{"id":37945,"date":"2023-08-01T00:01:35","date_gmt":"2023-07-31T22:01:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=37945"},"modified":"2026-04-20T13:54:10","modified_gmt":"2026-04-20T11:54:10","slug":"viaggio-nello-spazio-le-lune-di-saturno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/37945","title":{"rendered":"Viaggio nel sistema solare: le lune di Saturno"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 13<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ASTRONOMIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Saturno, colonizzazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver sorvolato virtualmente Saturno non possiamo non dare un\u2019occhiata anche alle sue tante lune. Come vedremo, alcune appaiono interessanti per una futura colonizzazione e potrebbero ospitare qualche forma di vita primordiale. Ma non anticipiamo nulla e accendiamo i motori verso le lune del Signore degli anelli.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-38779\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/lune-saturniane-0.png\" alt=\"\" width=\"1057\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/lune-saturniane-0.png 674w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/lune-saturniane-0-300x109.png 300w\" sizes=\"(max-width: 1057px) 100vw, 1057px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La loro scoperta<\/span><\/strong><br \/>\nLe prime lune di Saturno furono scoperte mediante dei telescopi ottici. La pi\u00f9 grande luna, <strong><span style=\"color: #008000;\">Titano<\/span><\/strong>, fu scoperta nel 1655 dal famoso astronomo Christiaan Huygens. In seguito furono scoperte <span style=\"color: #008000;\"><strong>Thetis, Dione, Rea <\/strong><\/span>e <span style=\"color: #008000;\"><strong>Iapeto<\/strong><span style=\"color: #008000;\">,<\/span><\/span> tra il 1671 e il 1684, da Giovanni Domenico Cassini. <strong><span style=\"color: #008000;\">Mimas ed Encelado<\/span><\/strong> furono poi scoperte nel 1789 da William Herschel mentre <strong><span style=\"color: #008000;\">Hyperion<\/span><\/strong> nel 1848 da W.C. Bond, G.P. Bond e William Lassell. Ulteriori lune furono scoperte attraverso la lunga esposizione di lastre fotografiche. La prima fu <strong><span style=\"color: #008000;\">Phoebe<\/span><\/strong> nel 1899 da W.H. Pickering. Nel 1966 fu individuato <strong><span style=\"color: #008000;\">Janus<\/span><\/strong> da Audouin Dollfus. Nel 1980, si aggiunsero tre ulteriori lune,\u00a0chiamate <strong><span style=\"color: #008000;\">Helene, Telesto<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Calypso<\/span><\/strong>, successivamente confermate dalle sonde Voyager.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38807 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Cassini-Spacecraft-Views-Prometheus-Up-Close.jpg\" alt=\"\" width=\"1043\" height=\"674\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Cassini-Spacecraft-Views-Prometheus-Up-Close.jpg 873w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Cassini-Spacecraft-Views-Prometheus-Up-Close-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Cassini-Spacecraft-Views-Prometheus-Up-Close-768x496.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1043px) 100vw, 1043px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Prometeo fotografato dalla sonda Cassini &#8211; NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, lo studio dei pianeti esterni fu rivoluzionato dalla disponibilit\u00e0 di sonde spaziali Voyager che raggiunsero Saturno nel 1980-1981 portando alla scoperta di tre lune aggiuntive: <strong><span style=\"color: #008000;\">Atlante, Prometeo<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Pandora<\/span><\/strong>. Nell&#8217;estate del 2004, arriv\u00f2 a Saturno la sonda Cassini che scopr\u00ec che nella struttura degli anelli vi erano molte lune in orbita al loro interno. Ma non solo \u2026 nel 2008, un impoverimento di elettroni energetici nella magnetosfera di Saturno vicino a<strong><span style=\"color: #008000;\"> Rea<\/span><\/strong>\u00a0rivel\u00f2 la presenza di un tenue sistema ad anello attorno alla seconda luna pi\u00f9 grande di Saturno. In altre parole si scopr\u00ec che anche la luna Rea possedeva degli anelli come Saturno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come si formarono le lune di Saturno?<br \/>\n<\/span> <\/strong><\/span>Alcune lune furono catturate dalla gravit\u00e0 di Saturno, altre si formarono dall&#8217;urto di corpi celesti che si disintegrarono creando polveri e rocce oppure si fusero insieme. Ad esempio, il sistema di Titano si potrebbe essere sviluppato a causa di una seconda luna che si distrusse, producendo anelli e lune interne di medie dimensioni, oppure, in un&#8217;ipotesi ancora pi\u00f9 suggestiva, a causa della fusione di due grandi lune che poi formarono Titano. Una caratteristica interessante di alcune lune \u00e8 la presenza sulla loro superficie di crio-vulcani ovvero di vulcani di ghiaccio. Una scoperta straordinaria perch\u00e9 si ritiene che queste strutture possano essere la culla della vita nell\u2019universo, con le loro sorgenti d\u2019acqua nascoste sotto il guscio superficiale del corpo celeste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Siamo ora arrivati al momento di avvicinarci alle sue lune per esplorarle<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe lune di Saturno sono numerose e diverse, che vanno da minuscoli moonlet (piccole lune) dell&#8217;ordine delle decine di metri fino all&#8217;enorme Titano, che \u00e8 pi\u00f9 grande del pianeta Mercurio. Saturno ha circa 82 lune, battendo per ora Giove che si \u00e8 fermato a 79. le loro orbite non\u00a0 sono incorporate nei suoi anelli che sono formati da milioni di rocce e particelle. Per comodit\u00e0 ci dedicheremo alle lune maggiori tra le quali, forse, potremmo scoprire condizioni idonee per colonizzazioni future.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38788\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/rea_fdg.jpg\" alt=\"\" width=\"1049\" height=\"699\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/rea_fdg.jpg 620w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/rea_fdg-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1049px) 100vw, 1049px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rea\u00a0&#8211; NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo sette lune di Saturno sono abbastanza grandi da aver assunto una forma ellissoidale, sebbene solo una o due di queste, <strong><span style=\"color: #008000;\">Titano<\/span><\/strong> e forse <strong><span style=\"color: #008000;\">Rea<\/span><\/strong>, sembrino aver raggiunto un equilibrio idrostatico. Ventiquattro delle lune di Saturno sono satelliti regolari, hanno orbite progradi ed includono i sette satelliti principali e quattro piccole lune che esistono in un&#8217;orbita troiana. Altri due satelliti regolari orbitano all&#8217;interno di spazi vuoti negli anelli di Saturno. <strong><span style=\"color: #008000;\">Hyperion<\/span><\/strong>, una luna relativamente grande, \u00e8 invece bloccata in una risonanza con Titano. Le restanti lune regolari orbitano vicino al bordo esterno dell&#8217;anello A, all&#8217;interno dell&#8217;anello G, poste tra le lune principali <strong><span style=\"color: #008000;\">Mimas<\/span><\/strong> ed <strong><span style=\"color: #008000;\">Encelado<\/span><\/strong>. I<strong><span style=\"color: #008000;\"> satelliti regolari<\/span><\/strong> prendono tradizionalmente il nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">Titani<\/span><\/strong> con nomi associati al mitologico dio Saturno. I rimanenti 58, con diametri medi che vanno dai 4 ai 213 km, sono invece dei satelliti irregolari, le cui orbite sono molto pi\u00f9 lontane da Saturno, hanno alte inclinazioni e possono essere sia progradi che retrogradi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">satelliti irregolari<\/span> <\/strong>sono stati suddivisi, in base alle loro caratteristiche orbitali, nei gruppi <strong><span style=\"color: #008000;\">Inuit, Norreno<\/span> <\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\">Gallico<\/span><\/strong>, facilmente attribuibili grazie a i nomi legati alle rispettive mitologie. La pi\u00f9 grande delle lune irregolari \u00e8 <strong><span style=\"color: #008000;\">Phoebe<\/span><\/strong>, la nona luna di Saturno, scoperta alla fine del XIX secolo. Gli anelli di Saturno, come abbiamo descritto nell&#8217;articolo su Saturno, sono costituiti da oggetti di dimensioni variabili da polveri a rocce di centinaia di metri di diametro, ciascuno nella propria orbita attorno a Saturno. Sarebbe troppo complesso occuparci di tutte e per questo motivo ci concentreremo solo sulle lune maggiori, in particolare su quelle che ci possono interessare maggiormente per una futura colonizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Le lune maggiori<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Le pi\u00f9 grandi lune interne di Saturno orbitano all&#8217;interno del suo tenue <strong><span style=\"color: #008000;\">Anello E<\/span><\/strong> insieme a tre lune pi\u00f9 piccole del gruppo degli <strong><span style=\"color: #008000;\">Alkyonides<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">MIMAS <\/span><\/strong><\/span>\u00e8 la pi\u00f9 piccola e meno massiccia delle lune &#8220;rotonde&#8221; interne. In realt\u00e0 ha una forma ovoidale, pi\u00f9 corta ai suoi poli e pi\u00f9 lunga all&#8217;equatore (di circa 20 km) a causa degli effetti della gravit\u00e0 di Saturno.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38781 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/mimas-saturn.jpg\" alt=\"\" width=\"1133\" height=\"590\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/mimas-saturn.jpg 1133w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/mimas-saturn-300x156.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/mimas-saturn-768x400.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/mimas-saturn-1024x533.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1133px) 100vw, 1133px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mimas &#8211; NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mimas<\/span><\/strong> possiede un enorme cratere di impatto (che si estende per un terzo del suo diametro) chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Herschel<\/span><\/strong>, situato nel suo emisfero principale. Mimas non sembra avere attivit\u00e0 geologiche n\u00e9 passate n\u00e9 presenti per cui la morfologia craterizzata deriva da urti di meteoriti o altri corpi. Le uniche caratteristiche tettoniche conosciute sono alcune depressioni arcuate e lineari, che probabilmente si sono formate quando Mimas fu devastata dall&#8217;impatto dell\u2019asteroide che gener\u00f2 Herschel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ENCELADO<\/span><\/strong><br \/>\nEncelado \u00e8 una delle pi\u00f9 piccole lune di Saturno di forma sferica e ancora geologicamente attivo. La sua superficie \u00e8 morfologicamente diversa; comprende aree con presenza di crateri e ampie pianure con pochi crateri da impatto. Molte pianure su Encelado sono fratturate e intersecate da canali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38786 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/cassini_enceladus_1493187689167.jpg\" alt=\"\" width=\"1048\" height=\"698\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/cassini_enceladus_1493187689167.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/cassini_enceladus_1493187689167-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/cassini_enceladus_1493187689167-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1048px) 100vw, 1048px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Encelado &#8211; immagine raccolta dalla sonda Cassini &#8211; NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sonda Cassini ha rilevato intorno al polo sud della luna una zona particolarmente calda con la presenza di un sistema di fratture lungo circa 130 km, da cui vengono emessi getti di vapore acqueo e polvere. Questi getti possono formare un grande pennacchio che funge da fonte principale di ioni nella magnetosfera di Saturno. Poich\u00e9 la gravit\u00e0 di Encelado \u00e8 troppo debole per trattenere un&#8217;atmosfera, essa potrebbe essere rifornita dai vulcani di ghiaccio o da dei geyser. Inoltre, gli scienziati ritengono che Encelado possa avere acqua liquida al di sotto della superficie sud-polare. Il ghiaccio puro sulla sua superficie lo rende uno degli oggetti pi\u00f9 luminosi conosciuti nel Sistema Solare con un\u2019albedo che supera il 140%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">TETHYS<br \/>\n<\/span><\/strong>Tethys \u00e8 la terza pi\u00f9 grande delle lune interne di Saturno. Volandoci intorno potremmo notare subito un enorme cratere del diametro di 400 km che \u00e8 stato chiamato Odisseo ed un vasto sistema di canyon chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Itaca Chasma<\/span><\/strong> che si estende per almeno 270\u00b0 attorno alla luna. <strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38792 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/PIA07738_Tethys_mosaic_contrast-enhanced-e1578942986706.jpg\" alt=\"\" width=\"1049\" height=\"1049\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Thetys &#8211; NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante non siano state notate attivit\u00e0 geologiche, l\u2019area crateale occupa la maggior parte della sua superficie, con una minima regione che presenta delle pianure. Gli scienziati ritengono che quest&#8217;ultima potrebbe essere geologicamente pi\u00f9 giovane. La luna ha una bassa densit\u00e0 per cui potrebbe essere costituita da ghiaccio d&#8217;acqua con piccole zone rocciose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">DIONE<br \/>\n<\/span><\/strong>Dione \u00e8 la seconda luna interna pi\u00f9 grande di Saturno, con una densit\u00e0 compresa tra quella di <strong><span style=\"color: #008000;\">Encelado<\/span> <\/strong>(maggiore) e di <strong><span style=\"color: #008000;\">Rea<\/span><\/strong> (minore).<strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38790\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Dionean_Linea_PIA08256.jpg\" alt=\"\" width=\"1039\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Dionean_Linea_PIA08256.jpg 936w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Dionean_Linea_PIA08256-300x296.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Dionean_Linea_PIA08256-768x757.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Dionean_Linea_PIA08256-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Dionean_Linea_PIA08256-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 1039px) 100vw, 1039px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dione &#8211; NASA<\/span><\/strong><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche questa luna \u00e8 coperta da una vasta rete di canali e linee, indicando un passato in cui esisteva un&#8217;attivit\u00e0 tettonica. Le pianure presentano anche alcuni grandi crateri da impatto che raggiungono i 250 chilometri di diametro. Nelle distese pianeggianti sono presenti piccoli rari crateri da impatto. Dione potrebbe essere geologicamente attivo anche se su una scala molto pi\u00f9 piccola di Encelado. Ci\u00f2 \u00e8 stato confermato dalle misurazioni del campo magnetico effettuate dalla sonda Cassini che mostrano che Dione sia una fonte di plasma nella magnetosfera di Saturno, proprio come Encelado.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">REA<br \/>\n<\/span><\/strong>Rea \u00e8 la seconda pi\u00f9 grande delle lune di Saturno. Una sua peculiarit\u00e0 \u00e8 che potrebbe a vere degli anelli equatoriali. <strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38791 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/PIA07763_Rhea_full_globe5.jpg\" alt=\"\" width=\"1038\" height=\"1038\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/PIA07763_Rhea_full_globe5.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/PIA07763_Rhea_full_globe5-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/PIA07763_Rhea_full_globe5-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/PIA07763_Rhea_full_globe5-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/PIA07763_Rhea_full_globe5-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/PIA07763_Rhea_full_globe5-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/PIA07763_Rhea_full_globe5-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 1038px) 100vw, 1038px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rea &#8211; NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2005 Cassini rilev\u00f2 un impoverimento di elettroni nella scia del plasma di Rea fu ipotizzato che esso fosse causato dalla presenza di particelle concentrate in alcuni deboli anelli equatoriali. Se confermato, un tale sistema ad anello renderebbe Rea l&#8217;unica luna nel Sistema Solare per avere anch\u2019essa degli anelli. Rea non evidenzia alcuna attivit\u00e0 geologica interna ed ha una tipica superficie fortemente craterizzata, con eccezione di alcune grandi fratture, e due bacini di impatto molto grandi sul suo emisfero opposto a Saturno, che sono di circa 500 km di larghezza. Il primo, denominato Tirawa, \u00e8 approssimativamente paragonabile al bacino di Odisseo su Thetys. Esiste anche un cratere da impatto di 48 km di diametro chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Inktomi<\/span><\/strong> che \u00e8 prominente a causa di un esteso sistema di raggi luminosi, forse uno dei crateri pi\u00f9 giovani sulle lune interne di Saturno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>TITANO<br \/>\n<\/b><\/span>Titano, con ben 5.149 chilometri di diametro, \u00e8 la seconda luna pi\u00f9 grande del Sistema Solare ed \u00e8 anche la pi\u00f9 grande di Saturno. <span style=\"color: #008000;\"><b><br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/TITANO.jpg\" alt=\"\" width=\"1051\" height=\"1043\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Titano &#8211; NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Titano \u00e8 l&#8217;unica luna con un&#8217;atmosfera densa (con una pressione superficiale di 1,5 atmosfere), ed \u00e8 costituita principalmente da azoto con una piccola frazione di metano. L&#8217;atmosfera densa produce frequentemente delle nuvole convettive bianche molto luminose, specialmente nella regione del polo sud.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38801\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/330px-Titan_Haze.jpg\" alt=\"\" width=\"1050\" height=\"1116\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/330px-Titan_Haze.jpg 330w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/330px-Titan_Haze-282x300.jpg 282w\" sizes=\"(max-width: 1050px) 100vw, 1050px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Immagine (in falsi colori) dell&#8217;atmosfera di Titano &#8211; sonda Voyager 1. \u00c8 visibile lo strato di foschia distaccato (in blu) che sovrasta la parte pi\u00f9 densa dell&#8217;atmosfera (in arancio) &#8211; NASA<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2013, gli scienziati dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">IAA-CSIC<\/span><\/strong> rilevarono degli idrocarburi policiclici aromatici nell&#8217;atmosfera superiore di Titano, elemento di particolare interesse. La sua superficie \u00e8 difficile da osservare a causa della persistente foschia atmosferica, ma mostra alcuni crateri da impatto. Con la presenza di canali di flusso e crio-vulcani, nelle regioni scure si osservano campi di dune longitudinali modellati da venti di marea, dove la sabbia \u00e8 costituita da acqua ghiacciata o da idrocarburi. Titano \u00e8 l&#8217;unico corpo nel Sistema Solare, oltre alla Terra, che presenta depositi liquidi sulla sua superficie, sotto forma di <strong><span style=\"color: #008000;\">laghi di metano-etano<\/span> <\/strong>nelle regioni polari nord e meridionali. In particolare, gli scienziati ritengono che esista un oceano sotterraneo fatto di acqua mescolata con ammoniaca, che possa eruttare sulla superficie della luna, creando fenomeni di criovulcanismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non laghetti trascurabili \u2026 il suo lago pi\u00f9 grande, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Kraken Mare<\/span><\/strong>, \u00e8 pi\u00f9 grande del Mar Caspio ed ha una densit\u00e0 simile a quella del Mar Morto. Ne sapremo di pi\u00f9 con la Missione NASA <strong><span style=\"color: #008000;\">Dragonfly<\/span><\/strong> il cui lancio \u00e8 previsto per il luglio 2028 con arrivo su Titano nel 2034; <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">una sonda progettata per effettuare voli controllati e decolli e atterraggi verticali tra diverse localit\u00e0<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> in pi\u00f9 localit\u00e0 diverse sulla superficie, consentendo il campionamento di diverse regioni e contesti geologici<\/span><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38802 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/kraken-mare-saturns-moon-titan-nasa-1024x847.png\" alt=\"\" width=\"1045\" height=\"864\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/kraken-mare-saturns-moon-titan-nasa-1024x847.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/kraken-mare-saturns-moon-titan-nasa-1024x847-300x248.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/kraken-mare-saturns-moon-titan-nasa-1024x847-768x635.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1045px) 100vw, 1045px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I dati raccolti dal radar Cassini mostrano che i mari di Titano sono ricchi di metano liquido. Credito: Swelllinesmag.com<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nHYPERION<br \/>\n<\/span><\/strong>Hyperion \u00e8 la luna pi\u00f9 vicina a Titano con cui interagisce in una risonanza di movimento che comporta che Titano fa quattro rivoluzioni attorno a Saturno mentre Hyperion ne fa esattamente tre.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38795 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/hyperion.jpg\" alt=\"\" width=\"1044\" height=\"751\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/hyperion.jpg 945w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/hyperion-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/hyperion-768x553.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1044px) 100vw, 1044px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Hyperion &#8211; NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha una forma estremamente irregolare e una superficie ghiacciata di colore marrone chiaro molto strana che ricorda una spugna. La sua densit\u00e0 media \u00e8 di circa 0,55 g \/ cm<sup>3<\/sup> indicando che la sua porosit\u00e0 supera il 40%. La superficie \u00e8 coperta da numerosi crateri da impatto, quelli con diametri da 2 a 10 km sono particolarmente abbondanti. Una curiosit\u00e0: Hyperion \u00e8 l&#8217;unica luna nota per avere una rotazione caotica, il che significa che non ha poli o equatori ben definiti con un comportamento rotazionale sostanzialmente molto poco prevedibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">IAPETO<br \/>\n<\/span><\/strong>Iapeto \u00e8 la terza luna pi\u00f9 grande di Saturno e si distingue per la sua decisamente insolita superficie bicolore; il suo emisfero principale \u00e8 nero come la pece mentre il resto \u00e8 brillante come la neve fresca.<strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38796 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Japetus-moon.jpg\" alt=\"\" width=\"1055\" height=\"1027\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Japetus-moon.jpg 750w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Japetus-moon-300x292.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Japetus-moon-50x50.jpg 50w\" sizes=\"(max-width: 1055px) 100vw, 1055px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Iapeto &#8211; NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le immagini della sonda Cassini hanno mostrato che il materiale scuro \u00e8 confinato in una vasta area quasi equatoriale nell&#8217;emisfero principale chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Cassini Regio<\/span><\/strong>, che si estende approssimativamente da 40 \u00b0 Nord a 40 \u00b0 Sud. Le immagini catturate da Cassini mostrano almeno quattro grandi bacini di impatto con diametri da 380 a 550 km e numerosi piccoli crateri da impatto ma nessuna attivit\u00e0 endogena. L&#8217;aspetto bicolore di Iapeto deriva dal contrasto tra le aree luminose, principalmente ricoperte di ghiaccio, e le regioni scure, scoperte dopo la perdita di ghiaccio superficiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le lune irregolari\u00a0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQueste lune sono piccoli satelliti con orbite a grande raggio, inclinate e spesso retrograde, che si ritiene siano state catturate da Saturno. Sono di colore neutro o moderatamente rosso, simili agli asteroidi di tipo C, tipo P o tipo D, sebbene siano molto meno rossi degli oggetti della cintura di Kuiper.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38797 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Animation_of_Saturns_Inuit_group_of_satellites.gif\" alt=\"\" width=\"1052\" height=\"789\" \/>Il <strong><span style=\"color: #008000;\">gruppo Inuit<\/span> <\/strong>comprende sette lune esterne prograde che sono abbastanza simili nelle loro distanze dal pianeta, le loro inclinazioni orbitali (45\u201350 \u00b0) e i loro colori da poter essere considerati un gruppo. La pi\u00f9 grande tra queste \u00e8 <strong><span style=\"color: #008000;\">Siarnaq<\/span><\/strong> con una dimensione stimata di circa 40 km. Oltre al gruppo Inuit, abbiamo il <strong><span style=\"color: #008000;\">gruppo gallico<\/span><\/strong>, costituito da quattro lune esterne prograde ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">gruppo norvegese<\/span><\/strong> (o <strong><span style=\"color: #008000;\">Phoebe<\/span><\/strong>) composto da ben 46 lune esterne retrograde.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38798 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/phoebe_cassini.jpg\" alt=\"\" width=\"1052\" height=\"789\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/phoebe_cassini.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/phoebe_cassini-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/phoebe_cassini-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1052px) 100vw, 1052px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Phoebe &#8211; immagine sonda Cassini &#8211; NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le <strong><span style=\"color: #008000;\">galliche<\/span><\/strong>, la maggiore \u00e8 <strong><span style=\"color: #008000;\">Phoebe<\/span><\/strong>, con diametro di circa 214 km, di gran lunga il pi\u00f9 grande dei satelliti irregolari di Saturno. Ha un&#8217;orbita retrograda e ruota sul suo asse ogni 9,3 ore. Phoebe fu la prima luna di Saturno ad essere studiata in dettaglio da Cassini, nel giugno 2004; durante questo incontro Cassini fu in grado di mappare quasi il 90% della superficie della luna. Phoebe ha una forma quasi sferica e una densit\u00e0 relativamente alta di circa 1,6 g \/ cm3.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38799 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/1200px-Cassini_Saturn_Orbit_Insertion.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/1200px-Cassini_Saturn_Orbit_Insertion.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/1200px-Cassini_Saturn_Orbit_Insertion-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/1200px-Cassini_Saturn_Orbit_Insertion-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/1200px-Cassini_Saturn_Orbit_Insertion-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">pittorico sonda Cassini &#8211; NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le immagini di Cassini hanno rivelato una superficie scura segnata da numerosi impatti. Le analisi spettroscopiche hanno rivelato che la sua superficie sia costituita da ghiaccio d&#8217;acqua, anidride carbonica, fillosilicati, sostanze organiche e possibilmente minerali contenenti ferro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Colonizzazione delle lune di Saturno<\/span><\/strong><br \/>\nFinalmente abbiamo trovato due lune interessanti per future colonizzazioni &#8230; certo non si tratta di pianeti o satelliti con caratteristiche simili alla Terra ma corpi celesti che possono fornire ai coloni fonti di deuterio ed elio-3 per guidare un&#8217;economia di fusione, ovvero quelle risorse necessarie per stabilire una presenza umana. Lo scienziato <strong><span style=\"color: #008000;\">Robert Zubrin<\/span><\/strong> identific\u00f2 <span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Titano<\/span><\/strong> <\/span>come maggiore candidato per una futura colonizzazione grazie all\u2019abbondanza di tutti gli elementi necessari per sostenere la vita. La superficie di Titano presenta pochi crateri ed \u00e8 probabilmente composta da ghiaccio d&#8217;acqua e laghi di idrocarburi liquidi nelle sue regioni polari.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38783 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Titan_atmosphere_detail_it.svg.png\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1440\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Titan_atmosphere_detail_it.svg.png 1920w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Titan_atmosphere_detail_it.svg-300x225.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Titan_atmosphere_detail_it.svg-768x576.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Titan_atmosphere_detail_it.svg-1024x768.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Titan_atmosphere_detail_it.svg-1200x900.png 1200w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">pittorico dell&#8217;atmosfera di Titano da Wikipedia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La temperatura \u00e8 mediamente molto bassa (95 K equivalenti a -178 Celsius) e l&#8217;atmosfera sufficientemente densa. Si sospetta che possano verificarsi inondazioni improvvise causate da piogge di idrocarburi allo stato liquido. Le immagini scattate dalla sonda Cassini nell&#8217;ottobre 2004 hanno infatti permesso di individuare nubi di alta quota in prossimit\u00e0 del polo sud del satellite, ma con una composizione a differente dal metano.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38800 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/dune-titano.jpg\" alt=\"\" width=\"1061\" height=\"668\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/dune-titano.jpg 953w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/dune-titano-300x189.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/dune-titano-768x484.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/dune-titano-320x202.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 1061px) 100vw, 1061px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">le similitudini con la Terra sono incredibili \u2026 A sinistra, Belet e Fensal, due diverse distese di dune su Titano, fotografate dal radar della sonda Cassini. A destra, due distese simili presenti sulla Terra, a Rub&#8217; al-Khali\u200e, in Arabia Saudita.\u00a0 Crediti: NASA\/JPL\u2013Caltech\/ASI\/ESA, USGS\/ESA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservazioni all&#8217;infrarosso effettuate, tramite i telescopi <strong><span style=\"color: #008000;\">Keck<\/span><\/strong> e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Very Large Telescope<\/span><\/strong>, hanno rivelato che sul satellite si sviluppano frequenti piogge di metano, cosa che fa ipotizzare che su Titano si sia sviluppato un completo ciclo del metano che provvede ad alimentare i laghi di metano che si trovano sulla superficie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra luna decisamente interessante \u00e8<span style=\"font-size: 14pt;\"> <strong><span style=\"color: #008000;\">Encelado<\/span><\/strong><\/span>. Il 9 marzo 2006, la <strong><span style=\"color: #008000;\">sonda spaziale Cassini<\/span><\/strong> della NASA scopr\u00ec possibili prove della presenza di acqua allo stato liquido nel sottosuolo di Encelado. Ci\u00f2 comporta che un\u2019eventuale base potrebbe raccogliere molto pi\u00f9 facilmente e in modo sicuro. Inoltre, si potrebbe ottenere metano dalla decomposizione dei clatrati di metano\/acqua, un processo che richiede temperature pi\u00f9 basse rispetto alle eruzioni di acqua liquida.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-38784\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Color_polar_maps_of_Enceladus_PIA18435_Nov._2014_full_size.jpg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"753\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Color_polar_maps_of_Enceladus_PIA18435_Nov._2014_full_size.jpg 900w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Color_polar_maps_of_Enceladus_PIA18435_Nov._2014_full_size-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Color_polar_maps_of_Enceladus_PIA18435_Nov._2014_full_size-768x526.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Encelado<\/span> <\/strong>espelle pennacchi di acqua salata misti a granelli di sabbia ricca di silice, azoto (ammoniaca), e molecole organiche, incluse tracce di idrocarburi semplici come metano (CH4), propano (C3H8), e altre molecole contenenti carbonio. Questo fa presupporre che esista una attivit\u00e0 idrotermale nell&#8217;oceano sotterraneo di Encelado, che potrebbe essere sfruttata come fonte di energia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38785 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/encelado.jpg\" alt=\"\" width=\"1064\" height=\"647\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">attivit\u00e0 idrotermale su Encelado &#8211; immagine raccolta dalla sonda Cassini &#8211; NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza di un oceano salato interno con un ambiente acquatico con una fonte di energia e composti organici complessi a contatto con il nucleo roccioso di <strong><span style=\"color: #008000;\">Encelado<\/span><\/strong>, fa ipotizzare che potrebbero ospitare forme di vita extraterrestre microbiche. Fantascienza? No &#8230; \u00e8 quello che avviene nelle profondit\u00e0 dei nostri oceani, nelle black smoke.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-13355 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/hadal-zone-black-smoke.jpg\" alt=\"\" width=\"1055\" height=\"746\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/hadal-zone-black-smoke.jpg 631w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/hadal-zone-black-smoke-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1055px) 100vw, 1055px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">black smoke abissali &#8211; wikipedia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una possibilit\u00e0 di colonizzazione talmente elevata che sono state proposte diverse missioni robotiche per esplorare Titano e Encelado e valutarne l\u2019effettiva abitabilit\u00e0. Tra tutte la missione <strong><span style=\"color: #008000;\">Journey to Enceladus and Titan (JET)<\/span><\/strong> per valutare il potenziale di abitabilit\u00e0 di Encelado e Titano. Il concetto di <strong><span style=\"color: #008000;\">JET<\/span><\/strong> fu proposto nel 2011 dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Jet Propulsion Laboratory al Discovery Program della NASA<\/span> <\/strong>per la sua 13a missione, ma non fu selezionato come semifinalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra proposta di missione \u00e8 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Enceladus Life Signatures and Habitability (ELSAH)<\/span><\/strong>, candidata nel 2017 al programma New Frontiers della NASA per inviare un veicolo spaziale su Encelado per cercare segnature biologiche e valutarne l&#8217;abitabilit\u00e0. Nessun dettaglio della missione \u00e8 stato ancora reso pubblico, ma gli osservatori ipotizzano che si tratterebbe di una missione di raccolta dati orbitali. I due finalisti, annunciati il 20 dicembre 2017, sono <strong><span style=\"color: #008000;\">Dragonfly to Titan<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">CAESAR (Comet Astrobiology Exploration Sample Return)<\/span><\/strong>, una missione intesa a prelevare dei campioni di sedimento sulla <strong><span style=\"color: #008000;\">cometa 67P \/ Churyumov \u2013 Gerasimenko<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il futuro ci riserver\u00e0 sempre nuove sorprese \u2026 ma intanto continuiamo il nostro viaggio verso Urano.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>NASA images, audio, video, and computer files used in the rendition of 3-dimensional models are permitted for educational or informational purposes, including photo collections, textbooks, public exhibits, computer graphical simulations and Internet Web pages. This general permission extends to personal Web pages<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #ffffff;\">. <\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/36314\"><span class='mb-text'>MERCURIO<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/36394\"><span class='mb-text'>VENERE<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/36584\"><span class='mb-text'>MARTE<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/36998\"><span class='mb-text'>LE COMETE<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/36620\"><span class='mb-text'>ASTEROIDI<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/37134\"><span class='mb-text'>GIOVE<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/37136\"><span class='mb-text'>LE LUNE DI GIOVE<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/37139\"><span class='mb-text'>SATURNO<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/37945\"><span class='mb-text'>LE LUNE DI SATURNO<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/37949\"><span class='mb-text'>URANO<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/37952\"><span class='mb-text'>NETTUNO<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/37954\"><span class='mb-text'>PLUTONE<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/37959\"><span class='mb-text'>OLTRE PLUTONE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 13<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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