{"id":38529,"date":"2020-02-10T00:10:42","date_gmt":"2020-02-10T00:10:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=38529"},"modified":"2023-07-14T17:56:47","modified_gmt":"2023-07-14T15:56:47","slug":"effetti-biologici-dellidrodinamismo-dello-stretto-gli-abissi-sulla-spiaggia-di-angelo-vazzana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/38529","title":{"rendered":"Effetti biologici dell\u2019Idrodinamismo dello Stretto: gli Abissi sulla Spiaggia"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/>\nARGOMENTO: OCEANOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<br \/>\n<\/span><\/strong>parole chiave: stretto di Messina<strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Dal profondo degli abissi<\/span><\/strong><br \/>\nIn continuit\u00e0 con quanto \u00e8 stato precedente illustrato e commentato per l\u2019Area dello Stretto tra la Calabria e la Sicilia**, vi \u00e8 un fenomeno particolare che costantemente si verifica sulle spiagge o meglio sulle strette fasce costiere ovvero la superficializzazione della fauna abissale dalle acque di profondit\u00e0 ed oltre. Questo fenomeno \u00e8 particolarmente evidente sulla costa calabra.&nbsp;Nell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Area dello Stretto<\/span><\/strong>, in profondit\u00e0 (2000 metri) si \u00e8 consolidata un\u2019oasi &#8220;atlantica&#8221; in Mediterraneo in quanto si sviluppa, si riproduce e si \u00e8 adattata quella fauna atlantica attestata intorno ai 4000 metri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-38532\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-1.jpg\" alt=\"\" width=\"680\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-1.jpg 712w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-1-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stretta fascia litorale della Spiaggia degli Abissi, tra Punta Pezzo e Cannitello (localit\u00e0 della costa calabra a nord del porto di Villa San Giovanni), si rivela come l\u2019ambiente marino pi\u00f9 profondo o abissale dell\u2019Area dello Stretto. I flussi della forte corrente marina trasportano dalle profondit\u00e0 del Mar Jonio e del Mar Tirreno, superando la sella sottomarina di Punta Pezzo a \u2013 76 metri, verso la superficie del mare tutti gli organismi marini viventi delle profondit\u00e0 abissali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-38533\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-2.jpg\" alt=\"\" width=\"836\" height=\"546\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo avviene nella fase di corrente scendente (verso sud) che scorre sotto costa con il concorso del movimento ondoso prodotto dai venti del 1\u00b0 quadrante e\/o dal transito intenso delle grandi navi da crociera e da trans-shipment. In alcune giornate del mese lunare, sull\u2019intera spiaggia tra le localit\u00e0 di Punta Pezzo e Cannitello, si pu\u00f2 osservare questa straordinaria fauna abissale che si \u00e8 adattata ad ambienti senza la luminosit\u00e0 solare e che rivela tutta la diversit\u00e0 biologica marina profonda esistente in Mediterraneo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-38534\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-3.jpg\" alt=\"\" width=\"766\" height=\"443\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-3.jpg 725w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-3-300x173.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 766px) 100vw, 766px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa fauna abissale comprende diverse specie di pesci dall\u2019aspetto mostruoso o non consueto: il <strong><span style=\"color: #008000;\">pesce ascia d\u2019argento o pesce acc\u00e8tta (Argyropelecus hemigymnus)<\/span><\/strong> che ha la forma di una piccola \u00e0scia dai riflessi argentati, sul suo corpo sono evidenti le cellule fotofore o fotofori che producono una luminosit\u00e0 propria conformata alla sagoma del corpo e necessaria negli ambienti oscuri degli abissi. Altre caratteristiche di questa specie sono l\u2019organo della vista costituito non da un occhio con la pupilla come nei pesci degli ambienti litorali e illuminati, ma da una piccola lente sferica che amplifica la debole luminosit\u00e0 prodotta dal fotoforo sottostante ad essa. Caratteristica \u00e8 la forma della bocca piuttosto ampia, rispetto alle dimensioni del pesce, e dai denti alti e sottili utili ad ingabbiare le difficili prede nell\u2019oscuro mondo delle profondit\u00e0 marine.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-38535\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-4.jpg\" alt=\"\" width=\"821\" height=\"485\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-4.jpg 644w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-4-300x177.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 821px) 100vw, 821px\" \/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-38536\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-5.jpg\" alt=\"\" width=\"594\" height=\"546\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-5.jpg 537w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-5-300x275.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 594px) 100vw, 594px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">pesce drago di mare (Chauliodus skyllae** [= Ch. sloani])<\/span><\/strong> dal corpo allungato e scuro quasi nero argentato sottolineato dai numerosi fotofori, \u00e8 noto per la propria strategia predatoria affidata alle larghe fauci che si aprono come quella di un serpente terrestre, ha una serie di lunghi affilati sottili denti posti al di fuori delle fauci stesse. Usa un lungo filamento, prolungamento di un raggio della pinna dorsale, sempre luminescente, che agita davanti alla bocca come una canna da pesca per attirare altri pesci illuminati dai fotofori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">pesce vipera di mare (Stomias boa)<\/span><\/strong> molto simile al precedente nella forma del corpo che \u00e8 scuro, allungato con file di fotofori, porta sotto il mento un corto bargiglio con all\u2019estremit\u00e0 il fotoforo luminescente che usa come esca per le sue prede che possono essere pi\u00f9 grandi dello stesso corpo di questo pesce. Il raro <strong><span style=\"color: #008000;\">pesce batofilo nero (Batophilus nigerrimus)<\/span><\/strong>, dal corpo scuro e allungato per 10 \u2013 15 cm, ha il filamento col fotoforo sotto la bocca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gruppo dei diversi pesci <strong><span style=\"color: #008000;\">Mictofidi o pesci lanterna<\/span><\/strong> per la presenza sul loro corpo dei fotofori sono genericamente denominati dai pescatori diavulicchi per il loro luccicare quando di notte risalgono dalle profondit\u00e0 in superficie; ecco i loro nomi: il <strong><span style=\"color: #008000;\">pesce lanterna puntato (Myctophum punctatum), il pesce lanterna coccodrillo (Lampanyctus crocodillus), il pesce lanterna minore (Lampanyctus pusillus); il pesce lanterna nasuto (Gonichthys coccoi); il pesce lanterna di madera (Ceratoscopelus maderensis), il pesce lanterna sottile (Notoscopelus elongatus), il pesce occhio lucente (Diaphus rafinesquei), il pesce muso lucente (Aethoprora metopoclampa), il pesce elettrona (Electrona rissoi), il pesce lanterna<\/span> <span style=\"color: #008000;\">glaciale (Benthosema glaciale), il pesce coda lucente (Lobianchia gemellari), il pesce coda brillante (Lobianchia dofleini), il pesce lampada (Hygophum hygomi), il pesce lampadina (Hygophum benoiti), il pesce simboloforo (Sybolophorus veranyi), il gruppo dei pesci che sembrano dei piccoli barracuda (Paralepis corengonoides, P. speciosa, Notolepis rissoi, Lestidiops sphyrenoides, L. jayakari pseudosphyraenoides).<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri pesci batipelagici si presentano con il corpo trasparente e solo i fotofori o gli organi interni si notano quando sono in acqua; questi sono il <strong><span style=\"color: #008000;\">pesce evermannella (Evermannella balbo) e il pesce luccio imperiale (Sudis hyalina)<\/span><\/strong>. Ci sono anche pesci di profondit\u00e0 che hanno il corpo sottile e allungato di circa 50 cm come le anguille e tra questi si notano il<strong><span style=\"color: #008000;\"> pesce becco d\u2019anatra (Nettastoma melanurum), il pesce beccaccino (Nemichthys scolopaceus)<\/span><\/strong> dal corpo sottilissimo con coda ancora pi\u00f9 fine e bocca come un sottile e lungo becco divergente. Frequenti sono gli spiaggiamenti di altri pesci batipelagici come il <strong><span style=\"color: #008000;\">pesce bocca spinosa (Gonostoma denudatum), il pesce maurolico (Maurolico muelleri), il pesce ittiococco (Ichthyococcus ovatus), i piccoli e trasparenti pesci boccatonda (Cyclothone pygmaea, C.braueri), i pesci vinciguerria (Vinciguerria poweriae, V. attenuata, Valenciennellus tripunctulatus).<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle profondit\u00e0 del Mediterraneo, con il trasporto della corrente marina, arriva spiaggiando, il plancton costituito da gamberetti, larve di crostacei, idrozoi, e altri gruppi di invertebrati marini che nell\u2019insieme vanno a costituire il krill cio\u00e8 il secondo livello della catena alimentare marina. Questa \u00e8 la fonte di nutrimento degli organismi pi\u00f9 grandi, dai coralli ai piccoli pesci, costituiscono l\u2019alimento principale dei grandi cetacei (Balenottere), che vivono nel Canale di Sicilia e transitano in superficie nello stretto quando devono superare la cresta della Sella sottomarina.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-38538 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-7.jpg\" alt=\"\" width=\"583\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-7.jpg 583w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-7-300x195.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 583px) 100vw, 583px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 il suddetto fenomeno di spiaggiamento di fauna marina profonda \u00e8 preceduto da un fenomeno meno visibile in superfice perch\u00e9 si attua nella colonna d\u2019acqua tra le profondit\u00e0 (1500 m) verso la superfice del mare: \u00e8 la migrazione verticale del plancton o migrazione nicta-emerale (notte-giorno, buio-luminosit\u00e0), della microfauna mesopelagica e profonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa microfauna vivente nasce nelle profondit\u00e0 dell\u2019Area dello Stretto e del Mar Jonio per condizioni biologiche intrinseche al suo sviluppo vitale. Nei periodi di scarsa luminosit\u00e0 (gi\u00e0 presente nelle profondit\u00e0 che si accentua quando per la stagione invernale con pi\u00f9 breve radiazione luminosa diurna o per la copertura prolungata nuvolosa, nelle notti senza luminosit\u00e0 lunare periodo intorno al novilunio), questa microfauna va alla ricerca di una pur flebile fonte di luminosit\u00e0 necessaria ad attivare le componenti somatiche di bioluminescenza e dei fotofori, si sposta nella colonna d\u2019acqua verso la superficie del mare. Poich\u00e9 questa microfauna rappresenta il nutrimento dei pesci abissali, questi nella scarsa luminosit\u00e0 dell\u2019ambiente e del periodo, inseguono nella migrazione le loro micro prede e risalgono la colonna d\u2019acqua. Contemporaneamente si sviluppano durante il novilunio le massime intensit\u00e0 di correnti e conseguentemente le due componenti faunistiche principali delle profondit\u00e0 si ritrovano trasportate a percorrere poco pi\u00f9 di 20 km di mare per un tempo di sei ore, due volte al d\u00ec. Raggiungono l\u2019area nord tirrenica oltre lo Stretto dopo aver superato la cresta della Sella sottomarina (tra Punta Pezzo e Ganzirri). Giunti in superfice nel Basso Tirreno queste faune marine, con la variazione del senso della corrente o della sola Scendente, meglio se favoriti dal moto ondoso per i venti del primo quadrante (Ponente, Maestrale, Boria di canale), o dall\u2019onda rafforzata delle numerose grandi navi di transito, vengono sospinte sulla Spiaggia degli Abissi tra Punta Pezzo e Cannitello sulle coste calabre (Vazzana A., 2011 p.32; 2016, p. 48; 2018 p. 93). Quando spirano i venti da sud, la quantit\u00e0 di spiaggiamento si nota in prevalenza tra Ganzirri e Capo Peloro in Sicilia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo spiaggiano i pesci abissali, ma contemporaneamente tutta la fauna marina profonda e batipelagica o plancton e necton, cio\u00e8 accanto ai pesci abissali si notano le diverse specie di gamberetti e larve di crostacei o molluschi pelagici come per altri invertebrati si ha l\u2019apparizione dei primi esemplari stagionali del <strong><span style=\"color: #008000;\">sifonoforo Velella velella o barchetta di San Pietro. e Janthina pallida.<\/span><\/strong> Ci\u00f2 permette agli studiosi di avere in estemporanea visione e una conoscenza degli abissi del nostro mare senza andare ad esplorare con batiscafi o ROV le alte profondit\u00e0. Le varie componenti che determinano questo evento naturale esclusivamente in quest\u2019area (cicli riproduttivi di faune marine atlantiche, fotoperiodo o solarit\u00e0 pi\u00f9 breve; stagionalit\u00e0 meno luminosa, mancanza di chiarore notturno, maggiore forza del flusso delle correnti marine, presenza di moto ondoso favorevole o meno, cambiamenti climatici, praticabilit\u00e0 e impegno della fascia costiera) hanno permesso di definire e concentrare questo evento naturale che si pu\u00f2 manifestare con effetti variabili in altri momenti o giornate nell\u2019arco dell\u2019anno solare, in un periodo ristretto di giorni. Perci\u00f2 si \u00e8 promosso di dedicare una giornata: quella dell\u2019Abyss Day (gi\u00e0 attuate dal 2014 al 2019) che coincide con la giornata del novilunio che cade intorno alla met\u00e0 del mese di marzo di ogni anno, mentre per l\u2019anno in corso, la giornata degli abissi \u00e8 indicata nel novilunio del 20 Marzo 2020 nella prima mattinata presso le spiagge tra Punta Pezzo e Cannitello in Calabria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La sequela dei fenomeni naturali biologici nell\u2019Area dello Stretto continua.<\/span><\/strong><br \/>\nAd attendere l\u2019arrivo in superficie della Biodiversit\u00e0 marina e profonda, avvisati da biosegnali, compaiono sulle onde o sulla scia della corrente migliaia di uccelli marini: quantitativamente pi\u00f9 numerosi sono quelli del genere dei <strong><span style=\"color: #008000;\">gabbiani (Larus sp.)<\/span><\/strong>, pi\u00f9 caratteristica \u00e8 la presenza sugli scogli frangiflutti di Punta Pezzo dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">airone cinerino (Ardea cinerea Linn\u00e8, 1758)<\/span><\/strong> dei pi\u00f9 vistosi Cormorani e Marangoni. I gabbiani si dispongono a perlustrare il mare volando a circolo verticale nord-sud-nord, inizialmente da nord sulla scia del riflusso della Scendente, raggiungono la zona dello stretto a fronte di Punta Pezzo all\u2019altezza della Sella da dove risalgono le acque profonde e qui essi trovano in abbondanza le loro prede nei pesci abissali o batipelagici. Quindi pressati da altri consimili, si involano a pieno carico ritornando verso nord per ricominciare poi ad accodarsi in fila sull\u2019acqua trasportati dalla corrente e in pausa per sistemare il cibo ingerito. Questo scenario si presenta di solito nelle prime ore mattutine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">cormorani e i marangoni (Phalacrocorax carbo carbo e ssp. sinensis; Ph. aristotelis)<\/span><\/strong> si notano stazionare, tra un\u2019escursione o un tuffo nelle acque, sopra gli scogli vicino alla costa con le ali aperte e mosse a ventaglio nel tentativo di asciugarle ai primi raggi del sole. Inoltre in queste acque a nord dello Stretto si raduna il grande predatore marino quale \u00e8 il tipico <strong><span style=\"color: #008000;\">pesce Spada (Xiphias gladius)<\/span><\/strong>, proprio dove le correnti marine portano in superficie dalle profondit\u00e0 il suo cibo preferito: cefalopodi calamari e totani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo predatore in primavera comincia in quest\u2019area il ciclo riproduttivo per la disponibilit\u00e0 di cibo; conseguentemente sul mare dello Stretto compaiono le tipiche feluche o passerelle che sono quelle imbarcazioni con un traliccio alto 25 m per l\u2019avvistatore\/timoniere e la passerella o ponte a sbalzo per il lanzatore a prua anch\u2019essa abbastanza lunga per sorprendere dall\u2019alto il grosso pesce con la spada e poterlo catturare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-38539\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-8.jpg\" alt=\"\" width=\"739\" height=\"484\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-8.jpg 646w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vazz-8-300x196.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 739px) 100vw, 739px\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Angelo Vazzana<\/span><\/strong><\/p>\n<p>testo e foto di Angelo Vazzana<\/p>\n<p>** Vazzana A., 2016 \u2013 Fenomeni Naturali e Miti nell\u2019Area dello Stretto-Skylla e Cariddi negli Autori reggini dell\u2019Odissea. Ed. Gangemi, Roma; p.92, 120 foto a colori; ISBN 978-88-492-3276-9. International Publishing.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. , ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: stretto di Messina &nbsp; Dal profondo degli abissi In continuit\u00e0 con quanto \u00e8 stato precedente illustrato e commentato per l\u2019Area dello Stretto tra la Calabria e la Sicilia**, vi \u00e8 un fenomeno particolare che costantemente si verifica sulle spiagge o meglio sulle strette [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2408,"featured_media":34918,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[18,14],"tags":[],"class_list":["post-38529","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ecologia-marina","category-oceanografia"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Effetti biologici dell\u2019Idrodinamismo dello Stretto: gli Abissi sulla Spiaggia &#8226; 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