potenti sono sempre causati dall\u2019interazione delle linee di campo magnetico nel Sole.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38949 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/nasa-macchie-solari.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"829\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/nasa-macchie-solari.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/nasa-macchie-solari-300x243.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/nasa-macchie-solari-768x622.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">macchie solari, NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante le emissioni energetiche di grandi dimensioni, la riconnessione dei campi pu\u00f2 generare tanta energia che le particelle vengono accelerate ad un&#8217;alta percentuale della velocit\u00e0 della luce, causando un flusso incredibilmente alto di particelle nello spazio, il <strong><span style=\"color: #008000;\">vento solare<\/span><\/strong>. La misura dell&#8217;attivit\u00e0 solare (minima o massima) \u00e8 quindi evidenziata dalle presenza delle macchie solari e dei brillamenti solari ed \u00e8 proprio durante il massimo solare che \u00e8 possibile assistere a fenomeni di particolare intensit\u00e0. In realt\u00e0, non \u00e8 solo la frequenza di questi eventi di cui dobbiamo preoccuparci, ma anche della loro intensit\u00e0. Pi\u00f9 intensa \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0, maggiore \u00e8 il potenziale di danno per la vita sulla Terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">E&#8217; possibile prevedere i cicli solari?<\/span> <\/strong><\/span><br \/>\nLa capacit\u00e0 degli scienziati di prevedere le tempeste solari \u00e8 ancora agli inizi. Gli scienziati osservano la formazione delle macchie solari e, grazie alle moderne tecnologie sono in grado di monitorare le macchie solari sul &#8220;lato posteriore&#8221; del Sole, il che pu\u00f2 far prevedere un&#8217;imminente attivit\u00e0 solare. Non \u00e8 ancora stato compreso pienamente perch\u00e9 si verifica questo ciclo.&nbsp;Sembrerebbe che sia coinvolta la <strong><span style=\"color: #008000;\">dinamo solare<\/span><\/strong>, il processo interno che crea il campo magnetico del Sole. Secondo una teoria condivisa, le linee di forza del campo magnetico solare interno si attorcigliano mentre il Sole ruota, proibendo al gas caldo di risalire in superficie. Questo crea punti relativamente freddi (identificati dalle macchie solari) rispetto al resto della superficie (circa 4500 Kelvin, contro la normale temperatura superficiale del Sole che \u00e8 di circa 6000 Kelvin). Quando vengono emesse particelle e flusso di gas riscaldato intorno a queste macchie, esse generano brillanti archi di luce noti come getti o lingue di plasma. L&#8217;emissione di questi getti \u00e8 collegata anche alla formazione di onde di plasma che sono il motore che spinge verso lo spazio le particelle cariche (elettroni e protoni) emesse dal sole, ossia il vento solare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_twB62NYsaIg\"><div id=\"lyte_twB62NYsaIg\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/twB62NYsaIg\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/twB62NYsaIg\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/twB62NYsaIg\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli astrofisici ritengono che il ciclo delle tempeste solari abbia dei picchi ogni 500 anni. Dopo quello del 1859, ne avvenne uno particolarmente invasivo nel 1960 (anche se stimato di un\u2019intensit\u00e0 del 50% rispetto a quello del 1859) che provoc\u00f2 interruzioni radio in tutto il pianeta. Questo aspetto preoccupa in particolar modo gli scienziati perch\u00e9 una tempesta solare eccezionale potrebbe causare ingenti danni economici e si dovrebbero mettere in atto misure per procrastinare attivit\u00e0 sensibili, deviare le rotte degli aerei, e proteggere le reti di comunicazione. Un fattore consolidato \u00e8 la durata dei cicli solari. Di fatto, l&#8217;attivit\u00e0 magnetica solare varia ciclicamente ogni undici anni con periodi di minima e di massima intensit\u00e0. Questo ciclo \u00e8 stato determinato osservando le variazioni del Sole e l\u2019influenza su fenomeni terrestri come le aurore. Un ciclo legato alla fisica del Sole ma forse anche all&#8217;influenza che i pianeti. Nel 2012 fu ipotizzato che l&#8217;attivit\u00e0 magnetica solare a lungo termine fosse anche modulata da effetti gravitazionali dei pianeti. Nella primavera del 2019 un team di ricercatori, guidato da Frank Stefani del Helmholtz-Zentrum Dresden-Rossendorf, confrontando le attivit\u00e0 solari degli ultimi mille anni con l&#8217;evoluzione delle costellazioni planetarie, ha indicato che i due fenomeni sono statisticamente collegati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Influenze sul clima<\/span><\/strong><br \/>\nArriviamo ora ad una domanda spinosa che molti si pongono: queste tempeste possono in qualche misura influenzare il clima? Attualmente c\u2019\u00e8 molto scetticismo in merito, in quanto si ritiene trascurabile la variazione di intensit\u00e0 termica causata dalle tempeste solari ma gli scienziati concordano che esistono dei meccanismi del sole che potrebbero in parte influenzare le variazioni climatiche in funzione dei cicli solari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Fra di essi possiamo elencare:<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Irradiazione solare totale (TSI)<\/span><\/strong> ovvero la misura dell\u2019intensit\u00e0 dei raggi solari che colpisce la Terra. Essa \u00e8 legata indissolubilmente all\u2019attivit\u00e0 magnetica del Sole. Nei periodi di massima attivit\u00e0 della TSI sale, mentre nei periodi in cui si riduce l\u2019attivit\u00e0 magnetica scende. Va da se che maggiore \u00e8 la TSI e maggiore calore arriva al nostro pianeta. E&#8217; un concetto intuitivo. Se abbiamo due sorgenti di calore: a parit\u00e0 di distanza quella pi\u00f9 calda ci fornir\u00e0 una maggiore sensazione di calore.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-38948\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/TSI_SORCE.png\" alt=\"\" width=\"802\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/TSI_SORCE.png 2700w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/TSI_SORCE-300x117.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/TSI_SORCE-768x299.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/TSI_SORCE-1024x398.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/TSI_SORCE-1200x467.png 1200w\" sizes=\"(max-width: 802px) 100vw, 802px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Irradiazione ultravioletta.<\/span><\/strong> Le radiazioni ultraviolette (i famosi raggi UV) assorbono circa l&#8217;8% dell&#8217;energia solare che raggiunge gli strati superiori dell&#8217;atmosfera terrestre. La conoscenza della quantit\u00e0 di raggi UV che colpisce la Terra \u00e8 di grande significato per una vasta gamma di discipline che studiano gli effetti sulla salute umana, l&#8217;agricoltura, gli ecosistemi biologici, l&#8217;andamento della quantit\u00e0 di ozono nella stratosfera e, naturalmente l&#8217;andamento dei cambiamenti climatici. Si \u00e8 accertato che la componente UV durante le tempeste solari varia maggiormente, quindi potrebbe esserci una correlazione legata ai cicli solari e l\u2019andamento del clima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fluttuazione dei raggi cosmici mediati dal vento solare.<\/span><\/strong> Questo fattore \u00e8 curioso perch\u00e9 il grado massimo di ionizzazione da parte dei raggi cosmici dovrebbe verificarsi nell&#8217;intervallo di altitudine di 12-15 km, cio\u00e8 al di sopra della tropopausa. Ci si aspetterebbe che qualsiasi effetto sulle nuvole, indotto dai raggi cosmici, dovrebbe essere pi\u00f9 forte per gli strati nuvolosi pi\u00f9 alti anzich\u00e9 quelli bassi. Ma non sembra che sia cos\u00ec. Gli strati pi\u00f9 bassi, indipendentemente dalle latitudini, sono maggiormente influenzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Correlazione andamenti solari\/temperature sul pianeta<\/span><\/strong><br \/>\nUn altro fattore interessante \u00e8 l&#8217;andamento nel tempo della radiazione solare sul pianeta, misurato con il radiocarbonio. Dalle misure risulterebbe che ci troviamo in un periodo di massima dopo l&#8217;ultimo minimo avvenuto circa nel 1700, un periodo chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">piccola glaciazione<\/span><\/strong> che colp\u00ec tragicamente l&#8217;Europa in una morsa di freddo intenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-38945\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sunspot_Numbers.png\" alt=\"\" width=\"809\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sunspot_Numbers.png 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sunspot_Numbers-300x125.png 300w\" sizes=\"(max-width: 809px) 100vw, 809px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall&#8217;andamento del grafico alcuni scienziati ritengono che siamo vicini ad un massimo della irradiazione solare che sar\u00e0 seguito da due secoli di irradiazioni minori con temperature molto pi\u00f9 basse. Questa teoria \u00e8 avversata dagli scienziati dell&#8217;IPCC,&nbsp; foro scientifico creato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, l&#8217;Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) ed il Programma delle Nazioni Unite per l&#8217;Ambiente (UNEP) allo scopo di studiare il riscaldamento globale. Essi ritengono che questo aumento sia invece dovuto essenzialmente all&#8217;attivit\u00e0 antropica. Le coincidenze sono comunque strane.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">A che punto siamo con il ciclo solare attuale?<\/span><\/strong><br \/>\nLe eccezionali aurore visibili anche quest\u2019anno mostrano che stiamo raggiungendo la fine del 24 ciclo. Il ciclo attuale (il 24esimo) dovrebbe infatti terminare nel 2020. Esistono molte previsioni per il prossimo ciclo (25), spesso contraddittorie e basate su metodi diversi, che vanno da una intensit\u00e0 molto debole ad una moderata.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-38947\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/600px-Solar_Cycle_Prediction.gif\" alt=\"\" width=\"823\" height=\"617\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un consenso preliminare del pannello di previsione organizzato dallo <strong><span style=\"color: #008000;\">Space Weather Prediction Center (SWPC)<\/span><\/strong>, dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">NASA<\/span><\/strong> e dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">International Solar Energy Society (ISES) del NOAA<\/span><\/strong>, in merito all&#8217;andamento del prossimo ciclo solare (25), ha concluso che sar\u00e0 molto simile al precedente, con un ciclo minimo lungo e profondo. Si aspettano di riavere un nuovo massimo solare tra il 2023 e il 2026. Qualora confermato, questo ci chiarir\u00e0 in quale misura queste fluttuazioni influiscono sul clima terrestre.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Nel frattempo, l&#8217;aurora boreale come da milioni di anni, continuer\u00e0 a danzare nel cielo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . 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