{"id":38589,"date":"2020-02-11T00:26:42","date_gmt":"2020-02-10T23:26:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=38589"},"modified":"2024-05-19T14:42:02","modified_gmt":"2024-05-19T12:42:02","slug":"la-peste-di-londra-del-1665","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/38589","title":{"rendered":"Variazioni climatiche e malattie: la peste di Londra del 1665"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GRAN BRETAGNA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: epidemie<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Variazioni climatiche e malattie<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl clima, la circolazione dei venti e delle masse atmosferiche hanno da sempre contribuito alla diffusione di molte malattie. Il caldo e l\u2019umidit\u00e0 favoriscono il diffondersi di infezioni sia perch\u00e9 aumentano i ritmi di riproduzione dei virus e dei batteri, che fanno da veicolo portatore di molte malattie, sia perch\u00e9 portano a latitudini, anche alte, condizioni climatiche ottimali per le infezioni. Tra i vettori di molte malattie si contano insetti ematofagi, che succhiano il sangue dell\u2019ospite come zanzare, moscerini, zecche, pulci, culicoidi e simulidi. Di fatto il progressivo riscaldamento del pianeta sta favorendo la diffusione e recrudescenza di alcune malattie, di cui alcune erroneamente ritenute ormai debellate. Epidemie si verificano continuamente in tutto il pianeta: colera e peste polmonare in India, febbre Dengue nelle Filippine, sindrome di Marburg (virus simile a Ebola), meningite, Ebola (Africa), Hantavirus (Messico), encefalite e febbre emorragica (Sudamerica), sindrome polmonare di Hunter (Montana, USA), febbre di Omsk (Mongolia) e molti ceppi virali di febbre gialla in Africa orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malattie gravi e tremendamente aggressive, ma non sono le sole. Ceppi del banale virus dell\u2019influenza colpiscono ogni anno milioni di persone, spesso provenendo da Paesi dell\u2019Estremo Oriente. Tra le pi\u00f9 gravi, l\u2019epidemia della Spagnola che si origin\u00f2 certamente in Asia, probabilmente veicolata via mare da soldati e marinai. Tra il 1918 e il 1920 si contarono pi\u00f9 di settanta milioni di morti in tutto il mondo, una vera pandemia che colp\u00ec dal tre al cinque per cento della popolazione mondiale dell&#8217;epoca. La possibilit\u00e0 di epidemie non \u00e8 cos\u00ec remota. Oggigiorno l&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (OMS) controlla tutti i focolai riuscendo ad evitare pericolose diffusioni che, ancora oggi trovano una via preferenziale nei viaggi aerei e marittimi. Il pericolo maggiore, anche se per ora valutato del 1%, \u00e8 nelle immigrazioni non controllate che potrebbero creare vie di contagio di malattie ormai scomparse per le quali sono state sospese le vaccinazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Parliamo oggi di un&#8217;epidemia di peste terribile che colp\u00ec nel 1665 la citt\u00e0 di Londra. Si stimarono 100.000 morti, ma pare che il numero fosse decisamente maggiore.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La peste di Londra<\/span><\/strong><br \/>\n\u201cQui moriamo\u201d, fu l\u2019appello dei londinesi. L\u2019epidemia di peste che colp\u00ec la citt\u00e0 inglese nel 1665 fu qualcosa di sconvolgente. Non tanto per il numero di morti, ma per l\u2019alto tasso di mortalit\u00e0. Nell\u2019arco di pochi mesi la popolazione della citt\u00e0 si ridusse di un quarto. Furono pi\u00f9 di centomila i decessi accertati su una popolazione di circa mezzo milione di abitanti, ma molti ritengono che il numero fosse stato molto pi\u00f9 alto. Intere famiglie furono spazzate via nel giro di settimane.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/EMERGENZE-AMBIENTALI-EPIDEMIE-Great_plague_of_london-1665.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 EMERGENZE-AMBIENTALI-EPIDEMIE-Great_plague_of_london-1665.jpg\" width=\"640\" height=\"891\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La grande peste di Londra del 1615<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Great_plague_of_london-1665.jpg\">Great plague of london-1665.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto inizi\u00f2 nel dicembre del 1664, quando furono segnalati i primi casi di peste. Tra gennaio e febbraio i decessi cominciarono a lievitare. Bisogna dire che le condizioni igieniche cittadine furono \u201cottimali\u201d per il diffondersi dell\u2019epidemia di peste e di altre malattie infettive comuni all\u2019epoca. L\u2019aumento della popolazione, la mancanza di acqua corrente e la proliferazione dei topi, specialmente nei sobborghi pi\u00f9 poveri, furono tutti elementi di contorno che accelerarono il processo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38616\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/cola-3-peste.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"581\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/cola-3-peste.jpg 632w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/cola-3-peste-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/cola-3-peste-220x161.jpg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Due uomini che scoprono una donna morta per strada durante la Grande Peste di Londra, 1665 &#8211; Incisione su legno di J. Jellicoe dopo H. Railton &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Two_men_discovering_a_dead_woman_in_the_street_during_the_Great_Plague_of_London_Wellcome_L0001879.jpg\">Two men discovering a dead woman in the street during the Great Plague of London Wellcome L0001879.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra febbraio e aprile il clima rigido sembr\u00f2 fermare la diffusione della malattia, e persino il Tamigi gel\u00f2 per un breve periodo. In primavera, le temperature salirono nuovamente e tornarono i decessi per peste. Londra e altre citt\u00e0 europee del tempo erano spesse soggette a epidemie pi\u00f9 o meno estese di varie malattie, come tifo, colera e quant\u2019altro. Nella stessa Londra, dopo il contagio del 1603 (che provoc\u00f2 2000 vittime), si istitu\u00ec il bollettino dei decessi settimanale. Il caldo estivo ovviamente alz\u00f2 il numero dei morti. Con l\u2019avvicinarsi del caldo estivo il numero dei morti si fece preoccupante, si pass\u00f2 da decine di morti a settimana, poi a centinaia, poi a migliaia per settimana. Un strage! Fuori dalle mura cittadine furono eretti cinque lazzaretti, dove venivano somministrate scarse, oltre che inefficaci, cure. Molti morivano solo poche ore dopo essere stati portati in uno dei cinque presidi. Il 7 luglio inizi\u00f2 a circolare la notizia che re Carlo II e i nobili delle grandi famiglie avessero gi\u00e0 lasciato la citt\u00e0, ormai abbandonata a se stessa. La famiglia reale si trasfer\u00ec a Oxford. Tra le strade si moltiplicavano le croci rosse sulle porte, che segnalavano la presenza di contagio. Incominci\u00f2 un esodo verso le campagne e in parallelo iniziarono i massacri di cani e gatti, ritenuti responsabili del contagio. Di notte e di giorno era costantemente accese delle torce, che si pensava purificassero l\u2019aria. Si spargevano spezie come pepe e resine per purificare gli ambienti. Con le esecuzioni sommarie dei gatti e dei cani aumentarono i ratti e dei loro parassiti, i veri responsabili del contagio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Chi fu il responsabile della peste?<\/span><\/strong><br \/>\nUn batterio coccobacillo a forma di bastoncino, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Yersinia pestisi<\/span><\/strong> che trasmise l\u2019epidemia di peste bubbonica (detta cos\u00ec perch\u00e9 formava dei bubboni cutanei). Il batterio si trasmetteva con le pulci che vivevano sui ratti neri, o con il morso degli stessi roditori. L\u2019epidemia tocc\u00f2 il suo apice al termine dell\u2019estate, particolarmente calda e umida. Nella sola seconda settimana di settembre si contarono oltre settemila decessi. Gli Inglesi dovettero attendere il freddo di novembre per tirare un sospiro di sollievo e, in dicembre, non si segnalarono pi\u00f9 casi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Da dove era arrivata?<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Pare che l\u2019ondata di peste fosse arrivata via mare, con dei carichi di cotone dall\u2019Olanda, da Amsterdam, dove gi\u00e0 dal 1654 si segnalavano casi di peste bubbonica. In Olanda, tra il 1663 e il 1664, un&#8217;epidemia si propag\u00f2 nella repubblica olandese uccidendo oltre 35.000 persone nella sola Amsterdam.&nbsp;Non dimentichiamo che nel XVII secolo focolai di peste scoppiarono ovunque; tutti ricorderete la peste raccontata da Manzoni nel capolavoro <span style=\"color: #008000;\"><em><strong>I Promessi Sposi<\/strong><\/em><span style=\"color: #008000;\">,<\/span><\/span> che si diffuse nel nord Italia seminando morte. La teoria di un contagio di peste veicolato dai cargo olandesi pare sia supportata da due morti sospette che avvennero ai Docks di Londra sul finire del 1664.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Cenni di vita a bordo e quarantena<\/span><\/strong><br \/>\nLa vita a bordo delle navi non \u00e8 mai stata semplice specialmente nella storia antica. Le malattie dei marinai erano perennemente presenti, basti pensare allo scorbuto, al tifo, alla malaria e, non da meno, la peste. Nel Seicento (ma anche in altre epoche) molte epidemie di peste iniziarono proprio a bordo delle navi dove le condizioni igieniche erano molto scarse. Esse entravano in porto e scaricavano merci (come nel caso dell\u2019epidemia di Londra) che potevano essere infette. Si pensa che furono proprio delle balle di cotone a trasmettere la malattia, con i suoi vettori parassitari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uso di periodi di quarantena entr\u00f2 in uso per ridurre i rischi. Sembra che gi\u00e0 nel 1377 la citt\u00e0 di Ragusa, oggi Dubrovnik, aveva obbligato gli equipaggi di navi sospette ad effettuare un periodo di attesa di trenta giorni prima di poter sbarcare. In seguito, i Veneziani decisero di passare dai trenta ai quaranta giorni di isolamento delle navi anche in caso di sospetto contagio a bordo, creando nel 1403 il primo lazzaretto navale. Le navi venivano cos\u00ec allontanate dal porto in una zona apposita, dove, prima di poter scaricare le merci, dovevano attendere i quaranta giorni, appunto la quarantena (quarantine in inglese).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ironia della sorte, nel settembre del 1666, un anno dopo l\u2019epidemia, Londra fu colpita da un altro evento tragico: il <strong><span style=\"color: #008000;\">Grande Incendio<\/span><\/strong> quando, ancora una volta condizioni climatiche furono in parte la causa di questo incendio devastante. L\u2019estate del 1666 fu particolarmente secca, tale da far scoppiare un incendio indomabile, che si espanse e in pochi giorni divenne gigantesco. Il numero dei morti fu contenuto, le strutture invece ricevettero una sonora batosta, essendo il legno tra i materiali base di costruzione. Se non altro sembrerebbe che il fuoco cancell\u00f2 le ultime aree contaminate dalla peste. Ancora oggi queste sono due grandi tragedie vengono ricordate a Londra.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Aaronne Colagrossi<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrebbe interessarti anche questa presentazione sui miei romanzi di pirateria,&nbsp; clicca sul <a href=\"https:\/\/www.aaronnecolagrossi.com\/presentazione-trilogia-dei-pirati\/\">link<\/a>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima dettaglio da Nine images of the Great Plague of London in 1665 <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Nine_images_of_the_plague_in_London,_17th_century_Wellcome_L0016640_(cropped).jpg\">Nine images of the plague in London, 17th century Wellcome L0016640 (cropped).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI pi\u00f9 grandi eventi meteorologici della Storia (Alpha Test)<br \/>\nArmi acciaio e malattie (Einaudi)<br \/>\nOcchio al virus (Zanichelli)<br \/>\nImpero. Come la Gran Bretagna ha fatto il mondo moderno (Mondadori).<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, . 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