{"id":3843,"date":"2017-05-19T00:01:14","date_gmt":"2017-05-18T22:01:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=3843"},"modified":"2025-03-01T18:54:58","modified_gmt":"2025-03-01T17:54:58","slug":"organizzazione-trofica-nellecosistema-a-posidonia-oceanica-del-mediterraneo-di-l-mazzella-%e2%80%a0-et-alii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3843","title":{"rendered":"Organizzazione trofica nell&#8217;ecosistema a Posidonia oceanica del Mediterraneo di Lucia Mazzella et alii &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 16<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">\u00a0.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: BIOLOGIA E ECOLOGIA MARINA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Posidonia oceanica<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Comunit\u00e0\u00a0animali<\/span><br \/>\n<\/strong>La fauna associata ai sistemi a <em>Posidonia<\/em> viene classicamente suddivisa in comunit\u00e0 discrete, zonate lungo l&#8217;asse verticale &#8220;canopy&#8221;-&#8220;matte&#8221; (strato foliare, strato dei rizomi, &#8220;matte&#8221;), il cui studio richiede approcci e strategie di campionamento differenziate (Bianchi <em>et al<\/em>. 1989). In realt\u00e0, una complessa rete di interrelazioni di natura sia strutturale che funzionale si instaura tra queste unit\u00e0 cenotiche (Willsie 1987; Cozzolino <em>et al<\/em>. 1992) . Alcune componenti faunistiche, quali la micro- e meiofauna, sono imperfettamente conosciute, sebbene ne sia stata riconosciuta l&#8217;importanza (Chessa <em>et al<\/em>. 1982; Novak 1989).\u00a0I caratteri dell&#8217;infauna della &#8220;matte&#8221; sia viva che morta dipendono strettamente dalla natura eterogenea del substrato, che spiega la presenza di specie ad affinit\u00e0 ecologica diversa (Willsie 1983). Da un punto di vista trofico, queste associazioni, in cui dominano i policheti sia in termini di ricchezza specifica che di biomassa, comprendono per lo pi\u00f9 detritivori di superficie e di sub-superficie e onnivori.\u00a0L&#8217;epifauna dei rizomi superficiali \u00e8 esposta a condizioni ambientali meno variabili e stressanti rispetto a quella di strato foliare (Pansini &amp; Pronzato 1994); il gran numero di micro habitat permette la presenza di forme dalle esigenze ecologiche diverse (Somaschini <em>et al<\/em>. 1994; Gambi <em>et al<\/em>. 1995). E&#8217; da notare, in questo strato, l&#8217;accumulo di lettiera detritica, per lo pi\u00f9 formata da foglie morte, che alberga una ricca fauna (Wittmann <em>et al<\/em>. 1981). Gli Echinodermi, componente importante dei flussi energetici all&#8217;interno del sistema (Zupi &amp; Fresi 1984), costituiscono una biomassa importante a livello dei rizomi; gli oloturoidi rivestono un ruolo centrale nel riciclo del sedimento superficiale delle praterie (Coulon &amp; Jangoux 1991). L&#8217;organizzazione delle comunit\u00e0 di fauna vagile a livello di strato foliare \u00e8 stata negli ultimi anni oggetto di ricerca da parte di diversi autori. Gli andamenti\u00a0 di distribuzione sono stati analizzati sia nel caso della comunit\u00e0 complessiva (Mazzella <em>et al<\/em>. 1989; Chessa <em>et al<\/em>. 1989) che di singole taxocenosi (ad esempio: Policheti: Gambi <em>et al<\/em>. 1989; Molluschi: Russo <em>et al<\/em>. 1991; Crostacei Anfipodi: Scipione &amp; Fresi 1984; Decapodi: Garc\u00eca-Raso 1990), e sono stati generalmente messi in relazione con fattori ambientali quali l&#8217;idrodinamismo e il regime termico. Lo spettro trofico della macro fauna vagile, delineato mediante la definizione di gruppi trofici, evidenzia l&#8217;importanza della componente erbivora. Uno studio di Gambi <em>et al<\/em>. (1992) indica la dominanza numerica degli utilizzatori di cibo vegetale (oltre il 71% del popolamento complessivo), rappresentati per lo pi\u00f9 da &#8220;micro&#8221;- e &#8220;mesograzers&#8221; (Hay <em>et al<\/em>. 1987). Un diffuso comportamento alimentare \u00e8 rappresentato dall&#8217; &#8220;herbivory-deposit feeding&#8221;, descritto in Scipione (1989), il cui substrato trofico \u00e8 rappresentato dagli epifiti algali e dalle particelle detritiche ad essi associate.\u00a0 Una zonazione in relazione alla profondit\u00e0 ed una variabilit\u00e0 stagionale \u00e8 stata osservata per le differenti categorie trofiche\u00a0 (Gambi <em>et al<\/em>. 1992).\u00a0I prati di <em>Posidonia<\/em> ospitano un popolamento ittico diversificato, di cui oltre il 60% \u00e8 costituito da specie residenti (Bell &amp; Harmelin-Vivien 1982), con i labridi come gruppo dominante. In termini di specie, i pesci di prateria sono in maggioranza carnivori (Harmelin-Vivien &amp; Francour 1992), sebbene la dieta di molte specie sia variabile su base stagionale (Zupo dati non pubblicati). D&#8217;altro canto, l&#8217;erbivoro <em>Sarpa salpa<\/em>, uno sparide gregario, costituisce una biomassa notevole, quanto meno nei prati superficiali di moda riparata (Francour 1990; Velimirov 1984).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Relazioni trofiche nelle praterie a Posidonia oceanica<\/span><em><br \/>\n<\/em><\/strong>Approcci e metodi diversi sono stati utilizzati per indagini sulle reti trofiche nei sistemi a fanerogame marine.\u00a0Un approccio di base all&#8217;analisi delle reti trofiche nei sistemi a <em>Posidonia<\/em> prevede l&#8217;esame dei contenuti stomacali di specie di macro fauna catturate con l&#8217;utilizzo di metodi indiretti di campionamento (ad es., l&#8217;uso di reti a strascico; Zupo 1993). Uno studio delle praterie che circondano l&#8217;isola d&#8217;Ischia (golfo di Napoli) indica il ruolo fondamentale rivestito nella rete trofica dal detrito di <em>Posidonia<\/em>, dal tessuto vivente di <em>Posidonia<\/em>, dalle macro alghe e dalle diatomee (Zupo 1993).\u00a0La scelta trofica dipende principalmente dalla natura animale o vegetale del cibo e dall&#8217;ordine di grandezza delle particelle alimentari, il che consente la differenziazione di un compartimento dei macrofagi e di uno dei microfagi (Zupo 1990). I micro-erbivori e i detritivori costituiscono gli anelli (nodi) principali nell&#8217;ambito della rete trofica. Il tessuto di <em>Posidonia<\/em> e le macro alghe sono associati ad alcune specie di echinodermi, decapodi ed anfipodi.\u00a0Diatomee e microorganismi in genere sono presenti nei contenuti stomacali di molluschi, anfipodi, policheti, echinodermi. I carnivori sono per lo pi\u00f9 rappresentati da pesci, molluschi, policheti e decapodi. L&#8217;insieme dei risultati ottenuti evidenzia l&#8217;importanza dei tessuti di <em>Posidonia<\/em> e del periphyton nella strutturazione delle catene trofiche del sistema.\u00a0Infatti, in <em>P. oceanica<\/em> le interazioni trofiche possono essere distinte in consumo diretto di tessuto vegetale, &#8220;grazing&#8221; sulla comunit\u00e0 epifita algale e consumo del detrito derivante dalle foglie.<br \/>\n<em><br \/>\n<\/em><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Interazioni pianta-erbivori<\/span><\/strong><\/span><em><br \/>\n<\/em>Nonostante la biomassa e gli alti valori energetici raggiunti, alcune caratteristiche costitutive (alta percentuale di carboidrati strutturali, alti valori di C:N, presenza di composti fenolici) rendono il tessuto vivente di <em>Posidonia<\/em> sgradito ai consumatori diretti. Nel complesso, l&#8217;assimilazione di tessuto vitale di <em>Posidonia<\/em> sembra essere trascurabile. Velimirov (1984) riporta stime di assimilazione di materiale organico da parte di <em>Sarpa salpa<\/em>, che bruca le foglie.\u00a0La <em>Posidonia<\/em> viva entra nella dieta di diversi echinodermi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_37375\" aria-describedby=\"caption-attachment-37375\" style=\"width: 900px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-37375 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/riccio-di-prateria-e1576447098233.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"675\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-37375\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">riccio di prateria photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riccio di mare <em>Paracentrotus lividus<\/em> viene considerato classicamente il consumatore pi\u00f9 importante di foglie di <em>Posidonia<\/em>, anche in relazione agli episodi di notevole riduzione di biomassa foliare che \u00e8 in grado di provocare (Verlaque &amp; Nedelec 1983). Il tipico comportamento trofico di <em>P. lividus<\/em> \u00e8 quello opportunistico con capacit\u00e0 di adattamento alle fonti di cibo disponibili (Zupi &amp; Fresi 1984). Secondo Ott &amp; Maurer (1977) e Traer (1980), il consumo di foglie vive interessa principalmente gli apici bruni epifitati, cos\u00ec da individuare un comportamento di &#8220;pseudograzing&#8221; da parte dei ricci (Ott 1981), che si cibano di parti della pianta da considerare gi\u00e0 detrito. D&#8217;altro canto, Nedelec &amp; Verlaque (1984) affermano che a dominare nei contenuti stomacali di <em>P. lividus<\/em> sono i frammenti di foglie verdi e che il consumo sembra aumentare con l&#8217;et\u00e0 degli animali. I tassi di assunzione da parte degli individui pi\u00f9 grandi possono raggiungere 1,13 g di peso secco al giorno in primavera (Nedelec &amp; Verlaque 1984). Nella dieta degli altri echinoidi di prateria, la <em>Posidonia<\/em> viva sembra avere un&#8217;importanza minore, sebbene l&#8217;opportunismo alimentare sia un tratto costante del loro comportamento (Zupi &amp; Fresi 1984).\u00a0L&#8217;analisi dei contenuti stomacali dei crostacei decapodi dimostra che la <em>Posidonia<\/em> verde fa parte della dieta di diverse specie onnivore (Zupi &amp; Fresi 1985; Chessa <em>et al<\/em>. 1982). Alcuni isopodi della famiglia degli Idoteidi, caratteristici dei sistemi a fanerogame (<em>Idotea hectica<\/em>, <em>I. baltica basteri<\/em>) sono in grado di ingerire ampie porzioni di foglia viva (Lorenti &amp; Fresi 1983). Il polichete nereide <em>Platynereis dumerilii<\/em>, sottoposto a esperimenti di scelta alimentare, si ciba di tessuto vivo di <em>Posidonia<\/em> quando l&#8217;alternativa \u00e8 costituita da &#8220;item&#8221; coriacei quali alghe corallinacee incrostanti o <em>Caulerpa prolifera<\/em> (Gambi &amp; Di Meglio).\u00a0Nel complesso, le informazioni sinora disponibili suggeriscono che il consumo di <em>Posidonia<\/em> viva \u00e8 limitato a poche specie animali relativamente non selettive, capaci di assumere quantit\u00e0 di alimento relativamente grandi in cui siano presenti risorse nutritive di diversa natura. Va ricordato che le qualit\u00e0 nutritive di <em>Posidonia<\/em> variano con l&#8217;et\u00e0 del tessuto e la stagione (Pirc &amp; Vollenweber 1988). Il meristema e le foglie giovanili, a minor contenuto di carboidrati strutturali e polifenoli e con un pi\u00f9 basso rapporto C\/N, attraggono i &#8220;grazer&#8221; potenziali (Lorenti &amp; Fresi 1983), sebbene le strategie sviluppate dalla pianta ne rendano difficile la disponibilit\u00e0 in natura (Velimirov 1987).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Interazioni epifiti-erbivori<\/span><em><span style=\"color: #ffff00;\"><br \/>\n<\/span><\/em><\/strong>In parecchi sistemi a fanerogame, gli epifiti algali si rivelano una fonte di cibo pi\u00f9 gradita agli erbivori rispetto al tessuto delle fanerogame (Virnstein 1987); ci\u00f2 \u00e8 dovuto alle molte caratteristiche che possono incrementare il loro valore alimentare (ad esempio, la maggiore quantit\u00e0 di energia destinata ai processi di produzione rispetto all&#8217;accumulo di riserve) ed alla capacit\u00e0 di sopravvivere a forti pressioni di predazione (ad esempio, con cicli vitali brevi ed eteromorfici; Lubchenco &amp; Cubit 1980; Littler <em><em>et al<\/em><\/em><em>. 1983). <\/em>Le alghe epifite possono costituire fino al 40% della biomassa totale del &#8220;canopy&#8221; di <em>P. oceanica<\/em> (Buia <em>et al<\/em>. 1992); tuttavia le complesse interazioni tra epifiti e &#8220;grazers&#8221; non sono ancora pienamente chiarite.\u00a0In anni recenti, un notevole sforzo di ricerca \u00e8 stato indirizzato verso i molluschi. Due specie congeneriche di <em>Gibbula<\/em> (gasteropodi) mostrano preferenze differenziate nell&#8217;ambito del periphyton algale in relazione alla taglia (diatomee piccole o grandi), alla forma (diatomee arrotondate o allungate) e alla consistenza (alghe calcaree o filamentose) delle categorie vegetali (Mazzella &amp; Russo 1989). Questi comportamenti alimentari si riflettono nella distribuzione spazio-temporale delle due specie lungo l&#8217;asse foliare e in seno alla prateria (Russo <em>et al<\/em>. 1991). La maggior parte dei molluschi mostra comunque una preferenza per micro e macro alghe (Zupo &amp; Russo dati non pubblicati). In particolare, l&#8217;applicazione del metodo di classificazione per gruppi funzionali proposto da Steneck &amp; Watling (1982) mostra che, tra i molluschi, quasi solo i prosobranchi, muniti di radule a bassa capacit\u00e0 di escavazione (&#8220;brushers&#8221; e &#8220;scrapers&#8221;), sono presenti sulle foglie di <em>P. oceanica<\/em>. Un tale meccanismo di convergenza trofica permette la rimozione del periphyton evitando danni al substrato-foglia ed esercitando probabilmente un qualche controllo sulla crescita del periphyton stesso. Questi adattamenti nell&#8217;ambito del taxocene possono essere il risultato di processi co-evolutivi, suggeriti anche dall&#8217;alto grado di &#8220;habitat fidelity&#8221; mostrati dalla comunit\u00e0 malacologica, specialmente nei prati superficiali (Russo 1989).\u00a0I crostacei anfipodi mostrano anch&#8217;essi uno spettro trofico variegato, con preferenza verso micro e macro alghe e detrito foliare. Lo &#8220;scraping&#8221; di materiale edibile per mezzo delle antenne e dei pezzi boccali \u00e8 stato osservato sulle foglie di <em>P. oceanica<\/em>. Alcune specie sembrano selezionare le micro alghe (per lo pi\u00f9 diatomee a lento movimento) (Scipione &amp; Mazzella 1992). L&#8217;abbondanza degli anfipodi erbivori nell&#8217;ambito della comunit\u00e0 di fauna vagile indica il loro ruolo centrale a livello dello strato foliare (Scipione 1989).\u00a0I crostacei decapodi costituiscono un legame tra i produttori vegetali e i predatori. L&#8217;abbondanza delle femmine ovigere di <em>Hippolyte inermis<\/em> \u00e8 stata messa in relazione all&#8217;abbondanza degli epifiti vegetali, a cui \u00e8 correlato anche il trend stagionale di reclutamento della specie (Zupo 1994).\u00a0Tra i policheti, i micro erbivori sono rappresentati principalmente da alcune specie di sillidi (Exogoninae) e sono presenti per lo pi\u00f9 nelle porzioni profonde e intermedie dei prati di <em>Posidonia<\/em>, con scarsa variabilit\u00e0 stagionale (Gambi <em>et al<\/em>. 1995). I meso-erbivori sono rappresentati da nereidi, in particolare da <em>Platynereis dumerilii<\/em>, che si rinvengono principalmente nei prati superficiali e il cui popolamento mostra un massimo estivo (Gambi &amp; Lanera 1992), probabilmente in relazione al maggior sviluppo degli epifiti. Esperimenti di laboratorio sull&#8217;ecologia trofica di <em>P. dumerilii<\/em> hanno rivelato la preferenza di questa specie per gli epifiti eretti, a prescindere dalla taglia degli animali (Gambi <em>et al<\/em>. dati non pubblicati).\u00a0Tra i consumatori di periphyton, quelli che si nutrono di animali coloniali sessili (spugne, idroidi, briozoi) sono rappresentati per lo pi\u00f9 da policheti (polinoidi e sillidi) e molluschi (soprattutto opistobranchi). Questo gruppo di carnivori \u00e8 particolarmente abbondante nei prati profondi (Russo 1989; Gambi <em>et al<\/em>. 1992).\u00a0Nel complesso, lo stato attuale delle conoscenze dimostra l&#8217;esistenza di importanti relazioni tra la pianta e gli epifiti, cos\u00ec come tra gli epifiti e i &#8220;grazers&#8221;, probabilmente come conseguenza di processi coevolutivi.\u00a0L&#8217;erbivoria rappresenta certamente l&#8217;adattamento trofico dominante in seno ai gruppi principali della fauna vagile, come policheti, molluschi, anfipodi e decapodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Consumo del detrito foliare di P. oceanica<\/span><\/strong><\/span><em><br \/>\n<\/em>Nell&#8217;ambito dell&#8217;ecosistema <em>Posidonia<\/em>, il detrito a disposizione dei consumatori \u00e8 grosso modo suddiviso in tre gruppi principali:<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">1) lettiera di materiale vegetale a vari stadi di frammentazione;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">2) particelle sospese sopra e dentro il &#8220;canopy&#8221;;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3) <span style=\"color: #008000;\">detrito intrappolato nel tappeto epifitico<\/span>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettiera \u00e8 costituita essenzialmente da foglie in decomposizione di <em>P. oceanica<\/em>, con una componente minore formata da resti di rizomi, scaglie e alghe. Velimirov <em>et al<\/em>. (1981) adottano il termine &#8220;<em><span style=\"color: #008000;\">debris<\/span><\/em>&#8221; per descrivere questo materiale, includendovi gli apici morti di foglie ancora appartenenti a un ciuffo. Grandi quantit\u00e0 di foglie cadute sono trasportate fuori dalla prateria a formare banchi sommersi o spiaggiati; una frazione cospicua rimane comunque all&#8217;interno del sistema, in proporzione crescente con la profondit\u00e0 (Romero <em>et al<\/em>. 1992).\u00a0Studi basati sull&#8217;analisi del contenuto stomacale di macro invertebrati e pesci dimostrano che la lettiera detritica di <em>P. oceanica<\/em> \u00e8 alla base delle reti trofiche del sistema (Chessa <em>et al<\/em>. 1982; Zupi &amp; Fresi 1984, 1985). In realt\u00e0, il valore nutritivo del detrito di <em>Posidonia<\/em> \u00e8 di importanza secondaria, come \u00e8 regola per le piante vascolari (Tenore 1981). Velimirov (1987) argomenta che il detrito di <em>Posidonia<\/em> in s\u00e8 \u00e8 apparentemente inadatto a fornire un supporto nutritivo valido ai macro consumatori.\u00a0La stessa conclusione \u00e8 raggiunta da Dauby &amp; Mosora (1988) sulla base dell&#8217;analisi del rapporto isotopico 13C\/12C di alcune specie di detritivori del golfo di Calvi (Corsica). In mancanza di dati precisi sull&#8217;assimilazione diretta del detrito, \u00e8 la popolazione microbica ad esso associata che viene considerata la fonte primaria di nutrimento per i consumatori (Velimirov <em>et al<\/em>. 1981; Cuomo <em>et al<\/em>. 1982). L&#8217;attivit\u00e0 microbica e il contenuto in azoto aumentano con la progressiva frammentazione delle particelle detritiche (Velimirov <em>et al<\/em>. 1981). In questo processo, un ruolo chiave \u00e8 svolto dalla macrofauna associata alla lettiera (Wittmann <em>et al<\/em>. 1981).<\/p>\n<figure id=\"attachment_38271\" aria-describedby=\"caption-attachment-38271\" style=\"width: 2000px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38271 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/prateri-eposidonia-tavolar-e1577975633157.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1124\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-38271\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">prateria, photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Conclusioni<\/span><br \/>\n<\/strong>La nozione che pi\u00f9 immediatamente si ricava da questo quadro generale dell&#8217;ecosistema a <em>Posidonia<\/em> \u00e8 quella del ruolo &#8220;conservativo&#8221; della pianta in s\u00e9 rispetto alle altre componenti. Il suo alto contenuto energetico e la sua notevole biomassa sono disponibili solo in minima parte all&#8217;interazione trofica diretta, sebbene siano fondamentali per la stabilizzazione del sistema. Questo paradosso apparente \u00e8 spiegato dal ruolo primario di <em>P. oceanica<\/em> come habitat multidimensionale per gli organismi che entrano direttamente nella dinamica trofica del sistema. Questo ruolo \u00e8 svolto a vari livelli spazio-temporali:\u00a0la biomassa dello strato inferiore (rizomi e &#8220;stems&#8221;) fa da supporto al complesso intreccio di micro ambienti criptici e superfici di impianto, mentre il fogliame costituisce un substrato altamente dinamico in ragione del suo rapido turn over e dei ritmi di crescita.\u00a0Il risultato \u00e8 l&#8217;immagine di una struttura complessa per il cui mantenimento la pianta investe la maggior parte delle proprie risorse. Questo complesso ecosistema esercita un ruolo primario come rifugio,\u00a0 fonte diretta ed indiretta di cibo, oltre che come produttore della cui produzione una parte \u00e8 esportata a sistemi adiacenti (es. detrito fogliare).\u00a0In questo quadro variegato, si realizzano interazioni altamente dinamiche tra le diverse componenti del sistema a <em>Posidonia oceanica<\/em>. I meccanismi adattativi che influenzano le relazione trofiche tra vegetali e animali scaturiscono da altri fattori mediati dall&#8217;architettura della pianta. Tra questi fattori possono essere inclusi la diversit\u00e0 della flora algale, la predazione esercitata sui piccoli erbivori e detritivori, che attuano in conseguenza comportamenti complessi (ad esempio, migrazioni nictemerali, abitudini criptiche). Una grande importanza a questo riguardo hanno i &#8220;mesograzers&#8221; quali Molluschi e Crostacei Anfipodi, sia in quanto controllori della crescita algale che come veicoli per il trasferimento di energia dagli epifiti ai consumatori di livello superiore. Gli studi condotti mostrano che il costo per la conservazione dell&#8217; ecosistema a <em>Posidonia oceanica<\/em> \u00e8 molto elevato; inoltre,\u00a0 costituendo la fase &#8220;climax&#8221; di una successione, presenta alti tempi di recupero a fronte di disturbi esterni.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Lucia Mazzella et alii<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/84722\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/38431\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Ringraziamenti<\/span><br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: 12pt; color: #008000;\">Questa ricerca \u00e8 stata parzialmente finanziata dalla Commissione della Comunit\u00e0 Europea (Environmental Programme, ref. EV4V-01 39-B; STEP &#8211; 0063-C)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"; color: #008000;\">Bibliografia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">Bell J.D. &amp; Harmelin-Vivien M.L., 1982. Fish fauna of French Mediterranean <em>Posidonia oceanica<\/em> seagrass meadows. 1. Community structure. <em>T\u00e9thys<\/em>, <strong>11<\/strong>:1-14.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Bianchi C.N., Bedulli D., Morri C., Occhipinti Ambrogi A., 1989. L&#8217;herbier de Posidonies: \u00e8cosyst\u00e8me ou carrefour \u00e8co-\u00e8thologique? In: Boudouresque C.F. et al. (Eds.), <em>II International Workshop on Posidonia Beds<\/em>, GIS Posidonie Publ., Marseille,\u00a0 <strong>2<\/strong>: 257-272.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Boudouresque C.F., Cinelli F., Mazzella L., Richard M., 1981. Algal undergrowth of <em>Posidonia oceanica<\/em> beds in the Gulf of Naples: floristic study. <em>Rapp. Comm. int. Mer M\u00e9dit.<\/em>, <strong>27<\/strong> (2):195-196.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Boudouresque C.F., Meinesz A., Fresi E., Gravez V. (Eds.), 1989. II International Workshop on <em>Posidonia<\/em> Beds. GIS Posidonie Publ., Marseille.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Buia M.C.,\u00a0 Cormaci M., Furnari G., Mazzella L., 1989. <em>Posidonia oceanica<\/em> off Capo Passaro (Sicily, Italy): leaf phenology and leaf algal epiphytic community. In: Boudouresque C.F. et al. (Eds.), <em>II International Workshop Posidonia Beds<\/em>, GIS Posidonie Publ., Marseille, <strong>2<\/strong>: 127-143.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Buia M.C., Zupo V., Mazzella L., 1992. Primary production and growth dynamics in <em>Posidonia oceanica<\/em>. <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>13<\/strong>(1): 2-16.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Chessa L.A., Fresi E., Soggiu L., 1982. Primi dati sulla rete trofica dei consumatori in una prateria di <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile. <em>Boll. Mus. Ist. Biol. Univ. Genova,<\/em> <strong>50<\/strong> (suppl.): 156-161.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Chessa L.A., Bionda G., Buia M.C., Gambi M.C., Lorenti M., Maj R., Manconi R., et al., 1989. Indagini su <em>Posidonia oceanica<\/em> nella rada di Porto Conte (Sardegna Nord-Occidentale): caratteristiche della prateria e fauna vagile. <em>Oebalia<\/em>, <strong>15<\/strong>: 99-107.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Chimenz C.,\u00a0 Taramelli E., Cironi R., Contessini A., Gravina F., Maggiore F.R., Maj R.L.C., Motta M.G., Somaschini A., 1989. Studies on animal populations of the leaves and rhizomes of <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile on the rocky\u00a0 bottoms of Torvaldaliga. In: Boudouresque C.F. et al. (Eds.), <em>II International Workshop on Posidonia Beds<\/em>, GIS Posidonie Publ., Marseille, <strong>2<\/strong>: 145-156.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Coulon P. &amp; Jangoux M., 1991. Rate and rhythm of feeding of the holothuroid <em>Holothuria tubulosa<\/em> in the seagrass beds of Ischia Islands (Bay of Naples, Italy).\u00a0 In: B.F. Keegan (Ed.), <em>Space and time series analysis in coastal benthic ecology<\/em>. Commission of the European Communities, Bruxelles: 573-580.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Cozzolino G.C., Scipione M.B., Lorenti M., Zupo V., 1992. Migrazioni nictemerali e struttura del popolamento a crostacei Peracaridi e Decapodi di una prateria a <em>Posidonia oceanica<\/em> dell&#8217;isola d&#8217;Ischia (Golfo di Napoli). <em>Oebalia<\/em>, suppl. <strong>17<\/strong>: 343-346.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Cuomo V., Vanzanella F., Fresi E., Mazzella L., Scipione M.B., 1982. Micoflora delle fanerogame dell&#8217;isola d&#8217;Ischia: <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile e <em>Cymodocea nodosa<\/em> (Ucria) Aschers. <em>Boll. Mus. Ist. Biol. Univ. Genova<\/em>, <strong>50<\/strong>:162-166.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Dauby P. &amp; Mosora F., 1988. Analyse \u00e0 l&#8217;aide des isotopes stables du carbone des sources de nutrition des d\u00e9tritivores et suspensivores benthiques. <em>Bull. Soc. Royal de Li\u00e9ge<\/em>, <strong>57<\/strong> (4-5): 241-248.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Den Hartog C., 1977. Structure, function, and classification in seagrass communities. In: McRoy C.P. and C. Helfferich (Eds.), <em>Seagrass ecosystems. A scientific perspective<\/em>., Marcel Dekker, New York: 89-121.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Francour P., 1985. Root and rhizome biomass of <em>Posidonia oceanica<\/em> bed. <em>Rapp. Comm. int. Mer M\u00e9dit.<\/em>, <strong>29<\/strong> (5):183-185.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Francour P., 1990. Dinamique de l&#8217;ecosysteme a <em>Posidonia oceanica<\/em> dans le Parc National de Port-Cros. Analyse des compartiments matte, letiere, fauna vagile, echinoderes et poissons. Unpublished thesis, Univeristy of Paris.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Gambi M.C., Giangrande A., Chessa L.A., Manconi R., Scardi M., 1989. Distribution and ecology of polychaetes in the foliar stratum of a Posidonia oceanica bed in the bay of Porto Conte (N.W. Sardinia). In: Boudouresque, C.F. et al. (Eds). <em>II International Workshop on Posidonia Beds.<\/em> GIS Posidonie Publ., Marseille: 175-187.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Gambi M.C. &amp; Lanera P., 1992. Polychaetes of the leaf stratum of a <em>Posidonia oceanica<\/em> bed: spatial and seasonal analyses. <em>Rapp. Comm. int. Mer M\u00e8dit.<\/em>, <strong>33<\/strong>: 39.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Gambi M.C., Lorenti M., Russo G.F., Scipione M.B., Zupo V., 1992. Depth and seasonal distribution of some groups of the vagile fauna of <em>Posidonia oceanica<\/em> leaf stratum: structural and trophic analyses. <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>13<\/strong> (1): 17-40.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Gambi M.C., Giangrande A., Martinelli M., Chessa L.A., 1995. Polychaetes of a <em>Posidonia oceanica<\/em> bed off Sardinia (Italy): spatio-temporal distribution and feeding guild analysis. <em>Scientia Marina<\/em>, <strong>59 <\/strong>(2): 1-11.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Gambi M.C. &amp; Di Meglio M., in stampa. Osservazioni su comportamento e scelta alimentare nel polichete erbivoro <em>Platynereis dumerilii<\/em> (Nereidae). <em>Atti XI Congresso A.I.O.L.<\/em>, Sorrento, 1994.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Garcia-Raso J.E., 1990. Study of a Crustacea Decapoda taxocoenosis of <em>Posidonia oceanica<\/em> beds from the Southeast of Spain. <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>11<\/strong> (4): 309-326.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Harmelin-Vivien M.L. &amp; Francour P., 1992. Trawling or visual censues? Methodological bias in the assessment of fish populations in seagrass beds. <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>13<\/strong> (1): 41-52.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Hay M.E., Duffy J.E., Pfister C.A., Fenical W., 1987. Chemical defenses against different marine herbivores: are amphipods insect equivalents? <em>Ecology<\/em>, <strong>68<\/strong>: 1567-1580.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Hillman K., Walker D.I., Larkum A.W.D., McComb A.J., 1989. Productivity and nutrient limitation. In: Larkum A.W.D., McComb A.J. and S.A. Shepherd (Eds.), <em>Biology of seagrasses<\/em>. Elsevier, Amsterdam, <strong>2<\/strong>: 635-668.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Hudon C. &amp; Legendre P., 1987. The ecological implications of growth forms in epibenthic diatoms. <em>Journal of Phycology<\/em>, <strong>23<\/strong>: 434-441.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Lawrence J.M., Boudouresque C.F., Maggiore F., 1989. Proximate constituents, biomass, and energy in <em>Posidonia oceanica<\/em> (Potamogetonaceae). <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>10<\/strong>: 263-270.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Littler M.M. &amp; Littler D.S., 1980. The evolution of thallus form and survival strategies in benthic marine macroalgae: field and laboratory tests of a functional form model. <em>American Naturalist<\/em>, <strong>116<\/strong>: 25-44.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Littler M.M., Littler D.S., Taylor P.R., 1983. Evolutionary strategies in a tropical barrier reef system: functional form groups of marine macroalgae. <em>Journal of Phycology<\/em>, <strong>19<\/strong>: 229-237.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Lorenti M. &amp; Fresi E., 1983. Vertical zonation of vagile fauna from the foliar stratum of a <em>Posidonia oceanica<\/em> bed. Isopoda. <em>Rapp. Comm. int. Mer M\u00e9dit.<\/em> <strong>28<\/strong> (3):143-145.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Lubchenko J. &amp; Cubit J., 1980. Heteromorphic life histories of certain marine algae as adaptations to variations in herbivory. <em>Ecology<\/em>, <strong>61<\/strong>: 676-687.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Mazzella L., 1983. Studies on the epiphytic diatoms of <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile leaves. <em>Rapp. Comm. int. Mer M\u00e9dit.,<\/em> <strong>28<\/strong>: 123-124.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Mazzella L., Buia M.C., Spinoccia L., in stampa.\u00a0 Biodiversity of epiphytic diatom community on leaves of <em>Posidonia oceanica.\u00a0\u00a0 <\/em>Proceedings of 13th Diatom Symposium, 1994.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Mazzella L. &amp; Russo G.F., 1989. Grazing effect of two <em>Gibbula<\/em> species (Mollusca, Archaeogastropoda) on the epiphytic community of <em>Posidonia oceanica<\/em> leaves. <em>Aquatic Botany<\/em>, <strong>35<\/strong>: 357-373.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Mazzella L., Scipione M.B., Buia M.C., 1989. Spatio- temporal distribution of algal and animal communities in a <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile meadow. <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>10<\/strong>: 107-131.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Nedelec H. &amp; Verlaque M., 1984. Alimentation de l&#8217;oursin <em>Paracentrotus lividus<\/em> (Lamarck) dans un herbier \u00e0 <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile en Corse. In: Boudouresque C.F. et al. (Eds.), <em>I International Workshop on Posidonia oceanica Beds,<\/em> GIS Posidonie Publ., Marseille: 349-364.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Novak R., 1984. A study in ultra-ecology: microorganisms on the seagrass <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile. <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>10<\/strong>: 107-131.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Novak R., 1989. Ecology of nematodes in the Mediterranean seagrasses <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile. 1.General part and faunistics of the Nematode community. <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>10<\/strong>: 335-363.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Ott J.A., 1981. Adaptive strategies at the ecosystem level: examples from two benthic marine systems. <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>2<\/strong>: 113-158.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Ott J.A. &amp; Maurer L., 1977. Strategies of energy transfer from marine macrophytes to consumer levels: the <em>Posidonia oceanica<\/em> example. In:\u00a0 Keegan B.F., Ceidigh P.O., and Boaden P.J.S. (Eds.), <em>Biology of Benthic Organisms<\/em>,\u00a0 Pergamon Press, Oxford: 493-502.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Pansini M. &amp; Pronzato R., 1985. Distribution and ecology of epiphytic <em>Porifera<\/em> in two <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile meadows of the Liguriaan and Tyrrhenian Sea. <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>6<\/strong>: 1-11.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Pirc H., 1983. Belowground biomass of <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile ant its importance to the growth dynamics. <em>Proceedings International Symposium on Aquatic macrophytes<\/em>, Nyjmegen: 177-181.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Pirc H., 1989. Seasonal changes in soluble carbohydrates, starch, and energy content in Mediterranean seagrasses. <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>10<\/strong>: 97-105.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Pirc H. &amp; Wollenweber B., 1988. Seasonal changes in nitrogen, free amino acidds, and C\/N ratio in Mediterranean seagrasses. <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>9<\/strong>: 167-179.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Romero J., 1985. Estudio ecologico de las fanerogamas marinas de la costa catalana:produccion primaria de <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile en las Islas Medes. Unpublished thesis, University of Barcelona.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Romero J., Pergent G., Pergent-Martini C., Mateo M.A., Regnier C., 1992. The detritic compartment in a <em>Posidonia oceanica<\/em> meadow: litter features, decomposition rates and mineral stocks. <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>13<\/strong> (1): 69-83.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Russo G.F., 1989. La scelta dei descrittori morfo-funzionali nell&#8217;analisi dei sistemi bentonici: un approccio con la componente malacologica di una prateria a <em>Posidonia oceanica<\/em>. <em>Oebalia<\/em>, <strong>15<\/strong>: 213-228.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Russo G.F., Vinci D., Scardi M., Fresi E., 1991. Mollusc syntaxon of foliar stratum along a depth gradient in a <em>Posidonia oceanica<\/em> bed: 3. A year&#8217;s cycle at Ischia Island. <em>Posidonia Newsletter<\/em>, <strong>4<\/strong> (1): 15-25.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Scipione M.B., 1989. Comportamento trofico dei Crostacei Anfipodi in alcuni sistemi bentonici costieri. <em>Oebalia<\/em>, <strong>15<\/strong>: 249- 260.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Scipione M.B. &amp; Fresi E., 1984. Distribution of Amphipod Crustaceans in <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile foliar stratum. In: Boudouresque C.F. et al. (Eds.), <em>I International Workshop on Posidonia oceanica Beds<\/em>, GIS Posidonie Publ., Marseille: 319-329,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Scipione M.B. &amp; Mazzella L., 1992. Epiphytic diatoms in the diet of Crustacean Amphipods of <em>Posidonia oceanica<\/em> leaf stratum. <em>Oebalia<\/em>, suppl. <strong>17<\/strong>: 409-412.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Somaschini A., Gravina M.F., Ardizzone G.D., 1994. Polychaete depth distribution in a <em>Posidonia oceanica<\/em> bed (rhizome and matte strata) and neighbouring soft and hard bottoms. <em>P.S.Z.N.I.: Marine\u00a0 Ecology<\/em>, <strong>15 <\/strong>(2): 133-151.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Steneck R.S. &amp; Watling L., 1982. Feeding capabilities and limitation of herbivorous molluscs:a functional group approach. <em>Marine Biology<\/em>, <strong>68<\/strong>: 299-319.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Tenore K.R., 1981. Organic nitrogen and caloric content of detritus. <em>Est. Coast. Shelf Sci.<\/em>, <strong>12<\/strong>: 39-47.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Traer K., 1980. The consumption of <em>Posidonia oceanica<\/em> Delile by Echinoids at the Isle of Ischia. In: Jangoux M. (Ed.),\u00a0 <em>Echinodermes: present and past<\/em>, A.A. Balkema, Rotterdam: 241-244.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Velimirov B., 1984. Grazing of <em>Sarpa salpa<\/em> L. on <em>Posidonia oceanica<\/em> and utilization of soluble compaunds. In: Boudouresque C.F. et al. (Eds.),\u00a0 <em>II International Workshop on Posidonia Beds,<\/em> GIS Posidonie Publ., Marseille: 381-387.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Velimirov B., 1987. Organic matter derived from a seagrass meadow: origin, properties, and quality of particles. <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>8<\/strong>: 143-73.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Velimirov B., Ott J.A., Novak R., 1981. Microorganisms on macrophyte debris: biodegradation and its implication in the food web. <em>Kieler Meeresfor. Sonderh <\/em>, <strong>5<\/strong>: 333-44.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Verlaque M. &amp; Nedelec H., 1983. Note preliminaire sur les relations biotiques <em>Paracentrotus lividus<\/em> (LMK.) et herbier de Posidonies. <em>Rapp. Comm. int. Mer M\u00e9dit., <\/em>\u00a0<strong>28<\/strong> (3):157-158.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Virnstein R.W., 1987. Seagrass associated invertebrate communities of the Southeastern U.S.A.: a review. Florida Marine Research Publications. <em>Proc. Symposium on Subtropical-Tropical seagrasses of the Southeastern United States<\/em>, <strong>42<\/strong>: 89-116.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Willsie A., 1983. Zonation de la macrofaune endog\u00e9e de la matte d&#8217;herbier de <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile. <em>Rapp. Comm. int. Mer M\u00e9dit.<\/em>, <strong>28<\/strong> (3): 165-166.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Willsie A., 1987. Structure et fonctionnement dela macrofaune associ\u00e9e \u00e0 la matte morte et d&#8217;herbier vivant de <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile: influence des facteurs abiotiques et biotiques. Unpublished Thesis, University of Aix-Marseille II.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Wittmann K., 1984. Temporal and morphological variations of growth ia a natural stand of <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile. <em>P.S.Z.N.I: Marine Ecology<\/em>, <strong>5<\/strong>: 301-316.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Wittmann K., Scipione M.B., Fresi E., 1981. Some laboratory experiments on the activity of the macrofauna in the fragmentation of detrital leaves of <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile. <em>Rapp. Comm. int. Mer M\u00e9dit.,<\/em> <strong>27<\/strong> (2): 205-206.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Zupi V. &amp; Fresi E., 1984. A study on the food web of the <em>Posidonia oceanica<\/em> ecosystem: analysis of the gut contents of Echinoderms. In: Boudouresque C.F. et al. (Eds.),\u00a0 <em>I Internationat Workshop on Posidonia oceanica Beds, GIS Posidonie Publ.,<\/em> Marseille: 373-379.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Zupi V. &amp; Fresi E., 1985. A study on the food web of the <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile ecosystems: analysis of the gut contents of Decapod Crustaceans. <em>Rapp. Comm. int. Mer M\u00e9dit.<\/em>, <strong>29<\/strong> (5):189-192.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Zupo V., 1990. The food web of <em>Posidonia oceanica<\/em> beds around the island of Ischia (Gulf of Naples &#8211; Italy): a new trophic index. <em>Rapp. Comm. int. Mer M\u00e9dit.<\/em>, <strong>32<\/strong> (1): 16.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Zupo V., 1993. The use of feeding indices for the study of food webs: an application to a <em>Posidonia oceanica<\/em> ecosystem. <em>Coenoses<\/em>, <strong>8 <\/strong>(2): 85-95.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Zupo V., 1994. Strategies of sexual inversion in <em>Hippolyte inermis<\/em> Laech (Crustacea, Decapoda) from the Mediterranean seagrass meadow. <em>J. Exp. Mar. Biol. Ecol.<\/em>, <strong>178<\/strong>: 131-145.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pubblicato originariamente nel 1995 sulla Rivista Marittima<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 16<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>\u00a0. . 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